{"id":1124894,"date":"2020-06-03T18:21:52","date_gmt":"2020-06-03T17:21:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1124894"},"modified":"2020-06-03T18:21:52","modified_gmt":"2020-06-03T17:21:52","slug":"manila-il-divario-sociale-durante-la-pandemia-da-covid-19","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/06\/manila-il-divario-sociale-durante-la-pandemia-da-covid-19\/","title":{"rendered":"Manila: il divario sociale durante la pandemia da COVID-19"},"content":{"rendered":"<p>Chi ha e chi non ha. Il privilegiato e il povero.<\/p>\n<p>La pandemia ha esasperato ancora di pi\u00f9 il divario sociale, sia qui che in altre parti del mondo. La crisi ci costringe a guardarci intorno, a osservare per dare un senso a ci\u00f2 che sta accadendo. Siamo incollati alla televisione, alla radio o ai social media in attesa delle ultime notizie, cos\u00ec da capire come muoversi in questa situazione del tutto nuova, in cui dobbiamo rimanere chiusi in casa, isolati e con tanto tempo libero. Quindi non possiamo ignorarla. Ci colpisce un po\u2019 pi\u00f9 da vicino e nel personale e, a giudicare da quanto ho letto sui social negli ultimi tre mesi, non sono l\u2019unica. Sicuramente, il fatto che questa crisi abbia evidenziato ancora di pi\u00f9 il divario sociale \u00e8 uno dei vantaggi che porteremo con noi.<\/p>\n<p>Qui vi propongo un resoconto (non esaustivo), un squarcio di come sia stato vivere come un privilegiato o un povero negli ultimi due mesi e mezzo, visto dal mio posto di osservazione a Metro Manila.<\/p>\n<p><strong>Proteggere la salute dei cittadini e garantire i servizi di assistenza medica.<\/strong> La quarantena \u00e8 arrivata dopo pi\u00f9 di un mese e mezzo dall\u2019annuncio ufficiale della pandemia alla fine di gennaio e dall\u2019arrivo in ospedale dei primi pazienti affetti da coronavirus. Precedentemente era ancora possibile viaggiare, con un gruppo nutrito di turisti cinesi e filippini, provenienti da Wuhan, volati verso altri lidi. I primi casi di COVID-19 sono stati registrati tra turisti e viaggiatori cinesi. Gli ospedali hanno cominciato a riempirsi, ma neanche le strutture private avevano a disposizione tutto il materiale necessario per curare i pazienti e contenere la trasmissione del virus. Il ministero della salute si \u00e8 dato da fare per risolvere il problema, rinforzando gli ospedali pubblici e convocando pi\u00f9 infermieri e personale sanitario e, in un secondo momento, facendo tamponi, ricorrendo a un massiccio tracciamento dei contatti e all\u2019isolamento degli ammalati. Beh, ci hanno provato, ma il virus li ha travolti e l\u2019intero sistema sanitario non era semplicemente pronto ad affrontare una malattia sconosciuta e altamente contagiosa.<\/p>\n<p>La maggior parte dei contagi e delle morti da COVID-19 \u00e8 stata registrata soprattutto nel ceto pi\u00f9 agiato e tra coloro che erano andati all\u2019estero per lavoro o piacere, a cui si sono poi aggiunti quelli causati dalla trasmissione del virus da cittadino a cittadino. Sfortunatamente, anche un gran numero di medici in prima linea ha contratto la patologia. Ad oggi, la collaborazione tra governo e settore privato ha permesso di costruire molte nuove strutture in cui poter mettere in quarantena i malati. Ci sono molti pi\u00f9 tamponi e mascherine in arrivo. Tuttavia, mancano ancora le capacit\u00e0 necessarie per fare test a tappeto e combattere la pandemia in maniera pi\u00f9 efficace.<\/p>\n<p>Avere il denaro per pagare le cure pu\u00f2 aiutare ma, se si dovesse contrarre il virus, non importa se si \u00e8 ricchi o poveri, l\u2019ospedale rimarrebbe un luogo in cui \u00e8 meglio non trovarsi di questi tempi. Se una persona benestante dovesse ammalarsi, potrebbe recarsi presso le migliori strutture private, servirsi delle sue conoscenze con i medici e beneficare di cure mediche domestiche e di consultazioni online. Oppure, potrebbero addirittura prendere un volo per farsi curare all\u2019estero. C\u2019\u00e8 un paziente che lo ha effettivamente fatto, ma l\u2019aereo si \u00e8 schiantato, uccidendo tutti i passeggeri, tra cui anche un membro del personale medico della mia citt\u00e0. Ma cosa succeder\u00e0 al pi\u00f9 povero dei poveri? Beh, non sembrano molto preoccupati dal bisogno di farsi curare se contagiati. Sfortunatamente, ho sentito molti dire \u201cIo non posso essere colpito, solo i ricchi se ne preoccupano\u201d. A preoccuparli davvero \u00e8 capire cosa mettere in tavola.<\/p>\n<p><strong>Parola d\u2019ordine: provviste.<\/strong> Gli scaffali dei supermercati sono stati svuotati cos\u00ec velocemente della proverbiale carta igienica che ci si chiede quanta ne usino davvero i ricchi per tirare lo sciacquone. Ha suscitato tante discussioni e grande rabbia nella citt\u00e0 un post sui social, in cui si vede la moglie di un imprenditore molto agiato di Davao (la citt\u00e0 natale del presidente) spendere presumibilmente un milione di dollari in generi alimentari tutti in una volta. Diversi oggetti, in particolare mascherine, disinfettanti, vitamine e equipaggiamento protettivo fondamentale per il personale sanitario e per chi lotta in prima linea, sono velocemente esauriti. Sono rimasti indietro migliaia di operai, venditori ambulanti, domestici e tutti coloro che hanno un salario giornaliero minimo intorno ai 5 pesos, persone che possono permettersi solo un pasto al giorno.<\/p>\n<p><strong>Chiusura immediata dei trasporti di massa senza piani per il futuro<\/strong>. Non \u00e8 un problema se hai un\u2019auto e un autista a disposizione. Tuttavia, cosa si pu\u00f2 dire delle maggior parte dei cittadini che dipende dai trasporti di massa? All\u2019improvviso migliaia di persone, soprattutto personale sanitario e operai essenziali, si sono trovate costrette a recarsi a piedi sul posto di lavoro o comunque a cercare un\u2019alternativa. All\u2019inizio, il governo si \u00e8 affidato a unit\u00e0 governative locali o aziende private per trovare un modo di garantire dei trasporti per i lavoratori essenziali. Su internet gli utenti hanno espresso tutto il loro orrore, definendo i legislatori non solo sprovveduti, ma anche senza cuore.<\/p>\n<p><strong>Prima i politici e i pochi privilegiati<\/strong>. Le regole della quarantena a loro non si applicano. Con pochi kit per i test e i centri a corto di tamponi, la notizia secondo cui i politici e le loro famiglie siano state le prime ad avere la possibilit\u00e0 di essere testati ha attirato una pioggia di critiche da parte dei cittadini. Un politico \u00e8 stato deriso per aver accompagnato sua moglie incinta all\u2019ospedale ed essere poi andato a fare shopping in un ipermercato in piena violazione delle regole della quarantena. Nonostante molti ne abbiano richiesto le dimissioni o l\u2019arresto e nonostante l\u2019ospedale abbia anche pubblicato una dichiarazione di denuncia, la suddetta persona \u00e8 ancora libera, apparentemente sotto \u201cindagine\u201d. Tuttavia, non avete ancora sentito questa: un comandante della polizia organizza una festa di compleanno con un sostanzioso buffet, violando il divieto di assembramento e di distanziamento sociale. Nonostante ci\u00f2, il presidente ha insistito sul fatto di aver ancora bisogno dei suoi servizi e chiede ai cittadini di lasciargli un po\u2019 di spazio. Al contrario, centinaia, se non migliaia di abitanti delle comunit\u00e0 pi\u00f9 povere sono stati sommariamente arrestati, multati o costretti ai lavori forzati per essere stati sorpresi in strada.<\/p>\n<p><strong>Aiuti finanziari fondamentali.<\/strong> La quarantena, chiamata Ehanced Community Quarantine (quarantena popolare intensificata), \u00e8 stata imposta all\u2019improvviso a met\u00e0 marzo nelle aree di Luzon e Metro Manila. Il governo ha pubblicato le linee guida e le politiche necessarie dopo due giorni, con le diverse unit\u00e0 governative locali che si sono fatte in quattro per capire come implementare in maniera efficace ed effettiva tale quarantena. Regnava confusione ovunque. A causa di tutto ci\u00f2, era necessario preparare dei pacchetti di aiuto per le migliaia di cittadini rimasti senza sostentamento. Per fortuna, la Filipino bayanihan (un\u2019organizzazione di beneficenza) \u00e8 intervenuta e nei primissimi giorni volontari, organizzazioni non governative e grandi aziende hanno dato una grossa mano. Sono stati distribuiti cibo per le comunit\u00e0 pi\u00f9 povere e mascherine e dispositivi di protezione individuale per il personale sanitario, sono stati offerti tantissimi servizi di trasporto gratuito, in alcuni casi anche prima dell\u2019arrivo del supporto del governo. Molti hanno lodato queste iniziative. Ad eccezione di alcune citt\u00e0 provviste di alcune unit\u00e0 capaci e ben organizzate, la maggior parte delle unit\u00e0 governative locali ha dovuto darsi da fare per garantire delle cibarie ai pi\u00f9 poveri. L\u2019assistenza finanziaria \u00e8 arrivata soltanto molto pi\u00f9 tardi e distribuita in modo disorganizzato e irregolare.<\/p>\n<p><strong>State a casa e mantenete le distanze.<\/strong> Non sarebbe un problema vero e proprio se si avesse un\u2019abitazione piuttosto decente, con un numero sufficiente di camere e magari un giardino o, ancora meglio, in una comunit\u00e0 molto sicura. Non sarebbe un problema neanche se si potesse godere di una bella vista dal proprio balcone in un\u2019area elegante, dove si pu\u00f2 andare tranquillamente a correre o a fare una passeggiata con il proprio animale domestico su una strada vuota. Potreste anche avere magari qualcuno in casa che pu\u00f2 aiutarvi, con amici e famiglia pronti a farvi compagnia. Potreste ordinare del cibo d\u2019asporto dal vostro ristorante preferito se vi dovesse mancare l\u2019andare a cena fuori. Frutta e verdura fresche per rimanere in salute? Potreste ordinare anche quelle, facendovele consegnare sulla porta di casa. Chi \u00e8 davvero ricco pu\u00f2 addirittura volare sulla propria isola personale per il fine settimana.<\/p>\n<p>Invece, per chi vive in un piccolo quartiere, con tutta la famiglia accatastata in un unico spazio comune, il concetto di distanziamento sociale \u00e8 impossibile da applicare. Stare a casa in una stanza calda e umida pu\u00f2 essere un vero problema. Provate a chiamarli ancora \u201ccocciuti\u201d per continuare a uscire o per fare una passeggiata per raggiungere i talipapa, ovvero dei minimercati umidi, dove acquistare l\u2019essenziale per il pasto del giorno. Se voi foste in loro, li accusereste ancora di qualcosa?<\/p>\n<p><strong>Lavorare da casa.<\/strong> Fantastico! Grandioso se avete un lavoro da ufficio, un computer veloce e accesso a internet. Potreste passare pi\u00f9 tempo con la vostra famiglia senza sprecare del tempo prezioso facendo avanti e indietro attraverso il traffico congestionato di Manila. Ma che cosa potreste dirmi di chi ha una paga giornaliera, ovvero di muratori, braccianti, tassisti, venditori ambulanti e lavoratori? Dall\u2019oggi al domani, in migliaia hanno perso la loro fonte di sostentamento. (La mia signora delle pulizie, che veniva a casa mia uno o due giorni a settimana da una citt\u00e0 vicina, \u00e8 una di loro. Anche suo marito, un muratore, \u00e8 rimasto senza lavoro. Solo dopo svariati giorni di quarantena gli aiuti per le famiglie \u2013 un po\u2019 di riso, della pasta e del cibo in scatola- hanno raggiunto queste comunit\u00e0.)<\/p>\n<p><strong>Serie tv su Netflix o video su Youtube per divertirsi.<\/strong> Certamente un altro piacere e un\u2019altra cosa per cui essere grati. Cittadini del ceto medio e di quello pi\u00f9 abbiente potevano guardare film e concerti in streaming tutto il giorno e divertirsi ascoltando le loro celebrit\u00e0 preferite comodamente da casa. In cima a questa lista c\u2019era il binge watching in piena notte dell\u2019ultimissima serie televisiva drammatica coreana o di Viu. (Devo ammettere di avere recuperato anche un po\u2019 di Hallyu bug. Perlomeno mi ha permesso di distrarmi dalla tossica copertura mediatica continua della crisi da coronavirus.) Tutto questo naturalmente se aveste Netflix e la vostra connessione non cadesse di continuo a causa del sovraccarico della banda larga.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra parte invece ci sono coloro che vanno avanti con la tv pubblica. Sfortunatamente, il governo ha chiuso la ABS-CBN, la pi\u00f9 grande rete televisiva gratuita, la cui franchigia \u00e8 scaduta a maggio, lasciando cos\u00ec solo un\u2019altra rete operativa. Il presidente aveva annunciato pi\u00f9 volte che l\u2019avrebbe chiusa e il congresso l\u2019ha fatto, sebbene l\u2019opinione pubblica abbia chiesto a gran voce di prolungarla.<\/p>\n<p>Ad oggi, le misure restrittive sono state allentate, dando pi\u00f9 possibilit\u00e0 agli abitanti di raccogliere i cocci e cercare di rimettersi in carreggiata. Tuttavia, ci vorr\u00e0 un po\u2019 prima che le cose possano tornare alla normalit\u00e0. Sono successe molte cose e diventa sempre pi\u00f9 evidente come l\u2019attuale sistema, basata su denaro, potere e privilegi, non sia stato in grado di risolvere i veri problemi come l\u2019inuguaglianza sociale.<\/p>\n<p><em><strong>Per quello che vale, il virus ha spianato la strada per un\u2019accesa discussione e un intenso dibattito, per una riflessione sui problemi che attanagliano la vita odierna e su una possibile risoluzione. Si registra maggiore empatia e supporto per le piaghe dei pi\u00f9 svantaggiati. Aumenta sempre di pi\u00f9 il numero di coloro che fanno sentire forte la propria voce, chiedendo un sistema che dia la priorit\u00e0 alla salute e al benessere, alle pari opportunit\u00e0 per vivere una vita sicura e decente per tutti, e non solo per alcuni. Chiedono un sistema che metta i veri bisogni dei cittadini in cima alla piramide delle priorit\u00e0. Aumentano gli appelli nei confronti di coloro che hanno il potere, affinch\u00e9 affrontino i timori della societ\u00e0 moderna. <\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong><a name=\"_GoBack\"><\/a>C\u2019\u00e8 una re immaginazione di ci\u00f2 che una \u201cnuova normalit\u00e0\u201d pu\u00f2 e dovrebbe essere dopo la pandemia, perch\u00e9 la \u201cvecchia normalit\u00e0\u201d non funzioner\u00e0 pi\u00f9.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Traduzione dall&#8217;inglese di Emanuele Tranchetti<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi ha e chi non ha. Il privilegiato e il povero. 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