{"id":1287498,"date":"2021-01-28T20:16:28","date_gmt":"2021-01-28T20:16:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1287498"},"modified":"2021-01-28T20:21:00","modified_gmt":"2021-01-28T20:21:00","slug":"la-vita-complessa-e-a-rischio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/01\/la-vita-complessa-e-a-rischio\/","title":{"rendered":"La vita complessa \u00e8 a rischio"},"content":{"rendered":"<p>In tutto il mondo, gli scienziati parlano come mai prima d&#8217;ora di una situazione di emergenza riguardante la salute del pianeta, la quale minaccia la &#8220;vita complessa&#8221;, compresa, per definizione, la vita umana. Il che \u00e8 spaventoso. A tal proposito, le ONG verdi americane preferiscono affrontare il pericolo senza sbilanciarsi troppo per non spaventare la popolazione: troppa tragicit\u00e0 e l\u2019assenza di speranze hanno l\u2019effetto contrario, inibiscono le persone, sono controproducenti.<\/p>\n<p>Tuttavia, tali emergenze si verificano ormai da tempo e sono perci\u00f2 difficili da ignorare. In effetti, \u00e8 per questo che \u00e8 cos\u00ec palesemente facile dichiarare emergenze oggi, ieri, l&#8217;altro ieri e molto prima ancora. In altre parole, la casa \u00e8 in fiamme da tempo, ma i vigili del fuoco non si vedono.<\/p>\n<p>Un recente studio di fondamentale importanza discute la questione cruciale del mancato supporto alla vita complessa: &#8220;L&#8217;umanit\u00e0 sta causando una rapida perdita di biodiversit\u00e0 e, con essa, la capacit\u00e0 della Terra di sostenere la vita complessa&#8221;. (Fonte: Corey J.A. Bradshaw, et al, Underestimating the Challenges of Avoiding a Ghastly Future, Frontiers in Conservation Science, 13 gennaio 2021)<\/p>\n<p>Le conseguenze sono inquietanti. Secondo lo studio, la capacit\u00e0 della Terra di sostenere la vita complessa \u00e8 ufficialmente a rischio. Questo \u00e8 il significato che gli scienziati intendono trasmettere tramite il titolo dell&#8217;articolo: &#8220;Capire la sfida di evitare un futuro spaventoso&#8221;.<\/p>\n<p>In effetti, l&#8217;articolo identifica una cronologia di vita o di morte, o una sintesi, di tutte le emergenze gi\u00e0 in corso. \u00c8 la realt\u00e0! Inoltre, il rischio di un &#8220;futuro spaventoso&#8221; viene preso tutt\u2019altro che alla leggera; l&#8217;articolo, ampiamente documentato, include il lavoro di scienziati rinomati ed autorevoli che elaborano uno dei documenti pi\u00f9 significativi del 21\u00b0 secolo, descrivendo in modo audace i rischi di un percorso inusuale verso un futuro indesiderabile, sollevando quindi la domanda di come possa poi manifestarsi sul piano della realt\u00e0.<\/p>\n<p>La descrizione di un futuro spaventoso descrive un pianeta che ansima, tossisce e boccheggia per l&#8217;aria, alla ricerca di acqua non tossica, mentre la biodiversit\u00e0 si riduce a zero e i livelli eccessivi atmosferici di CO2-e causano un calore letale alla sopravvivenza della vita complessa. Suona familiare? In parte lo \u00e8.<\/p>\n<p>Nel frattempo, la perdita irrimediabile di vertebrati, o forme di vita complesse come mammiferi selvatici, uccelli, rettili e anfibi si \u00e8 ridotta al 5% della biomassa totale del pianeta. Il restante 95% sono il bestiame (59%) e gli esseri umani (36%), (Bradshaw, et al). Quanto durer\u00e0 una tale relazione di comodo?<\/p>\n<p>Potrebbe forse anche durare per decenni, ma probabilmente non per secoli. D&#8217;altronde, nessuno lo sa con certezza. Intanto, la versione umana della vita complessa assume uno stile di vita comodo e artificiale, incorniciato da cemento, acciaio, vetro, legno e plastica, e circondato da fertilizzanti nocivi, insetticidi tossici e tonnellate di sostanze chimiche non testate. Negli Stati Uniti ci sono pi\u00f9 di 80.000 prodotti chimici registrati per l&#8217;uso, la maggior parte dei quali non sono stati testati per la sicurezza o la tossicit\u00e0 nei confronti degli esseri umani. (Fonte: It Could Take Centuries for EPA to Test all the Unregulated Chemicals Under a New Landmark Bill, PBS News Hour, 22 giugno 2016)<\/p>\n<p>Come esempio degli stili di vita artificiali che influenzano il modo di vedere il mondo, non sorprende che Disneyland abbia un enorme successo e sia popolare con la sua impeccabile artificialit\u00e0 che offre una zona di comfort alle famiglie in uno scenario di biodiversit\u00e0 tanto esilarante quanto fittizia.<\/p>\n<p>Ma, mentre Disneyland prospera, la biodiversit\u00e0 \u00e8 su un pendio scivoloso, sul quale cerca di aggrapparsi tra gli stenti, ridotta al 5% della biomassa totale. Una volta che quest\u2019ultimo 5% andr\u00e0 a farsi benedire, cosa che sembra ormai probabile, la vita umana sar\u00e0 tutto ci\u00f2 che rimane, insieme a mandrie di mucche, recinti di maiali e pollai. Uff!<\/p>\n<p>\u00c8 sconvolgente che i due terzi delle specie selvatiche di vertebrati siano scomparsi dalla faccia del pianeta in soli 50 anni, un record mondiale di velocit\u00e0 per gli eventi di estinzione. Di questo passo, il famigerato Antropocene inaugurer\u00e0 il secolo pi\u00f9 cupo fin dagli inizi dell\u2019Era olocenica degli ultimi 10.000 anni, soprattutto in considerazione del miserabile fatto che le zone umide globali sono state ridotte negli ultimi 300 anni al 15% della loro estensione originale.<\/p>\n<p>Quest\u2019unico fatto, come evidenziato nel rapporto Bradshaw, rappresenta gi\u00e0 di per s\u00e9 una falla enorme nella linfa vitale del pianeta. Le zone umide sono i &#8220;reni del paesaggio mondiale&#8221; che (a) puliscono l&#8217;acqua, (b) mitigano le inondazioni, (c) ricaricano le falde acquifere sotterranee e (d) forniscono gli habitat per la biodiversit\u00e0. Cos&#8217;altro ha tante funzioni benefiche?<\/p>\n<p>Una volta che le zone umide saranno sparite, non rimarr\u00e0 alcuna speranza per i sistemi di supporto della vita complessa. Come saranno ricaricate le falde acquifere? Le falde acquifere sono la pi\u00f9 importante riserva d&#8217;acqua del mondo. La NASA afferma che 13 delle 37 pi\u00f9 grandi falde acquifere del pianeta sono classificate come sovrasfruttate, per la mancanza quasi totale di afflusso di acqua per compensare i prelievi. Nessuna zona umida, nessun rifornimento. Ipso facto, il Medio Oriente \u00e8 in allerta speciale!<\/p>\n<p>Nel frattempo, gli ecosistemi danneggiati e agonizzanti di tutto il mondo stanno morendo come mosche, contando un calo di pi\u00f9 del 40% per le foreste di alghe, del 50% per le barriere coralline e del 40% per tutta la vita vegetale in via di estinzione, oltre alla grave perdita di insetti nell\u2019ordine del 70 &#8211; \u00a090%, avvicinandosi all&#8217;annientamento totale in alcune regioni. \u00c8 assolutamente plausibile che il pianeta non avesse finora sperimentato un tale tasso di perdita.<\/p>\n<p>Purtroppo, la perdita di biodiversit\u00e0 porta ad una pletora di riduzioni nei benefici associati ad un pianeta sano: (1) sequestro ridotto di carbonio (CO2-e gi\u00e0 ai massimi storici), (2) impollinazione ridotta (annientamento degli insetti), (3) degradazione del suolo (specialmente in Africa), (4) aria e acqua inquinata (specialmente in India), (5) gravi inondazioni (specialmente nel Midwest americano), (6) incendi colossali (Siberia, California, Amazzonia, Australia), (7) salute compromessa (virus dilaganti e 140 milioni di americani con almeno una malattia cronica, probabilmente causata, in parte, dal degrado ambientale e dalla troppa tossicit\u00e0).<\/p>\n<p>A meno che non si compia uno sforzo universale di recupero dei sistemi di supporto della vita complessa sulla Terra, per esempio tramite il ripristino delle zone umide, \u00e8 difficile concepire la vita futura senza tute di protezione.<\/p>\n<p>In concomitanza con la crescente perdita delle ricchezze della natura, un pianeta sovraffollato porta alla limitazione delle risorse rigenerative. Alcune stime affermano che 700-800 milioni di persone stanno gi\u00e0 patendo la fame e 1-2 miliardi sono malnutriti e incapaci di vivere nel pieno delle proprie forze. Cos\u2019\u00e8 questa, la vita o una sua sottospecie?<\/p>\n<p>Una delle statistiche pi\u00f9 eloquenti del rapporto Bradshaw afferma: &#8220;Contemporaneamente alla crescita della popolazione, il consumo della capacit\u00e0 rigenerativa della Terra da parte degli esseri umani \u00e8 cresciuto dal 73% nel 1960 al 170% nel 2016&#8221;. Ipso facto, gli esseri umani stanno consumando pi\u00f9 di una Terra. Per quanto tempo potremo andare avanti cos\u00ec, considerando il fatto deprimente che i prelievi di risorse hanno superato la capacit\u00e0 di rigenerazione gi\u00e0 negli anni \u201970?<\/p>\n<p>Il deficit ecologico \u00e8 un elemento centrale nella perdita di biodiversit\u00e0: &#8220;Questo massiccio deficit ecologico \u00e8 in gran parte reso possibile dal crescente uso di combustibili fossili. Questi combustibili a buon mercato ci hanno permesso di disaccoppiare la domanda umana dalla rigenerazione biologica: l&#8217;85% dell&#8217;energia commerciale, il 65% delle fibre e la maggior parte della plastica sono ora prodotti da combustibili fossili. Inoltre, la produzione di cibo dipende dall\u2019apporto di combustibili fossili, visto che ogni unit\u00e0 di energia alimentare prodotta richiede un multiplo di energia proveniente dai combustibili fossili ( 3 volte per i paesi ad alto consumo come Canada, Australia, USA e Cina; overshootday.org)\u201d. (Bradshaw, et al).<\/p>\n<p>Man mano che la perdita di biodiversit\u00e0 scava sempre pi\u00f9 a fondo nella linfa vitale del pianeta, essa diventa un problema incancrenito che non conosce fine. Malgrado ci\u00f2, &#8220;arrestare la perdita di biodiversit\u00e0 non \u00e8 neanche lontanamente la priorit\u00e0 dei paesi, passando in secondo piano rispetto ad altre problematiche quali il tasso di occupazione, la sanit\u00e0, la crescita economica o la stabilit\u00e0 monetaria. Non stupisce quindi che nessuno dei Aichi Biodiversity Targets per il 2020, stabiliti alla conferenza della Convenzione sulla Diversit\u00e0 Biologica (CBD.int) del 2010, sia stato raggiunto&#8221; (Bradshaw, et al). Nessuna sorpresa.<\/p>\n<p>A peggiorare le cose: &#8220;la maggior parte degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile\u00a0 delle Nazioni Unite relativi alla natura sono anch&#8217;essi sulla strada del fallimento\u201d. (Bradshaw, et al) Nessuna sorpresa.<\/p>\n<p>&#8220;Persino il Forum economico mondiale, prigioniero della pericolosa propaganda dell\u2019ecologismo di facciata, ora riconosce la perdita di biodiversit\u00e0 come una delle principali minacce all&#8217;economia globale. (Bradshaw, et al) Nessuna sorpresa.<\/p>\n<p>Dove, quando e come allora vanno trovate le soluzioni? Come detto sopra, le idee non mancano, ma nessuno le mette in atto perch\u00e9 le soluzioni sono impegnative, troppo costose, troppo complicate. Eppure, sono in corso dei progetti per mandare l\u2019uomo su Marte!<\/p>\n<p>Intanto, il prorompente fiasco del riscaldamento globale \u00e8 oggetto di una formula inopportuna ed autoregolamentata dagli Stati di tutto il mondo (Parigi 2015) per contenere il temuto CO2-e, ma che si dimostra angosciosamente inadeguata. I gas serra indotti dall&#8217;uomo continuano a raggiungere livelli da record anno dopo anno. Questa \u00e8 l&#8217;antitesi del successo. Secondo il rapporto Bradshaw: &#8220;senza tali impegni, l\u2019aumento stimato della temperatura terrestre sar\u00e0 catastrofico per la biodiversit\u00e0&#8221;. Mmm\u2026 sar\u00e0 forse il caso di dichiarare un&#8217;altra emergenza, s\u00ec, no?<\/p>\n<p>Ahim\u00e8, \u00e8 difficile immaginare un\u2019ulteriore perdita di biodiversit\u00e0 oltre a quella che si \u00e8 gi\u00e0 verificata con i due terzi della vita vertebrata selvatica sparita in soli 40-50 anni. Per non dimenticare poi gli invertebrati: quando \u00e8 stata l&#8217;ultima volta che un insetto si \u00e8 spiaccicato su un parabrezza da qualche parte in America?<\/p>\n<p>Pensando al futuro, il miglior consiglio potrebbe essere quello di fare i preparativi per il pandemonio universale, che per coincidenza \u00e8 l&#8217;omonimo della capitale (Pandemonio) dell&#8217;inferno nel Paradiso Perduto di John Milton, nell&#8217;Inghilterra del XVII secolo.<\/p>\n<p>Cosa fare? Forse rinunciare a qualsiasi nuova dichiarazione di emergenza, visto che le numerose\u00a0 emergenze gi\u00e0 in atto, come l&#8217;imminente perdita della Grande Barriera Corallina, sono troppe da gestire. I piani di recupero non hanno un futuro, lasciandosi alle spalle un fiume di promesse infrante e false speranze dopo tanti anni di protocolli e riunioni che non hanno portato ad alcun passo avanti, mentre predicano la tutela del pianeta. A che pro?<\/p>\n<p><strong>Post scriptum<\/strong>: <em>l\u2019entit\u00e0 delle minacce alla biosfera e a tutte le sue forme di vita &#8211; compresa l&#8217;umanit\u00e0 &#8211; \u00e8 in effetti cos\u00ec grande che anche per gli esperti pi\u00f9 informati \u00e8 difficile da comprendere. (Sottovalutando le Sfide di Evitare un Futuro Spaventoso)<\/em><\/p>\n<p><em>Traduzione dall\u2019inglese di Cecilia Costantini. Revisione di Thomas Schmid<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In tutto il mondo, gli scienziati parlano come mai prima d&#8217;ora di una situazione di emergenza riguardante la salute del pianeta, la quale minaccia la &#8220;vita complessa&#8221;, compresa, per definizione, la vita umana. 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