{"id":1180839,"date":"2020-08-18T13:58:35","date_gmt":"2020-08-18T12:58:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1180839"},"modified":"2020-08-18T14:00:56","modified_gmt":"2020-08-18T13:00:56","slug":"pandemia-mondializzazione-e-diritti-umani-universali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/08\/pandemia-mondializzazione-e-diritti-umani-universali\/","title":{"rendered":"Pandemia, Mondializzazione e Diritti Umani Universali"},"content":{"rendered":"<p>Riflessioni di Ferragosto.<\/p>\n<p>Sono passati ormai diversi mesi dal momento pi\u00f9 difficile della pandemia in Italia, e diverso tempo comunque rispetto a tutto ci\u00f2 che \u00e8 successo, e che continua a succedere, ancora e forse pi\u00f9 drammaticamente, in tutto il mondo. Un tempo che permette comunque la formulazione meditata di alcune riflessioni, un ragionamento sopra questioni accumulate, sopra emozioni che hanno attraversato chi vi scrive, che chiaramente \u00e8 in relazione pi\u00f9 o meno aperta e pi\u00f9 o meno dinamica con ci\u00f2 e con chi lo circonda, anche a migliaia di km di distanza, grazie all&#8217;avanzamento nelle comunicazioni a distanza e nel rilevamento delle informazioni.<\/p>\n<p>Voglio sopratutto rilevare alcuni aspetti che a parer mio sono stati poco considerati, o inquadrati in maniera a volte superficiale, o relegati a secondariet\u00e0 rispetto ad altri fenomeni ed altre posture che al momento sono predominanti nel dibattito pubblico e di rimando nel sentito popolare, anche se proprio questo sentire \u00e8 quello che pi\u00f9 sfugge nel dettaglio e nella sua globalit\u00e0 e poco si \u00e8 fatto e si fa per comprendere a fondo gli animi delle persone, sferzati da una tempesta di stimoli dopo esserne stati deprivati di colpo di quelli, sempre molti, abituali, e costretti spesso a reggerne l&#8217;urto nell&#8217;angustia della propria individualit\u00e0 repressa al confronto e all&#8217;ascolto dell&#8217;altro, anche per cause dettate dal lock-down e dal distanziamento sociale prima, e poi da una patina di \u201cnormalit\u00e0\u201d che si cerca a forza di stringere intorno alla maglia di emozioni fuori dall&#8217;ordinario che abbiamo vissuto, anche se spesso nemmeno adeguatamente elaborate.<\/p>\n<p>L&#8217;aspetto di tutto il fenomeno che mi preme sottoporvi \u00e8 quello dei diritti umani, i diritti umani che devono ancora aspettare nel futuro, che sembrano soffrire un rinvio della loro piena realizzazione, cos\u00ec almeno sembra paventare la situazione (anche se proprio lo shock sociale di questi mesi sembra aprire alcune porte che prima neanche apparivano), in rapporto ad una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 controllata da varie corporazioni, da tecnici, da esperti, da dati e da algoritmi alla maggior parte della gente incomprensibili. I diritti umani sanciti nella dichiarazione dell&#8217;Onu del 1948, quei diritti di cui \u201c<em>il disconoscimento e il disprezzo\u201d<\/em>, recita il preambolo della stessa dichiarazione, \u201c<em>hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell&#8217;umanit\u00e0, e che l&#8217;avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libert\u00e0 di parola e di credo e della <strong>libert\u00e0 dal timore e dal bisogno<\/strong> \u00e8 stato proclamato come la pi\u00f9 alta aspirazione dell&#8217;uomo\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Quello che voglio dimostrarvi trattando il fenomeno da questo punto di vista \u00e8 sottolinearvi come questi tragici eventi portano con se una grande opportunit\u00e0. Anche se non sono in assoluto i primi in questo senso, questi sono stati quelli pi\u00f9 percepiti come \u00abuniversali\u00bb, come riguardanti tutti, me e l&#8217;altro in ogni parte del mondo, in ogni condizione psichica e materiale. Sar\u00e0 che si tratta di eventi che potenzialmente minacciano ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 basilare nell&#8217;esistenza umana, l&#8217;esistenza stessa, la vita biologicamente parlando, fatto sta che la rapida simultaneit\u00e0 ed estensione del fenomeno, in un mondo \u201cglobalizzato\u201d, ha scatenato una contiguit\u00e0 con tutti gli angoli del pianeta mai avvertita prima.\u00a0 In questa universalit\u00e0 dunque gli eventi risuonano con il grido di speranza formalizzato in una dichiarazione dell&#8217;ONU di 72 anni fa, primo vagito di una \u201ccoscienza planetaria\u201d in formazione, che sembra agitarsi ed esprimersi solo se sferzata da minacce alla sopravvivenza su larga scala del genere umano.<\/p>\n<p>In attesa di una maturazione nella coscienza collettiva, atta a produrre un \u00abavanzamento di versione\u00bb di una dichiarazione che risale, nell&#8217;accelerazione del tempo storico, ad un&#8217; era precedente, questa dichiarazione rimane tutt&#8217;ora il faro pi\u00f9 alto, pi\u00f9 riconosciuto e riconoscibile dal mondo intero e a questo proviamo a far illuminare la situazione per poter meglio \u00abvedere\u00bb ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto e ci\u00f2 che c&#8217;\u00e8 da fare per il futuro.<\/p>\n<p>Cominciamo dal <u>primo articolo<\/u>:&#8221;<em>Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignit\u00e0 e diritti. Sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire in uno spirito di fraternit\u00e0 vicendevole.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Non so quanto avvertiamo di nascere liberi e uguali (anche perch\u00e9 questo \u00e8 vero per ora pi\u00f9 in un senso \u201cfilosofico\u201d, visto che nella pratica le differenze sono ancora molte tra nascita e nascita), ma sicuramente la necessit\u00e0 di agire in uno spirito di fraternit\u00e0 vicendevole avanza con la consapevolezza che una uscita dal tunnel si avr\u00e0 solo con la cooperazione mutua, un p\u00f2 come nei film catastrofisti dove ad un certo punto si abbattono le differenze e le inimicizie contro un poderoso nemico comune. Questa \u00abesternalizzazione\u00bb del nemico facilita il riconoscimento dell&#8217;uguaglianza tra esseri umani. Nella pratica sociale e politica l&#8217;inerzia porta ancora ad affermare il diritto di alcune nazioni sulle altre, di istituzioni economiche sopra i cittadini, di alcune persone sulle altre.<\/p>\n<p>Passiamo al <u>secondo articolo<\/u>:&#8221;<em>Ognuno pu\u00f2 valersi di tutti<\/em><em> i diritti e di tutte le libert\u00e0 proclamate nella presente dichiarazione, senza alcuna distinzione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, d&#8217;opinione politica e di qualsiasi altra opinione, d&#8217;origine nazionale o sociale, che derivi da fortuna, nascita o da qualsiasi altra situazione. Inoltre non si far\u00e0 alcuna distinzione basata sullo statuto politico, amministrativo o internazionale del paese o del territorio a cui una persona appartiene, sia detto territorio indipendente, sotto tutela o non autonomo, o subisca qualunque altra limitazione di sovranit\u00e0<\/em>.\u201d<\/p>\n<p>Qui un aspetto salta lampante, una macroquestione sulle altre, la questione dei migranti, dei rifugiati, dei reclusi in campi di \u201caccoglienza\u201d, separati dal resto del tessuto sociale, che in questo periodo patiscono ancora pi\u00f9 degli altri l\u2019esclusione, l&#8217;insicurezza e la paura di morire. Qui il pericolo che politici e una parte della popolazione speri in una estinzione tipo \u201ccampi di sterminio\u201d, come garanzia di salvezza per i \u201cgiusti\u201d. Qui si apre una ferita profonda nel tessuto umano che grida ai cieli. Grazie ad alcune organizzazioni di volontariato l&#8217;abisso viene in parte colmato e questo a volte serve per calmare le coscienze collettive, ma anche avvertiamo che non possiamo nascondere ci\u00f2 che reputiamo immondizia negli armadi. Nella pratica sociale e politica \u00e8 sempre pi\u00f9 chiaro l&#8217;abisso che corre tra il lussuosissimo e iperesclusivo attico della societ\u00e0 umana, che pesa molto di pi\u00f9 su tutta la struttura che non lo scantinato pieno di schiavi e derelitti, che anzi sono schiacciati da questa struttura mostruosa, e ci ricordano forse sempre pi\u00f9 da vicino ci\u00f2 che noi \u201ccittadini comuni\u201d (sorriso amaro) rischiamo, per mantenere e giustificare una struttura, di venir schiacciati in basso anche noi (e gi\u00e0 le problematiche del lavoro e delle prospettive in tutti gli ambiti si sono fatte pi\u00f9 oscure). Da notare in questo campo una apparente maggiore attenzione della politica alle istanze sociali, ma anche si avverte che se si rimane nell&#8217;angusto ambito della propria \u201cstanza\u201d, ci\u00f2 non risolver\u00e0 un bel niente se non ci si adoperer\u00e0 per tutta la casa, tutto l&#8217;edificio e tutto il quartiere, continuando con la metafora \u201ccondominiale\u201d.<\/p>\n<p>E che dire dunque del laconico <u>articolo 3<\/u>? &#8220;<em>Ogni individuo ha<strong> diritto alla vita<\/strong>, alla libert\u00e0 e alla<strong> sicurezza della sua persona<\/strong>.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Diciamo che c&#8217;\u00e8 un passato, un presente e soprattutto c&#8217;\u00e8 un futuro che risucchia tutto il nostro interesse, verso cui dobbiamo guardare per non dover stendere un velo pietoso sulla situazione pregressa ed attuale ed invece reagire nel modo pi\u00f9 evolutivo possibile per l&#8217;affermazione della vita umana in tutti i suoi aspetti. Che ne \u00e8 stato del diritto alla vita, alla libert\u00e0 e alla sicurezza quando l&#8217;uragano Covid si \u00e8 abbattuto sulla societ\u00e0 umana? Non vi sembra che la situazione appaia come in quei filmati dei TG dove si vedono gli effetti di uno tsunami dove la gente vive perlopi\u00f9 nel disagio, nella povert\u00e0 e nella precariet\u00e0 dei diritti, in assenza di protezioni efficaci? Non vi sembra vergognoso che nel 2020 la societ\u00e0 umana pu\u00f2 vantarsi di poter usufruire di intrattenimenti online super-sofisticati e relativamente a basso prezzo, di poter mandare sonde verso remoti angoli dell&#8217;universo, di poter mostrare la potenza di armi supertecnologiche in grande quantit\u00e0, mentre un virus pu\u00f2 farsi beffe dell&#8217;intero apparato sanitario mondiale? Come mai sempre ci mettiamo sempre la classica pezza, anche quando le risorse abbondano? Lasciamo per ora la questione in sospeso, ci ritorneremo, intanto riflettete se volete sulle mie domande&#8230;<\/p>\n<p>Passando a volo d&#8217;uccello sull&#8217;<u>articolo 6<\/u>, come promemoria di quanto detto a commento dell&#8217;articolo 2:<strong>&#8220;<\/strong><em>Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalit\u00e0 giuridica<strong>\u201d<\/strong><\/em> (Ecco quindi che in una situazione\u00a0 di allarme socio-sanitario, \u00e8 imprescindibile a garanzia di tutti che questo articolo sia convertito urgentemente nei fatti), arriviamo a prendere in esame <u>l&#8217;articolo 9<\/u>, in una interpretazione che \u00e8 volutamente la pi\u00f9 provocatoria dell\u2019intero articolo<strong>:<\/strong>&#8220;<em>Nessun individuo potr\u00e0 essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato<strong>\u201d<\/strong><\/em>, la provocazione sta nel guardare a questo articolo sotto una lente diversa da ci\u00f2 che immaginavano nel redigere la dichiarazione, per ci\u00f2 che le persone hanno subito\u00a0 e subiscono in vari paesi, come il confinamento nelle case, la coercizione rispetto a spostamenti e al lavoro, la quarantena generalizzata e il divieto di espatrio o rientro in patria, nonch\u00e9 la \u201cminaccia\u201d di farne ricorso nel futuro. Questioni che urteranno la sensibilit\u00e0 di un gran numero di persone, anche amiche, visto che in qualche modo le misure di lockdown sono potute venir attuate grazie al tacito o esplicito accordo della stragrande maggioranza delle popolazioni, sopratutto nei paesi ricchi e medio ricchi, che hanno visto in queste, sotto lo spauracchio pandemico, l\u2019estrema ratio per una protezione e una tutela della loro vita e di quella dei loro cari. Non voglio qui contestare in blocco i procedimenti attuati pi\u00f9 o meno da quasi tutte le nazioni ma, rimandando a quanto scritto a commento dell&#8217;articolo 3, credo che ci sfugga la mostruosit\u00e0 del contesto generale su cui si \u00e8 innestata questa eclatante novit\u00e0, cosi come ci \u00e8 sfuggita ai pi\u00f9 la mostruosit\u00e0 del sistema globale finanziario che ha costretto progressivamente la societ\u00e0 a ingurgitare ricette economiche indigeste, fatte di privatizzazioni selvagge, licenziamenti, vendita del patrimonio sociale, dettate da politici \u201cpremurosi\u201d di salvare interi Paesi dal collasso economico generalizzato minacciato prima di ogni finanziaria. Non nego anche fattori di inevitabilit\u00e0 (in una societ\u00e0 incapace di riflettere su se stessa, disarticolata e frammentata, in preda al delirio del profitto ecc.), positivi o addirittura evolutivi (lo scatto di coscienza, magari tardivo, di auto-protezione globale di fronte ad una minaccia che non si sa gestire) nella reazione della politica e del tessuto sociale, ma sempre va ricordato in quale terreno sentiamo muovere i nostri piedi: se chiaramente ci sembra o ci fanno sembrare di stare in bilico su uno strettissimo ponticello di legno steso sullo strapiombo di una gola profondissima battuta dai venti, chiaramente accetter\u00f2 situazioni che promettono di togliermi da quella situazione, situazioni che se fossi tranquillo in una giornata di sole nel patio di un giardino fiorito stenterei a concepire. Sto estremizzando l&#8217;allegoria, ma quando parlo della situazione non faccio riferimento solo a quella materiale, ma anche a quella, a volte molto pi\u00f9 importante, che afferisce alla sfera della condizione psichica delle popolazioni, a cui \u00e8 stata negata progressivamente negli anni, giustificata dalle ristrettezze economiche (quando mai come ora il nostro mondo produce ricchezza), la sicurezza sociale e psicologica, financo il diritto alla felicit\u00e0, che si enuncia in questa dichiarazione. Ed ora, in questi mesi, per salvare addirittura la pelle, deve rimanere rinserrata in casa, con la prospettiva di una vita limitata e incerta, perch\u00e9 il sistema, ingrassato dal lavoro e dalla fiducia della gente, ha dilapidato il patrimonio comune, si \u00e8 distratto (forse) e ha scoperto il fianco al dilagare di un virus.<\/p>\n<p>Se adesso voliamo direttamente all\u2019<u>articolo 22<\/u> \u00e8 perch\u00e9 fino a questo si ribadiscono i diritti di cittadinanza, giuridico-legali, di libera opinione (anche qui si potrebbe dire qualcosa ma tralasciamo), mentre qui si dice qualcosa relativamente ai diritti rispetto alla nazione e alla comunit\u00e0 internazionale, ma anche si lascia qualcosa di incompiuto che rischia di minare i diritti stessi fino a qui elencati; diciamo che un informatico lo definirebbe un \u201cbug del programma: &#8220;<em>Ogni individuo, in quanto membro della societ\u00e0, ha diritto alla sicurezza sociale, nonch\u00e9 alla realizzazione attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l&#8217;organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignit\u00e0 ed al libero sviluppo della sua personalit\u00e0&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>In rapporto alla situazione venutasi a creare con la pandemia, tutta la questione dell\u2019accesso alle cure, della prevenzione, della protezione sociale, del lavoro, del recupero delle relazioni sociali e culturali, ecco che in questo articolo verr\u00e0 subordinata (ovvero messa in rapporto, quindi proporzionata) all\u2019organizzazione e alle risorse di un dato Stato. Dunque il godimento di questi diritti varier\u00e0 molto tra Austria e Botswana, per esempio, e quindi niente per ora ci fa supporre che cosi non sar\u00e0 per la questione vaccini, per la questione dei servizi sanitari e delle misure preventive, dei fondi per la ripresa delle attivit\u00e0, della scuola ecc, se anche la dichiarazione dei diritti dell\u2019uomo, gi\u00e0 poco seguita, in questo articolo mostra\u00a0 un diluizione e una debolezza rispetto alle priorit\u00e0 economiche, alle risorse, che sono sempre meno controllate dalle popolazioni.<\/p>\n<p>Cito di seguito solo dei piccoli brani di alcuni articoli, collegandoli ad alcune questioni che voglio sottoporvi: <strong><em>a<\/em><\/strong>) la questione della sussistenza garantita e del godimento del tempo libero (<u>art. 24<\/u> <em>Ogni individio ha diritto al riposo e allo svago<\/em>; <u>art. 25.1<\/u> <em>Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere<\/em>\u2026 <em>alimentazione, vestiario, abitazione, <strong>cure mediche e servizi sociali<\/strong> necessari<\/em>; <u>art. 25.2<\/u> <em>la maternit\u00e0 e l\u2019infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza<\/em>);\u00a0 <strong><em>b<\/em><\/strong><em>)<\/em> la questione relativa alla istruzione e allo sviluppo della personalit\u00e0 (<u>art. 26.1<\/u> <em>ogni individuo ha diritto all\u2019istruzione<\/em>; <u>art.26.2<\/u> (\u2026) <em>deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalit\u00e0 umana e al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libert\u00e0 fondamentali<\/em>); <strong><em>c<\/em><\/strong><em>)<\/em> la questione della piena partecipazione alla vita culturale e al progresso scientifico (<u>art.27<\/u> p<em>rendere parte liberamente alla vita culturale della comunit\u00e0, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici<\/em>).<\/p>\n<p>Quello che mi sembra importante rilevare di quanto riportato nel paragrafo, rispetto al punto\u00a0 <em>a)<\/em>: come appare essere sempre pi\u00f9 evidente, il problema della sussistenza e dello sviluppo armonico delle personalit\u00e0 non pu\u00f2 essere collegato alle incerte variabili economiche e alle contingenze decise da pochi, e quindi sempre pi\u00f9 fortemente si ode l\u2019eco di chi sta proponendo da anni, trovando sempre pi\u00f9 vasti consensi o avendo sempre pi\u00f9 ascolto da vari livelli della societ\u00e0, di scollegare ci\u00f2 dall\u2019avere o non avere un salario, dalla quantit\u00e0 di questo, e di poter godere di un diritto ben preciso e pi\u00f9 specifico, quello ad un \u201c<strong>Reddito di Base Universale<\/strong>\u201d,\u00a0 accreditato alla persona in quanto tale. Questo \u00e8 un avanzamento, una necessit\u00e0 che forse verr\u00e0 ascoltata dal mondo politico, \u00e8 un cambio di paradigma che rispecchia pi\u00f9 da vicino i valori della dichiarazione del 1948; \u00e8 qualcosa che va appoggiato dai settori progressisti della societ\u00e0, da tutti questi settori che si vogliono liberare dell\u2019asfissia e dal ricatto generato dal sistema economico-finanziario e da chi lo dirige. Il reddito di base si appoggia al grande progresso scientifico e tecnologico che deve essere convertito per la piena e consapevole (in senso ambientale e umano) produttivit\u00e0, al fine di liberare le persone dal lavoro come ricatto per la sopravvivenza, e convertirlo in strumento di apporto volontario al bene comune e alla espressione dei propri talenti.<\/p>\n<p>Riguardo invece ai punti <em>b)<\/em> e <em>c)<\/em>, nominati precedentemente, voglio rilevare la situazione paradossale in cui viviamo, in cui anche una persona indigente ha in mano uno smartphone, e in cui siamo tutti dentro una rete informatica, di tecnologia e di dati senza uguali nella storia, ma mancano strumenti di comprensione dei fenomeni, strumenti per la messa in relazione, per la discussione critica a tutti i livelli. Voglio sottolineare la trasformazione delle maggioranze in fruitori di tecnologia, fruitori di dati di tutti i tipi che ci arrivano simultaneamente alla velocit\u00e0 di un click, fruitori acritici o sballottati da una parte e dall\u2019altra a secondo delle manipolazioi dei dati a cui \u00e8 sottoposto un fenomeno. Non \u00e8 importante la riflessione sul dato pensato, a quanto pare, ma il dato porta con se solo una interpretazione, quella dell\u2019esperto, che sia il tecnocrate finanziario, il formatore culturale o quello del mondo scientifico, o semplicemente \u00e8 importante quella interpretazione che porta profitto. L\u2019istruzione e lo sviluppo pieno della personalit\u00e0, la partecipazione piena alla vita culturale e scientifica, non solo come fruitori del prodotto ultimo, \u00e8 una grande sfida che gi\u00e0 72 anni fa i padri della dichiarazione videro avvicinarsi a larghi passi. Dalla \u201cnostra\u201d abbiamo la stessa arma che viene usata \u201ccontro\u201d di noi: la rete. Gi\u00e0 nel lockdown \u00e8 stato un fiorire di connessioni, di dibattiti, di polemiche, ma anche di fantasia ed autorganizzazione, proprio attraverso i canali telematici, di molte iniziative culturali, politiche e scientifiche auto-prodotte e pensate collettivamente. Da sola la rete non basta, e qui ribadiamo la priorit\u00e0 dell\u2019Educazione (non semplicemente dell\u2019istruzione) come investimento di popoli che si possono definire civili e che guardano lontano.<\/p>\n<p>Come avrete notato a questo punto, dall\u2019inizo dell\u2019articolo alcune parole o brevi frasi all\u2019interno degli articoli della dichiarazione citati, sono state evidenziate in neretto, o se preferite in grassetto: \u201c<em>libert\u00e0 dal timore e dal bisogno\u201d,\u201ddiritto alla vita\u201d, \u201csicurezza della sua persona\u201d, \u201ccure mediche e servizi sociali\u201d<\/em>(compreso il caso delle cure speciali verso maternit\u00e0 e infanzia), a cui si pu\u00f2 aggiungere<em> \u201cReddito di Base Universale\u201d\u2026<\/em> voglio arrivare a ci\u00f2 che pu\u00f2 unire tutti questi puntini, a ci\u00f2 che ne \u00e8 la base primaria, su cui sviluppare tutto il resto su cui insiste la dichiarazione dei diritti umani: <strong>la Salute<\/strong>, ci\u00f2 che non \u00e8 mai citato direttamente ma che sta alla base, quasi come gi\u00e0 data per scontata, per costruire il resto. Il tema della Salute, una questione gi\u00e0 critica prima del Covid e ora esasperata al limite, sopratutto perch\u00e9 ha minacciato da vicino la sicurezza di paesi ricchi e medioricchi, le zone produttive, e ha minacciato da vicino anche la punta della piramide sociale; ma senza andare lontano nel tempo, nel 2018 sono morte 405.000 persone (la maggior parte bambini, ed \u00e8 un numero in calo rispetto all\u2019anno precedente, 416.000) di cui 380.000 solo in Africa. E\u2019 solo un esempio, perch\u00e9 altre malattie debellate in molte parti del mondo generano ancora decine di migliaia di morti ogni anno. Abbiamo visto inoltre che il Covid pu\u00f2 risultare mortale soprattutto in caso di patologie pregresse o in persone debilitate da altre malattie, quindi \u00e8 imprescindibile riconsiderare il tutto da una prospettiva mondializzante, e ribadire ci\u00f2 che una campagna di membri del Movimento Umanista ha voluto mettere in cima alle priorit\u00e0 del momento, dal nome Salute Diritto Universale. Questa e tante altre campagne del genere, anche e soprattutto quelle sorte dalla coscientizzazione crescente di larghi settori del personale medico, \u201cspremuto a fondo\u201d dalla situazione pandemica, puntano a restituire il valore centrale alla prevenzione e alla cura, e a costuire un modello di societ\u00e0 che assicuri per tutti le migliori condizioni, proprio e anche perch\u00e9 abbiamo visto come si possono innescare in casi come quest\u2019ultimo una reazione tipo caselle del domino a livello planetario. Finanziamenti massicci e condivisione mondiale dei saperi non solo per produrre dei (forse) utili vaccini, ma anche e soprattuto per aumentare strutture, formazione, capacit\u00e0 di diagnosi e prevenzione ecc. Se uniamo il tema del Reddito di Base Universale alle proposte pi\u00f9 evolutive delle campagne sulla Salute gi\u00e0 saltiamo in una casella del gioco che forse ci potr\u00e0, guardando indietro, ritornare alla tragedia di questi mesi con un sorriso di ringraziamento, come di chi ha approfittato al meglio dell\u2019avvertimento che gli ha permesso di reagire e di rendersi conto appieno della situazione.<\/p>\n<p>E cos\u00ec termino la disamina della crisi attuale posta sotto la lente di parte della Dichiarazione Universale dei dei Diritti Umani, adottata dall&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite nella sua terza sessione, il 10 dicembre 1948 a Parigi con la risoluzione 219077A. Crisi che apre scenari incerti, che possono portare ad una retrocessione quasi medievale della situazione (magari con una supercasta ipertecnologica, o una completa e caotica destrutturazione mondiale) fino a quella all\u2019estremo opposto, fornedo nuovi paradigmi sociali evolutivi per la futura umanit\u00e0. Concludo definitivamente affermando che se anche questa pandemia ci pu\u00f2 aver preso <em>tutti<\/em> di sorpresa, ora entra in ballo ancora pi\u00f9 fortemente l\u2019intenzionalit\u00e0 umana, entra in ballo la direzione che vorranno dare i centri di potere a vari livelli, che magari pensano di avere in mano ora con il Covid un agile strumento di controllo e regolazione sociale e ancora di pi\u00f9 entra in ballo la possibile e sperabile maturazione di una coscienza planetaria da parte delle popolazioni, sottoposte tutte insieme ad una situazione di surreale deprivazione, che per\u00f2 ha risuonato come un esperimento mondiale di allineamento delle sintonie delle varie coscienze, alla ricerca, nel vuoto di senso che si va aprendo come un abisso, di un ponte verso il futuro che dovr\u00e0 essere costruito tutti insieme. Andiamo all\u2019essenziale, liberandoci\u2026 saremo liberi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riflessioni di Ferragosto. 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