{"id":117509,"date":"2014-07-08T19:01:47","date_gmt":"2014-07-08T18:01:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=117509"},"modified":"2014-07-08T19:01:47","modified_gmt":"2014-07-08T18:01:47","slug":"sarajevo-peace-event-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/07\/sarajevo-peace-event-2014\/","title":{"rendered":"Sarajevo Peace Event 2014"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/sarajevo-2014.jpg\" width=\"378\" height=\"253\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><em>Pubblichiamo questo rapporto che ci ha mandato Alberto L&#8217;Abate, nonostante un certo ritardo rispetto all&#8217;iniziativa, data l&#8217;importanza della medesima e del relatore del rapporto.<\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>\u00a0Primo rapporto sull&#8217;andamento dell&#8217;incontro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><em>\u00a0di Alberto L&#8217;Abate<\/em><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Si \u00e8 tenuto a Sarajevo, dal 6 al 9 giugno\u00a0\u00a0 di questo anno, un Forum Internazionale\u00a0 per la Pace, in occasione dei cento anni dallo scoppio, in quella citt\u00e0, \u00a0della prima guerra mondiale che ha portato oltre 30 milioni di morti. Nel documento del comitato preparatorio dell&#8217;evento, del quale facevano parte, per il nostro paese, Alessandro Capuzzo, di Trieste (Rete Italiana dei Corpi Civili di Pace), e Zaira Zafarana, di Torino (Comitato\u00a0 Italiano per una Cultura di Pace e di Nonviolenza \/ MIR), si dice, tra l&#8217;altro: \u201cI popoli di tutto il mondo desiderano vivere in pace ma l&#8217;ultimo secolo ha visto guerre e violenze a tutti i livelli ed in ogni parte del mondo, compresa la ex-Jugoslavia. Noi crediamo e desideriamo mostrare che il potere della nonviolenza attiva \u00e8 il solo modo sostenibile per trasformare un mondo di guerre e di violenza in una cultura di pace e di nonviolenza.\u00a0 Gli eventi attuali in Ucraina, Siria, Africa Centrale, ed in molte altre parti del mondo, come pure le guerre in Jugoslavia del 1990, e le attuali\u00a0 proteste sociali in Bosnia-Herzegovina, richiedono il nostro comune impegno, e dichiarazioni pubbliche che ci sono alternative alla\u00a0 guerra nella forma di trasformazione civile e nonviolenta dei conflitti, come dimostrato in molte campagne nonviolente\u00a0 di successo\u00a0 come pure in documenti ufficiali come la dichiarazione dell&#8217;Unesco per una \u201cCultura di Pace\u201d. Il nostro comune obbiettivo rimane la visione di Bertha von Suttner, Mahatma Gandhi, Albert Eistein, Martin Luther King, Nelson Mandela, e molti altri, e cio\u00e8:\u00a0 un mondo senza guerra e senza violenza.\u00a0 Pi\u00f9 saremo a\u00a0 partecipare e dimostrare questo, in modo chiaro, all&#8217;evento di pace in Sarajevo, pi\u00f9 forte\u00a0 sar\u00e0 il nostro segnale che \u201cun nuovo mondo \u00e8 possibile\u201d!&#8230;.\u201d.<\/p>\n<p>Questo invito \u00e8 stato raccolto da molte persone\u00a0 di tutte le parti del mondo\u00a0 tanto che all&#8217;evento, nel sue tre forme previste : 1) il Forum Internazionale; 2) Gli eventi culturali; 3) il Campo per Giovani di dialogo e scambio culturale, hanno partecipato circa 2400 persone di molte parti del mondo, e circa 300 giovani volontari del\u00a0 posto che\u00a0 aiutavano\u00a0 le persone con invalidit\u00e0 a\u00a0 muoversi meglio, e tutti\u00a0 i\u00a0 partecipanti\u00a0 ed trovare pi\u00f9 facilmente\u00a0 i tanti\u00a0 luoghi della citt\u00e0 dove si svolgevano i tantissimi incontri previsti dal\u00a0 programma. All\u2019evento hanno partecipato\u00a0 moltissimi europei, \u00a0in particolare dai paesi della Ex -Jugoslavia, ma anche \u00a0persone, e talvolta anche\u00a0 intere delegazioni, dagli Usa, la Columbia, l&#8217;Africa,\u00a0 l&#8217;India,\u00a0 il Giappone e la Corea del Sud, per non citare che alcune delle aree di provenienza. Moltissimi i giovani, oltre ai volontari del posto, anche di scuole\u00a0 medie secondarie (pure da Trieste) che avevano a loro disposizione,ed a bassissimo prezzo, un campeggio\u00a0 bene organizzato a Jligia , la zona dalla quale l\u2019esercito serbo, durante l\u2019assedio della citt\u00e0, bombardava i \u00a0suoi abitanti. Ed effettivamente, grazie alle attive presenze all&#8217;evento di moltissime organizzazioni\u00a0 mondiali per la pace: tra queste, l&#8217; IFOR (International Felloship of Reconciliation), WRI (War Resisters International), IPB (International Peace Bureau), Pax Christi International; International Network for a Culture of Nonviolence and Peace,\u00a0 Helsinki Citizens&#8217; Assembly,\u00a0 IALANA (International Association of Lawyers Against Nuclear Arms), IPPNW (International Physicians for the Prevention of\u00a0 Nuclear Weapons), AEC (Assembl\u00e9e Europ\u00e8enne des Citoyens),\u00a0 INES ( International Network of Ingeneers and Scientists for Global responsibility),\u00a0 American Friends Service Committee (Quaccheri), YMCA (Young Man Christian Association), CADTM (Comit\u00e8 pour l&#8217;annulation de la Dette du Tiers Mond), International Network No to War- No to Nato,\u00a0 l&#8217;Associazione Rosa Luxemburg, tedesca, ma con varie diramazioni in diversi paesi dell\u2019Est Europa, l\u2019 UNICEF, l\u2019Associazione Internazionale dei \u00a0Sindaci per la Pace, ed anche di \u00a0molte\u00a0 organizzazioni di sole donne (come, ad esempio, le Donne in Nero di Belgrado), e grazie agli interventi,\u00a0 nella seduta iniziale, del Premio Nobel per la Pace Mairead Maguire, dell&#8217;Irlanda del Nord, e di quelli video-registrati\u00a0 di Noam Chomsky,\u00a0 e di Hildegard Goss-Mayr, dell&#8217;Austria (questa ultima Presidente Onorario dell&#8217;IFOR e maestra di nonviolenza per i movimenti di molte parti del globo), i temi della pace e della nonviolenza sono stati introdotti nella conferenza in modo magistrale, molto pi\u00f9 approfonditamente che in altri Forum mondiali ed Europei nei quali questi temi erano sommersi da altri di tipo pi\u00f9 semplicemente economico e politico, e nei quali spesso la \u201cnonviolenza\u201d era vista con un\u00a0 certo sospetto. Questi\u00a0 stessi\u00a0 temi\u00a0 sono stati poi ulteriormente approfonditi nelle cinque tavole rotonde: 1) Genere, Donne e Guerra; 2) Il militarismo e le sue alternative; 3) Una Cultura di Pace e di Nonviolenza; 4) La pace e la giustizia sociale; 5) La Riconciliazione\u00a0 e come trattare il passato &#8211; E&#8217; il silenzio il prezzo da pagare per la Pace?. Ulteriori approfondimenti di queste tematiche si sono poi avuti negli oltre 200 laboratori. Tra questi anche quello a cui ha partecipato il sottoscritto, come uno dei relatori, sul tema: \u201cInterventi Nonviolenti\/ Mantenimento della pace attraverso\u00a0 interventi civili nonarmati\/ Prevenzione della violenza e\u00a0 lavoro\u00a0 per le alternative nonviolente\u201d; laboratorio questo di durata doppia rispetto a quelli normali di sole 2 ore,\u00a0 promosso da :\u00a0 Il Centro per la Pace di Osijek, Pax Christi International, IFOR, WRI, Federazione per la Difesa Sociale (tedesca) ; le varie relazioni, di questa sessione, cui hanno partecipato oltre una ottantina di persone, \u00a0hanno trattato sul tipo di lavoro da portare avanti con i corpi civili di pace\u00a0 con esempi concreti tratti dal lavoro specifico svolto in Columbia,\u00a0 in Israele-Palestina (questo con un bell&#8217; intervento video-registrato di Luisa Morgantini, dell&#8217;Associazione per la Pace Italiana), in Croazia, ed, a livello istituzionale, in Germania, tramite la Federazione\u00a0 per la Difesa Sociale. Io ho trattato, in circa 10\/15 minuti, sul rapporto tra corpi civili di pace ed\u00a0 il lavoro\u00a0 di prevenzione dei conflitti armati (la mia relazione, che devo ancora tradurre dalla lingua &#8216;inglese in cui l&#8217;ho presentata, sar\u00e0 l&#8217;oggetto del mio secondo rapporto). Il giorno successivo\u00a0 la discussione iniziata dopo gli interventi di questa sessione, \u00e8 continuata attraverso una sessione specifica sui \u201cServizi Civili di Pace in Europa:\u00a0 su quanto sono riusciti a fare e quello che dovrebbero fare in futuro\u201d: sessione dalla quale sono emerse proposte interessanti, in particolare \u00a0sulla necessit\u00e0\u00a0 di dar vita ad una nuova\u00a0\u00a0 Europa,\u00a0 non costruita dall&#8217;alto, dalla moneta e del tutto centralizzata ed autoritaria, ma dal basso, dalle tante attivit\u00e0 di base che lottano giorno per giorno, in tutti questi paesi,\u00a0 con la nonviolenza, per la prevenzione delle ingiustizie e della\u00a0 violenza, ed in progetti costruttivi \u00a0\u00a0contro le energie dure e per la messa in atto di quelle dolci, per una societ\u00e0 solidale e cooperativa,\u00a0 per\u00a0 la valorizzazione e la gratuit\u00e0 dei beni comuni, per una economia che risponda ai bisogni delle persone e non del mercato, per un modello di sviluppo dal basso realmente democratico,\u00a0 senza armi e solidale. La mia proposta finale,\u00a0 fatta all\u2019assemblea conclusiva dell\u2019evento, \u00e8 stata quella di cercare di organizzare, a\u00a0 livello europeo ma forse anche a quello \u00a0mondiale, una rete bene organizzata \u00a0di tutte\u00a0 queste esperienze di base alternative, tantissime ed anche molto\u00a0 vitali in molti dei nostri paesi, esperienze per\u00f2 che, se restano isolate l\u2019una con l\u2019altra,\u00a0 non hanno alcuna incidenza politica, ma che se diventano invece le casematte gramsciane, e cio\u00e8 il nuovo che si costruisce in mezzo al vecchio, e che a poco poco, integrandosi e crescendo, porta alla fine del vecchio sistema, possono diventare realmente la\u00a0 base di una nuova Europa,\u00a0 e si spera anche di un nuovo mondo, come quello cui si sono\u00a0 ispirati\u00a0 gli organizzatori dell\u2019evento. Questo, secondo me, sarebbe possibile anche mettendo su un\u00a0 progetto europeo di ricerca-intervento che \u00e8 la materia che ho praticato ed\u00a0 insegnato in\u00a0 tutta\u00a0\u00a0 la mia vita, e che, unendo teoria e prassi, permette di uscire dalle astrattezze della seconda dando vita ad una realt\u00e0 che si pu\u00f2 definire realmente rivoluzionaria, sia pur nonviolenta, come quella predicata ed attuata, oltre che dalle persone citate nella relazione degli organizzatori, nel nostro paese, da Aldo Capitini e Danilo Dolci.<\/p>\n<p>Ma, in questo primo rapporto, vorrei accennare anche al fatto che sui giornali italiani le uniche notizie apparse su questo importante incontro sono state quelle su contestazioni da parte dei Serbi che consideravano questa iniziativa\u00a0 come una critica ed una condanna\u00a0 del loro movimento di liberazione nazionale, tanto che nel\u00a0 nostro giornale \u201cLa Repubblica\u201d, nel giorno di inizio dell&#8217;evento, si \u00a0annunziava \u00a0una iniziativa di contestazione dei Serbi\u00a0 di Sarajevo verso questo avvenimento. In realt\u00e0\u00a0 questa contestazione non c&#8217;\u00e8 stata affatto, e l&#8217;unica contestazione \u00e8 stata interna alla Conferenza, contro il finanziamento\u00a0 dell&#8217;iniziativa , soprattutto a livello locale, da parte della \u201cUSAID\u201d (United States Agency\u00a0 for International Development). Infatti tutti i volontari indossavano una maglietta con scritto, in modo molto visibile,\u00a0 questa sigla. In una lettera di contestazione,\u00a0 distribuita a tutti i partecipanti all&#8217;incontro,\u00a0 di una tedesca membra della War Resisters International e di altre ONG pacifiste, si \u00e8 polemizzato su questo fatto,\u00a0 sottolineando come questa Agenzia agisca in appoggio\u00a0\u00a0 agli obbiettivi politici degli Stati Uniti, e\u00a0 sia perfettamente integrata nella strategia di Sicurezza Nazionale di questo paese. E nella lettera si denunzia\u00a0 come\u00a0 l&#8217;accettazione di questi finanziamenti da parte degli organizzatori \u201cdanneggi la reputazione degli Eventi di Pace di Sarajevo e dei suoi partecipanti, e minaccia\u00a0 la credibilit\u00e0 della conferenza&#8230; ed aiuta la nefasta USAID a ripulire la sua immagine associandosi\u00a0 con rispettevoli\u00a0 pacifisti cos\u00ec che pu\u00f2 continuare a\u00a0 \u201cparlare di pace\u201d mentre prepara le guerre\u201d. E si chiede che i soldi ricevuti vengano restituiti. Non mi risulta che questo sia stato fatto, ma molti dei giovani che indossavano quelle magliette se le sono tolte, nei giorni successivi,\u00a0\u00a0 per pudore, ed\u00a0 \u00e8 stata data una risposta nella quale \u00e8 stato sottolineato come questi finanziamenti sono stati marginali, e come l&#8217;iniziativa \u00e8 stata\u00a0 resa possibile, non grazie a questi, ma al finanziamento dei tanti\u00a0 movimenti di base\u00a0 che hanno reso possibile e sostenuto questo evento.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 da aggiungere che questo episodio \u00e8 istruttivo del comportamento di tutti i\u00a0 nostri paesi, non solo degli USA, che, normalmente (non \u00e8 il caso della Bosnia dove l\u2019intervento della Nato \u00e8 stato fatto molto tempo dopo l\u2019inizio del conflitto interno \u00a0e principalmente in\u00a0 difesa della popolazione di Sarajevo asssediata dall\u2019esercito Serbo, anche se ci sono stati eventi, come quelli di Sebrenitza, che hanno messo in cattiva luce l\u2019intervento dei caschi blu delle N.U. che hanno fatto nulla contro la distruzione della popolazione bosniaca da parte dell\u2019esercito serbo) prima fanno le guerre uccidendo moltissime persone, attualmente, con le guerre attuali,\u00a0\u00a0 soprattutto civili, poi, finite le guerre, portano gli aiuti umanitari per cercare di fare dimenticare alle popolazioni vittime delle guerre le uccisioni ed i disastri fatti da loro, presentando il loro volto umanitario, ma che invece\u00a0\u00a0 non spendono\u00a0 quasi nulla\u00a0 in una ricerca seria di metodi per prevenire le guerre stesse, compito che invece portano avanti, con molta seriet\u00e0, ma con pochi soldi, molte delle Organizzazioni Non Governative\u00a0 che hanno organizzato l&#8217;evento di pace di Sarajevo. E&#8217; certo che il cambiamento di questa politica degli stati, ed un riequilibramento di queste spese,\u00a0 \u00e8 un compito fondamentale di tutti i movimenti e di tutte le persone interessate alla pace ed alla Nonviolenza.<\/p>\n<p>Qualche parola\u00a0 merita anche la seconda parte organizzata dalla manifestazione, e cio\u00e8 \u00a0quella degli eventi culturali, che \u00e8 stata estremamente ricca ed interessante con ottimi cori e molta musica per i gusti sia dei giovani che dei vecchi.<\/p>\n<p>Un&#8217;ultima cosa volevo dire per ringraziare Alesssandro Capuzzo \u00a0e gli altri \u00a0amici\u00a0 triestini che hanno organizzato un pulman che, oltre a molti triestini, in particolare giovani di\u00a0 scuole medie superiori, ha portato a Sarajevo alcuni di noi dell&#8217;Ipri- Rete Ccp, ed altri provenienti anche\u00a0 da\u00a0 Torino, che aveva avuto iscrizioni superiori alla ricettivit\u00e0\u00a0 dei\u00a0 due pulmini da loro organizzati. Il viaggio in pulman con i triestini \u00e8 stato molto utile sia\u00a0 all&#8217;andata,\u00a0 per\u00a0 capire meglio il programma\u00a0 previsto\u00a0 e\u00a0 per conoscersi meglio e sapere delle varie attivit\u00e0 in cui eravamo direttamente\u00a0 impegnati, sia, soprattutto al ritorno, per avere un resoconto delle varie iniziative a cui molti dei viaggiatori avevano partecipato, e per dare una valutazione finale\u00a0 dell&#8217;iniziativa, che, da parte di tutti,\u00a0 \u00e8 stata considerata molto positiva.<\/p>\n<p>Firenze, 23 giugno 2014 <a title=\"\" href=\"#_ftn1\">[1]<\/a><\/p>\n<div><\/div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> A causa di problemi al mio computer ed ad una mia operazione all\u2019anca\u00a0 questa relazione viene\u00a0 pubblicizzata\u00a0 con molto ritardo rispetto alla data in cui era stata scritta<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo questo rapporto 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