{"id":1110434,"date":"2020-05-19T15:40:18","date_gmt":"2020-05-19T14:40:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1110434"},"modified":"2020-05-19T15:43:58","modified_gmt":"2020-05-19T14:43:58","slug":"nellocchio-del-ciclone-intervista-a-vittorio-agnoletto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/05\/nellocchio-del-ciclone-intervista-a-vittorio-agnoletto\/","title":{"rendered":"Nell\u2019occhio del ciclone. Intervista a Vittorio Agnoletto"},"content":{"rendered":"<p><em>In questi mesi Vittorio Agnoletto, medico di formazione, attivista da sempre, si \u00e8 dedicato anima e corpo alla vicenda del Coronavirus. Il suo obiettivo era quello di fare chiarezza, di decifrare la realt\u00e0, di dare una visione che fosse libera dai condizionamenti che la maggior parte dei nostri mass media hanno. I suoi interventi a Radio Popolare, a Radio Onda d\u2019Urto, in dirette fb, sul suo blog, su vari siti, hanno aiutato decine di migliaia di persone ad orientarsi, capire, scegliere.<\/em><\/p>\n<p><em>Nell\u2019intervista che segue si vuole capire cosa \u00e8 successo in questo periodo a lui come persona; d\u2019altra parte il suo sito si chiamava: PRIMA LE PERSONE. \u00a0Sappiamo di averlo preso in contropiede, pur avendolo avvisato. Immerso nel suo lavoro, in un\u2019apnea che era quella che gli ha fatto iniziare l\u2019intervista dicendo \u201cVoi non vi rendete conto, quando dico 18 ore, sono 18 ore\u2026.\u201d, era gi\u00e0 pronto a rispondere con l\u2019abituale disinvoltura, invece si \u00e8 dovuto fermare a pensare pi\u00f9 di una volta. Questa volta al centro c\u2019era lui, con la sua vita, con lo stravolgimento che ha vissuto. Gi\u00e0 durante l\u2019intervista ha pi\u00f9 volte chiesto: \u201cMa cosa interessa alla gente sapere questo?\u201d Invece noi siamo convinti che la forza del suo discorso sia proprio quella che proviene da un essere umano, con le sue sfaccettature, con la sua forza e le sue debolezze, come ogni essere umano. <\/em><\/p>\n<p><em>Non per \u201csmontare\u201d il personaggio, anzi: per dargli pi\u00f9 forza ancora. Perch\u00e9 sappia che lo capiamo, che immaginiamo la fatica e la responsabilit\u00e0 che si \u00e8 caricato sulle spalle. Sappiamo anche che le gratificazioni saranno anche tante, ma a volte a furia di difendere \u201cil bene comune\u201d, si rischia di trascurare \u201cil bene proprio\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>Pubblichiamo questa intervista per dimostrare l\u2019enorme affetto e stima che abbiamo in tanti nei confronti di Vittorio Agnoletto, di questo (come si sarebbe detto una volta\u2026) compagno.<\/em><\/p>\n<p><strong>Cosa \u00e8 successo nella tua vita in questi ultimi tre mesi? <\/strong><\/p>\n<p>\u201cLavoro 18 ore, dormo 6 ore, le altre 18 sono qua fermo a rispondere, a scrivere, a parlare\u2026. La situazione \u00e8 questa, sono andati adesso tutti dalla nonna a mangiare, perch\u00e9 non mi sopportano pi\u00f9\u2026.<\/p>\n<p>Abbiamo attivato, mettendo insieme Medicina Democratica e la trasmissione di Radio Popolare \u201c37 e 2\u201d, un Osservatorio Coronavirus che si pone l\u2019obiettivo di dare informazioni, di cercare di rispondere alle tante domande ed esigenze dei cittadini e fornire, quando \u00e8 possibile, una tutela ai loro diritti. Per far questo abbiamo costruito una rete con altre organizzazioni specializzate, sull\u2019aspetto giuridico, o psicologico, o relativo ai temi della fragilit\u00e0 e disabilit\u00e0. Questo Osservatorio \u00e8 cresciuto moltissimo. Noi siamo sommersi. E\u2019 stato, fino ad ora, un lavoro totalmente volontario con diverse persone che mi aiutano su temi specifici. Io sono a casa in quanto medico del lavoro. I posti dove lavoro al momento sono chiusi e quindi mi dedico a questo. Una persona mi aiuta a met\u00e0 tempo e poi abbiamo una rete di centinaia di operatori che ci segnalano cosa avviene, sono persone che hanno problemi ad esporsi direttamente, temono ritorsioni. Noi raccogliamo questo materiale, lo verifichiamo, cerchiamo di fornire delle soluzioni. Il mezzo della radio e delle dirette fb (sulle pagine mia, di \u201c37e2\u201d e di Medicina Democratica) aiutano molto. La trasmissione alla radio \u00e8 ogni gioved\u00ec mattina, le dirette fb inizialmente erano ogni giorno, ora sono due volte alla settimana. Mercoled\u00ec alle 18,00 e domenica alle 21.<\/p>\n<p>Sosteniamo le persone nei loro diritti \u201caccompagnandole\u201d nelle vicende che ci vengono raccontate, fino all\u2019eventuale contatto con l\u2019associazione \u201cAvvocati per niente\u201d con la quale collaboriamo. E poi c\u2019\u00e8 da fare quel grosso lavoro che una volta si chiamava di \u201ccontroinformazione\u201d. Smentire una serie di cose che vengono dette dalle istituzioni e ripetute dai mass media e che, in molti casi, non corrispondono al vero o comunque non sono precise.<\/p>\n<p>Siamo contenti perch\u00e9 la gente ci stima, ci ringrazia e questo per un\u2019attivit\u00e0 di volontariato \u00e8 importante, d\u00e0 forza. Tutto quello che facciamo \u00e8 totalmente ignorato dai media mainstream; c\u2019\u00e8 una forma di ostracismo nei nostri confronti, perch\u00e9 spesso denunciamo delle vicende scomode che molti preferirebbero ignorare. La pratica \u00e8 quella di ignorarci completamente, poi magari la notizia viene ripresa senza citare la fonte (che saremmo noi) e in modo soft, ammorbidito. In pi\u00f9 occasioni mi hanno detto in modo chiaro che \u201cpotevano dare la notizia, ma il mio nome, per ordine dall\u2019alto, non doveva comparire\u201d. E per noi va anche bene, l\u2019importante \u00e8 che la notizia giri, ma ci chiediamo comunque il perch\u00e9 di tutto ci\u00f2. E\u2019 evidente che siamo diventati molto scomodi, abbiamo ricevuto minacce di diffida, ma quello che noi segnaliamo \u00e8 sempre documentato e verificabile\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i tuoi nuovi ritmi e tempi di vita? <\/strong><\/p>\n<p>Mi siedo davanti al computer la mattina presto, prima delle 8 e comincio a vedere la posta che mi \u00e8 arrivata durante la notte, rispondo, poi andiamo a vedere che cosa c\u2019\u00e8 di nuovo in Italia e nel mondo rispetto alle terapie, andiamo a verificare alcune delle notizie che arrivano sulla rete o per Whatsapp, perch\u00e9 nel frattempo si accumulano le richieste da parte delle persone per sapere se quella tal cura \u00e8 efficace, se tale notizia \u00e8 corretta oppure no, e quindi dobbiamo documentarci. Poi ho gli appuntamenti con gli operatori sanitari che magari non vogliono scrivere, ma vogliono comunicare a voce, con la garanzia dell\u2019anonimato. Poi si mettono gi\u00f9 le lettere che vengono inviate alle direzioni degli ospedali, delle RSA o delle ATS, chiedendo spiegazioni su quello che ci \u00e8 stato segnalato e poi ci sono da preparare le dirette fb, la trasmissione radio, le interviste. Quando arrivano i nuovi dati bisogna analizzarli in maniera approfondita, confrontandoli. Aggiornare i grafici per capire gli sviluppi. Poi le richieste di collegamenti, via skype o fb, con varie realt\u00e0, per esempio comitati di lavoratori o dei familiari del tal centro, associazioni\u2026 E anche dall\u2019estero. La lista sarebbe lunga. E tutto questo avviene da casa.\u201d<em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>In questo periodo che cosa hai dovuto trascurare?<\/strong><\/p>\n<p>Quello che mi pesa di pi\u00f9 \u00e8 che una situazione di distanziamento sociale, che ti obbliga a stare a casa, potrebbe essere anche un momento che ti offre del tempo da dedicare alla famiglia. Io ho sempre avuto tempi complicati, tra il lavoro e l\u2019attivit\u00e0 sociale che ho sempre svolto. In questi mesi io sono s\u00ec fisicamente a casa, ma vedo mia moglie e i ragazzi meno di quando lavoravo fuori. Inoltre, in queste ultime settimane \u00e8 ripreso anche il lavoro che svolgo all\u2019Inps, in questo periodo da casa e quindi i miei familiari li vedo davvero poco. Cerco di tirar fuori qualche momento per giocare soprattutto con mio figlio che ha 9 anni, perch\u00e9 senn\u00f2 giustamente dice: \u201cPap\u00e0, non ti vedo mai!!\u201d<\/p>\n<p><strong>Sei riuscito a gestire tutto questo sforzo enorme o si \u00e8 generata qualche tensione? <\/strong><\/p>\n<p>Si, sono riuscito a gestire tutto, anche se non posso negare che qualche tensione si sia creata; ma in casa tutti sanno la mia storia, sanno che il mio impegno sociale c\u2019\u00e8 sempre stato, mia moglie sa bene che anche quando non sono disponibile non \u00e8 perch\u00e9 sto giocando da qualche parte, anzi tendo a coinvolgerla per avere un parere su questioni che talvolta arrivano e non sono strettamente mediche, ma sono pi\u00f9 complicate e su queste ci confrontiamo. Mio figlio piccolo ha capito quello che faccio e spesso mi fa delle domande perch\u00e9 \u00e8 curioso e magari nei collegamenti coi suoi compagni racconta quello che ha saputo sul Covid. Certo, poi ci sono momenti pi\u00f9 complicati, stando nella stessa casa, quando arriva la notizia di qualche decesso, in casa lo si viene a sapere subito e quindi va gestita. Ogni et\u00e0 ha diritto a vivere la sua et\u00e0 e la sua serenit\u00e0. Cos\u00ec si cercano questi difficili equilibri.<\/p>\n<p><strong>In questo periodo sembrava esserci una polarizzazione tra \u201ci politici\u201d e \u201cgli scienziati\u201d, come se i primi fossero un po\u2019 \u201cimbranati e sprovveduti\u201d e i secondi \u201cben preparati e coscienti di ci\u00f2 di cui si sta parlando\u201d. Tu sei tra i pochi che sintetizza questi due aspetti. Forse anche per questo hai avuto un ruolo importante e molto ascolto. Come sei riuscito a gestire certi \u201cistinti politici\u201d che potevi avere e tenerli insieme con la lucidit\u00e0 e freddezza scientifica necessaria?<\/strong><\/p>\n<p>La divisione tra politici e scienziati c\u2019\u00e8, per\u00f2 attenzione, perch\u00e9 ci sono alcuni comportamenti che li accomunano. Se io penso ad alcuni talk show o dibattiti televisivi che ho intravisto, mi sembra che spesso i politici, ma anche un \u201ccerto tipo di esperti\u201d, siano pi\u00f9 attenti alla loro immagine o all\u2019accreditamento della loro persona o dell\u2019 istituzione a cui fanno riferimento o alla propria attivit\u00e0 privata, piuttosto che attenti a fornire informazioni precise con la capacit\u00e0, fondamentale per un ricercatore, di dire: \u201cQuesto non si sa ancora, questo dobbiamo studiarlo, o questo non lo so, perch\u00e9 non fa parte del mio settore specifico\u201d.<\/p>\n<p>Abbiamo visto politici, ma anche scienziati, parlare di tutto, mentre ognuno ha le sue competenze. Su questo bisognerebbe riflettere. Poi certo ci sono anche colleghi che quando vanno in trasmissione si limitano a parlare della loro specificit\u00e0 in modo preciso e secco, rimangono sul loro terreno e non hanno bisogno di costruire altri percorsi di \u201cimmagine\u201d, ma sono una minoranza.<\/p>\n<p>Io credo che in questa vicenda sia importante raccontare quello che accade e poi ovviamente cercare di aiutare chi si trova in difficolt\u00e0 in questa situazione complicatissima. Il raccontare quello che accade automaticamente produce nelle persone e anche in me stesso un momento di riflessione e di ricerca di soluzioni e allora l\u00ec puoi incontrare il ragionamento politico. Ma io ho approcciato questa vicenda raccontando quello che accadeva e ponendomi la domanda \u201cPERCHE\u2019 ACCADE QUESTO?\u201d Cosa c\u2019\u00e8 dietro questo aspetto che altrimenti sembrerebbe inspiegabile? Se lavori e scavi in questo modo allora arrivi a individuare le responsabilit\u00e0 politiche, le ragioni confessabili o inconfessabili che stanno dietro ad alcune scelte. Io in questi mesi non ho mai fatto un comizio politico.<\/p>\n<p>Certo, metto in fila le cose e poi mi chiedo e chiedo: perch\u00e9 \u00e8 stato fatto cos\u00ec? Quali sono state le scelte e perch\u00e9 sono state fatte? Che cosa c\u2019\u00e8 di nascosto, di non detto? Credo che questo sia il modo pi\u00f9 corretto per porsi di fronte agli altri. Le persone che mi ascoltano sanno quale \u00e8 la mia storia, sanno come la penso, ma io cerco di dare gli strumenti perch\u00e9 ognuno possa andare a verificare quello che sto dicendo e formarsi le proprie idee. La politica arriva dopo, come conseguenza. Di fronte ad un servizio sanitario regionale come quello lombardo che ha dimostrato di non essere assolutamente in grado di rispondere ad un problema di sanit\u00e0 pubblica, perch\u00e9 \u00e8 di questo che stiamo parlando, allora ci si pone il problema di capire il perch\u00e9 e di come avrebbe potuto essere un servizio sanitario efficiente, quali sono stati gli errori commessi, non solo adesso, ma negli ultimi 20 anni. Allora arrivi a confrontarti con le strategie politiche e a pensare a delle soluzioni che dovrebbero essere molto diverse dalla realt\u00e0 odierna.<\/p>\n<p><strong>Tu sei stato nell\u2019occhio del ciclone due volte: ora e nel 2001 al G8 di Genova. Che analogie e differenze trovi tra questi periodi che hanno cambiato la vita a molti di noi e a te ancora di pi\u00f9? Quali minacce ricevesti allora e quali ricevi adesso?<\/strong><\/p>\n<p>Non dimentichiamo che nella mia vita c\u2019\u00e8 stato prima tutto il periodo della Lila, della lotta contro l\u2019Aids, la battaglia per i diritti contro le discriminazioni coniugata sempre con la ricerca scientifica e con pratiche di solidariet\u00e0. Io da l\u00ec ho imparato tanto anche per quello che sto facendo ora.<\/p>\n<p>A Genova avevo ricevuto minacce precise, qui non ho ricevuto nessuna minaccia, qui al massimo cercano di bloccare il nostro lavoro dicendo che ricorreranno alle vie legali\u2026. C\u2019\u00e8 una bella differenza.<\/p>\n<p>Ogni tanto ho proprio l\u2019impressione di essere di fronte ad un sistema fondato su uno strettissimo intreccio tra politica e comunicazione, che \u00e8 difficile riuscire a scalfire. Questa chiusura a riccio di fronte a qualunque cosa risulti scomoda ha delle caratteristiche particolari in Italia, dove per esempio un giornalismo di inchiesta \u00e8 ridotto ai minimi termini, dove i legami tra mezzi di comunicazione e potere politico sono strettissimi; negli altri paesi occidentali non sono cos\u00ec forti e cos\u00ec generalizzati.<\/p>\n<p>Quindi la sensazione che vivo \u00e8 un po\u2019 quella dell\u2019isolamento, per\u00f2 c\u2019\u00e8 da dire che anche in momenti di forte stress c\u2019\u00e8 sempre stato il supporto delle persone con cui ho fatto e faccio questi percorsi. Poi \u00e8 sempre importante saper mantenere un equilibrio e stare attento a non seguire le sirene del richiamo mediatico a qualunque costo o dell\u2019autocompiacimento; quello che dici deve essere sempre preciso e documentato. A volte conviene andare pi\u00f9 piano, ma essere assolutamente inattaccabile. Quello che \u00e8 diverso da allora, dalle mie esperienze precedenti, \u00e8 il contesto che c\u2019\u00e8 intorno. Ai tempi della Lila c\u2019era un grande fiorire di associazioni e c\u2019era una vivacit\u00e0 della societ\u00e0 civile anche nel 2001; queste realt\u00e0 sono state capaci in quelle occasioni di fare rete e di lavorare insieme. Qui, ora, sono passati tanti anni e il liberismo ha vinto sia economicamente che come cultura dominante, quella dell\u2019IO e non del NOI, Faccio carriera se pesto i piedi a quello di fianco, mi salvo io sulle spalle di quello che mi sta vicino\u2026.<\/p>\n<p>Una parte della societ\u00e0 civile ha pensato che era meglio ritirarsi e lasciare spazio ai menestrelli del potere, un\u2019altra parte ha cercato di andare avanti concentrandosi sul proprio specifico e questa scelta le ha permesso di resistere. Ma quando poi ti trovi di fronte a situazioni come quella attuale, nessuno da solo ce la pu\u00f2 fare, bisogna assolutamente riuscire a costruire reti, coordinamenti e azioni condivise.<\/p>\n<p>Io credo che quando questa emergenza sar\u00e0 finita bisogner\u00e0 progettare un servizio sanitario nazionale differente e allora l\u00ec ci sar\u00e0 bisogno delle competenze che tante associazioni e gruppi della societ\u00e0 civile hanno sviluppato in questi anni, magari ognuno nel suo aspetto specifico. E\u2019 solo mettendoci insieme che possiamo riprogettare un servizio sanitario universale sostenuto dalla fiscalit\u00e0 generale, gratuito nell\u2019accesso, che non abbia liste di attesa di mesi o di anni e che non obblighi le persone a passare al privato. Questa rete \u00e8 in gran parte da costruire, nelle esperienze precedenti questa rete c\u2019era, anzi era stata il motore di quel movimento.<\/p>\n<p>La domanda principale che ci dovremo presto porre collettivamente sar\u00e0: \u201cCosa possiamo fare per non rivivere una situazione come questa?\u201d Se il servizio sanitario fosse stato diverso molte persone che sono morte si sarebbero probabilmente salvate. Io credo che questo non sar\u00e0 l\u2019ultimo virus; siamo di fronte ad uno scenario, penso al mondo della salute, che si \u00e8 modificato profondamente; la medicina dovr\u00e0 invertire il suo percorso. Io credo che la sanit\u00e0 dovr\u00e0 essere incentrata sul territorio, sulla prevenzione. Un\u2019idea di salute che guardi alla necessit\u00e0 improrogabile di modificare la direzione verso la quale sta precipitando il nostro pianeta: i cambiamenti climatici, la deforestazione, gli allevamenti intensivi degli animali sono tutte questioni che hanno a che fare con la tutela della salute collettiva. La prevenzione primaria, il modo di produrre, la qualit\u00e0 di vita. Questi sono i grandi temi che avremo di fronte. Credo che questa sia la lezione\u00a0 che ci arriva da questi difficili e drammatici mesi.<\/p>\n<p><strong>Per molti di noi tu sei quello di quella famosa foto fatta in quella notte di fronte alla scuola Diaz a Genova, circondato da poliziotti, mentre cerchi di capire e farti ascoltare. Eppure alcuni giovani intervistatori in questi giorni, su Radio Popolare ma anche su Radio Onda d\u2019Urto, ti davano del lei. Ti ha fatto un po\u2019 di effetto?<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1110435 size-full\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Vittorio-Agnoletto-durante-il-G8-di-Genova-2001.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Vittorio-Agnoletto-durante-il-G8-di-Genova-2001.jpg 1200w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Vittorio-Agnoletto-durante-il-G8-di-Genova-2001-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Vittorio-Agnoletto-durante-il-G8-di-Genova-2001-720x480.jpg 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Vittorio-Agnoletto-durante-il-G8-di-Genova-2001-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p>Ehm, si, fa effetto. Io in genere do del tu, ma ci sono dei momenti in cui le persone ti chiedono un parere strettamente professionale dove c\u2019\u00e8 una richiesta implicita di esercitare il mio specifico ruolo medico. Certo con le radio io di solito uso il tu, ma nella trasmissione \u201c37 e 2\u201d, proprio per questo motivo, do del lei agli ascoltatori, a chi telefona, poi magari devo cambiare registro poco dopo\u2026.<\/p>\n<p>Ma forse la tua domanda ne sottintendeva un\u2019altra: se il \u201ctu\u201d non come pronome, ma come modalit\u00e0 di relazione immediata, trasparente e paritaria mi appartiene ancora. Su questo non ci sono dubbi: con il mondo con il quale ho costruito la mia vita, un mondo delimitato da ben precise scelte valoriali prima ancora che culturali, con cui ho condiviso delusioni e desideri, con quel mondo l\u2019unica lingua che pu\u00f2 esistere \u00e8 quella del TU. E\u2019 il primo passo per potersi riconoscere come esseri umani accomunati dal medesimo destino e dalle medesime speranze.<\/p>\n<p><strong>Grazie di cuore Vittorio. <\/strong><\/p>\n<p>Grazie a voi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi mesi Vittorio Agnoletto, medico di formazione, attivista da sempre, si \u00e8 dedicato anima e corpo alla vicenda del Coronavirus. 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