{"id":1086157,"date":"2020-04-17T13:52:33","date_gmt":"2020-04-17T12:52:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1086157"},"modified":"2020-04-17T13:59:54","modified_gmt":"2020-04-17T12:59:54","slug":"perche-siamo-tutti-coinvolti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/04\/perche-siamo-tutti-coinvolti\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 siamo tutti coinvolti"},"content":{"rendered":"<p><em>Non si pu\u00f2 pensare che tutti i paesi europei del Mediterraneo neghino un porto sicuro di sbarco condannando i naufraghi a morte certa.<\/em><\/p>\n<p>1.\u00a0<a href=\"https:\/\/alarmphone.org\/en\/2020\/04\/16\/twelve-deaths-and-a-secret-push-back-to-libya\/?post_type_release_type=post&amp;fbclid=IwAR1T1tjesRhyMyElizQAhOTxyQQljc7vpjk6lym2L-w8azEsZEpUdyNDlJ0\">Un rapporto diffuso da Alarmphone<\/a>\u00a0comincia a squarciare il velo di omert\u00e0 e di disinformazione che ha nascosto le responsabilit\u00e0 dell\u2019operazione di\u00a0push back\u00a0(respingimento) verso la Libia attuata nella notte tra luned\u00ec 13 e marted\u00ec 14 aprile con il concorso delle autorit\u00e0 italiane, maltesi, libiche ed europee (dell\u2019agenzia per il controllo delle frontiere esterne FRONTEX).<\/p>\n<p>Una responsabilit\u00e0 tanto pi\u00f9 grave in quanto non si \u00e8 verificato soltanto un respingimento collettivo vietato dalle Convenzioni internazionali v<a href=\"https:\/\/reliefweb.int\/report\/libya\/unhcr-position-returns-libya-update-ii-september-2018?fbclid=IwAR2X1jc5mbUTF8ZH7AyIuawNUx8AOEMWT8KLLk7YqEfiutiAfVLODvOKLZY\">erso un paese che secondo le Nazioni Unite non pu\u00f2 definirsi sicuro,\u00a0<\/a>che non offre\u00a0place of safety\u00a0(POS),\u00a0ma dodici persone hanno perso la vita, cinque prima, per i ritardi nell\u2019azione di soccorso, poi altre sette nelle fasi concitate del trasbordo nella notte, mentre il mare era in tempesta, con onde alte pi\u00f9 di due metri e un vento che soffiava a 25-30 nodi.<\/p>\n<p>\u00c8 indubbio che si sia trattato di un respingimento collettivo, in quanto i naufraghi sono stati riportati indietro da uno strano peschereccio maltese, privo di segni di riconoscimento e di nominativo internazionale, il Maria Christiana, che \u00e8 entrato nel porto di Tripoli riconsegnando direttamente i sopravvissuti alla Guardia costiera libica. Sopravvissuti che, nonostante l\u2019intervento di prima assistenza in banchina di rappresentanti dell\u2019UNHCR e dell\u2019OIM, sono poi finiti rinchiusi nel famigerato campo di detenzione di Al Sikka, a Tripoli, dove staranno gi\u00e0 subendo altri abusi, e dove saranno presto dati di nuovo in pasto ai trafficanti.<\/p>\n<p>Se un dubbio si pu\u00f2 sollevare sull\u2019ingresso del \u201cpeschereccio\u201d maltese nel porto militare di Abu Sittah riguarda\u00a0il ruolo avuto nell\u2019operazione di push-back dalla nave della Marina Militare Italiana Gorgona,\u00a0presente a Tripoli per l\u2019operazione Nauras. Sembra che la nave si sia dovuta allontanare dal porto nella giornata di domenica 12 per gli intensi bombardamenti in corso su Tripoli, ma\u00a0<a href=\"https:\/\/www.libyaherald.com\/2020\/04\/16\/unsmil-condemns-lna-indiscriminate-bombardment-of-tripoli-civilians-and-expresses-concern-over-actions-of-tripoli-aligned-forces-in-newly-captured-areas-in-western-libya\/?fbclid=IwAR3GRPUqmDjHeflTjx7bkOKUJuTtAQweFway2A8SmwB1mNdkng_z4pKnTio\">sono mesi che la citt\u00e0 viene bombardata<\/a>, e appare singolare che la nave sia rientrata in porto proprio \u201cdi scorta\u201d, di poppa al peschereccio maltese. Che aveva recuperato i naufraghi nella notte a 30-40 miglia a sud di Lampedusa, nella zona SAR (ricerca e salvataggio) ancora controversa tra Italia e Malta, dopo il temporaneo rallentamento di una grossa nave cargo,\u00a0la IVAN,\u00a0che dopo qualche ora veniva fatta proseguire.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/notizie\/lorenzo-bagnoli\/2019\/11\/13\/italia-libia-guardia-costiera?fbclid=IwAR1l3RldKYVoXGFHG_rSlvHbCR81FvEyvcACgZqUK8y1oNcMC5QC0IiR3ac\">La collaborazione nelle operazioni di\u00a0push back\u00a0<\/a>rientra forse nell\u2019assistenza e manutenzione delle imbarcazioni (donate in parte dall\u2019Italia) e nei compiti di addestramento della Guardia costiera \u201clibica\u201d, che sono i compiti che<a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/attualita\/pagine\/esclusivo-la-verita-sui-respingimenti-in-mare?fbclid=IwAR1krz0ShiNLJMP9VjHPWX21NQjBpDjX1Hw66bSJXV8uaHr-DezRahqEBho\">\u00a0la missione Nauras<\/a>\u00a0assolve in Libia sulla base del\u00a0<a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/libia-grande-inganno\/?fbclid=IwAR1jJ4jZGMz_vlExsoTQ6Y-w2Q4OqV9AfuNaQwDGRGYzpQdzxbA1e2CWeko\">Memorandum d\u2019intesa firmato a Malt<\/a>a il 2 febbraio del 2017 ? Si \u00e8 davvero realizzata, sebbene le apparenti contrapposizioni,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.affarinternazionali.it\/2018\/06\/migranti-libia-malta-italia-asse-sar\/?fbclid=IwAR1G6GhLd6J6CYKJzoDbhISDZkTu6bFPtwKQClfhITu_pc9j9p7ESEnqGmY\">un\u2019intesa tra Italia, Malta e governo di Tripoli\u00a0<\/a>per impedire ai migranti in fuga dai campi di detenzione lo sbarco in Europa? Quali sono\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2019\/11\/10\/malta-libia-accordo-segreto\/?fbclid=IwAR0pGY2os9KgFWiq-bwkATxZn90G9liOiDPVCG5qhwvXyJQfSWmTsVPcDLY\">gli accordi segreti che intercorrono tra Malta e la guardia costiera libica,\u00a0<\/a>e che livello d\u2019integrazione hanno raggiunto con i<a href=\"https:\/\/www.asgi.it\/banca-dati\/protocollo-aggiuntivo-tecnico-operativo-al-protocollo-di-collaborazione-tra-la-repubblica-italiana-e-la-gran-giamahiria-araba-libica-popolare-socialista-per-fronteggiare-il-fenomeno-della-immigrazion\/\">\u00a0protocolli operativi stipulati da tempo\u00a0<\/a>dall\u2019Italia con il governo di Tripoli? Nessuno si illuda che il gioco allo scaricabarile possa durare ancora a lungo, quando sono in gioco tante vite umane.<\/p>\n<p>2. Nella notte tra il 13 ed il 14 aprile scorsi, 30 miglia a sud di Lampedusa era stata avviata una attivit\u00e0 SAR (Search and rescue) mirata ad un target preciso, sembrerebbe su un tardivo impulso delle autorit\u00e0 maltesi, ma con la partecipazione delle autorit\u00e0 di coordinamento marittimo italiane. Che tuttavia non avevano fatto uscire alcuna motovedetta da Lampedusa, limitandosi ad inviare un elicottero, per delegare poi il primo intervento di soccorso ad una grossa nave commerciale la\u00a0<a href=\"https:\/\/twitter.com\/scandura\/status\/1249879307813564422?s=20\">Ro-Ro Ivan<\/a>\u00a0che operava sulla linea Khoms-Genova. Intervenivano successivamente su ordine delle autorit\u00e0 maltesi due mezzi, tra cui uno &#8211; il Maria Christiana &#8211; definito come \u201cpeschereccio\u201d, ma che sembrava piuttosto una piccola nave destinata a scopi ben diversi dalla pesca e privo di segni d\u2019identificazione e di nominativo IMO internazionale. \u00c8 rimasta misteriosa la natura e la nazionalit\u00e0 del secondo mezzo navale coordinato dai maltesi che sarebbe intervenuto nell\u2019operazione di soccorso. Si trattava forse di una motovedetta militare maltese?<\/p>\n<p>L\u2019impegno della nave di bandiera portoghese durava solo qualche ora, perch\u00e9 non appena sopraggiungeva il \u201cpeschereccio\u201d maltese Maria Christiana, verso le 4 di marted\u00ec mattina,\u00a0<a href=\"https:\/\/timesofmalta.com\/articles\/view\/we-are-sure-they-saw-us-survivors-of-doomed-migrant-boat-recount.786038?fbclid=IwAR3oiNmz2UP7BZNUqx7KR8iqIHxRTZSW4E9AJEX2-aMzElu_9H3-W-bJu3s#.Xpiha2xQU-A.facebook\">si verificava il trasbordo dei naufraghi sul mezzo pi\u00f9 piccolo e quindi la morte di alcuni migranti\u00a0<\/a>che tentavano di raggiungere la nave pi\u00f9 grande che si allontanava in direzione della Sicilia. Sarebbe stata importante la testimonianza del comandante della nave portoghese Ivan ma non sembra che le autorit\u00e0 portuali di Genova, all\u2019arrivo della nave in porto, gioved\u00ec 16 aprile, lo abbiano sottoposto a una qualche indagine, e la nave \u00e8 ripartita subito per un altro viaggio. Anche se in prossimit\u00e0, e forse a vista della nave, avevano perso la vita alcune persone, poco prima che sopraggiungesse in soccorso il \u201cpeschereccio\u201d maltese inviato dalle autorit\u00e0 di La Valletta.<\/p>\n<p>Si deve aggiungere, come risulta dal report di Alarmphone, che le autorit\u00e0 italiane, come quelle maltesi, erano state allertate da giorni dell\u2019esistenza di questo barcone in difficolt\u00e0, e che lo stesso era stato localizzato nel Canale di Sicilia con almeno 24 ore di anticipo rispetto al momento del tragico trasbordo nel corso del quale alcuni naufraghi annegavano. Se, come avveniva fino al 2017, da Lampedusa fossero uscite le motovedette veloci della Guardia costiera classe 300 o la motovedetta della Guardia di finanza ferma in porto per tutta la notte tra il 13 e il 14 aprile scorso, avrebbero potuto soccorrere tutti i naufraghi gi\u00e0 nella giornata del 13, anche prima che il mare s\u2019ingrossasse.\u00a0<a href=\"https:\/\/euobserver.com\/migration\/148058?fbclid=IwAR3gdo3bb1TGMw1gPcYAYLt-WnN0LXrIFdG5E_G5dBLF2JtHkGGMMMwGqjg\">L\u2019impegno italiano si \u00e8 limitato all\u2019invio di un aereo e poi nella notte di un elicottero.\u00a0<\/a>Che cosa ha visto questo elicottero e che ruolo ha avuto nell\u2019attivit\u00e0 SAR a sud di Lampedusa nella notte tra il 13 ed il 14 aprile, che ha portato al respingimento collettivo in Libia e alla morte di alcuni naufraghi?<\/p>\n<p>Evidentemente da parte delle autorit\u00e0 maltesi e italiane si voleva che l\u2019operazione si concludesse con il coinvolgimento dei libici ed il respingimento collettivo da parte dei naufraghi, come poi si \u00e8 verificato. Si \u00e8 utilizzato a questo fine il \u201cpeschereccio\u201d maltese Maria Christiana, un mezzo non tracciato dai sistemi satellitari come Marine Traffic, che registra le rotte di tutti i veri pescherecci, un mezzo di natura alquanto sospetta, privo di segni d\u2019identificazione, che li ha poi riportati nel porto militare di Tripoli, in violazione di tutte le Convenzioni internazionali e delle Raccomandazioni dell\u2019ONU e del Consiglio d\u2019Europa.\u00a0\u00abNessuno pu\u00f2 essere riportato in Libia mentre si trova in acque internazionali\u00bb, ha dichiarato Carlotta Sami, portavoce per l\u2019Italia dell\u2019Alto Commissariato per i diritti dei rifugiati.\u00a0\u00abNon \u00e8 la prima volta che accade: anche nell\u2019altro episodio a coordinare il soccorso \u00e8 stata Malta\u00bb.\u00a0Sulla pagina Twitter di Unhcr Lybia si vede una foto del \u201cpeschereccio\u201d maltese Maria Christiana fermo in banchina a Tripoli. Un peschereccio che assomiglia pi\u00f9 ad una motovedetta che ha un mezzo da pesca, quasi del tutto privo dell\u2019armanento che caratterizza i veri pescherecci.<\/p>\n<p>3. Le operazioni di respingimento collettivo da parte dei maltesi verso Tripoli non sono certo una novit\u00e0,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/attualita\/pagine\/lonu-accusa-malta-e-frontex-respinti-profughi-illegalment-4417ea685c9041b3a25cb6761b7c72ef?fbclid=IwAR015qMKWN2u7wBZ9B7AEo27Q_yx5IczygLFNpW1DDp98p1p0Y8mqkCXT3M\">l\u2019ultimo caso si era verificato nel mese di marzo di quest\u2019anno,\u00a0<\/a>prima che Malta dichiarasse, sull\u2019esempio dell\u2019Italia, la chiusura dei porti definiti \u201cnon sicuri\u201d per l\u2019emergenza COVID-19. In quell\u2019occasione anche le Nazioni Unite avevano condannato il comportamento delle autorit\u00e0 maltesi e di Frontex. Mai per\u00f2 un respingimento si era verificato tanto vicino all\u2019isola di Lampedusa, e con un tale coinvolgimento delle autorit\u00e0 italiane, che hanno partecipato ad una fase decisiva delle operazioni di soccorso, per poi scomparire nel nulla, con il rientro alla base, attorno alle 4 del mattino, dell\u2019elicottero partito da Lampedusa. Non ne parla neppure il rapporto di Alarmphone, ma quella notte di burrasca un elicottero si \u00e8 levato in volo dall\u2019aeroporto di Lampedusa per andare proprio nella zona in cui era ferma la nave IVAN allertata dalle autorit\u00e0 maltesi. Dunque esattamente sopra il barcone in mare ormai da tre giorni. E in volo c\u2019erano, dalla sera di domenica, velivoli maltesi e\u00a0<a href=\"https:\/\/twitter.com\/scandura\/status\/1249773541173743620?s=19\">altri assetti aerei italiani.<\/a>\u00a0Ma nessun mezzo delle due guardie costiere si \u00e8 avvicinato alla zona dove era stata segnalata la presenza del barcone in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/entry\/12-migranti-morti-per-inazione-dellue-le-prove-di-alarm-phone_it_5e987d4ac5b6ead140094c71?fbclid=IwAR1ShI5Nn7S_E9iXJY8IF5vnlsl-oKHDIahkmuSYf2C1jj-nASf9wVmPMu8\">In quella notte di Pasquetta a sud di Lampedusa sono morte\u00a0<\/a>sette persone, prima che \u201cmigranti\u201d, ed altre cinque erano morte di stenti nei giorni precedenti a causa del mancato soccorso del barcone da parte delle autorit\u00e0 statali.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/cronaca\/2020\/04\/15\/news\/ritrovato_quarto_gommone_oim_denuncia_malta_l_ha_consegnato_ai_libici_violando_le_norme_internazionali_-254100833\/?ref=RHPPLF-BH-I254134122-C8-P12-S2.4-T1&amp;fbclid=IwAR0uNV94M0JbCzXkVsBZA22VmD3W_3wAHLIeMdobiCeQnQjmPVuli5T1wd4\">Che si affannavano invece a negare l\u2019esistenza di un naufragio,<\/a>\u00a0senza rendere per\u00f2 conto di dove fosse finita l<a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/attualita\/pagine\/scontro-sui-soccorsi-mistero-sul-barcone-sparito-con-55-persone-e-malta-chiede-100-milioni-da-usare-per-la-libia?fbclid=IwAR16nK4kfgKsehkpudwTCoG5_YCJMA1TACDfi0tzf-qq2G0BHYJc8vgNorw\">\u2018imbarcazione che Alarmphone aveva gi\u00e0 segnalato a tutti gli stati responsabili delle aree SAR contigue nella giornata di venerd\u00ec 10 aprile.<\/a><\/p>\n<p>La\u00a0Convenzione di Amburgo sulla ricerca e il salvataggio (SAR)\u00a0ha creato per ciascuno Stato una zona specifica di competenza e di responsabilit\u00e0. Nel tempo si \u00e8 registrato un dissenso crescente riguardo ai rapporti fra l\u2019Italia e Malta. Il dissenso deriva dal fatto che nelle Convenzioni internazionali la determinazione delle zone SAR\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vita.it\/it\/article\/2018\/06\/28\/la-libia-ha-dichiarato-la-sua-zona-sar-lo-conferma-limo\/147392\/\">\u00e8 rimessa all\u2019IMO (Organizzazione internazionale del mare)<\/a>\u00a0su base convenzionale e quindi rimangono sempre incerti gli accordi tra le parti sulle stesse zone di delimitazione della responsabilit\u00e0. Nel caso specifico di Italia e Malta le zone SAR in alcuni tratti di mare si sovrappongono. E l\u2019evento SAR nel quale, nella notte tra l\u20191 e il 14 aprile, hanno perso la vita alcuni naufraghi, sembra che si sia verificato proprio\u00a0al limite della zona SAR a sud di Lampedusa controversa tra Italia e Malta.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/questionegiustizia.it\/rivista\/2018\/2\/gli-obblighi-disoccorso-inmare-neldiritto-sovranazionale-enell-ordinamento-interno_548.php\">Secondo il diritto internazionale,<\/a>\u00a0quando uno stato ritarda a intervenire nella sua zona SAR, qualunque stato vicino che sia informato dell\u2019evento di soccorso \u00e8 obbligato ad intervenire anche al di fuori della propria zona di competenza. Un obbligo assoluto, per la salvaguardia della vita umana in mare, che non pu\u00f2 cedere di fronte ai dissidi tra gli stati sull\u2019interpretazione delle Convenzioni internazionali o sulla ripartizione delle zone di ricerca e salvataggio (SAR). Un obbligo che impone a chi si trova pi\u00f9 vicino o dispone dei mezzi che possono garantire un salvataggio pi\u00f9 veloce, di intervenire immediatamente. Le politiche migratorie e le azioni di contrasto contro le ONG, che ancora operano attivit\u00e0 di\u00a0search and rescue\u00a0in acque internazionali, non si possono spingere fino all\u2019omissione concertata di soccorso.\u00a0<a href=\"https:\/\/euobserver.com\/migration\/148058?fbclid=IwAR3gdo3bb1TGMw1gPcYAYLt-WnN0LXrIFdG5E_G5dBLF2JtHkGGMMMwGqjg\">L\u2019Unione Europea non si pu\u00f2 ridurre al ruolo di copertura\u00a0<\/a>di operazioni di respingimento collettivo delegate ai maltesi e ai libici con la connivenza italiana.<\/p>\n<p>La farsa della zona SAR libica\u00a0non regge pi\u00f9, soprattutto per la situazione attuale del conflitto civile in Libia, oltre che per la recente dichiarazione del governo di Tripoli che dichiara \u201cnon sicuri\u201d i propri porti. Che \u201cnon sicuri\u201d erano da tempo, anche perch\u00e9 la Libia non ha mai ratificato la Convenzione di Ginevra sui rifugiati.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vita.it\/it\/article\/2018\/11\/27\/libia-ecco-dove-la-guardia-costiera-libica-rispedisce-i-profughi-socco\/149913\/\">E le testimonianze concordi di tutti coloro che vengono fermati in mare dalla sedicente \u201cGuardia costiera libica\u201d,\u00a0<\/a>spesso collusa con i trafficanti, e quindi riportati a terra nei centri di detenzione,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.amnesty.it\/appelli\/fermiamo-la-detenzione-la-vendita-rifugiati-migranti-libia\/\">confermano, anche secondo Amnesty, stupri e torture a scopo di estorsione o per pura crudelt\u00e0.<\/a><\/p>\n<p>Siamo alla vigilia di una stagione terribile,<a href=\"https:\/\/www.redattoresociale.it\/article\/notiziario\/migranti_il_coronavirus_non_puo_far_venir_meno_l_obbligo_di_salvare_vite_in_mare?fbclid=IwAR1azOac2_FqP8fwXJEzAIgICkAczhAfI0qdgwail6keF3OnRgTkqJdMW0A\">\u00a0mentre il COVID-19 sta stravolgendo gli obblighi internazionali degli stati,<\/a>\u00a0una stagione nella quale se continueranno queste violazioni delle Convenzioni internazionali dovremo contare ancora un numero imprecisato di vittime delle scelte di \u201cchiusura dei porti\u201d condivise da Italia, prima, e poi da Malta e, solo come dichiarazione di principio, dal governo di Tripoli. Non si pu\u00f2 pensare che queste vittime siano sottratte a qualsiasi giurisdizione, come le persone che si trovano in acque internazionali e sono in una situazione di evidente di stress, a rischio di naufragio. Non si pu\u00f2 pensare che tutti i paesi europei del Mediterraneo neghino un porto sicuro di sbarco condannando i naufraghi a morte certa.<\/p>\n<p>Occorre che su quanto successo nella notte tra luned\u00ec di luned\u00ec di Pasqua e marted\u00ec 14 aprile la Magistratura italiana apra un\u2019indagine, ed al contempo che il Parlamento avvii una commissione d\u2019inchiesta,\u00a0per accertare tutte le responsabilit\u00e0 e per evitare che queste tragedie continuino a ripetersi. La morte per annegamento o per inedia in mare \u00e8 conseguenza dello stesso abbandono nel quale muoiono tanti malati di COVID-19, un abbandono che suscita oggi la nostra piet\u00e0, una situazione terribile che sta spingendo la magistratura a svolgere indagini serrate. Anche sui morti per abbandono in mare nei giorni di Pasqua si dovr\u00e0 indagare con lo stesso impegno, perch\u00e9 questi comportamenti omissivi degli stati non si ripetano ancora. E perch\u00e9 sia effettivamente garantito il diritto alla vita di tutte le persone migranti che nei prossimi mesi saranno ancora costrette a fuggire da un paese in preda alla guerra civile e allo scontro tra milizie, spesso colluse con i trafficanti, che riducono gli esseri umani alla condizione di merce da smaltire al miglior prezzo.<\/p>\n<p>pubblicato anche su <a href=\"https:\/\/www.A-dif.org\/2020\/04\/17\/perche-siamo-tutti-coinvolti\/\">A-dif<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non si pu\u00f2 pensare che tutti i paesi europei del Mediterraneo neghino un porto sicuro di sbarco condannando i naufraghi a morte certa. 1.\u00a0Un rapporto diffuso da Alarmphone\u00a0comincia a squarciare il velo di omert\u00e0 e di disinformazione che ha 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