{"id":1368587,"date":"2021-05-25T09:06:44","date_gmt":"2021-05-25T08:06:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1368587"},"modified":"2021-05-25T09:11:08","modified_gmt":"2021-05-25T08:11:08","slug":"le-espulsioni-di-massa-dellue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/05\/le-espulsioni-di-massa-dellue\/","title":{"rendered":"Le espulsioni di massa dell\u2019UE"},"content":{"rendered":"<p><strong>Una recente indagine del\u00a0<\/strong><em><strong>Guardian<\/strong><\/em><strong>\u00a0basata sui rapporti rilasciati dalle agenzie delle Nazioni Unite, combinati con un database di organizzazioni non governative, accusa gli stati dell\u2019Ue di aver effettuato operazioni illegali per respingere almeno 40.000 richiedenti asilo dai confini europei durante la pandemia e di aver procurato la morte a pi\u00f9 di 2.000 persone<\/strong>. Si tratta \u2013 secondo The Guardian \u2013 di una\u00a0<strong>una delle pi\u00f9 grandi espulsioni di massa degli ultimi decenni<\/strong>: i paesi europei, supportati dall\u2019agenzia di frontiera dell\u2019Ue Frontex, hanno sistematicamente respinto i rifugiati, compresi i bambini che fuggono dalle guerre, a migliaia, usando tattiche illegali che vanno dall\u2019aggressione alla brutalit\u00e0 durante la detenzione o il trasporto.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Da gennaio 2020, nonostante il calo dei numeri, Italia, Malta, Grecia, Croazia e Spagna hanno effettuato una dura repressione dell\u2019emigrazione<\/strong>. Con il pretesto di fermare la pandemia da Coronavirus hanno introdotto chiusure parziali o complete delle frontiere, hanno pagato stati non Ue e arruolato navi private per intercettare le barche in difficolt\u00e0 in mare e respingere i passeggeri nei centri di detenzione. Ci sono state ripetute denunce di persone picchiate, derubate, spogliate nude alle frontiere o lasciate in mare.<\/p>\n<p><strong>Nel 2020 la Croazia, la cui polizia pattuglia il confine esterno pi\u00f9 lungo dell\u2019Ue, ha intensificato la violenza sistematica e i respingimenti dei migranti verso la Bosnia<\/strong>.\u00a0<strong>Il Danish Refugee Council (DRC) ha registrato quasi 18.000 migranti respinti dalla Croazia dall\u2019inizio della pandemia. The Guardian ha raccolto testimonianze di migranti che sono stati frustati, derubati, abusati sessualmente e spogliati nudi da membri della polizia croata<\/strong>. Alcuni migranti hanno riferito di essere stati dipinti con lo spray con croci rosse sulle loro teste dagli agenti che hanno detto che il trattamento era la \u201ccura contro il Coronavirus\u201d si legge nel report. Ma questo con i dovuti distinguo, avviene un po\u2019 ovunque lungo la linea di demarcazione tra l\u2019Europa e il resto del mondo.<\/p>\n<p><strong>LEGGI ANCHE\u00a0<a href=\"https:\/\/comune-info.net\/un-respingimento-di-massa\/\">Ceuta. Un respingimento di massa<\/a><\/strong>\u00a0Pensare Migrante<\/p>\n<p><strong>L\u2019Europa si presenta sempre pi\u00f9 come una fortezza blindata<\/strong>\u00a0e chi vuole \u201cespugnarla\u201d rischia di essere travolto dalla \u201ccolata di olio bollente\u201d, inghiottito dalle onde nel mare dell\u2019indifferenza o ferocemente respinto oltre confine da milizie senza scrupoli. L\u2019Europa della politica istituzionale, dall\u2019apparenza democratica, accogliente e solidale, rivendica nei proclami i principi del Manifesto di Ventotene per \u201cdare alla vita politica una consolidata impronta di libert\u00e0, impregnata di un forte senso di solidariet\u00e0 sociale\u201d, ma nei fatti agisce con ferocia disumana chiudendosi sempre di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Circa 500 milioni di abitanti spaventati da meno del 10% di immigrati\/richiedenti asilo\/ rifugiati. Questa \u00e8 la reale dimensione del problema. Una realt\u00e0 variegata che dovrebbe tenere conto anche del ruolo che queste persone accolte svolgono nei territori, del contributo lavorativo e contributivo che apportano nelle singole nazioni. Basta dare uno sguardo perfino ai parametri economicisti tanto utilizzati da grandi media e politica istituzionale: solo in Italia, ad esempio, nel 2018 il contributo dei migranti al\u00a0<strong>Pil<\/strong>\u00a0\u00e8 stato di 139 miliardi di euro, pari al 9 per cento del totale. I circa 2,3 milioni di contribuenti stranieri hanno dichiarato 27,4 miliardi di redditi, versando 13,9 miliardi di contributi e 3,5 miliardi di Irpef. L\u2019Iva pagata dai cittadini stranieri \u00e8 stata stimata in 2,5 miliardi (XXIX rapporto immigrazione Caritas\u00a0<em>Conoscere per comprendere<\/em>). Nel 2020, il bilancio di spesa del Viminale prevedeva per la voce \u201cImmigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti\u201d un esborso di 1,938 miliardi, ma la cifra comprendeva l\u2019intera gestione, incluso i rapporti con le confessioni religiose. A fronte di questi dati risulta ancora pi\u00f9 incomprensibile il comportamento schizofrenico della Ue.<\/p>\n<p>Anche un recente studio di EuroMed Rights \u2013 un network che rappresenta 65 organizzazioni per i diritti umani presenti in trenta paesi del Mediterraneo \u2013 \u201cL\u2019ossessione dei rimpatri. Mappatura di politiche e pratiche nella regione Euro-Mediterranea\u201d evidenzia come proprio dal 2020 l\u2019Europa abbia iniziato un percorso pericoloso verso una strategia di\u00a0<strong>respingimenti su diversi fronti<\/strong>. Questa ricerca chiarisce come con il pretesto del Covid 19, la UE ha rafforzato le politiche di rimpatrio e limitato la libert\u00e0 di movimento.<\/p>\n<p>Lo studio rileva che nel Nuovo Patto Ue sull\u2019Asilo e la Migrazione presentato a settembre 2020 dalla Commissione Europea, viene introdotta la pericolosa proposta della \u201c<strong>sponsorizzazione dei ritorni<\/strong>\u201d\u00a0<strong>presentata come forma di solidariet\u00e0 europea<\/strong>, e vengono esaltati il concetto di \u201cpaesi terzi sicuri\u201d e il ruolo di Frontex.\u00a0<strong>Tra i paesi considerati sicuri dalla maggior parte degli stati membri Ue ci sono Marocco e Tunisia,<\/strong>\u00a0anche se nessuno dei due ha una legge sull\u2019asilo n\u00e9 protegge i migranti, richiedenti asilo e rifugiati. Il numero crescente di rimpatriati negli accordi di riammissione, sia per la Tunisia che per il Marocco (le Isole Canarie rimpatriano in media ottanta persone in Marocco ogni settimana), evidenziano la mancata considerazione dei bisogni individuali e delle possibili vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, nel codice dei visti si invita a collegare la concessione del visto alla cooperazione sulle riammissioni di un paese terzo. Il che significa molto semplicemente che la circolazione dei cittadini potrebbe dipendere dalla disponibilit\u00e0 o meno del loro paese di origine di riaccoglierli qualora si verificassero le condizioni di espulsione in Ue. Anche nel nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027 viene confermato questo approccio:\u00a0<strong>gli stanziamenti di bilancio per il rimpatrio e la gestione delle frontiere sono stati aumentati esponenzialmente a scapito delle risorse dedicate al rafforzamento del sistema comune d\u2019asilo, ai percorsi legali, all\u2019integrazione e alla ricollocazione<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Inoltre in Europa come in Italia, la trasparenza all\u2019accesso dei dati \u00e8 pressoch\u00e9 inesistente<\/strong>. Contrariamente alle richieste ribadite da molti anni sia dalla societ\u00e0 civile che dai rappresentanti europei eletti, la ricerca di EuroMed mostra la totale mancanza di trasparenza e di controllo parlamentare sugli accordi di riammissione tra UE\/Stati membri e paesi terzi. Il reperimento delle informazioni sul numero di persone rimpatriate dai paesi di espulsione, sul numero di persone detenute in attesa di essere rimpatriate e sul destino dei rimpatriati in tutta la regione euro mediterranea \u00e8 un lavoro complesso che spesso si impantana nei cavilli della burocrazia.<\/p>\n<p><strong>Di fatto dalle testimonianze raccolte non sembra esistere alcun tipo di assistenza ai rimpatriati e in stati quali la Siria e l\u2019Egitto il rischio di essere perseguitati, arrestati, detenuti, torturati e\/o di scomparire al ritorno \u00e8 altissimo e ovviamente ben noto<\/strong>. Inoltre gli accordi bilaterali di riammissione spesso assumono la forma di accordi informali, eludendo cos\u00ec le competenze del Parlamento europeo e nazionale in termini di monitoraggio e controllo. Questa \u201cinformalit\u00e0\u201d porta a un aumento dei rimpatriati e soprattutto non contempla la tutela dei bisogni e delle vulnerabilit\u00e0 individuali delle persone. Recenti accordi informali di riammissione tra le isole Canarie spagnole e il Marocco, cos\u00ec come tra l\u2019Italia e la Tunisia, hanno mostrato una chiara tendenza ad aumentare le quote di ritorno, i voli di espulsione e il numero di persone per volo.<\/p>\n<p>EuroMed denuncia la necessit\u00e0 di apportare un efficace meccanismo di monitoraggio del ritorno per ridurre il rischio di sparizioni forzate e violenze una volta che le persone vengono rimpatriate nel loro paese d\u2019origine o di transito, in particolare in quelli che penalizzano l\u2019emigrazione irregolare.\u00a0<strong>Dai dati raccolti emerge anche un preoccupante aumento di \u201cpartenze volontarie\u201d o meglio di ritorni coercitivi<\/strong>. I migranti si sa, vengono spesso discriminati e sono i pi\u00f9 esposti allo sfruttamento lavorativo e sessuale nei paesi ospitanti. In Turchia, ad esempio, sono numerose le testimonianze di migranti costretti a firmare moduli di ritorno \u201cvolontario\u201d, senza che vengano loro tradotti e resi comprensibili. Tutto questo, associato all\u2019aumento dei respingimenti diffusi lungo le frontiere esterne e interne dell\u2019Ue, all\u2019ampliamento del mandato di Frontex che gi\u00e0 nella sua accezione chiarisce lo scopo della sua funzione, le violazioni dei diritti umani e del principio di non\u00a0<em>refoulment<\/em>\u00a0sottoscritto da tutti gli stati membri Ue, delinea un quadro drammatico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una recente indagine del\u00a0Guardian\u00a0basata sui rapporti rilasciati dalle agenzie delle Nazioni Unite, combinati con un database di organizzazioni non governative, accusa gli stati dell\u2019Ue di aver effettuato operazioni illegali per respingere almeno 40.000 richiedenti asilo dai confini europei durante 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Ha iniziato negli anni \u201990 come cronista collaborando con diverse testate locali e nazionali. Ha scritto per Avvenimenti, Paese Sera, Il Manifesto e L\u2019 Espresso. Inviata speciale negli anni \u201880 per Paese Sera. Tra il 1989 -1990 ha seguito per Il Manifesto la caduta dei regimi filo sovietici in Romania e Albania. Nel 2016 ha visitato in un lungo viaggio itinerante che si \u00e8 concluso a Riace i luoghi meta di sbarchi e di accoglienza. Scrive di migrazioni nel suo blog (https:\/\/tralerigheweb.wordpress.com\/ ), su Comune.Info, Volere la luna, Pressenza. Dal 2017 collabora con RECOSOL, la Rete dei Comuni Solidali. \u00c8 coautrice del libro \u201cL\u2019ecofemminismo in Italia. Le radici di una rivoluzione necessaria\u201d a cura di Laura Cima e Franca Marcomin. Nel 2019 ha realizzato con gli ospiti dello SPRAR di Gioiosa Ionica un e- book su usi e abitudini culturali africane \u201cMettiamo le mani in pasta\u201d raccontate attraverso le ricette originali degli ospiti. 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