{"id":1103905,"date":"2020-05-09T20:14:17","date_gmt":"2020-05-09T19:14:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1103905"},"modified":"2020-05-09T20:17:51","modified_gmt":"2020-05-09T19:17:51","slug":"libano-adesso-la-crisi-si-fa-seria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/05\/libano-adesso-la-crisi-si-fa-seria\/","title":{"rendered":"Libano, adesso la crisi si fa seria"},"content":{"rendered":"<p>Da alcuni giorni sono riprese le <a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/libano-alle-origini-del-malcontento-24229?gclid=EAIaIQobChMI8Pbt2Z6f6QIVE8ayCh2s_w01EAAYASAAEgKbEvD_BwE\">proteste contro la crisi economica e il carovita<\/a>\u00a0in Libano. Questa volta la principale protagonista \u00e8 soprattutto\u00a0<strong>Tripoli, seconda citt\u00e0 del paese<\/strong>\u00a0e uno dei centri urbani pi\u00f9 poveri del Medio Oriente. In seguito all\u2019<strong>uccisione di<\/strong><strong>\u00a0Fawas Fouad al-Samman per\u00a0<\/strong>mano dell\u2019esercito il 27 aprile, lo scorso fine settimana manifestanti provenienti da tutto il paese si sono riuniti per protestare, nonostante la minaccia del virus, agitando le\u00a0<a href=\"https:\/\/twitter.com\/alexjrowell\/status\/1256996393341812736\">foto del ventiseienne ucciso<\/a>. A Tripoli dove gran parte della popolazione gi\u00e0 prima della crisi del Coronavirus era sotto la soglia della povert\u00e0, e molti vivono di lavori precari e alla giornata, il lockdown imposto dal governo per far fronte all\u2019emergenza ha peggiorato la situazione e in poco tempo\u00a0<strong>molti hanno perso le loro fonti di reddito<\/strong>. La paura della fame, pi\u00f9 forte di quella del virus, ha fatto s\u00ec che restare a casa fosse un privilegio che in molti non potevano permettersi.<\/p>\n<p><b>Una crisi economica devastante<\/b><br \/>\nDa circa otto mesi, il Libano sta affrontando la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/after-default-lebanon-crossroads-25389\">peggiore crisi economica che il paese abbia conosciuto da decenni<\/a>, che si \u00e8 aggravata con il rallentamento degli afflussi di capitali dovuto all\u2019instabilit\u00e0 politica e con lo scoppio delle proteste di ottobre contro l\u2019\u00e9lite al potere e il sistema settario. Il valore della moneta locale \u00e8 caduto a picco e il dollaro, che ormai si trova solo sul mercato nero, \u00e8 scambiato a circa 4.000LL mentre il tasso di cambio ufficiale \u00e8 di 1.500LL. In marzo, lo stato, fortemente indebitato,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/lebanon-long-path-default-25363\">ha dichiarato il\u00a0<em>default<\/em><\/a>, mentre\u00a0<strong>inflazione e disoccupazione sono aumentate<\/strong>\u00a0in maniera vertiginosa. I prezzi di molti beni di prima necessit\u00e0 sono aumentati di circa il 60 per cento e molte famiglie hanno iniziato a rivolgersi alla societ\u00e0 civile. Con la totale assenza dello stato, le associazioni e le organizzazioni umanitarie stanno provvedendo al sostentamento di molti, soprattutto nelle zone pi\u00f9 povere del paese. Da settimane inoltre molte famiglie si rivolgono ai parenti all\u2019estero per ricevere rimesse attraverso le\u00a0<a href=\"https:\/\/www.arabnews.com\/node\/1663861\/business-economy\">agenzie di trasferimento di denaro<\/a>.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<b>Come sta cambiando la rivoluzione<\/b><br \/>\nIl\u00a0<strong>lockdown imposto dal governo per far fronte all\u2019emergenza Coronavirus<\/strong>\u00a0e il tentativo di un ritorno alle vecchie abitudini da parte di politici indifferenti, non sono bastati a fermare la rivoluzione e i manifestanti sono tornati in piazza in varie citt\u00e0 del Libano. Tuttavia, in questa\u00a0<strong>seconda fase a mobilitarsi sono stati i centri urbani pi\u00f9 poveri<\/strong>\u00a0come Tripoli, Sidone e alcune localit\u00e0 della Beqaa, dove centinaia di manifestanti hanno preso di mira le banche con Molotov, esplosivi e pietre. L\u2019esercito ha risposto con proiettili veri e gas lacrimogeni sui manifestanti, facendo decine di feriti e un morto. In un paese in cui la libert\u00e0 di manifestare \u00e8 ancora un diritto, questa\u00a0<strong>svolta violenta dell\u2019esercito e il suo cambio di atteggiamento<\/strong>\u00a0dopo che in una prima fase aveva mostrato una certa solidariet\u00e0 con i manifestanti, \u00e8 visto da alcuni come un tentativo di\u00a0<strong>arginare le derive violente delle proteste<\/strong>\u00a0(da alcuni anni si parla di una nuova corsa agli armamenti dei partiti libanesi) per evitare la divisione settaria di una rivoluzione che nella sua prima fase aveva dimostrato una natura unitaria, apartitica e laica. Tuttavia, altri vedono in questo atteggiamento la volont\u00e0 di\u00a0<strong>mantenere lo\u00a0<em>status quo<\/em><\/strong><em>,\u00a0<\/em>permettendo cos\u00ec alla classe politica di tenersi stretti i propri privilegi. L\u2019esercito libanese, considerato da molti come una delle poche istituzioni non settarie del paese, non pu\u00f2 rimanere immune dalle critiche. Gi\u00e0 nella prima fase della rivoluzione, in molti lo hanno criticato per non essere intervenuto quando i manifestanti sono stati\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/article\/us-lebanon-protests-idUSKBN1XZ013\">attaccati nelle piazze dai sostenitori di Hezbollah e Amal<\/a>.<\/p>\n<p><b>\u201cSolo l\u2019apparenza di un paese democratico\u201d<\/b><br \/>\nSono in molti oggi a Tripoli e in tutto il Libano a\u00a0<strong>interrogarsi sul futuro delle proteste<\/strong>\u00a0e sulla reale possibilit\u00e0 che la rivoluzione riesca a mantenere un carattere pacifico. Questa difficolt\u00e0 di inquadrare gli eventi in un possibile scenario futuro ha portato anche a critiche da parte delle classi medie verso chi sta manifestando oggi a Tripoli e in altre citt\u00e0, a causa della svolta violenta delle proteste. A Tripoli per\u00f2 molti manifestanti non credono pi\u00f9 che una\u00a0<strong>protesta pacifica possa cambiare davvero le cose<\/strong>\u00a0in un Libano che, dalle parole di un manifestante raggiunto al telefono, \u201c\u00e8 solo in apparenza un paese democratico\u201d. Chi protesta, infatti, ritiene che il benessere dei cittadini libanesi non stia a cuore alla classe dirigente quanto lo siano i propri profitti personali. Ad esempio, in aprile, il governo aveva approvato lo stanziamento di 400.000LL (circa 150$) a sostegno delle famiglie pi\u00f9 povere durante il lockdown, ma le riforme supplementari di assistenza sociale che erano state proposte non sono mai state approvate dal Parlamento. Al momento del voto, molte\u00a0<strong>tensioni e scontri verbali hanno animato l\u2019aula<\/strong>, risultando nello\u00a0<a href=\"https:\/\/www.al-akhbar.com\/Politics\/287544\/%D8%A7%D9%84%D9%85%D8%B3%D8%AA%D9%82%D8%A8%D9%84-%D9%88%D8%A7%D9%84%D8%A7%D8%B4%D8%AA%D8%B1%D8%A7%D9%83%D9%8A-%D9%8A-%D8%B3%D9%82%D8%B7%D8%A7%D9%86-%D9%85%D8%B4%D8%B1%D9%88%D8%B9-%D8%A7%D9%84%D8%AD%D9%83%D9%88%D9%85%D8%A9-%D9%84%D8%A7-%D9%84%D8%AF%D8%B9%D9%85-%D8%A7%D9%84%D9%81%D9%82%D8%B1%D8%A7%D8%A1\">scioglimento dell\u2019assemblea<\/a>, mentre la proposta \u00e8 rimasta carta morta. Al contrario di quanto accaduto per la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.al-monitor.com\/pulse\/originals\/2020\/04\/lebanon-cannabis-farming-legalized-parliament.html\">legge sulla legalizzazione della cannabis<\/a>, su cui i politici al potere hanno interessi diretti, il palazzo non sembra nutrire alcun interesse per le richieste della piazza. I politici continuano a fare leva sulle divisioni, incolpandosi a vicenda e allo stesso tempo spalleggiandosi l\u2019un l\u2019altro per mantenere i propri privilegi. Nello stesso quadro rientrano le cospirazioni spesso messe in atto dai politici stessi, che per anni hanno colpevolizzano attori esterni (dal nemico numero uno, Israele, agli interessi dell\u2019Occidente, o le armi di Hezbollah) oscurando le reali ragioni della mancanza di servizi essenziali, come ad esempio l\u2019energia elettrica, e dell\u2019impoverimento del paese. In questo modo, evitano anche di assumersi le responsabilit\u00e0 di una crisi politica che \u00e8 il vero motore della crisi economica.<\/p>\n<p><b>L\u2019incertezza del futuro<\/b><br \/>\nIl merito di questa sollevazione \u00e8 quello di\u00a0<strong>portare sotto gli occhi di tutti i problemi strutturali del paese<\/strong>, ignorati o sottovalutati per decenni. Il Libano oggi \u00e8 a un punto di rottura e le\u00a0<a href=\"https:\/\/carnegie-mec.org\/diwan\/81695\">conseguenze potrebbero essere peggiori di quelle dei quindici anni di guerra civile<\/a>. Tuttavia, per i manifestanti a Tripoli non c\u2019\u00e8 via d\u2019uscita indolore da questa crisi. Nella percezione di chi scende in piazza oggi, cadere a picco sarebbe l\u2019unico modo per smantellare il sistema corrotto e settario che governa il Libano, che ha anche ostacolato una reale pacificazione del paese alimentando invece l\u2019alternanza di diverse narrative divisorie.<\/p>\n<p>Se nella prima fase della rivoluzione i manifestanti chiedevano al governo di dimettersi, sotto lo slogan di\u00a0<em>killon ya3ni killon<\/em>\u00a0(\u201ctutti significa tutti\u201d), sembra che ora in molti abbiano perso la speranza che un qualunque governo potr\u00e0 mai avere autorit\u00e0 politica su un\u00a0<em>establishment<\/em>\u00a0che mantiene il controllo in maniera cos\u00ec ostinata spartendosi il paese. I manifestanti oggi sanno che\u00a0<strong>la classe dirigente non ha alcuna intenzione di perdere il proprio potere<\/strong>, perch\u00e9, secondo un manifestante intervistato, \u201cse cade un pezzo del sistema cadranno tutti gli altri pezzi\u201d. Sebbene oggi non si stagli all\u2019orizzonte una nuova guerra civile nel futuro del Libano tutte le strade sono in salita, perch\u00e9 \u201cun conto \u00e8 combattere contro un dittatore, ma quando i dittatori sono quindici non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec semplice\u201d.<\/p>\n<p>Articolo originale https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/libano-adesso-la-crisi-si-fa-seria-26031<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da alcuni giorni sono riprese le proteste contro la crisi economica e il carovita\u00a0in Libano. Questa volta la principale protagonista \u00e8 soprattutto\u00a0Tripoli, seconda citt\u00e0 del paese\u00a0e uno dei centri urbani pi\u00f9 poveri del Medio Oriente. 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