{"id":1246748,"date":"2020-11-24T14:58:27","date_gmt":"2020-11-24T14:58:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1246748"},"modified":"2020-11-24T15:24:01","modified_gmt":"2020-11-24T15:24:01","slug":"turchia-pandemia-didattica-a-distanza-e-lavoro-minorile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/11\/turchia-pandemia-didattica-a-distanza-e-lavoro-minorile\/","title":{"rendered":"Turchia. Pandemia, didattica a distanza e lavoro minorile"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">In Turchia dall\u2019inizio della pandemia covid-19 a oggi sono stati riscontrati circa 500 mila persone positive e purtroppo circa 13 mila decessi. Il paese \u00e8 stato colpito dalla seconda ondata, come in tutto il mondo, all\u2019inizio del mese di novembre. Il governo centrale a met\u00e0 novembre ha perci\u00f2 deciso di rafforzare le restrizioni con l\u2019obiettivo di limitare i danni della pandemia.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Tra le misure prese ci sono delle limitazioni in merito al diritto alla libera circolazione per coloro che hanno pi\u00f9 di 65 anni e meno di 20 anni, a meno che non facciano parte del sistema produttivo. Inoltre la didattica a distanza \u00e8 entrata di nuovo a pieno regime fino a fine anno.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Analizzando i dati e seguendo i risultati, la didattica a distanza e i lavoratori minorenni sembrano siano state due importanti questioni sorte in questo periodo di emergenza sanitaria.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Didattica a distanza<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il principale sindacato dei lavoratori della scuola e dell\u2019universit\u00e0, Egitim-Sen, nel mese di settembre ha pubblicato una relazione dettagliata per attirare l\u2019attenzione sui problemi emersi nell\u2019esperienza della didattica a distanza.<\/span><\/p>\n<p><b>L\u2019impatto delle differenze economiche<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In cima alla lista troviamo una serie di problemi legati alla presenza evidente delle disuguaglianze economiche tra le persone in Turchia. Secondo l\u2019Egitim-Sen, per via della mancanza di strumenti tecnologici a casa oppure a causa dell\u2019assenza di una connessione internet in certe zone, la partecipazione alla didattica a distanza scende al 15%. Nel sondaggio realizzato dall\u2019Universit\u00e0 di Ankara invece circa il 65% degli studenti trova inefficace il sistema e soltanto l\u201911% dichiara di seguire i corsi senza interruzione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ilker Ak\u00e7asoy, esperto di formazione, sostiene che le barriere che devono affrontare gli studenti sono numerose: \u201cIn questo paese esistono dei ragazzi che non hanno il turco come lingua madre. In svariati casi anche in famiglia non hanno nessun membro che sappia parlare in turco. Si aggiungono a questa situazione numerosi problemi logistici e cos\u00ec ci troviamo di fronte a un livello di partecipazione notevolmente basso\u201d.<\/span><\/p>\n<p><b>Problemi legati all\u2019infrastruttura<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La Turchia \u00e8 nella 54esima posizione nel mondo per la velocit\u00e0 della connessione Internet, con una popolazione molto giovane che supera gli 80 milioni. Forse il caso di Aziz Serin \u00e8 un ottimo esempio per comprendere la situazione. Il 29 settembre, per prendere meglio il segnale della rete, quest\u2019insegnante delle superiori nella citt\u00e0 di Maras \u00e8 dovuto salire su una collina, ma il suo cuore non \u00e8 riuscito a sostenere un tale sforzo fisico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Secondo il sindacato Egitim-Sen nel sistema statale per la didattica a distanza sono stati fatti diversi errori gestionali e riguardo alle infrastrutture. Infatti il sistema utilizzato dalle scuole pubbliche, l&#8217;EBA, \u00e8 stato al centro di non poche lamentele a causa della sua instabilit\u00e0 o funzionalit\u00e0 limitata.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cPer diverse materie ci sono pochi contenuti e per alcune materie, come per le lingue straniere, i materiali didattici sono inesistenti. Le classi virtuali arrivano a comprendere circa 100 studenti contemporaneamente. Materie come musica, arte e sport non vengono prese in considerazione. L\u2019interattivit\u00e0 \u00e8 quasi inesistente. Essendo la frequenza non obbligatoria, diventa difficile anche fare una valutazione individuale corretta\u201d. Queste sono alcune considerazioni presenti nella relazione del sindacato in merito alla funzionalit\u00e0 del sistema utilizzato.<\/span><\/p>\n<p><b>Didattica a distanza improvvisata<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ak\u00e7asoy evidenzia altri due punti fondamentali. \u201cSenz\u2019altro la didattica in presenza \u00e8 quella pi\u00f9 efficace. In diversi sondaggi gli insegnanti confermano che il sistema attuale non \u00e8 produttivo. Anche se ormai sono circa 7 mesi che si va avanti con questo sistema, il governo non si \u00e8 mai consultato con i sindacati, oppure con un gruppo di esperti in materia. Inoltre il governo centrale non ha fatto il necessario per agevolare la didattica in presenza. Igienizzanti, mascherine e strumenti per misurare la febbre scarseggiano e non sono stati assunti nuovi dipendenti per occuparsi di queste misure .<\/span><\/p>\n<p><b>La vita delle studentesse\u00a0<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Secondo Ak\u00e7asoy, le donne e le bambine sono le prime ad aver patito per questo sistema disfunzionante. \u201cIn alcune citt\u00e0, per le studentesse andare fisicamente all\u2019universit\u00e0, magari in un\u2019altra citt\u00e0, era l\u2019unica soluzione per liberarsi dalla pressione della famiglia. Oggi le ragazze e le donne impossibilitate ad andare a scuola o all\u2019universit\u00e0 si trovano con l\u2019obbligo di sobbarcarsi i lavori domestici e fare i conti con le regole e aspettative della famiglia d\u2019origine\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In alcuni incontri pubblici organizzati dal sindacato Egitim-Sen sorge un altro problema legato alla vita delle donne insegnanti e professoresse. \u201cCi si aspetta che gli insegnanti e i professori svolgano in 20 minuti una lezione da 1 ora. Inoltre \u00e8 severamente raccomandato non fare esami, ma preparare compiti. A causa del mal funzionamento del sistema gli insegnanti ricevono moltissime proteste via mail, alle quali devono rispondere. A tutto questo aggiungiamo il fatto che le donne sono spesso obbligate a badare ai genitori o ai suoceri in casa, soprattutto se malati di coronavirus. Dunque le donne che lavorano nel sistema d\u2019istruzione sono rinchiuse a casa e sono sfinite\u201d.<\/span><\/p>\n<p><b>Un sistema scolastico non uguale per tutti<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Secondo Ilker Ak\u00e7asoy i problemi che sorgono nell\u2019attuale sistema di didattica a distanza sono legati anche alle politiche attuate da parecchi anni nel campo dell&#8217;istruzione. \u201cIl Ministro dell\u2019Istruzione spende circa il 70% del suo budget per gli stipendi del personale. Gli investimenti sulle infrastrutture sono sempre pochi. Dunque gli studenti, non solo quelli fuori sede, devono sempre fare i conti con i problemi legati ad alloggio, vitto, trasporto e ora igiene e materiali tecnologici. Inoltre le riforme scolastiche fatte in questi anni obbligano i figli delle famiglie povere a seguire le scuole professionali, religiose oppure quelle senza obbligo di frequenza. Tutto questo fa s\u00ec che ragazzi e giovani siano obbligati a lavorare\u201d. Mentre per le famiglie benestanti esistono le scuole semi o totalmente private, per quelle povere lo Stato offre solo soluzioni per diventare dei giovani operai.<\/span><\/p>\n<p><b>Esempi di solidariet\u00e0<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Con l\u2019obiettivo di affrontare la lentezza della rete Internet i sindaci della citt\u00e0 di Ankara e Istanbul hanno avviato delle iniziative locali.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il sindaco di Ankara, Mansur Yavas, ha annunciato l\u2019inizio dei lavori per portare la connessione Internet gratuita in 45 giorni in 928 piccoli centri abitati intorno alla capitale.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ekrem Imamoglu, sindaco di Istanbul, ha stanziato un extra budget per gli studenti universitari impossibilitati ad acquistare i mezzi tecnologici necessari per seguire la didattica a distanza. La citt\u00e0 ha promesso di sostenere circa 30mila studenti in diverse modalit\u00e0. Tra le soluzioni immediate proposte dal Comune c\u2019\u00e8 stata anche quella di aumentare il limite di connessione Internet da 5 a 150gb al mese per ogni studente presso le biblioteche comunali.<\/span><\/p>\n<p><b>E i bambini che non studiano?<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Tutte queste misure ovviamente sono previste per i minorenni che hanno la possibilit\u00e0 di seguire il sistema scolastico. Invece per i 720 mila lavoratori minorenni la situazione \u00e8 diversa (dati ufficiali del 2019). Circa il 36% di questi hanno meno di 15 anni, quindi secondo la legge non dovrebbero lavorare.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La didattica a distanza non \u00e8 obbligatoria e il coprifuoco messo in vigore in 2 periodi diversi non riguardava i lavoratori con meno di 20 anni. Quindi <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">the show must go on<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">. Infine l\u2019ha detto anche il Presidente della Repubblica: \u201cMisure severe, ma senza interrompere il sistema produttivo\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Secondo un sondaggio diffuso dal giornalista Baris Soydan del portale di notizie T24, circa il 35% dei minorenni lavora affinch\u00e9 la famiglia possa arrivare alla fine del mese.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La dispersione scolastica e l\u2019obbligo di lavorare colpiscono soprattutto, con numeri molto alti, i minorenni rifugiati in Turchia. Quattro bambini siriani su dieci sono fuori dal sistema scolastico, quindi la dispersione \u00e8 del 40%. Sono circa 650 mila bambini su 1.623.000 minorenni siriani. Secondo i dati dell\u2019Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), circa il 66% dei ragazzi siriani con meno di 15 anni lavora, ossia quasi 130 mila. La maggior parte (il 48%) lavora nel settore della produzione industriale ed \u00e8 esposta a notevoli rischi, come prodotti chimici velenosi e scarse misure di sicurezza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ovviamente questo numero ingente di minorenni lavoratori rappresenta un\u2019energia economica non da poco. In numerosi casi questi ragazzi sono l\u2019unica fonte di reddito per le famiglie. Le restrizioni nell\u2019ambito della lotta contro la pandemia e la chiusura dei posti di lavoro hanno fatto s\u00ec che queste famiglie venissero spinte ai margini della povert\u00e0 estrema. Per rispondere a questo problema non \u00e8 previsto nessun compenso, dato che la maggior parte di questi lavoratori minorenni per la legge non esiste.<\/span><\/p>\n<p><b>Libert\u00e0 di espressione<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Un tema caldo e sempre attuale in Turchia \u00e8 quello della libert\u00e0 di espressione. Sembra che con la didattica e distanza sia tornato ancora una volta al centro dell\u2019attenzione. Secondo il sindacato dei lavoratori dell\u2019istruzione, Egitim-Sen, il sistema statale utilizzato dalle scuole scolastiche, l&#8217;EBA, ha diversi problemi legati alla sicurezza dei dati personali. Inoltre gli insegnanti non sono sereni e non si sentono sicuri nell\u2019utilizzo di questo sistema perch\u00e9 tutte le lezioni vengono registrate, per poter essere visionate successivamente dagli studenti. Dunque le dichiarazioni e le idee espresse dagli insegnanti potrebbe essere utilizzate contro di loro in un secondo momento. Cos\u00ec, secondo Egitim-Sen, la didattica a distanza potrebbe contribuire all\u2019autocensura degli insegnanti in Turchia.\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Turchia dall\u2019inizio della pandemia covid-19 a oggi sono stati riscontrati circa 500 mila persone positive e purtroppo circa 13 mila decessi. 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