{"id":1280733,"date":"2021-01-19T13:33:53","date_gmt":"2021-01-19T13:33:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1280733"},"modified":"2021-01-19T15:46:28","modified_gmt":"2021-01-19T15:46:28","slug":"hrant-dink-linquietudine-della-colomba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/01\/hrant-dink-linquietudine-della-colomba\/","title":{"rendered":"Hrant Dink | L&#8217;inquietudine della colomba"},"content":{"rendered":"<p><strong>Hrant<\/strong> <strong>Dink<\/strong>, giornalista\u00a0e\u00a0scrittore armeno della <strong>Turchia<\/strong>, \u00e8 stato assassinato, il 19 gennaio del 2007, nel quartiere di <strong>Osmanbey<\/strong> a\u00a0<strong>Istanbul<\/strong>, davanti ai locali del suo giornale bilingue\u00a0<strong>Agos<\/strong>, con tre colpi di pistola alla gola. Questo \u00e8 l&#8217;ultimo articolo che ha scritto Dink, poche ore prima della sua morte. Abbiamo deciso di tradurlo in italiano per commemorare la sua immensa volont\u00e0 di costruire una Turchia democratica in cui possano vivere in pace tutti i popoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400;\">All\u2019inizio, quando cominciarono le prime inchieste contro di me presso la Procura della Repubblica di Sisli, perch\u00e9 avevo \u201cinsultato l\u2019identit\u00e0 turca\u201d, non ero preoccupato. Non era la prima volta che succedeva una cosa del genere. Un processo analogo mi capit\u00f2 anche nella citt\u00e0 di Urfa. Nel 2002, nell\u2019ambito di una conferenza che ho tenuto a Urfa avevo detto: \u00abNon sono turco, sono un armeno della Turchia\u00bb e per questo ero stato denunciato; \u201cinsultare l\u2019identit\u00e0 turca\u201d, giudice chiedeva fino a 3 anni di galera.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400;\">Non ero nemmeno al corrente delle udienze. Non mi interessavano. I miei amici avvocati seguivano le udienze a Urfa per delega. Anche quando sono andato dal procuratore di Sisli ero abbastanza spensierato. Alla fine dei conti, ero convinto di quello che avevo scritto e detto. Pensavo che il procuratore avrebbe capito il mio intento prendendo in considerazione non solo quel passaggio, che non ha senso se letto da solo, ma analizzando bene tutto il mio articolo. Quindi questa commedia sarebbe finita. Ero sicuro che alla fine dell\u2019inchiesta non avrebbero deciso di trasformarla in un processo.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Ero sicuro di me stesso<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400;\">Che sorpresa! Invece avevano deciso d\u2019iniziare con il processo. In ogni caso ero ottimista. Ero cos\u00ec ottimista che, quando mi ero collegato in diretta tv mi ero rivolto con queste parole, all\u2019avvocato Kerin\u00e7siz che mi accusava: \u00abNon si preoccupi, non sar\u00f2 condannato in questo processo, nel caso in cui venissi condannato andrei via da questo Paese\u00bb. Ero sicuro di me stesso; non avevo mai avuto un intento del genere ossia quello di \u201cinsultare l\u2019identit\u00e0 turca\u201d. Coloro che leggono i miei articoli possono facilmente arrivare a questa conclusione. Infatti anche il gruppo di esperti incaricato dalla corte, composto da tre professori universitari dell\u2019Universit\u00e0 d\u2019Istanbul, diceva la stessa cosa nella loro relazione presentata al tribunale. Quindi non c\u2019era nessun motivo per preoccuparsi, prima o poi si sarebbero accorti dell\u2019errore che stavano facendo e avrebbero chiuso questo processo.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Tanta pazienza<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400;\">Invece non \u00e8 andata cos\u00ec. Il procuratore, nonostante la relazione degli esperti ha voluto punirmi. Successivamente il giudice mi ha condannato a 6 mesi di carcere. Nel momento in cui ho sentito la condanna, fu come mi trovassi sotto una sorta d\u2019idrante che spazzava via tutte le mie speranze coltivate durante il processo. Ero rimasto stupito&#8230; e fortemente offeso e allibito. Per giorni e mesi avevo resistito dicendo a tutti: \u00abVedrete che vi pentirete di quello che dite e scrivete una volta che sar\u00e0 concluso questo processo e io sar\u00f2 assolto\u00bb. In ogni udienza del processo, in tv e sui giornali mi ricordavano questa frase scritta da me: \u00abIl sangue del turco \u00e8 velenoso\u00bb. Ogni volta mi denunciavano come \u201cnemico dei turchi\u201d. I fascisti mi aggredivano con epiteti razzisti nei corridori del tribunale. Si esibivano con cartelloni pieni di insulti. Pian piano aumentavano le lettere, le telefonate e le mail piene di quelle minacce che ricevevo ormai da mesi. Ogni volta cercavo di mantenere calma e pazienza aspettando di essere assolto anche perch\u00e9 secondo me una volta pronunciata la sentenza definitiva tutto questo sarebbe finito e queste persone si sarebbero vergognate di ci\u00f2 che stavano facendo.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><strong>La sincerit\u00e0 \u00e8 la mia unica arma<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400;\">Tuttavia la decisione era diversa e tutte le mie speranze svanirono. Mi trovavo nella situazione pi\u00f9 scomoda in cui si possa trovare un essere umano. Il giudice si era pronunciato \u201cIn nome del popolo turco\u201d e ormai era certo che io avevo \u201cinsultato l\u2019identit\u00e0 turca\u201d. Avrei potuto reggere tutto ma non questo. Secondo il mio punto di vista se una persona insulta le altre persone con le quali vive a causa delle differenze etniche o religiose vuol dire che \u00e8 razzista e non pu\u00f2 essere perdonato questo comportamento. Proprio con questo stato d\u2019animo mi sono rivolto ai colleghi giornalisti che attendevano sotto casa mia per sapere, come avevo dichiarato precedentemente, se avrei lasciato il paese o meno: \u00abMi consulter\u00f2 con i miei avvocati. Far\u00f2 ricorso presso la Cassazione e se sar\u00e0 necessario mi rivolger\u00f2 anche alla CEDU. Se non sar\u00f2 assolto anche alla fine di questi tentativi lascer\u00f2 questo paese. Anche perch\u00e9 secondo me chi viene condannato per un reato del genere non ha il diritto di vivere con le persone che ha insultato\u00bb. Pronunciando queste parole di nuovo parlavo attraverso i miei sentimenti. L\u2019unica arma che avevo era la mia sincerit\u00e0.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Commedia nera<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400;\">Tuttavia, quella forza scura che cercava di emarginarmi e rendermi un facile bersaglio ha fatto tutto il possibile e usando queste mie dichiarazioni sono stato denunciato per aver provato a \u201cinfluenzare la giustizia\u201d. Anche se queste mie dichiarazioni erano state trasmesse da tutti i canali tv, il procuratore aveva scelto quella che \u00e8 stata pubblicata sul quotidiano \u201cAgos\u201d. Quindi io e gli altri responsabili dell\u2019\u201cAgos\u201d eravamo stati messi sotto accusa per aver provato a influenzare la giustizia. Forse \u00e8 questo ci\u00f2 che chiamano \u201cla commedia nera\u201d. Io sono un imputato, chi altro pi\u00f9 di un imputato vorrebbe influenzare la giustizia? Infatti \u00e8 buffo che l\u2019imputato sia accusato di aver \u201cprovato a influenzare la giustizia\u201d.\u00a0<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><b>\u201cIn nome dello Stato turco\u201d<\/b><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400;\">Devo ammettere di aver perso tutta la mia fiducia nei confronti del \u201csistema giuridico\u201d e nel concetto di \u201cgiustizia\u201d in Turchia. Non \u00e8 cos\u00ec difficile. Questi procuratori e giudici non sono laureati in giurisprudenza? Non dovrebbero essere in grado di comprendere ci\u00f2 che leggono? Tuttavia, il sistema giuridico di questo paese non \u00e8 indipendente e purtroppo nessun politico si occupa di questo. La giustizia non difende i diritti dei cittadini ma difende lo Stato. La giustizia non si trova accanto ai suoi cittadini ma \u00e8 il succube dello Stato. Infatti ero sicuro che la frase \u201cIn nome del popolo turco\u201d in realt\u00e0 fosse \u201cIn nome dello Stato turco\u201d. Quindi i miei avvocati si sarebbero rivolti alla Cassazione. Tuttavia chi mi avrebbe garantito che quelle forze scure non avrebbero avuto un\u2019influenza anche l\u00ec? Inoltre la Cassazione non si pronunciava sempre in modo giusto. Non era la stessa Cassazione a firmare la decisione che confiscava i beni delle fondazioni appartenenti alle minoranze?<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><b>Nonostante l\u2019impegno del procuratore capo\u00a0<\/b><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400;\">Alla fine abbiamo fatto ricorso. E poi? Il procuratore capo della Cassazione, esattamente come diceva la relazione degli esperti, non ha trovato nessuna traccia di reato e ha chiesto la mia assoluzione tuttavia secondo la Cassazione ero colpevole. Il procuratore capo della Cassazione era sicuro di quello che aveva letto e compreso quanto me che ero sicuro di quello che avevo scritto. Infatti il procuratore capo della Cassazione ha fatto ricorso contro la decisione e l\u2019ha trasmessa al Consiglio Generale. In ogni caso, dietro le quinte, c\u2019era di nuovo quella forza scura che a tutti i costi voleva farmi pagare ci\u00f2 che avevo fatto e in tutte le fasi del processo faceva sentire la sua forza con tutti quei metodi a me ignoti. Infatti nel Consiglio Generale hanno deciso a maggioranza che io avevo insultato l\u2019identit\u00e0 turca.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Come una colomba<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 evidente che coloro che hanno provato a emarginarmi e rendermi indifeso e debole, secondo loro, erano riusciti nella loro impresa. Erano gi\u00e0 riusciti a creare un sostanzioso gruppo di persone che definiva Hrant Dink come una persona che ha \u201cinsultato l\u2019identit\u00e0 turca\u201d e avevano fatto questo iniettando odio e informazione sporca nella testa della gente. Il mio computer \u00e8 stracolmo di mail piene di minacce e rabbia inviate da queste persone rimaste sotto questa influenza. Una di queste lettere mi \u00e8 stata mandata dalla citt\u00e0 di Bursa e secondo me conteneva delle autentiche minacce gravi. Anche se avevo fatto presente la situazione al Procuratore di Sisli, consegnando le prove, non sono, finora, riuscito a ottenere alcun risultato. Quante di queste minacce sono vere o false non posso sapere. Per me la vera minaccia e la situazione davvero insopportabile \u00e8 la condizione psicologica in cui mi trovo che \u00e8 una sorta di tortura. Mi arrovello costantemente con questo dubbio: \u00abCosa pensano esattamente queste persone di me?\u00bb. Purtroppo ormai sono pi\u00f9 conosciuto di prima e sento, negli sguardi delle persone, le frecciate come \u201cNon \u00e8 lui quell\u2019Armeno?\u201d. Dunque come reazione inizio subito a stare male. Questa \u00e8 una sorta di tortura mista a curiosit\u00e0 e preoccupazione. Da una parte \u00e8 un sentimento di attenzione e dall\u2019altra inquietudine. Esattamente come una colomba&#8230; Esattamente come una colomba mi guardo a destra, sinistra, avanti e indietro in continuazione. La mia testa si muove in continuazione come fanno i colombi&#8230; E la mia testa \u00e8 in grado di muoversi velocemente quando \u00e8 necessario.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Pagare il conto<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400;\">Cosa diceva il Ministro degli Esteri, Abdullah Gul? Cosa diceva il Ministro della Giustizia Cemil Cicek? \u00abNon esageriamo, finora, non c\u2019\u00e8 nessun cittadino condannato o incarcerato per via dell\u2019articolo 301\u00bb. Come se l\u2019unico problema fosse solo entrare in carcere&#8230; Ecco come pago io il conto&#8230; Ecco come mi fanno pagare il conto&#8230; O voi cari Ministri, sapete cosa vuol dire condannare una persona all\u2019inquietudine di una colomba? Lo sapete? Non avete mai osservato una colomba?<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Morire o restare vivo<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400;\">Questo non \u00e8 un periodo semplice per me&#8230; La stessa cosa vale anche per la mia famiglia. Sul serio, ho pensato di lasciare il paese e andare lontano. Soprattutto quando le minacce si facevano sempre pi\u00f9 pressanti. In quei momenti mi sono sentito disperato. Questo \u00e8 come restare sospesi tra la vita e la morte. Posso resistere seguendo la mia volont\u00e0 ma non ho il diritto di mettere a rischio la vita dei miei cari. Posso essere un eroe per me ma non posso mettere in pericolo nessuno perch\u00e9 non penso che sia il caso di fare \u201cil coraggioso\u201d. In questi momenti di disperazione ho abbracciato la mia famiglia e mi sono rifugiato in loro che mi hanno dato il pi\u00f9 grande sostegno. Loro si fidavano di me. Sarebbero stati sempre con me. Se avessi deciso di restare sarebbero rimasti con me e se avessi deciso di partire mi avrebbero seguito.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Rimanere e resistere<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400;\">Per\u00f2, nel caso, dove saremmo andati? In Armenia? Uno come me che non riesce a resistere contro le ingiustizie cosa avrei fatto l\u00ec di fronte ad altre ingiustizie? Non mi sarei trovato coinvolto in altre complicazioni? Andare a vivere nei paesi europei non era fatto per me. Appena vado in Occidente dopo tre giorni mi manca il mio paese e non vedo l\u2019ora di rientrare. Cosa avrei potuto fare in quei paesi? Forse mi sarei trovato scomodo per via dell\u2019eccessiva tranquillit\u00e0. Lasciare \u00abgli inferni bollenti\u201d e andare a vivere nei \u201cparadisi pronti\u201d non sarebbe stata la scelta di uno come me. Io sono uno di quelli che cercano di rendere paradisiaco l\u2019inferno in cui vivono. Vivere in Turchia era il mio vero desiderio ed era una questione di rispetto nei confronti di coloro che vivono in Turchia, ci sostengono e cercano di rendere questo paese pi\u00f9 democratico. Abbiamo deciso di restare e resistere. Tuttavia, se un giorno saremo obbligati a lasciare il paese, ci metteremo in viaggio esattamente come nel 1915&#8230; Come i nostri antenati&#8230; Senza sapere dove andare&#8230; Camminando e seguendo la loro strada&#8230; Provando la sofferenza e sentendo la fatica&#8230; Lasceremo la nostra patria con l\u2019identico dolore. E andremo non dove ci porterebbe il nostro cuore ma dove ci porteranno i nostri piedi. Ovunque sia la destinazione&#8230;<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Inquietato e libero<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400;\">Spero che non saremo obbligati a sperimentare una storia di abbandono di questo tipo. Abbiamo sin troppi motivi e speranze per non sperimentarla. In questi giorni mi rivolger\u00f2 alla CEDU. Non so per quanti anni potr\u00e0 ancora durare questo processo. L\u2019unica cosa che so, che mi rende tranquillo, \u00e8 che rester\u00f2 in Turchia finch\u00e9 non si concluder\u00e0 questo processo. Ovviamente nel caso in cui ricevessi un parare a mio favore sar\u00f2 molto felice: questo vuol dire che non dovr\u00f2 lasciare il mio paese. Molto probabilmente il 2007 sar\u00e0 un anno molto difficile per me. Nuove udienze e nuovi processi. Chiss\u00e0 quante altre ingiustizie dovr\u00f2 affrontare!? E io vivr\u00f2 nell\u2019inquietudine di una colomba. Tuttavia, sar\u00f2 sereno pensando che in questo paese le persone amano le colombe e non le disturbano. Le colombe sono in mezzo alle citt\u00e0, tra le masse e continuano a vivere.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400;\">S\u00ec \u00e8 una situazione un po\u2019 inquietante ma anche libera.<\/span><\/em><\/p>\n<p><strong>(Hrant Dink &#8211; Agos &#8211; 19 gennaio 2007)<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Hrant Dink, giornalista\u00a0e\u00a0scrittore armeno della Turchia, \u00e8 stato assassinato, il 19 gennaio del 2007, nel quartiere di Osmanbey a\u00a0Istanbul, davanti ai locali del suo giornale bilingue\u00a0Agos, con tre colpi di pistola alla gola. 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Fruit of love of an immigrant couple in the former Ottoman city, she from Sebastia (Turkey) he from Batum (Georgia). Raised two steps away from the old Pera, between the Armenian and Jewish cultures. Big passion for photography, cinema, politics and inevitably journalism. After a short academic adventure in International Finance he landed in Italy back in 2001, first in Siena then in Turin, with the desire to study journalism, but he ended up attending Cinema and Television. He specializes in shooting and editing videos, photography and, lately, web marketing. Occasionally he writes in Turkey for the national magazine KaosGL, for the national daily Birgun and for various independent news portals such as Bianet and Sendika. In Italy he wrote for Il Manifesto and the monthly E-il mensile. He is one of the founders of the Glob011 monthly freepress, he worked for BabelMed and Prospettive Altre. Currently has collaborations with Pressenza and Caff\u00e8 dei Giornalisti. As long as he can get a little oxygen out of the city and a few hours free from work, he tries to write stories, frequenrly ironic ones, taken from what he observes and experiences. 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