{"id":1058458,"date":"2020-03-14T21:57:02","date_gmt":"2020-03-14T21:57:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1058458"},"modified":"2020-03-14T22:09:11","modified_gmt":"2020-03-14T22:09:11","slug":"gli-attacchi-turchi-al-rojava-hanno-prodotto-mezzo-milione-di-profughi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/03\/gli-attacchi-turchi-al-rojava-hanno-prodotto-mezzo-milione-di-profughi\/","title":{"rendered":"Gli attacchi turchi al Rojava hanno prodotto  mezzo milione di profughi"},"content":{"rendered":"<p><em>Davide Grasso ha scritto recentemente per <a href=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/2020\/03\/08\/siria-chi-sono-i-ribelli-di-idlib\/\">Carmillaonline<\/a>\u00a0 un interessante articolo che ricostruisce la storia di Idlib, storia gi<\/em><em>\u00e0 <\/em><em>dimenticata. Volevamo con lui approfondire alcune questioni molto dibattute e, a volte, poco note.<\/em><\/p>\n<p><strong>Davide, intanto un po&#8217; di notizie fresche, che sta succedendo ora a Idlib?<\/strong><\/p>\n<p>Al momento nella provincia c\u2019\u00e8 una calma apparente dovuta al cessate il fuoco siglato tra Russia e Turchia qualche giorno fa. Bisogna sapere che dal 2018 la Turchia, d\u2019accordo con la Russia (e l\u2019Iran) ha il permesso di mantenere alcuni check-point nella provincia, a protezione di una \u201cde-escalation\u201d che in realt\u00e0 Erdogan vede come protezione dei jihadisti che in questi anni ha armato e finanziato, e che a Idlib si sono rifugiati dal resto della Siria in seguito alle loro sconfitte. Il regime siriano ha lanciato un\u2019offensiva per liberare la provincia il 18 dicembre e da allora, con l\u2019aiuto della Russia, si \u00e8 spinto fino alle porte del capoluogo. C\u2019\u00e8 da aspettarsi che tra qualche giorno l\u2019offensiva ricominci, e a poco serviranno le proteste di Erdogan: il regime e la Russia, aiutati anche da consiglieri militari iraniani e dal movimento libanese Hizbollah, riconquisteranno tutta la provincia, oggi in gran parte governata da Al-Qaeda.<\/p>\n<p><strong>E in un altro punto a te caro, il Rojava?<\/strong><\/p>\n<p>La situazione \u00e8 opposta sul piano politico, ma analoga su quello internazionale. Mentre la sfortunata Idlib \u00e8 stata completamente sottomessa dai jihadisti nel 2015, le zone curde dette Rojava sono sotto il controllo del Movimento per la societ\u00e0 democratica, di ispirazione socialista e femminista, dal 2012. Questo movimento \u00e8 famoso soprattutto per l\u2019esercito curdo femminile e maschile che lo protegge, le Ypj-Ypg (Unit\u00e0 di protezione del popolo e delle donne). Dal 2016 il movimento ha costituito La federazione democratica del nord che comprende anche milioni abitanti arabi e assiri e, oltre a formare l\u2019enorme esercito multi-linguistico e multi-religioso delle Forze siriane democratiche, ha implementato eccezionali riforme economiche, politiche, educative e di genere.<\/p>\n<p>Le citt\u00e0 di Afrin, Tell Abyad e Serekaniye (detta in arabo Ras al-Ain), che facevano parte della Federazione, sono state per\u00f2 occupate dalla Turchia tra il 2018 e il 2019 grazie alla criminale approvazione di Russia e Stati Uniti, che fanno a gara per intrattenere buone relazioni con Erdogan. La Federazione si \u00e8 rinominata Amministrazione democratica del nord-est ed \u00e8 territorialmente mutilata. L\u2019invasione turca si \u00e8 servita di decine di migliaia di fondamentalisti islamici di diverse nazionalit\u00e0, inquadrate in una milizia chiamata \u201cEsercito nazionale siriano\u201d (da non confondere con l\u2019Esercito arabo siriano, che \u00e8 quello di Assad). E\u2019 lo stesso \u201cEsercito nazionale\u201d che co-gestisce Idlib assieme ad Al-Qaeda per intenderci.<\/p>\n<p>Gli attacchi turchi al Rojava hanno prodotto negli ultimi due anni mezzo milione di profughi che vivono in condizioni disastrose e senza assistenza internazionale. La rivoluzione democratica \u00e8 accarezzata dai media occidentali ed \u00e8 stata la forza determinante nel distruggere lo Stato islamico (e lo \u00e8 tuttora per reprimerne l\u2019attivit\u00e0 clandestina in Siria e verso l\u2019Europa), ma si trova oggi sola, anche perch\u00e9 non esistono movimenti di solidariet\u00e0 internazionale davvero in grado di fare pressioni sui rispettivi governi. Il Rojava patisce tanto l\u2019isolamento delle forze capitaliste quanto la non sussistenza di forze rilevanti di altra natura nel resto del mondo.<\/p>\n<p>Come a Idlib, il regime intende muoversi per riprendere il controllo del nord del paese, cacciando la Turchia ma sottomettendo anche le Ypj-Ypg. In questo \u00e8 supportato dalla Russia che, in Rojava come a Idlib, \u00e8 il mediatore ambiguo tra i due presunti nemici. Dico \u201cpresunti\u201d perch\u00e9 non si pu\u00f2 escludere che le zone curde siano affidate alla Turchia in via permanente, per ricollocarvi i dissidenti islamisti siriani e le loro famiglie, e che il regime si accontenti di \u201criconquistare\u201d le zone arabe del nord, smembrando e distruggendo l\u2019Amministrazione democratica. Il popolo curdo, e soprattutto il socialismo democratico dei suoi partiti progressisti, sono un grattacapo tanto per l\u2019islamismo di Erdogan quanto per il fascismo di Assad.<\/p>\n<p><strong>Il popolo siriano pu\u00f2 ragionevolmente sperare dell&#8217;autodeterminazione? E, se si, su quali mezzi pu\u00f2 contare?<\/strong><\/p>\n<p>La vicenda egiziana ha mostrato dal 2011 ad oggi che un popolo senz\u2019armi \u00e8 impotente di fronte all\u2019esercito e ai colpi di stato. Quella siriana che un popolo in armi deve cedere parte della sua autonomia a chi lo arma. L\u2019eccezione del Rojava che, secondo una mentalit\u00e0 rivoluzionaria oggi eccezionale, ha mantenuto la sua autonomia ideologica e strategica, paga adesso con un assalto militare da tutti i lati; e questo nonostante gli enormi sforzi e le enormi capacit\u00e0 diplomatiche di cui il movimento curdo sa dotarsi.<\/p>\n<p><strong>La narrazione recente sulla Siria \u00e8 spesso una narrazione di scontro di potenze dove sembra che i popoli, la gente non conti nulla. Mi pare che tu porti avanti un&#8217;altra narrazione, ce la spieghi?<\/strong><\/p>\n<p>Sono state dette tante cose demenziali, ad esempio che la ribellione popolare del 2011 in Siria, e in generale le \u201cprimavere arabe\u201d siano state un complotto o eventi provocati da servizi segreti stranieri. Soltanto chi non conosce la politica fatta tra le persone, e soprattutto le guerre e le rivoluzioni vissute dall\u2019interno, pu\u00f2 immaginare cose del genere. Nessuno pu\u00f2 prevedere o \u201cprovocare\u201d i comportamenti di milioni di persone. Quello che fanno i governi \u00e8 semmai cercare di comprendere, gestire e se possibile cavalcare le crisi sociali, i movimenti, le contraddizioni, le rivoluzioni.<\/p>\n<p>Se si adotta questa visione realistica, si comprende che la vicenda siriana non si identifica solo con la guerra, ma anche con forme di trasformazione sociale e politica nei diversi territori (alcune belle, altre terribili). Neanche la guerra si sovrappone al cento per cento con l\u2019intervento internazionale. Nelle battaglie contro i jihadisti nel 2012-2014, ad Afrin nel 2018, a Tell Abyad e Serekaniye nel 2019 le Ypj-Ypg hanno resistito da sole (e sono state sconfitte solo negli ultimi due anni, perch\u00e9 fronteggiavano un\u2019aviazione senza equipaggiamento aereo o anti-aereo).<\/p>\n<p>E\u2019 chiaro per\u00f2 che l\u2019intervento internazionale crea una spirale bellica senza uscita. L\u2019esempio essenziale \u00e8 l\u2019intervento indiretto della Turchia dal 2011, con l\u2019appoggio dei governi della Nato, nell\u2019armare, foraggiare e addestrare i miliziani fondamentalisti anti-Assad. Se questo non fosse stato fatto la guerra non sarebbe forse iniziata, e forse anche la componente democratica della rivoluzione siriana sarebbe ancora in piedi. Tuttavia la politica non si fa principalmente, purtroppo, con i \u201cse\u201d e i \u201cma\u201d. Ogni scontro politico \u00e8 globale, nella nostra epoca: e in questo scontro le \u00e9lites mondiali sono organizzate, mentre le masse sono pi\u00f9 divise e disorganizzate che mai, in Siria e nel resto del mondo.<\/p>\n<p><strong>Nel tuo articolo dettagli molto le varie componenti del fondamentalismo. Ci sono forse tratti di differenziazione forti che sfuggono alla visione classica tra i buoni e i cattivi, potresti approfondire?<\/strong><\/p>\n<p>No, non ci sono. Il fondamentalismo non \u00e8 decente in nessuna sua declinazione, e quale che sia la religione da cui trae le mosse. Le conseguenze sull\u2019essere umano e sulla societ\u00e0 sono devastanti, dall\u2019uccisione della libert\u00e0 di ricerca e di pensiero all\u2019uccisione fisica delle persone. L\u2019urgenza non \u00e8 mettere ulteriormente in crisi la capacit\u00e0 etica di distinguere il bene dal male, ma anzi recuperarla. In Siria il Rojava \u00e8 il bene (e il bene \u00e8 sempre imperfetto) mentre i jihadisti sono il male: non servono a niente se non a creare danni.<\/p>\n<p>Ho analizzato a fondo la composizione a Idlib perch\u00e9 non sono schierato n\u00e9 con chi mente, parlando di \u201cribelli\u201d e \u201copposizione siriana\u201d, n\u00e9 con chi semplifica senza fornire dati, accontentandosi di parlare di \u201ctagliagole\u201d (termine che di per s\u00e9 \u00e8\u00a0 appropriato, ma si presta all\u2019accusa di inaccuratezza se non \u00e8 circostanziato). Unica soluzione per il militante (e per il giornalista che possiede un ideale di giornalismo) \u00e8 tracciare una mappa e chiamare ciascuno con il proprio nome, cos\u00ec tutti sono chiamati alle proprie responsabilit\u00e0: tanto coloro che portano quei nomi, quanto coloro che li mistificano o li proteggono.<\/p>\n<p><strong>Che possibilit<\/strong><strong>\u00e0 <\/strong><strong>vedi che si chiuda a breve il conflitto siriano e in che modo?<\/strong><\/p>\n<p>Credo che la Turchia e i jihadisti verranno ricacciati da Idlib. La Turchia dovr\u00e0 accogliere ancora pi\u00f9 profughi e miliziani, quindi far\u00e0 la voce grossa con la Russia, l\u2019Onu e l\u2019Ue per ricollocarli in Rojava cacciando i curdi e le loro forze di protezione. Presenter\u00e0 l\u2019operazione come umanitaria, bench\u00e9 si tratti di una sostituzione etnica immane, e anche come anti-terrorismo, dicendo che le Ypg sono una forza pericolosa per la Turchia, sottointendendo che qualunque stato farebbe lo stesso con i \u201cpropri\u201d rivoluzionari.<\/p>\n<p>N\u00e8 alla Russia, n\u00e9 al regime, n\u00e9 all\u2019Onu o all\u2019Ue piace che un movimento rivoluzionario anti-capitalista, che afferma di lottare anche per il superamento dello stato-nazione, sia un attore internazionale. Sul piano regionale, dopo aver sconfitto l\u2019Isis, la rivoluzione del Rojava \u00e8 ingombrante per molti motivi. Alla fine tutti potrebbero acconsentire all\u2019azione turca a Kobane e nelle altre aree curde ancora libere, e la pandemia da Covid-19 giustificher\u00e0 la censura, visto che l\u2019opinione pubblica mondiale, soprattutto in Europa e Nord America dove \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 informata su questo, \u00e8 molto favorevole al Rojava.<\/p>\n<p>Come si potrebbe evitare questo scenario? Ci vorrebbero forze internazionali militarmente organizzate che giungessero in aiuto, che esercitassero quella protezione che Russia e Stati Uniti hanno esercitato fino a un anno fa o poco pi\u00f9 in Rojava (gli Usa a Kobane e dintorni, la Russia ad Afrin). Quali potrebbero essere queste forze? A quali interessi risponderebbero? Da quale progetto politico sarebbero sostenute? Temo che la sinistra mondiale vedr\u00e0 passare di fronte a s\u00e9 questa nuova Bosnia senza rendersi conto che l\u2019eventuale soffocamento nel sangue del Rojava confederale dimostrer\u00e0 al Medio oriente &#8211; e al mondo che sar\u00e0 sintonizzato &#8211; che l\u2019unica tragica \u201calternativa\u201d mondiale al modello liberale \u00e8 oggi tragicamente l\u2019estrema destra, islamica in Medio oriente e anti-islamica da noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Davide Grasso ha scritto recentemente per Carmillaonline\u00a0 un interessante articolo che ricostruisce la storia di Idlib, storia gi\u00e0 dimenticata. Volevamo con lui approfondire alcune questioni molto dibattute e, a volte, poco note. 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