{"id":115038,"date":"2014-06-23T14:02:46","date_gmt":"2014-06-23T13:02:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=115038"},"modified":"2014-06-23T17:40:28","modified_gmt":"2014-06-23T16:40:28","slug":"dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/","title":{"rendered":"Dalle armi all&#8217;amicizia. Una storia israelo-palestinese"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><i style=\"line-height: 1.5em;\">Una conversazione in una caffetteria di Ramallah con un palestinese che ha trascorso 10 anni in una prigione israeliana. Un\u2019altra in una caffetteria a Gerusalemme con un israeliano che ha prestato servizio in un\u2019unit\u00e0 militare di forze speciali delle Forze di Difesa Israeliane (la Sayeret Matkal). Entrambi membri dei Combattenti per la Pace, che celebrano ogni anno \u00a0una cerimonia commemorativa alternativa in cui israeliani e palestinesi condividono le loro perdite. Questo \u00e8 ci\u00f2 che hanno da dire sull\u2019altra parte e sul lungo cammino verso la nonviolenza.<\/i><\/p>\n<p><b>D: Come hai superato i pregiudizi o le paure per ottenere dialogo?<\/b><\/p>\n<p><strong>Sulaiman Khatib<\/strong>: Ci sono tante cose che aiutano \u2013 la lingua, lo scambio culturale, l\u2019esperienza personale e le amicizie. Ma il modo migliore \u00e8 incontrarsi e anche senza l\u2019incontro, si possono imparare cose su chi sta dall\u2019altra parte ed essere un tutt&#8217;uno con loro. La prima volta che mi sono trovato a dormire in una casa israeliana, forse non ho nemmeno dormito. \u00c8 vero, \u00e8 dura. Mangiare insieme e dormire sotto lo stesso tetto non \u00e8 per niente facile. Abbiamo subito un trauma. Persino quando ero in California per un campeggio estivo c\u2019erano delle barriere. Adesso, l\u2019ho superato. Ci sono anche tanti problemi culturali, ma sono ottimista. Solitamente, quando parlo agli israeliani, cerco di trasmettere loro un messaggio di speranza, ma provo anche a presentargli le difficolt\u00e0 affrontate durante l\u2019occupazione. In genere ottengo reazioni positive, anche dai conservatori.<\/p>\n<p><strong>Avner Wishnitzer<\/strong>: Io non ho superato i pregiudizi. I pregiudizi non si possono superare. \u00c8 qualcosa con cui convivi, che domini, controlli e contro cui combatti. Non spariscono. Hanno radici troppo profonde. Alcuni li ho superati, come il fatto che i palestinesi sono assassini. Alcuni dei miei amici erano sorpresi di sapere che, in diverse occasioni, avevo dormito in case palestinesi o con colleghi palestinesi durante vari incontri di lavoro. All\u2019inizio non \u00e8 stato per niente facile. All\u2019inizio durante gli incontri noi avevamo paura di loro e loro ne avevano di noi. \u201cChi sono queste persone? Cosa vogliono veramente?\u201d Sempre la stessa storia. Bene, dicono questo e quello, ma cosa vogliono veramente? E credo sia lo stesso per i palestinesi. Forse non gli attivisti principali, ma la gente attorno al movimento, le persone con cui interagiamo nelle nostre attivit\u00e0. \u201cAh s\u00ec, dicono di volere la fine dell\u2019occupazione, ma cosa vogliono veramente?\u201d<\/p>\n<p><b>D: In che modo l\u2019evento commemorativo alternativo diventa parte di questo dialogo?<\/b><\/p>\n<p><strong>Avner:<\/strong> Le cerimonie ufficiali all\u2019interno della nazione si soffermano essenzialmente sulle vittime, sulla guerra, sul senso di perdita, sul sacrificio, senza prendere in considerazione le circostanze che hanno provocato queste morti \u2013 il che \u00e8 comprensibile e non vogliamo sostituirle, ma semplicemente offrire un\u2019alternativa che ci faccia pensare di pi\u00f9 e ci faccia sentire pi\u00f9 forti.<\/p>\n<p>Puoi provare compassione per qualcuno dell\u2019altra parte? Puoi farlo? E se dico che lui pu\u00f2 fare lo stesso, cambierebbe forse qualcosa? Cambierebbe qualcosa anche domani. quando si passer\u00e0 dalla Giornata della Memoria al resto dell\u2019anno?<\/p>\n<p>Questo evento dei Combattenti per la Pace \u00e8 un attentato al riconoscimento delle perdite dell\u2019altra parte insieme alle nostre e all&#8217;assunzione delle nostre responsabilit\u00e0 per queste perdite, in quanto siamo tutti vittime di questo conflitto e allo stesso tempo, siamo tutti responsabili.<\/p>\n<p>Non si tratta semplicemente di simpatizzare con l\u2019altro, ma piuttosto di fare qualcosa in modo che l\u2019anno prossimo non saremo ancora nello stesso posto a piangere sempre pi\u00f9 vittime. La responsabilit\u00e0 \u00e8 politica. \u00c8 l\u2019azione politica, \u00e8 di questo che stiamo parlando e siamo molto chiari su questo punto. L\u2019azione politica per bloccare l\u2019occupazione e la violenza e principalmente la violenza verso i civili.<\/p>\n<p><strong>Sulaiman:<\/strong> Le normali cerimonie commemorative sono molto importanti per il fronte israeliano. Sono sistematiche, gestite dal governo e in quanto palestinese io non ho niente a che fare con queste. Nessun rapporto e nessuna connessione. Sono solo per gli israeliani.<\/p>\n<p>Anche se sono soldati o hanno ucciso delle persone, sono ancora vittime\u2026 sebbene io comprenda le loro famiglie, la loro societ\u00e0 e la loro parte&#8230; ma vogliamo persone, soprattutto israeliani, che si rendano conto che ci sono altre persone che vivono qui. Per cui, con la nostra cerimonia uniamo queste persone.<\/p>\n<p>Come organizzazione alternativa, cerchiamo di mettere insieme il rispetto per le vittime e le famiglie di entrambi le parti. Ci sono persone che non pensano che chi sta dall\u2019altra parte meriti di vivere. Purtroppo questo esiste qui, da entrambe le parti. Non vedono le vittime dell\u2019altra parte come esseri umani, con sentimenti normali, con una famiglia, con mamme e bambini e tutto. In generale, ciascuno pensa alle proprie vittime.<\/p>\n<p>Raccontiamo anche le storie della trasformazione delle persone, non solo delle vittime. Il messaggio \u00e8 che morire e combattere non \u00e8 un destino. L\u2019idea dei Combattenti per la Pace \u00e8 prendere il destino nelle nostre mani, il nostro destino. Non stiamo aspettando che i governi, i dialoghi, o un potere esterno, o Dio cambino qualcosa qui.<\/p>\n<p><b>D: Che tipo di critiche ricevete?<\/b><\/p>\n<p><strong>Sulaiman:<\/strong> alcuni saranno contrari e la maggioranza non sar\u00e0 convinta. Dicono: \u201cLe nostre vittime non sono sullo stesso livello delle loro vittime perch\u00e9 noi siamo giusti e loro sbagliati\u201d. Sarebbe buono che la gente iniziasse a guardare il problema da una prospettiva differente.<\/p>\n<p>\u201cCome puoi mettere sullo stesso piano le vittime israeliane e i terroristi palestinesi?\u201d \u00c8 questo principalmente ci\u00f2 che dicono e alcuni palestinesi direbbero: \u201cCome puoi mettere sullo stesso piano gli occupanti e gli occupati? E come puoi mettere le nostre vittime alla pari con le loro?\u201d Credo che sia positivo ricevere delle critiche. Non mi aspetto che la gente sia d\u2019accordo, non \u00e8 semplice, \u00e8 una situazione complicata, stiamo parlando della questione pi\u00f9 pesante del conflitto: la vita della gente.<\/p>\n<p>Prima di essere israeliani, palestinesi, o di qualsivoglia nazionalit\u00e0, personalmente credo che siamo esseri umani, e la vita umana \u00e8 uguale per tutti. Capisco quanto sia difficile per alcuni soffrire e tra di loro si vedono come nemici, ma alla fine la sofferenza \u00e8 sofferenza, il dolore \u00e8 dolore, una mamma \u00e8 una mamma da entrambi le parti.<\/p>\n<p><strong>Avner:<\/strong> Affrontiamo diversi tipi di critiche. Ci sono quelle feroci e aggressive, con molte bestemmie dal contenuto sessuale che esprimono una forte rabbia\u2026 Io non ne sto ricevendo di questo tipo. Non possiamo fare molto da questo punto di vista, ma sulla nostra pagina Facebook proviamo a rispondere agli attacchi \u2013 non a questi \u2013 e invitiamo chi non \u00e8 d\u2019accordo a parlarne con noi. Una delle critiche pi\u00f9 serie che abbiamo ricevuto \u00e8: \u201cAndate d\u2019accordo con i terroristi; inquinate la sacralit\u00e0 della Giornata della Memoria commemorando i terroristi morti con i nostri soldati\u201d. Ancora una volta comprendo da dove provengono e dobbiamo indirizzarli, spiegare loro che i palestinesi si stanno opponendo all\u2019occupazione\u2026 dal loro punto di vista, hanno ragione. Gli diciamo anche che molti dei morti palestinesi non erano combattenti di alcun tipo, erano civili.<\/p>\n<p><b>D: Quali storie ti commuovono di pi\u00f9?<\/b><\/p>\n<p><strong>Sulaiman:<\/strong> Ci sono storie che mi commuovono\u2026 e onestamente non parlo da un punto di vista politico, ma parlo da uomo. Uno dei miei amici \u2013 ci siamo trovati insieme nei Combattenti per la Pace \u2013 ha perso sua sorella di 16 anni in un attacco a Gerusalemme in un supermercato. Conosco la famiglia, \u00e8 stato davvero difficile. Siamo amici ed eravamo combattenti insieme\u2026 lui era nell\u2019esercito al tempo e si \u00e8 rifiutato di vendicarsi. Io l\u2019ho apprezzato tanto.<\/p>\n<p>Siamo cresciuti in due ambienti diversi ed abbiamo insegnato alla nostra parte il dolore e in questo genere di situazioni abbiamo condiviso questi momenti di dolore, mostrandoci reciprocamente comprensione, con poca politica\u2026 Questo, in qualche modo, ci unisce.<\/p>\n<p>Parlare all\u2019altro, incontrarci, guardare negli occhi dell\u2019altro. Si potrebbe dire che \u00e8 infantile, non lo so, ma \u00e8 importante e una volta che l\u2019hai superato e sei diventato cos\u00ec amico, dopo non credo che proverai mai pi\u00f9 odio. Sentirai realmente il dolore delle altre persone dentro di te, sentirai una profonda compassione e comprensione.<\/p>\n<p><strong>Avner:<\/strong> Troppe da ricordare. Anche Sulaiman\u2026 all\u2019inizio mi ha sconvolto davvero. In realt\u00e0 di quando in quando mi sconvolge ancora. Poche settimane fa ho visto i documenti dei processi. Mio figlio maggiore ha sette anni adesso, Sulaiman ne aveva 14, un bambino e quando ho letto la descrizione degli archivi della corte militare ufficiale, ho visto ci\u00f2 che avrei visto 10 anni fa. \u00c8 un israeliano che descrive un terrorista palestinese. Dico terrorista anche se ha attaccato dei soldati, per gli israeliani sono tutti terroristi, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 differenza tra un attacco civile e un attacco ai soldati, \u00e8 tutto uguale oggi.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 Sulaiman ad avermelo mostrato. Ormai lo conosco da 10 anni e non posso [intreccia le dita]\u2026 c\u2019\u00e8 questa descrizione, lui che prova a pugnalare un soldato, un atto di estrema violenza, molto fisico. \u00c8 pi\u00f9 che sparare a qualcuno, \u00e8 un atto fisico di\u2026 sai\u2026 e non hanno senso le cose insieme. Sulaiman \u00e8 particolarmente cortese. Come ha potuto?<\/p>\n<p>E questa \u00e8 per me una delle domande fondamentali con cui dobbiamo confrontarci. Come abbiamo potuto? Tutti noi. Com\u2019\u00e8 possibile essere disposti ad uccidere? Forse non volevamo uccidere, ma eravamo disposti a farlo, alcuni di noi hanno ucciso, o almeno hanno partecipato ad azioni da cui sono risultate delle vittime, sebbene non tutti i soldati possono dire se sia stata la loro pallottola\u2026 Per cui ho fatto a me stesso la stessa domanda\u2026 queste storie provenienti dall\u2019altra parte\u2026 erano come il mio mondo intero\u2026<\/p>\n<p>Come un cecchino che si esercita\u2026 hai un obbiettivo e ovviamente \u00e8 bidimensionale \u2013 cartone a forma di uomo \u2013 e devi sparargli da lontano. Ti eserciti, ma dopo ti avvicini al campo e invece della figura in cartone vedi una persona e puoi immaginarla dal tuo punto di vista\u2026<\/p>\n<p>Non posso pi\u00f9 farlo. Questa scelta per me \u00e8 inimmaginabile, ma 15 anni fa, 20 anni fa, quando ero nell\u2019esercito, se mi avessero dato l\u2019ordine di sparare a Sulaiman in determinate condizioni, probabilmente lo avrei fatto. Una volta che guardi veramente\u2026 non che guardi e basta ma che vai dall\u2019altra parte, \u00e8 davvero difficile tornare indietro, sapere o dimenticare che c\u2019\u00e8 un&#8217;altra parte. E in un certo senso \u00e8 quello che stiamo cercando di fare.<\/p>\n<p><b>D: Sulaiman, quali messaggi unici prendi dall\u2019Islam sulla nonviolenza?<\/b><\/p>\n<p><strong>Sulaiman:<\/strong> Non sono musulmano, ma questo aspetto esiste nella cultura araba o musulmana. Puoi trovare di tutto, come in ogni religione. Trovi anche la resistenza armata: \u201cDevi lottare contro il nemico che viene a prendersi la tua terra natia\u201d. Ci sono anche tanti principi di perdono, misericordia e rispetto del nemico durante la guerra e ci sono regole, tante regole.<\/p>\n<p>Effettivamente, oggi ricevo tante critiche contro l\u2019islamismo politico da chi non lo segue davvero e possiamo vederlo attualmente in Siria. Non si interessano per niente dei diritti umani.<\/p>\n<p>Storicamente la nostra battaglia nazionale non ha nulla a che vedere con l\u2019Islam.<b> <\/b>Non ha nulla a che vedere con Maometto o con la religione, ha a che vedere con la libert\u00e0 e la lotta per questioni territoriali. Era questo il mio motivo e quello delle persone che conosco.<\/p>\n<p>Se guardo alla vecchia generazione, che forse non ha mai studiato ad Harvard e non sa nulla di teorie sulla lotta nonviolenta e Gandhi\u2026 sapevano grazie al loro cuore, alla cultura, alla tradizione, all\u2019eredit\u00e0, che ciascuno pu\u00f2 essere contro la forza del colonialismo, del potere e del governo, rimanendo forti e senza usare la violenza. Non sto dicendo che tutte le battaglie palestinesi erano come questa, ma gran parte s\u00ec. Di certo la violenza ha attirato una maggiore attenzione da parte dei maggiori media. \u00c8 questo il punto.<\/p>\n<p>Nella nostra cultura ed eredit\u00e0, vi sono molti principi che ci supportano spiritualmente. Il principio di <i>al somood <\/i>viene da questo. Come la costanza, essere fedeli al tuo posto nella tua terra, che usino o meno la violenza contro di te e questo \u00e8 privo di violenza. Le persone si intrecciano tra di loro, come gli ulivi. Dicono: \u201c Rimaniamo qui come gli ulivi\u201d.<\/p>\n<p>Penso che per praticare la nonviolenza devi essere veramente forte e paziente. Non \u00e8 facile, perch\u00e9 la violenza \u00e8 molto pi\u00f9 facile. Ti arrabbi semplicemente. Per la nonviolenza hai bisogno di un lavoro profondo. \u00c8 una cosa enorme. Puoi essere nonviolento in qualunque situazione e ci\u00f2 non significa che sarai al sicuro. Potrai pagarne le conseguenze o essere ucciso o ferito, ma \u00a0non reagire alla violenza \u00e8 un messaggio molto forte, in quanto il potere pi\u00f9 forte vuole che tu sia violento per poterti schiacciare pi\u00f9 facilmente.<\/p>\n<p>Ma per me questo \u00e8 uno stile di vita. Non lo \u00e8 solo per gli israeliani e spero che questo si possa diffondere di pi\u00f9 nella societ\u00e0 palestinese. La cosa migliore sarebbe costruire insieme la nonviolenza, con gli israeliani che vogliono avere una vita diversa qui, cambiare il Medio Oriente. Negli ultimi anni ho visto che ci sono sempre pi\u00f9 gruppi palestinesi nonviolenti, molti di pi\u00f9 rispetto al passato.<\/p>\n<p><b>D: Avner, quali messaggi unici prendi dall\u2019Ebraismo sulla nonviolenza?<\/b><\/p>\n<p><strong>Avner:<\/strong> Non credo che siano unici, perch\u00e9 penso che qualsiasi cultura abbia le sue tendenze umaniste. Per me il motto pi\u00f9 importante \u00e8 del famoso rabbino ebreo, Hillel HaZaken, Hillel il Vecchio, che una volta disse che se vuoi conoscere l\u2019intera Torah in breve, questa si riassume in: \u201cCi\u00f2 che ti \u00e8 odioso, non farlo al prossimo tuo\u201d.<\/p>\n<p>Penso che questa sia una corrente molto importante all&#8217;interno dell\u2019Ebraismo, che ovviamente include molti altre correnti\u2026 Gli approcci umanisti sono fondamentali, ma \u00e8 un mondo vasto e si possono trovare molti approcci nazionalisti, ultra nazionalisti, sciovinisti. Io scelgo quello a cui sono connesso.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 l\u2019insegnamento basilare per me. Se \u00e8 qualcosa che non voglio, io non dovrei essere coinvolto in un sistema che lo fa agli altri. Inoltre, devo combattere quel sistema. Devo combattere l\u2019occupazione. \u00c8 un mio dovere, in quanto essere umano, pi\u00f9 che come ebreo. S\u00ec, sono un ebreo, ma \u00e8 pi\u00f9 importante ed \u00e8 un mio dovere combatterlo in quanto essere umano.<\/p>\n<p><b>D: Cosa ti d\u00e0 speranza per continuare?<\/b><\/p>\n<p><strong>Avner:<\/strong> Uh [respira e si guarda intorno] adesso sto pensando: ho ancora speranza? [pausa] Penso di s\u00ec perch\u00e9 lo sto ancora facendo. [pausa] Non sono sicuro che sia la speranza a spingermi a continuare. \u00c8 questo senso del dovere. Non so se c\u2019\u00e8 speranza, vorrei credere che ci sia\u2026 ma non ne sono sicuro.<\/p>\n<p>Ti posso dire cosa mi d\u00e0 la forza di fare questo: prima di tutto le persone che lo fanno. Cio\u00e8, interagire con Sulaiman ed essere capace di comprenderci reciprocamente in un modo che per noi non sarebbe stato nemmeno lontanamente possibile dieci anni fa e neanche cinque anni fa, perch\u00e9 non \u00e8 un qualcosa tipo ok, adesso ci conosciamo [strofina le mani tra di loro], ora conosco i palestinesi. \u00c8 un processo senza fine. Continuo a imparare ed imparare ed imparare in un processo molto complesso che coinvolge critica e autocritica e sono capace di criticare apertamente. \u00c8 questo che mi d\u00e0 la forza, questa capacit\u00e0 di riuscire a lavorare insieme contro cos\u00ec tante cose che trovo stupide, brutali, completamente assurde\u2026 ancora una volta, da entrambe le parti.<\/p>\n<p>\u00c8 un mettersi in mezzo in un compito molto, molto difficile che [si guarda intorno] \u00e8 difficile da fare, come ho detto prima. Ma \u00e8 il fatto che abbiamo persone dell\u2019altra parte che lo stanno facendo con noi. Quindi \u00e8 possibile e se \u00e8 possibile per noi che siamo stati coinvolti per tantissimo tempo in diversi tipi di violenza, allora \u00e8 possibile per tutti. Ma richiede enormi sacrifici e al momento \u00e8 difficile trovare speranza. Vuoi che io ti dia speranza? [ride]<\/p>\n<p><strong>Sulaiman:<\/strong> Non c\u2019\u00e8 una sola strada, ma tu, da solo, puoi essere un modello di cambiamento. \u00c8 questo che d\u00e0 speranza a molte altre persone e questo \u00e8 quello che provo a fare \u2013 anche se non vengono influenzate, vedono un essere umano di fronte a loro. Non voglio dover dimostrare che sono un essere umano o meno, questa \u00e8 una stronzata. Ma io parlo della mia famiglia e della mia societ\u00e0 e della nostra terra e dei nostri alberi e dei nostri ulivi.<\/p>\n<p>Come se dicessero, la storia \u00e8 una storia, \u00e8 la sua storia che non hai ma sentito. Essenzialmente, quando senti le storie di altra gente, altre narrazioni, \u00e8 pi\u00f9 difficile avere una vita normale, nella tua bolla; davvero non \u00e8 semplice. Il tuo sistema cambia e questo richiede tanto coraggio e tempo.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che mi d\u00e0 speranza \u00e8 fare qualcosa e vedere persone cambiare. Innanzitutto credo negli esseri umani e poi non vedo altre alternative. L\u2019alternativa \u00e8 solo la frustrazione e il dolore.<\/p>\n<p>Traduzione dall&#8217;inglese di Francesca Vanessa Ranieri<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una conversazione in una caffetteria di Ramallah con un palestinese che ha trascorso 10 anni in una prigione israeliana. Un\u2019altra in una caffetteria a Gerusalemme con un israeliano che ha prestato servizio in un\u2019unit\u00e0 militare di forze speciali delle Forze&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1084,"featured_media":114462,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[38,52,1262,1263,55],"tags":[11113,4202,778,460,294,1227,4878],"class_list":["post-115038","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-internazionale","category-medio-oriente","category-nonviolenza-argomento","category-pace-disarmo","category-politica","tag-conflitto-israelo-palestinese","tag-dialogo-it","tag-israele","tag-nonviolenza","tag-pace","tag-palestina-it","tag-processo-di-pace"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Dalle armi all&#039;amicizia. Una storia israelo-palestinese<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Una conversazione in una caffetteria di Ramallah con un palestinese che ha trascorso 10 anni in una prigione israeliana. Un\u2019altra in una caffetteria a\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Dalle armi all&#039;amicizia. Una storia israelo-palestinese\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Una conversazione in una caffetteria di Ramallah con un palestinese che ha trascorso 10 anni in una prigione israeliana. Un\u2019altra in una caffetteria a\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Pressenza\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2014-06-23T13:02:46+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2014-06-23T16:40:28+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Id-Sulamain-Khatib-y-Avner-Wishnitzer-de-Combatientes-por-la-Paz.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"493\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"300\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Palestine-Israel Journal\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@PressenzaIPA\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@PressenzaIPA\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Palestine-Israel Journal\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"14 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/\"},\"author\":{\"name\":\"Palestine-Israel Journal\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/6ce15939b07388d14890ca4d93abf70a\"},\"headline\":\"Dalle armi all&#8217;amicizia. Una storia israelo-palestinese\",\"datePublished\":\"2014-06-23T13:02:46+00:00\",\"dateModified\":\"2014-06-23T16:40:28+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/\"},\"wordCount\":2727,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Id-Sulamain-Khatib-y-Avner-Wishnitzer-de-Combatientes-por-la-Paz.jpg\",\"keywords\":[\"conflitto israelo-palestinese\",\"dialogo\",\"Israele\",\"nonviolenza\",\"Pace\",\"Palestina\",\"processo di pace\"],\"articleSection\":[\"Internazionale\",\"Medio Oriente\",\"Nonviolenza\",\"Pace e Disarmo\",\"Politica\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/\",\"name\":\"Dalle armi all'amicizia. Una storia israelo-palestinese\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Id-Sulamain-Khatib-y-Avner-Wishnitzer-de-Combatientes-por-la-Paz.jpg\",\"datePublished\":\"2014-06-23T13:02:46+00:00\",\"dateModified\":\"2014-06-23T16:40:28+00:00\",\"description\":\"Una conversazione in una caffetteria di Ramallah con un palestinese che ha trascorso 10 anni in una prigione israeliana. Un\u2019altra in una caffetteria a\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Id-Sulamain-Khatib-y-Avner-Wishnitzer-de-Combatientes-por-la-Paz.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Id-Sulamain-Khatib-y-Avner-Wishnitzer-de-Combatientes-por-la-Paz.jpg\",\"width\":493,\"height\":300},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Accueil\",\"item\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Dalle armi all&#8217;amicizia. Una storia israelo-palestinese\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\",\"name\":\"Pressenza\",\"description\":\"Agenzia di Stampa Internazionale\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\",\"name\":\"Pressenza\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg\",\"width\":200,\"height\":200,\"caption\":\"Pressenza\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/\"},\"sameAs\":[\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\",\"https:\/\/x.com\/PressenzaIPA\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/6ce15939b07388d14890ca4d93abf70a\",\"name\":\"Palestine-Israel Journal\",\"description\":\"The Palestine-Israel Journal is a non-profit organization, founded in 1994 by Ziad AbuZayyad and Victor Cygielman, two prominent Palestinian and Israeli journalists, and was established concurrently with the first phases of the Oslo peace process to encourage dialogue between civil societies on both sides and broaden the base of support for the peace process. www.pij.org\",\"sameAs\":[\"http:\/\/www.pij.org\"],\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/palestine-israel-journal\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Dalle armi all'amicizia. Una storia israelo-palestinese","description":"Una conversazione in una caffetteria di Ramallah con un palestinese che ha trascorso 10 anni in una prigione israeliana. Un\u2019altra in una caffetteria a","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Dalle armi all'amicizia. Una storia israelo-palestinese","og_description":"Una conversazione in una caffetteria di Ramallah con un palestinese che ha trascorso 10 anni in una prigione israeliana. Un\u2019altra in una caffetteria a","og_url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/","og_site_name":"Pressenza","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia","article_published_time":"2014-06-23T13:02:46+00:00","article_modified_time":"2014-06-23T16:40:28+00:00","og_image":[{"width":493,"height":300,"url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Id-Sulamain-Khatib-y-Avner-Wishnitzer-de-Combatientes-por-la-Paz.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Palestine-Israel Journal","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@PressenzaIPA","twitter_site":"@PressenzaIPA","twitter_misc":{"Scritto da":"Palestine-Israel Journal","Tempo di lettura stimato":"14 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/"},"author":{"name":"Palestine-Israel Journal","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/6ce15939b07388d14890ca4d93abf70a"},"headline":"Dalle armi all&#8217;amicizia. Una storia israelo-palestinese","datePublished":"2014-06-23T13:02:46+00:00","dateModified":"2014-06-23T16:40:28+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/"},"wordCount":2727,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Id-Sulamain-Khatib-y-Avner-Wishnitzer-de-Combatientes-por-la-Paz.jpg","keywords":["conflitto israelo-palestinese","dialogo","Israele","nonviolenza","Pace","Palestina","processo di pace"],"articleSection":["Internazionale","Medio Oriente","Nonviolenza","Pace e Disarmo","Politica"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/","name":"Dalle armi all'amicizia. Una storia israelo-palestinese","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Id-Sulamain-Khatib-y-Avner-Wishnitzer-de-Combatientes-por-la-Paz.jpg","datePublished":"2014-06-23T13:02:46+00:00","dateModified":"2014-06-23T16:40:28+00:00","description":"Una conversazione in una caffetteria di Ramallah con un palestinese che ha trascorso 10 anni in una prigione israeliana. Un\u2019altra in una caffetteria a","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Id-Sulamain-Khatib-y-Avner-Wishnitzer-de-Combatientes-por-la-Paz.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Id-Sulamain-Khatib-y-Avner-Wishnitzer-de-Combatientes-por-la-Paz.jpg","width":493,"height":300},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/06\/dalle-armi-allamicizia-una-storia-israelo-palestinese\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Accueil","item":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Dalle armi all&#8217;amicizia. Una storia israelo-palestinese"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/","name":"Pressenza","description":"Agenzia di Stampa Internazionale","publisher":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization","name":"Pressenza","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg","width":200,"height":200,"caption":"Pressenza"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia","https:\/\/x.com\/PressenzaIPA"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/6ce15939b07388d14890ca4d93abf70a","name":"Palestine-Israel Journal","description":"The Palestine-Israel Journal is a non-profit organization, founded in 1994 by Ziad AbuZayyad and Victor Cygielman, two prominent Palestinian and Israeli journalists, and was established concurrently with the first phases of the Oslo peace process to encourage dialogue between civil societies on both sides and broaden the base of support for the peace process. www.pij.org","sameAs":["http:\/\/www.pij.org"],"url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/palestine-israel-journal\/"}]}},"place":"","original_article_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/115038","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1084"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=115038"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/115038\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/114462"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=115038"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=115038"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=115038"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}