{"id":1275895,"date":"2021-01-11T15:00:41","date_gmt":"2021-01-11T15:00:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1275895"},"modified":"2021-01-11T15:00:41","modified_gmt":"2021-01-11T15:00:41","slug":"iniziativa-dei-cittadini-europei-per-un-reddito-di-base","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/01\/iniziativa-dei-cittadini-europei-per-un-reddito-di-base\/","title":{"rendered":"Iniziativa dei Cittadini Europei per un reddito di base"},"content":{"rendered":"<p>Non ci sono precedenti che possano servire come riferimento per la situazione economica e sociale dell&#8217;Europa in questo momento. Gli indicatori della Commissione Europea per il 2020 mostrano un calo del PIL dell&#8217;8,3%, mentre l&#8217;OCSE fissa il dato a circa il 9% per l&#8217;Eurozona. Le previsioni paese per paese, che mostrano notevoli disuguaglianze all&#8217;interno dell&#8217;UE, sono disastrose e, con il riemergere della pandemia e delle misure adottate negli ultimi tempi, le prospettive economiche per i prossimi mesi sono ancora pi\u00f9 fosche.<\/p>\n<p>I tassi di disoccupazione e di povert\u00e0, gi\u00e0 molto elevati nel 2019, sono aumentati nel 2020 in modi quasi inimmaginabili solo pochi mesi fa. L\u2019anno scorso, oltre il 21% della popolazione dell&#8217;UE era considerato a rischio povert\u00e0, con dati che variano molto da paese a paese, alcuni dei quali mostrano percentuali superiori al 25%, tra cui Spagna, Lituania, Italia, Lettonia, Grecia, Romania e Bulgaria (quest&#8217;ultima con oltre il 32%). La differenza con gli altri Stati \u00e8 notevole. Ad esempio, in Repubblica Ceca, Slovenia, Finlandia, Danimarca, Slovacchia, Paesi Bassi e Austria, si va dal 12% al 17%. Per quanto i numeri siano diversi, la costante \u00e8 che le cose peggiorano ogni settimana. Presto avremo i dati di fine anno. Le notizie saranno probabilmente tutt&#8217;altro che buone.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 da stupirsi quindi che la proposta di un reddito di base, un versamento universale e incondizionato di denaro pubblico a tutti i residenti registrati, sia una delle misure che ha attirato pi\u00f9 attenzione da parte della stampa mainstream nelle prime settimane della pandemia. Il 3 aprile, un editoriale del Financial Times intitolato &#8220;Il virus mette a nudo la fragilit\u00e0 del contratto sociale&#8221; ha anticipato il tema: &#8220;La redistribuzione sar\u00e0 di nuovo una priorit\u00e0; i privilegi degli anziani e dei ricchi saranno messi in discussione. Le politiche fino a poco tempo fa considerate eccentriche, come il reddito di base e le imposte sul patrimonio, dovranno far parte delle misure&#8221;. Un bel po&#8217; di persone sono rimaste sorprese, se non sbalordite. Difficile sapere quali intenzioni politiche si nascondono dietro l\u2019articolo del Financial Times, ma quello che dice sulla politica economica \u00e8 abbastanza chiaro.<br \/>\nQualche mese dopo, il 22 settembre, il Segretario Generale dell&#8217;ONU Antonio Guterres ha detto nel suo discorso di apertura della 75\u00b0 sessione dell&#8217;Assemblea Generale: &#8220;Inclusivit\u00e0 significa investire nella coesione sociale e porre fine a tutte le forme di esclusione, discriminazione e razzismo. Significa istituire una nuova generazione di misure di protezione sociale, compresa la copertura sanitaria per tutti e la possibilit\u00e0 di un reddito di base universale&#8221;. Un&#8217;altra sorpresa. Quest&#8217;anno il Financial Times e il Segretario generale delle Nazioni Unite si sono espressi a favore di una politica cos\u00ec &#8220;eccentrica&#8221; come il reddito di base universale, e i due temi correlati della redistribuzione e della coesione sociale sono particolarmente interessanti.<\/p>\n<p>Il nostro attuale Paese delle Meraviglie non \u00e8 proprio meraviglioso, ma le cose si fanno sempre pi\u00f9 interessanti, perch\u00e9 ancora pi\u00f9 delle voci del Financial Times e di Antonio Guterres, l&#8217;interesse per la proposta da parte di molti movimenti sociali e dei cittadini in generale \u00e8 in rapida crescita, soprattutto grazie all&#8217;Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) dal titolo &#8220;Istituire Redditi di Base Incondizionati (RBI) in tutta l&#8217;UE&#8221;. Secondo la Commissione Europea, &#8220;un&#8217;Iniziativa dei cittadini europei consente a 1 milione di cittadini di almeno un quarto degli Stati membri dell&#8217;UE di invitare la Commissione Europea a proporre un atto giuridico nei settori in cui la Commissione ha il potere di farlo&#8221;. Se la Commissione riceve a sostegno un milione di firme entro un anno, da almeno sette diversi Stati membri, deve rispondere entro sei mesi. La Commissione pu\u00f2 decidere se seguire o meno la richiesta ma, in ogni caso, \u00e8 tenuta a spiegare le ragioni della sua decisione.<\/p>\n<p>Il 15 aprile 2020 l&#8217;Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) per un reddito di base incondizionato ha consegnato alla Commissione Europea la proposta per l&#8217;introduzione di un reddito di base incondizionato in tutta l&#8217;Unione Europea e l&#8217;iniziativa \u00e8 stata approvata il 15 maggio. Affinch\u00e9 la questione possa essere discussa al Parlamento Europeo, il 25 settembre \u00e8 stata avviata la campagna per raccogliere un milione di firme entro un anno. Ci\u00f2 avviene essenzialmente online (si prega di firmare se siete cittadini dell&#8217;Unione Europea [2] ). Si chiede che il reddito di base sia universale e incondizionato, individuale e di un importo almeno pari alla soglia di povert\u00e0 di ogni Stato membro. In altre parole, la povert\u00e0 sarebbe statisticamente abolita. Per non confondere questa iniziativa con le caricature di destra del reddito di base, l&#8217;ICE afferma chiaramente che il reddito di base incondizionato non sostituir\u00e0 lo Stato sociale, ma lo integrer\u00e0.<\/p>\n<p>Se il reddito di base \u00e8 giunto all&#8217;attenzione di ampi settori sociali, \u00e8 perch\u00e9 la pandemia COVID-19 ha messo a nudo situazioni come quella descritta per la Spagna dal relatore dell&#8217;ONU sull&#8217;estrema povert\u00e0 e i diritti umani, Philip Alston, all&#8217;inizio del 2020:<\/p>\n<p>&#8220;Profonda povert\u00e0 diffusa ed elevata disoccupazione, una crisi abitativa di proporzioni impressionanti, un sistema di protezione sociale totalmente inadeguato che lascia volutamente un gran numero di persone in condizioni di povert\u00e0, un sistema educativo di segregazione sempre pi\u00f9 anacronistico, un sistema fiscale che fornisce molti pi\u00f9 benefici ai ricchi che ai poveri, e una mentalit\u00e0 burocratica radicata in molte parti del governo che privilegia le procedure formali rispetto al benessere delle persone&#8221;.<\/p>\n<p>La povert\u00e0, ha sottolineato Alston, \u00e8 una scelta politica e il peggioramento delle condizioni di vita in Europa per la maggior parte della popolazione non fa che supportare il suo punto di vista. Un&#8217;indagine del Consiglio Europeo delle Relazioni Estere, pubblicata nel maggio 2019, ha rilevato che solo un terzo dei tedeschi e un quarto degli italiani e dei francesi aveva ancora del denaro alla fine del mese, dopo aver sostenuto le spese essenziali. Naturalmente, la pandemia ha solo peggiorato le cose. Il precariato, offrendo lavori intermittenti nell&#8217;economia sommersa e nessuna sicurezza lavorativa, continua a crescere insieme alla disoccupazione, colpendo soprattutto i giovani. Nel luglio 2020 il tasso di disoccupazione giovanile nella zona Euro era del 17,3%, in Spagna quasi del 40%. Tutto ci\u00f2 ha effetti negativi a lungo termine, ad esempio sui tassi di fertilit\u00e0 e sull&#8217;invecchiamento della popolazione. La situazione era gi\u00e0 disastrosa nel 2017 quando, secondo Eurostat, il 22,4% della popolazione dell&#8217;UE era a rischio di povert\u00e0 o di esclusione sociale, definendo &#8220;povert\u00e0&#8221; come povert\u00e0 monetaria, grave deprivazione materiale o bassissima intensit\u00e0 di lavoro in famiglia. I pi\u00f9 colpiti sono le donne, i bambini, i giovani, i disabili, i meno istruiti e i disoccupati, le famiglie monoparentali, le persone che vivono da sole, quelle originarie di un altro paese e, nella maggior parte dell&#8217;Europa, gli abitanti delle zone rurali. La pandemia ha aggravato non solo la povert\u00e0 all&#8217;interno dell&#8217;UE, ma anche le differenze tra i paesi, dove i paesi con i pi\u00f9 bassi aumenti del coefficiente Gini [3] dopo un lockdown di due mesi sono i Paesi Bassi (2,2%), la Norvegia (2,3%) e la Francia (2,3%), mentre Cipro (4,9%), Repubblica Ceca (4,8%), Ungheria (4,7%), Slovenia (4,7%) e Slovacchia (4,6%) mostrano i dati pi\u00f9 alti.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, la pandemia ha reso i miliardari molto pi\u00f9 ricchi, per un totale di 813 miliardi di dollari per i 500 pi\u00f9 ricchi dall&#8217;inizio del 2020. (Time li chiama &#8220;innovatori e disgregatori, artefici della distruzione creativa dell&#8217;economia&#8221;). In Germania, che ha il maggior numero di milionari al mondo, il patrimonio netto degli ultra-ricchi \u00e8 salito a 595,9 miliardi di dollari dai 500,9 di un anno prima, e pi\u00f9 del 12% del loro patrimonio \u00e8 cresciuto nel settore della sanit\u00e0.<\/p>\n<p>Le misure introdotte finora non fanno che aggravare i problemi. Ad esempio, i bonus statali ai cittadini poveri e a basso reddito, che si sono dimostrati tristemente insufficienti in condizioni &#8220;normali&#8221;, sono ingiuriosamente inadeguati nelle condizioni straordinariamente dure della pandemia. Applicare misure ordinarie e inutili in tali circostanze straordinarie serve solo a far sembrare che i governi stiano facendo qualcosa. Le insidie dei sostegni economici statali sono ben note: la trappola della povert\u00e0, i costi amministrativi, la stigmatizzazione e l&#8217;insufficiente copertura in termini di quantit\u00e0 e diffusione. Se ognuno di questi aspetti viene considerato alla luce di ci\u00f2 che un reddito di base pu\u00f2 offrire, i vantaggi di quest&#8217;ultimo sono evidenti.<\/p>\n<p>La trappola della povert\u00e0 \u00e8 un vecchio problema. I bonus statali agiscono come un disincentivo a cercare e impegnarsi in un lavoro remunerato, poich\u00e9 ci\u00f2 significherebbe la perdita parziale o totale dell\u2019incentivo. Al contrario, un reddito di base \u00e8 una base, un punto d&#8217;appoggio solido, e non un tetto, e trovare un lavoro non significherebbe perdere il reddito, in quanto \u00e8 incondizionato. Qui non c&#8217;\u00e8 nessun disincentivo.<\/p>\n<p>I bonus statali hanno costi amministrativi enormi ed estremamente elevati, in rapporto alle poche persone che riescono a riceverli. Condizionalit\u00e0 significa far rispettare ai cosiddetti beneficiari tutta una serie di requisiti di legge e di capricci burocratici (come l&#8217;insistenza sul fatto che le fotocopie delle carte d&#8217;identit\u00e0 siano a colori), ignorando il fatto che la maggior parte dei richiedenti non ha i mezzi per ottenere tutti gli accreditamenti previsti anche quando pu\u00f2 capire il gergo delle istruzioni ufficiali. E una volta concesso il pagamento, i fortunati devono essere monitorati per essere sicuri che sono ancora &#8220;degni&#8221;. In Spagna, dove il 9,1% delle famiglie si trova in una situazione di estrema povert\u00e0, solo 12.789 degli 837.333 richiedenti tra giugno e ottobre del 2020 hanno ottenuto il pagamento. Evidentemente, un reddito di base incondizionato non ha tali costi di condizionalit\u00e0 o selettivit\u00e0. Tutta la popolazione lo riceve.<\/p>\n<p>La stigmatizzazione e l&#8217;umiliazione dei beneficiari del bonifico condizionato, automaticamente etichettati come poveri, malati, perdenti o colpevoli, include domande invasive sulla loro vita privata e persino l&#8217;ispezione delle loro case. Sono trattati come potenziali delinquenti che vogliono truffare lo Stato benevolo, anche quando tutti sanno che i grandi truffatori evitano tasse per centinaia di miliardi grazie ai loro patrimoni offshore non dichiarati. Cos\u00ec, anche l&#8217;ingiustizia \u00e8 integrata nell&#8217;equazione: i poveri sono colpevoli. Poich\u00e9 il reddito di base \u00e8 universale, la stigmatizzazione non \u00e8 pi\u00f9 un fattore. La colpevolizzazione non funziona quando l&#8217;intera popolazione riceve il pagamento. Inoltre, i due problemi della copertura adeguata e della diffusione scompaiono con un reddito di base, poich\u00e9 garantisce a tutti, per definizione, di vivere al di sopra della soglia di povert\u00e0.<\/p>\n<p>Crediamo che l&#8217;interesse dei cittadini per il reddito di base continuer\u00e0 a crescere. L&#8217;ICE \u00e8 una grande pietra miliare in questo processo. Mancano ancora dieci mesi per ottenere il milione di firme necessarie. Nelle prime settimane, la Slovenia ne ha gi\u00e0 raccolto l&#8217;87%, mentre Grecia, Germania, Ungheria e Spagna hanno pi\u00f9 del 25%. \u00c8 ancora presto per prevedere il risultato. Che il milione di firme venga raggiunto o meno, anche il risultato pi\u00f9 modesto sar\u00e0 positivo, poich\u00e9 l&#8217;iniziativa ha coinvolto attivamente migliaia di cittadini dell&#8217;UE nella campagna e ha informato altre migliaia di persone sugli enormi vantaggi economici, sociali e politici offerti da un reddito di base universale. Forse siamo finalmente molto vicini a raggiungerlo. In ogni caso vale la pena provare, data l&#8217;entit\u00e0 della sofferenza provocata dalla povert\u00e0 in Europa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>NOTE DEL TRADUTTORE:<br \/>\n[1] Durante una manifestazione in Svizzera, un camion ha versato 8 milioni di pezzi da cinque centesimi di franchi sulla piazza davanti al parlamento svizzero a Berna, per simboleggiare gli 8 milioni di abitanti del paese. Questa azione ha celebrato la presentazione dell&#8217;iniziativa popolare per un reddito di base incondizionato. <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/generation.grundeinkommen\/\">https:\/\/www.facebook.com\/generation.grundeinkommen\/<\/a><\/p>\n<p>[2] <a href=\"https:\/\/eci.ec.europa.eu\/014\/public\/#\/screen\/home\">https:\/\/eci.ec.europa.eu\/014\/public\/#\/screen\/home<\/a><\/p>\n<p>[3] Il coefficiente di Gini, introdotto dallo statistico italiano Corrado Gini, \u00e8 un indice di concentrazione per misurare la diseguaglianza nella distribuzione del reddito o della ricchezza.<\/p>\n<p>Traduzione dall\u2019inglese di Thomas Schmid. Revisione di Flavia Negozio<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non ci sono precedenti che possano servire come riferimento per la situazione economica e sociale dell&#8217;Europa in questo momento. 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