{"id":1109246,"date":"2020-05-17T03:12:23","date_gmt":"2020-05-17T02:12:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1109246"},"modified":"2020-05-18T13:39:42","modified_gmt":"2020-05-18T12:39:42","slug":"t-s-o-storie-di-ordinari-abusi-durante-lemergenza-sanitaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/05\/t-s-o-storie-di-ordinari-abusi-durante-lemergenza-sanitaria\/","title":{"rendered":"T.S.O. storie di ordinari abusi durante l&#8217;emergenza sanitaria"},"content":{"rendered":"<p><strong>Alcuni giorni fa c\u2019\u00e8 stato un inquietante caso di Trattamento Sanitario Obbligatorio a cui \u00e8 stato sottoposto un 33enne<\/strong>, Dario Musso abitante a Ravanusa, in Sicilia, provincia di Agrigento. Dario il 2 di maggio scorso semplicemente con un megafono parlava ai suoi concittadini invitandoli ad uscire di casa, a tornare alla vita normale, a ribellarsi agli abusi.\u00a0 Per questo \u00e8 stato avvicinato e poi fermato da una volante dei carabinieri che sono intervenuti in modo spropositato dal momento stesso in cui il ragazzo non dava segni di alterazione n\u00e9 aveva opposto resistenza, al contrario appariva tranquillo e collaborativo.<br \/>\n<strong>In un breve video caricato su Youtube si vede dapprima il ragazzo fermo su di un\u2019automobile parlare al megafono invitando le persone a \u201csvegliarsi\u201d a uscire a ribellarsi, a non sottostare pi\u00f9 alle restrizioni imposte con la quarantena,<\/strong> poi in un momento successivo con una ripresa dall&#8217;alto si vede il ragazzo in piedi fuori della macchina ragionare tranquillo essere avvicinato da due carabinieri e tre sanitari. Nel proseguo del video si vedono i carabinieri portargli le mani dietro la schiena e poi gettarlo malamente a terra, dopodich\u00e9 i sanitari iniettargli qualcosa con una siringa, presumibilmente un sedativo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/6ZfanH5ue7Y\">https:\/\/youtu.be\/6ZfanH5ue7Y<\/a><\/p>\n<p>Un intervento scomposto, inutile e violento, compiuto sul ragazzo senza nessun reale motivo che lo potesse giustificare.<\/p>\n<p><strong>Il ragazzo viene poi portato presso l\u2019ospedale Barone Lombardo di Canicatt\u00ec, legato ad un letto, viene ripetutamente sedato, imbottito di psicofarmaci, un catetere gli viene inserito a forza per le funzioni fisiologiche, il ragazzo rimane in queste condizioni senza possibilit\u00e0 alcuna di parlare per diversi giorni con la sua famiglia.<\/strong><br \/>\nIl fratello di Dario, l\u2019avvocato Massimiliano Musso, tenta inutilmente pi\u00f9 e pi\u00f9 volte di comunicare con il fratello, chiede di poterlo visitare, o quantomeno di poterci almeno parlare. I tentativi vanno avanti per quattro giorni dal momento del ricovero coatto, i responsabili del reparto ospedaliero negano ripetutamente ogni possibilit\u00e0 di contatto con il fratello ricoverato in modo forzoso.<br \/>\nL\u2019avv. Musso ha registrato tutte le conversazioni avute dal 2 maggio in poi con gli operatori sanitari.<br \/>\nOgni volta che il fratello e anche legale dell\u2019uomo ricoverato prova a chiamare gli viene ripetuta sempre la medesima risposta:<br \/>\n<strong>\u201cSuo fratello sta dormendo.\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019avvocato non demorde e al terzo giorno contatta i carabinieri di Canicatt\u00ec<\/strong> sollecitando un loro intervento, i carabinieri si dicono impossibilitati a poter mandar un volante e suggeriscono a Massimiliano Musso di contattare il commissariato di polizia locale.<br \/>\nMassimiliano Musso non si perde d\u2019animo nemmeno stavolta e contatta subito il commissariato che tenta di rimpallare il problema ai carabinieri, in quanto loro competenza per essere stati i primi a intervenire.<br \/>\nAlla fine sotto insistenza e pressione del legale, la polizia di Stato chiama l\u2019ospedale e parla finalmente con la dottoressa, che per\u00f2 riferisce ancora una volta la medesima cosa:<br \/>\n<strong>\u201cDario Musso dorme, al momento non pu\u00f2 rispondere\u201d<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019avvocato Musso il giorno stesso provvede allora a sporgere denuncia di reato per la violazione dell\u2019art. 328 del codice penale, che riguarda il rifiuto d\u2019atti d\u2019ufficio.\u00a0 <\/strong>Musso non si arrende e richiama ancora l\u2019ospedale anticipando la denuncia formale<br \/>\n\u201cSuo fratello \u00e8 contenuto. E\u2019 meglio che dorme.\u201d Rispondono questa volta i sanitari della struttura sanitaria.<br \/>\nSiamo giunti al termine del terzo giorno di ricovero coatto, tre giorni senza che la famiglia abbia avuto la possibilit\u00e0 di comunicare con il proprio familiare.<br \/>\nL\u2019oggetto della denuncia oltre che per l\u2019impossibilit\u00e0 di poter parlare con il fratello \u00e8 l\u2019omissione da parte dei sanitari che hanno provveduto il Trattamento Sanitario Obbligatorio al ragazzo, a comunicare il tipo di medicinali e il trattamento a cui Dario in quei giorni veniva sottoposto.<br \/>\nOgni comunicazione con il fratello viene negata anche il giorno successivo.<\/p>\n<p><strong>E\u2019 solo alla fine del 4\u00b0 giorno che l\u2019avvocato Musso riesce a parlare col fratello<\/strong> per telefono grazie all&#8217;intervento di un operatore sanitario presente quel giorno in reparto.<br \/>\nMassimiliano pu\u00f2 sentire finalmente la voce di Dario che in quel momento risulta essere completamente stordito, presumibilmente sotto effetto dei sedativi che per\u00a0 tutti e quattro i giorni del ricovero gli sono stati somministrati.<br \/>\nDario per\u00f2 riesce a dire:<br \/>\n<strong>\u201cSono chiuso nelle mani e nelle braccia.\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dario finalmente viene dimesso, ma sarebbe pi\u00f9 opportuno dire rilasciato dal ricovero coatto, il giorno 9 maggio, dopo una settimana esatta di T.S.O.<\/strong> La famiglia di Dario per tramite il fratello legale, ha gi\u00e0 provveduto a presentare ricorso contro il provvedimento firmato dal Sindaco della cittadina, ricorso che verr\u00e0 discusso in tribunale il prossimo 4 giugno.<\/p>\n<p><strong>L\u2019avvocato Massimiliano Musso in seguito a questa inquietante vicenda ha rilasciato una breve intervista<\/strong> a TeleTime, raccontando come si sta muovendo, il suo obbiettivo e la questione che gli sta principalmente a cuore \u00e8 che ci\u00f2 che \u00e8 accaduto al fratello non debba e non possa pi\u00f9 ripetersi con nessuno, specie in virt\u00f9 del fatto che non tutti hanno la fortuna di poter avere un fratello avvocato che li tuteli da un simile episodio:<\/p>\n<p><b>\u201cL\u2019unica cosa che pu\u00f2 risarcire completamente questa questione \u00e8 che non avvenga mai pi\u00f9 nei confronti di nessuno. <\/b>&#8211; Racconta l&#8217;avvocato Massimiliano Musso nell&#8217;intervista in merito a quanto accaduto al fratello Dario &#8211; <b>Perch\u00e9 poi risarcimenti personali lasciano il tempo che trovano. Qui la vera giustizia sar\u00e0 compiuta nel momento in cui non accada mai pi\u00f9: <\/b><br \/>\n<strong>1)<\/strong> Che un medico senza visitare il paziente firmi una proposta di trattamento sanitario obbligatorio.<br \/>\n<strong>2)<\/strong> Che un secondo medico dell\u2019ASL firmi un documento senza mai avere visitato il paziente che convalida la prima richiesta del primo medico.<br \/>\n<strong>3)<\/strong> Che un Sindaco disponga una immotivata ordinanza con cui dispone il Trattamento Sanitario Obbligatorio, il luogo di degenza, con il ricovero nell&#8217;ospedale psichiatrico senza prima avere parlato direttamente con la persona. Un Sindaco dovrebbe avere la dignit\u00e0 di essere presente sul luogo per valutare concretamente e vedere con i propri occhi, apprezzare dal punto di vista della sua responsabilit\u00e0 di primo cittadino di una comunit\u00e0 in che condizioni si trovi quella persona a cui stanno negando la libert\u00e0, e costringendo la somministrazione di farmaci che non sono certo l\u2019aspirina.<br \/>\n<strong>4)<\/strong> Che non succeda mai pi\u00f9 che un giudice tutelare convalidi una ordinanza di T.S.O. senza nemmeno aver letto le carte, con una superficialit\u00e0 che ha portato ad un atto abnorme, che \u00e8 gi\u00e0 oggetto d\u2019inchiesta sul tavolo del ministro della Giustizia per le opportune ispezioni ministeriali sul Tribunale di Agrigento, dove andranno a verificare tutti i T.S.O. degli ultimi anni e in che forma sono stati convalidati.<br \/>\n<strong>Se questo \u00e8 successo a mio fratello Dario, <\/strong>&#8211; prosegue Musso &#8211;<strong> che ha le spalle coperte attraverso il sottoscritto, attraverso mio padre, che \u00e8 un ex maresciallo dei carabinieri, attraverso la mia famiglia, una famiglia umile, ma di persone assolutamente stimate sul territorio, per questo penso se ci\u00f2 \u00e8 accaduto nei confronti di mio fratello Dario che comunque non \u00e8 stato abbandonato, io mi chiedo che cosa possa succedere agli ultimi della societ\u00e0, o comunque alle persone che non sono in grado di difendersi con la tenacia che abbiamo messo in campo noi.\u201c<\/strong> Conclude l\u2019avvocato Musso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La vicenda oltre che un chiaro abuso \u00e8 sicuramente allarmante.<\/strong> Testimonia una pericolosa deriva fatta di abusi di potere che ultimamente si sono verificati varie volte in Italia con la scusante dell\u2019applicazione delle misure relative alla quarantena per via dell\u2019emergenza sanitaria.<br \/>\nMisure che troppo spesso sono state applicate eccedendo, uscendo notevolmente da quanto disposto dalle leggi stesse, applicando provvedimenti che operano sulla limitazione delle libert\u00e0 delle persone in modo eccessivo, spesso spropositato, e in modo abnorme oltre il necessario e nel non rispetto delle leggi a tutela delle libert\u00e0 civili e personali della popolazione in generale.<br \/>\n<strong>Siamo difronte a una deriva molto temibile oltre che ambigua, composta da una serie di forzature e abusi sdoganati con la giustificazione dell\u2019emergenza sanitaria.<\/strong> Non si pu\u00f2 usare la presunta tutela della salute pubblica come fosse un piede di porco per divellere le libert\u00e0 civili. Usare a pretesto l\u2019emergenza sanitaria, per colpire e abusare chi dissenta e tenti di esercitare i propri diritti costituzionalmente stabiliti, come quello di parola e di opinione. Diritti che devono essere invece garantiti, sia dallo Stato, cos\u00ec come da tutte le sue figure istituzionali.<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 certo garanzia di rispetto dei diritti costituzionali la minaccia di essere rinchiusi in un ospedale psichiatrico quando si eserciti il proprio diritto di esprimere la propria opinione<\/strong>, cos\u00ec come in fondo stava facendo Dario Musso. E risultano anche gravi precedenti quei casi in cui una persona, qualora contravvenendo a una qualche disposizione sanitaria, vengano poi attuate nei suoi confronti misure abnormi e totalmente spropositate rispetto all&#8217;entit\u00e0 stessa della contravvenzione.<\/p>\n<p><strong>Fino anche ad arrivare a prefigurarsi uno scenario preoccupante, dove chiunque si rifiuti di seguire questa specie di nuovo \u201cregime sanitario\u201d possa fare la fine di Dario Musso:<\/strong> sedato in strada come fosse il pi\u00f9 pericoloso fra i criminali, trasportato all&#8217;ospedale, sottoposto a ricovero coatto, legato imbottito di medicinali e obbligato a trattamento sanitario del tutto immotivato e non giustificato, negando sia a lui che alla sua famiglia i pi\u00f9 minimi diritti fondamentali.<br \/>\nDi fronte a quel che \u00e8 successo a Dario non c\u2019\u00e8 emergenza sanitaria che tenga che possa anche lontanamente giustificare quanto avvenuto. D&#8217;altronde preoccupa vedere che non siamo difronte a un avvenimento isolato, bens\u00ec sono stati numerosi i casi di risposta eccessiva e spropositata, gli abusi veri e propri commessi sulle persone e sulla popolazione in questo periodo di emergenza.<\/p>\n<p><strong>Per comprendere meglio la questione bisogna dire che con l\u2019uso del regime di T.S.O. i diritti del paziente e delle persone ad esso sottoposte, si riducono drasticamente, tanto da rendere il ricovero niente di diverso dalla reclusione carceraria.<\/strong> Oltre a ci\u00f2 la sottrazione della libert\u00e0 e il massiccio bombardamento psicofarmacologico riducono le capacit\u00e0 di difesa dell&#8217;individuo creando una situazione di vero e proprio rischio: ogni reazione della persona pu\u00f2 essere interpretata dagli psichiatri come sintomo di malattia o incapacit\u00e0 di rendersi conto del proprio stato di salute, condizioni queste che possono giustificare il T.S.O., oltre un incremento delle terapie farmacologiche e non.<br \/>\nEsistono per\u00f2 dei modi per difendersi dai ricoveri coatti e dalle morse strette della psichiatria quando diventino violenza e abuso, specie quando questi TSO vengano operati con dei vizi, sia di contenuto che di forma.<br \/>\n<strong>La Legge di Riforma sanitaria del 1978 stabilisce chiaramente le modalit\u00e0 di esecuzione di un trattamento coatto:<\/strong> qualora uno qualunque dei passaggi necessari alla sua effettuazione non venisse rispettato (come avviene nella maggior parte dei casi) \u00e8 possibile parlare di vero e proprio abuso, o addirittura di reato, e dunque procedere legalmente affinch\u00e9 il provvedimento venga revocato.<br \/>\nIl trattamento sanitario obbligatorio ha durata di 7 giorni, e per essere disposto necessita di una serie di passaggi stabiliti per legge. Esso deve essere disposto dal sindaco del Comune di residenza su proposta di un medico e convalidato da uno psichiatra operante nella struttura pubblica. Dopo aver firmato la richiesta di T.S.O. il sindaco deve inviare il provvedimento e le certificazioni mediche al Giudice Tutelare operante sul territorio, entro 48 ore; il giudice, che ha un compito di vigilanza sul trattamento pu\u00f2, o meno, convalidare il provvedimento. Lo stesso procedimento deve essere seguito nel caso in cui il T.S.O. venga rinnovato.<\/p>\n<p><strong>Il T.S.O. pu\u00f2 essere quindi eseguito solo ed esclusivamente se sussistono queste tre condizioni :<\/strong><br \/>\n<strong>1.<\/strong> L&#8217;individuo presenta chiare alterazioni psichiche tali da necessitare interventi terapeutici urgenti;<br \/>\n<strong>2.<\/strong> L&#8217;individuo rifiuta le terapie psichiatriche;<br \/>\n<strong>3.<\/strong> L&#8217;individuo non pu\u00f2 essere assistito in altro modo rispetto al ricovero ospedaliero.<br \/>\nTutte condizioni queste che non sussistevano minimamente nel caso di Dario Musso. Di fatto un Trattamento Sanitario Obbligatorio non deve essere concesso e deve essere immediatamente revocato se manca anche una sola delle 3 condizioni sopra che lo giustifichino.<\/p>\n<p><strong>Cos\u00ec come un T.S.O. \u00e8 illegale e immediatamente impugnabile per vizi di forma:<\/strong><br \/>\nInnanzitutto di fronte alla presentazione di un provvedimento di T.S.O. abbiamo diritto a chiedere copia della notifica del Sindaco relativa al provvedimento stesso.<br \/>\nIn mancanza o in attesa di tale notifica, che deve pervenire entro 48 ore, nessuno pu\u00f2 obbligarci a ricoverarci o a seguire terapie, a meno che non abbiamo violato norme penali o che lo psichiatra abbia invocato lo stato di necessit\u00e0 regolato dall&#8217;articolo 54 del Codice Penale.<br \/>\nLa definizione dello lo stato di necessit\u00e0 \u00e8 comunque estremamente generica, cosa questa che lascia molta libert\u00e0 all&#8217;arbitrio dello psichiatra di turno nel definire se il nostro comportamento sia lesivo o meno.<br \/>\nI poteri dello psichiatra sono enormi se si pensa inoltre che la lesivit\u00e0 del nostro comportamento non dipende da diagnosi cliniche o da norme legali, quanto pi\u00f9 da giudizi e\/o pregiudizi sociali e culturali.<br \/>\nDopo che il provvedimento ci \u00e8 stato notificato i diritti del paziente in regime di T.S.O. si riducono notevolmente.<br \/>\nPotrebbe mancare a questo punto la notifica da parte del Giudice Tutelare che deve pervenire entro le 48 ore successive alla richiesta del Sindaco.<br \/>\nSe la convalida del giudice non avviene entro questo lasso di tempo il provvedimento decade. Ci\u00f2 significa che abbiamo tutto il diritto, ai sensi di legge, di lasciare la struttura ospedaliera in cui ci avevano rinchiuso.<br \/>\nMoltissimi i casi in cui \u00e8 accaduto che i medici che firmano il provvedimento non abbiano mai n\u00e9 visto n\u00e9 visitato il paziente.<br \/>\nIl ricovero risulta illegale e dunque il T.S.O. \u00e8 invalidato. In questi casi, inoltre, i medici possono essere denunciati per falso in atto pubblico.<br \/>\nIl T.S.O. decade anche qualora o i medici o il Sindaco o il Giudice Tutelare, nei loro documenti abbiano omesso di specificare le motivazioni che hanno reso necessario il ricorso al ricovero coatto.<br \/>\nSpesso, inoltre nelle certificazioni ci si dimentica di specificare che sussistono le 3 condizioni descritte sopra che rendono possibile il T.S.O.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/05\/principali-informazioni-a-tutela-dei-propri-diritti-in-caso-di-abuso-o-danno-da-t-s-o\/?fbclid=IwAR2fCQs0NUW1sdxYG-cTJx6EihjwE_By4gkcvSoSjvxshYsP1dGKTS2nBpg\"><em>Cliccando qui \u00e8 possibile trovare ulteriori informazioni a tutela dei propri diritti in caso di abuso o danno da T.S.O. e una lista di associazioni, comitati e collettivi che si occupano di dare sostegno e assistenza in materia di tutela dei diritti dei pazienti e\/o degli abusi da psichiatria.<\/em><\/a><\/p>\n<p><strong>Detto ci\u00f2 gli abusi sono innumerevoli e purtroppo anche dove siano presenti innumerevoli irregolarit\u00e0, il &#8220;dissequestro&#8221; da un ospedale psichiatrico non risulta mai essere n\u00e9 semplice n\u00e9 immediato.<\/strong><br \/>\nImpedire che si faccia uso e abuso di T.S.O. con le modalit\u00e0 subite da Dario Musso, magari giustificate in modo immotivato come si \u00e8 ben potuto vedere per via dell\u2019emergenza sanitaria, \u00e8 la battaglia che ha iniziato a condurre il fratello di Dario, l\u2019avvocato Massimiliano Musso. Un battaglia che risulta essere molto importante per tutti, specie se si guarda l&#8217;allarmante dato pervenuto sul numero di T.S.O. in netto aumento, in specie dopo l\u2019attuazione delle disposizioni legate all&#8217;emergenza sanitaria.<\/p>\n<p><strong>In Italia la Conferenza Nazionale Salute Mentale ha lanciato un appello a Governo e Regioni, sostenendo che \u2018la tutela della salute mentale deve diventare uno degli obiettivi cruciali della strategia pi\u00f9 generale per contrastare i danni dell\u2019epidemia covid-19\u201d. <\/strong><br \/>\nE cosa fanno dunque gli psichiatri e le autorit\u00e0 per \u201ccontrastare i danni indiretti dell\u2019epidemia covid-19\u201d ? Beh, fanno quello che gli riesce meglio e pi\u00f9 facile: aumentano i T.S.O.<br \/>\nCome dire: &#8220;se vi sentite a disagio per il dover stare reclusi in casa, oppure perch\u00e9 avete perso il posto di lavoro, o anche se avete da dissentire qualcosa come faceva Dario Musso, non preoccupatevi; ci siamo noi. Vi preleviamo da casa oppure in strada e vi rinchiudiamo con la forza in un reparto di psichiatria.&#8221;<br \/>\n<strong>Beh grazie per l\u2019aiuto, ma ne facciamo volentieri a meno<\/strong>. Per questo motivo sono molto importanti le battaglie come quella condotta dal fratello di Dario, perch\u00e9 casi come quello occorso a Dario non possano ripetersi e diventare storie di ordinario abuso compiuto sulle persone in nome dell&#8217;emergenza sanitaria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inquietante caso di Trattamento Sanitario Obbligatorio a cui alcuni giorni fa \u00e8 stato sottoposto un 33enne siciliano. 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