{"id":1189048,"date":"2020-09-02T20:28:35","date_gmt":"2020-09-02T19:28:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1189048"},"modified":"2021-10-18T08:47:05","modified_gmt":"2021-10-18T07:47:05","slug":"graziella-de-palo-e-italo-toni-cosa-resta-ancora-da-sapere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/09\/graziella-de-palo-e-italo-toni-cosa-resta-ancora-da-sapere\/","title":{"rendered":"Graziella de Palo e Italo Toni: cosa resta ancora da sapere?"},"content":{"rendered":"<p>2 settembre 2020: 40 anni esatti da quando i due giornalisti Graziella De Paolo e Italo Toni sono stati visti per l\u2019ultima volta, mentre salivano su una jeep.<\/p>\n<p>Il giorno prima erano andati all\u2019 Ambasciata italiana a Beirut, con un\u2019 informazione e una richiesta ben precisa: stiamo partendo per visitare i campi palestinesi a sud del Libano, se fra tre giorni non siamo tornati, date l\u2019allarme.<\/p>\n<p>Non torneranno.<\/p>\n<p>Il caso non \u00e8 chiuso.<\/p>\n<p>Le indagini sono state riaperte su istanza del legale della famiglia Toni, il coraggioso ex-magistrato\u00a0 Carlo Palermo, perch\u00e9 sarebbe comparso un testimone in grado di riferire sui fatti relativi al rapimento:<\/p>\n<p><i>\u201c\u2026 ad un\u00a0<\/i><i>certo punto\u00a0<\/i><i>i\u00a0<\/i><i>due\u00a0<\/i><i>giornalisti vennero informati\u00a0<\/i><i>che\u00a0<\/i><i>un\u00a0<\/i><i>ospite\u00a0<\/i><i>inatteso\u00a0<\/i><i>sarebbe\u00a0<\/i><i>giunto\u00a0<\/i><i>a\u00a0<\/i><i>Beirut,\u00a0<\/i><i>un\u00a0<\/i><i>italiano,\u00a0<\/i><i>un\u00a0<\/i><i>grosso esponente politico\u00a0<\/i>(di esso\u00a0\u00a0viene\u00a0\u00a0fatto\u00a0il\u00a0nome, vivente,\u00a0N.D.A.)<i>.\u00a0<\/i><i>Si\u00a0<\/i><i>sarebbe\u00a0<\/i><i>dovuto\u00a0<\/i><i>incontrare\u00a0<\/i><i>con\u00a0<\/i><i>Arafat,\u00a0<\/i><i>con\u00a0<\/i><i>Gemayel, che era\u00a0<\/i><i>il\u00a0<\/i><i>presidente\u00a0<\/i><i>del Libano,\u00a0<\/i><i>e\u00a0<\/i><i>con\u00a0<\/i><i>altri\u00a0<\/i><i>del\u00a0<\/i><i>governo libanese\u2026\u00a0<\/i><i>in particolare\u00a0<\/i><i>su\u00a0<\/i><i>vicende\u00a0<\/i><i>di\u00a0<\/i><i>commerci\u00a0<\/i><i>di\u00a0<\/i><i>armi\u00a0<\/i><i>nonch\u00e9\u00a0<\/i><i>di\u00a0<\/i><i>smaltimento\u00a0<\/i><i>dei<\/i><i>\u00a0<\/i><i>rifiuti\u00a0<\/i><i>nucleari\u00a0<\/i><i>provenienti\u00a0<\/i><i>dalle allora attive centrali nucleari italiane\u00a0<\/i><i>operazioni che\u00a0<\/i><i>allora\u00a0<\/i><i>avvenivano\u00a0<\/i><i>con\u00a0<\/i><i>trasferimento\u00a0<\/i><i>in\u00a0<\/i><i>particolare\u00a0<\/i><i>in\u00a0<\/i><i>Libano con\u00a0<\/i><i>la\u00a0<\/i><i>nave\u00a0<\/i><i>Zenobia,\u00a0\u00a0<\/i><i>da\u00a0<\/i><i>diversi porti italiani.\u00a0<\/i><i>\u2026 I due giornalisti sono stati quindi portati a vedere questo personaggio e da l\u00ec loro non potevano pi\u00f9 sopravvivere: non potevano essere testimoni e cos\u00ec c\u2019era il titolo, la giustificazione per dire: signori questi personaggi sono pericolosi per noi, vanno \u201ccontrattualizzati\u201d cio\u00e8 eliminati\u2026 L\u2019ordine \u00e8 stato dato da un\u2019entit\u00e0 italiana a un\u2019entit\u00e0 straniera presente sul posto, palestinese\u2026. (\u2026). Al\u00a0<\/i><i>momento\u00a0<\/i><i>non\u00a0<\/i><i>feci caso\u00a0<\/i><i>al personaggio\u00a0<\/i><i>che seguiva\u00a0<\/i><i>il\u00a0<\/i><i>politico.\u00a0<\/i><i>Di\u00a0<\/i><i>quest\u2019altro\u00a0<\/i><i>quando\u00a0<\/i><i>io\u00a0<\/i><i>feci rapporto\u00a0<\/i><i>a\u00a0<\/i><i>Giovannone\u00a0<\/i><i>consegnai\u00a0<\/i><i>anche delle\u00a0<\/i><i>fotografie.\u00a0<\/i><i>Lui mi\u00a0<\/i><i>prese foto\u00a0<\/i><i>e\u00a0<\/i><i>rullino\u2026\u00a0<\/i><i>Quel personaggio\u00a0<\/i><i>che\u00a0<\/i><i>affiancava\u00a0<\/i><i>il\u00a0<\/i><i>politico era\u00a0<\/i>(anche\u00a0di\u00a0questo viene fatto\u00a0il\u00a0nome,\u00a0N.D.A.)<i>,\u00a0<\/i><i>un\u00a0<\/i><i>brigatista\u00a0<\/i><i>e\u00a0<\/i><i>uomo dei servizi<\/i><i>\u00a0<\/i><i>segreti\u201d<\/i>.<\/p>\n<p>Questa testimonianza \u00e8 parte\u00a0 della motivazione della richiesta di riapertura, resa pubblica sul sito\u00a0<a href=\"http:\/\/carlopalermo.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=http:\/\/carlopalermo.net&amp;source=gmail&amp;ust=1599166871855000&amp;usg=AFQjCNF0siOhycfPn-3SJxIIczF043XF0g\">carlopalermo.net<\/a>\u00a0e accolta dal magistrati inquirenti, dott. Caporale\u00a0 e dott. Dall\u2019Olio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le indagini sono ancora in corso.<\/p>\n<p>Quando il super-testimone verr\u00e0 sentito e l\u2019identit\u00e0 del politico e del brigatista verranno svelate, i nostri magistrati potranno facilmente controllare i viaggi nei giorni compresi fra il 24 agosto e il 2 settembre 1980 verso gli aereoporti di Damasco e de Il Cairo (in quei giorni l\u2019aereoporto di Beirut era chiuso), o gli attracchi verso il porto di Junyah, che suppliva il porto di Beirut, anch\u2019esso inagibile in quel momento.<\/p>\n<p>Le identit\u00e0 fittizie usate dai brigatisti sono tutte agli atti, e baster\u00e0 fare un piccolo lavoro di ricerca.<\/p>\n<p>Per\u00f2 quanto riportato fa sorgere delle perplessit\u00e0.<\/p>\n<p>Innanzitutto perch\u00e9 \u00e8 quasi la stessa versione resa durante l\u2019istruttoria degli anni ottanta da Ciolini, un detenuto per truffa in Svizzera, poi provato collaboratore dei Servizi: in quel caso il politico era De Michelis e il terrorista era Carlos.<\/p>\n<p>In secondo luogo perch\u00e9, oggi come allora, \u00e8 contro-intuitivo pensare che due giornalisti siano stati fatti partecipare ad un incontro che avrebbe comportato la loro eliminazione.<\/p>\n<p>Se li si voleva eliminare, non c\u2019era ragione di farli partecipare.<\/p>\n<p>Se li si voleva far partecipare, era perch\u00e9 si voleva che ne scrivessero.<\/p>\n<p>Uno dei particolari sempre citati nella narrazione degli eventi, ma altrettanto trascurati nell\u2019 interpretazione, \u00e8 che l\u2019OLP non solo organizz\u00f2 il viaggio di Graziella De Palo e Italo Toni, ma lo finanzi\u00f2.<\/p>\n<p>E\u2019 un elemento importante, in quanto inusuale.<\/p>\n<p>Indica non solo che i due giornalisti godevano della piena fiducia dell\u2019 organizzazione, ma anche &#8211; visto che nessuno d\u00e0 niente per niente &#8211; che probabilmente era stata pattuita una contro-prestazione.<\/p>\n<p>Probabilmente l\u2019accordo era di scrivere una serie di articoli per pubblicizzare in modo positivo la lotta di liberazione della Palestina: un mutuo vantaggio, in cui i primi avrebbero potuto avere materiale inedito da pubblicare, e i secondi un ufficio stampa internazionale gratis (Italo Toni aveva pubblicato anche in Francia).<\/p>\n<p>Se questo \u00e8 vero, non c\u2019era nessun interesse a bruciarli.<\/p>\n<p>La tesi dell\u2019incontro sui temi scottanti quali il traffico di armi o di scorie \u00e8 poco credibile anche perch\u00e9 non si vede per quale ragione il politico dovesse incontrare De Palo e Toni, se questo poteva creargli imbarazzo, n\u00e9 perch\u00e9 avrebbe dovuto metterli al corrente delle\u00a0 ragioni del suo viaggio.<\/p>\n<p>Inoltre, \u00e8 difficile che i due giornalisti conoscessero l\u2019identit\u00e0 del supposto brigatista, visto che le uniche conosciute e rese pubbliche erano quelle degli arrestati: come avrebbero, allora, potuto riconoscerlo?<\/p>\n<p>Tuttavia, la testimonianza \u00e8 interessante proprio per questo: perch\u00e9 coinvolge le Brigate Rosse.<\/p>\n<p>La presenza delle Brigate Rosse \u00e8 l\u2019elemento costante della narrazione sulla scomparsa dei giornalisti fin dall\u2019 inizio, cio\u00e8 dal settembre 1980, ma \u00e8 un elemento introdotto dal SISMI, che i fatti hanno dimostrato essere fittizio.<\/p>\n<p>Ora: se poteva avere un qualche senso tirare in ballo l\u2019organizzazione armata in un momento in cui la si combatteva sul fronte interno, \u00e8 meno chiaro quale sia la ragione per riproporre oggi una tesi gi\u00e0 scartata dai magistrati quaranta anni fa.<\/p>\n<p>Fatto congruente, ma curioso: la tesi \u00e8 riproposta, ancora una volta, da un ex agente del Sismi.<\/p>\n<p>Facciamo un passo indietro.<\/p>\n<p>Le teorie sul caso De Palo\/Toni si dividono in due filoni.<\/p>\n<p>Il primo, \u00e8 quello secondo cui i due giornalisti fecero \u201cuna grande scoperta\u201d &#8211; che generalmente viene individuata nel traffico d\u2019armi fra OLP e BR, comunque declinato.<\/p>\n<p>Il secondo filone, \u00e8 quello secondo cui furono uccisi perch\u00e9 sospettati di essere spie.<\/p>\n<p>I magistrati che istruirono il caso &#8211; Armati e Squillante &#8211; respinsero la prima ipotesi ragionando sulla situazione logistica.<\/p>\n<p>I due giornalisti si trovavano con grandissime limitazioni di movimento:\u00a0 erano \u201cospiti\u201d dell\u2019 OLP, in un albergo dell\u2019 organizzazione, nella parte palestinese della citt\u00e0, perennemente controllati; inoltre erano in un contesto di guerra, in una citt\u00e0 distrutta e piena di posti di blocco, senza conoscere nessuno e senza parlare la lingua, accompagnati costantemente da un \u201cInterprete\u201d che faceva anche \u201cda guida\u201d.<\/p>\n<p>Muoversi per Beirut era molto difficile; uscire per andare verso l\u2019interno del paese era praticamente impossibile, se fatto in modo autonomo: in queste condizioni, potevano avvenire ben poche scoperte.<\/p>\n<p>Per questa ragione si percorse la seconda via, molto pi\u00f9 ragionevole.<\/p>\n<p>Erano anni in cui, in Libano, si perdeva la vita per nulla e i rapimenti erano all\u2019ordine del giorno, sia da parte palestinese che falangista: nel corso della guerra civile ne sono stati accertati 516.<\/p>\n<p>La tesi del sospetto spionaggio si basa su alcune testimonianze, di cui due sono particolarmente significative: Lya Rosa, militante italiana dell\u2019 OLP, e Farouk Abillamah, capo della Suret\u00e9 Libanaise e poi diplomatico.<\/p>\n<p>Entrambi &#8211; nonostante canali di informazione diversi &#8211; sostengono che la causa del rapimento e dell\u2019assassinio sia stata la notizia che Italo Toni fosse una spia.<\/p>\n<p>Per\u00f2, secondo Lya Rosa, furono prelevati da Al Fatah (cio\u00e8 la stessa organizzazione che aveva preparato il viaggio), e Toni avrebbe ammesso il suo ruolo, venendo fucilato.<\/p>\n<p>Graziella De Palo, invece, sarebbe stata trovata estranea ai fatti e trattenuta per essere scambiata, morendo poi in modo accidentale durante un bombardamento.<\/p>\n<p>Secondo Abillamah, l\u2019 accusa fu \u201cun tragico errore\u201d, il rapimento fu operato dal FPLP ed entrambi furono uccisi \u201csubito o quasi\u201d.<\/p>\n<p>Sia Lya Rosa che Faruk Abillamah raccontarono che il processo fu veloce e sommario perch\u00e9 la notizia veniva da fonte \u201ccerta\u201d e affidabile.<\/p>\n<p>Chi era questa fonte?<\/p>\n<p>Chi aveva interesse a danneggiare i due giornalisti?<\/p>\n<p>E, dal momento che poi il fatto risult\u00f2 accertato, &#8211; almeno nella misura in cui Italo Toni aveva effettivamente collaborato con il SID nel suo passato &#8211; chi poteva avere accesso a questa informazione?<\/p>\n<p>Queste domande sembrerebbero avere gi\u00e0 una risposta, seppur mai esplicitata nella vecchia sentenza.<\/p>\n<p>La persona che, contemporaneamente, poteva avere accesso a quell\u2019informazione, che aveva con i palestinesi (anche con il FPLP) un rapporto stretto e continuo, e che avrebbe potuto eventualmente avere un movente personale, era il Colonnello Giovannone, capo centro del SISMI a Beirut.<\/p>\n<p>Graziella De Palo aveva infatti attaccato il militare, considerandolo il perno di traffici oscuri.<\/p>\n<p>Ci fu un fatto ulteriore: fu tentato un depistaggio per allontanare le indagini dai palestinesi.<\/p>\n<p>Con questa imputazione vennero tratti a giudizio proprio il Colonnello Giovannone e il suo diretto superiore, il Generale Santovito che &#8211; da quello che si ricava leggendo la sentenza &#8211; non vennero condannati solo perch\u00e9 deceduti nel corso del processo.<\/p>\n<p>Entrambi per\u00f2 fecero in tempo a deporre, scegliendo come elemento di difesa un argomento di politica internazionale, cio\u00e8 la \u201cconvergenza di interessi\u201d e il \u201cpatto di non belligeranza\u201d fra Italia e OLP, che avrebbe imposto la protezione dei palestinesi.<\/p>\n<p>Agitando lo spettro di quello che poi venne chiamato \u201cLodo Moro\u201d (e piuttosto chiaramente) il Colonnello Giovannone chiese ed ottenne l\u2019apposizione del Segreto di Stato sulla propria posizione.<\/p>\n<p>Oggi, a quarant\u2019anni di distanza, sarebbe il caso di formulare apertamente la domanda che allora rimase implicita, e chiarire se la causa del depistaggio non fu piuttosto un fatto di interesse personale: fu o non fu il Colonnello Stefano Giovannone a dire ai palestinesi che Italo Toni era una spia?<\/p>\n<p>Circostanza che sarebbe certamente stata resa pubblica, se le indagini avessero individuato dei responsabili palestinesi.<\/p>\n<p>Si tratta, ovviamente, di un\u2019ipotesi &#8211; che per\u00f2 spiegherebbe il repentino cambio di atteggiamento verso dei giornalisti graditi e protetti fino ad allora, molto pi\u00f9 che non le supposizioni sull\u2019 \u201cavventatezza\u201d o l\u2019\u201ceccessiva curiosit\u00e0\u201d di Italo Toni.<\/p>\n<p>La richiesta di riapertura delle indagini sottolinea anche un altro elemento importante, non esaminato in sentenza: cio\u00e8 la possibilit\u00e0 che esista un rapporto fra il rapimento dei due giornalisti e l\u2019arresto di Abu Anzeh Saleh, con cui Giovannone era in contatto diretto.<\/p>\n<p>Nell\u2019autunno del 1979, tre membri di Autonomia Operaia e il giovane militante del FPLP erano stati arrestati mentre cercavano di imbarcare ad Ortona una cassa di missili Strela2 su una nave battente bandiera libanese.<\/p>\n<p>Nell\u2019estate del 1980, il processo stava per cominciare.<\/p>\n<p>Anche la storia del processo Abu Saleh+3 dimostra che il \u201cLodo Moro\u201d era gi\u00e0 conosciuto, &#8211; almeno nella parte riguardante le armi &#8211;\u00a0 e,\u00a0 pur se limitatamente,\u00a0 di dominio pubblico.<\/p>\n<p>Lo si ricava dalle tesi difensive.<\/p>\n<p>Gli avvocati, infatti, chiedevano il proscioglimento opponendo che il trasporto di armi da guerra sul territorio nazionale da parte dell\u2019 OLP era previsto da apposito patto e rendeva gli imputati non perseguibili.<\/p>\n<p>I magistrati non seguirono questa tesi, ma ridimensionarono significativamente l\u2019imputazione.<\/p>\n<p>Nell\u2019 istruttoria degli anni ottanta, il possibile legame fra il caso De Palo-Toni e Abu Saleh+3 non \u00e8 mai emerso e quindi, oggi, rappresenta una novit\u00e0.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che per la supposta scoperta del \u201cLodo Moro\u201d che &#8211; come si \u00e8 visto, i due giornalisti non erano in grado di fare, n\u00e9 era una scoperta &#8211; per la possibile negoziazione fra le due liberazioni : Graziella De Palo avrebbe potuto essere utilizzata come scambio per la scarcerazione di Abu Saleh.<\/p>\n<p>Questa ipotesi, peraltro,\u00a0 confermerebbe quanto riferito alla famiglia da Lya Rosa, da Arafat e dallo stesso Giovannone circa la permanenza in vita della giovane, almeno in un primo momento.<\/p>\n<p>Ecco, dunque, che la riapertura delle indagini potrebbe portare a rispondere a dei quesiti interessanti, anche se non immaginifici.<\/p>\n<p>Ma torniamo al cuore della testimonianza principale, cio\u00e8 all\u2019incontro fra Graziella de Palo, Italo Toni, il politico e il brigatista.<\/p>\n<p>Come si \u00e8 accennato, fa parte del filone della \u201cgrande scoperta\u201d, gi\u00e0 abbandonato dai magistrati perch\u00e9 poco credibile.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 che questo: la tesi del traffico d\u2019armi fra BR e OLP sembra costruita a tavolino, attraverso l\u2019unione di elementi veri ad elementi falsi.<\/p>\n<p>Una successo senza dubbio, se ancora resiste dopo quarant\u2019anni.<\/p>\n<p>Innanzitutto sappiamo che questa tesi nasce dal Colonnello Giovannone, incaricato delle indagini.<\/p>\n<p>Il primo a prospettarla non \u00e8, quindi, l\u2019Ambasciatore D\u2019 Andrea, a cui il fatto viene erroneamente attribuito, ma il capo centro SISMI, seguito poi da Giuseppe Santovito e da Francesco Pazienza.<\/p>\n<p>Siccome la verit\u00e0 spesso \u00e8 un accordo, e siccome qualunque cosa ripetuta ha buone probabilit\u00e0 di accreditarsi, quella che in origine era un\u2019 ipotesi \u00e8 presto diventata tesi, e la tesi \u00e8 presto diventata \u201cconfidenza\u201d o \u201crisultato di indagine\u201d.<\/p>\n<p>E resa accettabile agli occhi dei pi\u00f9, nonostante fosse chiaro fin da subito che De Palo e Toni, sorvegliati e impediti nei movimenti, non potevano documentare nessun traffico d\u2019armi, comunque declinato, n\u00e9 alcuna cosa che l\u2019 OLP non avesse voluto.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 scegliere proprio le Brigate Rosse come elemento del racconto?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 erano ideali per il successo della narrazione.<\/p>\n<p>Si \u00e8 trattato, infatti, di una prospettiva di grande appeal: credibile (le Brigate Rosse avevano rapporti con l\u2019OLP), parzialmente vera (le Brigate Rosse avevano ricevuto armi dall\u2019 OLP), \u00a0 personalizzata (De Palo aveva scritto sui traffici d\u2019armi, Toni sui campi di addestramento dei combattenti), consolatoria (i due giornalisti avrebbero pagato con la vita il tentativo di difendere l\u2019ordine democratico).<\/p>\n<p>Un ottimo mix.<\/p>\n<p>Eppure, i dati dimostrano che \u00e8 una narrazione falsa e costruita ad arte.<\/p>\n<p>Le Brigate Rosse, infatti, ricevettero dall\u2019 OLP le armi una sola volta: nell\u2019 agosto 1979, cio\u00e8 esattamente un anno prima dei fatti.<\/p>\n<p>Questo era avvenuto nell\u2019unico posto possibile, e cio\u00e8 nell\u2019 avamposto palestinese dell\u2019 Isola delle Palme, di fronte a Tripoli : quindi nel nord del paese, e non a Beirut, Junieh o Acquamarina, sotto controllo falangista &#8211; come riportato da Giovannone e Pazienza nel tentativo di sostenere la responsabilit\u00e0 cristiano-maronita.<\/p>\n<p>Lo scambio non si era pi\u00f9 ripetuto, n\u00e9 avrebbe potuto: nell\u2019 inverno 1980 era stato arrestato Patrizio Peci, e le sue dichiarazioni avevano messo in ginocchio l\u2019organizzazione.<\/p>\n<p>L\u2019 equipaggio del \u201cPapago\u201d, la barca a vela servita per il trasporto, era morto o in galera, con la sola eccezione di Mario Moretti, che non avrebbe avuto alcun interesse ad aggiungere armi a un carico non smaltito e in un momento in cui le Brigate Rosse dovevano organizzare principalmente la propria sopravvivenza.<\/p>\n<p>La stessa barca era stata venduta.<\/p>\n<p>Ma, soprattutto, la storia del \u201cPapago\u201d e del carico di armi era gi\u00e0 nota e pubblica.<\/p>\n<p>L\u2019aveva raccontata Peci (aprile 1980). In seguito l\u2019avrebbe raccontata Savasta (1982) , precisando i particolari, e lo stesso\u00a0 skipper del viaggio, lo psichiatra anconese Gidoni.<\/p>\n<p>Se ci fossero stati ulteriori viaggi o carichi di armi, sarebbero stati oggetto della deposizione dei pentiti.<\/p>\n<p>Anche volendo immaginare, dunque, che i due giornalisti avessero avuto accesso ad informazioni di questo tipo, si trattava comunque di fatti gi\u00e0 noti nell\u2019 agosto 1980.<\/p>\n<p>E che non si erano pi\u00f9 ripetuti.<\/p>\n<p>Oltre al viaggio del Papago, l\u2019OLP aveva a fornito alcune armi\u00a0 da sparo ad una organizzazione di sinistra solamente un\u2019altra volta, in un\u2019 occasione ancora precedente (estate 1978), all\u2019area che aveva dato vita a Prima Linea.<\/p>\n<p>Le Brigate Rosse erano state presenti, ma si erano allontanate con sdegno quando erano stati chiesti dei soldi &#8211; cosa inaccettabile fra movimenti rivoluzionari.<\/p>\n<p>I rapporti erano ripresi, con fatica, nel corso dell\u2019anno e per quel viaggio.<\/p>\n<p>Ma non sono stati idilliaci n\u00e9 sono durati molto a lungo: Arafat scaricher\u00e0 presto l\u2019 organizzazione.<\/p>\n<p>Occorre dire che la nostra intelligence, ogni tanto, pecca di hubris, confidando nella scarsa conoscenza degli ambienti e dei luoghi.<\/p>\n<p>E\u2019 il caso, per esempio, delle informazioni (false) secondo cui i due giornalisti, da vivi o da morti, avrebbero transitato in area falangista &#8211; ad esempio affermando che Graziella De Palo sarebbe passata per l\u2019 Hotel Montemare a Junyah (Giovannone) o che i corpi di entrambi sarebbero stati gettati nel porto di Aquamarina (Pazienza):\u00a0 si tratta, infatti, di luoghi di villeggiatura affollatissimi ad agosto (i ricchi di Beirut non avevano smesso di andare in vacanza), con un piccolo porto per l\u2019attracco di Yacht, e assai inadatti per due esecuzioni.<\/p>\n<p>Soprattutto, inaccessibili in quel momento a chi veniva dalla zona ovest (palestinese).<\/p>\n<p>A onor del vero, i magistrati degli anni ottanta non ci hanno creduto.<\/p>\n<p>Ma si tratta di piccole cose.<\/p>\n<p>Per il resto, se lo scopo era impedire di individuare i responsabili nell\u2019unico momento in cui era ancora possibile, l\u2019obiettivo \u00e8 stato raggiunto.<\/p>\n<p>Il mistero della scomparsa di Italo Toni e Graziella De Palo, probabilmente, fa parte della categoria del male banale, delle circostanze sfortunate che si sommano e portano al disastro.<\/p>\n<p>Dopo quarant\u2019anni \u00e8 difficile che emergano elementi nuovi, anche solo un posto dove le famiglie possano portare un fiore.<\/p>\n<p>Il tempo consuma le prove &#8211; per\u00f2 non si sa mai.<\/p>\n<p>Il caso resta, comunque, uno specchio di quello che fu il rapporto fra verit\u00e0 e intelligence e, in questa veste, merita di essere sviscerato in ogni sua parte.<\/p>\n<p>Se poi da questo uscisse anche qualche dato sulla politica reale di quegli anni, Graziella De Palo e Italo Toni potrebbero riposare tranquilli: avrebbero compiuto la loro missione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>2 settembre 2020: 40 anni esatti da quando i due giornalisti Graziella De Paolo e Italo Toni sono stati visti per l\u2019ultima volta, mentre salivano su una jeep. 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