{"id":1149605,"date":"2020-07-01T13:52:19","date_gmt":"2020-07-01T12:52:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1149605"},"modified":"2020-07-01T14:04:21","modified_gmt":"2020-07-01T13:04:21","slug":"16-luglio-1945-trinity-test-75-anni-fa-inizio-la-funesta-era-nucleare-la-fisica-conobbe-il-peccato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/07\/16-luglio-1945-trinity-test-75-anni-fa-inizio-la-funesta-era-nucleare-la-fisica-conobbe-il-peccato\/","title":{"rendered":"16 luglio 1945, Trinity Test: 75 anni fa inizi\u00f2 la funesta Era Nucleare, \u201cla fisica conobbe il peccato\u201d!"},"content":{"rendered":"<p>Sono passati 75 anni da quel giorno fatidico in cui il primo minaccioso \u201cfungo atomico\u201d si sollev\u00f2 sul deserto di Alamogordo, negli Stati Uniti, inaugurando la funesta <i>Era Nucleare<\/i> , della quale il genere umano non poteva assolutamente pi\u00f9 liberarsi! Ma prima di venire al mio personale parere sul \u201cperch\u00e9\u201d, vale la pena ripercorrere per sommi capi le tappe, rivolgendomi soprattutto alle, e ai giovani che sono nati quando questa soglia fatidica era stata oltrepassata, e \u2013 come argomenter\u00f2 nel seguito \u2013 era ormai impossibile tornare sui propri passi: so bene che molte affermazioni che far\u00f2 \u2013 quelle in particolare sul <i>nucleare<\/i> cosiddetto <i> civile<\/i> \u2013 non sono condivise da tanti miei colleghi, ma me ne assumo ovviamente la responsabilit\u00e0 e sono pronto a rispondere alle critiche.<\/p>\n<p><b>Dalla legittima curiosit\u00e0 scientifica al passo cruciale delle applicazioni militari<\/b><\/p>\n<p>Per essere chiaro devo subito fare una premessa di fondo per non passare da \u201coscurantista\u201d <i>tout court<\/i> , scusandomi con tutti coloro che queste cose le conoscono, ma ci terrei a essere compreso anche da un bambino: dovr\u00f2 inevitabilmente operare drastiche semplificazioni e schematizzazioni.<\/p>\n<p>Quando ai primi del 900 era stato stabilito che gli atomi erano costituiti da elettroni esterni e un nucleo centrale gli scienziato furono legittimamente spinti ad indagare la natura e la struttura di questi nuclei, nei quali era concentrata la stragrande maggioranza dell\u2019energia degli atomi: nel nucleo dell\u2019atomo sono in gioco energie dell\u2019ordine di un milione di volte quelle delle transizioni degli elettroni esterni, le quali sono responsabili dei processi chimici. L\u2019indagine di questi processi ci ha fatto fare progressi conoscitivi enormi e insostituibili per la conoscenza del mondo in cui viviamo e dei processi naturali.<\/p>\n<p>Il guaio \u2013 e questo \u00e8 il mio personale avviso \u2013 \u00e8 stato quando cominci\u00f2 a fare gola la possibilit\u00e0 di disporre materialmente di energie milioni di volte pi\u00f9 grandi di quelle fornite dagli ordinari processi chimici. E va detto, sempre a mio parere, che i fisici fecero di tutto per sfruttare questo argomento al fine di ottenere finanziamenti per le loro ricerche: soprattutto nel periodo successivo al Grande Crollo del 1929, quando negli Stati Uniti vi erano stati tagli drastici ai fondi per le Universit\u00e0 e la ricerca, e il governo e gli imprenditori cercavano settori innovativi di produzione che superassero le fatali crisi di sovrapproduzione (a tale fine Roosvelt inaugur\u00f2 il <i>New Deal<\/i> , il \u201cNuovo Corso\u201d). Cos\u00ec agli inizi degli anni \u201930, in piena recessione, uno scienziato-imprenditore come Ernest Lawrence riusc\u00ec ad ottenere ingenti finanziamenti per costruire i suoi ciclotroni, con l\u2019implicazione che si potessero realizzare alti voltaggi dei quali l\u2019industria era alla ricerca (non senza l\u2019uso spregiudicato degli organi d\u2019informazione, nonch\u00e9 dell\u2019occasione dell\u2019Esposizione Universale di Chicago del 1933). Ulteriori finanziamenti Lawrence riusc\u00ec ad ottenere \u201cvendendo\u201d il ciclotrone come strumento per la cura del cancro mediante le particelle cariche accelerate, alle quali sottopose anche sua madre (del resto, nei primi anni della radioattivit\u00e0 questa veniva propagandata come un benefico stimolante): \u00e8 significativo della logica di Lawrence che egli brevett\u00f2 sia il ciclotrone, che gli isotopi artificiali che produsse.<\/p>\n<p>Su questa scia e con queste premesse, alla fine degli anni \u201830 la prospettiva dell\u2019enorme energia racchiusa all\u2019interno dei nuclei atomici catalizz\u00f2 l\u2019interesse per le applicazioni militari, la realizzazione di una super-arma prospetta proprio dai fisici, i quali stabilirono legami sempre pi\u00f9 stretti e diretti con il potere politico e militare.<\/p>\n<p>Verso il 1939 ci si rese conto della possibilit\u00e0 di realizzare la reazione a catena nell\u2019uranio: e con lo scoppio della guerra il processo divenne inarrestabile <sup> <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\">1<\/a> <\/sup> . Schematizzando brutalmente, l\u2019allarme che i nazisti potessero realizzare per primi una bomba nucleare (in effetti progetti per realizzare una bomba nucleare si svilupparono in tutti i paesi in guerra, tranne l\u2019Italia fascista) indusse l\u2019avvio del \u201cProgetto Manhattan\u201d negli Stati Uniti, la pi\u00f9 colossale impresa tecnico-scientifica-militare che fosse mai stata tentata, che raccolse migliaia di scienziati e tecnici delle varie discipline a lavorare su un unico progetto, la realizzazione della bomba atomica, posto per la prima volta sotto la direzione di un militare, il Gen. Leslie Groves, il che cre\u00f2 non pochi problemi per gli scienziati, abituati alla \u201clibert\u00e0 della ricerca\u201d <sup> <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\">2<\/a> <\/sup> . \u00c8 degno di nota che i soli fisici che non accettarono di lavorare nel progetto furono Max Born, Isidor Rabi, e Franco Rasetti, uno dei \u201cragazzi di Via Panisperna\u201d, rifugiato in Canada, il quale dopo la guerra abbandon\u00f2 la fisica e cambi\u00f2 radicalmente il proprio campo di attivit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019impresa di realizzare la bomba si prospettava allora assai ardua, ed occorreva sperimentare tutte le strade possibili. Cos\u00ec, da un lato si tent\u00f2 il complesso processo di \u201carricchimento\u201d dell\u2019uranio rispetto all\u2019isotopo fissile U-235, che costituisce appena lo 0.7 % dell\u2019uranio naturale, con la costruzione del gigantesco impianto di diffusione gassosa di Oak Ridge (l\u2019esafluoruro di uranio, UF <sub> 6 <\/sub> , \u00e8 un gas). Dall\u2019altro lato Enrico Fermi realizz\u00f2 il 12 dicembre 1942 nei sotterranei dell\u2019Universit\u00e0 di Chicago il primo reattore nucleare, al fine di realizzare la reazione a catena controllata (non esplosiva) nell\u2019U-235 perch\u00e9 il bombardamento neutronico trasformava l\u2019isotopo U-238 non fissile in plutonio (un elemento \u201ctransuranico\u201d che non esiste in natura), che sarebbe diventato l\u2019 \u00abesplosivo\u00bb ideale per le bombe nucleari: si deve sottolineare che il nome \u201cpila atomica\u201d dato al reattore di Fermi era assolutamente improprio, perch\u00e9 non ha mai prodotto energia e non era progettato per questo, ma come reattore \u201cplutonigeno\u201d; e per molti anni a venire tutti i reattori nucleari costruiti furono militari, per produrre plutonio per le bombe, l\u2019energia nucleare per scopi civili era di l\u00e0 da venire.<\/p>\n<p>\u00ab Quando i gas velenosi non basteranno pi\u00f9, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventer\u00e0 un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po\u2019 pi\u00f9 ammalato, ruber\u00e0 tale esplosivo e s\u2019arrampicher\u00e0 al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potr\u00e0 essere il massimo. Ci sar\u00e0 un\u2019esplosione enorme che nessuno udr\u00e0 e la terra ritornata alla forma di nebulosa errer\u00e0 nei cieli priva di parassiti e di malattie. \u00bb<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"right\">[Italo Svevo, <i>La Coscienza di Zeno<\/i> , 1930]<\/p>\n<p><b>16 luglio 1945:<\/b><\/p>\n<p>Negli Stati Uniti entrambe le strade, l\u2019arricchimento dell\u2019uranio e la produzione di plutonio, arrivarono a compimento <sup> <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\">3<\/a> <\/sup> . Si tenga presente che dalla fine del 1944 era chiaro che la Germania nazista non sarebbe riuscita a realizzare la bomba, ma sebbene questa fosse stata la motivazione all\u2019origine del \u201cProgetto Manhattan\u201d questo non venne fermato (la Germania firm\u00f2 la resa nel maggio 1945 <sup> <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\">4<\/a> <\/sup> ): ci fu per\u00f2 un fisico, uno solo, che a quel punto abbandon\u00f2 il progetto per motivi di coscienza, J\u00f3zef Rotblat, polacco naturalizzato britannico, nel 1995 nel cinquantesimo anniversario di Hiroshima gli fu conferito il Premio Nobel per la Pace, insieme all&#8217;associazione <i>Pugwash Conferences on Science and World Affairs<\/i> della quale fu uno dei fondatori, per la lotta contro lo studio e l&#8217;utilizzo delle armi nucleari.<\/p>\n<p>Per l\u2019estate del 1945 si era ottenuto uranio arricchito sufficiente per una bomba, e plutonio per due bombe: almeno una andava testata, sia perch\u00e9 il congegno di innesco del plutonio era pi\u00f9 delicato <sup> <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\">5<\/a> <\/sup> , sia per verificarne gli effetti, su alcuni dei quali gravavano preoccupanti interrogativi (alcuni calcoli avevano prospettato il rischio che l\u2019esplosione potesse \u201cignire\u201d l\u2019intera atmosfera terrestre: ma il dubbio terribile, per quanto remoto, non arrest\u00f2 il test).<\/p>\n<p>Avvenne cos\u00ec il primo test nucleare nel deserto di Alamogordo, il 16 luglio 1945, quando Oppenheimer, che era il direttore del progetto, esclam\u00f2 testualmente \u201cLa fisica ha conosciuto il peccato\u201d! <sup> <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\">6<\/a> <\/sup> Mentre Enrico Fermi avrebbe detto \u201cLasciatemi in pace con i vostri oroblemi di coscienza, \u00e8 una fisica cos\u00ec bella!\u201d.<\/p>\n<p><b>Dal Trinity Test agli orrori di Hiroshima e Nagasaki<\/b><\/p>\n<p>Molti scienziati chiedevano comunque che la bomba non venisse usata: Szilard fu il pi\u00f9 attivo, raccogliendo anche firme ad una petizione in tal senso, e cercando di incontrare Roosvelt. Ma questi mor\u00ec il 12 aprile 1945: il \u201cProgetto Manhattan \u201d era cos\u00ec segreto che il vicepresidente e successore, Harry Truman, non ne conosceva neppure l\u2019esistenza. Il fisico James Frank stil\u00f2 un rapporto, firmato da Szilard e da altri 5 fisici, in cui chiedeva che non si usasse la bomba e proponeva un controllo internazionale su queste armi. Intanto il Segretario alla Guerra nomin\u00f2 un <i>Interim Committee<\/i> , di cui facevano parte Vannevar Bush e James Conant, con il compito di elaborare una linea di condotta, che a sua volta nomin\u00f2 un sotto-comitato scientifico composto da Robert Oppenheimer, Enrico Fermi, Ernest Lawrence e Arthur Compton: \u00e8 da sottolineare il ruolo e il peso politico che da quel momento in poi assunsero gli scienziati come consiglieri scientifici, ma non sembra sia stato propriamente un ruolo di pace! Infatti i quattro \u201csaggi\u201d si pronunciarono il 15-16 giugno in maniera abbastanza pilatesca: pur rivendicando di \u201cnon avere nessuna particolare competenza nella soluzione di problemi politici, sociali e militari, che sorgono con la scoperta dell\u2019energia atomica\u201d (come se la decisione di spingere il progetto e di aderirvi non fosse stata una decisione politica, sociale e militare assunta, ed anzi attivamente promossa, proprio in nome della particolare competenza scientifica), essi riconoscevano l\u2019obbligo di \u201csalvare vite americane\u201d e concludevano: <i>\u201cnon vediamo nessuna alternativa accettabile all\u2019impiego militare diretto\u201d<\/i> !<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 furono realmente sganciate le bombe su Hiroshima e Nagasaki? \u00c9 ormai assodato storicamente che l\u2019obiettivo di queste stragi non era il Giappone (che ridotto allo stremo avrebbe comunque chiesto la resa senza la necessit\u00e0 di un sanguinoso sbarco statunitense), ma l\u2019Unione Sovietica. Per gli Stati Uniti, date le simpatie per il nazismo (nota 1), lo scopo principale dell\u2019entrata in guerra era stata la sconfitta del Giappone: Roosvelt aveva chiesto ripetutamente a Stalin di aprire un secondo fronte col Giappone (ovviamente senza risultato, visto lo stato in cui era ridotta l\u2019URSS dopo la resistenza ai nazisti e la battaglia di Stalingrado), ma nel 1945 si augurava invece che ci\u00f2 non avvenisse, per escludere l\u2019Unione Sovietica da qualsiasi trattativa di pace in Asia. Cos\u00ec Truman cerc\u00f2 di indurre al pi\u00f9 presto il Giappone alla resa. Scrive efficacemente <span lang=\"fr-FR\">Jacques R. Pauwels nel libro citato (cap. 17) : \u201cPer mettere fine alla guerra col Giappone senza dover fare troppi sacrifici, Truman aveva un certo numero di opzioni tutte attraenti. [\u2026] Truman e i suoi consiglieri, tuttavia, non scelsero nessuna di queste possibilit\u00e0: decisero, invece, di metter fuori combattimento il Giappone con l\u2019atomica. Questa fatale decisione \u2026 offriva agli americani notevoli vantaggi. [\u2026] L\u2019esperienza fatta a Potsdam [dove Truman aveva ricevuto la notizia del <i>Trinity test<\/i> di Alamogordo, con il quale aveva cercato di intimidire Stalin] aveva convinto Truman che solo una vera dimostrazione del potere di questa nuova arma avrebbe reso docile Stalin\u201d. Ma il Giappone non si arrese, e l\u20198 agosto l\u2019Armata Rossa attacc\u00f2 le truppe giapponesi in Manciuria. \u201cQuesto rese Washington estremamente impaziente; gi\u00e0 il giorno successivo alla dichiarazione di guerra sovietica, il 9 agosto 1945, una seconda bomba fu sganciata, questa volta sulla citt\u00e0 di Nagasaki\u201d. La <i>favola<\/i> dell\u2019atomica sul Giappone per \u201csalvare vite di soldati americani\u201d \u00e8 buona per i gonzi! <\/span><\/p>\n<p>In una parola, Truman inaugur\u00f2 la strategia nucleare che innesc\u00f2 la logica della Guerra Fredda.<\/p>\n<p><b>La minaccia ritorna: oggi il rischio nucleare \u00e8 il pi\u00f9 alto dal 1945!<\/b><\/p>\n<p>Le armi nucleari proliferarono e gli arsenali nucleari raggiunsero la consistenza demenziale di circa 70.000 testate a met\u00e0 degli anni Ottanta , ben pi\u00f9 distruttive di quelle di Hirohima e Nagasaki, con il pretesto di inibire il loro uso perch\u00e9 avrebbe provocato la \u201cdistruzione mutua assicurata\u201d: se non fosse che numerosi allarmi per errore hanno evitato l\u2019Apocalisse nucleare solo per il coraggio di ufficiali i quali violarono le consegne non volendo credere alla loro veridicit\u00e0, che avrebbe imposto di lanciare immediatamente la ritorsione nucleare, salvando cos\u00ec l\u2019umanit\u00e0 da un olocausto generalizzato <sup> <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote7sym\" name=\"sdfootnote7anc\">7<\/a> <\/sup> . Noam Chomsky ha affermato \u201cSe siamo vivi \u00e8 per miracolo!\u201d<\/p>\n<p>Ma se siamo vivi per miracolo, non sarebbe il caso di approfittarne per sopravvivere all\u2019Era Nucleare senza bisogno di miracoli, che non \u00e8 detto vorranno ripetersi?!<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"> In effetti con la fine della Guerra Fredda le armi nucleari persero questa illusoria e pericolosa funzione di dissuasione, e si aprirono grandi speranze che fosse arrivato il momento della loro totale eliminazione. Negli anni Novanta si avvi\u00f2 davvero un processo di riduzione consistente del loro numero (siamo oggi a meno di 15.000), e vennero stipulati accordi storici di controllo e riduzione di questi armamenti. Senonch\u00e9 \u2026 la follia dei potenti della Terra non conosce limiti, nell\u2019ultima ventina d\u2019anni le tensioni internazionali si sono di nuovo esacerbate, il processo di disarmo si \u00e8 arenato e addirittura invertito, perch\u00e9 tutti i paesi nucleari hanno intrapreso programmi plurimiliardari di \u201cmodernizzazione\u201d del sistema degli armamenti nucleari (avviati dal Nobel per la Pace Barack Obama!): termine mistificante per aggirare i trattati che vieterebbero di realizzare armi nucleari nuove, cos\u00ec il loro numero formalmente non varia ma, per fare alcuni esempi, un\u2019innovativa spoletta d\u2019innesco ha triplicato l\u2019effettivit\u00e0 dei missili nucleari della marina USA<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote8sym\" name=\"sdfootnote8anc\">8<\/a><\/sup>, gli Stati nucleari rinnovano radicalmente le flotte dei sommergibili e i missili nucleari, le testate B61 schierate in Europa vengono sostituite con le B61-12, e potrei continuare<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote9sym\" name=\"sdfootnote9anc\">9<\/a><\/sup>. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"> Donald Trump poi ha fatto un passo decisivo verso il baratro, smantellando con folle determinazione (come diceva l\u2019Amleto shakespeariano \u201cC\u2019\u00e8 del metodo in questa follia!\u201d) tutto il cosiddetto \u201cregime di non-proliferazione\u201d, ancorch\u00e9 non avesse in realt\u00e0 impedito la proliferazione nucleare, come si \u00e8 detto, ma costituiva un\u2019impalcatura essenziale dalla quale partire per rafforzarlo<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote10sym\" name=\"sdfootnote10anc\">10<\/a><\/sup>. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"> La denuncia pi\u00f9 ferma di questo rischio viene dall\u2019autorevole <i>Bulletin of the Atomic Scientists<\/i> il quale dal 1947 ha ideato il simbolico ma efficace \u00abOrologio dell\u2019Apocalisse\u00bb (<i>Doomsday Clock<\/i>) che misura il potenziale avvicinarsi alla fatidica Mezzanotte valutando tutti i fattori di rischio: dopo il momento di rischio minimo nel 1990 (17 minuti a Mezzanotte, erano 3 nella crisi degli Euromissili, 1983), dopo la met\u00e0 degli anni Novanta le lancette sono precipitate senza soste verso l\u2019Apocalisse, tanto che nel gennaio di quest\u2019anno hanno toccato la distanza da brivido di appena 100 secondi! <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"> Per fortuna una lampadina si \u00e8 accesa proprio 3 anni fa, quando la campagna internazionale ICAN ( <i>International Campaign to Abolish Nuclear Weapons<\/i> ) coinvolse le Nazioni Unite, che il 7 luglio 2017 approv\u00f2 il nuovo Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (TPAN, inglese TPNW), il quale vieta il possesso, l\u2019uso ed anche la minaccia (appunto la deterrenza) delle armi nucleari<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote11sym\" name=\"sdfootnote11anc\">11<\/a><\/sup>. \u00c8 abbastanza noto che il TPAN necessita per entrare in vigore come parte integrante del diritto internazionale di venire ratificato da 50 Stati: ma siamo probabilmente in dirittura d\u2019arrivo, le ratifiche sono 38 ed \u00e8 presumibile che le restanti 12 giungeranno entro il 2021. \u00c8 chiaro che il TPAN sar\u00e0 vincolante solo per gli Stati che lo firmano, ma una volta in vigore diverr\u00e0 un deterrente per dissuadere dal ricorso alle armi nucleari: ma come \u00e8 avvenuto per altri trattati che vietano armi di distruzione di massa o inumane (batteriologiche, 1972; chimiche, 1993; mine antiuomo, 1997), il principio sar\u00e0 stabilito e il TPAN estender\u00e0 inesorabilmente la sua funzione, perch\u00e9 la popolazione mondiale pretender\u00e0 su una base giuridica l\u2019eliminazione delle armi nucleari, e un crescente numero di Stati lo riconoscer\u00e0, diventer\u00e0 un obbligo. \u00c8 solo questione di tempo, l\u2019umanit\u00e0 non accetter\u00e0 di essere annientata! <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"> E qui si apre una possibilit\u00e0 decisiva per l\u2019Italia per dimostrare se sar\u00e0 capace una buona volta una capacit\u00e0 di decisione autonoma, e non prostrata come di solito al diktat degli Stati Uniti: firmare e ratificare il TPAN, come dovere di sottrarre il popolo sovrano al rischio atomico! Non \u00e8 improprio scomodare il sommo Dante, <i>qui si parr\u00e0 la tua nobilitate<\/i>. Questa volont\u00e0 si \u00e8 espressa chiaramente nella piattaforma largamente unitaria \u2013 da tutti i comitati, associazioni, reti, alle confederazioni sindacali \u2013 sulla quale sono avvenute le grandi manifestazioni in tutto il mondo e in Italia \u201cSpegniamo la guerra, accendiamo la pace\u201d<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote12sym\" name=\"sdfootnote12anc\">12<\/a><\/sup>. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"> Proprio sulla trasparenza dei nostri governi \u00e8 opportuna un\u2019osservazione. In Italia rimangono ancora circa 70 testate termonucleari, nelle basi militari USA di Aviano e italiana di Ghedi Torre: i nostri governi tengono celata questa presenza ai propri cittadini, contro il pi\u00f9 elementare diritto democratico. Lo so per esperienza di tanti interventi nelle scuole dove alla domanda \u201cVi sono bombe nucleari in Italia?\u201d ho sempre constatato lo sconcerto degli studenti, molto raramente qualcuno ha detto \u201cNo\u201d. Dovremmo sprofondare di vergogna di fronte alla Germania, dove un mese fa il partito di governo SPD ha chiesto ufficialmente agli Stati Uniti di rimuovere le circa 20 testate nella base militare di B\u00fcchel; gli USA gli ha sprezzantemente sbattuto la porta in faccia (anzi ha ritirato 9.000 soldati stanziati nel paese), ma i giornali hanno dato ampio risalto, nessun cittadino tedesco potr\u00e0 dire \u201cNon sapevo\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"> La firma del TPAN riscatterebbe tutte le meschinit\u00e0 dei nostri governi! L\u2019Era Nucleare sembra incompatibile anche con i principi pi\u00f9 elementari della democrazia! <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"> La ricorrenza del 16 luglio deve ricordarcelo. <\/span><\/p>\n<p><b>Ma l\u2019eredit\u00e0 dell\u2019Era Nucleare rimarr\u00e0 un fardello irrisolvibile che graver\u00e0 sulle generazioni a venire<\/b><\/p>\n<p>Ma in questa ricorrenza dell\u2019inizio dell\u2019Era Nucleare ritengo opportuno soffermarmi su un aspetto che credo pochi considerino nella sua cruda interezza.<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"> Da quando mi impegno nei movimenti antinucleari affermo che <i>la scelta nucleare \u00e8 una strada che una volta imboccata non consente n\u00e9 uscita n\u00e9 ritorno<\/i> : l\u2019avvio di qualsiasi programma di sviluppo di tecnologie o programmi nucleari comporta di innescare processi o produrre sostanze artificiali che, richiedendo per la loro attivazione energie dell\u2019ordine di un milione di volte quelle in gioco nei processi chimici che avvengono sul nostro pianeta, non possono essere eliminati alla scala naturale delle energie sulla Terra <sup> <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote13sym\" name=\"sdfootnote13anc\">13<\/a> <\/sup> . Perdipi\u00f9 q uesti prodotti e processi sono estremamente pericolosi per la salute e l\u2019ambiente (e perpetuano rischi di proliferazione militare), e non possono essere custoditi in modo assolutamente sicuro <sup> <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote14sym\" name=\"sdfootnote14anc\">14<\/a> <\/sup> . Similmente, le radiazioni nucleari possiedono energie dell\u2019ordine del milione di volte rispetto a quelle elettromagnetiche emesse nelle transazioni elettroniche: queste ultime sono necessarie alla vita sulla Terra, mentre le radiazioni nucleari (alfa, beta, gamma) ionizzanti hanno sempre sulle cellule viventi effetti devastanti <sup> <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote15sym\" name=\"sdfootnote15anc\">15<\/a> <\/sup> . <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"> Questa \u00e8 la ragione sostanziale dell\u2019 <em> incompatibilit\u00e0 dei prodotti dell\u2019Era Nucleare con i processi naturali dell\u2019ambiente terrestre <\/em> , in particolare quelli della materia vivente, e quindi dell\u2019 <em> impossibilit\u00e0 di risolvere i problemi che qualsiasi scelta nucleare genera <\/em><sup> <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote16sym\" name=\"sdfootnote16anc\">16<\/a> <\/sup> . <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"> Il crescente inquinamento radioattivo della superficie e dell\u2019atmosfera terrestri ha gi\u00e0 causato danni incalcolabili, infermit\u00e0, contaminazioni di vaste aree per incidenti o test nucleari, diventate praticamente inabitabili: la grande ambientalista Rosalie Bertell (1920-2012) valutava venti anni fa con criteri scientifici ben 1 miliardo e 300 milioni di \u201cvittime dell\u2019 <em> Era nucleare <\/em> \u201d! <sup> <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote17sym\" name=\"sdfootnote17anc\">17<\/a> <\/sup> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"> All\u2019inizio, dopo le tre espulsioni nucleari del 1945, vi furono i test nucleari in atmosfera che iniziarono subito dopo: la radioattivit\u00e0 che produssero raggiunse un valore massimo nel 1963-64 nell\u2019emisfero nord e un anno pi\u00f9 tardi ai tropici: nel 1963 vennero ufficialmente proibiti i test nucleari in atmosfera, anche se alcuni Stati li hanno proseguiti, la Francia fino al 1995. Nel deserto del Nevada vennero eseguiti dal 1951 al 1962 ben 100 test nucleari in atmosfera (da Las Vegas, a un centinaio di km sottovento, e da Los Angeles si vedevano i \u201cfunghi\u201d delle esplosion i <sup> <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote18sym\" name=\"sdfootnote18anc\">18<\/a> <\/sup> ), e successivamente 921 sotterranei (per un totale di 1.021 ), che hanno lasciato una pesante radioattivit\u00e0 sotterranea residua. Ancora oggi si trova Stronzio radioattivo nei denti dei bambini americani, come in quelli dei bambini britannici attorno al sito nucleare di Sellafield <sup> <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote19sym\" name=\"sdfootnote19anc\">19<\/a> <\/sup> . <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"> Gli scienziati hannominimizzato gli effetti delle radiazioni ionizzanti sull\u2019organismo umano. Nel 2003 ruppe il silenzio una lettera dello specialista Ernest Sternglas al Segretario per l\u2019Energia degli USA Steven Chu, che denunciava \u201cun tragico errore dei medici e dei fisici \u2026 [per avere assunto] che l\u2019esposizione a piccole dosi di radiazioni dai test e dalle centrali nucleari non avessero conseguenze significative sulla salute \u2026 [causando] un enorme aumento di tumori e di diabete\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"> Dalla met\u00e0 degli anni Cinquanta si sono sviluppati i programmi nucleari detti \u201ccivili\u201d per la produzione di energia elettrica: in questi 60 anni si \u00e8 pensato solo al <em> <i>business<\/i> <\/em> di costruire nuove centrali nucleari, mentre si accumulavano crescenti, enormi, quantit\u00e0 di residui radioattivi (evito il termine comune \u201cscorie\u201d perch\u00e9 tra i residui vi \u00e8 il Plutonio che \u00e8 un materiale di enorme interesse militare). Nessun paese ha ancora realizzato un deposito definitivo dei residui nucleari: sono state fatte molte esperienze, a volte si sono poi rivelate sbagliate, se non fallimentari <sup> <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote20sym\" name=\"sdfootnote20anc\">20<\/a> <\/sup> . Il caso dell&#8217;Italia \u00e8 patologico, la quantit\u00e0 di residui radioattivi prodotta dai limitati programmi nucleari \u00e8 relativamente ridotta, dopo 36 anni essi rimangono stoccati in una ventina di depositi \u201ctemporanei\u201d le cui condizioni si vanno deteriorando da tempo, mentre il progetto di un deposito nazionale \u00e8 diventato un giallo poich\u00e9 la lista dei siti che dovrebbero essere idonei per il deposito \u00e8 pronta da circa 3 anni ma rimane chiusa in qualche cassetto, plausibilmente perch\u00e9 qualunque governo ha il sacro terrore che se la rende nota esploderebbero le rivolte delle popolazioni locali che non lo vogliono. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"> Il termine deposito \u201cdefinitivo\u201d necessita una spiegazione: vi sono varie categorie di residui nucleari, classificate a seconda della loro radioattivit\u00e0, vi sono residui che mantengono livelli di attivit\u00e0 pericolosi per secoli, o anche pi\u00f9, per cui il termine \u201cdefinitivo\u201d \u00e8 relativo. Per il momento quasi tutti i residui radioattivi vengono stoccati in depositi considerati \u201ctemporanei\u201d, proprio perch\u00e9 si attende di trovare la sistemazione \u201cdefinitiva\u201d, o per lo meno a lunga o lunghissima scadenza. Cos\u00ec si sono accumulate enormi quantit\u00e0 di residui radioattivi, i quali non devono assolutamente entrare in contatto con le attivit\u00e0 umane. Si calcolano nel mondo circa 830.000 metri cubi di residui ad alta attivit\u00e0, quelli evidentemente pi\u00f9 pericolosi (ma quelli a bassa e media attivit\u00e0 sono molti di pi\u00f9). Un articolo del marzo 2018 discuteva il drammatico accumularsi di residui radioattivi in tutto il mondo, con il titolo eloquente: \u201cMontagne di residui nucleari continuano a crescere\u201d <sup> <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote21sym\" name=\"sdfootnote21anc\">21<\/a> <\/sup> . <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"> Inoltre le centrali nucleari devono essere smantellate ( <i>decommissioning<\/i> ) al termine de loro ciclo di vita: anche questo problema \u00e8 stato ampiamente sottovalutato, ma sta diventando sempre pi\u00f9 serio, dato che 234 delle 403 centrali in funzione ha superato i 30 anni di funzionamento progettuale. 400 reattori nucleari da decommissionare produrranno ulteriori quantit\u00e0 di residui radioattivi, e comporteranno enormi spese. Ad esempio, il costo della bonifica del grande sito nucleare di Sellafield in Gran Bretagna era stimato nel 2013 di \u00a370 miliardi, tre anni dopo questa stima era pi\u00f9 che raddoppiata, nel 2017 era stimata in \u00a3164 miliardi nei prossimi 120 anni (stima che oscura quella di \u00a360 miliardi per la bonifica dei campi petroliferi e del gas del Mare del Nord). Ma che cosa potr\u00e0 accadere nei prossimi 120 anni?! <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"> Vi \u00e8 poi l\u2019enorme problema del combustibile nucleare esaurito, o irraggiato ( <em> <i>spent fuel<\/i> <\/em> ): se ne sono accumulate nel mondo circa 180.000 tonnellate. Le barre estratte dal reattore sono talmente radioattive che non possono essere maneggiate (i radionuclidi artificiali generati producono anche un calore tale che le barre fonderebbero se venissero lasciate all\u2019aria), e vengono direttamente trasferite nell\u2019acqua di piscine di decontaminazione condizionate, dove devono rimanere immerse per almeno un anno, ma anche pi\u00f9, fino a smaltire l\u2019attivit\u00e0 e il calore pi\u00f9 elevati. A questo punto si aprono sostanzialmente due possibilit\u00e0, nessuna delle quali \u00e8 \u2026 entusiasmante: <\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"> La pi\u00f9 seguita nel mondo consiste nel rinchiudere le barre di combustibile in grandi fusti d\u2019acciaio ( <em> <i>cask<\/i> <\/em> ) a tenuta stagna e sigillati ( <em> <i>dry storage<\/i> <\/em> ), racchiusi da ulteriore strati d\u2019acciaio e di cemento per garantire la completa schermatura delle radiazioni, e devono venire sistemati in un deposito finale. E qui vengono gli enormi problemi: come e dove conferire questi <em> <i>casks<\/i> <\/em> in un deposito che offra garanzie assolute di completo isolamento dall\u2019esterno e da infiltrazioni d\u2019acqua per almeno centinaia di anni? Molti paesi hanno grandi (e costosi) progetti in corso, ma nessuno ad oggi ha ancora realizzato un deposito definitivo per il combustibile esaurito <sup> <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote22sym\" name=\"sdfootnote22anc\">22<\/a> <\/sup> . <\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"> La seconda possibilit\u00e0 \u00e8 sottoporre il combustibile esaurito al processo di <em> ritrattamento <\/em> , che oltre a essere estremamente pericoloso e inquinante per l\u2019altissima radioattivit\u00e0 dei materiali, produce quantit\u00e0 maggiori di residui radioattivi e tossici, poich\u00e9 usa degli acidi per sciogliere la guaina delle barre: e soprattutto separa il plutonio che si \u00e8 generato nel processo di fissione dell\u2019uranio, il quale \u00e8 essenzialmente un materiale militare <sup> <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote23sym\" name=\"sdfootnote23anc\">23<\/a> <\/sup> . Tra i paesi occidentali \u00e8 rimasta oggi solo la Francia a praticare il ritrattamento del combustibile. <\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Dalla fine degli anni Settanta gli Stati Uniti sotto la presidenza di Jimmy Carter (che era di formazione ingegnere nucleare) abbandonarono il ritrattamento, proprio per i rischi di proliferazione: cos\u00ec le circa 90.000 tonnellate di combustibile esaurito rimangono stoccate per circa met\u00e0 nelle piscine, e met\u00e0 nei <em> <i>casks<\/i> <\/em> stoccati in depositi nei pressi delle centrali. Si prevede un raddoppio del quantitativo di combustibile irraggiato per il 2050.<\/p>\n<p>In effetti il ritrattamento del combustibile irraggiato \u00e8 stato (e viene tuttora) effettuato da Paesi intenzionati a realizzare bombe nucleari: questa strada \u00e8 stata seguita, ad esempio, da Israele, dall\u2019India, e recentemente dalla Corea del Nord. Da questo punto di vista \u00e8 opportuno osservare che desta allarme il Giappone, il quale sta riprocessando il combustibile irraggiato dei suoi reattori inviandolo in Francia, ma ha anche realizzato un impianto domestico di ritrattamento: il Giappone ha gi\u00e0 accumulato 10 tonnellate di plutonio, ed ha le conoscenze tecniche e industriali per realizzare la bomba nucleare in tempi brevissimi, qualora decidesse di farlo.<\/p>\n<p><i>Il nucleare sembra una moderna Idra della mitologia, la cui testa tagliata ricresceva!<\/i><\/p>\n<p>\u00c8 importante poi osservare che il combustibile esausto possiede tempi di disattivazione praticamente indefiniti: l\u2019attivit\u00e0 iniziale \u00e8 circa un milione di volte quella dell\u2019uranio naturale che si estrae nelle miniere, ma per i vari processi di decadimento dopo 100.000 anni la sua attivit\u00e0 sar\u00e0 ancora 1.000 volte superiore a quella dell\u2019uranio naturale! Insomma sopravviver\u00e0 presumibilmente alla fine dell\u2019umanit\u00e0! Come lasciare a decine o centinaia di generazioni future un segno a prova di cataclismi, guerre o rivolgimenti radicali dei siti che custodiscono materiali cos\u00ec pericolosi?<\/p>\n<p>Sarebbe lungo parlare ancora dei siti militari da decommissionare, in particolare negli Stati Uniti e in Russia (ma in molti altri stati) che con ogni probabilit\u00e0 celano segreti militari e quindi sorprese imprevedibili. Un solo esempio, nel grande centro nucleare militare di Hanford, negli USA, dove venne prodotto il plutonio del <em> <i>Trinity Test<\/i> <\/em> e di <em> <i>Fat Boy<\/i> <\/em> , i residui nucleari si trovano in ben 1200 siti, vi sono 43 milioni di galloni di scorie ad alta attivit\u00e0, 25 milioni di metri cubi di scorie radioattive solide, e nel sottosuolo 200 miglia cubiche di falda contaminata. Si continuano a scoprire contaminazioni non documentate, come nel 2017 una voragine di 400 piedi quadrati nel soffitto di un tunnel costruito nel 1956 e sigillato nel 1965, dove sono sepolti vagoni ferroviari contenenti alte concentrazioni di scorie nucleari.<\/p>\n<p>Non dimentichiamo gli impressionanti cimiteri di carcasse arrugginite di sommergibili nucleari sovietici risalenti agli anni Settanta, ma britannici. L\u2019elenco dei sommergibili affondati negli oceani con i reattori nucleari e le testate nucleari \u00e8 sconvolgente, essi sono delle vere bombe a orologeria! Cos\u00ec come \u00e8 impressionante l\u2019elenco degli incidenti nucleari militari, decine di testate nucleari sono andate perdute in mare dalle superpotenze <sup> <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote24sym\" name=\"sdfootnote24anc\">24<\/a> <\/sup> .<\/p>\n<p>Il plutonio necessita un cenno specifico. Ne sono state prodotte quasi 1.300 tonnellate (senza contare quello ancora contenuto nel combustibile non riprocessato, nonch\u00e9 nelle quasi 15.000 testate nucleari intatte), delle quali 260 tonnellate di plutonio <em> <i>weapon grade<\/i> <\/em> , cio\u00e8 direttamente idoneo alla fabbricazione di bombe: basterebbe per fabbricare milioni di testate nucleari! Che fare di tutto questo plutonio? La sola possibilit\u00e0 \u00e8 custodirlo nel modo che sia pi\u00f9 sicuro (come garantire che non avvengano sottrazioni illegali, soprattutto in certi paesi?). Si tenga presente che il plutonio \u00e8 il materiale pi\u00f9 tossico che si conosca, sia dal punto di vista radiologico che chimico. Il plutonio-239 ha una tempo di dimezzamento di circa 24.000 anni, dopo 100.000 anni ne rimane ancora all\u2019incirca un decimo. <em> Una ulteriore eredit\u00e0 dell\u2019Era nucleare ineliminabile, praticamente perenne <\/em> .<\/p>\n<p>Non va poi dimenticato l\u2019 <em> uranio stesso <\/em> , che \u00e8 all\u2019origine dell\u2019 <em> Era Nucleare: c <\/em> ome \u00e8 stato ottenuto, e si ottiene? Esso \u00e8 contenuto in rocce uranifere, pertanto deve essere estratto e successivamente lavorato. E anche qui ci sono parti di storia poco note, e drammatiche: a <em> ll\u2019estrazione dell\u2019uranio dalle miniere sono sempre state adibite popolazioni emarginate, o povere, o sfruttate, le quali hanno subito drammatiche conseguenze sanitarie <\/em> . Negli Stati Uniti tocc\u00f2 soprattutto al popolo Navajo, il quale ha portato, inconsapevolmente, il contributo primario (ma lungi dall\u2019essere menzionato) alla realizzazione dell\u2019arsenale e dell\u2019industria nucleare statunitensi. Il governo e le compagnie non fornirono informazioni dei rischi, i minatori Navajo subirono discriminazioni rispetto ai bianchi. L\u2019incidenza di tumori a altre infermit\u00e0 nella popolazione \u00e8 altissima. La questione dei risarcimenti non \u00e8 mai stata risolta. Le conseguenze perdurano, perch\u00e9 l\u2019insorgenza dei tumori pu\u00f2 avere tempi di latenza lunghi: il 16 luglio la Nazione Navajo celebra il <em> <i>Uranium Legacy Remembrance and Action Day<\/i> <\/em> .<\/p>\n<p>La Francia, dopo che le miniere nazionali si sono esaurite, estrae l\u2019uranio dalle miniere in Niger, dove ha sfruttato e sfrutta la popolazione locale, con conseguenze non diverse, ed ha generato una spaventosa contaminazione radioattiva del Paese. Ma per la Francia vi \u00e8 un aspetto che potremmo dire paradossale, perch\u00e9 la lavorazione dell\u2019uranio effettuata nel paese ha disseminato una contaminazione diffusa sul territorio nazionale! Ammontano a 200-300 milioni di tonnellate i residui a bassa attivit\u00e0 disseminati nel territorio francese: questo scandalo \u00e8 stato denunciato da un\u2019inchiesta trasmessa l\u201911 febbraio 2009 dal canale France 3 dal titolo \u201cUranium, le scandale de la France contamin\u00e9e\u201d (vedere per credere! <span style=\"color: #0000ff;\"><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=spum6lk6o4c\"> https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=spum6lk6o4c <\/a> ). <\/span><\/p>\n<p><i>In conclusione, lasciamo a un numero indefinito di generazioni future un\u2019eredit\u00e0 estremamente pesante, pericolosa, e pure costosa, che non \u00e8 possibile eliminare e persister\u00e0 per il futuro prevedibile della societ\u00e0 umana, e probabilmente sopravviver\u00e0 ad essa<\/i> . Possiamo chiamarlo il <em> <b>Nucleocene<\/b> <\/em> ?<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a> <span style=\"font-size: small;\">Poich\u00e9 mi piace sfatare, nei limiti delle mie conoscenze, i falsi storici e i pretesti di guerre, voglio ricordare che \u00e8 ormai provato storicamente, ma largamente ignorato nei libri di storia. Che l\u2019attacco a Pearl Harbour non fu affatto per gli Stati Uniti inaspettato! Roosvelt fece di tutto per provocare un attacco giapponese a Pearl Harbour, fino al punto di destituire un ammiraglio e indebolire la flotta, per avere il pretesto per rovesciare il sentimento dominante nell\u2019opinione pubblica contrario all\u2019entrata in guerra: si veda il ponderoso studio di Robert B. Stinness, <span style=\"font-size: small;\"><i>Il Giorno dell\u2019Inganno<\/i><span style=\"font-size: small;\">, Milano, Il Saggiatore, 2001. A proposito dell\u2019intervento e del ruolo degli USA nella guerra raccomando poi il bellissimo libro di Jacques R. Pauwels, <span style=\"font-size: small;\"><i>Il Mito della Guerra Buona<\/i> <span style=\"font-size: small;\">, Datanews, 2003, che smaschera il mito secondo cui gli USA sarebbero scesi in guerra per uno spirito antinazista, e dimostra in modo irrefutabile che gran parte degli imprenditori statunitensi nutrivano grandi simpatie per Hitler: le maggiori imprese statunitensi (Du Pont, Union Carbide, Westinghouse, General Electric, Singer, Kodak, ITT, ecc.) collaborarono attivamente con la Germania nazista anche a guerra iniziata (Ford forn\u00ec camion, ed ESSO benzina, senza la quale non sarebbero stati possibili n\u00e9 il <span style=\"font-size: small;\"><i>blitzkrieg<\/i> <span style=\"font-size: small;\">, p. 31, n\u00e9 il tentativo di invasione dell\u2019URSS, p. 58). <\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a><span style=\"font-size: small;\"> In un articolo di qualche mese fa avevo discusso le ricerche chimiche in Germania ai primi del 900 che portarono allo sviluppo degli aggressivi cimici e la loro uso nell\u2019attacco del 15 aprile 1915 a Ypres: i chimici tedeschi anticiparono molte caratteristiche del \u201cProgetto Manhattan\u201d, Fritz Haber cerc\u00f2 la collaborazione con i militari e ispezion\u00f2 personalmente la disposizione dei gas nelle trincee, e anche come dimensioni alla fine della guerra il numero di chimici in Germania che lavoravano sugli aggressivi chimici era dell\u2019ordine di 1.000, insomma una vera \u201cBig Science\u201d (Baracca, \u201c <span style=\"font-size: small;\">22 aprile 1915: 105 anni fa l\u2019attacco con gas chimici a Ypres\u201d, <span style=\"font-size: small;\"><i>Pressenza<\/i> <span style=\"font-size: small;\">, 220 aprile 2020, <span style=\"color: #0000ff;\"><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/04\/22-aprile-1915-105-anni-fa-lattacco-con-gas-chimici-a-ypres\/\"><span style=\"font-size: small;\">https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/04\/22-aprile-1915-105-anni-fa-lattacco-con-gas-chimici-a-ypres\/ <\/span><\/a> <span style=\"color: #0000ff;\"> <span style=\"font-size: small;\">). <\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a> <span style=\"font-size: small;\">Vale la pena ricordare che <span style=\"font-size: small;\">nel frattempo anche i fisici sovietici avevano compreso i requisiti essenziali per realizzare la bomba nucleare, dal 1941 avevano ricevuto informazioni di <span style=\"font-size: small;\"><i>intelligence<\/i> <span style=\"font-size: small;\"> da Londra sui progressi del progetto britannico e sulla possibilit\u00e0 di realizzare una bomba, ma queste notizie giunsero a Mosca nella fase cruciale dell\u2019invasione nazista ( <span style=\"font-size: small;\"><span lang=\"en-GB\">David Holloway, <span style=\"font-size: small;\"><span lang=\"en-GB\"><i>Stalin and the Bomb: the Soviet Union and Atomic Energy, 1939-1956<\/i> <span style=\"font-size: small;\"><span lang=\"en-GB\">, Yale University Press, New Haven and London, 1994 <span style=\"font-size: small;\"><span lang=\"en-GB\">). <\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a> <span style=\"font-size: small;\">La data del 7 maggio riportata nei libri di storia non ha molto senso, ci furono vari e ambigui tentativi da parte degli Stati Uniti, come discute efficacemente il citato libro di Jacques R. Pauwels: come il progetto di un armistizio separato con la Germania, per sferrare poi un attacco comune contro l\u2019URSS, per scacciarla dall\u2019Europa Orientale, e possibilmente cancellare anche l\u2019esperienza sovietica (Ivi, Cap. 14). Il progetto, per quanto appaia allucinante, fu molto concreto: non fu possibile realizzarlo solo perch\u00e9 l\u2019Armata Rossa godeva delle simpatie delle truppe americane in Europa, anche per la propaganda sviluppata opportunisticamente poco prima dagli stessi Stati Uniti per giustificare il rovesciamento dell\u2019alleanza con i nazisti. <\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a> <span style=\"font-size: small;\">L\u2019isotopo 240 del plutonio, che si forma nel reattore insieme all\u2019isotopo fissile 239, possiede una piccola probabilit\u00e0 di subire la fissione \u201cspontanea\u201d, che rischia di innescare troppo presto la bomba durante l\u2019implosione, diminuendo drasticamente l\u2019efficienza dell\u2019esplosione: il meccanismo \u201ca cannone\u201d, adottato per l\u2019uranio, non era adatto, occorreva che le masse subcritiche venissero unite molto pi\u00f9 velocemente, e venne cos\u00ec sviluppato il meccanismo \u201ca implosione\u201d. <\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\">6<\/a> <span style=\"font-size: small;\">\u00c8 il caso di ricordare la prima vittima diretta della fissione nucleare, a parte cio\u00e8 i ricercatori deceduti per tumori contratti soprattutto nella fase iniziale, in cui non erano ben noti gli effetti delle radiazioni: il 21 maggio 1945 Louis Slotin, sperimentando il meccanismo di unione di due emisferi di plutonio per raggiungere la massa critica, innesc\u00f2 inavvertitamente la reazione a catena ed assorb\u00ec una dose letale di radiazione, che lo port\u00f2 alla morte nove giorni dopo tra atroci sofferenze. <\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote7\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote7anc\" name=\"sdfootnote7sym\">7<\/a> <span style=\"font-size: small;\">Vedi ad esempio, A. Baracca, \u201c <span style=\"font-size: small;\">Il 27 ottobre 1962 Vassili Arkhipov salv\u00f2 il mondo dall\u2019olocausto nucleare, 21 anni prima di Stanislav Petrov <span style=\"font-size: small;\">\u201d, <span style=\"font-size: small;\"><i>Pressenza<\/i> <span style=\"font-size: small;\">, 26 ottobre 2018, <span style=\"color: #0000ff;\"><u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/10\/il-27-ottobre-1962-vassili-arkhipov-salvo-il-mondo-dallolocausto-nucleare-21-anni-prima-di-stanislav-petrov\/\"><span style=\"font-size: small;\">https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/10\/il-27-ottobre-1962-vassili-arkhipov-salvo-il-mondo-dallolocausto-nucleare-21-anni-prima-di-stanislav-petrov\/ <\/span><\/a><\/u> <span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"font-size: small;\">. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote8\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote8anc\" name=\"sdfootnote8sym\">8<\/a><span style=\"font-size: small;\"> A. Baracca, \u201cL\u2019allarme: un first-strike nucleare alla Russia\u201d, <span style=\"font-size: small;\"><i>Pressenza<\/i> <span style=\"font-size: small;\">, 15 maggio 2017, <span style=\"color: #0000ff;\"><u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/05\/lallarme-un-first-strike-nucleare-alla-russia\/\"><span style=\"font-size: small;\">https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/05\/lallarme-un-first-strike-nucleare-alla-russia\/ <\/span><\/a><\/u> <span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"font-size: small;\">. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote9\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote9anc\" name=\"sdfootnote9sym\">9<\/a> <span style=\"font-size: small;\">A. Baracca, \u201cLa pandemia e le altre emergenze: allontana il rischio di guerra nucleare?\u201d, P <span style=\"font-size: small;\"><i>ressenza<\/i> <span style=\"font-size: small;\">, 28 marzo 2020, <span style=\"color: #0000ff;\"><u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/02\/uniti-pretendiamo-che-il-governo-firmi-il-trattato-che-vieta-le-armi-nucleari\/\"><span style=\"font-size: small;\">https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/02\/uniti-pretendiamo-che-il-governo-firmi-il-trattato-che-vieta-le-armi-nucleari\/ <\/span><\/a><\/u> <span style=\"color: #0000ff;\"> <span style=\"font-size: small;\">: anche in spagnolo e in francese: <span style=\"color: #0000ff;\"><u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/es\/2020\/03\/la-pandemia-y-otras-emergencias-evita-el-riesgo-de-una-guerra-nuclear\/\"><span style=\"font-size: small;\">https:\/\/www.pressenza.com\/es\/2020\/03\/la-pandemia-y-otras-emergencias-evita-el-riesgo-de-una-guerra-nuclear\/ <\/span><\/a><\/u> <span style=\"color: #0000ff;\"> <span style=\"font-size: small;\">, <span style=\"color: #0000ff;\"><u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/fr\/2020\/03\/pandemie-et-autres-situations-de-grande-urgence-eviter-le-risque-de-guerre-nucleaire\/\"><span style=\"font-size: small;\">https:\/\/www.pressenza.com\/fr\/2020\/03\/pandemie-et-autres-situations-de-grande-urgence-eviter-le-risque-de-guerre-nucleaire\/ <\/span><\/a><\/u> <span style=\"color: #0000ff;\"> <span style=\"font-size: small;\">. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote10\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote10anc\" name=\"sdfootnote10sym\">10<\/a><span style=\"font-size: small;\"> A. Baracca, \u201cTrumo aggrava irresponsabilmente la minaccia delle armi nucleari\u201d, <span style=\"font-size: small;\"><i>Pressenza<\/i> <span style=\"font-size: small;\">, 15 gennaio 2018, <span style=\"color: #0000ff;\"><u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/01\/trump-aggrava-irresponsabilmente-la-minaccia-delle-armi-nucleari\/\"><span style=\"font-size: small;\">https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/01\/trump-aggrava-irresponsabilmente-la-minaccia-delle-armi-nucleari\/<\/span><\/a><\/u><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"font-size: small;\">; \u201cTrattato INF: chi viola cosa e come\u201d, <span style=\"color: #0000ff;\"> <span style=\"font-size: small;\"><i>Pressenza<\/i> <span style=\"color: #0000ff;\"> <span style=\"font-size: small;\">, 3 febbraio 2018, <span style=\"color: #0000ff;\"><u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/02\/trattato-inf-chi-viola-cosa-perche-e-come\/\"><span style=\"font-size: small;\">https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/02\/trattato-inf-chi-viola-cosa-perche-e-come\/ <\/span><\/a><\/u> <span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"font-size: small;\">. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote11\">\n<p class=\"sdfootnote-western\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote11anc\" name=\"sdfootnote11sym\">11<\/a><span style=\"font-size: small;\"> A. Baracca, \u201c Confronto tra TNP e nuovo trattato di proibizione delle armi nucleari\u201d, <span style=\"color: #0000ff;\"> <span style=\"font-size: small;\"><i>Pressenza<\/i> <span style=\"color: #0000ff;\"> <span style=\"font-size: small;\">, 3 ottobre 2017, <a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/confronto-fra-tnp-trattato-proibizione-delle-armi-nucleari\/\">https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/10\/confronto-fra-tnp-trattato-proibizione-delle-armi-nucleari\/<\/a>. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote12\">\n<p class=\"sdfootnote-western\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote12anc\" name=\"sdfootnote12sym\">12<\/a><span style=\"font-size: small;\"> A. Baracca, Giovanna Pagani e Marinella Correggia, \u201cUniti pretendiamo che il governo firmi il trattato di proibizione!\u201c, <span style=\"font-size: small;\"><i>Pressenza<\/i> <span style=\"font-size: small;\">, 3 febbraio 2020, <span style=\"color: #0000ff;\"><u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/02\/uniti-pretendiamo-che-il-governo-firmi-il-trattato-che-vieta-le-armi-nucleari\/\">https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/02\/uniti-pretendiamo-che-il-governo-firmi-il-trattato-che-vieta-le-armi-nucleari\/<\/a><\/u> .<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote13\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote13anc\" name=\"sdfootnote13sym\">13<\/a><sup>#<\/sup><span style=\"font-size: small;\"> Ho sviluppato queste considerazioni in due lavori, in italiano e in inglese, ai quali rimando per una trattazione dettagliata e le referenze: A. Baracca, \u201cAntropocene-Capitalocene-Nucleocene: l\u2019eredit\u00e0 dall\u2019Era Nucleare \u00e8 incompatibile con l\u2019ambiente naturale (e umano)\u201d, <span style=\"font-size: small;\"><i>Effimera<\/i> <span style=\"font-size: small;\">, 11 settembre 2018, <span style=\"color: #0000ff;\"><u><a class=\"western\" href=\"http:\/\/effimera.org\/antropocene-capitalocene-nucleocene-leredita-dellera-nucleare-incompatibile-lambiente-terrestre-umano-angelo-baracca\/\">http:\/\/effimera.org\/antropocene-capitalocene-nucleocene-leredita-dellera-nucleare-incompatibile-lambiente-terrestre-umano-angelo-baracca\/<\/a><\/u> <span style=\"font-size: small;\">; A. Baracca, \u201cThe unsustainable legacy of the Nuclear Age\u201d, <span style=\"font-size: small;\"><i>ArXive<\/i> <span style=\"font-size: small;\"> (PDF scaricabile), 23 ottobre 2018, <span style=\"color: #0000ff;\"><u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/arxiv.org\/abs\/1812.02332\"><span style=\"font-size: small;\">https:\/\/arxiv.org\/abs\/1812.02332 <\/span><\/a><\/u> <span style=\"font-size: small;\">. <span style=\"color: #000000;\">Ho tenuto un seminario in spagnolo su questo tema al Forum Umanista Europeo a Madrid, maggio 2018. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote14\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote14anc\" name=\"sdfootnote14sym\">14<\/a><sup>#<\/sup> <span style=\"font-size: small;\">Dalle mie considerazioni sono escluse le applicazioni mediche della fisica nucleare: ogni medico oggi \u00e8 consapevole che qualsiasi uso di radioisotopi o di radiazioni ionizzanti a scopo terapeutico o diagnostico ha inevitabilmente degli effetti dannosi sull\u2019organismo e la salute, e il ricorso ad essi va fatto solo in casi di comprovata necessit\u00e0 e con una rigorosa valutazione del rapporto costi-benefici. Inoltre anche i rifiuti nucleari ospedalieri costituiscono un problema molto serio. <\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote15\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote15anc\" name=\"sdfootnote15sym\">15<\/a><sup>#<\/sup> <span style=\"font-size: small;\">Sulla Terra avvengono processi nucleari, dovuti ad isotopi naturali instabili (<em><span style=\"font-size: small;\">radioattivit\u00e0 naturale<\/span><\/em><span style=\"font-size: small;\">), che comunque non sono esenti da effetti nocivi: le rocce per esempio contengono il gas <em> <span style=\"font-size: small;\">radon <\/span><\/em> <span style=\"font-size: small;\">radioattivo, vi sono infatti programmi di monitoraggio e si sconsiglia l\u2019uso di certi materiali da costruzione perch\u00e9 contengono quantit\u00e0 rilevanti di radon. Ma sulla Terra i processi nucleari hanno solo un ruolo marginale: il Sole e le stelle utilizzano le reazioni nucleari, avendo al loro interno temperature di milioni di gradi. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote16\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote16anc\" name=\"sdfootnote16sym\">16<\/a><sup>#<\/sup> <span style=\"font-size: small;\">Conosco  l\u2019obiezione che possono muovermi certi colleghi, dei quali so bene (e ho criticato per decenni) la cieca fiducia nella capacit\u00e0 della Scienza di risolvere qualsiasi problema (per fare un esempio, \u201cbruciare\u201d le scorie nucleari in appositi reattori, ovviamente nucleari). Qui devo forzatamente limitarmi a dire che non sarei assolutamente d\u2019accordo: qualsiasi processo nucleare \u00e8 destinato \u2013 proprio per le energie a cui avviene \u2013 a produrre altri prodotti nucleari instabili, perch\u00e9 artificiali. Come si brancoli nel buio su questi problemi \u00e8 testimoniato proposte per me folli che sono state avanzate, come \u201csparare\u201d le scorie radioattive sul fondo marino, o lanciarle sul Sole! Fortunatamente ha prevalso la considerazione del disastro che conseguirebbe a un lancio fallito, come gi\u00e0 ve ne sono stati. <\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote17\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote17anc\" name=\"sdfootnote17sym\">17<\/a><sup>#<\/sup><span style=\"font-size: small;\"> Rosale Bertell, <span style=\"font-size: small;\"> \u201c <span style=\"font-size: small;\">Victims of the Nuclear Age\u201d, <em> <span style=\"font-size: small;\">The Ecologist <\/span><\/em> <span style=\"font-size: small;\">, novembre 1999, p. 408-411, <span style=\"color: #0000ff;\"> <span style=\"font-size: small;\"><a class=\"western\" href=\"https:\/\/ratical.org\/radiation\/Navictims.html\">https:\/\/ratical.org\/radiation\/Navictims.html<\/a>. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote18\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote18anc\" name=\"sdfootnote18sym\">18<\/a><sup>#<\/sup><span style=\"font-size: small;\"> P <span style=\"font-size: small;\">. es.: <span style=\"color: #0000ff;\"> <span style=\"font-size: small;\"><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.dailymail.co.uk\/news\/article-3783336\/A-Bomb-sunrise-Stunning-photos-atomic-bomb-tests-Nevada-desert-seen-Los-Angeles-1950s.html\">http:\/\/www.dailymail.co.uk\/news\/article-3783336\/A-Bomb-sunrise-Stunning-photos-atomic-bomb-tests-Nevada-desert-seen-Los-Angeles-1950s.html<\/a>. <span style=\"font-size: small;\">La troupe cinematografica di John Wayne sarebbe deceduta per i tumori contratti girando film nel deserto del Nevada presso il sito dei test nucleari <strong> <span style=\"font-size: small;\">. <\/span><\/strong><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote19\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote19anc\" name=\"sdfootnote19sym\">19<\/a><sup>#<\/sup> <span style=\"font-size: small;\">Si vedano ad esempio: J. M. Gould, E. J. Sternglass et al., \u201cStrontium-90 in deciduous teeth as a factor in early childhood cancer\u201d, <em> <span style=\"font-size: small;\"><i>Int Journ Health Serv<\/i> <\/span><\/em> <span style=\"font-size: small;\">, 2 000;30(3):515-39, <span style=\"color: #0000ff;\"> <span style=\"font-size: small;\"><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/11109179\">https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/11109179<\/a>. <span style=\"font-size: small;\"> M. L. Wald, \u201cStudy of Baby Teeth Sees Radiation Effects\u201d, <em> <span style=\"font-size: small;\"><i>The New York Times<\/i> <\/span><\/em> <span style=\"font-size: small;\">, 13 dicembre 2010, <span style=\"color: #0000ff;\"> <span style=\"font-size: small;\"><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2010\/12\/14\/health\/14cancer.html\">https:\/\/www.nytimes.com\/2010\/12\/14\/health\/14cancer.html<\/a>. <span style=\"font-size: small;\"> \u201cPlutonium from Sellafield in all children\u2019s teeth\u201d, <span style=\"font-size: small;\"><i>The Guardian<\/i> <span style=\"font-size: small;\">, 30 novembre 2003, <span style=\"color: #0000ff;\"> <span style=\"font-size: small;\"><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/uk\/2003\/nov\/30\/greenpolitics.health\">https:\/\/www.theguardian.com\/uk\/2003\/nov\/30\/greenpolitics.health<\/a>. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote20\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote20anc\" name=\"sdfootnote20sym\">20<\/a><sup>#<\/sup> <span style=\"font-size: small;\">In Germania, ad esempio, era stato realizzato il deposito geologico di Asse, in Bassa Sassonia, in una ex cava di sale, ritenuta impermeabile all\u2019acqua, ma nella quale poi si sono rivelate infiltrazioni! Pi\u00f9 di 100.000 fusti di residui radioattivi devono venire rimossi, con enormi problemi e costi. <\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote21\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote21anc\" name=\"sdfootnote21sym\">21<\/a> <span style=\"font-size: small;\">P. Brown, \u201cMountains of nuclear waste just keep growing\u201d, 7 marzo 2018, <span style=\"color: #0000ff;\"><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.truthdig.com\/articles\/nuclear-waste-mountains-just-keep-growing\/\"> <span style=\"font-size: small;\">https:\/\/www.truthdig.com\/articles\/nuclear-waste-mountains-just-keep-growing <\/span><\/a> <span style=\"font-size: small;\">\/. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote22\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote22anc\" name=\"sdfootnote22sym\">22<\/a><sup>#<\/sup> <span style=\"font-size: small;\">\u00c8 eclatante negli Stati Uniti la vicenda del mega progetto del deposito geologico per il combustibile esaurito di Yucca Mountain, a 160 km da Las Vegas, deciso dal 1982 (tanto per cambiare in territorio sacro per le nazioni indiane), approvato nel 2002 ma interrotto nel 2011. Questo lascia il governo degli Stati Uniti e le imprese senza un deposito a lungo termine per i residui ad alta attivit\u00e0, che rimangono stoccati in vari impianti nel paese. Attualmente \u00e8 in funzione il <em> <span style=\"font-size: small;\"><i>Waste Isolation Pilot Project<\/i> <\/span><\/em> <span style=\"font-size: small;\">(WIPP) in Nuovo Messico, collocato 660 metri nel sottosuolo. La pericolosit\u00e0 di questa situazione \u00e8 dimostrata da un incidente che avvenne in questo impianto nel febbraio 2014 a causa dell\u2019esplosione di un fusto, che ha provocato il versamento nel deposito e la fuga di radioattivit\u00e0 nell\u2019ambiente esterno in superficie. <\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote23\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote23anc\" name=\"sdfootnote23sym\">23<\/a><sup>#<\/sup> <span style=\"font-size: small;\">A dire il vero, il plutonio pu\u00f2 anche venire miscelato con uranio nel cosiddetto combustibile nucleare misto (Mox, <em> <span style=\"font-size: small;\"><i>mixed uranium oxide<\/i> <\/span><\/em> <span style=\"font-size: small;\">), ma da un lato sembra del tutto irrealistico potere utilizzare in questo modo gli enormi quantitativi di plutonio che si sono accumulati, e in ogni caso la reazione a catena nei reattori produrrebbe pi\u00f9 plutonio di quanto possa essere riciclato come combustibile. <\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote24\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote24anc\" name=\"sdfootnote24sym\">24<\/a><sup>#<\/sup><span style=\"font-size: small;\"> Mi limito a citare il mio articolo \u201cIl nucleare della marina statunitense e il rischio nei porti italiani\u201d, <span style=\"font-size: small;\"><i>Pressenza<\/i> <span style=\"font-size: small;\">, 19 aprile 2017, <span style=\"color: #0000ff;\"><u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/04\/nucleare-della-marina-statunitense-rischi-nei-porti-italiani\/\"><span style=\"font-size: small;\">https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/04\/nucleare-della-marina-statunitense-rischi-nei-porti-italiani\/ <\/span><\/a><\/u> <span style=\"font-size: small;\"> (anche in inglese e spagnolo: <span style=\"color: #0000ff;\"><u><a class=\"western\" 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