{"id":1218394,"date":"2020-10-16T13:48:48","date_gmt":"2020-10-16T12:48:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1218394"},"modified":"2020-10-20T11:52:24","modified_gmt":"2020-10-20T10:52:24","slug":"modello-di-sviluppo-e-protezione-della-specie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/10\/modello-di-sviluppo-e-protezione-della-specie\/","title":{"rendered":"Modello di sviluppo e protezione della specie"},"content":{"rendered":"<p>La zecca non ha il nostro apparato sensoriale. Concepisce il mondo attraverso il calore (sangue dell\u2019ospite) o l\u2019assenza di calore.<\/p>\n<p>Noi pensiamo di essere organismi evoluti in grado di avvicinarsi, tramite la scienza, all\u2019oggettivit\u00e0 delle cose.<\/p>\n<p>Ci concentriamo poco sul fatto che il mondo che indaghiamo \u00e8 il mondo che noi stessi produciamo.<\/p>\n<p>La zecca ha la \u201cconsapevolezza\u201d di un mondo fatto di calore e non calore.<\/p>\n<p>Non immagina che esiste un mondo pieno di colori, direbbe l\u2019uomo.<\/p>\n<p>Peccato che l\u2019uomo si sbagli tanto quanto la zecca. Semplicemente perch\u00e9 i colori non esistono.<\/p>\n<p>Sono interpretazioni che il nostro cervello d\u00e0 a determinati impulsi elettromagnetici.<\/p>\n<p>Sono soltanto delle microonde che colpiscono i milioni di cellule presenti nella nostra retina e che trasmettono un segnale al cervello che viene interpretato come luce e colori.<\/p>\n<p>Un organismo diversamente evoluto rispetto all\u2019uomo, probabilmente non vedrebbe i colori, ma coglierebbe dell\u2019altro, diverso dal colore. Noi sappiamo, e possiamo indagare, soltanto ci\u00f2 che produciamo quale rappresentazione del mondo che soddisfi alle esigenze della specie.<\/p>\n<p>Non siamo particolari esseri evoluti al centro di un universo che solo noi possiamo esplorare.<\/p>\n<p>Certamente siamo speciali. Speciali nel senso di attributo di specie.<\/p>\n<p>Come lo \u00e8 la zecca e qualsiasi altro essere vivente.<\/p>\n<p>La zecca ha bisogno di succhiare del sangue tiepido (che per noi \u00e8 sangue e tiepido ma chiss\u00e0 cosa sar\u00e0 per la zecca), mentre l\u2019uomo ha bisogno, tra le tante altre cose, anche di scrivere una poesia sui colori di un tramonto che, nella sua realt\u00e0 esistono, ma che per vederli ci vuole un occhio e un cervello ben specifici, esattamente come quello di cui \u00e8 dotato l\u2019essere umano.<\/p>\n<p>La supponenza della ricerca dell\u2019oggettivit\u00e0 \u00e8 il grande fardello che l\u2019uomo continua a trascinare con se\u2019 sin dai tempi dei filosofi presocratici o di qualche altro filosofo ancora precedente ad essi.<\/p>\n<p>Se si ricerca l\u2019oggettivit\u00e0 si presuppone che essa esista.<\/p>\n<p>Si tratta dell\u2019oggettivit\u00e0 della zecca, di quella dell\u2019uomo o di quella di un\u2019altra ipotetica creatura diversamente evoluta, non dotata di occhi e cervello?<\/p>\n<p>La ricerca dell\u2019oggettivit\u00e0 sembra produrre risultati simili alla ricerca della perfezione, che \u00e8 nemica del bene e del buono\u2026. Cerco di spiegarmi\u2026<\/p>\n<p>Se ci liberassimo della ricerca dell\u2019oggettivit\u00e0, e facessimo un bagno di umilt\u00e0, potremmo, a mio avviso, volgere l\u2019attenzione da un\u2019altra parte.<\/p>\n<p>Ammettere che non sappiamo nulla, che non abbiamo mai saputo nulla e che non sapremo mai nulla sulla realt\u00e0 oggettiva che ci circonda, sarebbe un primo passo per poter aprire delle porte che finora abbiamo lasciato chiuse.<\/p>\n<p>Non \u00e8 operazione semplice, la nostra mente potrebbe opporsi a questo bagno di umilt\u00e0.<\/p>\n<p>In tal caso \u00e8 consigliabile aiutarla con esempi storici: tutte le nostre ricerche e scoperte verranno confutate tra 100 o 10.000 anni suscitando, probabilmente, anche ilarit\u00e0 o sorrisi di benevolenza tra i nostri successori. Esattamente come succede a noi quando leggiamo qualche testo di interpretazione del mondo del passato. Nulla della cosiddetta oggettivit\u00e0 delle indagini \u00e8 sopravvissuto: ne\u2019 l\u2019esistenza degli dei, ne\u2019 le concezioni tolemaiche, ed ora assistiamo al confliggere della teoria della relativit\u00e0 con quella quantistica, prodromo di una transizione verso una diversa interpretazione della realt\u00e0. Ogni teoria stravolge e annulla tutte le conoscenze precedenti proponendo una chiave di lettura nuova.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 conduce ad una conseguenza ancor pi\u00f9 irritante e fastidiosa.<\/p>\n<p>L\u2019ammissione che non sappiamo perch\u00e9 ci troviamo qui, e che non lo sapremo mai. Riuscire, serenamente, ad ammettere questo con noi stessi ci aiuterebbe ad impadronirci di quelle chiavi di accesso finora negate.<\/p>\n<p>Se riusciamo ad accettare questo, cio\u00e8 se siamo dotati della sufficiente libert\u00e0 per poterci permettere di dirci che non sappiamo nulla e non sappiamo cosa ci facciamo qui, allora possiamo liberarci del fardello di cui parlavo e sentirsi pi\u00f9 leggeri.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 leggeri per andar dove? Per fare cosa?<\/p>\n<p>Semplicemente per poter individuare non ci\u00f2 che \u00e8 (per natura sfuggevole) ma ci\u00f2 che conta.<\/p>\n<p>Avvertire, sentire, comprendere che non funziona ci\u00f2 che \u00e8 scientificamente dimostrato ma funziona ci\u00f2 che ci fa sentire meglio.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che ci fa stare meglio con noi stessi.<\/p>\n<p>(Se poi dovesse essere anche scientificamente provato, meglio, ma non \u00e8 necessario in quanto il nostro benessere non necessita di validazione).<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che realmente ci appartiene in questo mondo \u00e8 soltanto una semplice domanda: sto bene?<\/p>\n<p>Poi questa domanda pu\u00f2 essere declinata in mille modi a seconda delle credenze di ognuno: sono felice? Sono sereno? Sono in connessione con il mio Dio? Con le energie cosmiche? Con i miei fratelli?<\/p>\n<p>Poco importa la credenza di ogni singolo individuo ma il comune denominatore \u00e8 sempre lo stesso: sto bene?<\/p>\n<p>Ora vi chiedo pazientemente di seguirmi nella parte finale delle mie considerazioni.<\/p>\n<p>Se volessimo declinare sul piano collettivo questa domanda cosa accadrebbe?<\/p>\n<p>Proviamo.<\/p>\n<p>Stiamo bene?<\/p>\n<p>Limitiamo il campo della risposta al solo piano della salute e delle malattie non trasmissibili.<\/p>\n<p>La risposta \u00e8 no.<\/p>\n<p>Mai, come in passato, la nostra civilt\u00e0 ha vissuto una pandemia come quella attuale. Mai.<\/p>\n<p>Decine di milioni di persone muoiono ogni anno, in fasce di et\u00e0 sempre pi\u00f9 basse, di cancro, ipertensione, problemi cardiaci, diabete, malattie autoimmunitarie, malattie croniche. E ci si ammala sempre pi\u00f9 frequente di malattie psichiatriche, depressione, attacchi di panico.<\/p>\n<p>Nessuna differenza tra Paesi ricchi e Paesi poveri.<\/p>\n<p>Decine di milioni di persone ogni anno muoiono, sempre pi\u00f9 giovani, di malattie inesistenti 200 anni fa. Spesso dopo atroci sofferenze vissute all\u2019interno del contesto familiare, privato, intimo.<\/p>\n<p>Me ne accorgo solo io di questa pandemia? Mi accorgo soltanto io di tutto questo dolore che viene spezzettato, atomizzato, reso quasi segreto, vissuto dal singolo e dai propri cari in solitudine e in completa accettazione? Come se non si trattasse di una pandemia provocata dall\u2019uomo stesso ma si trattasse di una maledizione del destino che fa sentire i singoli vittime e talvolta colpevoli come si sentiva lo storpio in epoche passate. Come se chi si ammala avesse torto in qualche modo.<\/p>\n<p>Mi accorgo soltanto io del fallimento nel nostro modello di sviluppo che ha condotto a questa situazione ormai insostenibile? E del fallimento delle istituzioni deputate alla protezione della salute umana?<\/p>\n<p>Mi si potrebbe obiettare una cosa molto semplice.<\/p>\n<p>Dipende da che punto guardi la cosa.<\/p>\n<p>Se la guardi dal punto di vista della ricchezza e del potere delle lobbies economiche, il modello di sviluppo non \u00e8 un fallimento.<\/p>\n<p>Anzi, i gruppi di potere non sono mai stati cos\u00ec ricchi, potenti e prosperi e non hanno mai utilizzato strumenti cos\u00ec sofisticati di manipolazione delle masse.<\/p>\n<p>E poi mi si potrebbe obiettare anche che questo modello di sviluppo sta accompagnando le masse verso una virtualizzazione della realt\u00e0 e all\u2019interno di questa nuova realt\u00e0 sempre pi\u00f9 virtuale trover\u00f2 un sacco di gente, probabilmente la maggioranza, che asserir\u00e0 di stare bene.<\/p>\n<p>E quindi tutto il mio discorso non tiene, perch\u00e9 i ricchi e potenti e la maggioranza del popolo mi d\u00e0 torto. Ed accetto queste contestazioni perch\u00e9 nessuno pu\u00f2 fare da arbitro in questa disputa e decidere chi ha torto e chi ha ragione.<\/p>\n<p>E poi \u00e8 vero.<\/p>\n<p>I ricchi sono sempre pi\u00f9 ricchi e potenti, quindi loro hanno ragione. Il modello di sviluppo per loro funziona.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra parte, dalla parte di chi ricco non \u00e8, vediamo le persone assistere alla sofferenza e alla morte di amici e parenti, di cancro o altre malattie determinate da questo modello di sviluppo imposto, vedono i loro cari perdere il loro lavoro, si accorgono di non vedere pi\u00f9 sorrisi nelle persone che incontrano per strada ma, dentro al loro cellulare, trovano il loro mondo compensativo. Forse non stanno bene ma trovano un loro personale conforto. Un equilibrio.<\/p>\n<p>Dunque tutto questo percorso mi porta ad aver torto.<\/p>\n<p>Il fatto che sia vero che, nel mondo reale, muoiono decine di milioni di persone ogni anno per malattie non trasmissibili e altrettante si ammalano di malattie psichiatriche e che sostanzialmente il tasso di mortalit\u00e0 non varia di molto tra Paesi ricchi, scientificamente progrediti, e Paesi poveri scientificamente arretrati, non produce una preoccupazione nel singolo individuo che sembra incline a considerare tutto questo ineluttabile, inevitabile.<\/p>\n<p>Dunque, devo partire da un\u2019altra domanda per provare a vedere se ci\u00f2 che ho sostenuto finora possa, in qualche misura, reggere.<\/p>\n<p>La nuova domanda \u00e8 la seguente. \u00c8 vero che tutto questo si pu\u00f2 evitare?<\/p>\n<p>Certo, si pu\u00f2 evitare. La mia risposta, questa volta, esce dal terreno speculativo e trova linfa in una personale dimensione esperienziale: le campagne di modifica dello stile di vita, a cui ho dato il mio modestissimo contributo, negli ultimi quindici anni, nella realt\u00e0 in cui vivo, iniziano a dare i loro frutti: diminuzione della progressione della curva di diabete e ipertensione. (Non ancora quella del cancro che si sviluppa in tempi pi\u00f9 lunghi e richiede tempi pi\u00f9 lunghi di prevenzione).<\/p>\n<p>In generale, nel mondo, i poteri politici non danno alcun rilievo alla pandemia di cui sto parlando. Non \u00e8 nella loro agenda di governo.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, invece, le istituzioni sanitarie mondiali e nazionali vi pongono particolare attenzione ed enfasi ma soltanto dal punto di vista della ricerca di nuovi farmaci e trattamenti. Una strategia che ha fallito.<\/p>\n<p>Non lo dico io che ha fallito. Sono le stesse istituzioni sanitarie ad ammetterlo. I loro stessi dati pubblicati annualmente.<\/p>\n<p>I risultati ottenuti tramite la prevenzione secondaria (check up, controlli) e tramite alcuni presidi terapeutici che hanno consentito la riduzione di certe neoplasie (esempio: stomaco, cervice) non compensano numericamente l\u2019incremento di altre patologie tumorali.<\/p>\n<p>Pertanto l\u2019enormit\u00e0 di denaro e sforzi investiti nella ricerca dell\u2019oggettivit\u00e0 del male e dell\u2019oggettivit\u00e0 della cura non sta dando risultati. Se non quelli di eccessivo e totalmente ingiustificato arricchimento delle aziende produttrici di farmaci.<\/p>\n<p>Guardate ai numeri di decessi. Non affidatevi alla narrazione scientifica \u201coggettiva\u201d. Confrontate i decessi per cancro, ipertensione e altre patologie non trasmissibili nei vari anni e troverete la risposta.<\/p>\n<p>Fate lo stesso con le malattie psichiatriche e le forme depressive.<\/p>\n<p>Guardate i numeri, non affidatevi ai racconti trionfalistici degli scienziati \u201coggettivi\u201d. Guardate i numeri, non le speranze che i mass media inoculano, ad arte, giornalmente spostando la vostra attenzione sulla scoperta X o sulla scoperta Y che sconfigger\u00e0 definitivamente il cancro. Guardate al vostro familiare o amico ammalato o deceduto non all\u2019annuncio che esce dal vostro elettrodomestico che si chiama televisore.<\/p>\n<p>Uscite dal virtuale per un attimo.<\/p>\n<p>Controllate i numeri dei decessi e chiedetevi: davvero incideremo su questa pandemia col progresso tecnologico? Davvero scaricare un film in 6 secondi invece che in 6 minuti ci aiuter\u00e0 a stare meglio?<\/p>\n<p>Pi\u00f9 semplicemente e realisticamente chiedetevi: \u00e8 possibile che con una robusta, convinta campagna di prevenzione primaria (stile di vita: abitudini, attivit\u00e0 fisica, alimentazione, supplementazione, attenzione alla sfera psichica e relazionale) possiamo incidere su questa pandemia?<\/p>\n<p>Ponetevi semplicemente la domanda.<\/p>\n<p>Non serve altro. Non serve che diate una risposta.<\/p>\n<p>Se arrivate a porvi questa domanda vi si apriranno le porte. Tutte le porte finora rimaste chiuse.<\/p>\n<p>Se vi ponete la domanda, \u201cpossiamo incidere su questa pandemia?\u201d, avete automaticamente posto al centro della vostra esistenza il solo ed unico quesito che realmente vi appartiene: sto bene?<\/p>\n<p>Se ponete al centro la sola cosa che vi appartiene diventerete dei rivoluzionari.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 rivoluzionario al mondo che porre al centro s\u00e9 stessi e le proprie esigenze senza lasciarci imbambolare e convincere che le nostre esigenze sono altre, che il dolore si accetta, che l\u2019attuale modello di sviluppo ci porter\u00e0 verso un futuro radioso, che l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 ha a cuore la nostra salute, che i Governi hanno a cuore il nostro benessere. Se l\u2019avessero, modificherebbero il modello di sviluppo. Inciderebbero sulla sola, vera, grande pandemia che l\u2019umanit\u00e0 sta vivendo, coperta dal pi\u00f9 totale, assordante, silenzio<\/p>\n<p>Non esiste nessun futuro se non poniamo al centro la domanda: sto bene?<\/p>\n<p>Come non esiste futuro per la zecca se non si pone la domanda: \u00e8 tiepido?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La zecca non ha il nostro apparato sensoriale. Concepisce il mondo attraverso il calore (sangue dell\u2019ospite) o l\u2019assenza di calore. Noi pensiamo di essere organismi evoluti in grado di avvicinarsi, tramite la scienza, all\u2019oggettivit\u00e0 delle cose. 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