{"id":1293758,"date":"2021-02-08T18:15:53","date_gmt":"2021-02-08T18:15:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1293758"},"modified":"2021-02-08T18:24:13","modified_gmt":"2021-02-08T18:24:13","slug":"la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/","title":{"rendered":"La tendenza a fare la guerra non \u00e8 innata nell&#8217;uomo: intervista all\u2019antropologo Brian Ferguson"},"content":{"rendered":"<p><strong>La ricerca di Brian Ferguson sulle origini della guerra, che prende le mosse dall&#8217;inizio della storia dell\u2019uomo e dei nostri parenti pi\u00f9 prossimi, suggerisce che la guerra non fa parte della nostra evoluzione.<\/strong><\/p>\n<p>La guerra e tutta la sua brutalit\u00e0 attirano l&#8217;attenzione e rimangono impresse nella memoria. I ricordi della guerra e delle conquiste tendono a permanere e a occupare i riflettori nei documenti storici. Tuttavia, una narrazione incentrata sulla guerra dipinge un quadro incompleto della storia e della natura umana. Se, da una parte, \u00e8 opinione diffusa nella comunit\u00e0 antropologica che la guerra sia una tendenza evolutiva e innata dell&#8217;uomo, esiste tuttavia una corrente che rifiuta questa teoria. Si sta rafforzando una tesi a favore di una storia umana che preceda totalmente la guerra e con questo sottolinea che la guerra non \u00e8 innata nella natura umana, ma \u00e8 invece frutto di uno sviluppo sociale e culturale che ha avuto inizio in alcune aree del mondo.<\/p>\n<p>Tuttavia, una volta che il fenomeno della guerra ha inizio, esso tende a diffondersi, spiega l&#8217;antropologo storico R. Brian Ferguson, che ha trascorso pi\u00f9 di 40 anni a studiare le origini della guerra. Ferguson, professore di antropologia alla Rutgers University, evidenzia le differenze tra guerra da un lato e violenza individuale o omicidio dall\u2019altro. La guerra implica un conflitto armato organizzato e delle uccisioni sancite dalla societ\u00e0 e realizzate da membri di un gruppo a danno dei membri di un altro gruppo. Secondo Ferguson, le prove attuali suggeriscono che la guerra non esiste da sempre, ma ha avuto inizio come risultato di cambiamenti sociali &#8211; con prove delle origini della guerra che appaiono in tempi molto diversi in varie localit\u00e0 del mondo. Egli stima che i primi cenni di guerra appaiono tra il 10.000 a.C., ossia 12.000 anni fa.<\/p>\n<p>&#8220;Tuttavia, in alcune aree del mondo non troviamo tracce di guerra fino a un&#8217;era molto pi\u00f9 recente&#8221; sostiene, notando che nel sud-ovest degli Stati Uniti e nelle Grandi Pianure non ci sono segni di guerra fino a circa 2.000 anni fa.<\/p>\n<p>Nel 2018 Ferguson ha scritto un articolo su <a href=\"https:\/\/www.scientificamerican.com\/\">Scientific American<\/a> intitolato &#8220;War is <em>not <\/em>part of human nature&#8221;, in cui espone in dettaglio la sua visione della guerra. Nell&#8217;articolo riassume i punti di vista di due opposti fronti antropologici, soprannominati falchi e colombe dal defunto antropologo Keith Otterbein. I falchi sostengono che la guerra sia una predisposizione degli esseri umani e che risalga a quando avevano un antenato in comune con gli scimpanz\u00e9; le colombe, invece, sostengono che la guerra sia comparsa solo negli ultimi millenni, motivata dalle mutate condizioni sociali. Nell&#8217;articolo, Ferguson scrive:<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;Gli esseri umani, sostengono [le colombe], hanno un&#8217;evidente capacit\u00e0 di condurre una guerra, ma il loro cervello non \u00e8 cablato per identificare e uccidere gli estranei coinvolti in conflitti collettivi. Gli attacchi di gruppo, secondo questi studi, sono sorti solo quando le societ\u00e0 di cacciatori-raccoglitori sono cresciute in dimensioni e complessit\u00e0 e, pi\u00f9 tardi, con la nascita dell&#8217;agricoltura. L&#8217;archeologia, integrata dalle osservazioni delle culture di cacciatori-raccoglitori contemporanee, ci permette di identificare i tempi e, in una certa misura, le circostanze sociali che hanno portato alle origini e all&#8217;intensificazione della guerra&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ferguson ha studiato reperti antropologici e archeologici di tutta la storia umana antica, talvolta avventurandosi in quella pi\u00f9 moderna. Secondo Ferguson, in vari periodi della storia umana ci sarebbe una vera e propria mancanza di prove di guerra o di violenza su larga scala. Egli ha impiegato quattro decenni a ricercare e a contestualizzare storicamente i vari punti di origine della guerra nel mondo. Ha anche contestualizzato episodi di violenza di gruppo nelle scimmie pi\u00f9 vicine all\u2019uomo, gli scimpanz\u00e9. La sua tesi \u00e8 che la guerra non sia un comportamento innato, ereditario o inevitabile per gli esseri umani.<\/p>\n<p>Ferguson ha discusso con la corrispondente di Local Peace Economy April M. Short delle sue scoperte e delle teorie sulla guerra e sulla storia umana.<\/p>\n<p><strong>April M. Short: Iniziamo con le domande grosse: gli esseri umani hanno sempre fatto la guerra, o c&#8217;\u00e8 un momento specifico in cui ha avuto inizio questa tendenza? E poi, la guerra \u00e8 innata nella specie umana (o forse solo negli uomini)? C&#8217;\u00e8 una predisposizione evolutiva alla guerra o \u00e8 un comportamento sociale, appreso, emerso insieme a particolari organizzazioni sociali?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Brian Ferguson<\/strong>: C&#8217;\u00e8 un grande interesse su questo argomento, in particolare nell&#8217;antropologia, nell&#8217;archeologia e anche nelle scienze politiche. \u00c8 stato un tema molto discusso e sono coinvolte molte questioni diverse collegate tra loro.<\/p>\n<p>Parlando della tesi che supporta il fatto che la guerra sia sempre esistita, possiamo notare come essa sia stata influenzata dall&#8217;espansione dei sistemi coloniali. Soprattutto in relazione all&#8217;Europa occidentale, ma anche ad altri sistemi coloniali. Io sostengo che l&#8217;espansione coloniale abbia generalmente portato a una guerra pi\u00f9 intensa di molti dei conflitti che abbiamo visto in tutto il mondo negli ultimi cento anni, dall&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Et%C3%A0_delle_scoperte#:~:text=L'Et%C3%A0%20delle%20scoperte%2C%20o,emersa%20come%20un%20potente%20fattore\">Et\u00e0 delle scoperte<\/a> in poi. Questo non \u00e8 un riflesso della natura umana, ma un riflesso delle circostanze, o della situazione contestuale.<\/p>\n<p>Ma, anche prima degli inizi del colonialismo, la guerra era un fatto abbastanza comune in tutto il mondo. La guerra lascia una serie di indizi diversi, che sono indicativi della violenza nei documenti archeologici; i pi\u00f9 importanti sono i traumi scheletrici e diversi tipi di dati relativi alle colonizzazioni. Ci sono anche altri indicatori, ma se si hanno molte informazioni su questi due elementi, allora sar\u00e0 facile capire se c\u2019\u00e8 stata una guerra.<\/p>\n<p><strong>AMS: Un&#8217;altra domanda correlata: ci sono prove di un chiaro punto di inizio della guerra?<\/strong><\/p>\n<p>BF: Tutti vogliono sapere quando l\u2019uomo ha iniziato a fare la guerra. \u00c8 difficile dare una risposta che soddisfi la gente, perch\u00e9 bisogna chiedere di quale posto si sta parlando. Gli indicatori della guerra appaiono in momenti diversi in luoghi diversi. E, una volta iniziata la guerra in un luogo, a volte scompariva per un po&#8217;, anche se questo andamento non \u00e8 quello pi\u00f9 frequente. Spesso la guerra si diffondeva e cambiava nel tempo al variare dei sistemi politici. \u00c8 un campo molto complicato.<\/p>\n<p>Ma la domanda a cui la gente vuole davvero dare una risposta \u00e8: la guerra \u00e8 innata nella natura umana? In un certo senso, la risposta \u00e8 sicuramente s\u00ec, perch\u00e9 gli umani fanno la guerra, siamo capaci di fare la guerra, \u00e8 una delle cose che gli umani fanno. Ma penso che la domanda pi\u00f9 significativa a cui la gente sta cercando di rispondere sia un\u2019altra: c&#8217;\u00e8 qualcosa che si \u00e8 evoluto negli esseri umani, o forse solo negli uomini, che li rende inclini a uccidere &#8211; o almeno a trattare con estrema violenza &#8211; le persone al di fuori del proprio gruppo. \u00c8 una naturale tendenza o predisposizione umana quella che porta a uccidere gli estranei? Questa tesi \u00e8 stata sostenuta da molte persone. <a href=\"https:\/\/www.socialsciencespace.com\/2012\/11\/podcast-steven-pinker-on-violence-and-human-nature\/\">Steven Pinker<\/a>, psicologo cognitivo e autore scientifico, \u00e8 uno di questi, e ce ne sono molti altri.<\/p>\n<p>Altre persone hanno sostenuto qualcosa di un po&#8217; diverso, ossia che forse non c&#8217;\u00e8 alcuna tendenza innata a voler uccidere gli estranei, ma la guerra sar\u00e0 comunque un risultato naturale a meno che non si attui qualche sistema per fermarla. Questo \u00e8 pi\u00f9 o meno ci\u00f2 di cui parlava Thomas Hobbes nel Leviatano, giusto? Non conosceva i geni e la sua opera si colloca prima della teoria dell&#8217;evoluzione di Charles Darwin. Hobbes non sosteneva che le persone avessero una predisposizione &#8220;evolutiva&#8221; a uccidere gli estranei. Diceva solo che le persone che perseguono i propri interessi, senza un qualche tipo di societ\u00e0 civile pi\u00f9 ampia, si rivolgeranno naturalmente alla violenza per promuovere i propri \u201caffari\u201d e questo porter\u00e0 alla guerra. E ci\u00f2 significa che la guerra \u00e8 una condizione naturale della societ\u00e0 umana. Dunque, \u00e8 la guerra a essere parte della natura umana o \u00e8 la natura degli uomini quando essi si uniscono in societ\u00e0?<\/p>\n<p>Secondo una posizione diffusa, gli esseri umani hanno sempre fatto la guerra da quando sono definibili come umani. Ma quello che sostengo io da un po&#8217; di tempo \u00e8 che, se si guarda in giro per il mondo, nei documenti archeologici, nei resti pi\u00f9 antichi non ci sono segni di guerra.<\/p>\n<p>Ora, andando molto indietro nel tempo &#8211; diciamo 30.000 anni o pi\u00f9 &#8211; non c&#8217;\u00e8 quasi nulla che testimoni l\u2019esistenza degli esseri umani. Forse c&#8217;\u00e8 un utensile di pietra o qualcosa del genere, ma non si pu\u00f2 dire sulla base delle prove se la guerra gi\u00e0 esistesse oppure no. Quando iniziamo ad avvicinarci al presente e a osservare i reperti, non troviamo cenni di guerra per diverso tempo.<\/p>\n<p>Quello che abbiamo \u00e8 un modello su scala globale. In tempi diversi, in luoghi diversi del mondo, se si parte dai primi reperti archeologici e si va avanti, arriver\u00e0 un momento in cui cominceranno ad apparire accenni di guerra. Questa svolta nella ricerca avviene senza un forte aumento del materiale archeologico recuperato. Non \u00e8 che abbiamo iniziato ad avere buone prove archeologiche, dati buoni, e solo allora abbiamo iniziato a vedere i segni della guerra. Avevamo molto materiale anche per epoche pi\u00f9 antiche, ma non c&#8217;erano segni di guerra. Poi gli indizi che riconducono alla guerra hanno cominciato ad apparire.<\/p>\n<p>Un mio collega, <a href=\"https:\/\/go.ind.media\/e\/546932\/pcs-people-fry-douglas-p-\/hsrl8k\/767654804?h=zSee9jKS-vT7NuwIHBPOIqZHMAtfAzd-L8rCTFv5FJw\">Doug Fry<\/a>, lavora in quest&#8217;area e ha fatto un ragionamento pi\u00f9 ampio, un ottimo ragionamento. Abbiamo accumulato una serie di esempi grazie ad archeologi che lavorano in aree specifiche e gli archeologi stessi non sono interessati alla questione dell&#8217;inizio della guerra, fanno solo i loro scavi. In genere non sono interessati a fare paragoni su larga scala come me. Ma scopriamo che quando gli archeologi forniscono riassunti delle prove della violenza mortale tra persone, dimostrano sempre pi\u00f9 che la guerra \u00e8 iniziata in un certo periodo della storia.<\/p>\n<p><strong>AMS: Ha detto che questo \u00e8 un modello adeguato ovunque si guardi, \u00e8 il modello globale?<\/strong><\/p>\n<p><strong>BF: <\/strong>Solo nelle Americhe, su cui ho lavorato ultimamente, [il modello di testimonianza della guerra che emerge in un dato periodo nei documenti] comprende la regione andina, comprende la regione di Oaxaca in Messico, comprende la costa nord-occidentale del Canada, l&#8217;Alaska nord-occidentale, i boschi orientali, le grandi pianure. Non sono sicuro che si possa dire lo stesso per la California occidentale, perch\u00e9 la California occidentale \u00e8 anomala, dato che ha molta violenza con un&#8217;origine lontana nel tempo, quindi non sono sicuro che si possa dire che ci sia bisogno chiaramente di un tempo prima di avere prove di guerra l\u00ec. Ma \u00e8 il caso di tutti questi luoghi. Ho anche osservato i modelli in Europa e nel Vicino Oriente, dove si osserva la stessa cosa: non si hanno prove di guerra e poi all&#8217;improvviso appare.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra considerazione su questo: si dice spesso che l&#8217;assenza di prove non indica assenza di guerra, quindi se non si trovano segni di violenza, ci\u00f2 non significa che la guerra non sia avvenuta in quel luogo. Per ogni caso particolare, per ogni particolare scavo, questo \u00e8 assolutamente vero. Ma se si parla di una regione pi\u00f9 grande con pi\u00f9 scavi, questa non \u00e8 un&#8217;affermazione scientifica, perch\u00e9 non pu\u00f2 essere contestata, non pu\u00f2 essere falsificata. Se dici: &#8220;Anche se non si trovano prove di guerra, la guerra probabilmente c\u2019\u00e8 stata&#8221;, come si fa a confutare questa affermazione? Ma se sto dicendo che in queste diverse aree non troverai alcuna prova di guerra prima di certi periodi di tempo, perch\u00e9 l\u00ec non c&#8217;\u00e8 stata alcuna guerra, \u00e8 facile da confutare. Basta trovare le prove.<\/p>\n<p>\u00c8 un po&#8217; stancante per me sentir ripetere la frase &#8220;solo perch\u00e9 non si trovano le prove non significa che non ci siano&#8221;, perch\u00e9 il quadro che vede l&#8217;inizio della guerra \u00e8 cos\u00ec chiaro in cos\u00ec tanti posti. \u00c8 tempo di considerare la possibilit\u00e0 che, in realt\u00e0, la guerra non esistesse affatto prima di una certa epoca.<\/p>\n<p><strong>AMS: Perch\u00e9 pensa che la teoria pi\u00f9 popolare sia che la guerra \u00e8 innata negli esseri umani, che abbiamo sempre fatto la guerra?<\/strong><\/p>\n<p><strong>BF: <\/strong>Questa \u00e8 una bella domanda ed \u00e8 difficile rispondere. Se sto parlando del fatto che ci sono segni di guerra in Europa in un anno particolare, posso parlarne in termini di prove. Ma quando si arriva alla questione del perch\u00e9 le persone propendano per la teoria che &#8220;le persone sono innatamente bellicose&#8221; o &#8220;le persone sono innatamente buone&#8221; (il punto di vista di <a href=\"https:\/\/medium.com\/@victoroliver\/the-natural-state-in-hobbes-and-rousseau-two-views-on-liberty-a626e3f7c75e\">Rousseau contro Hobbes<\/a>), entra in gioco la variabilit\u00e0 individuale delle opinioni. Ma penso anche che quando si guarda alla prevalenza di queste idee, esse siano legate a specifici periodi storici.<\/p>\n<p>Alla fine del XIX secolo, quando le ricerche di Darwin erano all&#8217;inizio, si poneva particolare enfasi sulla lotta per la sopravvivenza. C&#8217;era anche una parte razziale, cio\u00e8 l&#8217;idea che alcune razze fossero superiori ad altre e che le lotte e i conflitti tra le razze portassero quelle superiori a soggiogare quelle inferiori. Tutta la concezione del <a href=\"https:\/\/www.history.com\/topics\/early-20th-century-us\/social-darwinism#:~:text=Social%20Darwinists%20believe%20in%20%E2%80%9Csurvival,past%20century%20and%20a%20half.\">darwinismo sociale<\/a> era molto diffusa e alimentava altre teorie contemporanee che rappresentavano una visione cupa dell&#8217;umanit\u00e0. Freud era molto cupo. I primi psicologi erano molto pessimisti e parlavano di esseri umani dotati di istinti: uno dei pi\u00f9 grandi istinti era l\u2019aggressivit\u00e0. Bellicosit\u00e0 \u00e8 una parola che non usiamo pi\u00f9 molto, ma si diceva che fosse l&#8217;istinto per cui la gente voleva combattere. Quindi, l&#8217;istinto della bellicosit\u00e0 era la spiegazione al perch\u00e9 esistessero le guerre.<\/p>\n<p>La prima guerra mondiale provoc\u00f2 una sorta di repulsione verso i conflitti. Ci fu un cambiamento nel modo in cui la gente guardava le cose. Uno studio del 1915, intitolato &#8220;<a href=\"https:\/\/onlinelibrary.wiley.com\/doi\/abs\/10.1111\/j.1467-954X.1914.tb02384.x\">La cultura e le istituzioni sociali dei popoli pi\u00f9 semplici: un saggio comparativo<\/a>&#8220;, fu davvero rivelatore. Il saggio esaminava una serie di societ\u00e0 in tutto il mondo (utilizzando un metodo che oggi sarebbe considerato molto primitivo). Nel saggio si dice che nelle societ\u00e0 pi\u00f9 semplici potessero esserci delle guerre, ma che ce ne fossero di meno rispetto alle societ\u00e0 pi\u00f9 sviluppate. Cominciava a nascere l&#8217;idea che la guerra non facesse parte della natura umana, ma che facesse parte dello sviluppo di societ\u00e0 pi\u00f9 grandi e gerarchiche. Nasceva di pari passo con l&#8217;evoluzione della politica.<\/p>\n<p>Il tempo trascorse e negli anni &#8217;60 si svilupp\u00f2 un dibattito intellettuale molto forte a favore del fatto che la guerra fosse innata. Diversi scrittori si sono schierati a sostegno di questa argomentazione. Uno era un etologo austriaco, uno studioso del comportamento animale di nome <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Konrad_Lorenz\">Konrad Lorenz<\/a>. Lorenz si schier\u00f2 dalla parte dei tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Era dell&#8217;opinione che, all\u2019avvio della marcia militare, gli uomini avrebbero lasciato perdere tutto il resto e sarebbero partiti per la guerra. Scrisse un libro molto influente in tal senso, <a href=\"https:\/\/books.google.co.in\/books\/about\/On_Aggression.html?id=vNGrQgAACAAJ&amp;redir_esc=y\"><em>On Aggression<\/em><\/a>.<\/p>\n<p>Venne poi Raymond Dart, un paleobiologo australiano (anche se all&#8217;epoca non si usava questa parola) che rinvenne crani e resti primitivi. In ogni cranio che trovava, vedeva le prove di una morte violenta e di cannibalismo. Il lavoro di Dart fu recepito da uno scrittore molto dotato, Robert Ardrey, che scrisse diversi libri, tra cui <em>African Genesis e The Territorial Imperative<\/em>, che facevano parte della sua serie \u201cNature of a Man\u201d. Questa serie fu la fonte principale per il film di Stanley Kubrick &#8220;2001: Odissea nello spazio&#8221;. Se avete visto l&#8217;inizio di quel film, queste proto-scimmie hanno sub\u00ecto un mutamento nelle loro menti ad opera di obelischi neri provenienti dallo spazio. A causa di questo mutamento cominciano a uccidersi a vicenda: questo \u00e8 l&#8217;inizio della creativit\u00e0 umana. Ardrey credeva fondamentalmente che questa fosse la verit\u00e0 sugli umani, e questa tesi divenne molto popolare.<\/p>\n<p>E poi fu pubblicato il famoso libro di William Golding, &#8220;Il signore delle mosche&#8221;. Golding se ne usc\u00ec con l&#8217;idea che le persone sono delle vere e proprie canaglie. Tutti questi concetti erano parte della cultura popolare degli anni &#8217;60, erano molto diffusi. Divennero una sorta di saggezza socialmente accettata.<\/p>\n<p>La guerra del Vietnam segn\u00f2 una grande differenza. Gli antropologi non si erano interessati molto allo studio della guerra prima del Vietnam. La guerra del Vietnam \u00e8 dur\u00f2 molto tempo e le manifestazioni contro di essa erano molto frequenti nei campus universitari, luoghi abitati dagli antropologi. All&#8217;epoca ero una matricola e fu durante quel periodo che l&#8217;antropologia della guerra si svilupp\u00f2 come campo d&#8217;indagine. Da quel momento si \u00e8 ampliata e si sono sviluppate diverse prospettive. Alcuni sostenevano che la guerra sia sempre esistita, alcuni che fosse un istinto biologico, altri sostenevano che la guerra fosse un prodotto culturale sviluppatosi relativamente tardi. <a href=\"https:\/\/blogs.scientificamerican.com\/cross-check\/margaret-meads-war-theory-kicks-butt-of-neo-darwinian-and-malthusian-models\/#:~:text=Mead%20proposed%20her%20theory%20of,fact%20that%20not%20all%20societies\">Margaret Mead<\/a> [antropologa culturale] era una di quelle che dicevano: &#8220;La guerra \u00e8 solo un&#8217;invenzione, non una necessit\u00e0 biologica&#8221;. E credo che avesse ragione. Da allora, questa tesi \u00e8 stata portata avanti in modo pi\u00f9 accademico, tramite la presentazione di prove. Ora ci stiamo lavorando da un paio di decenni e abbiamo un sacco di prove.<\/p>\n<p><strong>AMS: Nel suo articolo su Scientific American, lei sostiene che le persone a favore della guerra \u201cinnata\u201d usano spesso l&#8217;esempio dell&#8217;aggressivit\u00e0 degli scimpanz\u00e9. Puntano sull&#8217;antenato comune tra gli scimpanz\u00e9 e gli umani per sostenere che gli umani sono innatamente bellicosi. Lei ha passato due decenni ad analizzare tutti gli episodi di violenza registrati relativi agli scimpanz\u00e9 e ha scritto un libro sull&#8217;argomento, che sar\u00e0 presto pubblicato. Nel suo libro, lei teorizza che gli scimpanz\u00e9 non sono davvero bellicosi, ma che i loro episodi di violenza possono essere attribuiti a contesti culturali e sociali, che vedono coinvolta in gran parte la partecipazione umana. Pu\u00f2 parlarci po&#8217; del suo lavoro sugli scimpanz\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p><strong>BF:<\/strong> Non sono un primatologo. Non ho mai lavorato con gli scimpanz\u00e9. Sono un ricercatore storico, quindi leggo le osservazioni di altri studiosi e le contestualizzo. L&#8217;ho fatto con la guerra e lo sto facendo con gli scimpanz\u00e9.<\/p>\n<p>Nel 1996 \u00e8 uscito un libro intitolato <a href=\"https:\/\/books.google.co.in\/books\/about\/Demonic_Males.html?id=fP0c4b3jbMYC&amp;redir_esc=y\">Demonic Males: Apes and the Origins of Human Violence<\/a>. Dipingeva una visione davvero cupa della natura umana, che si sarebbe evoluta per uccidere gli estranei. E la tesi si basava sul fatto che lo fanno gli scimpanz\u00e9&#8230; non perch\u00e9 hanno fame o entrano in un qualche tipo di competizione estrema per le risorse. \u00c8 solo che sono programmati biologicamente, per evoluzione, a farlo. E continuava dicendo che, allora, lo sono anche gli umani perch\u00e9 gli scimpanz\u00e9 e gli umani hanno ereditato questa aggressivit\u00e0 dai loro antenati comuni tra i 13 e i 6 milioni di anni fa.<\/p>\n<p>Ho iniziato a esaminare tutta la letteratura dalla fine degli anni &#8217;90, e ho terminato il mio libro. L&#8217;ho intitolato <em>Chimpanzees,\u201cWar,\u201dand History<\/em>. E noterete che ho messo le virgolette intorno a &#8220;guerra&#8221;. Per il libro, ho esaminato ogni sito dove si sarebbe verificata la violenza di gruppo degli scimpanz\u00e9. Ho scoperto che, mentre la gente sosterrebbe che il loro comportamento [bellicoso] di cercare estranei o sconosciuti e ucciderli sia un normale comportamento degli scimpanz\u00e9, esso si dimostra in realt\u00e0 un comportamento davvero raro. Se ci si riferisce al termine guerra come a una serie di uccisioni sequenziali di membri di un altro gruppo, allora ci sono solo due guerre tra scimpanz\u00e9 che hanno avuto luogo in un arco di circa nove anni. Ne parlo nell&#8217;articolo per Scientific American:<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;Il mio lavoro contesta l&#8217;affermazione che gli scimpanz\u00e9 maschi abbiano una tendenza innata a uccidere gli estranei, sostenendo invece che la loro violenza pi\u00f9 estrema pu\u00f2 essere legata a circostanze specifiche che derivano dall&#8217;interruzione della loro vita naturale a causa del contatto con gli umani. Studiare questo caso ha richiesto l&#8217;esame di tutte le uccisioni di scimpanz\u00e9 riportate. Da ci\u00f2 pu\u00f2 essere tratta una semplice considerazione. L&#8217;esame rigoroso di una raccolta recente di uccisioni da 18 siti di ricerca sugli scimpanz\u00e9 &#8211; per un totale di 426 anni di osservazioni sul campo &#8211; rivela che, delle 27 uccisioni intergruppo osservate o dedotte di adulti e adolescenti, 15 provengono da due sole situazioni altamente conflittuali, avvenute in due siti rispettivamente nel 1974-1977 e nel 2002-2006.<\/p>\n<p>Le due situazioni ammontano a nove anni di osservazione, con un tasso di uccisione di 1,67 all&#8217;anno per quegli anni. I restanti 417 anni di osservazione hanno una media di appena 0,03 all&#8217;anno. La questione \u00e8 se i casi anomali vadano spiegati come un comportamento evolutivo e adattivo o come un risultato del disturbo umano. E mentre alcuni biologi evolutivi sostengono che le uccisioni vengono spiegate come tentativi di diminuire il numero di maschi nei gruppi rivali, quegli stessi dati mostrano che sottraendo le uccisioni interne di maschi a quelle esterne di maschi si ottiene una riduzione dei maschi estranei di solo uno ogni 47 anni, meno di una volta nella vita di uno scimpanz\u00e9&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il succo della mia argomentazione \u00e8 che la violenza mortale tra gruppi non \u00e8 un modello di comportamento normale ed evolutivo degli scimpanz\u00e9, ma una risposta situazionale a una storia locale di interferenze umane, ci sono prove a supporto di questa tesi. Questo \u00e8 ci\u00f2 che il libro dimostra.<\/p>\n<p><strong>AMS: Ho letto che i bonobo condividono con gli umani tanto DNA quanto gli scimpanz\u00e9 e non sono bellicosi o violenti, anzi, sono praticamente non violenti. Lei prende in considerazione i bonobo nel suo libro?<\/strong><\/p>\n<p><strong>BF: <\/strong>S\u00ec. Il mio libro ha 10 capitoli e l&#8217;ottavo capitolo riguarda i bonobo. I bonobo sono un riferimento affascinante. Sono imparentati con gli umani nella stessa misura degli scimpanz\u00e9. Tuttavia, non abbiamo mai visto un bonobo uccidere un altro bonobo (si sospetta l&#8217;uccisione di un neonato, ma molto probabilmente non \u00e8 avvenuta). Un&#8217;altra differenza nei bonobo \u00e8 che essi hanno occasionalmente accettato maschi adulti esterni nei loro gruppi. Ora, gli scimpanz\u00e9 hanno accettato maschi adolescenti nei loro gruppi, e hanno anche temporaneamente tollerato maschi adulti estranei, quindi la differenza \u00e8 sottile, si tratta di una distinzione qualitativa.<\/p>\n<p>Si dice che gli scimpanz\u00e9 vengano da Marte e i bonobo da Venere. Gli scimpanz\u00e9 sono inclini alla violenza, aggressivi e totalmente dominati dai maschi; e i bonobo sono, come dice la loro storia, dominati dalle femmine e non cos\u00ec ostili, non cos\u00ec aggressivi&#8230; Non direi che i bonobo sono matriarcali, direi piuttosto che la loro societ\u00e0 \u00e8 equilibrata dal punto di vista dei generi, il che li rende molto diversi dagli scimpanz\u00e9.<\/p>\n<p>E questo ci riporta alla questione delle predisposizioni innate, perch\u00e9 gli scimpanz\u00e9 sono nati per uccidere? E se i bonobo non uccidono, \u00e8 perch\u00e9 in qualche modo si sono emancipati dalla tendenza ad uccidere? Sono biologicamente evoluti in modo da non uccidere?<\/p>\n<p>A parte i due comportamenti estremi che ho menzionato (accettare maschi esterni nei loro gruppi e uccidere), quasi tutto ci\u00f2 che si \u00e8 visto fare da uno scimpanz\u00e9, \u00e8 stato visto fare anche a un bonobo. C&#8217;\u00e8 molta somiglianza nelle loro. Parliamo di differenza di frequenza piuttosto che di differenze nette.<\/p>\n<p>&#8230; I Bonobo non vivono nelle condizioni che penso facciano combattere gli scimpanz\u00e9, cio\u00e8 una scarsit\u00e0 di risorse collegata all&#8217;impatto umano. I bonobo non l&#8217;hanno mai sperimentata. E allo stesso tempo, hanno qualcosa che li allontana dalla predisposizione a lottare, ovvero un&#8217;organizzazione sociale molto diversa dagli scimpanz\u00e9. Non credo che questa sia il risultato di istinti o predisposizioni innate.<\/p>\n<p>Nel libro mi prendo molto tempo per spiegare che un giovane scimpanz\u00e9 maschio cresca in un mondo adulto dove i maschi dominano le femmine e le femmine non passano molto tempo con altre femmine. I maschi passano un sacco di tempo con altri maschi, quindi hanno una sorta di club dei maschi e questo li porta a impegnarsi in una competizione di rango secondo il paradigma maschio contro maschio. Molto spesso un gruppo di due o tre maschi insieme salir\u00e0 nella gerarchia sociale stando insieme e attaccando qualsiasi altro maschio; \u00e8 cos\u00ec che battono l&#8217;alfa. E [essere un] alfa ha un sacco di vantaggi.<\/p>\n<p>Per gli scimpanz\u00e9, ma non per i bonobo, la seconda ipotesi nel mio libro \u00e8 che i maschi insolitamente aggressivi e di alto livello possano, in alcune circostanze, impegnarsi in ci\u00f2 che io chiamo &#8220;uccisione dimostrativa&#8221; di individui indifesi, anche di neonati all&#8217;interno del loro gruppo, al fine di intimidire gli avversari di alto rango.<\/p>\n<p>Al contrario le bonobo femmine tendono a legarsi (il che potrebbe avere a che fare con lo <a href=\"https:\/\/www.discovermagazine.com\/mind\/casual-sex-play-common-among-bonobos\">sfregamento dei genitali<\/a> praticato dalle femmine, anche se non \u00e8 del tutto chiaro) e ad attaccare un maschio se \u00e8 troppo aggressivo. Se un maschio vuole salire nella gerarchia dei bonobo deve essere meno aggressivo&#8230; perch\u00e9 la struttura della societ\u00e0 \u00e8 basata su una <a href=\"https:\/\/blog.nus.edu.sg\/lsm1303student2013\/2013\/04\/11\/bonobos-female-dominance-in-a-bi-sexual-primate-society\/\">scala a due sessi<\/a>. Per scalare la gerarchia, un maschio deve stare vicino alla propria madre. Il miglior alleato di un maschio bonobo per avere accesso all&#8217;alimentazione, per avere accesso all&#8217;accoppiamento e per salire nella gerarchia \u00e8 stare vicino a una femmina di alto rango. Il passaggio di rango si gioca con le madri, non con i fratelli. \u00c8 cos\u00ec che un maschio bonobo si occupa dei propri affari. Ci\u00f2 significa che sono attaccati alle femmine e molto spesso non sono affatto attaccati agli altri maschi.<\/p>\n<p><strong>AMS: Per me, da profana che si avvicina a questo argomento, imparare che siamo imparentati con i bonobo tanto quanto gli scimpanz\u00e9 mina l&#8217;idea che la tendenza bellicosa dell&#8217;uomo sia dovuta all&#8217;antenato comune con gli scimpanz\u00e9. \u00c8 interessante considerare quanto le strutture sociali possano influenzare i comportamenti, sia per gli umani che per le altre scimmie.<\/strong><\/p>\n<p>BF: Oggi rappresenta una grande area di ricerca, e la ricerca sul campo \u00e8 cambiata per una serie di ragioni diverse. Una cosa che ha mutato la ricerca sui primati in campo e anche nei laboratori, \u00e8 aver implementato il lavoro non intrusivo che studia i livelli ormonali e la genetica. I ricercatori possono ottenere i loro campioni mettendo dei teloni sotto gli alberi e aspettando che gli scimpanz\u00e9 facciano pip\u00ec al mattino. E poi possono raccogliere dati sui livelli ormonali e sui geni.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 molto interesse in questo momento nello studio della biologia di questi primati. Ci\u00f2 che si \u00e8 scoperto, biologicamente parlando, \u00e8 che scimpanz\u00e9 e bonobo sono davvero biologicamente diversi \u2013 per genetica, ormoni e comportamento. \u00c8 un&#8217;area molto interessante che trovo complessa a causa della natura di questi studi biologici e dell&#8217;interazione natura-allevamento. L&#8217;idea \u00e8 che la biologia e l&#8217;ambiente si combinino e influenzino lo sviluppo di qualsiasi organismo. Questi cambiamenti possono essere epigenetici e possono avere a che fare con l&#8217;ambiente di nascita. L&#8217;oggetto dell\u2019epigenetica [lo studio dei cambiamenti ereditabili nell&#8217;espressione genica] riguarda ci\u00f2 che accade nei primi anni di vita, sebbene l&#8217;epigenetica si applichi a tutta la vita e possa essere trasmessa anche attraverso le generazioni.<\/p>\n<p>Il modo in cui ho esposto la mia argomentazione a un certo punto [nel mio libro] \u00e8 questa: e se fossero scambiati alla nascita? Se uno scimpanz\u00e9 neonato fosse messo con i bonobo e viceversa, come diventerebbero da grandi? Uno scimpanz\u00e9 cresciuto tra i bonobo crescerebbe e si comporterebbe come uno scimpanz\u00e9, con tutte le nozioni di aggressivit\u00e0, legame maschile e tutto il resto? Io sostengo che seguirebbero i costumi locali [dei bonobo], farebbero quello che vedono fare agli altri intorno a loro. Poi \u00e8 arrivata l&#8217;epigenetica, e quando \u00e8 stata applicata agli scimpanz\u00e9, sembrava adattarsi perfettamente al fatto che la prima infanzia e l&#8217;esperienza sociale di uno scimpanz\u00e9 e di un bonobo alla nascita siano molto diverse.<\/p>\n<p><strong>AMS: Per riportare l\u2019attenzione sull&#8217;uomo, come pu\u00f2 questa idea di natura contro cultura, epigenetica e socializzazione, entrare in gioco antropologicamente e in relazione alla guerra?<\/strong><\/p>\n<p>BF: L&#8217;implicazione, o la lezione, per gli umani \u00e8 che siamo flessibili. Penso che gli scimpanz\u00e9 siano molto flessibili, non credo che abbiano schemi innati per fare cose come combattere tra loro. Penso che ci siano atteggiamenti acquisiti negli scimpanz\u00e9 e nei bonobo. E penso che questo valga anche per gli esseri umani. E gli esseri umani vanno molto pi\u00f9 lontano nella complessit\u00e0 della loro cultura.<\/p>\n<p>Molte persone diranno che anche gli scimpanz\u00e9 e i bonobo hanno culture, useranno la parola \u201ccultura\u201d per queste grandi scimmie. Penso che i bonobo e gli scimpanz\u00e9 abbiano chiaramente tradizioni apprese. Imparano cose da fare, cose che altri nel loro gruppo fanno. Non credo che sia la stessa cosa della cultura, perch\u00e9 la cultura implica l\u2019esistenza di un mezzo simbolico e linguistico. E questa cultura esiste nei nostri pensieri, nel nostro linguaggio e nei nostri discorsi. \u00c8 cos\u00ec che la si impara. \u00c8 cos\u00ec che si comunica e che viene trasmessa.<\/p>\n<p>La cultura umana ha uno sviluppo cumulativo e per questo necessita del linguaggio e dei simboli. Si impara quello che una generazione ha fatto e poi si pu\u00f2 fare qualcosa partendo da ci\u00f2 che si \u00e8 imparato. Tutto ci\u00f2 che abbiamo in questo mondo \u00e8 attribuibile a migliaia e migliaia di innovazioni, tutte basate sulle innovazioni precedenti. Gli scimpanz\u00e9 non hanno innovazioni cumulative.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la guerra, penso che la differenza risieda nel fatto che gli esseri umani non hanno predisposizioni innate. Alcuni antropologi sosterranno che gli esseri umani hanno una predisposizione innata a non uccidere altri esseri umani, che sono nati per non farlo e devono disimpararlo [per essere violenti]. Questo \u00e8 un modo ottimistico di pensare agli esseri umani e certamente va contro l&#8217;idea che gli umani siano assassini nati per natura. Spero che sia vero, ma non ne sono convinto. Penso che potrebbe essere altrettanto facilmente il risultato del modo in cui veniamo educati nelle nostre societ\u00e0.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che sostengo \u00e8 che non abbiamo una predisposizione n\u00e9 per la guerra, n\u00e9 per il suo contrario. Non siamo certamente predisposti ad uccidere. Non siamo predisposti a essere xenofobi. Etnocentrico \u00e8 un po&#8217; diverso, perch\u00e9 etnocentrico significa semplicemente, nella sua forma basilare, che il modo in cui sei stato educato \u00e8 il modo in cui pensi che le cose dovrebbero essere fatte. Ogni cultura insegna qualcosa a tutti i nuovi nati. Tutti pensano: &#8220;il mio modo \u00e8 il modo giusto di fare le cose&#8221;. Ma andare oltre, arrivare alla concezione che le altre persone sono inferiori, o tanto pericolose da dover essere uccise &#8211; questo non fa certamente parte della natura umana. Quando guardiamo i popoli tribali, quando gli europei sono arrivati per la prima volta, la risposta iniziale \u00e8 stata quella di guardare con curiosit\u00e0 queste persone strane. Non \u00e8 stata una reazione naturale di paura, non questa sorta di ostilit\u00e0 tribale di cui tutti parlano, che \u00e8 una grande fesseria.<\/p>\n<p>La lezione \u00e8 che gli esseri umani sono dotati di grande plasticit\u00e0. Possiamo essere plasmati in modi diversi. Possiamo essere plasmati per essere nazisti o per attuare la resistenza passiva. Pensare che sia qualcosa che viene dai geni, che si \u00e8 evoluto e che siamo naturalmente fatti cos\u00ec non vi aiuter\u00e0 a capire cosa sta succedendo, vi confonder\u00e0.<\/p>\n<p>Alla fine del mio libro riassumo tutto il lavoro che ho fatto negli anni sulla guerra. Negli ultimi anni ho parlato della natura umana e della guerra. Prima di questo, la grande domanda per me non era: &#8220;\u00c8 la natura umana a fare la guerra?&#8221; ma: &#8220;Come si spiegano le guerre che sono realmente accadute nelle societ\u00e0 tribali e nella societ\u00e0 moderna?&#8221; Il libro non si occupa solo di sfatare le teorie sugli scimpanz\u00e9, ma anche di questo: se hai questa idea di cultura che ho appena descritto, ti porta a fare un sacco di altre domande che sono molto pi\u00f9 interessanti, e probabilmente pi\u00f9 significative in termini di comprensione del perch\u00e9 le guerre reali sono accadute e perch\u00e9 la gente viene davvero uccisa.<\/p>\n<p>In un articolo che ho scritto nel 2006, intitolato <a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/1927703\/Tribal_Ethnic_and_Global_Wars\"><em>Tribale, Ethnic and Global Wars<\/em><\/a> riassumo il mio approccio alle guerre in corso nel mondo, basato su ci\u00f2 che so sulla guerra tribale. In esso, cerco di mostrare come sono avvenute le guerre, e la relazione tra l&#8217;interesse personale e i valori simbolici che le persone hanno in una societ\u00e0. Questo, per me, \u00e8 il punto in cui ha inizio l&#8217;azione e spiega qual \u00e8 la causa della guerra: \u00e8 pratica, ed \u00e8 anche simbolica.<\/p>\n<p><strong>AMS: In questo momento attuale della storia umana, in cui abbiamo una guerra molto pi\u00f9 globalizzata e continua rispetto ai nostri antichi antenati e una cultura mondiale pi\u00f9 globalizzata in generale, c&#8217;\u00e8 speranza per un futuro che non sia cos\u00ec incline alla guerra?<\/strong><\/p>\n<p>BF: C&#8217;\u00e8 speranza? S\u00ec, assolutamente. Se si guarda alla lunga storia del mondo, come faccio io da antropologo, si vede che un tempo esistevano migliaia di societ\u00e0 indipendenti su questo pianeta, che all&#8217;inizio non credo facessero la guerra. Con il tempo la guerra si \u00e8 sviluppata in pi\u00f9 luoghi del mondo e si \u00e8 diffusa. Da allora, nel tempo abbiamo avuto un consolidamento delle societ\u00e0. Oggi ci sono meno societ\u00e0 indipendenti nel mondo; ma bisogna essere indipendenti per andare a fare la guerra. Ho usato l&#8217;Europa come esempio per oltre 20 anni. Non ci si sarebbe mai aspettato che l&#8217;Europa si riunisse nella comunit\u00e0 che \u00e8 ora guardando dove si stava dirigendo in passato. La guerra tra Germania, Francia, Inghilterra e altre parti d&#8217;Europa ha fatto la storia del mondo per un bel po&#8217; di tempo. L&#8217;Europa \u00e8 solo un filo conduttore, ma \u00e8 un forte esempio di come le cose siano cambiate.<\/p>\n<p>Nel 1988 ho scritto un articolo intitolato <a href=\"https:\/\/www.jstor.org\/stable\/3032637?seq=1\">How Can Anthropologists Promote Peace?<\/a> e una delle cose che scrivevo era che, in qualit\u00e0 antropologo, puoi dire che esistono altri mondi possibili l\u00e0 fuori. Le cose che non possiamo immaginare possibili ora potrebbero diventarlo in futuro. E in questo articolo che usc\u00ec nell&#8217;88 scrivevo che una cosa che avremmo potuto dire con certezza era che, a un certo punto, la frontiera militarizzata Est-Ovest in Europa avrebbe cessato di esistere. Era difficile immaginare che ci\u00f2 accadesse, allora. Ma appena l&#8217;anno successivo \u00e8 scomparsa. Quindi, non lo sappiamo. Non c&#8217;\u00e8 una direzione generale verso la pace, ma penso che una parte importante sia la mobilitazione della gente, la promozione della pace, il valore della pace.<\/p>\n<p>\u00c8 importante che la gente veda che un mondo senza guerra \u00e8 una possibilit\u00e0 realistica. Forse non ora, ma un mondo senza guerra \u00e8 qualcosa a cui possiamo aspirare realisticamente e su cui possiamo lavorare. Se pensate che sia qualcosa che non potr\u00e0 mai accadere, beh, questo fatalismo \u00e8 uno dei principali elementi di sostegno che fa andare avanti la guerra. \u00c8 bene uscire da questa mentalit\u00e0.<\/p>\n<p><strong><em>Questo articolo \u00e8 stato prodotto da Local Peace Economy, un progetto dell&#8217;Independent Media Institute.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Traduzione dall\u2019inglese di Flavia Negozio. Revisione di Maria Fiorella Suozzo.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><em>April M. Short \u00e8 redattrice, giornalista e produttrice di documentari. \u00c8 membro di Local Peace Economy, un progetto dell&#8217;Independent Media Institute. In precedenza, ha lavorato come caporedattrice presso AlterNet ed \u00e8 pluripremiata scrittrice senior per il settimanale di Santa Cruz, in California. Il suo lavoro \u00e8 stato pubblicato sul San Francisco Chronicle, In These Times, Salon e molte altre testate.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La ricerca di Brian Ferguson sulle origini della guerra, che prende le mosse dall&#8217;inizio della storia dell\u2019uomo e dei nostri parenti pi\u00f9 prossimi, suggerisce che la guerra non fa parte della nostra evoluzione. La guerra e tutta la sua brutalit\u00e0&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1783,"featured_media":1284772,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[157,49,1263],"tags":[87116,87115,365,744],"class_list":["post-1293758","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","category-nord-america","category-pace-disarmo","tag-antropologia-it","tag-brian-ferguson-it","tag-guerra","tag-violenza"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La tendenza a fare la guerra non \u00e8 innata nell&#039;uomo: intervista all\u2019antropologo Brian Ferguson<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"La ricerca di Brian Ferguson sulle origini della guerra, che prende le mosse dall&#039;inizio della storia dell\u2019uomo e dei nostri parenti pi\u00f9 prossimi,\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La tendenza a fare la guerra non \u00e8 innata nell&#039;uomo: intervista all\u2019antropologo Brian Ferguson\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"La ricerca di Brian Ferguson sulle origini della guerra, che prende le mosse dall&#039;inizio della storia dell\u2019uomo e dei nostri parenti pi\u00f9 prossimi,\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Pressenza\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2021-02-08T18:15:53+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2021-02-08T18:24:13+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/early-war.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"640\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"390\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Independent Media Institute\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@PressenzaIPA\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@PressenzaIPA\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Independent Media Institute\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"28 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/\"},\"author\":{\"name\":\"Independent Media Institute\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/448999cdfd9fc7065557efde9ff987ff\"},\"headline\":\"La tendenza a fare la guerra non \u00e8 innata nell&#8217;uomo: intervista all\u2019antropologo Brian Ferguson\",\"datePublished\":\"2021-02-08T18:15:53+00:00\",\"dateModified\":\"2021-02-08T18:24:13+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/\"},\"wordCount\":5685,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/early-war.jpg\",\"keywords\":[\"Antropolog\u00eda\",\"Brian Ferguson\",\"guerra\",\"violenza\"],\"articleSection\":[\"Interviste\",\"Nord America\",\"Pace e Disarmo\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/\",\"name\":\"La tendenza a fare la guerra non \u00e8 innata nell'uomo: intervista all\u2019antropologo Brian Ferguson\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/early-war.jpg\",\"datePublished\":\"2021-02-08T18:15:53+00:00\",\"dateModified\":\"2021-02-08T18:24:13+00:00\",\"description\":\"La ricerca di Brian Ferguson sulle origini della guerra, che prende le mosse dall'inizio della storia dell\u2019uomo e dei nostri parenti pi\u00f9 prossimi,\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/early-war.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/early-war.jpg\",\"width\":640,\"height\":390,\"caption\":\"Rock paintings in Tadrart Acacus region of Libya dated from 12,000 BC to 100 AD\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Accueil\",\"item\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"La tendenza a fare la guerra non \u00e8 innata nell&#8217;uomo: intervista all\u2019antropologo Brian Ferguson\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\",\"name\":\"Pressenza\",\"description\":\"Agenzia di Stampa Internazionale\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\",\"name\":\"Pressenza\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg\",\"width\":200,\"height\":200,\"caption\":\"Pressenza\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/\"},\"sameAs\":[\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\",\"https:\/\/x.com\/PressenzaIPA\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/448999cdfd9fc7065557efde9ff987ff\",\"name\":\"Independent Media Institute\",\"description\":\"The Independent Media Institute (IMI) is a nonprofit organization that educates the public through a diverse array of independent media projects and programs. IMI works with journalists and media outlets to shine a spotlight on stories that are vital to the public interest, using multiple media formats and distribution channels.\",\"sameAs\":[\"https:\/\/independentmediainstitute.org\/\"],\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/independent-media-institute\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"La tendenza a fare la guerra non \u00e8 innata nell'uomo: intervista all\u2019antropologo Brian Ferguson","description":"La ricerca di Brian Ferguson sulle origini della guerra, che prende le mosse dall'inizio della storia dell\u2019uomo e dei nostri parenti pi\u00f9 prossimi,","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"La tendenza a fare la guerra non \u00e8 innata nell'uomo: intervista all\u2019antropologo Brian Ferguson","og_description":"La ricerca di Brian Ferguson sulle origini della guerra, che prende le mosse dall'inizio della storia dell\u2019uomo e dei nostri parenti pi\u00f9 prossimi,","og_url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/","og_site_name":"Pressenza","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia","article_published_time":"2021-02-08T18:15:53+00:00","article_modified_time":"2021-02-08T18:24:13+00:00","og_image":[{"width":640,"height":390,"url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/early-war.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Independent Media Institute","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@PressenzaIPA","twitter_site":"@PressenzaIPA","twitter_misc":{"Scritto da":"Independent Media Institute","Tempo di lettura stimato":"28 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/"},"author":{"name":"Independent Media Institute","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/448999cdfd9fc7065557efde9ff987ff"},"headline":"La tendenza a fare la guerra non \u00e8 innata nell&#8217;uomo: intervista all\u2019antropologo Brian Ferguson","datePublished":"2021-02-08T18:15:53+00:00","dateModified":"2021-02-08T18:24:13+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/"},"wordCount":5685,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/early-war.jpg","keywords":["Antropolog\u00eda","Brian Ferguson","guerra","violenza"],"articleSection":["Interviste","Nord America","Pace e Disarmo"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/","name":"La tendenza a fare la guerra non \u00e8 innata nell'uomo: intervista all\u2019antropologo Brian Ferguson","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/early-war.jpg","datePublished":"2021-02-08T18:15:53+00:00","dateModified":"2021-02-08T18:24:13+00:00","description":"La ricerca di Brian Ferguson sulle origini della guerra, che prende le mosse dall'inizio della storia dell\u2019uomo e dei nostri parenti pi\u00f9 prossimi,","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/early-war.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/early-war.jpg","width":640,"height":390,"caption":"Rock paintings in Tadrart Acacus region of Libya dated from 12,000 BC to 100 AD"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/02\/la-tendenza-a-fare-la-guerra-non-e-innata-nelluomo-intervista-allantropologo-brian-ferguson\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Accueil","item":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"La tendenza a fare la guerra non \u00e8 innata nell&#8217;uomo: intervista all\u2019antropologo Brian Ferguson"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/","name":"Pressenza","description":"Agenzia di Stampa Internazionale","publisher":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization","name":"Pressenza","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg","width":200,"height":200,"caption":"Pressenza"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia","https:\/\/x.com\/PressenzaIPA"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/448999cdfd9fc7065557efde9ff987ff","name":"Independent Media Institute","description":"The Independent Media Institute (IMI) is a nonprofit organization that educates the public through a diverse array of independent media projects and programs. IMI works with journalists and media outlets to shine a spotlight on stories that are vital to the public interest, using multiple media formats and distribution channels.","sameAs":["https:\/\/independentmediainstitute.org\/"],"url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/independent-media-institute\/"}]}},"place":"April M. Short - Stati Uniti","original_article_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1293758","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1783"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1293758"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1293758\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1284772"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1293758"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1293758"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1293758"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}