{"id":1289343,"date":"2021-01-31T19:49:59","date_gmt":"2021-01-31T19:49:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1289343"},"modified":"2021-01-31T19:53:32","modified_gmt":"2021-01-31T19:53:32","slug":"sotto-tortura-in-yemen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/01\/sotto-tortura-in-yemen\/","title":{"rendered":"Sotto tortura in Yemen"},"content":{"rendered":"<p>Il 25 gennaio si \u00e8 svolta la giornata mondiale di azione per la pace in <em>Yemen<\/em>, Paese afflitto da una <span style=\"color: #0563c1;\"><u><a href=\"https:\/\/www.sistemacritico.it\/2020\/11\/02\/guerra-civile-negli-stati-uniti-una-realta-sempre-piu-vicina\/\">non-riconosciuta guerra civile<\/a><\/u><\/span>. Da un lato, i ribelli <em>Houthi<\/em> controllano la capitale e gran parte del territorio grazie all&#8217;intervento della popolazione locale. Inoltre, possono godere del supporto di <em>Iran<\/em> ed <em>Al-Qaeda nella Penisola Arabica<\/em>. Dall\u2019altro lato, l\u2019<em>Arabia Saudita<\/em> guida una coalizione internazionale con lo scopo di rinstaurare il \u2018legittimo\u2019 <em>Presidente Hadi<\/em> al potere. Quest&#8217;ultimo gruppo include anche Paesi Occidentali quali <em>Stati Uniti<\/em> e <em>Regno Unito<\/em>.<\/p>\n<p>Le previsioni delle Nazioni Unite stimano che il conflitto trasformer\u00e0 lo <span style=\"color: #0563c1;\"><u><a href=\"https:\/\/www.undp.org\/content\/undp\/en\/home\/news-centre\/news\/2019\/Prolonged_conflict_would_make_Yemen_poorest_country_in_world_UNDP.html#:~:text=If%20fighting%20continues%20through%202022,Goals%20(SDGs)%2C%20says.\"><span style=\"color: #0073aa;\">Yemen nel Paese pi\u00f9 povero al mondo nel giro di un anno<\/span><\/a><\/u><\/span><span style=\"color: #1e1e1e;\">. La guerra ha gi\u00e0 causato oltre 200.000 morti, per la maggior parte causate dalla mancanza di cibo, infrastrutture, e servizi sanitari. La popolazione \u00e8 arrivata al limite, e non riceve alcun aiuto dalla comunit\u00e0 internazionale. Al contrario, le forze guidate dall&#8217;Arabia Saudita arrestano in segreto civili innocenti, per poi farli sparire.<\/span><\/p>\n<p><b>L\u2019interesse degli Emirati Arabi Uniti<\/b><\/p>\n<p>Nel 2016, la coalizione guidata dall\u2019Arabia Saudita ha invaso e conquistato gran parte del Sud dello Yemen. Quest&#8217;area \u00e8 tutt\u2019ora occupata dalle truppe degli <em><span style=\"color: #1e1e1e;\">Emirati Arabi Uniti<\/span><\/em><span style=\"color: #1e1e1e;\"> (EAU). Opporsi agli Houthi ha permesso a questo piccolo Paese di affermarsi in Medio Oriente, arginando parzialmente la presenza iraniana nella Regione. Tuttavia, il vero obiettivo degli EAU era un altro; ovvero, instaurare una relazione stabile con Stati Uniti ed Arabia Saudita. I buoni rapporti con l\u2019Arabia Saudita hanno permesso agli Emirati Arabi Uniti un diritto di passaggio, permettendo cos\u00ec alle truppe di raggiungere il non-confinante Yemen. Il supporto degli Stati Uniti ha permesso agli EAU di occupare il Sud del Paese. In cambio, gli EAU sono divenuti un partner essenziale nella lotta contro il terrorismo promossa dagli americani.<\/span><\/p>\n<p>Nonostante le forze degli Emirati Arabi Uniti occupino tutt\u2019ora il Sud dello Yemen, la loro presenza sul territorio \u00e8 diminuita. Nel 2019, gli EAU hanno ritirato parte delle truppe dal conflitto a causa di diversi fattori. In primo luogo, l\u2019amministrazione Trump era divenuta imprevedibile e quindi inaffidabile. Inoltre, sia il Congresso che la stampa americana iniziavano a criticare e contestare il coinvolgimento statunitense nel conflitto in Yemen. Tuttavia, fu l\u2019aumento dei costi d\u2019occupazione la causa principale a determinare il ritiro delle truppe EAU.<\/p>\n<p>La diminuzione delle forze armate non ha per\u00f2 influito sull\u2019influenza che gli Emirati Arabi Uniti possono esercitare sul territorio e la relativa popolazione. Infatti, il continuo supporto da parte di forze separatiste locali permette di mantenere il controllo del Sud dello Yemen.<\/p>\n<p><b>Diritti umani? Non per i detenuti<\/b><\/p>\n<p>Nel 2017, l\u2019avvocatessa <em><span style=\"color: #1e1e1e;\">Huda Al-Sarari<\/span><\/em><span style=\"color: #1e1e1e;\"> ha portato alla luce <\/span><span style=\"color: #0563c1;\"><u><a href=\"https:\/\/apnews.com\/article\/b2a5ecfd1adb442a86df5bd05bc6599e\">una rete di almeno diciotto prigioni segrete<\/a><\/u><\/span><span style=\"color: #1e1e1e;\">. Gli Emirati Arabi Uniti gestiscono questi luoghi disumani in collaborazione con l\u2019Arabia Saudita ed alcuni gruppi locali. I detenuti al loro interno hanno subito violenze sia fisiche che psicologiche quali pestaggio, stupro, elettrocuzione, e annegamento simulato (o waterboarding).<\/span><\/p>\n<p>A partire dal 2016, le truppe EAU prelevano migliaia di civili, sia giovani che adulti, dalle proprie abitazioni nel cuore della notte. Successivamente, pongono delle bende sui loro occhi e li portano all\u2019interno di prigioni segrete. Quest&#8217;ultime sono solitamente situate in basi militari, aeroporti, seminterrati di privati, ed addirittura nightclubs. In questi luoghi, le guardie \u2018schiacciano\u2019 i detenuti in containers affollati, dove poi vi restano per settimane con arti legati ed una benda sugli gli occhi.<\/p>\n<p>Le truppe EAU usano le prigioni segrete per rinchiudervi dissidenti politici, presunti sostenitori di Al-Qaeda. Tuttavia, al loro interno si trovano diverse persone anche solo imparentate con il vero obiettivo delle forze armate. A questi individui \u00e8 negata qualsiasi tipo di consulenza legale. Inoltre, i detenuti non ricevono alcun tipo di spiegazione riguardo le accuse mosse a loro carico. <span style=\"color: #0563c1;\"><u><a href=\"http:\/\/icfuae.org.uk\/sites\/default\/files\/The%20UAE%27s%20Secret%20Prison%20Network%20in%20Yemen-FactSheet.pdf\"><span style=\"color: #0073aa;\">Un prigioniero ha raccontato<\/span><\/a><\/u><\/span><span style=\"color: #1e1e1e;\"> di come i suoi carcerieri lo abbiano torturato per giorni senza apparente motivo, prima di cercare di estrargli informazioni. Ha aggiunto: \u2018<\/span><em><span style=\"color: #1e1e1e;\">A volte ho desiderato che mi accusassero di qualcosa, in modo da potere confessare e porre fine al dolore<\/span><\/em><span style=\"color: #1e1e1e;\">.\u2019<\/span><\/p>\n<p><b>La complicit\u00e0 statunitense<\/b><\/p>\n<p>Non occorre ricordare che pratiche disumane di questo genere sono considerate forme di tortura, e come tali sono vietate dal diritto internazionale. Ad oggi, 171 Stati hanno ratificato la <em><span style=\"color: #1e1e1e;\">Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti<\/span><\/em><span style=\"color: #1e1e1e;\">. Tutti i principali Paesi coinvolti nel conflitto in Yemen sono firmatari. <\/span><\/p>\n<p>Il dipartimento della difesa americana ha confermato la presenza di ufficiali statunitensi all\u2019interno di queste strutture segrete. Tuttavia, ha negato qualsiasi tipo di complicit\u00e0 in atti che violano i diritti umani. Apparentemente, gli ufficiali avevano ricevuto il semplice ordine di interrogare i prigionieri secondo le norme previste dal diritto internazionale. Anche se cos\u00ec fosse, \u2018torchiare\u2019 individui prossimi ad essere torturati \u00e8 un chiaro atto di complicit\u00e0. Tale situazione \u00e8 regolamentata dall\u2019articolo 4(1) della Convenzione. Quest\u2019ultimo proibisce agli Stati Membri la partecipazione e complicit\u00e0 in atti che coinvolgono la tortura.<\/p>\n<p><b>Madri in pensiero<\/b><\/p>\n<p>A soffrire non sono solo i detenuti, ma anche le loro famiglie. Nessuno viene informato riguardo la destinazione dei detenuti. Le autorit\u00e0 impediscono ai familiari di localizzare l\u2019ubicazione dei propri cari. Inoltre, le \u2018forze dell\u2019ordine\u2019 tendono addirittura a negare l\u2019esistenza di irruzioni volte al prelievo di individui.<\/p>\n<p>Nel 2016, un gruppo di madri, sorelle, mogli e figlie dei \u2018dispersi\u2019 ha istituito a Sana\u2019a l\u2019<span style=\"color: #0563c1;\"><u><a href=\"http:\/\/www.ama-ye.org\/?no=1031&amp;ln=En\">Abductees\u2019 Mothers Association<\/a><\/u><\/span><span style=\"color: #1e1e1e;\"> (associazione delle madri dei rapiti). Lo scopo iniziale del gruppo era la liberazione dei loro cari. Nel tempo, l\u2019obiettivo del gruppo \u00e8 divenuto la liberazione di tutti gli individui detenuti illegalmente e vittime di gravi violazioni dei diritti umani. L\u2019associazione opera in tutto il Paese, ed i suoi membri fanno parte di entrambe le fazioni coinvolte nel conflitto.<\/span><\/p>\n<p>Lo scorso ottobre, sia le forze Houthi che quelle EAU hanno liberato 1065 prigionieri grazie all&#8217;intervento dell&#8217;associazione. Il supporto fornito dal <em><span style=\"color: #1e1e1e;\">Comitato Internazionale della Croce Rossa<\/span><\/em><span style=\"color: #1e1e1e;\"> \u00e8 stato fondamentale. Le due fazioni sono tutt\u2019ora coinvolte in un dialogo riguardante un secondo scambio. Quest&#8217;ultimo, se portato a buon fine, risulter\u00e0 nella liberazione di 300 detenuti per parte.<\/span><\/p>\n<p><b>Una giusta causa<\/b><\/p>\n<p>Diversi gruppi di attivisti e giornalisti supportano direttamente la missione dell\u2019associazione delle madri dei rapiti, offrendo sia supporto materiale che psicologico. Dopo la morte del figlio nel 2019 per mano di forze EAU, anche Huda Al-Sarari ha iniziato a collaborare con il gruppo. Nel corso della sua carriera, l\u2019avvocatessa ha raccolto prove a sufficienza per dimostrare la presenza di oltre 250 casi di abusi sui detenuti. Il suo contributo si \u00e8 rivelato essenziale per attirare importanti organizzazioni internazionali quali <em><span style=\"color: #1e1e1e;\">Human Rights Watch<\/span><\/em><span style=\"color: #1e1e1e;\">.<\/span><\/p>\n<p>Lo scorso febbraio, Huda Al-Sarari ha ricevuto a Ginevra il <em><span style=\"color: #1e1e1e;\">Premio Martin Ennals<\/span><\/em><span style=\"color: #1e1e1e;\">. Tale onorificenza \u00e8 destinata ad individui che si sono distinti per coraggio ed impegno nella lotta a favore dei diritti umani. Dovremmo tenere conto ora pi\u00f9 che mai delle parole pronunciate dall\u2019avvocatessa durante la cerimonia di premiazione. \u2018<\/span><em><span style=\"color: #1e1e1e;\">i governi occidentali dovrebbero sapere che questa collaborazione con gli Emirati Arabi Uniti ha un costo elevato \u2013 e non ci protegge dal terrorismo. Sono fiduciosa che il pubblico in Europa e negli Stati Uniti vorrebbe sapere che i loro leaders promuovono e proteggono i diritti umani all\u2019estero e non sono complici di torture, sparizioni forzate e detenzioni arbitrarie<\/span><\/em><span style=\"color: #1e1e1e;\">.\u2019<\/span><\/p>\n<p>A quasi un anno di distanza dal discorso di Huda Al-Sarari, sempre pi\u00f9 Paesi stanno lentamente iniziando a distanziarsi dal conflitto in Yemen. L&#8217;amministrazione Biden ha recentemente deciso di sospendere temporaneamente la vendita di armi ad Arabia Saudita ed EAU. <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2021\/01\/29\/news\/blocco_armi_arabia_stesso_giorno_renzi_conferenza-284745408\/\"><span style=\"color: #0563c1;\"><u>Nonostante l\u2019incontro tra<\/u><\/span><u><i> <\/i><\/u><span style=\"color: #0563c1;\"><u>Matteo Renzi<\/u><\/span><u><i> <\/i><\/u><span style=\"color: #0563c1;\"><u>ed il principe<\/u><\/span><u><i> <\/i><\/u><span style=\"color: #0563c1;\"><u>Mohammed bin Salman<\/u><\/span><\/a><span style=\"color: #1e1e1e;\"><u>,<\/u><\/span><span style=\"color: #1e1e1e;\"> il governo italiano ha seguito l\u2019esempio statunitense. Di fatto, l&#8217;Italia ha arrestato la vendita di migliaia di missili destinati ad Arabia Saudita ed EAU. <\/span><\/p>\n<p>Diminuire il coinvolgimento estero nel conflitto \u00e8 positivo. Tuttavia, non \u00e8 sufficiente. Tortura e prigioni segrete continueranno ad esistere finch\u00e9 Paesi come Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti potranno contare sull\u2019appoggio dell\u2019Occidente.<\/p>\n<p align=\"justify\"><i>Kevin Carrara<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 25 gennaio si \u00e8 svolta la giornata mondiale di azione per la pace in Yemen, Paese afflitto da una non-riconosciuta guerra civile. 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Ci muoviamo attraverso la Filosofia, l\u2019Economia, la Societ\u00e0, la Politica, l\u2019Attualit\u00e0, la Storia, allo scopo di sensibilizzare i lettori verso un approccio pi\u00f9 critico ed approfondito sulle tematiche che ci riguardano. Nessun partito, ideologia o affiliazione politica, ma solo la compresenza di tanti ragazzi con storie diverse che condividono un progetto comune: esprimere le idee e diffondere la potenza del pensiero. Il gruppo non opera unicamente online, ma organizza anche eventi pubblici, come gli Speech Cocktail (aperitivi culturali) che hanno visto negli anni un\u2019incredibile partecipazione di giovani di tutta la provincia. 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