{"id":123833,"date":"2014-08-05T15:35:35","date_gmt":"2014-08-05T14:35:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=123833"},"modified":"2014-08-05T15:35:35","modified_gmt":"2014-08-05T14:35:35","slug":"amnesty-presenta-immagini-crimini-guerra-parte-dellesercito-nigeriano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/08\/amnesty-presenta-immagini-crimini-guerra-parte-dellesercito-nigeriano\/","title":{"rendered":"Amnesty presenta immagini di crimini di guerra da parte dell&#8217;esercito nigeriano"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" alt=\"\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/3\/3d\/Ni-map.png\" width=\"331\" height=\"352\" \/><\/p>\n<p>Immagini filmate, fotografie e testimonianze terribili raccolte da Amnesty International durante una recente missione nello stato di Borno costituiscono nuove prove dei crimini di guerra \u2013 tra cui esecuzioni extragiudiziali e altre gravi violazioni dei diritti umani \u2013 commesse dall\u2019esercito durante i combattimenti sempre pi\u00f9 violenti in corso nel nord-est della Nigeria contro Boko Haram e altri gruppi armati.<\/p>\n<p>Le prove raccolte da Amnesty International comprendono immagini di detenuti sgozzati uno a uno e poi gettati in fosse comuni da uomini che paiono appartenere all\u2019esercito nigeriano e alla Task force civile congiunta (Cjtf), una milizia armata dallo stato. Le prove raccontano inoltre le conseguenze di un attacco di Boko Haram in un villaggio, durante il quale furono uccise circa 100 persone e furono distrutte o gravemente danneggiate case e altre strutture.<\/p>\n<p>\u201cLe prove che abbiamo raccolto costituiscono un\u2019ulteriore conferma degli agghiaccianti crimini cui si lasciano andare tutte le parti in conflitto. I nigeriani meritano di meglio. Cosa si pu\u00f2 dire quando dei soldati commettono azioni che lasciano senza parole e le registrano in un filmato?\u201d \u2013 ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International.<\/p>\n<p>\u201cQueste non sono le immagini che ci aspettiamo da un governo che pretende di avere un ruolo guida in Africa. Queste prove terribili sono rafforzate dalle numerose testimonianze che abbiamo raccolto, che lasciano intendere che l\u2019esercito e la Cjtf compiano regolarmente esecuzioni extragiudiziali.<\/p>\n<p>Dall\u2019inizio dell\u2019anno, oltre 4000 persone sono state uccise nel corso del conflitto tra l\u2019esercito nigeriano e Boko Haram, tra cui oltre 600 vittime di esecuzioni extragiudiziali seguite all\u2019attacco alla base militare di Giwa, a Maiduguri, il 14 marzo.<\/p>\n<p>Negli ultimi mesi, il conflitto si \u00e8 intensificato, estendendosi a citt\u00e0 e villaggi della Nigeria nordorientale che ora si trovano sulla linea del fronte. A giugno, Damboa (stato di Borno) \u00e8 diventata la prima citt\u00e0 a finire sotto il controllo di Boko Haram da quando il presidente Jonathan Goodluck, nel maggio 2013, ha dichiarato lo stato d\u2019emergenza.<\/p>\n<p>La mano dura dell\u2019esercito ha prodotto drammatiche conseguenze anche nello stato di Kaduna. A luglio, 12 appartenenti a una setta a maggioranza sciita diretta dallo sceicco El Zakzaky sono stati uccisi dopo essere stati arrestati per aver preso a una protesta pacifica, nella quale erano stati gi\u00e0 uccisi 21 manifestanti, tra cui due bambini, quando l\u2019esercito ha aperto il fuoco sulla folla.<\/p>\n<p>Amnesty International chiede alle autorit\u00e0 nigeriane di assicurare che l\u2019esercito cessi di violare il diritto internazionale dei diritti umani e il diritto internazionale umanitario. Tutte le denunce di esecuzioni extragiudiziali e di altri crimini di guerra e gravi violazioni dei diritti umani devono essere indagate immediatamente, in modo approfondito, indipendente e imparziale e i responsabili, lungo tutta la catena di comando, devono essere portati di fronte alla giustizia.<\/p>\n<p>\u201cBoko Haram e altri gruppi armati sono responsabili di un notevole numero di crimini atroci, come il rapimento delle studentesse di Chibok oltre tre mesi fa. Ma si presume che il ruolo dell\u2019esercito sia quello di proteggere la popolazione, non di commettere ulteriori abusi. Lo stato d\u2019emergenza non deve generare uno stato di assenza della legge. Purtroppo le stesse comunit\u00e0 sono terrorizzate sia da Boko Haram che dall\u2019esercito nigeriano\u201d \u2013 ha concluso Shetty.<\/p>\n<p><strong>Orrende esecuzioni extragiudiziali<\/strong><br \/>\nLe immagini ottenute da Amnesty International comprendono un terribile episodio accaduto nei pressi di Maiduguri, la capitale dello stato di Borno, il 14 marzo 2014. Mostra uomini che paiono appartenere all\u2019esercito e alla Cjtf tagliare la gola con un coltello a una serie di detenuti, prima di gettarli in una fossa.<\/p>\n<p>Il video mostra 16 giovani seduti allineati l\u2019uno affianco all\u2019altro. Vengono chiamati, uno per uno, fatti inginocchiare e di fronte alla fossa. Cinque vengono sgozzati. Le immagini non mostrano cosa sia accaduto agli altri, ma secondo testimonianze oculari, altri nove hanno subito la stessa sorte e gli ultimi rimasti sono stati fucilati.<\/p>\n<p>Ulteriori immagini girate prima delle esecuzioni mostrano alcuni dei responsabili e due detenuti che scavano una fossa sotto la minaccia delle armi. A uno di loro viene ordinato di sdraiarsi, mani e piedi bloccati da uomini che sembrano membri della Cjtf. Colui che appare il comandante mette il suo piede destro sull\u2019uomo a terra, prende il coltello, lo bacia e urla \u201cDie hard Commando\u201d per poi tagliare la gola all\u2019uomo. Gli altri intorno urlano \u201cSi, capo, uccidilo!\u201d<\/p>\n<p>Amnesty International ha parlato con numerose fonti militari che, in modo indipendente l\u2019una dall\u2019altra, hanno confermato che gli uomini armati ripresi nel video facevano parte dell\u2019esercito; secondo due fonti credibili, avrebbero potuto appartenere al Battaglione 81, di stanza nello stato di Borno.<\/p>\n<p>Nel video non compaiono edifici, strade o altre infrastrutture ma il rumore di sottofondo indica che la scena si svolge nei pressi di una strada. Diversi uomini armati indossano uniformi militari. Su una compare la scritta \u201cBorno State Operation Flush\u201d mentre su un fucile \u00e8 chiaramente leggibile la matricola 81BN\/SP\/407. Secondo fonti militari, quel fucile appartiene all\u2019unit\u00e0 d\u2019appoggio del Battaglione 81.<\/p>\n<p>Ulteriori testimoni hanno confermato ad Amnesty International che il video \u00e8 stato girato il 14 marzo 2014, il giorno in cui Boko Haram ha attaccato la base militare di Giwa, al cui interno opera un centro di detenzione. Boko Haram ha liberato i suoi uomini e ha detto agli altri detenuti di aggiungersi alle sue fila o tornarsene a casa. Dopo che Boko Haram ha lasciato la citt\u00e0, oltre 600 persone \u2013 per lo pi\u00f9 evase e nuovamente catturate \u2013 sono state vittime di esecuzioni extragiudiziali in vari luoghi intorno a Maiduguri.<\/p>\n<p>I detenuti ripresi nel video erano stati riarrestati dalla Cjtf a Giddari Polo, nei pressi della base militare di Giwa. Altre fonti hanno confermato che altri evasi sono stati consegnati ai militari e fucilati. I militari hanno preso i detenuti morti e altri ancora vivi e li hanno portati in una localit\u00e0 all\u2019esterno di Maiduguri, nei pressi di Giddari, dove sono avvenute le esecuzioni riprese dalla videocamera.<\/p>\n<p>Sempre nel marzo 2014, sulla sola base delle testimonianze ricevute e ancora in assenza d\u2019immagini, Amnesty International aveva gi\u00e0 denunciato l\u2019episodio alle autorit\u00e0 nigeriane, chiedendo un\u2019indagine indipendente. Il procuratore generale federale e il ministro della Giustizia avevano risposto dichiarando che il governo aveva istituito una commissione d\u2019inchiesta, sui cui lavori o sulle cui conclusioni non vi \u00e8 pi\u00f9 stata alcuna informazione. Il capo di stato maggiore della Difesa e il ministro degli Affari esteri hanno negato qualsiasi coinvolgimento dell\u2019esercito.<\/p>\n<p><strong>Rastrellamenti militari a Bama<\/strong><br \/>\nAltre immagini ottenute da Amnesty International hanno rivelato gravi violazioni commesse a Bama, 70 chilometri a sud-est di Maiduguri.<\/p>\n<p>Quella di Bama \u00e8 una delle comunit\u00e0 che \u00e8 stata al centro della violenza degli ultimi due anni: colpita dai raid armati di Boko Haram e, almeno due volte, presa di mira dall\u2019esercito nigeriano che ha eseguito arresti in massa di persone sospettare di simpatizzare per il gruppo armato.<\/p>\n<p>Gli abitanti hanno riferito ad Amnesty International di un\u2019operazione di \u201cfiltro\u201d avvenuta il 23 luglio 2013, quando decine di uomini dell\u2019esercito e della Cjtf si sono presentati alle 11 di mattina al mercato centrale obbligando tutti gli uomini adulti a radunarsi in un unico punto e a denudarsi.<\/p>\n<p>Secondo i testimoni oculari, gli uomini sono stati messi in fila ed \u00e8 stato ordinato loro di chiudere gli occhi. Un uomo seduto in un veicolo ha iniziato a fare cenni a destra e a sinistra: 200 uomini a destra innocenti, 35 uomini a sinistra sospettati di essere membri di Boko Haram.<\/p>\n<p>Le immagini filmate ottenute e le testimonianze raccolte da Amnesty International raccontano cos\u2019\u00e8 avvenuto dopo. I militari e i miliziani della Cjtf hanno ordinato ai 35 uomini a sinistra di sdraiarsi e poi li hanno picchiati con bastoni e machete. Uno dei militari urlava: \u201cLi dovete picchiate fino a farli morire questi, sono di Boko Haram\u201d. Tra colpi di fucile in aria per celebrare l\u2019evento, i 35 uomini sono stati fatti salire su un furgone e portati alla base militare di Bama.<\/p>\n<p>Alcuni giorni dopo, il pomeriggio del 29 luglio, i soldati hanno prelevato i 35 prigionieri e li hanno riportati alla loro comunit\u00e0. Una volta giunti sul posto, li hanno fucilati e gettati in una fossa. Un abitante ha riferito di aver udito colpi di fucile dalle 14 fino a sera, quando l\u2019ultimo prigioniero \u00e8 stato ucciso e i corpi sono stati abbandonati in varie parti della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Un parente di una delle vittime ha raccontato ad Amnesty International: \u201cSapevamo che erano stati uccisi, ci siamo messi a cercarli ovunque. Abbiamo trovato il nostro parente vicino al ponte di Bama, insieme ad altri quatto corpi. Lui aveva un foro di proiettile al petto, indossava solo i pantaloni. Lo abbiamo sepolto senza certificato di morte, l\u2019ospedale di Bama non funziona e non c\u2019\u00e8 un posto dove presentare una denuncia. I movimenti in citt\u00e0 sono limitati\u201d.<\/p>\n<p>Un attacco mortale di Boko Haram<br \/>\nCome molte altre comunit\u00e0 della Nigeria nordorientale, quella di Bama vive sotto la costante minaccia degli attacchi di Boko Haram. In alcuni casi, si ritiene che questi attacchi siano condotti in rappresaglia per il presunto appoggio della popolazione all\u2019esercito. La maggior parte di queste azioni incontra ben poca resistenza da parte delle forze armate.<\/p>\n<p>L\u2019attacco pi\u00f9 mortale nei confronti della comunit\u00e0 di Bama \u00e8 avvenuto la mattina del 19 febbraio 2014, con almeno 100 morti e oltre 200 feriti, quando gli uomini di Boko Haram con granate e ordigni improvvisati hanno distrutto ampie parti della citt\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cHanno potuto agire per un giorno intero, uccidendo, incendiando e distruggendo\u201d \u2013 ha dichiarato un sopravvissuto ad Amnesty International.<\/p>\n<p>Le immagini riprese dopo l\u2019attacco mostrano ci\u00f2 che resta di numerose automobili ed edifici, compreso l\u2019ultimo piano del palazzo dell\u2019emiro locale. Testimoni oculari hanno riferito ad Amnesty International che scuole e uffici amministrativi sono stati incendiati e oltre 100 automobili sono state distrutte.<\/p>\n<p>Nel corso del 2014, Amnesty International lancer\u00e0 un rapporto sugli abusi e le violazioni del diritto internazionale umanitario ad opera di Boko Haram e dell\u2019esercito nigeriano nel nord-est del paese, sempre pi\u00f9 affetto da una ingente crisi umanitaria.<\/p>\n<p>Ulteriori informazioni<\/p>\n<p>Alcune delle immagini sono disponibili al link:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=GA7SIbvEO64&amp;feature=youtu.be\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=GA7SIbvEO64&amp;feature=youtu.be<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Immagini filmate, fotografie e testimonianze terribili raccolte da Amnesty International durante una recente missione nello stato di Borno costituiscono nuove prove dei crimini di guerra \u2013 tra cui esecuzioni extragiudiziali e altre gravi violazioni dei 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