{"id":1099902,"date":"2020-05-06T14:46:25","date_gmt":"2020-05-06T13:46:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1099902"},"modified":"2020-05-06T14:49:11","modified_gmt":"2020-05-06T13:49:11","slug":"lofficina-vuota","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/05\/lofficina-vuota\/","title":{"rendered":"L\u2019officina vuota"},"content":{"rendered":"<p><b>Brandelli di relitto<\/b><\/p>\n<p>Diciamo spesso di imparare dalla storia. Accade ogni volta che assistiamo a qualche sprovvedutezza protetta al petto come fosse un bene grande. Altrettanto spesso osserviamo che l\u2019occasione della sua lezione \u00e8 andata perduta una volta ancora.<\/p>\n<p>Evidentemente c\u2019\u00e8 una forza che ci impedisce di sfruttare le opportunit\u00e0 che la sorte ci offre per ridurre la vulnerabilit\u00e0 generale, per recuperare la cultura umanista, per liberarci dalla dannazione alla quale ci costringe quella tecnicista, nella quale siamo immersi.<\/p>\n<p>Se una parte di noi se la gode nuotando soddisfatto, l\u2019altra, di maggioranza, arranca in cerca di un brandello di relitto qualunque che lo tenga a galla. Quando ne trova uno, nonostante tanti altri come lui galleggino con fatica e siano in difficolt\u00e0, nonostante molti non ce la facciano e vadano gi\u00f9, \u00e8 disposto a tutto pur di appropriarsene, pur di non condividerlo. La lotta \u00e8 per la sopravvivenza. Il <i>mors tua vita mea<\/i> si compie sotto gli occhi soddisfatti del regista della realt\u00e0 che viviamo.<\/p>\n<p>La lotta tra poveri non \u00e8 un dramma per chi l\u2019ha generata. \u00c8 qualcosa di pi\u00f9 importante. \u00c8 la dimostrazione del successo del progetto, della regia. Dare tutto per s\u00e9 e contro gli altri, pur di non affogare, non permette di occuparsi di altro: il gioco \u00e8 fatto. \u00c8 stato fatto innumerevoli volte. Ogni volta che serviva sottrarre all\u2019attenzione qualcosa sotto i riflettori dell\u2019interesse comune.<\/p>\n<p><b>Sceriffi della verit\u00e0<\/b><\/p>\n<p>Dopo le contraddizioni governative di queste ultime settimane viralizzate, \u00e8 questa \u00e8 l\u2019impressione che resta nell\u2019animo di molti: qualcosa non \u00e8 chiaro. Oltre al problema della salute, il virus pare abbia infettato le sorgenti pure dalle quali ognuno di noi si avvia verso la valle della vita e il grande mare della morte.<\/p>\n<p>Tutto va al rovescio.<\/p>\n<p>Il monito ufficiale per la gestione della cosiddetta pandemia giungeva a noi come pioggia scrosciante dalla quale alcun riparo poteva proteggerci. Spruzzi di paura venivano lanciati a raggiera a tutte le ore, come sale nei giorni di neve. La falda si inquinava, e noi con essa. La chiaroveggenza dell\u2019umanismo aveva perso la luce.<\/p>\n<p>Il martello della paura ha battuto il ferro della conoscenza deformandolo fino alla forma orrifica della medicina. Quella velenosa, destinata a curare i comportamenti senza curarsi delle persone che li esprimono. Destinata perci\u00f2 ad alienare tutti noi dal nostro stesso corpo ovvero dal nostro stesso sentire.<\/p>\n<p><a name=\"_GoBack\"><\/a> Per strada e nel mondo si incontravano livelli vari di delatori. Da quello che cambiava marciapiede a quello che insultava se considerava fuori norma il comportamento di qualcuno. Invettive lanciate in nome e a sostegno dei burocrati della scienza e della vita dai quali avevano preso il modello. Pi\u00f9 di prima si vedranno sicofanti, impeccabili come il quaderno di un ragioniere, denunciare gli untori della loro misera e ottusa concezione etica del mondo. E ancora si vedranno accanimenti contro poveretti qualunque, eletti a capri espiatori di malfatte ridicole per spostare l\u2019attenzione da questioni e responsabilit\u00e0 ben pi\u00f9 gravi.<\/p>\n<p><b>L\u2019offerta della storia<\/b><\/p>\n<p>Eppure la storia ci aveva posto il solito piatto d\u2019argento dal quale avremmo potuto scegliere prelibati temi, fortemente nutrienti. Quelli s\u00ec da sviluppare senza soluzione di continuit\u00e0. In sostituzione dei precetti avrebbero potuto raccontare in lungo e in largo cosa sia il sistema immunitario, volendo anche con argomenti di fisiologia, di biochimica, di anatomia. Avrebbero potuto mostrare i dati relativi alle controindicazioni delle medicine, alla loro tossicit\u00e0 e causa di malattie. Avrebbero potuto parlare diffusamente sulla vera missione delle cause farmaceutiche (non tutte) sul loro interesse a provocare e ad alimentare uno stato di salute precario e il relativo bisogno di cura. Avrebbero potuto raccontare in lungo e in largo l\u2019importanza dell\u2019assunzione della Vitamina C e D. O, almeno che assumere molti cereali e zuccheri, soprattutto se insieme, \u00e8 fortemente sconveniente nel momento e nel tempo. Avrebbero potuto precisare quanto quelle due sostanze siano in buona misura le responsabilit\u00e0 di molti malesseri e malattie che perci\u00f2, di fato, creiamo noi attraverso l\u2019alimentazione. E dunque, che la malattia non \u00e8 un caso; che in essa c\u2019\u00e8 molta nostra responsabilit\u00e0 e che \u00e8 arrivato il momento di prenderne coscienza. (E non \u00e8 la prima volta).<\/p>\n<p>Di questo avrebbero potuto e dovuto parlare notte e giorno al divano dove gran parte degli italiani era inchiodata, ansiosa di sapere cosa, fare, cosa dire, cosa pensare. Avrebbero potuto darci conforto affermando che lo stato vuole partecipare al rinnovo culturale implicato in certe consapevolezze. E che, diversamente da quanto abbiamo spesso sentito dire, non si tratta di credere alla voce dello Stato, piuttosto di verificarla per ottenere solo da se stessi, dal proprio corpo, la risposta su quanto \u00e8 vero che certi cibi, sentimenti, e inattivit\u00e0 ci nuociano o ci aiutino. Avrebbero potuto battere il maglio su cosa aiuta e ci\u00f2 che indebolisce il sistema immunitario. Avrebbero potuto dialogare per tutto il tempo che serviva per integrare le conoscenze tra ricercatori piuttosto che dichiarare ciarlatani quelli che, con altre modalit\u00e0, avevano i loro risultati da proporre e valutare. Avrebbero potuto argomentare quanto \u00e8 vero che siamo noi i primi distruttori della nostra salute cos\u00ec come ne siamo i primi autori, che perci\u00f2, gli agenti esterni colpiscono le difese pi\u00f9 deboli, non chiunque. Che muoversi, fare attivit\u00e0 motoria \u00e8 necessario a tutto il nostro essere, che respirare aria buona \u00ad\u2013 e ora la si poteva trovare anche in citt\u00e0 \u2013 \u00e8 fondamentale per la salute. Che allontanarsi dalle fonti di elettromagnetismo era un\u2019abitudine da acquisire. Che essere costretti, perch\u00e9 senza alternative, a vivere sotto un elettrodotto o dormire sopra la centralina dell\u2019impianto elettrico erano abitudini da abbandonare. Che la rete di campi elettromagnetici non \u00e8 solo il vantaggio del wifi e di tanti altri ma \u00e8, anche, un prezzo elevato di cui ancora non sappiamo con quanto sangue pagheremo il conto. Avrebbero potuto dire che portare rancore e avere cattivi sentimenti \u2013 lo sostengono ormai tutti gli psicologi della terra \u2013 \u00e8 fortemente velenoso; che in quegli aspetti fioriscono le patologie. Che la crisi del virus sebbene abbia piegato le gambe all\u2019economia, ci da il tempo per rivisitare le modalit\u00e0 smodatamente tossiche della vita che lo stesso virus ha obbligato ad interrompere.<\/p>\n<p>Ma quanto avrebbero potuto fare, invece del napalm alla paura che hanno sparato in tutte le direzioni?<\/p>\n<p><b>L\u2019obbligo della biografia<\/b><\/p>\n<p>Sul piatto d\u2019argento c\u2019era l\u2019occasione d\u2019oro?<\/p>\n<p>No. Per niente. Non c\u2019era neppure il piatto d\u2019argento. Le possibilit\u00e0 che possiamo contare non esistono nella realt\u00e0. In essa si dispiega solo e soltanto il filo che la nostra biografia ci permette. Tutto il resto sono illazioni, congetture, superstizioni. Guitto senno di poi da bacchettoni sulla cattedra della vita. Non c\u2019\u00e8 alcuna libera scelta, quantomeno finch\u00e9 la dipendenza da ci\u00f2 che si crede di essere sussiste, ovvero finch\u00e9 l\u2019emancipazione dalla propria struttura culturale e personale non \u00e8 realizzata.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 per\u00f2 permanentemente lo spazio libero che le nostre affermazioni occupano rivelando tutto di noi. Mentire \u00e8 impossibile.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, in tempo di altissimo ascolto e interesse, di massima motivazione per provocare certe consapevolezze ed educazioni \u00e8 stato gettato come da intento di qualche scienziato scientista \u2013 la peggior specie di uomo dogmatico \u2013 e di qualche cosiddetto competente suo accolito. Ancora una volta, alle ortiche l\u2019opportunit\u00e0 di crescere una generazione che avrebbe beneficiato di questa crisi. E i suoi padri, invece di dannarsi per aver lasciato alla loro progenie un mondo peggiore di quello che avevano ereditato, avrebbero potuto liberarsi dal senso di colpa ed essere fieri di se stessi.<\/p>\n<p>E invece? Non si \u00e8 assistito ad alcun cambio di paradigma se non in peggio, c\u2019\u00e8 da presumere. La rincorsa al ritorno dell\u2019economia perduta non si vede come non possa proseguire con i vecchi sfaceli e comportarne di nuovi.<\/p>\n<p>Dunque, i giovani, che nella loro vita avrebbero potuto consolidare ed arricchire le consapevolezze che il virus ci aveva in potenza donato, e i loro genitori gli avrebbero servito, resteranno lettera morta.<\/p>\n<p><b>Il contorno<\/b><\/p>\n<p>E la guarnitura? Non \u00e8 mancata. Non manca mai.<\/p>\n<p>La censura non si \u00e8 limitata a denigrare ed escludere, nel dibattito e nelle scelte dell\u2019emergenza, le voci, anche ortodosse, ma con prospettive differenti. Essa si \u00e8 viralmente estesa a tutto ci\u00f2 che gli scienziati di Stato e la loro cricca ritenessero opportuno abbattere. Quindi esclusione, epurazione, censura, scomunicazione, radiazione anche di tutta l\u2019informazione \u2013 che avrebbe dovuto essere libera secondo la Costituzione e ben accetta secondo la Scienza \u2013 portata da menti, s\u00ec libere e pensanti. Non guitte e ubbidienti, soddisfatte nel riferire i dispacci e le veline governative. Inconsapevoli \u00ad\u2013 lasciamogli la buona fede, come agli attori del mulino bianco che sono felici dei propri sorrisi \u00ad\u2013 della spinta di lobby d\u2019interesse industriale, commerciale, finanziario, ricattatorio. E tutto ci\u00f2 caricato fino al grottesco se si allineano i gravi inciampi della <i>loro<\/i> versione unica e ufficiale.<\/p>\n<p>L\u2019assurdit\u00e0 della scienza come verit\u00e0 sola e definitiva sussiste. Ha retto il colpo. Una cultura gravemente contagiosa, infetta il suo popolo una volta di pi\u00f9.<\/p>\n<p>L\u2019officina alchemica \u00e8 rimasta vuota di garzoni e apprendisti anche stavolta. Statuari dogmi legalizzati, armati e cattivi, ne hanno impedito l\u2019accesso.<\/p>\n<p>Il piombo rester\u00e0 piombo, nessuna sublimazione pu\u00f2 avvenire senza che la negra materia nel crogiolo non sia caricata del bianco spirito delle cose. L\u2019oro che siamo, ancora una volta rimarr\u00e0 esclusiva dei <i>ciarlatani<\/i> .<\/p>\n<p>Le spie, gli informatori, i probiviri sapranno denunciarli all\u2019autorit\u00e0 competente.<\/p>\n<p><strong>Lorenzo Merlo<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Brandelli di relitto Diciamo spesso di imparare dalla storia. Accade ogni volta che assistiamo a qualche sprovvedutezza protetta al petto come fosse un bene grande. Altrettanto spesso osserviamo che l\u2019occasione della sua lezione \u00e8 andata perduta una volta ancora. 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