{"id":1164120,"date":"2020-07-21T16:08:32","date_gmt":"2020-07-21T15:08:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1164120"},"modified":"2020-07-21T16:08:32","modified_gmt":"2020-07-21T15:08:32","slug":"la-censura-in-era-vittoriana-la-miccia-che-accese-la-scintilla-della-creativita-letteraria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/07\/la-censura-in-era-vittoriana-la-miccia-che-accese-la-scintilla-della-creativita-letteraria\/","title":{"rendered":"La censura in era Vittoriana: la miccia che accese la scintilla della creativit\u00e0 letteraria"},"content":{"rendered":"<p>In una lettera aperta pubblicata nella rivista Harper, 152 scrittori, tra cui JK Rowling e Margaret Atwood, lamentano un clima di \u201cesasperata tendenza alla critica\u201d che si starebbe diffondendo nella cultura liberale. Cos\u00ec questi autori hanno preso posizione nell\u2019attuale dibattito relativo alla libert\u00e0 di opinione su internet.<\/p>\n<p>Mentre si affronta un quesito del genere, in una societ\u00e0 in cui i social danno l\u2019opportunit\u00e0 di esprimere posizioni estreme, si pu\u00f2 guardare agli autori vittoriani come esempio per analizzare da un altro punto di vista il linguaggio e il modo in cui pu\u00f2 essere usato per comunicare le proprie idee. Inoltre, saremmo cos\u00ec in grado di osservare come gli scrittori vittoriani, per ovviare all\u2019allora limitata tolleranza e alla censura letteraria, abbiano escogitato dei metodi creativi di scrittura che hanno messo in primo piano la sensibilit\u00e0 e richiesto prudenza.<\/p>\n<p>Senza offendere nessuno<\/p>\n<p>Sono pochi i casi di libri messi al bando durante l\u2019era vittoriana. Tuttavia, le opere letterarie venivano censurate o rifiutate per pudore morale e spesso gli editori si opponevano alle invettive contro le classi sociali pi\u00f9 agiate, ovvero coloro che compravano i libri. Il primo romanzo dello scrittore e poeta Thomas Hardy, <i>The Poor Man and the Lady<\/i>, non \u00e8 mai stato pubblicato poich\u00e9, secondo l\u2019editore Alexander Macmillan, il ritratto della nobilt\u00e0 era \u201cnero come la pece, senza che vi fosse anche un solo raggio di luce a scacciare l\u2019oscurit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Tuttavia, nella maggior parte dei casi non erano gli editori a scartare le opere, ma le biblioteche che si rifiutavano di distribuirle. Queste istituzioni erano parte integrante del consumismo letterario durante l\u2019era vittoriana, essendo uno dei pochi mezzi di distribuzione dei libri.<\/p>\n<p>Tra queste, la pi\u00f9 influente era la Select Library di Charles Mudie, fondata nel 1842. La sua era una libreria \u201celitaria\u201d perch\u00e9 lasciava circolare soltanto quegli scritti che i genitori della classe media avrebbero potuto leggere ad alta voce alle proprie figlie, senza causare imbarazzo.<\/p>\n<p>Questo comportamento influenz\u00f2 il tipo di opere commissionate dagli editori e i libri che gli autori avrebbero potuto pubblicare evitando problemi. Sebbene la censura letteraria in et\u00e0 vittoriana fosse limitante, questa spinse gli scrittori a elaborare modi pi\u00f9 creativi e innovativi per comunicare le proprie idee.<\/p>\n<p>La censura \u201cproduttiva\u201d<\/p>\n<p>L\u2019editore di George Eliot, John Blackwood, criticava il suo lavoro poich\u00e9 offriva dei ritratti autentici degli individui, invece che idealizzarli. Si sentiva particolarmente a disagio ogni volta che Eliot si concentrava sulle difficolt\u00e0 quotidiane della classe lavoratrice.<\/p>\n<p>In <i>La storia d\u2019amore di Mr Gilfil<\/i> (1857), Eliot descrive il momento in cui un\u2019orfana, Caterina, viene ripulita da cima fondo, suscitando una forte critica da parte di Blackwood:<br \/>\n\u201cNon ricordo nessun passaggio che mi abbia portato a esercitare una censura critica, se non quella dell\u2019allusione alla sporcizia in comune con la tua eroina.\u201d<\/p>\n<p>Oltre alla sporcizia, anche il consumo di alcool veniva spesso visto come un promemoria indesiderato sui problemi della classe lavorativa. Sempre in <i>La storia d\u2019amore di Mr Gilfil<\/i>, l\u2019autrice descrive il momento in cui un eponimo membro del clero si gode un \u201craro goccio di gin diluito nell\u2019acqua\u201d.<\/p>\n<p>Tuttavia, conoscendo il punto di vista di Blackwood e rendendosi conto che avrebbe potuto mettere a disagio qualcuno, si sent\u00ec ancora pi\u00f9 motivata a rivolgersi direttamente al lettore nel testo stesso. La scrittrice, rivolgendosi alle sue \u201csignore\u201d lettrici, definisce la propria descrizione del signor GIlfil poco romantica:<\/p>\n<p><i>Sono consapevole di aver corso il rischio di alienare tutte le mie raffinate lettrici e di avervi tolto ogni briciolo di curiosit\u00e0 che avreste potuto trovare circa i dettagli della storia d\u2019amore del signor Gilfil\u2026 vi assicuro che il consumo di gin diluito nell\u2019acqua \u00e8 stato piuttosto contenuto. Il suo naso non era rubicondo; al contrario, i capelli bianchi evidenziavano il viso pallido e venerabile. Penso che lo abbia bevuto principalmente perch\u00e9 economico; e mi trovo qui a insistere su un\u2019altra delle sue debolezze, che avrei potuto decidere di ignorare, se fossi stato interessato a dipingere un suo ritratto lusinghiero, piuttosto che uno realistico.<\/i><\/p>\n<p>Qui la censura letteraria ha arricchito la scrittura di Eliot. Il rifiuto dell\u2019autrice di sopprimere il suo lavoro diventa parte della storia e rinvigorisce il suo desiderio di dipingere il signor Gilfil cos\u00ec com\u2019\u00e8 davvero, ovvero un vicario che diluisce il gin con l\u2019acqua perch\u00e9 povero.<\/p>\n<p>Il potere del non dire<\/p>\n<p>Oltre ad ispirare aggiunte narrative, il potere della censura risiedeva in ci\u00f2 che veniva lasciato fuori dal testo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In uno dei libri pi\u00f9 apprezzati di Thomas Hardy, <i>Tess dei D\u2019Uberville, <\/i>si pone l\u2019accento sulle violenze sessuali commesse nel luogo di lavoro e sullo stupro. Poich\u00e9 l\u2019autore doveva fare attenzione al modo in cui avrebbe presentato l\u2019abuso della protagonista, le sue descrizioni sono state decisamente delicate. Ecco come descrive la scena in cui Tess viene violentata dal suo datore di lavoro, Alec D\u2019Uberville:<\/p>\n<p><i>L\u2019oscurit\u00e0 era tanto fitta da permettergli di vedere solo ed esclusivamente una pallida nebulosit\u00e0 sui suoi piedi, che rappresentava quella figura in mussola bianca che aveva lasciato tra le foglie appassite. Tutto il resto era scuro. D\u2019Uberville si chin\u00f2 e sent\u00ec un delicato respiro regolare. Si inginocchi\u00f2 e si chin\u00f2 fino a che il suo respiro non cominci\u00f2 a riscaldargli il viso; un istante dopo le loro guance si toccarono. Lei dormiva profondamente e le sue ciglia si riempivano di lacrime.<\/i><\/p>\n<p>A causa della censura, Hardy non pot\u00e9 descrivere la scena con dei dettagli grafici, creando, in tal modo, un ritratto pi\u00f9 sensibile e meditato. L\u2019autore non disumanizza Tess presentandola come un oggetto sessuale per intrattenere il lettore.<\/p>\n<p>Concentrandosi sul \u201cdelicato respiro regolare\u201d e sulla suggestiva immagine delle ciglia della ragazza che si riempiono di lacrime, il poeta evita gratuite descrizioni di violenza, rendendoci allo stesso tempo dolorosamente consapevoli dell\u2019ingiustizia che Tess ha subito. Per questo motivo, il suo ritratto ne guadagna in potenza e suggestione. Si pu\u00f2 affermare che l\u2019autore sia riuscito a raggiungere tale risultato grazie ai limiti imposti dalla censura.<\/p>\n<p>Questi esempi mostrano come la censura letteraria abbia spinto gli scrittori a camminare con i piedi di piombo in un territorio impervio. La stessa censura spinse gli scrittori a chiedersi se includere descrizioni violente o socialmente controverse fosse utile o meno rispetto alle storie narrate.<\/p>\n<p>In Hardy ed Eliot, la censura e i limiti da essa posti inspirarono creativit\u00e0, sensibilit\u00e0 e ragionamento. Questi esempi possono fornire uno spunto di riflessione nell\u2019ambito del dibattito odierno sulla libert\u00e0 di parola e sulla censura. Cos\u00ec come Hardy ed Eliot dovettero fare degli sforzi mentre componevano le loro opere, ci si chiede: le cose potrebbero essere presentate in maniera differente e, in alcuni casi, hanno davvero bisogno di essere dette esplicitamente?<\/p>\n<p><em>Traduzione dall\u2019inglese di Emanuele Tranchetti. Revisione: Giulia Paola Pattavina<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una lettera aperta pubblicata nella rivista Harper, 152 scrittori, tra cui JK Rowling e Margaret Atwood, lamentano un clima di \u201cesasperata tendenza alla critica\u201d che si starebbe diffondendo nella cultura liberale. 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