{"id":1280362,"date":"2021-01-17T20:38:27","date_gmt":"2021-01-17T20:38:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1280362"},"modified":"2021-01-17T20:42:39","modified_gmt":"2021-01-17T20:42:39","slug":"un-pianeta-esausto-arranca-verso-il-2021","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/01\/un-pianeta-esausto-arranca-verso-il-2021\/","title":{"rendered":"Un pianeta esausto arranca verso il 2021"},"content":{"rendered":"<p>All&#8217;inizio del nuovo anno, l&#8217;Alliance of World Scientist (13.700 membri) si \u00e8 pronunciata in un resoconto caustico, senza riserve: &#8220;Gli scienziati credono che un cambiamento climatico catastrofico possa rendere inabitabile una parte significativa della Terra a causa del perpetrarsi di elevate emissioni di gas serra, dei cicli climatici auto-rinforzanti e degli incombenti punti di non ritorno&#8221;. (Fonte: William J. Ripple et al, The Climate Emergency: 2020 in Review, Scientific American, 6 gennaio 2021)<\/p>\n<p>La missione: &#8220;Noi scienziati abbiamo l&#8217;obbligo morale di avvertire esplicitamente l&#8217;umanit\u00e0 di qualsiasi minaccia catastrofica.&#8221; (Fonte: https:\/\/scientistswarning.forestry.oregonstate.edu\/)<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-1276763 size-full\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Cartoon.png\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"227\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Cartoon.png 350w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Cartoon-300x195.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/p>\n<p><em>La ricerca conclude: Stiamo distruggendo la Terra. \u2013 \u201cPotrebbe gentilmente riformulare la frase in termini equivoci, imprecisi, vaghi e ambigui, che tutti noi possiamo comprendere?\u201d<\/em><\/p>\n<p>Anche se \u00e8 molto difficile accettare l&#8217;affermazione radicale secondo cui &#8220;Stiamo distruggendo la Terra&#8221;, facciamoci l\u2019abitudine, perch\u00e9 sta accadendo, anche se non esattamente davanti ai nostri occhi o sotto i nostri nasi. Per capire meglio quest\u2019ecatombe, bisogna esaminare la scienza e scoprire gli ecosistemi in collasso all&#8217;interno di un sistema climatico caoticamente minacciato, soprattutto dove non vive nessuno. \u00c8 da l\u00ec che inizia ed emerge prominentemente palesandosi in tutta la sua concretezza, nell&#8217;Artico, in Antartide, in Groenlandia, in Australia, in Siberia, nelle foreste pluviali di tutto il mondo, e nella vasta distesa degli oceani. Quasi nessuno vive in questi ecosistemi. E adesso che succede?<\/p>\n<p>Sono in corso sforzi crescenti per arginare le ripercussioni su di un sistema climatico ferito. Cresce progressivamente, in tutta la terra, il riconoscimento della grave emergenza climatica per ci\u00f2 che effettivamente \u00e8. Infatti, negli ultimi due anni, il 10% della popolazione mondiale ha dichiarato l&#8217;emergenza climatica:<\/p>\n<p>1) 1.859 giurisdizioni in 33 Paesi hanno rilasciato dichiarazioni di emergenza climatica per conto di 820 milioni di persone. Quasi un miliardo di persone l\u2019ha capito.<\/p>\n<p>2) 60 milioni di cittadini del Regno Unito, ovvero il 90% della popolazione, vivono ora in zone in cui le autorit\u00e0 locali hanno dichiarato l&#8217;emergenza climatica (Hello XR).<\/p>\n<p>3) In Australia, figliastra del Regno Unito, oltre un terzo della popolazione ha dichiarato l&#8217;emergenza climatica.<\/p>\n<p>4) In Argentina, il 17 luglio 2019 il Senato, rappresentante 45 milioni di persone, ha dichiarato l&#8217;emergenza climatica.<\/p>\n<p>5) Le assemblee canadesi, che rappresentano quasi il 100% della popolazione, hanno dichiarato l&#8217;emergenza climatica nel 2019-2020.<\/p>\n<p>6) In Italia, quasi il 40% della popolazione, mediante assemblee, ha dichiarato l&#8217;emergenza climatica nel 2019-2020.<\/p>\n<p>7) In Spagna il 100%.<\/p>\n<p>8) Negli Stati Uniti il 10%, mentre sotto la ferrea direttiva di Trump il restante 90% rifiuta energicamente qualsiasi considerazione sul cambiamento climatico.<\/p>\n<p>In netto contrasto con la posizione adottata dagli Stati Uniti prima del 20 gennaio, l&#8217;Alliance of World Scientists annuncia con parole esplicite la sfida che ci attende: &#8220;L&#8217;emergenza climatica \u00e8 gi\u00e0 in atto e sta accelerando pi\u00f9 rapidamente di quanto previsto dalla maggior parte degli scienziati, molti dei quali sono profondamente preoccupati. Gli effetti negativi del cambiamento climatico sono molto pi\u00f9 gravi del previsto e ora minacciano sia la biosfera che l&#8217;umanit\u00e0&#8221; (Scientific American).<\/p>\n<p>Sono parole pesanti: &#8220;&#8230;minacciando sia la biosfera che l&#8217;umanit\u00e0&#8230;&#8221; ovvero &#8220;Gli scienziati credono che un cambiamento climatico catastrofico possa rendere inabitabile una parte significativa della Terra&#8221;, Ibidem.<\/p>\n<p>&#8220;Il riscaldamento globale ha gi\u00e0 reso parti del mondo pi\u00f9 calde di quanto il corpo umano possa sopportare decenni prima di quanto previsto dai modelli climatici. Le rilevazioni a Jacobabad in Pakistan e a Ras al Khaimah negli Emirati Arabi Uniti hanno entrambe trasceso ripetutamente per almeno una o due ore la soglia mortale&#8221;. (Fonte: Climate Change Has Already Made Parts of the World Too Hot for Humans, NewScientist, 8 maggio 2020)<\/p>\n<p>Infatti, la combinazione di calore e umidit\u00e0 eccessivi porta alla morte entro sei ore. Segni precoci di tale processo appaiono gi\u00e0 decenni prima di quanto ci si aspettava. Dopo tutto, il corpo umano ha dei limiti. Se l&#8217;indice di temperatura\/umidit\u00e0 \u00e8 eccessivo, anche una persona sana seduta all&#8217;ombra e con abbondante acqua da bere soffrir\u00e0 notevolmente o probabilmente morir\u00e0. \u00c8 la temperatura di bulbo umido (WBT). In linea di massima, si raggiunge una soglia quando la temperatura dell&#8217;aria sale al di sopra dei 35 gradi Celsius (95 gradi Fahrenheit), combinata con un&#8217;umidit\u00e0 superiore al 90%.<\/p>\n<p>Secondo gli scienziati, per arginare l&#8217;insorgenza del pericolo della temperatura di bulbo umido, le emissioni di CO2 devono essere fortemente e rapidamente ridotte, soprattutto in considerazione del fatto inquietante che tutti e cinque gli anni pi\u00f9 caldi della storia si sono verificati a partire dal 2015.<\/p>\n<p>Un recente studio ha rilevato che le combinazioni estreme di umidit\u00e0\/calore si sono verificate ben oltre la prolungata soglia di tolleranza fisiologica dell&#8217;uomo per una durata che va da 1 a 2 ore, concentrate nell&#8217;Asia meridionale, nel Medio Oriente costiero e nel sud costiero del Nord America. (Fonte: Colin Raymond, et al, The Emergence of Heat and Humidity Too Severe for Human Tolerance, Science Advances, Vol. 6, n. 19, 8 maggio 2020)<\/p>\n<p>Nel frattempo, il principale colpevole, ovvero il CO2, l\u2019elemento chiave del riscaldamento globale, ha recentemente raggiunto livelli da record assoluto per l\u2019Era olocenica, che rappresenta 11.700 anni di condizioni climatiche stabili. Questo fino a quando livelli eccessivi di CO2 hanno iniziato ad aumentare il riscaldamento globale a partire dal 1750.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo dell&#8217;Alliance of World Scientists proclama il 2020 come uno degli anni pi\u00f9 caldi mai registrati, e che ha provocato un\u2019eccezionale ed ingente ondata di incendi in tutto il pianeta, in Siberia, negli Stati Uniti occidentali, in Amazzonia e in Australia. Questi sconvolgimenti senza precedenti sono indicativi di un sistema climatico malfunzionante. \u00c8 evidente che il pianeta \u00e8 malato.<\/p>\n<p>Secondo l&#8217;Alliance &#8220;bisogna compiere ogni sforzo per ridurre le emissioni e incrementare la rimozione del carbonio dall&#8217;atmosfera&#8221;, Ibidem.<\/p>\n<p>Intanto, diversi paesi si sono impegnati al raggiungimento di zero emissioni nette di anidride carbonica entro il 2050-60. Tuttavia, ci sono prove sempre pi\u00f9 evidenti che questi obiettivi sono inadeguati, e nuove prove suggeriscono che il raggiungimento dell\u2019impatto zero del carbonio vada perseguito entro il 2030, non 20-30 anni dopo. Sarebbe davvero troppo tardi.<\/p>\n<p>Per ottenere un risultato che vada oltre una semplice parvenza di equilibrio del sistema climatico (se mai fosse possibile), sar\u00e0 necessario aderire agli obiettivi della Bonn Challenge Global Restoration Initiative del 2011, che prevede il ripristino di 350 milioni di ettari di foreste e terreni entro il 2030. Settantaquattro Paesi hanno approvato questa soluzione basata sulla natura.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Alliance of World Scientists offre delle soluzioni al dilemma:<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; Abbandonare l\u2019uso di combustibili fossili, una priorit\u00e0 assoluta.<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; Fermare le emissioni industriali come il metano, il particolato carbonioso (soot) e affini, al fine di ridurre drasticamente il tasso di surriscaldamento.<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; Ripristinare gli ecosistemi naturali, soprattutto le colture, e di particolare rilievo: &#8220;Il disboscamento dell&#8217;Amazzonia, delle foreste tropicali nel Sud-est asiatico e di altre foreste pluviali, compresa la proposta di riduzione della foresta nazionale di Tongas in Alaska, che risulta particolarmente devastante per il clima&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; Ridurre le carni bovine e i prodotti a base di carne per contribuire ad abbassare le emissioni di metano. Le piante sono commestibili e pi\u00f9 sane.<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; Il passaggio a un&#8217;economia senza carbonio che rifletta la nostra dipendenza dalla salute della biosfera, affettuosamente chiamata Madre Terra. Adottare l&#8217;eco-economia come sano sostituto del marchio neoliberale di capitalismo in perenne crescita, navigando su una strada asfaltata dorata verso una terra di fantasia ed estasi mai vista prima.<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; L&#8217;attuale tasso di crescita della popolazione umana, pari a 200.000 neonati al giorno, deve stabilizzarsi e diminuire attraverso il sostegno e l&#8217;educazione delle giovani donne in tutto il mondo.<\/strong><\/p>\n<p>Pertanto, l&#8217;Alleanza proclama: &#8220;Nel dicembre 2020, il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha implorato che ogni nazione dichiari l\u2018emergenza climatica. Dunque, chiediamo che anche il governo degli Stati Uniti lo faccia, con la dichiarazione dell\u2019emergenza climatica nazionale da parte di Joe Biden attraverso un ordine esecutivo o tramite l\u2019approvazione da parte del Congresso di un importante finanziamento per l\u2019attenuazione dei cambiamenti climatici e una dichiarazione di emergenza climatica (H.Con.Res.52, S.Con.Res.22), rimasta sepolta in una commissione del Congresso per tutto il 2020. Un anno fa, eravamo preoccupati per gli scarsi progressi nella mitigazione del cambiamento climatico. Ora siamo allarmati per il fallimento di progressi adeguati nel corso del 2020&#8221;. (Fonte: Scientific American)<\/p>\n<p><em>Traduzione dall\u2019inglese di Cecilia Costantini. Revisione di Thomas Schmid<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&#8217;inizio del nuovo anno, l&#8217;Alliance of World Scientist (13.700 membri) si \u00e8 pronunciata in un resoconto caustico, senza riserve: &#8220;Gli scienziati credono che un cambiamento climatico catastrofico possa rendere inabitabile una parte significativa della Terra a causa del perpetrarsi 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