{"id":1273731,"date":"2021-01-07T18:30:43","date_gmt":"2021-01-07T18:30:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1273731"},"modified":"2021-01-07T19:17:43","modified_gmt":"2021-01-07T19:17:43","slug":"il-caso-assange-un-grido-di-allarme-per-le-democrazie-occidentali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/01\/il-caso-assange-un-grido-di-allarme-per-le-democrazie-occidentali\/","title":{"rendered":"Il caso Assange: un grido di allarme per le democrazie occidentali"},"content":{"rendered":"<p>Luned\u00ec scorso eravamo in molti ad aver riacceso le speranze a seguito dell\u2019inattesa decisione della giudice inglese, Vanessa Baraitser, di non permettere l\u2019estradizione negli USA dell\u2019editore e giornalista australiano, Julian Assange.<\/p>\n<p>Ma la volont\u00e0 di non scagionarlo dalle accuse \u00e8 apparsa chiara gi\u00e0 dalle prime parole della giudice, che attestavano la sua presa di posizione netta a favore degli argomenti dell&#8217;Accusa, attribuendo la decisione di bloccare l\u2019estradizione solo ed esclusivamente ai problemi di salute mentale di Assange e alle condizioni che avrebbe dovuto affrontare negli Stati Uniti, che avrebbero potuto verosimilmente portarlo al suicidio. Sui punti sostanziali del caso &#8211; in cui il governo degli Stati Uniti persegue Assange per 17 capi di imputazione, ai sensi dell&#8217;<em>Espionage Act<\/em> e ai sensi del <em>Computer Fraud and Abuse Act<\/em>, tutto porterebbe a pensare infatti che la giudice avesse espresso il suo verdetto persino prima che le fosse affidato il caso.<\/p>\n<p>La doccia fredda definitiva \u00e8 arrivata ieri, a due giorni dalla decisione della non-estradizione: gli avvocati della Difesa si sono infatti visti rifiutare la richiesta di rilascio su cauzione per il loro assistito, in quanto, dice Baraitser, Assange si darebbe alla fuga prima che gli Stati Uniti abbiano la possibilit\u00e0 di fare appello alla sua decisione di bloccare l\u2019estradizione. La decisione sembra per\u00f2 non tener conto del fatto che Assange si \u00e8 detto disponibile ad indossare un dispositivo di geolocalizzazione durante gli arresti domiciliari e del fatto che \u00e8 ampiamente riconosciuto che il contatto coi propri cari allevierebbe il disagio mentale di cui \u00e8 vittima Assange e che \u00e8 alla base della decisione di luned\u00ec scorso della stessa giudice.<\/p>\n<p>Ieri non sono mancati neppure gli arresti plateali di alcuni storici sostenitori di Assange, tra cui il vecchino ultranovantenne, Eric Levy, che insieme ad altri manifestava pacificamente \u2013 colpevole di non indossare una mascherina &#8211; di fronte alla Magistrates Court di Londra. Perch\u00e9 dovete sapere che il Covid-19 potrebbe uccidere una persona che si trova all\u2019aperto e rispetta le distanze di sicurezza, ma a quanto pare non al chiuso della \u201cGuantanamo britannica\u201d dove \u00e8 dovuto tornare Julian Assange e dove si sono gi\u00e0 ammalate decine tra detenuti e personale e nel quale da quasi 2 anni ad Assange vengono negate le cure mediche pi\u00f9 basilari, pur con una patologia polmonare di lunga data, in regime di carcere duro e persino lasciato al freddo, 24 ore al giorno.<\/p>\n<p>Il recente tweet del giornalista d\u2019inchiesta Glenn Greewald (gi\u00e0 perseguito legalmente in Brasile per motivi non troppo dissimili, seppur per un breve periodo), premio Pulitzer per il suo lavoro giornalistico di pubblica utilit\u00e0, relativamente alle rivelazioni di Edward Snowden, \u00e8 molto schietto riguardo alla decisione della giudice:<\/p>\n<p><em>&#8220;Non ci sono accuse pendenti contro Julian Assange nel Regno Unito. Un giudice britannico ha negato la richiesta degli Stati Uniti di estradarlo, l&#8217;unico luogo dove le accuse sono pendenti. Nonostante ci\u00f2, la giudice ha appena stabilito che deve rimanere incarcerato &#8211; in una prigione di massima sicurezza appestata dal COVID &#8211; mentre gli Stati Uniti fanno appello. Ci\u00f2 mostra quanto sia autoritaria la magistratura britannica. L&#8217;unica cosa di cui gli Stati Uniti si preoccupano \u00e8 tenere rinchiuso Assange in una gabbia, per metterlo a tacere e farlo scomparire. Questo regala loro il migliore degli scenari possibili: rimane in prigione, senza che loro abbiano bisogno di dimostrare che sia colpevole di nulla. \u00c8 un quadro dispotico.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>Intanto Assange, che bisogna ricordarlo, \u00e8 vittima di detenzione arbitraria gi\u00e0 da prima dell\u2019ingresso a Belmarsh, ovvero da oltre 10 anni, non vede la sua famiglia da marzo 2020, in quanto a Belmarsh hanno sospeso le visite dei parenti per la pandemia, aggravata peraltro da una variante inglese del Covid-19, mentre la data del procedimento d&#8217;appello rimane sconosciuta.<\/p>\n<p>La giudice quindi, sembra ignorare il fatto che il rischio per la salute mentale e fisica di Julian Assange sia gi\u00e0 altissimo a Belmarsh e sembra persino dimenticare che \u00e8 stato provato durante le udienze che Assange avrebbe gi\u00e0 rischiato il suicidio durante la detenzione in UK<a href=\"#_edn1\" name=\"_ednref1\">[i]<\/a>, senza bisogno di aspettare l\u2019eventuale estradizione.<\/p>\n<p>Sfortunatamente, questi non sono i soli aspetti che sembrano sfuggire alla giudice e alla gran parte delle istituzioni di cui ci fregiamo nella democratica Europa.<\/p>\n<p>Come infatti gi\u00e0 mesi fa denunciavano centinaia di osservatori legali internazionali (e aveva gi\u00e0 fatto a suo tempo il Consiglio d\u2019Europa e il Relatore Speciale ONU sulla tortura, Nils Melzer<a href=\"#_edn2\" name=\"_ednref2\">[ii]<\/a>), nel caso Assange si profilano inquietanti aspetti di violazione dello stato di diritto, tra cui:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>L\u2019illegalit\u00e0 del processo di estradizione verso gli Stati Uniti: <\/strong>rischio di essere soggetto ad un processo farsa negli Stati Uniti; la natura politica dell\u2019offesa proibisce l\u2019estradizione; rischio di torture ed altri trattamenti o punizioni crudeli, disumani o degradanti negli Stati Uniti.<\/li>\n<li><strong>Le violazioni della libert\u00e0 di stampa e del diritto di sapere<\/strong>: i capi d\u2019accusa 1-17 dell\u2019atto d\u2019accusa portati avanti grazie all\u2019Espionage Act violano la libert\u00e0 d\u2019espressione, la libert\u00e0 di stampa e il diritto di sapere. Queste accuse presentano attivit\u00e0 standard e necessarie del giornalismo investigativo come pratiche criminali. Le pratiche includono indicare la disponibilit\u00e0 nel ricevere informazioni, indicare quali informazioni sono d\u2019interesse, incoraggiare l\u2019approvvigionamento di informazioni, la ricezione di informazioni con lo scopo di pubblicarle ed infine la pubblicazione per l\u2019interesse pubblico. L\u2019estradizione sulla base di questi capi d\u2019accusa metterebbe in serio pericolo la libert\u00e0 di stampa, un pilastro fondamentale nelle democrazie europee come attesta l\u2019Art. 10 del CEDU.<\/li>\n<li><strong>Le violazioni del diritto di non essere torturato, del diritto alla salute e del diritto alla vita<\/strong>: il Relatore dell\u2019ONU sulla tortura ha comunicato e continua a comunicare, sul trattamento riservato al Sig. Assange, come parte del suo mandato presso l\u2019Organizzazione delle Nazioni Unite. Nelle date del 9 e 10 Maggio 2019, il Prof. Melzer insieme a due esperti in medicina, specializzati nell\u2019esaminare potenziali vittime di tortura o altri trattamenti inumani o degradanti, sono andati a visitare Assange nella Prigione di Belmarsh. Il gruppo ha rivelato che Assange mostrava \u201ctutti i sintomi tipici di una prolungata esposizione a tortura psicologica, inclusi casi di stress estremo, ansia cronica e intensi traumi psicologici.\u201d Il Relatore dell\u2019ONU ha concluso che \u201cIl Sig. Assange \u00e8 stato deliberatamente esposto, per un periodo di molti anni, a forme severe di trattamenti o punizioni crudeli, disumani o degradanti in una maniera persistente e progressiva, gli effetti di queste pratiche possono essere descritte solamente come tortura psicologica\u201d.<\/li>\n<li><strong>Le violazioni del diritto a un giusto processo<\/strong>: i conflitti di interesse giudiziari; la disparit\u00e0 delle armi; la negata abilit\u00e0 dell\u2019imputato di seguire propriamente le udienze e di dirigere il suo team legale; il rifiuto nell\u2019affrontare il maltrattamento dell\u2019imputato<a href=\"#_edn3\" name=\"_ednref3\">[iii]<\/a>.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Bisognerebbe parlare poi del motivo per cui un\u2019organizzazione come Wikileaks si \u00e8 resa necessaria e lo \u00e8 tuttora pi\u00f9 che mai. Come illustrato sopra dai legali \u201cLawyersforAssange\u201d la libert\u00e0 di stampa \u00e8 un pilastro fondamentale delle democrazie, in quanto svolge la doppia funzione d\u2019informazione della cittadinanza e quella di controllo del potere costituito. A giudicare dal voltafaccia e dalle calunnie riservati ad Assange per anni dai media mainstream del mondo intero, in seguito tramutatisi in \u201csilenzio stampa\u201d &#8211; lo dico per chi ancora non lo avesse realizzato &#8211; si direbbe invece che sia il potere ad esercitare un controllo sulla stampa, e non viceversa. Si direbbe proprio che nelle nostre \u201cdemocrazie\u201d si possa parlare soltanto della mancata trasparenza e della violazione dei diritti umani dei Paesi che risultano scomodi all\u2019Impero americano: per intenderci, vanno benissimo i vari Wong, Navalny, Zaki, ma guai a parlare dei diritti violati cos\u00ec spudoratamente a casa nostra. Salvo quando parlarne diventa una scelta obbligata<a href=\"#_edn4\" name=\"_ednref4\">[iv]<\/a>.<\/p>\n<p>Chiudo con un recente auspicio diffuso sui social dell\u2019attivista, scrittrice ed ex parlamentare afgana, Malalai Joya:<\/p>\n<p><em>\u201cMentre esprimo la mia pi\u00f9 totale solidariet\u00e0 a Julian Assange, riconosco che c&#8217;\u00e8 ancora molta strada da fare affinch\u00e9 quest\u2019uomo impegnato, difensore degli oppressi, che ha esposto i crimini e gli abomini americani, sia libero dagli imperialisti. La diffusione di notizie (della portata di quelle di Wikileaks, ndr) dimostra che i coloni nemici dell\u2019umanit\u00e0, con la loro enorme macchina da guerra e gli apparati di intelligence, non saranno in grado di imprigionare l&#8217;umanit\u00e0 per sempre.\u201d<a href=\"#_edn5\" name=\"_ednref5\"><strong>[v]<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\">[i]<\/a>Come ha testimoniato il Dott. Michael Kopelman a seguito delle sue visite ad Assange (v. undicesimo giorno: <a href=\"https:\/\/wetooareprotesters.home.blog\/\">https:\/\/wetooareprotesters.home.blog\/<\/a> ).<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref2\" name=\"_edn2\">[ii]<\/a><a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/02\/consiglio-deuropa-julian-assange-deve-essere-rilasciato-e-devessere-vietata-la-sua-estradizione-negli-usa\/\">https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/02\/consiglio-deuropa-julian-assange-deve-essere-rilasciato-e-devessere-vietata-la-sua-estradizione-negli-usa\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ednref3\" name=\"_edn3\">[iii]<\/a><a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/09\/lawyers-for-assange-julian-assange-deve-essere-rilasciato\/\">https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/09\/lawyers-for-assange-julian-assange-deve-essere-rilasciato\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ednref4\" name=\"_edn4\">[iv]<\/a>L\u2019atteggiamento dei media mainstream ha raggiunto nelle ultime ore il parossismo pi\u00f9 totale: d\u2019un tratto, forse per non perdere del tutto la credibilit\u00e0 agli occhi di un pubblico che si affida sempre pi\u00f9 spesso alla cosiddetta \u201ccontroinformazione\u201d, sono tornati a parlare del caso Assange, di cui non hanno parlato affatto per anni o quando lo hanno fatto \u00e8 stato per calunniarlo o quantomeno per insinuare il dubbio che fosse una persona esecrabile.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref5\" name=\"_edn5\">[v]<\/a>Vi ricordo i maggiori (wiki)leaks riguardanti l\u2019Afghanistan: <a href=\"https:\/\/wikileaks.org\/10years\/afghanistan.html\">https:\/\/wikileaks.org\/10years\/afghanistan.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Assange rimane in prigione senza che gli Stati Uniti debbano dimostrare che sia colpevole di qualcosa. 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She travels, studies and works between Europe, Africa, Asia and South America to learn about places, people, experiences and life stories of ordinary people, but above all out of the ordinary. In 2008 she teaches languagesin Salvador (Brazil) as part of a project for social emancipation and intercultural communication. She returns to Italy in 2009 and settles in Milan, where she will graduate in Linguistic and Cultural Mediation and will specialize in Linguistic Mediation towards migrants and asylum seekers. Here she begins activism in various organizations: from the Zeitgeist Movement Italy, to Associazione Societ\u00e0 Sostenibile and Metaeducazione and actively participates in the community garden Coltivando. 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