{"id":1180337,"date":"2020-08-17T10:40:58","date_gmt":"2020-08-17T09:40:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1180337"},"modified":"2020-08-17T10:40:58","modified_gmt":"2020-08-17T09:40:58","slug":"la-goldman-sachs-avverte-la-stretta-del-dollaro-americano-sui-mercati-globali-potrebbe-finire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/08\/la-goldman-sachs-avverte-la-stretta-del-dollaro-americano-sui-mercati-globali-potrebbe-finire\/","title":{"rendered":"La Goldman Sachs avverte: la stretta del dollaro americano sui mercati globali potrebbe finire"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>Dopo anni di dibattiti sulla possibilit\u00e0 o meno di abbandonare il dollaro americano, la Russia e la Cina lo stanno facendo davvero. Nel primo trimestre del 2020, <strong>la quota del dollaro nel commercio tra questi paesi \u00e8 scesa, per la prima volta, sotto il 50%<\/strong>.<\/p><\/blockquote>\n<p>La Goldman Sachs ha lanciato un monito sul rischio del dollaro di perdere il proprio status di valuta di riserva mondiale. Cos\u00ec, la Goldman Sachs Group Inc. ha puntato i riflettori sull&#8217;improvvisa e crescente preoccupazione per l&#8217;inflazione negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Mentre il Congresso degli Stati Uniti tenta di concretizzare un altro ciclo di incentivi fiscali per sostenere l&#8217;economia, devastata dalla pandemia, e mentre la Federal Reserve (Fed) quest&#8217;anno ha gi\u00e0 gonfiato il suo bilancio di circa 2,8 trilioni di dollari, gli strateghi della Goldman hanno avvertito che la politica degli Stati Uniti sta innescando &#8220;timori di deprezzamento della valuta&#8221;, che potrebbero porre fine al regno del dollaro come forza dominante nei mercati valutari globali.<\/p>\n<p>Anche se, nella maggior parte degli ambienti finanziari, questa opinione \u00e8 nettamente minoritaria, e nonostante gli analisti della Goldman affermino che ci\u00f2 non accadr\u00e0 necessariamente, questo mese un senso di agitazione aleggia nel mercato: gli investitori, preoccupati che una tale stampa di cartamoneta possa innescare l&#8217;inflazione negli anni a venire, hanno lasciato il dollaro e si sono tuffati furiosamente nell&#8217;oro.<\/p>\n<p><strong>L\u2019oro \u00e8 la valuta di ultima istanza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;oro \u00e8 la valuta di ultima istanza, soprattutto in un ambiente come quello attuale, in cui i governi stanno svalutando le loro monete fiat e spingendo i tassi di interesse reali ai minimi storici&#8221;, hanno scritto gli analisti della Goldman, tra cui Jeffrey Currie. Ci sono ora, hanno detto, &#8220;preoccupazioni reali sulla longevit\u00e0 del dollaro come valuta di riserva&#8221;.<\/p>\n<p>Secondo la relazione della Goldman, la riluttanza iniziale di Wall Street a lanciare l&#8217;allarme sull&#8217;inflazione a inizio pandemia sta svanendo. Dopo essere stati duramente scossi dalle infauste previsioni su un rialzo improvviso dei prezzi, a seguito di incentivi monetari e fiscali successivi alla crisi finanziaria del 2008, molti analisti hanno esitato a rinnovare tali appelli ora, soprattutto con l&#8217;economia che sta affondando in una grave recessione.<\/p>\n<p>Ma con l\u2019oro che impenna a livelli record e le previsioni degli obbligazionisti sull\u2019inflazione, il cui numero aumenta quasi giornalmente, anche se in modo molto esiguo, il dibattito sugli effetti a lungo termine degli incentivi si \u00e8 fatto pi\u00f9 acceso.<\/p>\n<p>Il tasso di inflazione di pareggio a 10 anni, ovvero il divario tra i rendimenti del debito nominale e quelli legati all\u2019inflazione, \u00e8 salito a circa l&#8217;1,51%, contro lo 0,47% di marzo. Questo ha visto i rendimenti reali, che eliminano l&#8217;impatto dell&#8217;inflazione, scendere ulteriormente sotto lo zero, a circa 0,93% sulle obbligazioni di analoga scadenza.<\/p>\n<p>&#8220;I bilanci allargati che ne derivano e la creazione di moneta in vaste proporzioni alimentano i timori della svalutazione&#8221;, hanno scritto gli analisti della Goldman. Hanno anche affermato che questo crea &#8220;una maggiore probabilit\u00e0 che, quando l&#8217;attivit\u00e0 economica si sar\u00e0 normalizzata in futuro, ci saranno incentivi per le banche centrali e i governi, che consentiranno all&#8217;inflazione di impennare al fine di ridurre l&#8217;onere del debito accumulato&#8221;.<\/p>\n<p>La febbre dell&#8217;oro evidenzia la crescente preoccupazione per l&#8217;economia mondiale.<\/p>\n<p>La Goldman ha rivisto le proprie previsioni annuali e ha valutato maggiormente l\u2019oro, passando agli iniziali 2000 dollari l\u2019oncia a 2300 dollari l\u2019oncia. Al momento, l\u2019oro ha un valore di circa 1950 dollari all\u2019oncia. La banca vede i tassi di interesse reali statunitensi continuare a scendere, aumentando, cos\u00ec, il valore dell&#8217;oro.<\/p>\n<p>Il Bloomberg Dollar Spot Index \u00e8 sulla buona strada per il peggior luglio degli ultimi dieci anni. Il calo \u00e8 dovuto ai nuovi appelli sulla svalutazione del dollaro a seguito del pacchetto di salvataggio dall\u2019Unione Europea che ha cambiato le carte in tavola, stimolato la crescita dell&#8217;euro, e che porter\u00e0 all&#8217;emissione congiunta di debiti.<\/p>\n<p>Secondo l&#8217;ultima indagine triennale della Banca dei Regolamenti Internazionali, il dollaro statunitense \u00e8 utilizzato nell&#8217;88% di tutti gli scambi di valuta; secondo i dati dell\u2019FMI, rappresenta ancora circa il 62% delle riserve mondiali di valuta estera, nonostante sia in calo rispetto a un picco di oltre l&#8217;85% negli anni Settanta.<\/p>\n<p><strong>Una montagna di debiti sempre pi\u00f9 alta<\/strong><\/p>\n<p>Per la Goldman, il crescente livello del debito negli Stati Uniti (il quale attualmente supera l&#8217;80% del prodotto interno lordo della nazione) e altrove, aumenta il rischio che le banche centrali e i governi possano permettere un\u2019accelerazione dell&#8217;inflazione.<\/p>\n<p>Proprio sull\u2019inflazione, gli investitori sono pronti a saperne di pi\u00f9 sul punto di vista della Fed e sulle ultime politiche decisionali. &#8220;Finch\u00e9 non riusciremo a raggiungere la Fed, il dollaro potrebbe rafforzarsi man mano che gli investitori bloccano i profitti&#8221;, ha affermato in una nota Edward Moya, analista di mercato.<\/p>\n<p>La Goldman Sachs ha associato la corsa del metallo a una &#8220;potenziale inclinazione nella Fed verso un pregiudizio inflazionistico in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche, di elevata incertezza politica e sociale interna degli Stati Uniti e di una seconda ondata di infezioni legate al Covid-19&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;oro \u00e8 la valuta di ultima istanza, soprattutto in un contesto come quello attuale, in cui i governi stanno svalutando le loro monete legali e spingendo i tassi di interesse reali ai minimi storici&#8221;, ha detto la banca. &#8220;Con un ulteriore calo previsto dei tassi di interesse reali statunitensi, da marzo stiamo ancora una volta ribadendo la nostra lunga raccomandazione sull\u2019oro&#8221;.<\/p>\n<p>Di anno in anno, l&#8217;oro ha guadagnato pi\u00f9 del 27% ed \u00e8 attualmente scambiato a circa 1.940 dollari l&#8217;oncia.<\/p>\n<p><strong>La Fed affronta la minaccia valutaria<\/strong><\/p>\n<p>Le previsioni sulla caduta del potente dollaro americano, dal suo status attuale a ultima misura di valuta, non sono certo una novit\u00e0.<\/p>\n<p>I \u201cGold bug\u201d (termine un po\u2019 scortese per riferirsi a chi \u00e8 convinto che il metallo giallo sia l&#8217;unico investimento veramente sicuro) lanciano, ogni paio d\u2019anni, attacchi contro la sicurezza del dollaro.<\/p>\n<p>L&#8217;euro \u00e8 stato un aspirante candidato, ma ha avuto molti problemi di per s\u00e9. Paesi che non vanno d&#8217;accordo con gli Stati Uniti, tra cui l&#8217;Iran, hanno condannato l&#8217;assurdit\u00e0 di dover vendere il loro petrolio a paesi terzi in dollari.<\/p>\n<p>Dopo il crollo finanziario globale del 2008, l&#8217;allora banchiere centrale cinese Zhou Xiaochuan ha criticato l&#8217;uso della moneta di un singolo paese come standard mondiale, definendolo un&#8217;anomalia storica.<\/p>\n<blockquote><p><em>&#8220;La crisi richiede, ancora una volta, una riforma innovativa del sistema monetario internazionale esistente verso una valuta di riserva internazionale che abbia un valore stabile, un&#8217;emissione basata su regole e un&#8217;offerta gestibile&#8221;, ha scritto Zhou. <\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Ma i commenti dei banchieri newyorkesi della Goldman Sachs, proprio mentre l&#8217;oro sta toccando nuovi massimi e \u201ci verdoni\u201d nuovi minimi, sono ben diversi dalle lamentele di chi vorrebbe prendere il posto del dollaro statunitense.<\/p>\n<p>I commenti della Goldman fungono da monito su ci\u00f2 che potrebbe accadere se la valuta statunitense venisse alla fine svalutata a causa di una spesa pubblica eccessiva e di un indebitamento esorbitante a tassi di interesse vicini allo zero.<\/p>\n<p>Il dollaro canadese \u00e8 aumentato di due centesimi rispetto alla valuta statunitense nell&#8217;ultimo mese. Ma anche questo dato \u00e8 ingannevole. Poich\u00e9 la maggior parte dei nostri scambi commerciali avvengono con gli Stati Uniti, il dollaro canadese tende a salire e a scendere insieme al dollaro statunitense. La valuta canadese continua, quindi, a essere nel commercio in misura minore rispetto all&#8217;euro.<\/p>\n<p>La relazione della Goldman Sachs sta facendo parecchia notizia e offre un po&#8217; di brivido a chi \u00e8 alla ricerca di un esito ancora pi\u00f9 buio dell&#8217;attuale pandemia. Ma l&#8217;oro aumenta regolarmente il suo valore in tempi di incertezza finanziaria, e tende a diminuire poco dopo.<\/p>\n<p><strong>Russia e Cina accelerano il processo di de-dollarizzazione<\/strong><\/p>\n<p>Dopo anni di dibattiti sulla possibilit\u00e0 di abbandonare o meno il dollaro americano, la Russia e la Cina lo stanno facendo davvero. Nel primo trimestre del 2020, <strong>la quota del dollaro nel commercio tra questi paesi \u00e8 scesa, per la prima volta, sotto il 50%<\/strong>.<\/p>\n<p>Appena quattro anni fa, il dollaro rappresentava oltre il 90% delle transazioni valutarie di questi paesi.<\/p>\n<p>Secondo il quotidiano moscovita Izvestia, nel 2018 la quota \u00e8 scesa dal 75% al 46%. Il 54% del commercio non in dollari \u00e8 composto dallo yuan cinese (17%), dall\u2019euro (30%) e dal rublo russo (7%).<\/p>\n<p>La progressiva riduzione del ruolo del dollaro, all\u2019interno del commercio internazionale, pu\u00f2 essere attribuita principalmente all\u2019attuale guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina.<\/p>\n<p>A gennaio, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha spiegato che Mosca sta continuando &#8220;la sua politica volta alla graduale de-dollarizzazione&#8221; e, ove possibile, sta cercando di fare affari in valuta locale.<\/p>\n<p>Lavrov ha definito l\u2019allontanamento dal dollaro americano come &#8220;una risposta concreta all&#8217;imprevedibilit\u00e0 della politica economica statunitense e all&#8217;abuso totale da parte di Washington dello status del dollaro come valuta di riserva mondiale&#8221;.<\/p>\n<p>Tale allontanamento \u00e8 visibile anche negli scambi commerciali della Russia con altre parti del mondo, come l&#8217;Unione Europea. Dal 2016, il commercio tra Mosca e il blocco europeo \u00e8 avvenuto principalmente in euro, con una quota russa attuale del 46%.<\/p>\n<p>Di Counterarguments Collective<\/p>\n<p><em>Traduzione dall\u2019inglese a cura di Giulia Paola Pattavina. Revisione: Maria Fiorella Suozzo<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/countercurrents.org\/2020\/07\/u-s-dollars-grip-on-global-markets-might-be-over-warns-goldman\/\">L\u2019articolo originale sul sito del nostro partner<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo anni di dibattiti sulla possibilit\u00e0 o meno di abbandonare il dollaro americano, la Russia e la Cina lo stanno facendo davvero. 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