{"id":1148527,"date":"2020-06-29T21:11:03","date_gmt":"2020-06-29T20:11:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1148527"},"modified":"2020-06-29T21:14:10","modified_gmt":"2020-06-29T20:14:10","slug":"la-francia-con-la-sua-force-de-dissuasion-e-la-nato-nel-contesto-geostrategico-passato-e-attuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/06\/la-francia-con-la-sua-force-de-dissuasion-e-la-nato-nel-contesto-geostrategico-passato-e-attuale\/","title":{"rendered":"La Francia, con la sua \u2018force de dissuasion\u2019, e la NATO nel contesto geostrategico passato e attuale"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 <b>il<\/b> <b>7 marzo 1966<\/b> quando il Generale De Gaulle annuncia al Presidente degli Stati Uniti Lyndon Johnson <b>il ritiro della Francia dal comando militare integrato della NATO<\/b> , in modo da ritrovare sul suo territorio l\u2019intero esercizio della sua sovranit\u00e0, e cio\u2019 nonostante il fatto che la Francia fosse stata uno dei suoi principali membri fondatori nel 1949.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti dovettero allora evacuare 27000 soldati, 37000 funzionari e 30 basi, tra aeree, terrestri e navali.<\/p>\n<p>Il motivo di questa decisione fu <b>il rifiuto da parte di De Gaulle della posizione egemonica degli Stati Uniti in seno all\u2019Alleanza Atlantica<\/b>. Di fatto per\u00f2 la Francia rimase poi sempre un \u2018partner\u2019 dell\u2019Alleanza Atlantica, bench\u00e9 in posizione sovente critica. La Francia ha poi raggiunto di nuovo il comando integrato della NATO per iniziativa di Nicolas Sarkozy nel 2009, senza pero\u2019 accogliere di nuovo delle basi dell\u2019Alleanza Atlantica.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda in particolare le armi nucleari, la Francia ha sviluppato, in modo autonomo, la sua \u201c <b>forza di dissuasione\u201d,<\/b> dotandosi dapprima della <b>bomba A (a fissione nucleare) nel 1960<\/b> e poi della <b>bomba H (a fusione termo-nucleare) nel 1968. <\/b><\/p>\n<p><b>La Francia ha effettuato<\/b> , per lo sviluppo del suo arsenale, <b>210 test nucleari<\/b> , dei quali 50 nell\u2019atmosfera (4 nel Sahara algerino nel 1960-1961 e 46 in Polinesia tra il 1960 e il 1974) e gli altri 160 in siti sotterranei, nel Sahara (13) dal 1961 al 1966 e nella Polinesia Francese (147) tra il 1966 e il 1996.<\/p>\n<p>La Francia ha poi ratificato il <b>TICE<\/b> (Trait\u00e9 d\u2019Interdiction Compl\u00e8te des Essais Nucl\u00e9aires) (= <b>CTBT <\/b> in inglese) il 6 aprile 1998.<\/p>\n<p>Da allora la Francia ha sviluppato l\u2019istallazione \u2018Laser M\u00e9gaJoule\u2019, nel centro <b>CESTA<\/b> ( <b>C<\/b>entre d\u2019<b>E<\/b>tudes <b>S<\/b>cientifiques et <b>T<\/b>echniques d\u2019<b>A<\/b>quitaine), presso Bordeaux, per cercare di \u2018simulare\u2019 dei test nucleari, al fine di contribuire alla modernizzazione del suo arsenale nucleare.<\/p>\n<p>Inoltre la Francia ha stretto <b>un accordo di cooperazione con il Regno Unito<\/b> (<b>Trattato di Lancaster House del 2010<\/b>) soprattutto per la modernizzazione delle rispettive armi nucleari, in particolare al Centro CEA-DAM di Valduc, presso Digione.<\/p>\n<p>Quanto alle <b>numerose vittime dei test nucleari francesi<\/b> , il loro riconoscimento come tali ed il loro \u2018risarcimento\u2019 sono rimasti sinora molto parziali nonostante tutte le insistenti iniziative da parte di esponenti della societ\u00e0 civile per ottenere giustizia da parte del governo francese.<\/p>\n<p>Durante la guerra fredda <b>l\u2019arsenale nucleare francese<\/b> raggiunse il numero di 600 bombe, per poi scendere a circa 300 bombe : 250 bombe H da 150 Kt (cio\u00e8 10 volte la potenza della bomba di Hiroshima) e 50 bombe H da 300 Kt, quindi in totale una potenza distruttiva equivalente a quella di 3500 bombe di Hiroshima.<\/p>\n<p>Ecco in sintesi la configurazione attuale :<\/p>\n<p>&#8211; la \u2018 <b>Force Oc\u00e9anique Strat\u00e9gique (FOST)\u2019 <\/b> basata<b> <\/b> alla penisola dell\u2019 <b>Ile <\/b> <b>Longue, <\/b> nei pressi di <b> Brest, <\/b> con <b> 3 sottomarini<\/b> <b>SNLE<\/b> ( <b>S<\/b> ous-marins <b>N<\/b> ucl\u00e9aires <b>L<\/b> anceurs d\u2019 <b>E<\/b> ngins) (pi\u00f9 uno di scorta), dotati ciascuno di <b>16<\/b> missili ( <b>M51<\/b> ), con fino a <b>6 <\/b> bombe nucleari ciascuno. Di questi almeno <b>1 sottomarino \u00e8 sempre<\/b> <b>in stato d\u2019allerta. <\/b> Questi nuovi <b>missili M51<\/b> possono raggiungere Pechino (<b>9000 Km<\/b>), mentre i precedenti M45 avevano una portata massima di \u00ab\u00a0soltanto\u00a0\u00bb 6000 km.<\/p>\n<p>&#8211; la \u2018 <b>Force Aerienne Strat\u00e9gique (FAS)\u2019<\/b> , di base a <b>Istres<\/b>, con 54 missili ASMP-A <sup> (**)<\/sup> per i <b>50 <\/b> caccia-bombardieri a capacit\u00e0 nucleare <b>Rafale<\/b> .<\/p>\n<p>&#8211; la \u2018 <b>Force A\u00e9ronavale Nucl\u00e9aire (FANu)\u2019<\/b> con la <b>porta-aerei<\/b> \u201c <b>Charles <\/b> <b>De Gaulle<\/b> \u201d, capace di accogliere fino a <b>36<\/b> caccia-bombardieri Rafale. E\u2019 poi in corso di progettazione <b>una porta-aerei di nuova generazione<\/b> e di dimensioni maggiori per sostituire la \u201cCharles De Gaulle\u201d che arriver\u00e0 in \u2018fin di vita\u2019 <b>intorno al 2038<\/b> .<\/p>\n<p>&#8211; la sola <b>base<\/b> <b>terrestre<\/b> di lancio di missili a testata nucleare, situata sul \u2018 Plateau d\u2019Albion\u2019, nel Vaucluse, venne chiusa definitivamente nel 1999.<\/p>\n<p>Quanto al <b>potenziale umano e finanziario<\/b> dedicati al nucleare militare in Francia, ecco qualche cifra :<\/p>\n<p>&#8211; <b>il personale<\/b> : al CEA<sup> <b>(***)<\/b><\/sup> (DAM = Direction des Applications Militaires) sono <b>5000 <\/b> tra ricercatori, ingegneri, tecnici e amministrativi, ai quali si aggiunge il personale per la realizzazione e la gestione dei \u2018vettori\u2019 e dei sistemi di lancio (missili, aerei, sottomarini e porta-aerei)<\/p>\n<p>&#8211; <b>il budget<\/b> : 4,5 miliardi di Euro nel 2019, e poi in aumento fino a 6 miliardi nel 2023. Il budget previsto <b>per il rinnovo<\/b> dell\u2019intero sistema di armamenti nucleari (peraltro da poco rinnovato !) \u00e8 di <b>37 miliardi di Euro<\/b>, in modo da \u2018coprire\u2019 il periodo sino almeno al 2070 con la \u2018force de dissuasion nucl\u00e9aire\u2019.<\/p>\n<p>Quanto alla \u2018 <b>dottrina<\/b> \u2019 della Francia riguardo la sua \u201c <i><b>force de dissuasion<\/b><\/i> \u201d, questa viene presentata in chiave difensiva (\u2018 <i>strictement d\u00e9fensive et suffisante<\/i> \u2019, \u2018 <i>clef de vo\u00fbte de la strat\u00e9gie de d\u00e9fense<\/i> \u2019 et <i>\u201dassurance-vie de la Nation<\/i> \u201d), affermando che essa verrebbe effettivamente utilizzata solo nel caso che venissero colpiti degli \u201c <b>interessi vitali<\/b> \u201d (non meglio precisati) della Nazione. In tal caso verrebbe effettuato dapprima un \u201c <i>ultime avertissement<\/i> \u201d consistente nel lancio di una sola bomba nucleare, con lo scopo di \u201c <i>ristabilire la dissuasione<\/i> \u2019, cosa che molto pi\u00f9 probabilmente scatenerebbe invece una guerra nucleare !<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, <b>il posizionamento<\/b> attuale della Francia <b>in seno alla NATO<\/b> non \u00e8 molto sereno: recentemente, ad esempio, Emmanuel Macron ha dichiarato che la NATO si trova in stato di \u201c <i>morte cerebrale<\/i> \u201d e chiaramente spinge per una Difesa dell\u2019Europa il pi\u00f9 possibile indipendente dagli USA. Quanto alla \u2018 <i>force de dissuasion<\/i> \u2019 francese, ha proposto di estenderne la portata anche ad altri paesi dell\u2019Unione Europea, senza peraltro precisarne le modalit\u00e0.<\/p>\n<p>Una situazione di crisi si profila anche in Germania riguardo alle \u2248 20 bombe B61 degli USA di stanza sul suo territorio. Inoltre il posizionamento della Turchia in seno alla NATO appare alquanto \u2018schizofrenico\u2019 \u2026, mentre i paesi dell\u2019Est sono molto \u2018pro NATO\u2019, specificamente in funzione anti-russa.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte la Francia ha proposto alla Comunit\u00e0 Internazionale l\u2019adozione di un Trattato che impegnerebbe i contraenti a fermare definitivamente la produzione di materiale fissile di qualit\u00e0 militare (Plutonio 239 e Uranio altamente arricchito nell\u2019isotopo 235) : l\u2019 <b>FMCT<\/b> ( <b>F<\/b>issile <b>M<\/b>aterial <b>C<\/b>ut-off <b>T<\/b>reaty). La Francia ha certo smantellato le sue unit\u00e0 di produzione nel 1996 (a Marcoule per il Plutonio 239 e a Pierrelatte per l\u2019Uranio altamente arricchito), ma manterrebbe pero\u2019 il suo stock attuale di circa 50 tonnellate di Plutonio e 26 tonnellate di Uranio altamente arricchito. Questo fatto ha contribuito a far si\u2019 che <b>sinora questa proposta \u00e8 rimasta senza seguito <\/b> da parte degli altri Stati nucleari.<\/p>\n<p>La Francia ha d\u2019altra parte criticato la dissoluzione del <b>Trattato INF<\/b> (Intermediate range Nuclear Forces) iniziato con l\u2019accordo tra Gorbatchev e Reagan nel 1987, che aveva permesso l\u2019eliminazione della quasi totalit\u00e0 dei missili a portata intermedia in Europa (\u2248 2700), come pure ha criticato l\u2019uscita unilaterale degli USA dal Trattato di Vienna del 2015 sul programma nucleare dell\u2019Iran (il JCPOA = Joint Comprehensive Plan of Action) ed ha cooperato con la Germania et l\u2019UK per instaurare l\u2019INSTEX (Instrument in Support of Trade Exchanges) al fine di facilitare gli scambi commerciali con l\u2019Iran.<\/p>\n<p><u><b>Riassumendo<\/b><\/u> : la <b>Francia considera il suo comportamento<\/b> nei confronti dell\u2019articolo VI dell\u2019NTP come <b>\u2018esemplare\u2019<\/b> , in quanto ha dimezzato il suo numero di bombe rispetto al tempo della Guerra fredda (da 600 a 300), ha soppresso la sua sola base di lancio terrestre (al Plateau d\u2019Albion), ha ratificato il Trattato CTBT ed ha \u2018lanciato\u2019 il Trattato FMCT, dopo aver smantellato le sue due unit\u00e0 di produzione di materia fissile (Plutonio e Uranio altamente arricchito).<\/p>\n<p><b>In realt\u00e0<\/b> , la sua cooperazione con l\u2019UK per modernizzazione le armi nucleari, l\u2019aumento del 50% della portata dei suoi missili (da 6000 Km a 9000 Km), la messa in cantiere di un ulteriore rinnovo dell\u2019insieme del suo armamento nucleare, dopo averlo gi\u00e0 rinnovato recentemente, nella prospettiva di un mantenimento della \u2018force de dissuasion\u2019 sino ad almeno il 2070 : tutto cio\u2019 comporta <b>una violazione flagrante dell\u2019Articolo VI dell\u2019NPT<\/b> .<\/p>\n<p>D\u2019altra parte <b>la Francia ha osteggiato<\/b> tutto il processo cha ha portato all\u2019adozione e poi alla firma e ratifica in corso del <b>TPNW<\/b> (Treaty on the Prohibition of Nuclear Weapons), facendo anche di tutto per sabotarlo (peraltro con scarso successo).<\/p>\n<p>E\u2019 chiaro quindi che <b>la Francia<\/b> , non solo non vuole, <b>ma neppure potrebbe nelle condizioni attuali aderire al TPNW <\/b> : per poterlo fare dovrebbe infatti soddisfare all\u2019articolo IV del TPNW che richiede un impegno preciso di disarmo nucleare, secondo una road-map che deve essere approvata dagli Stati gi\u00e0 parti al Trattato.<\/p>\n<p>Si tratta quindi ora di \u201caiutare\u201d la Francia a soddisfare tale condizione. <b>In che modo?<\/b><\/p>\n<p>Vi \u00e8 forse <b>una \u2018pista\u2019<\/b> , partendo dalla constatazione che cio\u2019 che principalmente motiva il mantenimento e la modernizzazione della \u2018force de dissuasion\u2019 della Francia, come delle altre potenze nucleari occidentali, \u00e8 il cosiddetto \u201c <b>pericolo russo<\/b> \u201d, cio\u00e8 il considerare <b>la Russia <\/b> come <b> \u2018nostro nemico\u2019<\/b> .<\/p>\n<p>Ora <b>Emmanuel Macron<\/b> da qualche tempo insiste <b>sulla necessit\u00e0 di aprire un dialogo con la Russia<\/b> , ed inoltre anche diversi altri paesi europei, come la Germania, l\u2019Italia, Il Belgio, Cipro e la Slovacchia, che hanno degli interessi comuni con la Russia, potrebbero associarsi in questo tipo di iniziativa <b>per disinnescare le tensioni<\/b> che si concentrano <b>lungo i \u2018paesi frontier<\/b> a\u2019: i 3 Paesi baltici, la Polonia, la Romania, la Bulgaria e, ovviamente, l\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>E\u2019 importante capire che <b>l\u2019origine di queste tensioni <\/b> si situa <b>nell\u2019enorme frustrazione (e umiliazione !) della Russia <\/b> di Putin in seguito alla dissoluzione dell\u2019Unione Sovietica e che \u00e8 urgente aprire dei negoziati per innanzitutto <b>trovare delle soluzioni soddisfacenti per le minoranze russofone, <\/b> che costituiscono altrettante <b> \u2018bombe a ritardo\u2019 <\/b> in tutti questi paesi alla frontiera con la Russia, come purtroppo si \u00e8 gi\u00e0 visto nel caso dell\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p><sup> <span lang=\"fr-FR\">(**)<\/span><\/sup> <span lang=\"fr-FR\"> ASMP-A = Air-Sol Moyenne Port\u00e9e -Am\u00e9lior\u00e9<\/span><\/p>\n<p><sup> <b>(***) <\/b><\/sup> <span lang=\"fr-FR\">CEA = Commissariat \u00e0 l\u2019Energie Atomique et aux Energies <\/span> <span lang=\"fr-FR\">Alternatives<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 il 7 marzo 1966 quando il Generale De Gaulle annuncia al Presidente degli Stati Uniti Lyndon Johnson il ritiro della Francia dal comando militare integrato della NATO , in modo da ritrovare sul suo territorio l\u2019intero esercizio della 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