{"id":1152932,"date":"2020-07-05T14:12:47","date_gmt":"2020-07-05T13:12:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1152932"},"modified":"2020-07-05T14:16:14","modified_gmt":"2020-07-05T13:16:14","slug":"per-uscire-davvero-dalle-emergenze-occorre-un-nuovo-modello-di-sviluppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/07\/per-uscire-davvero-dalle-emergenze-occorre-un-nuovo-modello-di-sviluppo\/","title":{"rendered":"Per uscire davvero dalle emergenze, occorre un nuovo modello di sviluppo"},"content":{"rendered":"<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><em>Non deve essere tutto come prima.<\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><em>Proposte e riflessioni sulle misure da attuare<\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Le preoccupazioni per l&#8217;emergenza climatica, sulla quale si \u00e8 costituita la Coalizione Clima, sono oggi amplificate da quella sulla pandemia da COVID-19, estesa a livello globale, che \u00e8 indubbiamente legata alla sottovalutazione dell&#8217;impatto delle attivit\u00e0 umane sulla natura e sull&#8217;ambiente. Il riscaldamento climatico, ben pi\u00f9 dirompente e distruttivo della pandemia che il mondo sta vivendo, non trarr\u00e0 molto beneficio dalla momentanea flessione delle emissioni di gas serra<\/span><span class=\"s2\">;<\/span><span class=\"s1\"> al contrario la situazione potrebbe essere peggiorata da eventuali rinvii o rallentamenti dell&#8217;azione per azzerare le\u00a0 medesime<\/span><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s1\">emissioni.\u00a0<strong>Rilancio economico e decarbonizzazione<\/strong>\u00a0devono diventare sinonimi, se non vogliamo perdere un&#8217;occasione unica e finanziamenti ingenti che non saranno di nuovo disponibili a breve.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Per questo la Coalizione Clima si sta interrogando, nelle sue diverse componenti, ritenendo<\/span><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s1\">che oggi pi\u00f9 che mai occorra perseguire con decisione<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span>la\u00a0<strong>progressiva riconversione del modello di sviluppo<\/strong>, che non abbia unicamente a riferimento i parametri economici e<\/span><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s1\">il Prodotto Interno Lordo, quanto<\/span><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s1\">piuttosto, le questioni della salute e della sicurezza; dei diritti e del contrasto alle diseguaglianze, nella societ\u00e0 e nel lavoro; dell&#8217;uso razionale ed efficiente delle risorse naturali.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">A maggior ragione torna oggi di grande attualit\u00e0, il concetto di <strong>Giusta Transizione<\/strong>, che non si limita a misure occupazionali sulla<\/span><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s1\">decarbonizzazione (ovvero la rinuncia all&#8217;utilizzo di tutti i combustibili fossili, non solo del<\/span><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s1\">carbone) ma allarga la visione, per attivare un processo di radicale cambiamento del modello di sviluppo, verso un modello economico che tenga conto di tutti i<\/span><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s1\">traguardi<\/span><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s1\">di crescita<\/span><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s1\">sostenibile fissati dalle<\/span><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s1\">Nazioni Unite (SDGs).<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Gli obiettivi generali dovranno essere coerenti anche con quelli<\/span><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s1\"><strong>dell&#8217;accordo di Parigi<\/strong>\u00a0<strong>sul clima<\/strong>\u00a0<strong>(2015),<\/strong>\u00a0e lo slittamento della COP26 al 2021 non deve essere un motivo per rinviare la revisione degli NDC (i contributi dei singoli paesi al raggiungimento degli obiettivi).<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">A questo proposito l&#8217;Italia &#8211; che ha tutti gli interessi a difendere obiettivi ambiziosi &#8211; deve adoperarsi a livello europeo per\u00a0<strong>promuovere l&#8217;innalzamento del target di riduzione delle emissioni come minimo al 55% al 2030<\/strong>, provvedendo nel contempo alla revisione in senso pi\u00f9 ambizioso del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC)<\/span><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s1\">e dei suoi obiettivi, anche in vista del ruolo che avr\u00e0 il nostro Paese come co-organizzatore della COP26, dove sar\u00e0 fondamentale essere ambiziosi e chiari sui percorsi e le strade da seguire.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Le attuali<\/span><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s1\">misure che il Governo sta mettendo in atto\u00a0 e quelle attese da interventi Europei\u00a0 mettono indubbiamente in campo una mole significativa di risorse; la questione \u00e8 che le stesse<\/span><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s1\">siano orientate verso un progetto e una strategia coerente e lungimirante, e non siano<\/span><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s1\">semplicemente rivolte a far fronte alle esigenze pi\u00f9 immediate.\u00a0<strong>Gli impegni del Green Deal europeo e italiano devono misurarsi con questa necessaria strategia.<\/strong>\u00a0Cos\u00ec come indica anche la comunicazione della Commissione Europea sul fondo di recupero da 750 miliardi di Euro, per rafforzare la competitivit\u00e0, la resilienza e il ruolo dell&#8217;Unione Europea a livello globale, occorre che tutti gli investimenti siano orientati ad accelerare la transizione ecologica e digitale ed a costruire una societ\u00e0 pi\u00f9 equa e resiliente.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">L&#8217;emergenza, nella quale siamo immersi, fa gi\u00e0 intravedere dei cambiamenti necessari &#8211; in alcuni casi gi\u00e0 accennati &#8211; nei modi di produrre, di lavorare, di consumare, di muoversi. Per questo, oltre al ruolo fondamentale dei decisori politici, delle Istituzioni pubbliche, delle aziende pubbliche e private, serve assicurare una vera partecipazione democratica.\u00a0<\/span><span class=\"s3\">\u00c8 necessario dotarsi di una Strategia e di un piano per\u00a0<strong>recuperare e riqualificare le aree inquinate e inutilizzate<\/strong> che sono disseminate nel Paese, consentendo di liberare e risanare ingenti spazi privi di destinazione d&#8217;uso<\/span><span class=\"s4\">\u00a0<\/span><span class=\"s3\">e creare i presupposti per una loro riconversione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s3\">La transizione ecologica sar\u00e0 possibile solo se superiamo l&#8217;attuale separazione e frammentazione degli interventi e i divari territoriali, mettendo in campo idee nuove e una diversa visione d&#8217;insieme delle politiche. Va affrontato in modo sinergico e nuovo il tema della <strong>rigenerazione delle periferie<\/strong>, legando assieme obiettivi ambientali sociali e occupazionali. Devono essere superati i ritardi negli interventi di\u00a0<strong>messa in sicurezza del territorio<\/strong>\u00a0e vanno affrontate con urgenza e determinazione le questioni legate al<\/span><span class=\"s4\">\u00a0<\/span><span class=\"s3\">rischio idrogeologico e sismico che caratterizzano gran parte del nostro Paese.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">La particolarit\u00e0 della coalizione Clima, composta da tante e diverse organizzazioni (ambientali, sociali, sindacali, imprenditoriali, del volontariato, ecc.) \u00e8 quella di coinvolgere<\/span><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s1\">competenze e conoscenze specifiche che, a partire dai diversi settori, possono mettere in evidenza possibili soluzioni, ma anche concrete criticit\u00e0, dalle quali cercare di trarre sintesi condivise, per proposte comuni.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\"><strong>Indichiamo qui di seguito solo alcuni dei punti, sui quali individuiamo l&#8217;emergenza dell&#8217;azione<\/strong>:<\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\"><strong>GIUSTA TRANSIZIONE.<\/strong>\u00a0Ancora il nostro Paese non si \u00e8 dotato di piani e misure per la giusta transizione, n\u00e9 a livello nazionale, n\u00e9 a livello regionale e locale. La crisi economica innescata dal\u00a0<\/span><span class=\"s5\">COVID<\/span><span class=\"s1\">-19 ha aggravato la gi\u00e0 critica situazione occupazionale e ha modificato priorit\u00e0 e bisogni. Il mondo del lavoro\u00a0<\/span><span class=\"s5\">\u00e8, e sar\u00e0,<\/span><span class=\"s1\">\u00a0investito da cambiamenti legati alla transizione digitale ed ecologica<\/span><span class=\"s2\">,<\/span><span class=\"s1\">\u00a0ma anche dai cambiamenti innescati dalla crisi sanitaria: necessit\u00e0 di rafforzare i servizi pubblici essenziali, i settori strategici, l&#8217;agricoltura, ecc. e riduzione di alcuni settori quali il turismo, la ristorazione, il trasporto aereo,\u00a0<\/span><span class=\"s5\">e altri ancora.<\/span><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s1\">\u00c8\u00a0<\/span><span class=\"s5\">necessaria<\/span><span class=\"s1\">\u00a0ed urgente l&#8217;attivazione di processi di visione strategica e programmazione integrata,\u00a0<\/span><span class=\"s5\">che favoriscano<\/span><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s1\">la transizione verso l&#8217;economia del futuro, e non la crisi permanente attraverso misure che rafforzino i problemi attuali. Va anche assicurata la partecipazione democratica a tali processi per garantire il raggiungimento di tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile, compreso quello della piena occupazione di qualit\u00e0, con il pieno coinvolgimento di Enti Locali, parti sociali, comunit\u00e0 e societ\u00e0 civile. I<\/span><span class=\"s5\">l Governo deve sostenere la riconversione delle imprese e creare, al contempo, opportunit\u00e0 di riqualificazione e il rilancio produttivo ed occupazionale in aree che rischiano di subire una forte crisi sociale e occupazionale. Sar\u00e0 necessario convogliare risorse per la riconversione industriale di queste aree, prevedendo investimenti ingenti nelle fonti rinnovabili, nell\u0092accumulo di energia, negli impianti per la chiusura del ciclo dei materiali, perch\u00e9 la transizione energetica porter\u00e0, in meno di 5 anni, alla chiusura di centrali a carbone e olio combustibile (vedi PNIEC) obbligando molte imprese a ripensare le proprie produzioni, con conseguenze pesanti sul lavoro e sulle comunit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\"><strong>PRODUZIONE DI ENERGIA ED EFFICIENZA ENERGETICA.\u00a0<\/strong>Accelerare gli investimenti per l&#8217;installazione di impianti da fonti rinnovabili, puntando sui nuovi modelli energetici (comunit\u00e0 rinnovabili ed autoconsumo collettivo) e confermando il <em>phase out<\/em>\u00a0del carbone al 2025, \u00e8 un&#8217;azione necessaria per ridurre le emissioni climalteranti. \u00c8 ugualmente urgente promuovere la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, anche prorogando i recenti provvedimenti sulle detrazioni fiscali al 110% e rendendo strutturale la cessione del credito alle banche, al fine di ottimizzare la riduzione dei consumi e delle emissioni e di rimettere in moto alcuni settori produttivi, portando un beneficio economico ai cittadini, anche delle fasce pi\u00f9 povere, che potranno effettuare gli interventi senza, o con un ridotto, esborso di denaro.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\"><strong>SUSSIDI AMBIENTALMENTE DANNOSI.\u00a0<\/strong>Devono essere gradualmente<\/span><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s1\">eliminati e\/o rimodulati entro il 2025: in Italia, come documenta<\/span><span class=\"s3\">\u00a0il terzo catalogo del Ministero dell&#8217;Ambiente &#8211; su una stima totale di 19,7 miliardi di sussidi ambientalmente dannosi nel 2018 &#8211; 17,7 miliardi<\/span><span class=\"s1\">\u00a0sono sussidi alle fonti fossili. Per tale fine sar\u00e0 necessario che questa<\/span><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s1\">operazione venga fatta accompagnando i settori produttivi con misure di attenuazione di impatto sociale e di riallocazione delle risorse recuperate che, tendenzialmente, dovranno essere ripartite attraverso un mix di misure che, da una parte aiutino le fasce meno abbienti della popolazione, evitando cos\u00ec di mettere a rischio migliaia di posti di lavoro, dall&#8217;altra sostengano interventi ed attivit\u00e0 virtuose, investimenti pubblici in ricerca, sviluppo e infrastrutture per l&#8217;efficienza energetica e le fonti<\/span><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s1\">rinnovabili. L&#8217;eliminazione dei sussidi ambientalmente dannosi deve essere accompagnata da una riforma fiscale di tipo ambientale che orienti le produzioni e i consumi verso la riconversione ecologica e la sostenibilit\u00e0 e da una forte riduzione delle spese militari da convogliare nella riconversione ecologica.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\"><strong>FILIERA AGRO-ALIMENTARE.\u00a0<\/strong>L&#8217;emergenza ha reso evidente a tutti il ruolo primario dell&#8217;agricoltura, troppo spesso<\/span><span class=\"s2\">,<\/span><span class=\"s1\">\u00a0a torto<\/span><span class=\"s2\">,<\/span><span class=\"s1\">\u00a0considerata la cenerentola del mercato delle\u00a0<em>commodites. S<\/em>ervono strumenti per dare dignit\u00e0 al settore, con politiche di giusti prezzi per i produttori e politiche di sostegno per la riduzione dell&#8217;impatto sulle emissioni e sui suoli, nonch\u00e9 per la garanzia di qualit\u00e0 per i consumatori. Servono tutele e dignit\u00e0 per i lavoratori, inclusa la lotta al caporalato. In questa fase, e non solo, si sono sviluppate interessanti esperienze di distribuzione di prodotti a km zero, che andrebbero rafforzate per il futuro, per i consumi dei cittadini, tenendo presente anche la possibilit\u00e0 di sviluppo per mense scolastiche e aziendali. Respingiamo le proposte che prevedono per le mense scolastiche la possibilit\u00e0 di somministrare il pasto all&#8217;interno di<\/span><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s1\"><em>lunch box<\/em>\u00a0in polipropilene, con pasti confezionati ore prima che escludono la possibilit\u00e0 di nutrire i bambini con alimenti freschi. Oltre al problema dei rifiuti e dello spreco che sarebbe generato da questo sistema, verrebbe svilito il ruolo ed il diritto educativo e nutrizionale del momento mensa, gettando al vento anni di consapevolezza e di misure migliorative del servizio che erano state introdotte dai nuovi criteri ambientali e nutraceutici, aprendo invece la porta a produzioni industriali che spesso utilizzano prodotti da agricoltura ed allevamenti intensivi, conservanti, ecc.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\"><strong>MOBILIT\u00c0.\u00a0<\/strong>Oggi sono necessari e urgenti interventi radicali per la mobilit\u00e0: rafforzamento del trasport<\/span><span class=\"s3\">o\u00a0<\/span><span class=\"s1\">pubblico locale con nuove flotte elettriche o idrogeno verde<\/span><span class=\"s2\">;\u00a0<\/span><span class=\"s1\">innovazioni per la mobilit\u00e0 privata, sempre elettrica<\/span><span class=\"s2\">;<\/span><span class=\"s1\">\u00a0mezzi condivisi; sviluppo della micro-mobilit\u00e0 nelle citt\u00e0; sviluppo di tecnologie sostenibili, ecc. In questa direzione \u00e8 necessario dare sostegno alle Amministrazioni impegnate nel ridisegnare gli spazi della mobilit\u00e0 a favore di mezzi sostenibili come TPL, biciclette, micro-mobilit\u00e0 e mezzi elettrici in\u00a0<em>sharing<\/em>. In questo periodo, la &#8216;scoperta&#8217; dello <em>smart working<\/em> ha consentito di ridurre notevolmente gli spostamenti, ma ha anche evidenziato limiti, quali la mancanza di socialit\u00e0 e il diritto alla disconnessione (per evitare un tempo di lavoro senza limiti). Lo <em>smart working<\/em>\u00a0non pu\u00f2 quindi considerarsi la chiave per la riduzione della mobilit\u00e0, anche se pu\u00f2 senz&#8217;altro aiutare, se applicato correttamente. Per il settore dell&#8217;auto, il Governo deve aprire il confronto con i sindacati, per un piano di rilancio che garantisca innovazione ecologica e occupazione.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\"><strong>ECONOMIA CIRCOLARE (E CICLO DEI RIFIUTI).\u00a0<\/strong>Non ci sono dubbi sulla necessit\u00e0 di favorire un<\/span><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s1\">modello di sviluppo basato sull&#8217;economia circolare, attraverso la diffusione della raccolta differenziata, la tariffazione puntuale, la costruzione di impianti di nuovi impianti di riciclo e per la riparazione dei prodotti, sia per i rifiuti urbani che per quelli speciali, per ridurre l&#8217;uso di risorse ed energia, riducendo a pochi punti percentuali, rispetto al totale, il conferimento alle discariche e agli inceneritori. L&#8217;emergenza COVID-19 ha generato un&#8217;ampia variet\u00e0 di rifiuti, come mascherine, guanti, tute e altri materiali monouso utilizzati dagli operatori sanitari, che vanno all&#8217;incenerimento, a cui si aggiungono i dispositivi monouso impiegati dai cittadini. \u00c8 necessario, nel limite del possibile, ridurre l&#8217;uso dei materiali monouso e promuovere l&#8217;utilizzo di materiali riutilizzabili.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\"><strong>DIGITAL DIVIDE.\u00a0<\/strong>Il distanziamento sociale ha reso ancora pi\u00f9 evidente la necessit\u00e0 di dotarsi di un piano organico ed adeguato per la connettivit\u00e0 tale da garantire, su tutto il territorio nazionale incluse le aree rurali e montane, pari accessibilit\u00e0 alla rete per tutti i cittadini. Le carenze riscontrate nella gestione della didattica a distanza e dello\u00a0<em>smart working<\/em>\u00a0devono essere sanate e devono essere potenziati gli effetti positivi di una infrastruttura digitale che, anche durante il\u00a0<em>lockdown,<\/em>\u00a0ha consentito di risolvere a distanza tanti problemi materiali e immateriali. La digitalizzazione deve essere attuata, per\u00f2, in modo da minimizzare gli impatti ambientali e sociali<\/span><span class=\"s3\">\u00a0e tutelando la salute. Siamo contrari, pertanto, a revisioni dei limiti delle emissioni radiomagnetiche.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\"><strong>COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO E INTERNAZIONALIZZAZIONE<\/strong>. Il contrasto al cambiamento climatico \u00e8 un&#8217;azione collettiva globale a cui l&#8217;Italia deve contribuire. Purtroppo il suo impegno internazionale, in termini di aiuto pubblico allo sviluppo e come impegno di sistema, si \u00e8 ridotto negli ultimi anni. Risulta quindi necessario rilanciare la cooperazione partecipando di pi\u00f9 al finanziamento del Fondo Verde, collaborando con i paesi partner per la realizzazione di piani di adattamento che riducano l\u0092esposizione ai rischi delle popolazioni impoverite e vulnerabili, attivando tutti gli attori del sistema della cooperazione sulla base di criteri trasparenti di contributo allo sviluppo sostenibile. Allo stesso modo, i finanziamenti pubblici all\u00ecinternazionalizzazione economica devono aderire sostanzialmente ai criteri ESG (Environmental, Social and Governance) e promuovere un cambiamento dei modelli di produzione nelle catene di fornitura e del commercio, in chiave di sostenibilit\u00e0 ambientale e sociale. Il governo italiano dovrebbe lavorare con l&#8217;Unione Europea per rendere vincolanti gli impegni sullo sviluppo sostenibile e la tutela dei diritti umani e del lavoro, a fronte dei trattati commerciali e di investimento internazionali, promuovendo una valutazione d&#8217;impatto dei trattati in essere e in negoziato alla luce della fase post-pandemica,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span>ed assumere di conseguenza un maggiore impegno nel negoziato delle Nazioni Unite per un trattato vincolante su impresa e diritti umani, cos\u00ec come a livello europeo per un nuovo regolamento di\u00a0<em>due<\/em>\u00a0<em>diligence\u00a0<\/em>che copra i diversi settori economici in modo da garantire la loro sostenibilit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\"><strong>SCUOLA, UNIVERSIT\u00c0 E RICERCA<\/strong>. Centrale dovr\u00e0 essere il ruolo di Scuola, Universit\u00e0 e Ricerca per una Giusta Transizione. La pandemia ha dimostrato come<\/span><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s1\">il divario Nord <\/span><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s1\">Sud e<\/span><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s1\">i continui tagli degli ultimi 25 anni al sistema di welfare e al sistema dell&#8217;istruzione pubblica, abbiano recato danni irreparabili, acuiti dalla falsa convinzione che la Didattica a Distanza avrebbe potuto essere un&#8217;alternativa per uscire dalla crisi. L&#8217;istruzione \u00e8 innanzitutto relazione e non pu\u00f2 essere sostituita dalla digitalizzazione. La pandemia ha messo il dito nella piaga dei tagli, degli organici insufficienti, delle classi pollaio, della mancata<\/span><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s1\">sicurezza degli edifici scolastici, dell&#8217;aziendalizzazione della scuola, ridotta a fattore di produzione con la &#8220;Buona Scuola&#8221; e non pi\u00f9 finalizzata alla crescita sociale dei cittadini. Analogo discorso va fatto per le Universit\u00e0, afflitte da tagli pesantissimi degli ultimi decenni, sempre pi\u00f9 orientate alla promozione delle eccellenze piuttosto che alla diffusione orizzontale dei saperi, all&#8217;incremento dei laureati (troppo pochi) ed al rafforzamento del patrimonio di ricercatori (troppo basso rispetto alle medie degli altri paesi europei, ma che si fa apprezzare a livello internazionale). Infine, mai come in questa crisi, \u00e8 parso evidente il ruolo che la ricerca di base e la ricerca orientata alla giusta transizione possono giocare per la realizzazione di una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta, per una vera economia circolare, per la salvaguardia del nostro Pianeta. La scienza non ha dubbi ormai sulle ricadute delle attivit\u00e0 umane sui cambiamenti climatici e sull&#8217;urgenza di un cambio di paradigma per un nuovo modello di sviluppo eco-sostenibile. Per tutto ci\u00f2 \u00e8 imprescindibile una revisione a tutto tondo del ruolo pubblico, che sia in grado di tornare a governare processi tanto ambiziosi per cui occorrono risorse adeguate.<\/span><\/p>\n<p class=\"p10\"><span class=\"s6\"><a href=\"https:\/\/www.totalconnect.it\/s\/l.php?idLink=244105&amp;e=174286031\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.coalizioneclima.it<\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\"><em><a target=\"_self\" rel=\"noopener noreferrer\">segreteria@coalizioneclima.it<\/a><\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non deve essere tutto come prima. 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