{"id":1352672,"date":"2021-05-01T19:10:43","date_gmt":"2021-05-01T18:10:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1352672"},"modified":"2021-05-01T19:13:53","modified_gmt":"2021-05-01T18:13:53","slug":"usa-atti-disperati-nel-declino-del-sistema-capitalista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/05\/usa-atti-disperati-nel-declino-del-sistema-capitalista\/","title":{"rendered":"USA, atti disperati nel declino del sistema capitalista"},"content":{"rendered":"<p><strong>Come tutti i sistemi economici della storia documentata, il destino del capitalismo sembra ripetere lo stesso viaggio in tre fasi: nascita, evoluzione e morte. Tempi e dettagli dell\u2019evoluzione di ciascun sistema differiscono. Nascita ed evoluzione sono spesso vissute positivamente, e vengono celebrate per il loro progresso e la speranza. Il declino e la morte, tuttavia, vengono spesso vissuti con diniego, difficolt\u00e0 e sconforto. Nonostante i discorsi politici ottimisti sul futuro, il capitalismo statunitense ha raggiunto e superato il proprio apice. Come per l\u2019Impero Britannico dopo la prima guerra mondiale, il percorso diventa ora difficile.<\/strong><\/p>\n<p>I segni del declino si accumulano. Gli ultimi 40 anni di lenta crescita economica hanno visto il 10% pi\u00f9 ricco prendersi quasi tutto. L\u2019altro 90% ha subito una crescita dei salari reali limitata che ha spinto a chiedere enormi prestiti (per case, auto, carte di credito e spese universitarie). I creditori erano, ovviamente, perlopi\u00f9 l\u2019altro 10%. I costi dei college sono aumentati mentre diminuiscono i buoni posti di lavoro e il reddito dei laureati. Per quelli senza laurea la situazione \u00e8 ancora peggio. I divari in ricchezza e reddito sono aumentati vertiginosamente. Per mantenersi in cima a queste disuguaglianze, il 10% ha aumentato il proprio dominio sulla politica e sulla cultura tramite le donazioni. I politici accondiscendenti hanno rafforzato poi i divari di ricchezza e reddito in quella tipica spirale che si forma nei sistemi in declino.<\/p>\n<p>L\u2019inesorabile e crescente divario risulta particolarmente doloroso per gli Stati Uniti, dal momento che era stato temporaneamente invertito negli anni Trenta e Quaranta. Allora, tale riduzione del divario (celebrata come l\u2019ascesa di un vasto \u201cceto medio\u201d) port\u00f2 a rinnovate affermazioni dell\u2019ottimismo americano e delle virt\u00f9 del capitalismo. Si diceva che stavamo vivendo in un \u201ccapitalismo popolare\u201d post-1930. In parte era vero, ma non di pi\u00f9. Ha fatto s\u00ec che le aspettative sui posti di lavoro e sui redditi del \u201cceto medio\u201d fossero diritti di nascita della maggior parte degli americani (bianchi). Il divario sempre pi\u00f9 profondo dagli anni Settanta ha prima deluso e poi fatto crollare quelle aspettative. Una sorta di amarezza per il sogno americano che svanisce si \u00e8 insediata e ha scosso la coscienza popolare. Il capitalismo \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 deludente, un segno del declino del sistema. Un altro segno \u00e8 il crescente interesse verso il socialismo e le elezioni di socialisti nonostante gli incessanti martellamenti antisocialisti dalla Guerra Fredda in poi.<\/p>\n<p>La reazione del Paese al Covid-19 mostra ulteriori sintomi. Con il 4% della popolazione globale, gli Stati Uniti rappresentano il 20% dei decessi per Covid-19 nel mondo. Nonostante sia un Paese ricco con un servizio sanitario ben sviluppato, il sistema nel suo insieme non \u00e8 riuscito a far fronte ai problemi. La sua situazione \u00e8 purtroppo paragonabile a quella di molte nazioni meno ricche e meno attrezzate dal punto di vista medico. Negli Stati Uniti la sperimentazione, la prevenzione, il trattamento e la vaccinazione rimangono irregolari, lacunosi e lenti.<\/p>\n<p>Durante l\u2019ultimo crollo del capitalismo di simile portata, la Grande Depressione degli anni Trenta insieme alla Seconda Guerra Mondiale, l\u2019estrema disparit\u00e0 della distribuzione della ricchezza e del reddito degli anni Trenta furono ridotte di oltre un terzo. In forte contrasto, questo ultimo crollo capitalista, insieme alla pandemia, ha aumentato oltremodo la disuguaglianza delle distribuzioni. La flessibilit\u00e0 del capitalismo statunitense dal 1930 al 1945 \u00e8 in contrasto con la rigidit\u00e0 delle sue distribuzioni attuali di reddito e ricchezza. Allora la nazione si era mobilitata di fronte a enormi pericoli. Ora questa nazione si divide. Un capitalismo ancora in ascesa si \u00e8 quindi fossilizzato e il declino \u00e8 iniziato.<\/p>\n<p>Gli ultimi 40 anni di ridistribuzione dell\u2019aumento del reddito e della ricchezza dal ceto medio e povero a quello alto \u00e8 culminata con il taglio alle tasse di Trump del 2017. Nel trentennio precedente, le aziende e il 10% pi\u00f9 ricco (che possiede pi\u00f9 dell\u201980% dei titoli del mercato azionario) hanno registrato guadagni eccezionali rispetto al restante 90%. Non avevano assolutamente \u201cbisogno\u201d di una riduzione fiscale. Ma il Partito Repubblicano, al comando del governo degli Stati Uniti, l\u2019ha imposta comunque. Ci\u00f2 ha accresciuto ancora di pi\u00f9 la dipendenza dai disavanzi e dall\u2019indebitamento nazionale dopo il crollo del 2008-2009. L\u2019esplosione senza precedenti e costante del capitale e l\u2019aumento del debito nazionale sono i segni nella finanza pubblica del declino capitalista.<\/p>\n<p>A seguito della caduta dell\u2019Impero Romano, molti accusarono per il declino la resistenza proveniente dalle zone remote. Venivano chiamati \u201cbarbari\u201d, additati come \u201cinvasori\u201d e divenuti capri espiatori per sviare l\u2019attenzione dai segni di decadimento interno. Oggi, il timore e le accuse verso gli immigrati e gli stranieri che \u201crovinano\u201d gli Stati Uniti sia economicamente che politicamente sono anch\u2019essi segni di declino. La notevole crescita economica degli Stati Uniti nel corso della sua storia ha \u201crisolto\u201d i problemi di lavoro combinando l\u2019aumento del salario per i lavoratori americani e l\u2019enorme immigrazione di lavoratori sottopagati. Un capitalismo in crescita avrebbe dovuto soddisfare entrambe le parti di tale soluzione. Il capitalismo statunitense odierno non pu\u00f2 accontentare nessuno dei due.<\/p>\n<p>Le recenti guerre in Afghanistan e Iraq non sono state n\u00e9 necessarie n\u00e9 di successo in termini militari. Hanno significato una massiccia spesa pubblica e giustificato le crescenti spese per la \u201cdifesa\u201d nei bilanci federali. L\u2019Unione Sovietica non rappresenta pi\u00f9 una minaccia. Una guerra senza confini e mondiale al \u201cterrorismo\u201d ha fornito un pericolo esterno temporaneo fino a quando il fulcro odierno verso una nuova Guerra Fredda contro la Cina potr\u00e0 emergere come principale giustificazione. Ma qualunque sia la protezione globale che le forze armate statunitensi forniscono alle catene di approvvigionamento vulnerabili di oggi, anche le enormi spese militari hanno contribuito a trascurare la manutenzione delle infrastrutture. Adesso \u00e8 urgente. Il vecchio problema di \u201cpistole contro burro\u201d tipicamente accompagna il declino dei sistemi economici.<\/p>\n<p>Mentre il governo degli Stati Uniti cerca disperatamente di gestire i costi crescenti dei suoi piani esteri e interni, ricorre a una versione moderna dello \u201csvilimento della moneta\u201d degli antichi. Il Federal Reserve System monetizza i deficit in grandezze in rapida crescita. Data la disoccupazione, i salari ristretti e l\u2019eccessivo indebitamento personale, l\u2019emissione di moneta non fluisce in investimenti reali ma piuttosto nei mercati azionari. L\u2019inflazione \u00e8 quindi diventata una realt\u00e0, alimentando un divario di ricchezza sempre pi\u00f9 profondo. Ci assicurano che l\u2019emissione di moneta non si sposter\u00e0 mai su beni e servizi, provocando in tal modo la classica inflazione. Ci assicurano anche che la Fed controller\u00e0 l\u2019eventuale minaccia di un\u2019inflazione. Tali promesse e rassicurazioni mirano a prevenire ci\u00f2 che, secondo i responsabili, pu\u00f2 essere una terrificante possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019assalto del 6 gennaio al Campidoglio ha reso una nazione turbata pi\u00f9 consapevole delle gi\u00e0 profonde divisioni sociali e della disgregazione della sua coesione sociale. Chi ha attaccato il Campidoglio ha reagito al declino del capitalismo opponendo una resistenza disperata al risultato elettorale, al liberismo politico, al multiculturalismo, al secolarismo e cos\u00ec via. Come Trump, hanno cercato di invertire il declino del capitalismo. Poich\u00e9 la loro ideologia li rende ciechi di fronte al declino, la pensano diversamente. Colpevolizzano e quindi cercano di demolire il governo. Tuttavia, il governo degli Stati Uniti, attraverso l\u2019oligopolio bipartitico nella politica statunitense, sostiene risolutamente il capitalismo nazionale. I due partiti si differenziano solo sul modo migliore per farlo. Man mano che il declino procede, nonostante gli sforzi per fermarlo, la frustrazione accumulata alla fine trabocca. Gli sforzi diventano estremi e peggiorano la situazione piuttosto che risolvere il problema. I membri del governo di Trump si sono spesso impegnati a distruggere i rispettivi dipartimenti e gli assalitori del 6 gennaio hanno tentato di fare lo stesso. Tale autodistruzione \u00e8 un altro segno del declino avanzato del sistema.<\/p>\n<p>Investire adesso nelle infrastrutture statunitensi a lungo trascurate potrebbe significare un altro fallimento uguale a quello degli aiuti esteri e di molte avventure militari statunitensi. La spesa federale coinvolta finisce sempre o alle societ\u00e0 private per beni e servizi appaltati oppure va ai governi esteri, nazionali o regionali. Anche i governi beneficiari li utilizzano per contratti con societ\u00e0 private. Le grandi corporazioni, ad esempio, svolgono la maggior parte dei lavori di manutenzione e ammodernamento delle infrastrutture statunitensi.<\/p>\n<p>Le societ\u00e0 incaricate impiegheranno a loro volta il denaro ricevuto proprio come tutti gli altri ricavi. Una parte del denaro andr\u00e0 ai salari e agli stipendi dei dipendenti, ma la maggior parte sar\u00e0 impiegato per \u201cfare affari\u201d. Tali spese includono stipendi elevati per il middle management e lussuosi pacchetti salariali per l\u2019alta dirigenza, macchine per l\u2019automazione, trasferimento di infrastrutture da aree con salari pi\u00f9 alti verso aree con salari inferiori per migliorare i profitti, aumenti dei dividendi per gli azionisti, interessi e rimborso di prestiti aziendali e commissioni pagate a consulenti esterni (assunti per aiutare a pianificare la crescita aziendale, gli investimenti all\u2019estero e a reprimere le spinte sindacali). In breve, le spese federali fluiscono nelle mani delle aziende che poi produrranno lo stesso sistema che ha trascurato le infrastrutture e ha rafforzato le disuguaglianze di reddito e ricchezza.<\/p>\n<p>Il declino del sistema si riproduce perch\u00e9 i leader non riescono a vedere la struttura interna di produzione del capitalismo statunitense come il problema principale, figuriamoci cambiarla. Le fabbriche, gli uffici e i negozi sono quasi tutti divisi in una minoranza dominante di proprietari e consigli di amministrazione rispetto alla maggioranza dominata dei dipendenti. Tale struttura \u00e8 fortemente antidemocratica. I datori di lavoro non sono responsabili nei confronti dei dipendenti. Sempre di pi\u00f9, soprattutto durante gli ultimi 50 anni, usano la loro posizione per arricchirsi a discapito dei dipendenti. Gli investimenti instabili della minoranza (guidate da un\u2019incertezza irriducibile e da ci\u00f2 che John Maynard Keynes chiamava \u201cspiriti animali\u201d) impongono cicli infiniti e costosi alla societ\u00e0. Le tensioni e gli antagonismi tra datori di lavoro e dipendenti sconvolgono e minano la salute fisica e mentale e la decantata \u201cefficienza\u201d del sistema ad ogni svolta.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 i segni del declino del capitalismo statunitense vengono negati o male interpretati, spingono individui e gruppi a ricorrere ad atti sbagliati e disperati. Sono ciechi di fronte al problema strutturale di un sistema economico non pi\u00f9 in grado di affrontare le sue contraddizioni. Cos\u00ec, il declino accelera, e corre come un treno su un binario verso un muro di pietra. La maggior parte dei conducenti e passeggeri non si accorgono dei segni, o li nota ma senza collegarli al loro problema di base: trovarsi su un treno in movimento verso un muro.<\/p>\n<p>Di Richard D. Wolff<\/p>\n<p><em><strong>Articolo realizzato nell\u2019ambito di\u00a0<\/strong><\/em><a href=\"https:\/\/go.ind.media\/e\/546932\/economy-for-all-\/jqh6ss\/821890867?h=XJFts43aj6SAXa6trH-35-uDgjMhUbPZ07dcmP7xdBE\"><strong><em>Economy for All<\/em><\/strong><\/a><em><strong>, un progetto dell\u2019Independent Media Institute.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Traduzione dall\u2019inglese di Rossella Crimaldi. Revisione di Thomas Schmid.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><b>Richard D. Wolff <\/b>\u00e8 professore emerito di economia all\u2019Universit\u00e0 del Massachusetts, ad Amherst e visiting professor al Graduate Program in International Affairs of the New School University a New York. Il programma settimanale di Wolff, \u201cEconomic Update\u201d, \u00e8 distribuito da oltre 100 stazioni radio e arriva a 55 milioni ricevitori tramite Free Speech TV. I suoi tre libri pi\u00f9 recenti sono\u00a0<em>The Sickness Is the System: When Capitalism Fails to Save Us From Pandemics or Itself<\/em>,\u00a0<em>Understanding Marxism<\/em>, e\u00a0<em>Understanding Socialism<\/em>.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come tutti i sistemi economici della storia documentata, il destino del capitalismo sembra ripetere lo stesso viaggio in tre fasi: nascita, evoluzione e morte. Tempi e dettagli dell\u2019evoluzione di ciascun sistema differiscono. 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