{"id":1312494,"date":"2021-03-08T08:40:51","date_gmt":"2021-03-08T08:40:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1312494"},"modified":"2021-06-13T16:17:22","modified_gmt":"2021-06-13T15:17:22","slug":"donne-che-costruiscono-il-futuro-vandana-shiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/03\/donne-che-costruiscono-il-futuro-vandana-shiva\/","title":{"rendered":"Donne che costruiscono il futuro: Vandana Shiva"},"content":{"rendered":"<p>Iniziamo con Vandana Shiva la serie di interviste dal titolo: \u201c<a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/03\/donne-che-costruiscono-il-futuro-verso-una-cultura-nonviolenta\/\">Donne che costruiscono il futuro. Verso una cultura nonviolenta.<\/a>\u201d<\/p>\n<p>La famosa fisica, pensatrice e attivista Vandana Shiva propone l\u2019ecofemminismo come una risposta al momento attuale, in cui il patriarcato capitalista ci sta conducendo verso la distruzione e la morte, dopo aver colonizzato la natura, le donne e il futuro e ci trasmette parole forti e convincenti sulla lotta per la vita e il futuro.<\/p>\n<p>A questo <a href=\"http:\/\/www.navdanya.org\/site\/latest-news-at-navdanya\/629-courses-at-navdanya-bija-vidyapeeth-2020\">link<\/a> si possono trovare i corsi della Earth University, compreso quello sull\u2019Ecofemminismo.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/oB_oqc4V8js\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Trascrizione dell\u2019intervista<\/strong><\/p>\n<p><strong>Juana Perez, Pressenza<\/strong><\/p>\n<p><strong>Amiche e amici, come potete vedere siamo con Vandana Shiva, nota pensatrice e scrittrice, fisica, attivista, ecofemminista, con milioni di persone che seguono le sue proposte in tutto il pianeta. Parlare di tutti i progetti in cui si \u00e8 impegnata e continua a impegnarsi potrebbe richiedere tutto il tempo dell\u2019intervista. Lavora con la societ\u00e0 civile, con le organizzazioni, ma anche con i governi. Ha affrontato il potere denunciando grandi compagnie. E\u2019 difficile elencare tutto quello che hai costruito, per\u00f2 per sintetizzarlo in qualche modo mi piacerebbe che ci raccontassi che cosa hanno in comune tutte le cause che difendi.<\/strong><\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 su cui lavoro sorge dal pi\u00f9 profondo di me, dal mio amore per la vita e dall\u2019amore per la libert\u00e0, qualunque cosa sia, che sia la protezione delle foreste, dei semi, o lo stare con le mie sorelle contadine a difendere la Terra, il territorio, il suolo. Tutto ha a che fare con la difesa della vita da un luogo d\u2019amore o con la difesa della libert\u00e0 da un luogo di resistenza contro la mancanza di libert\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Tu parli della decolonizzazione, dell\u2019ecofemminismo come forza opposta al patriarcato capitalista e della decolonizzazione della natura, delle donne e del futuro.<\/strong><\/p>\n<p>Se ci pensi, gli stessi processi di colonizzazione, ossia il progetto del patriarcato capitalista, colonizzano la natura, trasformano la Terra da bene comune a propriet\u00e0 privata, trasformano i semi da bene comune a propriet\u00e0 intellettuale, trasformano le persone da esseri umani autonomi in utenti di algoritmi e macchine. L\u2019appropriazione dei beni comuni \u00e8 al centro della colonizzazione e la colonizzazione della natura \u00e8 strettamente legata a quella della donna. Nello stesso modo in cui Madre Terra \u00e8 diventata sterile, la donna come creatura autonoma, produttiva, creativa, che sostiene concretamente l\u2019economia e la societ\u00e0, \u00e8 diventata un corpo vuoto, un oggetto da sfruttare. Tutto il lavoro che facciamo, tutta la creativit\u00e0 e la conoscenza che abbiamo \u00e8 stata trasformata in non-conoscenza, in non-lavoro, ma il processo stesso di colonizzazione della natura e delle donne ha minato le basi stesse della vita.<\/p>\n<p>Quando sfruttate eccessivamente un fiume lo state uccidendo e quel fiume \u00e8 l\u2019acqua della gente di oggi e della gente di domani; quando per avidit\u00e0 e cecit\u00e0 bruciate combustibili fossili, usate pesticidi nell\u2019agricoltura e generate il 50% in pi\u00f9 dei gas serra che provocano il cambiamento climatico, state rubando il futuro delle nuove generazioni. Per questo la giovent\u00f9 \u00e8 molto consapevole della crisi climatica e abbiamo movimenti come Fridays For Future. Ma ci\u00f2 che manca ancora \u00e8 la consapevolezza dell\u2019interconnessione di queste tre colonizzazioni. Il giorno in cui l\u2019umanit\u00e0 si sveglier\u00e0 e lo capir\u00e0, il potere della Terra, il potere delle persone sar\u00e0 un potere creativo, che nessuno potr\u00e0 fermare.<\/p>\n<p><strong>Torneremo su questo punto. Dicevi prima che tutto quello su cui lavori viene da dentro di te, dalla tua difesa della vita. Ci sono state esperienze concrete, di rapporti con la gente, nella tua azione, che ti hanno portato ad una riflessione, all\u2019attivismo, all\u2019impegno per la vita, qualcosa che ti ha cambiato in un certo momento e ti ha spinto a impegnarti in diverse cause e con diversi movimenti?<\/strong><\/p>\n<p>La mia formazione di base \u00e8 come fisica, ho fatto un dottorato in teoria quantistica, quindi la mia formazione intellettuale ha a che fare con la non-separazione, con l\u2019idea che tutto \u00e8 interconnesso. Ha a che fare con il potenziale; l\u2019idea che le donne siano biologicamente inferiori \u00e8 stata creata essenzialmente dal patriarcato capitalista. Le donne hanno il potenziale per essere agenti importanti nell\u2019economia, nella democrazia, nella cultura; per questo il tema della non-separazione e dei diversi potenziali fa parte della mia educazione.<\/p>\n<p>Il mio coinvolgimento nei temi ecologici, la realizzazione della percezione della violenza del patriarcato capitalista e la creazione di una filosofia che riconosce che la natura e le donne sono creative, si sono originati da un\u2019esperienza personale. Stavo partendo per il Canada, per il mio dottorato di ricerca e mi sono incamminata in un sentiero che portava alla nostra foresta preferita. Mio padre era stato una guardia forestale e cos\u00ec ho visitato foreste per tutta la mia infanzia; e questa particolare foresta di querce era scomparsa e il fiume che scorreva da questa antica foresta era diventato un rivolo, solo poche gocce d\u2019acqua. Mi ero sentita come se mi avessero amputato un braccio, perch\u00e9 ero cresciuta in queste foreste e questo mi turb\u00f2 molto. Cos\u00ec iniziai a parlarne e quando tornai a Delhi mi fermai in un negozio di t\u00e8 dove seppi di questo nuovo movimento di Chipko, e \u201cchipko\u201d significa \u201cabbracciare\u201d ed \u00e8 partito dalle donne nelle montagne della mia regione. Mi Stavo trasferendo in Canada, ma mi impegnai a tornare nelle vacanze e a fare volontariato con questo meraviglioso movimento. Quindi dico sempre di aver fatto il mio dottorato di ricerca in teoria quantistica all\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Ontario, in Canada, ma anche di aver fatto un dottorato sull\u2019ambientalismo e l\u2019attivismo ecologista all\u2019Universit\u00e0 di Chipko, nelle montagne della mia regione. Quindi questo \u00e8 ci\u00f2 che ha realmente ispirato il mio impegno: quello di essere un\u2019attivista per l\u2019ambiente e di mantenermi costantemente informata su qualunque posto in cui avvenisse la distruzione della natura. Erano le donne a sollevarsi e non perch\u00e9 i loro geni dicevano di essere pi\u00f9 vicine alla natura, ma perch\u00e9 erano state lasciate a prendersi cura delle cose basilari, a fornire cibo e carburante e acqua e tutte quelle cose che non sono considerate lavoro, che non sono considerate parte dell\u2019economia. Quindi avevano ricevuto il compito di prendersi cura di queste cose di base di cui si ha bisogno e sono diventate esperte di sostentamento, ecologia, sono diventate esperte in sopravvivenza.<\/p>\n<p>Un altro grande cambiamento avvenne nel 1984, quando in India si verificarono due eventi molto violenti. Uno fu una rivolta contadina nello stato del Punjab, dove la Rivoluzione verde dell\u2019industria chimica e dell\u2019agricoltura industriale fu introdotta nel terzo mondo per la prima volta. Fino ad allora era presente solo nel primo mondo industrializzato.<\/p>\n<p>Ma questa Rivoluzione verde, come \u00e8 stata chiamata, non era rivoluzionaria e non era verde, era semplicemente violenza: era una tecnologia militare introdotta nell\u2019agricoltura, che rovin\u00f2 lo stato del Punjab. Per questo vi fu una rivolta dei contadini. Lo stesso anno nella citt\u00e0 di Bhopal, nella stessa azienda che aveva introdotto questi pesticidi, vi fu una fuoriuscita di gas letale e morirono migliaia di persone. Allora lavoravo con l\u2019Universit\u00e0 delle Nazioni Unite, in un programma sulla pace e la trasformazione globale, con un particolare focus sul consumo delle risorse e mi sono detta che qualcosa di grosso stava succedendo, cos\u00ec ho voluto approfondire. Per questo ho scritto un libro sulla rivoluzione verde, sulla violenza della rivoluzione verde, perch\u00e9 per me la conoscenza non \u00e8 una carriera, per me la ricerca non \u00e8 aggiungere un\u2019altra pubblicazione al mio curriculum. La conoscenza \u00e8 una guida per l\u2019azione; e quando sai che una cosa \u00e8 sbagliata, bisogna fare di tutto per impedire che quel male continui, sia attraverso la conoscenza che attraverso l\u2019azione. Per questo mi sono impegnata a continuare la ricerca sulla violenza del cartello dei veleni e dell\u2019agricoltura industriale. E cos\u00ec sono finita per diventare un\u2019esperta di questo argomento, proprio per evitare quel danno e dall\u201984 mi sono impegnata a promuovere un\u2019agricoltura senza violenza. Come risultato di questo lavoro nel 1987 sono stata invitata a una riunione in cui il cartello dei veleni voleva appropriarsi dei semi. Volevano un trattato globale per imporre questo al mondo. E cos\u00ec ho iniziato a difendere i semi ed \u00e8 cominciato il Movimento Navdanya.<\/p>\n<p>Dunque ognuno dei miei grandi cambiamenti \u00e8 stato innescato da una grande ingiustizia e una grande violenza contro la Terra e contro le persone, soprattutto le donne.<\/p>\n<p><strong>Hai menzionato cause e movimenti dicendo che quando queste cause si uniranno vivremo davvero in un\u2019altra realt\u00e0. Si stanno formando molte reti in tutto il mondo, ma a tuo parere di cosa abbiamo bisogno per generare la massa critica sufficiente a cambiare la direzione degli eventi a livello globale? Che cosa dobbiamo introdurre perch\u00e9 questo avvenga? Come possiamo contribuire perch\u00e9 arrivi questo momento?<\/strong><\/p>\n<p>Come ho detto, ho iniziato il mio lavoro con l\u2019ecologia dopo Chipko, nei primi anni \u201870; il mio lavoro intellettuale \u00e8 naturalmente molto pi\u00f9 vecchio e la mia storia femminista \u00e8 iniziata dal momento in cui sono nata. Ho avuto la fortuna di avere dei genitori meravigliosi e una formidabile madre \u201cfemminista\u201d, ancora prima che il termine fosse introdotto nel vocabolario. Negli ultimi secoli abbiamo assistito al colonialismo quale espressione del patriarcato capitalista, che ha generato concentrazione di potere, avidit\u00e0, ricerca del profitto e dominazione nei confronti delle donne. Ma tutto questo \u00e8 anche legato all\u2019antropocentrismo: l\u2019idea che gli esseri umani siano superiori alle altre specie \u00e8 legata a quello che io chiamo \u201capartheid ecologico\u201d, alla separazione dalla natura.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, gli stessi processi hanno creato un nuovo razzismo secondo cui le persone di colore sono inferiori ai bianchi, perch\u00e9 il colonialismo doveva essere giustificato con la superiorit\u00e0 di una certa pelle: quella bianca, di una religione: il cristianesimo, di un genere: gli uomini. Tutto questo era un solo pacchetto. Quando lo guardiamo come un sistema, si tratta di un unico pacchetto. I movimenti sono sorti nel tempo concentrandosi su aspetti specifici di questa entit\u00e0 comune: la guerra contro la vita, contro l\u2019autonomia e l\u2019auto-organizzazione, contro la diversit\u00e0.<\/p>\n<p>Tutti questi aspetti erano interconnessi con la radice della causa e la radice della forma: la forma era il colonialismo e il patriarcato capitalista, le forze trainanti erano l\u2019avidit\u00e0, l\u2019estrazione di materie prime e la generazione di profitto in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo. Cos\u00ec hanno creato narrazioni per giustificare il loro sfruttamento come una missione civilizzatrice, dicendo: \u201cNon vi stiamo sfruttando, vi stiamo civilizzando, senza di noi siete dei barbari, siete dei primitivi, siete inferiori\u201d. E questa narrazione ha spezzato e frammentato i movimenti. Cos\u00ec abbiamo il movimento Black Lives Matter, il movimento delle donne e poi da un\u2019altra parte abbiamo i Fridays for Future che parlano del futuro; abbiamo un movimento per i diritti della Madre Terra, totalmente separato dalla giustizia di genere, dall\u2019antirazzismo e dall\u2019interesse delle generazioni future. Quindi, cosa dobbiamo fare ora che sappiamo che abbiamo una finestra di dieci anni per la transizione? Sappiamo che se nei prossimi dieci anni non produrremo un cambiamento, ci distruggeremo, distruggeremo le condizioni per la vita umana sulla Terra, proprio come abbiamo fatto con altre specie e questa non \u00e8 un\u2019ipotesi, \u00e8 l\u2019indicazione di una chiara tendenza. Ci\u00f2 \u00e8 stato fatto ad altre specie e ad altre culture: gli ecocidi di numerose specie, i genocidi dei popoli nativi, il femminicidio delle donne, sono sotto i nostri occhi. Cos\u00ec per quelli che straparlano di scienza basata sull\u2019evidenza, questa \u00e8 la scienza basata sull\u2019evidenza: siamo sulla strada del collasso e dell\u2019estinzione, ma voi pensate di essere cos\u00ec superiori da poter scappare su Marte in qualche modo e sopravvivere mentre rovinate questo pianeta.<\/p>\n<p>Quindi, per prima cosa dobbiamo svegliarci rispetto a questa finestra di dieci anni; in seconda analisi dobbiamo prendere consapevolezza sulla radice comune delle ingiustizie: non sulle diverse espressioni, ma sulle radici comuni; la terza cosa che dobbiamo fare \u00e8 renderci conto che abbiamo la creativit\u00e0, abbiamo il potere creativo di fare il cambiamento che vogliamo vedere, non dobbiamo aspettare che qualcuno venga a dirci: svegliati! Il risveglio viene da dentro, questo \u00e8 un potere che \u00e8 dentro di noi e la separazione \u00e8 stata imposta. La non-separazione \u00e8 la realt\u00e0 della nostra vita, la nostra non-separazione dalla natura, la nostra non-separazione tra noi esseri umani e la nostra non separazione con le altre generazioni.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una legge, come le leggi di non-separazione della teoria quantistica: dobbiamo capire la teoria quantistica dell\u2019unit\u00e0 nella specie umana e con le altre specie. Una volta che raggiungiamo questa consapevolezza si aprono tutti i tipi di possibilit\u00e0, e di nuovo, lo dico sulla base della scienza basata sull\u2019evidenza. E abbiamo gi\u00e0 visto che salvando un solo seme abbiamo un intero sistema di cibo e agricoltura che pu\u00f2 risolvere i problemi climatici, affrontare quelli del suolo e delle catastrofi sanitarie, un sistema che non crea pandemie come questa tecnologia agricola invasiva che con gli OGM si infiltra ovunque in Amazzonia. Questo sistema ci pu\u00f2 dare una buona salute e creare giustizia a ogni livello\u2026 \u00e8 tutto fattibile, sta nella nostra storia; per questo i popoli indigeni devono essere ponti importanti verso il futuro.<\/p>\n<p>Ha a che fare con quelle donne che nonostante difficolt\u00e0 e problemi continuano a guidare le generazioni verso il futuro. Dunque le donne devono essere a capo di questa transizione. Dobbiamo renderci conto che siamo una cosa sola con la natura come umanit\u00e0 e abbiamo una vita comune, come umanit\u00e0 e come pianeta. Questo risveglio apre finestre che sono state chiuse dal patriarcato capitalista e ci impediscono di muoverci, ci impediscono di cambiare, ci impediscono di essere agenti di cambiamento.<\/p>\n<p><strong>Vuoi aggiungere qualche altro elemento tangibile o intangibile che ci aiuti a costruire il futuro nonviolento a cui aspiriamo?<\/strong><\/p>\n<p>Tutto l\u2019attivismo che ho portato avanti nella mia vita, come ho gi\u00e0 detto, \u00e8 iniziato a Chipko e tutte le mie azioni sono state ispirate dalla nonviolenza contro le forze della violenza; per esempio le forze della violenza che hanno distrutto l\u2019agricoltura nel Punjab con la Rivoluzione verde, le forze della violenza dei pesticidi dello stabilimento della Union Carbide, le forze della violenza della Monsanto che voleva appropriarsi dei semi, violando la loro integrit\u00e0 attraverso l\u2019ingegneria genetica.<\/p>\n<p>Quindi ci sono tre lezioni che ho sperimentato e imparato. La prima \u00e8 l\u2019<strong>auto-organizzazione<\/strong>. Dobbiamo renderci conto che siamo esseri autonomi, non siamo oggetti e come esseri auto-organizzati e come soggetti autonomi siamo connessi agli altri nella mutualit\u00e0. Siamo autonomi ma interconnessi, siamo auto-organizzati ma diversi e vedendo questo allora l\u2019auto-organizzazione diventa sia un diritto che un dovere e comincia a dare origine a politiche diverse. Ovunque nel mondo il voto \u00e8 entrato in crisi, perch\u00e9 il voto \u00e8 stato dirottato dal denaro. E i governi invece di essere della gente e per la gente, dovunque lavorano per le multinazionali o per i milionari. Allora la democrazia rappresentativa sta abbandonando la Terra e l\u2019umanit\u00e0, non sta dalla parte del popolo; abbiamo bisogno di una democrazia molto pi\u00f9 partecipativa. E questa viene da tutti quelli che si rendono conto che possono fare la differenza. Non dobbiamo aspettare quelli che abbiamo eletto, perch\u00e9 oggi l\u2019influenza che abbiamo attraverso il voto \u00e8 molto piccola rispetto alle grandi lobby. Dunque dobbiamo essere il cambiamento nel luogo dove stiamo.<\/p>\n<p>Poi, in secondo luogo, la globalizzazione degli ultimi trent\u2019anni \u00e8 stata una ricolonizzazione e se guardiamo le cifre delle emissioni di gas serra, se guardiamo l\u2019estinzione delle specie, la crisi dell\u2019acqua, la crisi dei rifugiati, questi ultimi trent\u2019anni sono stati devastanti per la societ\u00e0 e il pianeta. Quindi dobbiamo ri-localizzare l\u2019economia e ri-ecologizzare l\u2019economia: questo processo lo chiamo <strong> \u201ceconomie creative degli esseri viventi\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Il terzo punto \u00e8 il potere della coscienza, il <strong>potere della verit\u00e0<\/strong>. Tutte le persone si sentono impotenti quando i governi al servizio delle multinazionali fanno leggi per togliere le libert\u00e0 delle persone comuni\u00ec e queste ultime si dicono: \u201cOh mio Dio, cosa faccio adesso?\u201d Gli inglesi hanno cercato di farlo in Sudafrica, in India, ad esempio per noi hanno reso illegale produrre il nostro sale, dalla nostra acqua, dal nostro mare. Avevano il monopolio del sale, cos\u00ec potevano trarne profitto. Gandhi and\u00f2 sulla spiaggia, prese il sale dal mare e disse: \u201c La natura ce l\u2019ha dato gratis. Ne abbiamo bisogno per la nostra sopravvivenza. Continueremo a fare il sale e non obbediremo alle vostre leggi\u201d. E questa \u00e8 la Satyagraha, ovvero \u201cla forza della verit\u00e0\u201d, ho tratto ispirazione da questo. Cos\u00ec quando ho visto che le Monsanto del mondo volevano possedere i semi attraverso i brevetti e l\u2019ingegneria genetica, noi abbiamo cominciato la nostra Satiagraha dei semi, come quella del sale, abbiamo detto: \u201cVoi non inventate i semi, questa \u00e8 una bugia, noi salveremo i semi e non accetteremo leggi che rendano illegale la loro conservazione e condivisione, perch\u00e9 questo \u00e8 il nostro dovere verso la Terra, verso noi stessi e verso le generazioni future\u201d. Non dare il proprio consenso a leggi brutali e ingiuste \u00e8 la massima espressione di umanit\u00e0 ed \u00e8 la massima espressione della nostra libert\u00e0.<\/p>\n<p>Traduzione dall\u2019inglese di Anna Polo e Thomas Schmid<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Iniziamo con Vandana Shiva la serie di interviste dal titolo: \u201cDonne che costruiscono il futuro. 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