{"id":1299636,"date":"2021-02-17T21:43:29","date_gmt":"2021-02-17T21:43:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1299636"},"modified":"2021-02-17T21:44:48","modified_gmt":"2021-02-17T21:44:48","slug":"libia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/libia\/","title":{"rendered":"Libia, 10 anni dopo la rivolta: dominio delle milizie e giustizia assente"},"content":{"rendered":"<p>In Libia la giustizia per le vittime di crimini di guerra e di gravi violazioni dei diritti umani \u2013 come omicidi illegali, sparizioni forzate, torture, sfollamenti forzati e sequestri di persona commessi da milizie e gruppi armati \u2013 si fa ancora attendere. \u00c8 quanto ha dichiarato oggi Amnesty International, a 10 anni dal rovesciamento di Muammar Gheddafi.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019organizzazione per i diritti umani, le autorit\u00e0 libiche hanno promosso e legittimato capi delle milizie responsabili di feroci violazioni dei diritti umani invece di accertare le loro responsabilit\u00e0 e risarcire le vittime delle violazioni dei diritti umani commesse sotto il regime di Gheddafi e dopo la sua fine.<\/p>\n<p>Le proteste iniziate nel febbraio 2011 vennero stroncate con violenza e degenerarono presto in un conflitto armato che, dopo una campagna aerea della Nato, port\u00f2 alla caduta di Gheddafi. Da allora, la Libia \u00e8 sprofondata in un circolo di assenza di legge e di crimini di guerra commessi da milizie e gruppi armati rivali. Vari governi libici hanno promesso di ripristinare lo stato di diritto e i diritti umani ma nessuno di questi \u00e8 riuscito a riprendere il controllo della situazione.<i><\/i><\/p>\n<p><i>\u201cPer dieci anni, l\u2019accertamento delle responsabilit\u00e0 e la giustizia sono stati sacrificati in nome di una pace e di una stabilit\u00e0 mai raggiunte. Gli autori delle violazioni dei diritti umani hanno beneficiato dell\u2019impunit\u00e0, sono stati integrati nelle istituzioni statali e sono stati trattati con deferenza\u201d<\/i>, ha dichiarato Diana Eltahawy, vicedirettrice per il Medio Oriente e l\u2019Africa del Nord di Amnesty International.<i><\/i><\/p>\n<p><i>\u201cSe i responsabili delle violazioni dei diritti umani non saranno portati di fronte alla giustizia e continueranno a essere premiati con posizioni di potere, la violenza, la situazione caotica, i sistematici abusi dei diritti umani e l\u2019infinita sofferenza dei civili che hanno caratterizzato l\u2019era post-Gheddafi proseguiranno incontrastate\u201d<\/i>, ha commentato Eltahawy.<\/p>\n<p>Dal 2014 la Libia si \u00e8 frammentata in due entit\u00e0 rivali in competizione per ottenere legittimit\u00e0, governo e controllo del territorio. Lo scorso 6 febbraio i negoziati guidati dalle Nazioni Unite hanno portato all\u2019annuncio di un nuovo governo di unit\u00e0 nazionale, col compito di organizzare le elezioni nazionali nel corso dell\u2019anno.<i><\/i><\/p>\n<p><i>\u201cChiediamo a tutte le parti in conflitto e al nuovo governo di unit\u00e0 nazionale di assicurare che alle persone sospettate di aver commesso crimini di diritto internazionale non siano affidati posti di potere dai quali potranno continuare a compiere violenze e a rafforzare l\u2019impunit\u00e0. Le persone accusate di crimini di guerra dovrebbero essere sospese da posizioni di autorit\u00e0 in attesa dell\u2019esito di indagini indipendenti ed efficaci\u201d<\/i>, ha sottolineato Eltahawy.<b><\/b><\/p>\n<p><b>Promozioni di capi delle milizie responsabili di uccisioni illegali e torture<\/b><\/p>\n<p>I governi succedutisi alla guida della Libia dopo la caduta di Gheddafi hanno integrato uomini delle milizie nei ministeri della Difesa e dell\u2019Interno, hanno attribuito loro incarichi speciali che riportassero direttamente alla presidenza e li hanno ufficialmente inseriti a libro-paga.<\/p>\n<p>Nel gennaio 2021 il Consiglio di presidenza del Governo di accordo nazionale di Tripoli ha nominato Abdel Ghani al-Kikli (noto come \u201cGheniwa\u201d), capo della milizia \u201cForza di sicurezza centrale di Abu Salim\u201d, a capo di un nuovo organismo chiamato \u201cAutorit\u00e0 di sostegno alla stabilit\u00e0\u201d, che riporta direttamente alla presidenza.<\/p>\n<p>\u201cGheniwa\u201d \u00e8 uno dei pi\u00f9 potenti capi delle milizie tripoline costituitesi dopo il 2011 in uno dei pi\u00f9 popolosi quartieri della capitale, Abu Salim.<\/p>\n<p>Nel suo nuovo incarico, \u201cGheniwa\u201d e la sua agenzia avranno ampi per quanto vaghi poteri, compresi quelli dell\u2019applicazione della legge, come ad esempio arrestare persone per motivi di \u201csicurezza nazionale\u201d. Tutto questo nonostante negli ultimi 10 anni Amnesty International abbia documentato crimini di guerra e altre gravi violazioni dei diritti umani ad opera di gruppi sottoposti al suo comando.<\/p>\n<p>Nel 2013 e nel 2014 le ricerche di Amnesty International hanno scoperto che persone detenute dalle forze di sicurezza controllate da \u201cGheniwa\u201d erano state sottoposte a <a title=\"https:\/\/www.amnesty.org\/download\/Documents\/8000\/mde190092014en.pdf\" href=\"https:\/\/www.amnesty.org\/download\/Documents\/8000\/mde190092014en.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> sequestri<\/a> e <a title=\"https:\/\/www.amnesty.org\/en\/latest\/campaigns\/2013\/04\/libyan-militias-fighting-to-hold-on-to-their-grip-on-power\/\" href=\"https:\/\/www.amnesty.org\/en\/latest\/campaigns\/2013\/04\/libyan-militias-fighting-to-hold-on-to-their-grip-on-power\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> torture e altri maltrattamenti<\/a> a volte con esiti mortali. La Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil) \u00e8 arrivata a simili conclusioni, comprese quelle relative alle morti in custodia sotto tortura, mentre il Panel di esperti sulla Libia ha denunciato attacchi contro i civili da parte delle forze di \u201cGheniwa\u201d.<\/p>\n<p>Il Governo di accordo nazionale aveva fornito gi\u00e0 dal 2016 legittimazione e stipendi alle milizie di \u201cGheniwa\u201d, integrando suoi uomini nel ministero dell\u2019Interno e cos\u00ec favorendo ulteriormente omicidi illegali, sequestri di persona e torture, tra cui la violenza sessuale contro le detenute.<\/p>\n<p>Ai sensi del diritto internazionale, un comandante militare pu\u00f2 essere ritenuto responsabile dei crimini commessi dai suoi sottoposti se \u00e8 a conoscenza di tali crimini, se avrebbe dovuto esserne a conoscenza, se non li ha impediti e se non li ha puniti.<\/p>\n<p><b>Impunit\u00e0 di massa<\/b><\/p>\n<p>\u201cGheniwa\u201d e le sue forze di Abu Salim non solo gli unici a essere stati ricompensati nonostante le gravi violazioni dei diritti umani a loro carico.<\/p>\n<p>Nel gennaio 2021 Haitham al-Tajouri, capo della milizia \u201cBrigata dei rivoluzionari di Tripoli\u201d \u00e8 stato nominato vice di \u201cGheniwa\u201d nonostante fosse stato coinvolto in detenzioni arbitrarie, <a title=\"https:\/\/www.amnesty.org\/en\/latest\/news\/2020\/07\/libya-abducted-politicians-fate-remains-unknown-a-year-on-amid-ongoing-disappearances\/\" href=\"https:\/\/www.amnesty.org\/en\/latest\/news\/2020\/07\/libya-abducted-politicians-fate-remains-unknown-a-year-on-amid-ongoing-disappearances\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> sparizioni forzate<\/a> e torture.<\/p>\n<p>Sempre a Tripoli e sempre su decisione del Governo di accordo nazionale, le \u201cForze speciali di deterrenza\u201d (note come \u201cal-Radaa\u201d), sotto il comando di Abdel Raouf Kara, sono state integrate nel ministero dell\u2019Interno nel 2018 e trasferite sotto il Consiglio di presidenza nel settembre 2020. Amnesty International e altri organismi tra cui le Nazioni Unite, hanno documentato il coinvolgimento di \u201cal-Radaa\u201d in sequestri di persona, sparizioni forzate, torture, uccisioni illegali, lavoro forzato, attacchi alla libert\u00e0 d\u2019espressione e persecuzione ai danni di donne e di esponenti della comunit\u00e0 Lgbtq+.<\/p>\n<p>Nel settembre 2020, il Governo di accordo nazionale ha anche promosso Emad al-Trabulsi, capo della milizia \u201cSicurezza pubblica\u201d, a vicedirettore dell\u2019intelligence nonostante il coinvolgimento di questa milizia in violazioni dei diritti umani <a title=\"https:\/\/www.amnesty.it\/tra-la-vita-e-la-morte-il-circolo-vizioso-di-crudelta-nei-confronti-di-rifugiati-e-migranti-in-libia\/\" href=\"https:\/\/www.amnesty.it\/tra-la-vita-e-la-morte-il-circolo-vizioso-di-crudelta-nei-confronti-di-rifugiati-e-migranti-in-libia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> dei migranti e dei rifugiati<\/a>, tra cui sparizioni forzate.<\/p>\n<p>Vari governi non hanno portato di fronte alla giustizia gli appartenenti alle milizie di Misurata responsabili di crimini di guerra tra cui <a title=\"https:\/\/www.amnesty.it\/libia-a-due-anni-dalla-fine-del-conflitto-continua-la-sofferenza-degli-sfollati\/\" href=\"https:\/\/www.amnesty.it\/libia-a-due-anni-dalla-fine-del-conflitto-continua-la-sofferenza-degli-sfollati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> attacchi<\/a> contro la popolazione civile, come quello contro la citt\u00e0 di Tawarga nel 2011 che caus\u00f2 lo sfollamento forzato di circa 40.000 persone. Le milizie di Misurata hanno sottoposto gli abitanti ad arresti arbitrari di massa, uccisioni illegali, torture con esiti a volte mortali e sparizioni forzate.<\/p>\n<p>Le Forze armate arabe libiche, un gruppo armato che controlla buona parte della Libia centrale e orientale, non hanno arrestato il capo miliziano Mahmoud al-Werfalli, ricercato dal Tribunale penale internazionale per l\u2019omicidio di 33 persone, promuovendolo invece a luogotenente della \u201cBrigata Saiqa\u201d.<\/p>\n<p>Varie altre persone contro le quali lo stesso Tribunale aveva spiccato un mandato di cattura per presunti crimini contro l\u2019umanit\u00e0 o sottoposti a sanzioni da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per il loro ruolo nel traffico di esseri umani, rimangono al riparo dalla giustizia e hanno persino preso parte al conflitto armato, dalla parte del Governo di accordo nazionale o delle Forze armate arabe libiche.<\/p>\n<p>Queste ultime continuano a proteggere i capi della \u201cNona brigata\u201d (nota come \u201cForze al-Kaniat\u201d), coinvolta in omicidi di massa, nel disfacimento di cadaveri in fosse comuni, in torture e sequestri di persona nella citt\u00e0 di Tarhuna.<\/p>\n<p>Contribuiscono ad evitare l\u2019accertamento delle responsabilit\u00e0 anche ulteriori parti. L\u2019Egitto, ad esempio, ha continuato a proteggere Khalid al-Tuhamy, capo della sicurezza ai tempi di Gheddafi e ricercato dal Tribunale penale internazionale, fino alla sua morte avvenuta nel febbraio 2012. Turchia, Russia, Emirati Arabi Uniti e lo stesso Egitto hanno violato l\u2019embargo delle Nazioni Unite sulle armi alla Libia.<\/p>\n<p>Nel giugno 2020, con l\u2019assenso del Governo di accordo nazionale, il Consiglio Onu dei diritti umani ha approvato una risoluzione per l\u2019istituzione di una Missione di accertamento dei fatti per indagare sulle violazioni del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario commesse da tutte le parti coinvolte nel conflitto libico.<i><\/i><\/p>\n<p><i>\u201cL\u2019accertamento delle responsabilit\u00e0 dev\u2019essere una componente centrale del processo politico in Libia. Tutte le parti in conflitto devono rimuovere dalle loro fila tutte le persone ragionevolmente sospettate di crimini di guerra e di altre violazioni dei diritti umani e cooperare in pieno con la Missione Onu di accertamento dei fatti. La comunit\u00e0 internazionale deve assicurare che questa Missione abbia le risorse sufficienti, il sostegno amministrativo e il tempo necessario per terminare il suo lavoro\u201d<\/i>, ha concluso Eltahawy.<\/p>\n<p>L\u2019impunit\u00e0 regna sovrana in Libia da 10 anni. Nel 2012 una legge ha concesso piena immunit\u00e0 ai membri delle milizie per le azioni commesse al fine di \u201cproteggere la Rivoluzione del 17 febbraio\u201d. Il sistema giudiziario libico non funziona ed \u00e8 inefficace: giudici e procuratori rischiano di essere sequestrati e assassinati per il mero fatto di svolgere il loro lavoro.<\/p>\n<p>L\u2019accertamento delle responsabilit\u00e0 rimane una chimera anche per i crimini commessi durante l\u2019era di Gheddafi, come il massacro del 1996 nella prigione di Abu Salim. I tentativi di portare davanti alla giustizia i funzionari di Gheddafi sono stati caratterizzati da gravi violazioni dell\u2019equit\u00e0 dei processi, da torture e sparizioni forzate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Libia la giustizia per le vittime di crimini di guerra e di gravi violazioni dei diritti umani \u2013 come omicidi illegali, sparizioni forzate, torture, sfollamenti forzati e sequestri di persona commessi da milizie e gruppi armati \u2013 si 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