{"id":1137517,"date":"2020-06-17T11:58:45","date_gmt":"2020-06-17T10:58:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1137517"},"modified":"2020-06-17T12:04:20","modified_gmt":"2020-06-17T11:04:20","slug":"30-anni-dopo-linizio-della-fine-dellapartheid-a-che-punto-si-trova-il-sudafrica-parte-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/06\/30-anni-dopo-linizio-della-fine-dellapartheid-a-che-punto-si-trova-il-sudafrica-parte-ii\/","title":{"rendered":"30 anni dopo l\u2019inizio della fine dell\u2019Apartheid, a che punto si trova il Sudafrica? [Parte II]"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><em>L\u201911 febbraio 1990 fu annunciata la liberazione di Nelson Mandela. Fu l\u2019inizio dello smantellamento del sistema dell\u2019Apartheid. Le speranze di un cambiamento per la maggioranza della popolazione nera furono all\u2019epoca immense. La riconciliazione tra neri e bianchi sembrava sulla strada giusta, si parl\u00f2 di una nazione \u201carcobaleno\u201d. Qual \u00e8 il bilancio 30 anni dopo? Pressenza ha incontrato Rapha\u00ebl Porteilla, docente universitario di Scienze Politiche all\u2019Universit\u00e0 di Borgogna e specialista del Sudafrica. Oggi facciamo il punto sulle questioni economiche e sociali.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Olivier Flumian: L&#8217;economia sudafricana, che da tempo si regge principalmente sull&#8217;attivit\u00e0 mineraria \u00e8 stata, fino al 2013, la prima in Africa. Come va l&#8217;economia oggi? Quali sono i suoi punti di forza e le sue debolezze?<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Rapha\u00ebl Porteilla: L&#8217;economia sudafricana \u00e8 stata considerata florida (in termini macroeconomici) in Africa fino al 2010 (con qualche &#8220;falla&#8221; a met\u00e0 degli anni 2000), ma da allora le difficolt\u00e0 si sono accumulate, soprattutto perch\u00e9 le politiche pubbliche sono politiche neoliberali, senza ridistribuzione, le cui origini risalgono alla fine dell&#8217;Apartheid, quando il mondo affaristico dei Bianchi \u00e8 stato in grado di avvicinarsi alle \u00e9lite dell\u2019ANC (a met\u00e0 degli anni &#8217;80) allo scopo di stringere un patto economico volto a non sconvolgere le strutture finanziarie ed economiche del Sudafrica, cio\u00e8 a lasciarle nelle mani dei Bianchi, permettendo ai gruppi imprenditoriali neri di accedere a quegli standard.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">I vari piani economici nazionali, succedutosi dal 1994, hanno messo in moto questa dinamica (caratterizzata da una crisi di eccessiva accumulazione finanziaria, da vincoli fiscali, dal monetarismo e dalla vulnerabilit\u00e0 dell&#8217;economia sudafricana alle pressioni economiche internazionali) a discapito delle classi proletarie e svantaggiate, soprattutto dei Neri. La crisi economica del 2008\/09 e il calo dei prezzi di alcuni minerali intorno al 2015 hanno aggravato queste difficolt\u00e0.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Pi\u00f9 in generale, secondo l&#8217;Ufficio Nazionale di Statistica del Sudafrica, l&#8217;economia sudafricana \u00e8 ufficialmente entrata in recessione per la seconda volta in due anni. L&#8217;economia della nazione pi\u00f9 industrializzata del continente ha subito una contrazione dell&#8217;1,4% a fine 2019, mentre nel terzo trimestre il PIL era gi\u00e0 sceso dello 0,8%. Questa situazione \u00e8 dovuta al calo di attivit\u00e0 in sette dei dieci maggiori settori dell&#8217;economia sudafricana nell&#8217;ultimo anno. Nel corso del quarto trimestre del 2019 i maggiori cali sono stati registrati nel settore agricolo (-7,6%), seguito da quello dei trasporti e delle comunicazioni (-7,2%) e infine da quello delle costruzioni (-5,9%).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a name=\"_GoBack\"><\/a>Ci\u00f2 ha portato a un tasso di crescita dell&#8217;economia sudafricana solo dello 0,2% su tutto il 2019, il pi\u00f9 basso dalla crisi economica globale del 2008. Afflitta dalla siccit\u00e0, da un tasso di disoccupazione del 29,1% (a fine 2019), da ripetute interruzioni di corrente elettrica (la societ\u00e0 nazionale Eskom si trova in gravi difficolt\u00e0 finanziarie), nonch\u00e9 dall&#8217;indebolimento delle finanze pubbliche dovuto al debito sempre pi\u00f9 gravoso delle imprese statali (in gran parte contratto con enti globali poco prima della fine dell&#8217;Apartheid), l&#8217;economia sudafricana era gi\u00e0 entrata in recessione dopo una contrazione del PIL nel 2018. Questa nuova contrazione \u00e8 arrivata dopo un difficile decollo segnato da misure di austerit\u00e0 (che hanno colpito pi\u00f9 duramente i settori pi\u00f9 svantaggiati) che hanno consentito solo una crescita molto debole rispetto alle performances del 5% registrate tra il 2004 e il 2007. L&#8217;inizio del 2020 lasciava intravedere un recupero che potrebbe per\u00f2 essere compromesso dalla crisi sanitaria legata alla pandemia di Covid-19.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In questo contesto, le lotte socioeconomiche sono state portate avanti con successo in Sudafrica, come le vittorie nella lotta contro l&#8217;AIDS, per il miglioramento e la fornitura gratuita di servizi pubblici locali, per il miglioramento delle condizioni salariali e l&#8217;istruzione gratuita (soprattutto le universit\u00e0 nel 2015\/16). Per molti, i governi sudafricani hanno praticato il \u00abtalk left and walk right \u00bb, un discorso di sinistra e sociale per una politica di destra e neoliberale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Olivier Flumian: Il Sudafrica \u00e8 stato qualificato come Paese emergente ed \u00e8 entrato a far parte del gruppo BRICS nel 2013. Merita questa qualifica?<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Rapha\u00ebl Porteilla: Se per Paese emergente intendiamo un Paese il cui PIL \u00e8 inferiore a quello dei Paesi sviluppati e che conosce una rapida crescita, un tenore di vita e strutture economiche e sociali che tendono a convergere verso quelli dei Paesi sviluppati con un&#8217;apertura economica al resto del mondo, profonde trasformazioni strutturali e istituzionali e un forte potenziale di crescita, allora s\u00ec, il Sudafrica \u00e8 senza dubbio in questa categoria, e per alcuni potrebbe anche essere considerato un Paese industrializzato (\u00e8, in effetti, il Paese pi\u00f9 industrializzato dell&#8217;Africa).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La categoria BRICS (la S per il Sudafrica \u00e8 stata integrata nel 2010) \u00e8 un sistema &#8220;bancario&#8221; (2001) che ha interesse a distinguere, nei paesi in via di sviluppo, quelli che sono a un passo dal raggiungere i paesi sviluppati e che quindi potrebbero essere in grado di svolgere un ruolo d&#8217;avanguardia nella guida degli altri (spesso nella loro regione) e allo stesso tempo servire da supporto ai paesi sviluppati nei dibattiti internazionali, a seconda della posta in gioco dei negoziati.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Per alcuni osservatori, i BRICS possono essere considerati vettori di un sub-imperialismo sotto falso nome all&#8217;interno della propria area geografica di riferimento, approfittando di questo status per servire da porta d&#8217;accesso alle economie di altri paesi. Il Sudafrica \u00e8 percepito in questo modo soprattutto da altri Paesi africani della sotto-regione, come l&#8217;Angola, o del continente, dalla Nigeria, l&#8217;Egitto o l&#8217;Algeria.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tuttavia, rispetto ai quattro Paesi BRIC, il Sudafrica \u00e8 un Paese &#8220;piccolo&#8221; qualunque siano i criteri utilizzati (demografici, economici, ecc.), la sua principale attrattiva \u00e8 proprio quella di essere situato in Africa, un continente che \u00e8 visto dagli altri Paesi come un territorio da conquistare.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Olivier Flumian: Lo stipendio medio dei Bianchi \u00e8 di 3,5 volte superiore a quello dei Neri. Si tratta semplicemente di un&#8217;eredit\u00e0 dell&#8217;Apartheid? Le condizioni di vita sono migliorate per tutta la popolazione dalla fine dell&#8217;Apartheid?<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Rapha\u00ebl Porteilla: Durante l&#8217;Apartheid, gli stipendi erano basati sulla razza. Era quindi consuetudine trovare salari molto bassi per i Neri ed elevati per i Bianchi. Dalla fine di questo periodo, le politiche pubbliche sudafricane si sono poste l&#8217;obiettivo di ridurre questo scarto, senza per\u00f2 mai riuscire a eliminarlo. Cos\u00ec, secondo i dati ufficiali di alcune statistiche sudafricane, lo stipendio medio mensile dei Neri &#8211; che rappresentano l&#8217;80% della popolazione &#8211; si \u00e8 stabilizzato a una media (tra il 2011-15) di 6.899 rands (422 euro), contro i 24.646 (1.506 euro) dei Bianchi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Mentre il reddito rimane fortemente dipendente dalla razza e le donne guadagnano in media il 30% in meno degli uomini, va ricordato che queste cifre medie nascondono alcune realt\u00e0. Da un lato, tra i Bianchi, ci sono sempre state persone povere, anche se in parte celate durante l&#8217;era dell&#8217;Apartheid, ma si tratta oggi di un dato pi\u00f9 visibile, come si pu\u00f2 constatare a Pretoria, per esempio. D&#8217;altra parte, dopo la met\u00e0 degli anni Novanta, si \u00e8 rapidamente formata una classe nera agiata, nella quale qualcuno \u00e8 riuscito a costruire fortune colossali, al pari del presidente sudafricano C. Rampahosa.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Secondo la Banca Mondiale nel 2016, il Sudafrica \u00e8 diventato il Paese pi\u00f9 ineguale del mondo (prima del Brasile) e Johannesburg la citt\u00e0 pi\u00f9 ineguale del mondo, come conferma l&#8217;indice Gini, in forte calo da diversi anni.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tuttavia, la vita di milioni di sudafricani neri \u00e8 migliorata grazie a diversi piani di ricostruzione (l&#8217;ultimo ad oggi, il National Development Plan Vision 2030 che punta a tre obiettivi: povert\u00e0, occupazione e disuguaglianza) e ad altre politiche pubbliche a favore dei pi\u00f9 svantaggiati, ma a un ritmo tale che nel 2020 ci sono ancora molti malcontenti, espressi quotidianamente da scioperi o manifestazioni. Un esempio: dalla fine degli anni &#8217;90, l&#8217;ANC ha promesso l&#8217;introduzione di un salario minimo (per alcune professioni), ma \u00e8 entrato in vigore solo nel gennaio 2019!<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Secondo vari rapporti e il lavoro degli economisti (P. Bond), la povert\u00e0 colpisce ancora e in maniera cronica le persone di colore e le loro famiglie. I Neri hanno anche i livelli pi\u00f9 bassi di accesso a Internet e all&#8217;assicurazione sanitaria (il piano nazionale di iscrizione \u00e8 stato molto lento da mettere in atto) come anche ad alcuni servizi pubblici.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Infine, una questione ancora irrisolta, soprattutto nelle zone rurali, \u00e8 la ridistribuzione della terra. \u00c8 stato uno dei punti centrali della politica dell\u2019ANC nel 1994, anche se poi non sostenuta da una reale volont\u00e0 politica: appena l&#8217;8% della terra prevista \u00e8 stata ridistribuita entro il 2019. Ramaphosa ha deciso di farne una priorit\u00e0 per ridurre il malcontento di ampie fasce del suo elettorato. Si tratta di una questione cruciale per il futuro.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Olivier Flumian: Questi ultimi anni sono stati macchiati da episodi di violenza contro immigrati provenienti da altri Paesi africani. Quale ruolo svolge l&#8217;immigrazione in questa economia? Perch\u00e9 il tema dell&#8217;immigrazione \u00e8 oggetto di dibattito?<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Rapha\u00ebl Porteilla: Gli immigrati rappresentano circa il 7% della popolazione sudafricana e il Paese \u00e8 la principale destinazione delle migrazioni intra-africane (soprattutto dalla sotto-regione). Secondo le statistiche sudafricane, tra il 2005 e il 2019, 2,8 milioni di stranieri sono arrivati in Sudafrica. L&#8217;80% proviene dall&#8217;Africa meridionale, ma ci sono anche molti asiatici, tra cui indiani, pakistani, bengalesi e cinesi. Un numero significativo di essi \u00e8 clandestino.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dalla fine del 2000, ci sono state esplosioni di violenza xenofoba sullo sfondo del disagio economico, della crescente disoccupazione e della povert\u00e0, sia tra i sudafricani che tra i migranti. Nel 2008, 2015 e 2019 si sono verificati scontri mortali che hanno causato decine di vittime. Dalla fine dell&#8217;Apartheid, i governi che si sono succeduti non hanno mai realmente attuato una politica migratoria, in nome della politica di riconciliazione nazionale e di apertura del paese. Si \u00e8 quindi sviluppato un flusso migratorio dai paesi africani vicini, attratti dalle prospettive di un tessuto industriale che necessita di molta manodopera.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Con un tasso di disoccupazione persistente (29%) e alti livelli di povert\u00e0 (circa il 68% della popolazione nera sudafricana), i migranti sono diventati potenziali concorrenti nel settore informale con taxi o venditori ambulanti senza licenza, ma anche per lavori poco qualificati. Sono un&#8217;opportunit\u00e0 per gli industriali, perch\u00e9 non contano le loro ore e non sindacalizzano, anche se i sindacati sono particolarmente importanti in Sudafrica.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Olivier Flumian: La societ\u00e0 civile (sindacati, associazioni, solidariet\u00e0 etniche) ha giocato un ruolo fondamentale nella lotta contro l&#8217;Apartheid. Che ruolo ha oggi? Si sta facendo sentire e in che modo?<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Rapha\u00ebl Porteilla: \u00c8, in effetti, una realt\u00e0 sociologica sudafricana quella per cui la societ\u00e0 civile ha sempre avuto un ruolo politico di prim&#8217;ordine. Durante l&#8217;Apartheid, la societ\u00e0 civile \u00e8 stata in grado di sostituire le organizzazioni politiche vietate, come l&#8217;ANC, e di essere un luogo di socializzazione militante e di resistenza. Dall&#8217;avvento della democrazia, la societ\u00e0 civile ha continuato a essere uno stimolo per costringere il governo a comprendere le difficolt\u00e0 e a modificare le sue politiche.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Questo non \u00e8 stato sempre facile, perch\u00e9 molti attivisti sono anche membri dell\u2019ANC, siano essi sindacalisti, associazioni, ecc. Gradualmente, questa societ\u00e0 civile si \u00e8 emancipata dalla tutela dell\u2019ANC per diventare, come altrove, un ricettacolo di rivendicazioni e un mezzo per organizzare la lotta quando le promesse vengono tardate o tradite. \u00c8 raro in Sudafrica che passi un giorno senza una manifestazione o una mobilitazione. Tutti i settori hanno potuto essere coinvolti, a volte con buoni risultati, a volte con meno successo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">All&#8217;inizio degli anni 2000, le mobilitazioni erano rivolte principalmente ai servizi pubblici di base che mancavano (quali acqua, elettricit\u00e0, abitazioni, ecc.). Nel 2001 e per diversi anni, la lotta per un&#8217;azione politica a favore di una cura contro l&#8217;AIDS ha attirato numerosi nuovi attivisti (Treatment Action Campaign) con un certo successo. Negli anni dal 2013 al 2018, sono state soprattutto le mobilitazioni contro la corruzione politica a segnare la vita sociale del Paese, poi nel 2015\/16, una lotta dei pi\u00f9 giovani per ottenere tasse universitarie gratuite ha costretto il governo a rivedere la propria politica.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Olivier Flumian: Il Paese ha il pi\u00f9 alto tasso di incidenza di HIV al mondo. \u00c8 una prova del fallimento del sistema sanitario?<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Rapha\u00ebl Porteilla: Secondo l&#8217;Unitaid, il Sudafrica conta 7,7 milioni di persone sieropositive nel 2019, di cui 4,8 milioni sottoposti a trattamento antiretrovirale. Il tasso pi\u00f9 alto si riscontra tra gli adulti di et\u00e0 compresa tra i 15 e i 49 anni. Il 10% dei decessi per AIDS e il 15% delle nuove infezioni da HIV nel mondo si verificano in Sudafrica. Questa situazione catastrofica \u00e8 dovuta in parte alle stesse autorit\u00e0, che hanno sostenuto a lungo che l&#8217;AIDS fosse una pura e semplice invenzione, poich\u00e9 non c&#8217;era stato alcun caso nel Paese, favorendo nel frattempo la diffusione del virus a tutti gli strati della popolazione.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In questo contesto, il comportamento di Th. Mbeki \u00e8 stato assolutamente allucinante. A partire dal 2000, quasi 600.000 persone sono state contagiate ogni anno. Rapporti non protetti, siringhe usate pi\u00f9 volte, tutto ha contribuito alla diffusione della malattia. Il 2001 \u00e8 stato un anno fondamentale: la conferenza internazionale di Durban e la sensibilizzazione interna al Paese (grazie alla mobilitazione della Treatment Action Campaign) hanno portato a un significativo cambiamento di comportamento. Da quella data, il trattamento antiretrovirale ha potuto essere realizzato a prezzi accessibili. Il Sudafrica ha poi intrapreso campagne di sensibilizzazione che hanno rallentato significativamente l&#8217;HIV: dal 2010 le nuove infezioni sono diminuite del 49% e i decessi dovuti all&#8217;HIV del 29%.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel 2019, un nuovo trattamento (il TLD, una singola compressa che ne combina tre di quelle precedenti) \u00e8 stato presentato dal Ministro della Sanit\u00e0 sudafricano con il sostegno finanziario dell&#8217;Unitaid. Questo trattamento a prezzi accessibili (75 dollari a persona all&#8217;anno) dovrebbe consentire a circa 5 milioni di persone infette in Sudafrica di iniziare e, cosa ancora pi\u00f9 importante, di continuare il trattamento.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Olivier Flumian: Il Paese \u00e8 considerato uno dei pi\u00f9 violenti al mondo per numero di omicidi e stupri. Come spiegare questa situazione?<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Rapha\u00ebl Porteilla: La violenza in Sudafrica \u00e8 questione antica. Dalla colonizzazione all&#8217;Apartheid, la violenza dell&#8217;oppressore ha segnato la storia di questo paese. La resistenza organizzata, dagli anni &#8217;50 agli anni &#8217;90, \u00e8 stata violenta\/armata in diverse circostanze, ma anche nonviolenta in altre. Se il tasso di criminalit\u00e0 \u00e8 rimasto elevato, la storia ne pu\u00f2 essere considerata responsabile, tanto quanto il deterioramento delle condizioni socioeconomiche di gran parte della popolazione. Inoltre, il gran numero di armi in circolazione (disarmo interno poco efficace e traffici dai paesi vicini), la presenza di bande o di criminalit\u00e0 urbana, unita inizialmente al lassismo del sistema giudiziario e alla comprovata inefficacia delle forze di polizia, hanno contribuito alla sua diffusione.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dal 2008\/09, una marcata volont\u00e0 politica ha permesso di arrestare la spirale infernale (pi\u00f9 forze di polizia, migliori attrezzature, ecc.). Questo \u00e8 tutt&#8217;altro che finito e la prudenza \u00e8 ancora richiesta in Sudafrica, soprattutto nelle grandi citt\u00e0. Inoltre, anche la violenza sessuale e domestica rimane un problema che fatica a trovare soluzioni.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Olivier Flumian: Qual \u00e8 la situazione dei rapporti di genere? Si \u00e8 evoluta positivamente dalla fine dell\u2019Apartheid?<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Rapha\u00ebl Porteilla: Sul piano politico, le donne sono entrate dalla porta principale nell&#8217;Assemblea nazionale, nel governo, nella magistratura, ecc., oltre che nel mondo degli affari. Il Sudafrica pu\u00f2 vantarsi di aver aperto i seggi delle arene politiche alle donne. Nulla di sorprendente se si considera che le donne hanno avuto un ruolo importante nella resistenza all&#8217;Apartheid, quando il loro coinvolgimento politico e la loro esperienza sono stati messi al servizio della politica sudafricana.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma a livello interpersonale, nel 2017, in Sudafrica sono stati denunciati 39.633 stupri e 6.253 aggressioni sessuali. Queste cifre allarmanti hanno spinto il presidente Ramaphosa a dire &#8220;basta alla violenza sulle donne&#8221;, ma le sue parole non si sono tradotte in fatti. I movimenti delle donne hanno anche ampiamente allertato l&#8217;opinione pubblica, chiedendo una migliore formazione della polizia, un sistema giudiziario pi\u00f9 efficace con indagini approfondite sui casi di violenza di genere e dei processi equi per le persone accusate di tali atti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Tradotto dal francese da Angelica Cucchi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u201911 febbraio 1990 fu annunciata la liberazione di Nelson Mandela. Fu l\u2019inizio dello smantellamento del sistema dell\u2019Apartheid. Le speranze di un cambiamento per la maggioranza della popolazione nera furono all\u2019epoca immense. 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