{"id":129379,"date":"2014-08-30T13:59:48","date_gmt":"2014-08-30T12:59:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=129379"},"modified":"2014-10-03T18:12:49","modified_gmt":"2014-10-03T17:12:49","slug":"ci-speranze-in-ucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/08\/ci-speranze-in-ucraina\/","title":{"rendered":"Ci sono ancora speranze in Ucraina?"},"content":{"rendered":"<h1><\/h1>\n<div id=\"article-text\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Decostruendo il Muro di Berlino\" src=\"http:\/\/www.peacelink.it\/editoriale\/images\/19615_a40534.jpg\" width=\"300\" height=\"198\" \/><\/p>\n<p>Da mesi i media denunciando \u201cl&#8217;aggressione di Putin\u201d contro l&#8217;Ucraina ed ora fanno vedere una controversa pistola fumante: presunte foto satellitari di blindati russi (ma senza le coordinate GPS). \u00a0Quattro voci autorevoli, invece, ci invitano a ripensare la narrazione ufficiale. Infatti, in Ucraina c&#8217;\u00e8 anche\u00a0 la NATO (ma non si vede): vuole installare i suoi missili sulla frontiera russa, fermare il multipolarismo e ripiombarci nel bipolarismo della Guerra Fredda. \u00a0Gli eventi in Ucraina ci riguardano dunque tutti &#8212; e da vicino. Cerchiamo allora di capirli meglio.<\/p>\n<p>Lo scorso primo luglio, Henry Kissinger, ex Segretario di Stato USA e uomo politico notoriamente di destra, ha stupito tutti con un articolo sul <i>Washington Post<\/i> in cui chiedeva la cessazione delle ostilit\u00e0 tra le parti nell&#8217;est dell&#8217;Ucraina e tra Washington e Mosca. \u201cBasta con la demonizzazione di Putin e la politica dello scontro, bisogna trattare\u201d ha ammonito Kissinger ( <a href=\"http:\/\/www.washingtonpost.com\/opinions\/henry-kissinger-to-settle-the-ukraine-crisis-start-at-the-end\/2014\/03\/05\/46dad868-a496-11e3-8466-d34c451760b9_story.html\" target=\"_blank\">originale in inglese<\/a> &#8211; <a href=\"http:\/\/www.giornalettismo.com\/archives\/1395363\/vi-spiego-come-finira-la-crisi-in-ucraina\/\" target=\"_blank\">resoconto in italiano<\/a> ).<\/p>\n<p>Poi, nel mese di agosto, sono apparsi altri tre articoli sull&#8217;Ucraina dello stesso tenore, tutti scritti da esponenti autorevoli dell&#8217;<i>establishment<\/i> europeo e statunitense:<\/p>\n<ul>\n<li>\u201cL&#8217;Ucraina: l&#8217;Occidente \u00e8 sulla strada sbagliata\u201d di Gabor Steingart, Direttore del <i>Handelsblatt<\/i>, il <i>Sole 24 Ore<\/i> tedesco (08.08.2014: <a href=\"http:\/\/www.handelsblatt.com\/meinung\/kommentare\/essay-in-englisch-the-west-on-the-wrong-path\/10308406.html\" target=\"_blank\">originale in inglese<\/a> \u2013 <a href=\"http:\/\/megachip.globalist.it\/Detail_News_Display?ID=108392\" target=\"_blank\">traduzione in italiano<\/a> );<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>\u201cLa via per uscire dalla crisi ucraina \u2013 la finlandizzazione\u201d di Jeffrey Tayler, corrispondente da Mosca di <i>The Atlantic<\/i>, ritenuta una delle dieci pubblicazioni statunitensi pi\u00f9 influenti in politica estera (12.08.2014: <a href=\"http:\/\/www.theatlantic.com\/international\/archive\/2014\/08\/talk-to-the-russians\/375898\/2\/\" target=\"_blank\">originale in inglese<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/translate.google.com\/translate?sl=en&amp;tl=it&amp;js=y&amp;prev=_t&amp;hl=en&amp;ie=UTF-8&amp;u=http:\/\/www.theatlantic.com\/international\/archive\/2014\/08\/talk-to-the-russians\/375898\/2\/&amp;edit-text=\" target=\"_blank\">traduzione Google<\/a>\u00a0 );<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>&#8220;La crisi ucraina \u00e8 colpa dell&#8217;Occidente &#8211; non di Putin\u201d di John Mearsheimer, accademico e uno dei cervelli del Council on Foreign Relations, <i>think tank<\/i> che orienta la politica estera statunitense (<i>Foreign Affairs<\/i>, 23.08.2014: <a href=\"http:\/\/www.foreignaffairs.com\/articles\/141769\/john-j-mearsheimer\/why-the-ukraine-crisis-is-the-wests-fault?cid=emc-sep14promod-content-081914&amp;sp_mid=46780157&amp;sp_rid=bWFyYnJ1QG1haWxib3gubGFzdGFtcGEuaXQS1\" target=\"_blank\">originale in inglese<\/a> &#8211; <a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2014\/08\/23\/blogs\/underblog\/la-crisi-ucraina-colpa-delloccidente-non-di-putin-cosforeign-affairs-1VauyGpdJOgsIQwtLhLApJ\/pagina.html\" target=\"_blank\">resoconto <\/a><a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2014\/08\/23\/blogs\/underblog\/la-crisi-ucraina-colpa-delloccidente-non-di-putin-cosforeign-affairs-1VauyGpdJOgsIQwtLhLApJ\/pagina.html\" target=\"_blank\">in italiano<\/a> ).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questi esperti vanno addirittura oltre Kissinger e sfatano completamente la narrazione del conflitto ucraino finora propagandata nei mass media. Ossia, che sarebbe Putin, spinto da una presunta brama di accaparrarsi sempre pi\u00f9 paesi per ricreare l&#8217;ex impero sovietico, l&#8217;aggressore pericoloso che bisogna isolare e mettere in riga.<\/p>\n<p>Apprendiamo, invece, che \u00e8 stato l&#8217;Occidente, tramite la NATO, il vero aggressore in Ucraina. Infatti, l&#8217;Occidente ha realizzato un colpo di stato armato a Kiev lo scorso febbraio, dietro la cortina fumogena delle manifestazioni in piazza, usando milizie ucraine filonaziste, addestrate nelle caserme NATO della Polonia, per prendere d&#8217;assalto il palazzo presidenziale e costringere alla fuga l&#8217;allora Presidente Janukovy\u010d. Ci\u00f2 ha consentito a Washington di prendere possesso del paese e di portare al potere, non le persone per le quali i manifestanti si stavano battendo in piazza, ma gli uomini voluti dal Pentagono e dal Fondo Monetario Internazionale \u2013 e gi\u00e0 scelti da tempo.<\/p>\n<p>Scopo dell&#8217;operazione: 1) poter installare basi missilistiche NATO lungo la frontiera russa, minaccia che Kiev e Washington negano di voler attuare ma che viene confermata dalle dichiarazioni della Commissione NATO-Ucraina e dalle visite in Ucraina del <i>Missile Defense Agency<\/i> del Pentagono; 2) privare la Russia delle forniture delle industrie specializzate nell&#8217;est dell&#8217;Ucraina, dalle quali l&#8217;esercito russo dipende da sempre; 3) privare la Russia della sua base navale strategica in Crimea; 4) consentire all&#8217;FMI di ridurre l&#8217;Ucraina alla subalternit\u00e0, attuando la sua (tristemente nota) terapia d&#8217;urto economica \u2013 quella che l&#8217;Italia ha fatto salti mortali per evitare finora. L&#8217;accresciuta povert\u00e0 degli ucraini che ne deriver\u00e0, dar\u00e0 poi ai paesi europei sviluppati (in particolare alla Germania) accesso ad un vasto bacino di manodopera a bassissimo costo \u2013 come quella del sud-est asiatico ma molto pi\u00f9 vicina e pi\u00f9 istruita. Inoltre consentir\u00e0 il dumping, in Russia, di prodotti europei prodotti e venduti sottocosto dalle filiali ucraine (guerra economica condotta per procura).<\/p>\n<p>La crisi ucraina \u00e8 stata provocata, dunque, non dalla Russia ma dall&#8217;Occidente che, per mettere la Russia in difficolt\u00e0 militarmente ed economicamente, ha commesso due illegalit\u00e0: ha violato le norme internazionali che vietano l&#8217;attuazione di golpi in paesi terzi e ha violato i \u00a0<a href=\"http:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natolive\/official_texts_25468.htm\" target=\"_blank\">Patti Fondativi<\/a> del 1997 che prevedevano un&#8217;Ucraina neutra e fuori da ogni alleanza militare. Le contromosse di Putin \u2013 annettere la Crimea con la sua base navale e sostenere la ribellione nell&#8217;est dell&#8217;Ucraina \u2013 andrebbero dunque viste meno come \u201cinvasioni ingiustificate\u201d compiute \u201cdal famelico orso russo\u201d e pi\u00f9 come tentativi di salvare il salvabile dopo l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina \u2013 questa s\u00ec ingiustificata \u2013 da parte della NATO. Questo concetto \u00e8 stato peraltro raffigurato in un cartello della Rete NoWar per una manifestazione tenutasi a Roma davanti all&#8217;ambasciata d&#8217;Ucraina il 17-5-2014: vedi sotto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"cartello NoWar per una manifestazione per la pace in Ucraina\" src=\"http:\/\/www.peacelink.it\/editoriale\/images\/19616_a40534.jpg\" width=\"500\" height=\"456\" \/><\/p>\n<p>Ma proprio la \u00a0consapevolezza della falsit\u00e0 della narrazione ufficiale degli eventi in Ucraina ci consente poi di uscire dal conflitto. Invece dell&#8217;inevitabilit\u00e0 dello scontro, ci accorgiamo della possibilit\u00e0 di un negoziato, nei termini ipotizzati da Kissinger il primo luglio e ripresi nel mese di agosto, con varianti, dai tre autori elencati sopra.<\/p>\n<p>Secondo questi esperti, l&#8217;Occidente potrebbe rinunciare all&#8217;installazione di basi missilistiche in Ucraina e al blocco delle forniture dalle industrie nell&#8217;est, per ottenere dalla Russia la fine della ribellione nella zona orientale del paese e la rinuncia alla sovranit\u00e0 sulla Crimea \u2013 naturalmente, dietro meccanismi che garantiscono la permanenza della base navale russa sulla penisola. Da parte sua, la Russia potrebbe accettare l&#8217;entrata dell&#8217;Ucraina nella zona economica europea, purch\u00e9 rimanga neutra sul piano politico-militare (\u201cfinlandizzandosi\u201d) e dietro garanzie adeguate anti-dumping per tutelare l&#8217;economia russa. A ci\u00f2 potremmo aggiungere la concessione, non dell&#8217;indipendenza, ma di un&#8217;estesa autonomia regionale all&#8217;est, militare (con una Guardia Regionale al posto della temutissima Guardia Nazionale), economica (con il controllo sulle proprie esportazioni) e culturale (tutele linguistiche e religiose).<\/p>\n<p>E sarebbe la pace.<\/p>\n<p>Ecco dunque apparire all&#8217;improvviso nell&#8217;estate del 2014, in quattro pubblicazioni autorevoli, una visione nuova degli eventi in Ucraina, diametralmente opposta alla fuorviante narrazione ufficiale. Una visione che, svelando le vere poste in gioco, ci consente di muoverci per fermare le ostilit\u00e0 sul campo e tra governi. Ma come?<\/p>\n<p>L&#8217;editoriale di Gabor Steingart ce lo indica: rievoca la figura di Willy Brandt, sindaco di Berlino (e poi Cancelliere) all&#8217;epoca della costruzione del Muro da parte dei sovietici nel 1961. Quel muro poteva significare la fine di qualsiasi dialogo tra Est e Ovest. E invece Brandt si \u00e8 prodigato per la conciliazione tra le parti e, passo dopo passo, ci \u00e8 riuscito. Rifiutando le rappresaglie. Riconoscendo lo status quo al fine di cambiarlo. Riconciliando gli interessi. Promuovendo il riavvicinamento. E, soprattutto, provando e facendo provare la compassione \u2013 anche verso i nemici.<\/p>\n<p>Potrebbe Brandt servire da modello per i nostri leader di oggi \u2013 Merkel, Obama, Poro\u0161enko, Putin \u2013 per quanto riguarda la crisi ucraina? Steingart sembra infatti incoraggiare la Cancelliera tedesca a seguire l&#8217;esempio del suo predecessore e gi\u00e0 la Merkel sta mantenendo costanti contatti telefonici con i leader che meno si parlano tra loro (una tattica di Brandt). Putin, pur non rinunciando a fornire \u201cassistenza\u201d agli ucraini russofoni, ha dichiarato la sua disponibilit\u00e0 a trattare con tutti in qualsiasi momento. Persino Poro\u0161enko ha accettato, a margine del vertice regionale di Minsk il 26 agosto, di trattare con Putin faccia a faccia per due ore \u2013 trattativa \u201cdura e complessa\u201d, ha poi confidato, ma che ha permesso ai due statisti di creare un gruppo di contatto permanente per proseguire con le trattative. Un inizio di dialogo, dunque. (Per ragguagli sulla possibile svolta a Minsk, vedi <a href=\"http:\/\/megachip.globalist.it\/Detail_News_Display?ID=108591&amp;typeb=0&amp;A-Minsk-una-svolta-\" target=\"_blank\">quest&#8217;analisi<\/a> di Giulietto Chiesa.)<\/p>\n<p>Ma che dire del quarto protagonista, il convitato di pietra a Minsk, Barack Obama?<\/p>\n<p>Purtroppo, a Washington, i <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Neocon\" target=\"_blank\">neoc<\/a><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Neocon\" target=\"_blank\">on<\/a>, i consiglieri ultra-conservatori cacciati dalla Casa Bianca con la sconfitta di Bush jr, sono ormai rientrati dalla finestra e oggi spingono l&#8217;amministrazione Obama a promuovere, di nuovo, la bipolarizzazione del mondo (il celebre \u201cO con noi o contro di noi\u201d di Bush jr.). Proprio l&#8217;opposto della conciliazione.<\/p>\n<p>I motivi per questa insistenza sulla bipolarizzazione del mondo sono due. In politica estera, i neocon (e i poteri forti che li sponsorizzano) non vedono di buon occhio il graduale avvicinamento avvenuto in questi ultimi anni tra l&#8217;Europa e la Russia, con la costruzione di sempre pi\u00f9 oleodotti e gasdotti (&#8220;fili&#8221; che cuciono insieme i due continenti), con l&#8217;intensificarsi dei rapporti commerciali, con lo sviluppo congiunto delle nuove tecnologie, e via discorrendo. Perch\u00e9 tutto ci\u00f2 porter\u00e0 ad un autentico multipolarismo, vale a dire, ad un futuro \u201cblocco euro-russo\u201d avente lo stesso peso degli USA o della Cina. Attuando invece il golpe in Ucraina per istigare la Russia a reagire, i neocon e i loro sponsor sono riusciti ad ottenere lo scontro, a rilanciare la retorica bipolare della Guerra Fredda e a spezzare in parte i legami euro-russi tramite:<\/p>\n<ul>\n<li>le sanzioni economiche contro la Russia che interrompono una parte degli scambi economici e tecnologici dell&#8217;EU con quel paese, sostituendoli con gli scambi atlantici previsti nel quadro del TTIP, il <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/TTIP\" target=\"_blank\">Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti<\/a> \u2013 una gabbia normativa che subordina le industrie europee alle multinazionali statunitensi e che sar\u00e0 probabilmente approvato entro quest&#8217;anno;<\/li>\n<li>il blocco della costruzione dei nuovi oleogasdotti Russia-UE, come il Southstream, sostituendoli con la fornitura di gas liquefatto americano, ormai prodotto in eccesso grazie al <i>fracking<\/i> (almeno, cos\u00ec si dice). Ci\u00f2 significa che, accanto alla dipendenza economica (TTIP), l&#8217;Europa dipender\u00e0 dagli USA anche sul piano energetico.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In pratica, la politica estera neocon rigetta il multipolarismo e ridivide il mondo in due blocchi: da una parte la Russia, l&#8217;Iran e la Cina (la <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Organizzazione_di_Shanghai_per_la_cooperazione\" target=\"_blank\">SCO<\/a>: l&#8217;Organizzazione di Shanghai per la cooperazione); dall&#8217;altra, l'&#8221;Occidente&#8221;, cio\u00e8 tutti gli altri paesi dietro la <i>leadership<\/i> degli USA. La SCO diventa, dunque, il nuovo \u201cAsse del Male\u201d. E con il Male non si tratta.<\/p>\n<p>Di conseguenza, Obama rifiuta di confrontarsi con Putin e impone a Poro\u0161enko di non trattare con i leader separatisti. Al posto del dialogo con la Russia, dunque, vengono preferite le sanzioni per isolarla, le direttive per escluderla da incontri internazionali e la moltiplicazione delle truppe NATO stazionate lungo le sue frontiere. Al posto del dialogo con i separatisti, Kiev preferisce intimidirli, bombardando le loro citt\u00e0 con gli imprecisi missili Grad e quindi provocando l&#8217;uccisione indiscriminata anche dei civili (un crimine di guerra). Il 26 agosto c&#8217;\u00e8 stato a Minsk il parziale disgelo a sorpresa tra Poro\u0161enko e Putin e perci\u00f2, per fermarlo sul nascere, la NATO ha tirato fuori, due giorni dopo, alcune foto satellitari di blindati russi (scattate diversi giorni prima e senza coordinate GPS), il che ha spinto il Presidente ucraino a suonare l&#8217;allarme per una \u201cinvasione russa\u201d (parole poi smentite) e a chiedere un intervento UE. Di sforzi di conciliazione, di sforzi per capire le ragioni dell&#8217;altro, d&#8217;inviti alla calma, neanche l&#8217;ombra.<\/p>\n<p>Questa bipolarizzazione del mondo e demonizzazione dell&#8217;avversario \u00e8 anche funzionale alla politica interna statunitense voluta dai neocon. La SCO fornisce al governo statunitense un nemico di peso da additare \u2013 come fu l&#8217;URSS durante la Guerra Fredda \u2013 per giustificare uno stato di emergenza permanente e la creazione di uno stato poliziesco. Gi\u00e0 grazie agli attentati dell&#8217;11 settembre, i neocon hanno potuto: (1.) far approvare il Patriot Act &#8220;per punire i terroristi&#8221; ma, in realt\u00e0, per poter incarcerare senza processo qualsiasi dissidente; (2.) creare la NSA per \u201cscoprire i terroristi\u201d ma in realt\u00e0 per spiare ogni singolo cittadino; (3.) militarizzare le polizie locali \u201cper impedire atti terroristici\u201d ma in realt\u00e0 per impedire qualsiasi protesta, come si \u00e8 visto a Ferguson in agosto. Davanti alle presunte minacce di un nemico (la SCO) ancora pi\u00f9 potente dei terroristi jihadisti, la repressione diventer\u00e0 totale.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 possibile invertire questa tendenza, arrestare la propaganda a favore della bipolarizzazione del mondo e spingere per accordi di pace in Ucraina e di libero scambio tra l&#8217;Europa e la Russia? Di certo non sar\u00e0 facile, vista la disparit\u00e0 dei mezzi a disposizione (gli sponsor dei neocon hanno molto influenza nel mondo, sia presso i governi che nei mass media). Ma vale la pena tentare, anche con petizioni come <a href=\"http:\/\/www.peacelink.it\/pace\/a\/39864.html\" target=\"_blank\">quella di Alex Zanotelli e di Alfonso Navarra<\/a> su PeaceLink.<\/p>\n<p>Soprattutto ricordiamo ai nostri governanti il metodo della conciliazione messo in opera con successo da Willy Brandt, all&#8217;epoca del Muro di Berlino, come Steingart ha fatto sul <i>Handelsblatt<\/i>. Inoltre, chiediamo con insistenza ai nostri mass media, pena il boicottaggio, di smetterla con la ricorrente demonizzazione dei nostri avversari e di farci capire invece <i>anche<\/i> <i>le loro ragioni<\/i>. Rifiutiamo il voto a partiti che non hanno un&#8217;articolata politica estera e cerchiamo, da attivisti, di influire su quella degli altri.<\/p>\n<p>Facciamo tutto ci\u00f2 pur consapevoli che sar\u00e0 assai pi\u00f9 difficile oggi, rispetto al 1961, superare \u2013 con gli appelli alla conciliazione e alla comprensione reciproca \u2013 il nuovo muro di Berlino che si sta costruendo sulla frontiera est dell&#8217;Ucraina. Perch\u00e9 questa volta, a costruire il muro, siamo noi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Note: Da Megachip, 29.08.2014 (con alcuni ritocchi dell&#8217;autore): <a href=\"http:\/\/megachip.globalist.it\/Detail_News_Display?ID=108653&amp;typeb=0&amp;Ci-sono-ancora-speranze-in-Ucraina-\">http:\/\/megachip.globalist.it\/Detail_News_Display?ID=108653&amp;typeb=0&amp;Ci-sono-ancora-speranze-in-Ucraina<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da mesi i media denunciando \u201cl&#8217;aggressione di Putin\u201d contro l&#8217;Ucraina ed ora fanno vedere una controversa pistola fumante: presunte foto satellitari di blindati russi (ma senza le coordinate GPS). \u00a0Quattro voci autorevoli, invece, ci invitano a ripensare la narrazione 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