{"id":1138955,"date":"2020-06-19T11:22:53","date_gmt":"2020-06-19T10:22:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1138955"},"modified":"2020-06-19T11:22:53","modified_gmt":"2020-06-19T10:22:53","slug":"30-anni-dopo-linizio-della-fine-dellapartheid-a-che-punto-e-il-sudafrica-parte-iii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/06\/30-anni-dopo-linizio-della-fine-dellapartheid-a-che-punto-e-il-sudafrica-parte-iii\/","title":{"rendered":"30 anni dopo l\u2019inizio della fine dell\u2019Apartheid. A che punto \u00e8 il Sudafrica? [Parte III]"},"content":{"rendered":"<p><em>L\u201911 febbraio fu annunciata la liberazione di Nelson Mandela. Questo fu l\u2019inizio dell\u2019abolizione del sistema di Apartheid. Le speranze di cambiamento per la maggior parte della popolazione africana furono allora immense. La riconciliazione tra neri e bianchi sembrava sulla buona strada, si parlava di nazioni \u201cArcobaleno\u201d. Quale bilancio si pu\u00f2 trarre 30 anni dopo?.<\/em><\/p>\n<p><em>Pressenza ha incontrato Rapha\u00ebl Porteilla, docente in scienze politiche dell\u2019Universit\u00e0 di Borgogna e specialista della scena internazionale del Sudafrica.<\/em><\/p>\n<p><strong>Oliver Flumian: Desmond Tutu aveva battezzato la nuova Africa del Sud la \u201cNazione Arcobaleno\u201d. Questo appellativo \u00e8 una leggenda? Qual \u00e8 oggi la realt\u00e0 dei rapporti razziali?<\/strong><\/p>\n<p>Rapha\u00ebl Porteilla: Tutti conoscono le parole di D. Tutu, la \u201cnazione Arcobaleno\u201d. Ciononostante, tutti sanno anche che i suoi colori non si mescolano. Questa \u00e8, in sintesi, la situazione nel Sudafrica dove le razze sono rimaste l\u2019una accanto all\u2019altra. Si parla anche maggiormente di coesistenza e di unione nazionale.<\/p>\n<p>Il corpus legislativo segregazionista e discriminatorio \u00e8 stato abolito, le restrizioni spaziali o razziali sono state abrogate, in modo che tutta la popolazione sudafricana si riappropriasse del suo paese senza differenza razziale. In breve a livello teorico, le differenze non sono pi\u00f9 ammissibili.<\/p>\n<p>Tuttavia, se la diversit\u00e0 costitutiva di questo paese \u00e8 una risorsa e un punto di forza, c\u2019\u00e8 ancora molta strada da fare affinch\u00e9 le relazioni interraziali siano complete.<\/p>\n<p>Se i matrimoni misti sono stati celebrati, se dei quartieri bianchi hanno accolto dei neri (o dei meticci) in numero limitato, se la cultura, la scuola o lo sport hanno contribuito a ridurre le distanze razziali e hanno favorito gli incontri, la geografia sudafricana \u00e8 ancora testimone di zone segnate dal colore della pelle: le scuole bianche hanno integrato le persone di colore ma con una percentuale molto bassa, al contrario della fantascienza, i quartieri bianchi si sono aperti agli altri accogliendo non tanto delle persone di colore o dei meticci ma delle famiglie che condividono gli stessi standard e tenori di vita. Questa classe media o elevata nera si \u00e8 dunque integrata al mondo dei bianchi senza troppa difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Ciononostante, i pi\u00f9 poveri, i pi\u00f9 svantaggiati sono ancora i neri nonostante anche i bianchi affrontino queste difficolt\u00e0. La democrazia sudafricana non \u00e8 riuscita a cancellare tutte le differenze razziali, tutt\u2019altro.<\/p>\n<p><strong>Olivier Flumian: Il panorama religioso sudafricano \u00e8 marcato da una certa diversit\u00e0 (cristianesimo, sincretismo,\u2026). Quale ruolo gioca la religione nelle relazioni sociali? Ha un\u2019influenza sulla politica?<\/strong><\/p>\n<p>Rapha\u00ebl Porteilla: La religione ha sempre svolto un ruolo nel Sudafrica sia ai tempi della colonizzazione che durante l\u2019Apartheid e ancora oggi. Attualmente, molte riunioni pubbliche cominciano con una preghiera.<\/p>\n<p>Il panorama religioso \u00e8 soprattutto marcato dalla diversit\u00e0 (ancora una volta). Secondo i censimenti, circa l\u201980% dei sudafricani si dichiarano cristiani, suddivisi in diverse chiese e congregazioni. La pi\u00f9 importante \u00e8 la chiesta cristiana di Sion (CCS) che raggruppa circa 10 milioni di seguaci. Si tratta di una congregazione indipendente intorno al messaggio cristiano, includendovi degli elementi africani. Questo sincretismo si ritrova in altre congregazioni apostoliche, sioniste o pentecostali. La chiesa riformata olandese \u00e8 costituita soprattutto da bianchi africani mentre i bianchi anglofoni sono collegati ad altre chiese protestanti. La chiesa cattolica costituisce, in numero di seguaci, la terza categoria e, anche se minoritaria, ha rivestito un ruolo importante opponendosi all\u2019Apertheid. Esistono diverse chiese nelle comunit\u00e0 musulmane, induiste o ebraiche. Delle altre chiese, diciamo tradizionali, sono ugualmente presenti in tutto il paese. Infine, il 15% dei sudafricani dichiarano di non avere alcun legame religioso.<\/p>\n<p>Durante l\u2019Apertheid, alcune chiese (principalmente quelle riformate) hanno sostenuto questa politica prima di fare ammenda, altre l\u2019hanno sempre combattuta.<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 difficile dire se la religione ha un ruolo politico maggiore poich\u00e9 le due sfere hanno una distanza marcata, senza per questo negare la sua importanza in alcune circostanze. Il carisma di D. Tutu durante il periodo di transizione e il ricorso a un vocabolario preso in prestito dalla religione, in quel momento, hanno aiutato a superare questa tappa. Inoltre, sul piano sociale, le opere sociali di tutte queste chiese, spesso costituiscono delle reti di protezione per i pi\u00f9 poveri.<\/p>\n<p><strong>Oliver Flumian: Negli anni Settanta e Ottanta, gli artisti coinvolti contro la segregazione razziale, in particolare gli scrittori e i musicisti, hanno diffuso la cultura dei loro paesi. Quali sono i vantaggi di questa cultura oggi?<\/strong><\/p>\n<p>Rapha\u00ebl Porteilla: La grande diversit\u00e0 di espressione e il suo straordinario dinamismo in tutti i campi artistici. Il romanzo, la letteratura, la musica ma anche il cinema, il teatro, la scultura, l\u2019arte contemporanea\/urbana, la danza ecc. sono delle arti molto attive e sono state riconosciute nel mondo anche nel periodo dell\u2019Apertheid, in quanto specchio delle atrocit\u00e0 del regime, e oggi poich\u00e9 decodificano la societ\u00e0 sudafricana che passa da molteplici tendenze.<\/p>\n<p>Gli artisti sudafricani sono noti per il loro sincretismo culturale che combina diversi registri e campi, a immagine del paese dell&#8217;arcobaleno. Questa diversit\u00e0 si osserva nelle grandi citt\u00e0 (Citt\u00e0 del Capo, Durban) dove sono famose le scene di produzione. La morte di Johnny Glegg, lo zul\u00f9 bianco, nel luglio 2019 testimonia questo sincretismo musicale, l\u2019incontro tra due culture e la sua potenza evocativa nonch\u00e9 un possibile Sudafrica.<\/p>\n<p><strong>Oliver Flumian: Lo sport sudafricano ha lasciato il segno 10 anni fa con la prima Coppa del Mondo in Africa e 25 anni fa con la vittoria dei Springboks durante la Coppa del Mondo di rugby. Lo sport \u00e8 un vettore d\u2019integrazione sociale tra le diverse componenti etniche della societ\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Rapha\u00ebl Porteilla: Come in altri posti, lo sport pu\u00f2 veicolare questa forma d\u2019integrazione al di l\u00e0 delle barriere razziali e produrre dei successi incontestabili. Il rugby ne \u00e8 stato una testimonianza per uno sport di origine bianca che ha accolto i meticci e i neri. Mentre nel 1995 i Mondiali vinti dai sudafricani si sono potuti concentrare sull&#8217;unico giocatore meticcio, Chester Williams (morto nel 2019), \u00e8 stata l&#8217;ultima vittoria in Coppa del Mondo della squadra lo scorso settembre a dimostrare il successo dell&#8217;integrazione di giocatori di tutti i colori; il capitano \u00e8 ora un giocatore nero.<\/p>\n<p>Anche il calcio \u00e8 stato, in parte, lo sport della diversit\u00e0 e l\u2019organizzazione della Coppa del Mondo nel 2010 ne \u00e8 stata una conferma (ma in senso contrario poich\u00e9 lo sport riservato ai neri, ha integrato i bianchi), in compenso questo diventer\u00e0 un successo economico molto relativo. Tuttavia, questi due sport sono riusciti a creare un sentimento di appartenenza alla nazione sudafricana, fiera della sua diversit\u00e0. In molti posti, la pratica dello sport ha facilitato gli incontri, il riconoscimento e la condivisione. Ma non tutte le barriere sono state rimosse e gli sforzi per integrarsi attraverso questo e altri mezzi dovrebbero continuare.<\/p>\n<p><strong>Oliver Flumian: La geografia del Sudafrica durante l\u2019Apartheid era caratterizzata dalla segregazione spaziale diffusa sia nella citt\u00e0 che nelle campagne. Si osservano oggi le stesse disuguaglianze territoriali? Che cosa \u00e8 successo alle regioni con gli ex Batustan (territori indipendenti NdT)?<\/strong><\/p>\n<p>Rapha\u00ebl Porteilla: Se si attraversano i paesi, \u00e8 facile vedere come la geografia dell\u2019Apartheid aveva compartimentato il paesaggio e segregato gruppi di popolazione. In tutte le periferie delle citt\u00e0, le townships (baraccopoli) esistevano e strutturavano lo spazio urbano. Anche se molte di queste zone sono oggi abitazioni in &#8220;difficolt\u00e0&#8221;, in parte collegate al sistema di elettrificazione e di approvvigionamento idrico, ai margini delle strade principali, questi &#8220;quartieri&#8221; sono ancora zone di povert\u00e0 dove si affollano i dimenticati.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i bantustan o le homelands, risultati della politica del grande Apertheid che consisteva all\u2019assegnazione di 10 territori suddivisi all\u2019interno del Sudafrica per &#8220;parcheggiare&#8221; i neri divisi in gruppi etno-linguistici al fine di fornire manodopera docile ed economica all&#8217;industria bianca, le frontiere che li delimitava sono scomparse. Questi bantustan sono stati integrate alle province da un astuto gioco di riorganizzazione territoriale, demografico, amministrativo e politico che si \u00e8 finalmente svolto senza troppi problemi. Poich\u00e9 questi territori erano caratterizzati dalla povert\u00e0 e desolazione (si paragonano a delle dumping ground: discariche), anche le sfide socioeconomiche sono state complesse al fine di costruire le nuove province su una base egualitaria.<\/p>\n<p><strong>Oliver Flumian: Il Sudafrica \u00e8 il primo responsabile dell\u2019inquinamento del continente africano. Qual \u00e8 la consapevolezza ambientale nella societ\u00e0 a livello governativo? Gli effetti del cambiamento climatico sono visibili in Sudafrica?<\/strong><\/p>\n<p>Rapha\u00ebl Porteilla: Il Sudafrica pu\u00f2 apparire come un concentrato dei problemi ambientali del pianeta. \u00c8 alle prese con la protezione e la conservazione di una ricca biodiversit\u00e0: deserti e foreste, paludi, montagne e altipiani, zone marittime, costituiscono un patrimonio eccezionale.<\/p>\n<p>Anche per il Sudafrica si tratta di modificare le regole del gioco, nel senso di una partecipazione efficace delle popolazioni locali. I paesi sono stati sottomessi ai danni di una industrializzazione devastatrice e di un\u2019agricoltura commerciale produttivista: l\u2019erosione del suolo, l\u2019inquinamento dell\u2019aria e dell\u2019acqua, la gestione anarchica dei rifiuti tossici, come quelli dell\u2019amianto e del settore minerario, che hanno colpito pesantemente la popolazione e in particolare quella delle townships, sottomessa a delle condizioni di vita insalubre, difficili da immaginare.<\/p>\n<p>In Sudafrica, il carbone rimane un combustibile nazionale per gli impianti ma anche per le famiglie, causando danni alla salute e all\u2019ambiente. Il piano di Zuma, che mira a installare delle centrali nucleari, \u00e8 stato respinto a causa di una grande mobilitazione. Nello specifico, molte associazioni e ricercatori hanno sostenuto lotte importanti per mostrare i processi di intervento della societ\u00e0 civile, l\u2019invenzione di nuove forme di dibattito, l&#8217;apprendimento delle pratiche democratiche nell&#8217;area chiave dell&#8217;ambiente.<\/p>\n<p>Come in altri luoghi, gli effetti del cambiamento climatico si percepiscono sia dalle piogge torrenziali che si abbattono regolarmente nel nord del paese sia dai casi di siccit\u00e0 che toccano il sud e che obbligano, a seconda delle regioni, a delle riduzioni drastiche di consumo d\u2019acqua; questo penalizza sopratutto i meno fortunati.<\/p>\n<p><strong>Olivier Flumian: Il Sudafrica \u00e8 stato per molto tempo uno stato paria del continente africano a causa della politica razzista del suo governo. Quale ruolo gioca la Repubblica Sudafricana sul continente africano?<\/strong><\/p>\n<p>Rapha\u00ebl Porteilla: Con la democrazia e l\u2019arrivo al potere di N. Mandela, lo status di questo paese \u00e8 cambiato diametralmente. La personalit\u00e0 di Mandela ha giocato molto nel registro della conformit\u00e0 dei diritti umani e della riconciliazione al punto di intervenire come mediatore in molti conflitti in Africa (Burundi). Durante questo periodo, il Sudafrica \u00e8 stato spesso mostrato come modello di transizione pacifica e ha suscitato l\u2019interesse dei paesi africani.<\/p>\n<p>T. Mbeki ha continuato questa dinamica per tutto il tempo della sua politica internazionale, pronunciata nel discorso \u201cdel rinascimento africano\u201d. Tuttavia, questa prospettiva si \u00e8 progressivamente evoluta verso una politica supportata da velleit\u00e0 di dominazione delle subregioni, ovvero il continente africano, offendendo molti paesi di grande rilievo (Angola, Nigeria). La sua integrazione dei paesi BRICS pu\u00f2 d\u2019altronde essere analizzata in questo contesto. J. Zuma ha tentato di continuare in questa direzione ma ottenendo poco successo, colpa di una reale prospettiva politica e con un minor carisma rispetto ai suoi predecessori.<\/p>\n<p>Sul piano economico, le aziende sudafricane, si sono diffuse in numerosi paesi, apportando le loro competenze e risorse finanziarie nei settori delle telecomunicazioni, delle miniere, del commercio al dettaglio, del turismo, delle banche e delle bevande. Questa politica spesso aggressiva ha turbato molti paesi e le tensioni sono state tangibili ripetutamente, specialmente quando si trattava di eleggere il Sudafrica negli organismi internazionali, come il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p><strong>Olivier Flumian: La Repubblica del Sudafrica \u00e8 membro del G20. Qual \u00e8 la sua influenza?<\/strong><\/p>\n<p>Rapha\u00ebl Porteilla: Dal punto di vista sudafricano, non c&#8217;\u00e8 dubbio che l&#8217;influenza di questo Paese possa essere percepita come importante su alcune questioni e secondo la personalit\u00e0 che ha il compito di rappresentarlo. Ancora una volta, con Mandela, il Sudafrica ha avuto uno status indiscusso almeno sulle questioni dei diritti umani o, pi\u00f9 specificamente, sulle questioni nucleari militari, con il Sudafrica che si \u00e8 unito alle fila dei Paesi che hanno rinunciato alle armi nucleari.<\/p>\n<p>Successivamente, sulla scena internazionale, Mbeki o Zuma non hanno raggiunto lo spessore di Mandela, anche le ambizioni internazionali non si sono concretizzate, oltre allo statuto dei paesi emergenti uniti al BRICS. Si deve quindi constatare che il Sudafrica \u00e8 un paese di media importanza, che avvia delle buone relazioni con le grandi potenze ma senza avere una capacit\u00e0 di influenzarle, n\u00e9 di essere un attore che conta nell\u2019ambito degli organismi internazionali.<\/p>\n<p><em>Traduzione dal francese di Elisa Aiello<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u201911 febbraio fu annunciata la liberazione di Nelson Mandela. Questo fu l\u2019inizio dell\u2019abolizione del sistema di Apartheid. Le speranze di cambiamento per la maggior parte della popolazione africana furono allora immense. 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