{"id":1093445,"date":"2020-04-27T18:21:27","date_gmt":"2020-04-27T17:21:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1093445"},"modified":"2020-04-28T09:27:43","modified_gmt":"2020-04-28T08:27:43","slug":"cpr-alda-re-la-situazione-in-periodo-di-pandemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/04\/cpr-alda-re-la-situazione-in-periodo-di-pandemia\/","title":{"rendered":"CPR, Alda Re: la situazione in periodo di pandemia"},"content":{"rendered":"<h2>Qual&#8217;\u00e8 la situazione dei CPR e in particolare di quello di Torino durante la pandemia? Lo abbiamo chiesto ad Alda Re di <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/LasciateCIEntrare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">LasciateCIEntrare<\/a>.<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la situazione attuale dei rimpatri per quanto riguarda i trattenuti nei CPR italiani?<\/strong><\/p>\n<p>Da che \u00e8 nata l\u2019emergenza i rimpatri sono stati completamente bloccati, non c\u2019\u00e8 stata pi\u00f9 notizia di alcun rimpatrio rispetto a nessuna nazione, se non un unico caso peraltro recentissimo.<\/p>\n<p>Questo caso ha prodotto tra l&#8217;altro delle forti rivolte all&#8217;interno del CPR di Palazzo San Gervasio (PZ), perch\u00e9 hanno tentato di portare via da l\u00ec delle persone motivando questo allontanamento come un rimpatrio verso la Nigeria, unica meta di tutti i rimpatri di cui non abbiamo piena certezza della chiusura dei confini.<\/p>\n<p>Sappiamo che i confini rispetto all&#8217;Italia sono chiusi dagli altri Stati con in quali ci sono accordi di rimpatrio, come Tunisia, Marocco, Albania, Serbia, Niger ecc..<\/p>\n<p>Riguardo alla Nigeria abbiamo dei dubbi, perch\u00e9 risulterebbe che anche dalla Germania, in questo periodo, gli unici rimpatri che sono stati effettuati dai centri di permanenza per i rimpatri tedeschi siano avvenuti proprio verso la Nigeria.<\/p>\n<p>Tuttavia su queste vicende non abbiamo una verifica stringente su quello che sta succedendo, ci risulti comunque che i rimpatri siano ormai praticamente bloccati da circa due mesi.<\/p>\n<p>Questo implica che le persone che arrivano in un CPR, l\u00ec rimangono, senza alcuna destinazione di sorta (viene meno quindi la permanenza per il rimpatrio, n.d.r.).<\/p>\n<p><strong>I CPR, a Suo avviso e per ci\u00f2 di cui \u00e8 a conoscenza, possono essere considerati focolai di contagio<\/strong>?<\/p>\n<p>Sicuramente s\u00ec: il CPR esprime tutte le criticit\u00e0 che vive una comunit\u00e0 quando si verificano situazioni emergenziali come quella che stiamo vivendo.<\/p>\n<p>Di sicuro non \u00e8 possibile mantenere il metro di distanza, \u00e8 altrettanto sicuro che dispositivi di protezione individuali non siano mai stati forniti nonostante ci risulti che siano stati erogati dallo Stato dei finanziamenti specifici a favore dei CPR, proprio per supplire a queste carenze di DPI (dispositivi di protezione individuale, n.d.r.), siamo altres\u00ec sicuri che non siano mai state sanificate le zone.<\/p>\n<p>Siamo anche sicuri che non siano state neanche gestite le quarantene (correttamente effettuate) per le persone nuove, le quali sono via via entrate nei CPR dopo il varo delle norme emergenziali.<\/p>\n<p>Ad esempio gli ingressi nei CPR sono continuati ad avvenire nonostante l\u2019emergenza in corso, con persone provenienti anche da altre regioni, anche da regioni del nord.<\/p>\n<p>Come qualsiasi comunit\u00e0 in cui non \u00e8 possibile applicare ci\u00f2 che lo Stato impone come normativa a tutela della salute pubblica, il CPR rappresenta un fattore di rischio molto elevato.<\/p>\n<p>Ad oggi noi conosciamo, tra i trattenuti nei vari CPR italiani, pochissimi casi di malati Covid-19 che sono stati formalmente denunciati, tuttavia ci manca una conoscenza esauriente e verificata della casistica.<\/p>\n<p>Non ci risulta che siano stati fatti tamponi a tutte le persone venute in contatto con i trattenuti Sars-CoV-2 positivi, purtroppo come sempre l&#8217;oscurit\u00e0 che regna sulle informazioni riguardanti i CPR \u00e8 totale.<\/p>\n<p>Di recente anche il Garante Nazionale per le Persone Private della Libert\u00e0 ha fatto delle domande specifiche a tutti i CPR italiani per conoscere quali fossero le condizioni, sia sanitarie, che \u201cdetentive\u201d.<\/p>\n<p>Non ha ricevuto risposta da parte dalla struttura torinese.<\/p>\n<p>A parte il CPR di Torino, la GEPSA gestisce altre strutture detentive carcerarie sul territorio europeo, il che lascerebbe intendere che si ponga in una condizione abbastanza particolare: mi viene da pensare al fatto che abbia, o ritenga di avere, un potere contrattuale molto elevato, tale da sentirsi in potere di esimersi dal rispondere a determinate domande.<\/p>\n<p><strong>Il CPR di Torino come sta gestendo la propria attivit\u00e0 di trattenimento in questo periodo di emergenza sanitaria?<\/strong><\/p>\n<p>In un primo tempo tutti i CPR non hanno adottato misure cautelative per la salute dei detenuti, ci sono stati continui ingressi in tutte le strutture attive distribuite sul territorio.<\/p>\n<p>Abbiamo per\u00f2 notato che il numero di ingressi a Torino era molto alto rispetto agli altri CPR italiani.<\/p>\n<p>La struttura torinese, (sita in via Maria Mazzarello 31) dispone di 6 aree (suddivise da grate alte 3\/4 mt circa, che rendono ogni area simile alla gabbia di uno zoo, n.d.r.), pi\u00f9 la zona chiamata \u201cospedaletto\u201d che sappiamo essere una zona d\u2019isolamento le cui caratteristiche non sono previste dall&#8217;Ordinamento Legislativo.<\/p>\n<p>Attualmente 2 di queste aree, pi\u00f9 una parte di una terza, sono ancora in fase di ristrutturazione: la capienza totale \u00e8 attualmente di 96 posti letto.<\/p>\n<p>In questo periodo siamo arrivati alla cifra di 102 trattenuti, questo \u00e8 avvenuto in controtendenza alle altre strutture italiane, nelle quali il numero di persone trattenute non ha mai superato la capienza totale.<\/p>\n<p>Questa anomalia torinese riguardante la quantit\u00e0 d\u2019ingressi ci \u00e8 parsa evidente fin da subito e naturalmente ci siamo chiesti il motivo per il quale ci\u00f2 stesse avvenendo.<\/p>\n<p>Dati i flussi di arrivi, sia al CPR, che al carcere Lorusso Cutugno (Le Vallette, n.d.r.), ci stupirebbe che non si sia diffusa, nelle Questure nazionali, una certa consapevolezza sul fatto che a Torino ci sia una certa tendenza a convalidare tutti i fermi.<\/p>\n<p>Dato l\u2019elevato numero di persone provenienti da altre regioni, \u00e8 difficile non arrivare alla conclusione che ci\u00f2 non dipenda dal fatto che, per chi voglia essere sicuro che la persona senza documenti fermata sul territorio venga trattenuta in un CPR, la cosa migliore da fare sia trasferirla a Torino, di fatto gli ingressi nella struttura torinese sono stati continuativi.<\/p>\n<p>Parliamo addirittura di persone fermate durante dei \u201crastrellamenti\u201d notturni effettuati a Bolzano: parliamo di persone senza fissa dimora, quindi impossibilitate ad osservare le norme emergenziali.<\/p>\n<p>Tra i fermati c\u2019erano ovviamente alcune persone senza documenti: le hanno portate a Torino, parliamo del 17 marzo, nonostante Gradisca d&#8217;Isonzo (GO) fosse il CPR \u201cdi zona\u201d.<\/p>\n<p>Ci risulta che gli ingressi si siano finalmente interrotti il giorno primo Aprile, in cui tutti i CPR italiani hanno dichiarato di non accettare pi\u00f9 nuovi ingressi e i monitoraggi che effettuiamo confermerebbero che le dichiarazioni, ad oggi, non siano state disattese.<\/p>\n<p>Fino al primo di aprile per\u00f2 gli ingressi ci sono stati,\u00a0 sono avvenuti in una situazione di mancanza di salvaguardia, in assenza di un periodo di quarantena reale ed efficace, risulta che i nuovi entrati fossero tenuti separati per un paio di giorni e poi immessi nelle sezioni con gli altri trattenuti.<\/p>\n<p>Da gennaio, momento in cui \u00e8 iniziato il sistematico sequestro di tutti i telefonini personali agli immigrati, abbiamo notizie che riceviamo dai parenti dei trattenuti, che a volte, per disperazione, ci contattano.<\/p>\n<p>E\u2019 chiaro che nell\u2019impossibilit\u00e0 di effettuare rimpatri il CPR diventa una contraddizione in termini, essendo la sua ragion d\u2019essere espressamente finalizzata a questo scopo.<\/p>\n<p>Uno dei motivi, tutt\u2019altro che banale, per cui le famiglie si mettono in contatto con noi \u00e8 per cercare di capire le ragioni per le quali le persone, impossibilitate a rimpatriare, vengano trattenute in attesa di rimpatrio.<\/p>\n<p>Torino rappresenta certamente un\u2019anomalia, su 7 CPR italiani attualmente attivi abbiamo fortunatamente, allo stato attuale, un ridotto numero di trattenuti: 259, di cui per\u00f2 89 sono al CPR di Torino.<\/p>\n<p>Nel frattempo nelle altre strutture hanno liberato diverse persone, alcune delle quali per\u00f2 liberate a fronte della firma di un decreto di allontanamento volontario dal territorio italiano entro 7 giorni.<\/p>\n<p>Ovviamente sono chiari da una parte l\u2019assurdit\u00e0 della situazione (\u00e8 totalmente impossibile attraversare il confine), dall\u2019altra gli enormi buchi normativi in materia di gestione dell\u2019immigrazione, buchi normativi nei quali, come vediamo in questo semplice esempio, non c\u2019\u00e8 via d\u2019uscita.<\/p>\n<p>L\u2019altro enorme buco normativo risiede nel fatto che il trattenuto viene giustamente rilasciato, ma che in tempo di quarantena, in assenza di una precisa assistenza, pu\u00f2 venire trasformato in buona parte dei casi in un senza fissa dimora non in grado di osservare la normativa, viene quindi messo in condizioni di delinquere, di commettere un reato penale ex Art. 650 C.P.<\/p>\n<p>Torino, che si \u00e8 distinta insieme a tutto il Piemonte per numeri francamente imbarazzanti per quanto riguarda la gestione di questa pandemia, ha assunto linee di comportamento opposte agli altri centri per il rimpatrio.<\/p>\n<p>Diversi tentativi da parte degli avvocati di far rilasciare trattenuti che, avendo familiari regolari residenti i quali si sono offerti di ospitarli, avrebbero potuto osservare le norme del DPCM 11 marzo e successivi, hanno ottenuto un secco niet dalle istituzioni cittadine preposte.<\/p>\n<p><strong>Gli attivisti di LasciateCIEntrare continuano a denunciare violenze ai danni delle persone senza documenti, di cosa si tratta?<\/strong><\/p>\n<p>I tentativi di richiamare l&#8217;attenzione su se stessi sia in termini personali che in termini di gruppo, diciamo quindi ribellioni da parte del singolo piuttosto che di gruppo, ci risulta vengano sempre sedati tramite cariche da parte delle squadre delle Forze dell\u2019Ordine che operano congiuntamente all\u2019interno dei CPR.<\/p>\n<p>Ci sono diversi motivi per cui avvengono le violenze, ma soprattutto possiamo parlare di \u201cspazi\u201d, di luoghi, o meglio \u201cnon luoghi\u201d, nei quali le persone prive di documenti hanno probabilit\u00e0 di subire atteggiamenti violenti.<\/p>\n<p>Mi riferisco a \u201cluoghi di prossimit\u00e0\u201d che rispondono ad un allargamento del concetto del CPR, che risiedono in prossimit\u00e0 di un \u201cconfine\u201d: mi riferisco ad una stanza in zona aeroportuale, o ad una stanza in un\u2019area adibita alle Forze dell\u2019Ordine vicino al confine di Stato.<\/p>\n<p>Queste sono le nuove zone dove, previsto anche per norma di legge, una persona pu\u00f2 essere posta in stato di fermo per un periodo fino a 5 giorni: parliamo, di fatto, di uno stato detentivo.<\/p>\n<p>In queste situazioni specifiche, in queste \u201czone\u201d, il livello di violenza pu\u00f2 essere molto elevato, parliamo di persone appena entrate in Italia \u2013 le aree sono prospicienti ai confini &#8211; che non conoscono e non capiscono ci\u00f2 a cui sono sottoposte, mancando in questi \u201cluoghi\u201d, nella stragrande maggioranza dei casi, un mediatore culturale.<\/p>\n<p>Molto spesso queste persone reiterano con insistenza richieste d\u2019intervento di un avvocato, la possibilit\u00e0 di telefonare per segnalare la propria situazione, visto che vengono i sequestrati i telefonini.<\/p>\n<p>Abbiamo denunciato pi\u00f9 e pi\u00f9 volte casi di violenza operata ai danni di queste persone in stato di fermo.<\/p>\n<p>Ricordo il caso di una donna che era stata appunto fermata all&#8217;aeroporto di Malpensa e rinchiusa in una stanza, ha continuato ad insistere per riavere il proprio telefono e per poter comunque telefonare all\u2019avvocato.<\/p>\n<p>Fortunatamente la situazione \u00e8 stata segnalata, cosa che ha permesso alla rete degli attivisti di mettersi in moto, sono intervenuti gli avvocati e la donna e stata rilasciata, purtroppo con evidenti segni di percosse.<\/p>\n<p>Secondo quanto riportato da Linea D\u2019Ombra, Associazione di Trieste, le persone respinte al confine subiscono un livello di violenza totalmente ingiustificato, stiamo ancora parlando di \u201cterritori\u201d di confine.<\/p>\n<p><strong>Gli argomenti dei quali stiamo parlando sono praticamente assenti dal dibattito civile e politico italiano. Vengono \u201cconfinati\u201d e abbandonati all\u2019area antagonista, \u00e8 d\u2019accordo?<\/strong><\/p>\n<p>Ritengo che livello nazionale debbano esserci due livelli di dibattito: uno prettamente politico, legato ai diritti civili, diritti della persona e non solo, che attualmente viene svolto (esclusivamente?, n.d.r.) in campo movimentista e l\u2019altro pi\u00f9 strettamente giuridico\/legale.<\/p>\n<p>Gli attivisti sono anni che cercano di coinvolgere pi\u00f9 realt\u00e0 e persone possibili nel dibattito: a Torino lo abbiamo fatto di recente cercando di portare all\u2019attenzione pubblica i problemi dei CPR con una manifestazione durata 3 giorni, che se non altro ha permesso a molte persone delle associazioni, della societ\u00e0 civile, oltre quindi agli anarchici, a realt\u00e0 appartenenti all\u2019area antagonista e alle associazioni che da sempre si occupano di questo problema (<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/LasciateCIEntrare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">LasciateCIEntrare<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.legalteamitalia.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Legal Team<\/a>, ecc\u2026), di venire a conoscenza e di individuare fisicamente quel luogo che, ove non espressamente conosciuto, non \u00e8 facilmente individuabile.<\/p>\n<p>La domanda di partecipazione e supporto alla nostra attivit\u00e0 finalizzata alla chiusura di queste strutture, la portiamo avanti da anni, ma in tutta sincerit\u00e0 non abbiamo trovato una grossa sensibilit\u00e0 in tutta una serie di realt\u00e0.<\/p>\n<p>Mi riferisco anche ad Amnesty International (<a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/03\/cpr-amnesty-si-sfila\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">di cui abbiamo pubblicato un&#8217;articolo<\/a>, n.d.r.), organo che per elezione avrebbe voce in capitolo, di cui abbiamo visto finalmente <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/03\/coronavirus-amnesty-per-la-sicurezza-sanitaria-nei-cpr\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">un comunicato da parte di Amnesty Piemonte<\/a> in quest\u2019emergenza Covid-19.<\/p>\n<p>Il problema dei trattenuti nei CPR \u00e8 per\u00f2 un problema che c\u2019\u00e8 365 giorni all\u2019anno, tra l\u2019altro da molti anni.<\/p>\n<p>Occorre che sia chiaro lo stato di abbandono nel quale stiamo lasciando intere categorie di persone.<\/p>\n<p>Ritengo quindi che da parte dei grandi Organismi internazionali garanti dei Diritti Umani, penso anche all\u2019UNHCR, non ci sia stata la necessaria attenzione alle denunce che via via continuiamo a fare.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la parte giuridica\/legale: non \u00e8 un caso che nonostante i continui episodi di ribellione, singoli o collettivi, pi\u00f9 o meno intensi, nessuno venga mai denunciato.<\/p>\n<p>Stiamo parlando di ribellione al mantenimento dello status quo all\u2019interno dei CPR: perch\u00e9 spesso vengono appiccati dei fuochi?<\/p>\n<p>I CPR si trovano in luoghi spesso isolati ma ancora pi\u00f9 spesso sconosciuti ai pi\u00f9.<\/p>\n<p>Il fuoco produce fumo, ancor pi\u00f9 ora che i telefonini vengono sequestrati e i trattenuti non hanno mezzi per attirare l\u2019attenzione sulla propria condizione, il fumo indica un segnale, certamente atavico, di allarme, una richiesta di aiuto urgente a coloro che sono fuori e con i quali i trattenuti non possono comunicare.<\/p>\n<p>Le motivazioni di richiesta di aiuto di volta in volta possono essere diverse, ma quello \u00e8 proprio il modo con il quale chiedono aiuto.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 a fronte di mesi e mesi di continue ribellioni, com\u2019\u00e8 successo ad esempio qui a Torino, i trattenuti a fronte di reati commessi, non vengono portati a processo, come ci si aspetterebbe, data la durezza con cui lo Stato \u2013 come sempre riscontro &#8211; si comporta nei loro confronti?<\/p>\n<p>(Anche e soprattutto giuridicamente, data l\u2019obbligatoriet\u00e0 dell\u2019azione penale, tutto questo non sembra reggere, non sembra coerente con l\u2019Ordinamento, n.d.r.).<\/p>\n<p>E\u2019 successo solo una volta che ci sia stato un processo in cui il CPR \u00e8 stato coinvolto, processo nel quale, ad esempio, scoprimmo che il Rivotril, un farmaco anti-epilettico, scorreva \u201ca fiumi\u201d, ampiamente somministrato ai trattenuti.<\/p>\n<p>Il CPR \u00e8 una struttura detentiva dedicata solo ad alcune categorie di persone e non ad altre, un &#8220;non luogo&#8221; che di fatto spacca la societ\u00e0 in due, tra chi ci pu\u00f2 finire e chi no, questo esclusivamente per la propria condizione e non per aver commesso reati.<\/p>\n<p>A mio parere si vuole assolutamente evitare che insieme al trattenuto, inevitabilmente vada a processo anche il CPR.<\/p>\n<p>Il CPR non deve entrare nelle aule dei tribunali, deve rimanere sconosciuto, un &#8220;non luogo&#8221;, una \u201cterra di nessuno\u201d dove non c\u2019\u00e8 Stato di Diritto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qual&#8217;\u00e8 la situazione dei CPR e in particolare di quello di Torino durante la pandemia? 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