{"id":1299381,"date":"2021-02-17T09:16:15","date_gmt":"2021-02-17T09:16:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1299381"},"modified":"2021-02-17T14:18:37","modified_gmt":"2021-02-17T14:18:37","slug":"il-mito-di-norma-cossetto-intervista-a-claudia-cernigoi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/il-mito-di-norma-cossetto-intervista-a-claudia-cernigoi\/","title":{"rendered":"Il mito di Norma Cossetto. Intervista a Claudia Cernigoi"},"content":{"rendered":"<p><em>Quello di Norma Cossetto \u00e8 mito di cui si sa poco, pochissimo e che, nonostante tutto continua ad essere un racconto conteso tra storia e memorialistica non sempre affidabili che ha generato falsi miti, spesso politici, sulla storia del confine orientale e sulla vicenda delle foibe. Sul tema ne parliamo con la storica Claudia Cernigoi, ricercatrice dei gruppi Diecifebbraio e Resistenza Storica e tra le fondatrici di Radio Citt\u00e0 Trieste Canale 89, la prima radio libera politicamente impegnata a sinistra alla fine degli anni Settanta. \u00c8 stata tra i fondatori di Radio Onda Libera nel 1980, ha collaborato per diversi anni con l\u2019emittente radiofonica bilingue \u201cRadio Op\u010dine\u201d di Trieste ed ha diretto per alcuni anni \u201cil Movimento\u201d, periodico del Movimento dei Finanzieri democratici. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1990 dirige il periodico triestino \u201cLa Nuova Alabarda\u201d. Il suo ambito di ricerca verte sulla Seconda Guerra Mondiale, il neofascismo, la strategia della tensione e la storia del confine orientale. \u00c8 stata tra le consulenti storici per la difesa di Oskar Pi\u0161kuli\u0107 nel cosiddetto \u201cProcesso per le Foibe\u201d di Roma.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Il 10 febbraio \u00e8 il giorno in cui, invece di ricordare, si d\u00e0 sempre pi\u00f9 spazio a mistificazioni storiche, tra le quali la storia di Norma Cossetto. Cosa si sa veramente della sua storia?<\/b><\/p>\n<p>Della storia di Norma Cossetto si parla molto, ma di ci\u00f2 che sia avvenuto veramente si sa invece molto poco. Volendo sintetizzare (ma pi\u00f9 avanti mi spiegher\u00f2 meglio) ci\u00f2 che effettivamente si sa di Norma Cossetto \u00e8 che \u00e8 stata (forse) fascista; che avrebbe seguito di propria volont\u00e0 (quindi non prelevata con la forza) un partigiano, italiano e non croato, per\u00f2 la data in cui ci\u00f2 sarebbe avvenuto non \u00e8 certa (a volte si legge il 26 settembre, a volte il 2 ottobre 1943), infine che il suo corpo \u00e8 stato recuperato da una foiba in Istria (Villa Surani) nel dicembre del 1943. Tutto il corollario di narrazione che le \u00e8 stato costruito intorno (e preciso che uso il termine costruito a ragion veduta) non ha alcuna base testimoniale.<\/p>\n<p><b>Le testimonianze che si fanno oggi portatrici della sua memoria, sono veramente affidabili o sono politicizzate?<\/b><\/p>\n<p>Nel dicembre scorso la Commissione Toponomastica di Reggio Emilia, nell\u2019esprimere la contrariet\u00e0 all\u2019intitolazione di una via o piazza alla memoria di Norma Cossetto, ha affermato che mancano \u00abnotizie storiche certe e verificate riguardanti le vicissitudini che hanno portato alla cattura e all\u2019uccisione della Cossetto\u00bb, in quanto esistono \u00absolo fonti verbali circa l\u2019accaduto, tutte provenienti da un un\u2019unica fonte, la famiglia aderente al fascismo anche durante la repubblica di Sal\u00f2\u00bb. Questa \u00e8 un\u2019ottima sintesi, dalla quale parto.<\/p>\n<p>Quelle che oggi vengono definite \u201ctestimonianze\u201d, non sono tali nel vero senso del termine, in quanto non esistono testimoni oculari di quanto sia accaduto a Norma Cossetto dopo il suo \u201carresto\u201d. Fino alla fine degli anni \u201990 la memorialistica su Norma Cossetto non era patrimonio della famiglia (la sorella Licia inizier\u00e0 soltanto in quel periodo a rilasciare interviste e partecipare alle commemorazioni), ma era tratta da alcuni libri di propaganda: \u201cFoibe\u201d di Luigi Papo (ufficiale della Milizia collaborazionista istriana e ricercato per crimini di guerra dalla Jugoslavia), pubblicato nel 1949; e \u201cL\u2019esodo dei 350.000 giuliani, fiumani e dalmati\u201d di padre Flaminio Rocchi (un francescano nazionalista e fanaticamente anticomunista), pubblicato nel 1970, testo quest\u2019ultimo completamente privo di affidabilit\u00e0 storiografica, ma che viene tuttora considerato come la \u201cfonte\u201d primaria in merito. \u00c8 la stessa Licia Cossetto che, invece di parlare per esperienza personale, in un\u2019intervista rilasciata a Luciano Garibaldi nel 2006, alla domanda di \u00abnarrare la storia della sorella, stanca e triste mi porge un documento scritto. \u00c8 la ricostruzione del calvario di Norma fatto anni addietro da un prete don Flaminio Rocchi\u00bb (<i>Il Secolo d\u2019Italia<\/i>, 12\/1\/06). Ma anche un altro degli storiografi che ha negli anni raccolto materiale ed organizzato mostre su Norma Cossetto, il presidente dell\u2019Associazione nazionale Arditi Pierpaolo Silvestri, fa sostanzialmente riferimento a quanto scritto da Rocchi: nel libro curato da Luciano Garibaldi e Rossana Mondoni (\u201cNel nome di Norma\u201d, 2007) leggiamo infatti, \u00abla prima cosa che mi dice: \u201cha letto, vero, il libro di padre Rocchi?\u201d (\u2026) \u00e8 un manuale importantissimo (\u2026) da cui non si pu\u00f2 prescindere\u00bb.<\/p>\n<p>Prendiamo il libro di Rocchi, nel quale leggiamo che i particolari della morte di Norma \u00abtrovano conferma in una relazione\u00bb attribuita allo zio Emanuele Cossetto, datata 1 marzo 1945 e \u00abnella testimonianza della sorella che ha curato il recupero della salma\u00bb; il religioso aggiunge che ad Antignana \u00abebbe inizio il tormento di Norma. Fissata a un tavolo con alcune corde, venne violentata da diciassette aguzzini, ubriachi ed esaltati, una signora di Antignana che abitava di fronte, sentendo dal primo pomeriggio gemiti e lamenti, verso sera appena buio, os\u00f2 avvicinarsi alle imposte socchiuse. Vide la ragazza legata al tavolo e la ud\u00ec distintamente, invocare la mamma e chiedere da bere per piet\u00e0. Poco pi\u00f9 tardi Norma veniva gettata nuda nella foiba di Villa Surani, sulla catasta degli altri cadaveri degli istriani che l\u2019avevano preceduta (\u2026)\u00bb.<\/p>\n<p>Notiamo come nel 1970 Rocchi citi quale testimone Licia, che a sua volta nelle prime dichiarazioni pubbliche ha invece sempre fatto riferimento al libro di Rocchi. Quanto alla relazione dello zio di Norma, in essa non appare alcuna conferma sulle sevizie che avrebbe subito la giovane, infatti afferma che \u00abriconobbe sul suo corpo varie ferite di arma da taglio\u00bb, ma il relatore aggiunge: \u00abnon escluso che dette ferite fossero determinate da colpi ricevuti dai cadaveri nella difficoltosa ascesa dal fondo delle foibe, contro le pareti rocciose delle medesime\u00bb.<\/p>\n<p>Vediamo ora come Licia Cossetto ha parlato della \u201ctestimone\u201d che l\u2019avrebbe avvicinata mentre cercava di ricomporre la salma della sorella, e le avrebbe detto: \u00abSignora non le voglio dire nemmeno il mio nome, ma desidero che sappia che io abitavo di fronte alla scuola e gi\u00e0 nel pomeriggio ho visto dalle imposte chiuse di casa mia questa ragazza che piangeva e alla sera, prima che la portassero via con gli altri ho potuto vedere che l\u2019avevano legata a un tavolo\u2026 e tutti quegli uomini che si sono approfittati di lei, ubriachi e sporchi\u00bb (cos\u00ec a Frediano Sessi in \u201cFoibe rosse\u201d, 2007).<\/p>\n<p>Quindi l\u2019unica \u201cprova\u201d delle violenze inflitte a Norma Cossetto sarebbero le parole che un\u2019anonima quanto misteriosa testimone avrebbe detto a Licia, e cio\u00e8 che avrebbe <i>visto<\/i>, chiusa in casa, guardando dalle <i>imposte chiuse<\/i> quanto avveniva <i>dentro<\/i> la scuola di fronte (o, secondo Rocchi, si sarebbe avvicinata alle imposte <i>chiuse<\/i> della scuola, ed avrebbe guardato dentro). Ma perch\u00e9 non \u00e8 mai stata rintracciata questa testimone e non si \u00e8 verificata l\u2019attendibilit\u00e0 delle sue parole, che cos\u00ec come riportate non risultano credibili?<\/p>\n<p>Va aggiunto che nel 1947 Licia Cossetto invi\u00f2 alla Commissione dell\u2019Universit\u00e0 di Padova per il conferimento della laurea ad honorem a Norma, un \u201catto notorio\u201d nel quale descriveva le circostanze della morte della sorella, atto controfirmato da quattro testimoni; ma quando la Commissione le chiese di integrare tale documento con le generalit\u00e0 dei testimoni e la specifica di come sarebbero venuti a conoscenza dei fatti attestati, non invi\u00f2 alcun documento integrativo, quindi \u00e8 tuttora ignota non solo l\u2019identit\u00e0, ma addirittura l\u2019esistenza di eventuali testimoni.<\/p>\n<p>Altre contraddizioni emergono in merito alla descrizione dello stato in cui fu ritrovata la salma di Norma Cossetto. Al maresciallo dei Vigili del fuoco di Pola Arnaldo Harzarich, che oper\u00f2 i recuperi da diverse foibe istriane, e che agli angloamericani dichiar\u00f2 che la salma di Norma era stata trovata \u00abcon un pezzo di legno ficcato nei genitali\u00bb, viene invece attribuita questa descrizione: \u00abQuando io recuperai la salma essa non era per niente in putrefazione, essa era intatta e sembrava che dormisse, tant\u2019\u00e8 vero che, come io rimasi impressionato nell\u2019averla vista il giorno prima, altrettanto e molto di pi\u00f9 rimasero impressionati i due vigili che nel salvataggio mi aiutarono sul fondo della foiba. E sul principio non vollero neppure toccarla perch\u00e9 sembrava che realmente dormisse\u00bb. Descrizione questa che mal si adatta ad una morte avvenuta violentemente e dopo sevizie di ogni tipo.<\/p>\n<p>Ma la stessa Licia Cossetto si \u00e8 pi\u00f9 volte contraddetta nelle diverse interviste rilasciate.<\/p>\n<p>A Luciano Garibaldi si limit\u00f2 a leggere quanto scritto da Rocchi (senza cio\u00e8 parlare per conoscenza diretta) e cio\u00e8 che il corpo della sorella era nudo, c\u2019erano tracce di sevizie e le mani erano legate in avanti (<i>Secolo d\u2019Italia<\/i>, 12\/1\/06); invece a Sessi (\u201cFoibe rosse\u201d) disse che la sorella aveva la camicetta aperta, la gonna arrotolata in vita ed indossava un golfino tirolese che lei riconobbe ed aveva le mani legate dietro la schiena. In un\u2019altra intervista del 2006 (<i>la Voce del Popolo<\/i>, 7\/10\/06) dichiar\u00f2 \u00absolo il viso mi sembrava abbastanza sereno\u00bb, mentre in Sessi leggiamo dapprima \u00abnon riuscii a riconoscerla dal viso, tumefatto e ferito per la caduta\u00bb (pag. 33) e poi che il maresciallo Harzarich le disse \u00abguardi il viso di sua sorella (\u2026) sembra un angelo (\u2026) \u00e8 serena\u00bb (pag. 44); a Sessi ha poi detto \u00abnon \u00e8 vero che il suo corpo era rimasto intatto\u00bb, mentre a Garibaldi e Mondoni parl\u00f2 del \u00absuo corpo rimasto intatto dopo oltre venti (<i>sarebbero stati due mesi, in realt\u00e0<\/i>) giorni\u00bb, aggiungendo un\u2019osservazione che va tenuta a mente per quanto dir\u00f2 dopo: \u00abquasi come se il Buon Dio avesse voluto graziarlo dopo le atroci sofferenze patite\u00bb.<\/p>\n<p>Nessuno negli anni ha per\u00f2 tenuto conto delle dichiarazioni di Ferdinando Cerni, cancelliere del Tribunale di Feltre (riportate da Papo) che funse da \u00absegretario della commissione giudiziaria che procedette all\u2019identificazione della salma\u00bb e specific\u00f2 che \u00abdato lo stato di avanzatissima putrefazione, il perito medico, dott. G. Materazzo, non pot\u00e9 accertare sul corpo segni di sevizie\u00bb. Questa dovrebbe essere (assieme alla relazione di Emanuele Cossetto) la sola testimonianza nel vero senso del termine, ma <i>stranamente<\/i> \u00e8 rimasta del tutto ignorata nel corso degli anni.<\/p>\n<p><b>Interessante \u00e8 vedere come si sia spacciata la memorialistica sul caso di Norma Cossetto per storia certa. Quale ruolo hanno avuto, in questa operazione, il libro \u201cFoibe Rosse\u201d di Frediano Sessi e il film \u201cRed Land\u201d di Maximiliano Hernando Bruno?<\/b><\/p>\n<p>Sessi ha avuto un ruolo chiave nella ricostruzione a posteriori del caso Norma Cossetto: ci\u00f2 \u00e8 palese quando afferma \u00abal punto in cui siamo \u00e8 possibile dare forma ai pensieri di Norma e a quella parte della sua vita che solo lei avrebbe potuto raccontare; farne una storia verosimile in forma di diario, a partire dai \u201clampi di verit\u00e0\u201d emersi dalle testimonianze e dalla scarna documentazione (\u2026) se qualche testo scritto di Norma fosse pervenuto fino a noi, avrebbe potuto avere questa forma e questi contenuti\u00bb.<\/p>\n<p>In pratica Sessi, in assenza di fonti di prova, crea un diario nel quale narra i fatti come lui ipotizza possano essersi svolti, in base ai \u201clampi di verit\u00e0\u201d che testimonianze non sono. In questo modo \u00e8 riuscito a dare avallo storico a tutto quanto \u00e8 stato detto negli anni in assenza di prove documentali, ha scritto una ricostruzione storica basandosi sull\u2019immaginario e non sui fatti, ricostruzione che per\u00f2 alla fine \u00e8 stata ripresa, come realistica, da tutti coloro che in seguito hanno parlato di Norma Cossetto, tra essi sia gli autori del fumetto \u201cFoiba rossa\u201d (che porta quasi lo stesso titolo del libro di Sessi), sia gli sceneggiatori di \u201cRed Land\u201d. Il risultato \u00e8 che il frutto della <i>finzione<\/i> scritta da Sessi, essendo stato ripetuto pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, \u00e8 diventato <i>storia<\/i>. E hai voglia, adesso, a ribadire che si tratta di immaginazione: come diceva Goebbels (cito a memoria), ripeti una menzogna cento volte ed essa diventa verit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Nel 2005 l&#8217;allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, conferisce a Norma Cossetto la medaglia d&#8217;oro al valore civile. Quali fattori hanno permesso che Norma Cossetto diventasse da &#8220;martire fascista&#8221; a &#8220;martire nazionale&#8221;?<\/b><\/p>\n<p>Va premesso che in effetti Norma Cossetto \u00e8 diventata subito un simbolo dell\u2019agiografia fascista repubblichina; la sorella Licia fu accompagnata dall\u2019ispettrice del Fascio repubblicano di Trieste alla residenza di Mussolini, gli parl\u00f2 di Norma e il \u201cduce\u201d in persona volle autografare una foto della disgraziata giovane, foto che Licia Cossetto ha dichiarato di \u00abconservare come una reliquia\u00bb (a Garibaldi e Mondoni, nel libro citato); e quando, nell\u2019estate del 1944 Pavolini volle creare le Brigate Nere per avere nuovamente una milizia di partito, alla Brigata Nera femminile operante nella nostra zona fu dato il nome di Norma Cossetto. La sua vicenda fu per decenni patrimonio esclusivo della destra neofascista ed irredentista, ma, mentre nei primi testi si leggeva che era stata arrestata al posto del padre (gerarca del fascio ed ufficiale della milizia, morto nel corso dell\u2019Operazione Nubifragio di riconquista dell\u2019Istria, condotta da truppe congiunte italiane e germaniche), negli ultimi anni si \u00e8 creato il mito della giovane che, a fronte della richiesta dei partigiani di aderire alla loro causa, avrebbe rifiutato con forza perch\u00e9 voleva rimanere orgogliosamente italiana, e questo avrebbe causato le violenze, lo stupro e poi la sua morte. Francamente mi sembra difficile innanzitutto che i dirigenti del movimento partigiano (la cui coscienza politica non era ancora molto profonda all\u2019epoca dei fatti) volessero coinvolgere alla loro causa una giovane donna di cui erano note le convinzioni fasciste e nazionaliste, ma ancora pi\u00f9 ritengo poco credibile che dopo il suo rifiuto avessero deciso di lasciarsi andare ad atti di turpe violenza come descritto. Oltretutto, se l\u2019uccisione di Norma \u00e8 avvenuta mentre i partigiani si trovavano in fuga, incalzati dall\u2019avanzata nazifascista, \u00e8 assurdo pensare che trovassero il tempo di fermarsi quattro giorni ad Antignana solo per dedicarsi allo stupro della ragazza prigioniera.<\/p>\n<p>Tutto questo comunque sarebbe ancora poco per fare di lei una \u201cmartire nazionale\u201d, come dici tu, quindi bisogna prendere in considerazione l\u2019immaginario che si \u00e8 creato intorno allo stato di conservazione del suo corpo. Ho gi\u00e0 detto che al maresciallo Harzarich \u00e8 stata attribuita una testimonianza che descrive la salma di Norma \u00abintatta e per niente in putrefazione\u00bb, testimonianza che \u00e8 stata per decenni ripresa da coloro che facevano le commemorazioni della giovane; e quando, nel lontano 1998 scrissi una lettera al quotidiano locale, nella quale esprimevo le mie perplessit\u00e0 sul fatto che da una parte si descrivessero orribili torture inflitte a Norma Cossetto e dall\u2019altra si dicesse che al ritrovamento la sua salma era perfettamente composta e addirittura \u00absembrava che dormisse\u00bb, tra le varie risposte (e gli insulti) che ricevetti, c\u2019era anche questa \u201cspiegazione\u201d: \u00abdopo una caduta verticale di 135 metri e una permanenza nella foiba di 68 giorni il corpo di Norma venne trovato in condizioni che le leggi della fisica e della fisiologia non consentono di spiegare, almeno per chi non pu\u00f2 credere che il Cielo abbia voluto preservare chi era destinato a diventare il simbolo di tutti gli istriani che hanno fatto la sua fine\u00bb.<\/p>\n<p>Il che fa pensare che queste descrizioni fossero propedeutiche ad un processo di santificazione (nel senso cattolico del termine) di Norma Cossetto, identificata come \u201cmartire\u201d che prefer\u00ec la morte piuttosto che rinnegare la propria italianit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Cosa pensi delle recenti inaugurazioni di lapidi in memoria di Norma? Sono un&#8217;evidente politicizzazione?<\/b><\/p>\n<p>S\u00ec, certamente. Questo accanimento da parte (soprattutto) del Comitato 10 febbraio (il cui presidente \u00e8 quell\u2019Emanuele Merlino che ha scritto la sceneggiatura del fumetto \u201cFoiba rossa\u201d) e dell\u2019Unione degli Istriani nel pretendere che in tutta Italia vengano intitolate vie, strade, giardini, targhe, monumenti ed altro al nome di Norma Cossetto, non \u00e8 altro che un modo strumentale, oserei dire un\u2019operazione di sciacallaggio, che facendo leva sul sentimento (legittimo) di esecrazione e condanna di (presunti) atti di violenza commessi nei confronti di una giovane donna, utilizza una narrazione (sul cui effettivo svolgimento non esiste alcuna prova testimoniale o documentale), per creare discredito nei confronti del movimento partigiano jugoslavo ed in genere contro gli \u201cslavi\u201d ed i comunisti, identificati come belve avvinazzate ed assetate di sangue e sesso, cos\u00ec come appaiono nel film \u201cRed Land\u201d.<\/p>\n<p>Questa narrazione \u00e8 purtroppo ormai diventata un assioma storiografico, al punto che chi, come la stessa Commissione toponomastica di Reggio Emilia, ha osato metterne in dubbio la realisticit\u00e0, viene tacciato di \u201cnegazionismo\u201d e addirittura minacciato di denuncia, come ha fatto il senatore Maurizio Gasparri.<\/p>\n<p>Colgo l\u2019occasione che a breve daremo alle stampe, con la casa editrice Kappa Vu, uno studio sul \u201ccaso\u201d di Norma Cossetto; lo ritengo doveroso non solo per ristabilire la verit\u00e0 storica, ma anche come atto di giustizia nei confronti di questa giovane donna che ha perso la vita nel corso della guerra e che da morta viene strumentalizzata in modo che ritengo offensivo per la sua stessa memoria, indipendentemente se \u00e8 stata uccisa dai partigiani nel corso della fuga dai nazisti, o se (come sospetto io) \u00e8 stata uccisa dai nazifascisti perch\u00e9 trovata assieme ai partigiani. Nel breve trafiletto apparso sul Piccolo del 16\/12\/43, nel quale si dava notizia del ritrovamento delle salme dalla foiba di Villa Surani, leggiamo che nella voragine erano state rinvenute anche \u00ab17 bustine con la stella rossa che dovevano appartenere ai massacratori\u00bb. 17 bustine con la stella rossa che dovevano appartenere ai massacratori\u00bb. Ma perch\u00e9 i \u201cmassacratori\u201d avrebbero dovuto gettare nella foiba le <i>proprie<\/i> bustine, dopo aver ucciso tutte quelle persone? Sembrerebbe pi\u00f9 logico che le bustine fossero state trovate nella foiba perch\u00e9 c\u2019erano dentro anche i cadaveri dei loro proprietari\u2026 uccisi dai nazifascisti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello di Norma Cossetto \u00e8 mito di cui si sa poco, pochissimo e che, nonostante tutto continua ad essere un racconto conteso tra storia e memorialistica non sempre affidabili che ha generato falsi miti, spesso politici, sulla storia del confine&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1887,"featured_media":1299551,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11388,56,47,157],"tags":[87455,8961,87456],"class_list":["post-1299381","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-contenuti-originali","category-cultura","category-europa","category-interviste","tag-claudia-cernigoi","tag-foibe","tag-norma-cossetto"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il mito di Norma Cossetto. 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