{"id":1045795,"date":"2020-03-01T10:07:45","date_gmt":"2020-03-01T10:07:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1045795"},"modified":"2020-03-01T12:53:15","modified_gmt":"2020-03-01T12:53:15","slug":"manifesto-transfemminista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/03\/manifesto-transfemminista\/","title":{"rendered":"Manifesto transfemminista"},"content":{"rendered":"<h2 data-adtags-visited=\"true\">Il mondo Trans \u00e8 un mondo tra i pi\u00f9 discriminati. L&#8217;immagine che la societ\u00e0 ha delle Persone Trans \u00e8 distorta da tab\u00f9 che sono profondamente ingiusti e desueti.<\/h2>\n<p>L&#8217;OMS ha dichiarato che la disforia di genere * non \u00e8 una malattia.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Occorre avere il coraggio di sviluppare una forte empatia nei confronti di persone coraggiose, che dal momento nel quale intraprendono la transizione di genere, si espongono ad uno dei pi\u00f9 pervicaci stigma sociali.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Uno stigma tanto odioso quanto lesivo.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Uno stigma che rende ancor pi\u00f9 difficile la vita di coloro che gi\u00e0 devono affrontare i problema di avere un&#8217;identit\u00e0 di genere che non corrisponde al sesso biologico di nascita, che non si riconoscono nel proprio corpo, che devono fare un faticoso processo per arrivare ad intraprendere la transizione di genere, entrando in una burocrazia che certo non aiuta, e incontrando mille difficolt\u00e0 di vario genere.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Inoltre Il mondo del lavoro, a causa dello stigma, non accetta le persone Trans, che fanno molta pi\u00f9 fatica di altri a trovare un&#8217;occupazione.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Ecco perch\u00e9 ho deciso, considerando <a href=\"https:\/\/nonunadimeno.wordpress.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Non una di meno<\/a>\u00a0un movimento molto importante in italia, movimento femminista transfemminista, di pubblicare questo manifesto.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\"><strong>E&#8217; ora di smettere, quando si parla di mondo Trans, di parlare di diversit\u00e0. L&#8217;essere Trans \u00e8 semplicemente un modo di essere, uno dei tanti modi di essere di una persona.<\/strong><\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\"><strong>Principi fondamentali<\/strong><\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">I principi fondamentali del transfemminismo sono semplici. Primo, \u00e8 nostra convinzione che ogni individuo abbia il diritto di definire la propria identit\u00e0 e di aspettarsi che la societ\u00e0 la rispetti. Questo aspetto include anche il diritto di esprimere il nostro genere senza timore di discriminazioni o violenze. Secondo, riteniamo di avere diritto esclusivo di prendere decisioni in merito ai nostri corpi e che nessuna autorit\u00e0 politica, medica o religiosa possa violare l\u2019integrit\u00e0 dei nostri corpi contro la nostra volont\u00e0 o intralciare le nostre decisioni riguardo a ci\u00f2 che di essi facciamo.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Tuttavia, nessun* \u00e8 completamente liber* dalle dinamiche sociali e culturali esistenti all\u2019interno del sistema di genere istituzionalizzato. Quando prendiamo decisioni riguardo alla nostra identit\u00e0 o espressione di genere, non possiamo sfuggire al fatto che lo facciamo nel contesto di un sistema di genere binario e patriarcale. Le donne trans, in particolare, sono incoraggiate, e a volte obbligate, ad adottare la tradizionale definizione di femminilit\u00e0 per essere accettate e legittimate dalla comunit\u00e0 medica, che si \u00e8 autoproclamata arbitro di chi \u00e8 veramente donna e chi no. Le donne trans si trovano spesso a dover \u201cdimostrare\u201d la propria femminilit\u00e0, interiorizzando gli stereotipi di genere per essere riconosciute come donne o per sottoporsi ad interventi ormonali e chirurgici. Questa pratica \u00e8 oppressiva nei confronti di ogni donna, trans o meno, in quanto nega l\u2019unicit\u00e0 di ogni donna.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Il transfemminismo ritiene che nessun* debba sentirsi costrett* a prendere decisioni personali riguardanti la propria identit\u00e0 o espressione di genere per essere una \u201cvera\u201d donna o un \u201cvero\u201d uomo. Crediamo inoltre che nessun* debba essere costrett* a prendere simili decisioni personali per qualificarsi come una \u201cvera\u201d femminista. Come donne trans, abbiamo imparato che la nostra sicurezza spesso dipende da quanto brave siamo a \u201cpassare\u201d per donne \u201cnormali\u201d; come transfemministe, ci troviamo a dover negoziare costantemente il nostro bisogno di sicurezza e tranquillit\u00e0 con i nostri principi femministi. Il transfemminismo esorta tutte le donne, comprese le donne trans, a esaminare i modi nei quali interiorizziamo tutti i comandamenti di genere eterosessisti e patriarcali e quali implicazioni globali comportano le nostre azioni; allo stesso tempo, chiariamo che non \u00e8 responsabilit\u00e0 di una femminista sbarazzarsi di ogni somiglianza con la definizione patriarcale della femminilit\u00e0.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Le donne non dovrebbero essere accusate di rafforzare stereotipi di genere nel fare le proprie scelte, anche se queste scelte sembrano obbedire a determinati ruoli di genere; una simile prova di purezza svaluta le donne, perch\u00e9 nega il nostro libero arbitrio, e avr\u00e0 come unica conseguenza l\u2019alienazione della maggioranza delle donne, trans o meno, dal movimento femminista. Il transfemminismo crede nell\u2019idea che ci siano tanti modi di essere donna quante sono le donne, che dovremmo essere libere di prendere le nostre decisioni senza sensi di colpa. A tale scopo, il transfemminismo si confronta con istituzioni sociali e politiche che inibiscono o riducono le nostre scelte individuali, rifiutando allo stesso tempo di incolpare le singole donne per le loro decisioni personali. Non \u00e8 necessario \u2013 al contrario<em>,\u00a0<\/em>\u00e8 oppressivo \u2013 imporre alle donne di abbandonare la propria libert\u00e0 di compiere scelte personali per essere considerate vere femministe, poich\u00e9 ci\u00f2 avr\u00e0 l\u2019unica conseguenza di sostituire il rigido costrutto patriarcale della femminilit\u00e0 ideale con una versione femminista leggermente modificata ma altrettanto rigida. Il transfemminismo crede nella promozione di un contesto in cui le scelte individuali delle donne siano rispettate, mentre al contempo critica e sfida le istituzioni che limitano la gamma di scelte a loro disposizione.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\"><strong>La questione del privilegio maschile<\/strong><\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Alcune femministe, specialmente le cosiddette femministe lesbiche radicali, accusano le donne e gli uomini trans di godere del privilegio maschile. Queste femministe sostengono che le transessuali MtF\u00a0<em>(N.d.T. MtF [Male to Female]\u00a0indica una persona transessuale il cui sesso biologico\/genetico assegnato alla nascita \u00e8 maschile, che decide di operare una transizione verso il sesso femminile)<\/em>\u00a0crescano socializzate da maschi, e dunque beneficino del privilegio maschile. D\u2019altro canto, invece, i transessuali FtM\u00a0<em>(N.d.T.\u00a0FtM\u00a0[Female to Male] indica una persona transessuale il cui sesso biologico\/genetico assegnato alla nascita \u00e8 femminile, che decide di operare una transizione verso il sesso maschile)<\/em>\u00a0sono visti come traditori che hanno abbandonato le loro sorelle in un patetico tentativo di acquisire il privilegio maschile. Il transfemminismo deve rispondere a queste critiche, che sono state usate per giustificare la discriminazione contro le donne e gli uomini trans all\u2019interno di alcuni ambienti femministi.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Di fronte a questa argomentazione, la prima reazione delle donne trans \u00e8 di negare di aver mai goduto di un qualsivoglia privilegio maschile nelle loro vite. \u00c8 comprensibile pensare che il fatto di essere state assegnate al genere maschile alla nascita abbia rappresentato per loro pi\u00f9 un peso che un privilegio: molte di loro, crescendo, hanno odiato i propri corpi maschili e il fatto di essere trattate da maschi. Ricordano, per esempio, quanto le mettesse a disagio subire la pressione di doversi comportare da uomini duri e virili. Molte sono state vittime di bullismo e sono state ridicolizzate da altri ragazzi per il loro comportamento non \u201cpropriamente\u201d maschile. Sono state spesso indotte a vergognarsi e hanno sofferto di depressione. Anche da adulte vivono con la paura costante di venire scoperte ed esposte, cosa che metterebbe a repentaglio il loro lavoro, le loro relazioni famigliari e di amicizia e la loro sicurezza.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Tuttavia, come transfemministe dobbiamo rifuggire questa reazione semplicistica. Per quanto sia vero che il privilegio maschile investe alcuni uomini molto pi\u00f9 di altri, \u00e8 anche difficile immaginare che le donne trans assegnate uomini alla nascita, non ne abbiano mai beneficiato. La maggior parte delle donne trans sono state percepite e trattate da uomini (seppure effeminati) almeno per un certo periodo della loro vita, e hanno dunque goduto di un trattamento preferenziale a scuola e sul lavoro, indipendentemente dal fatto che fossero felici di essere percepite come uomini. Sono state educate ad essere decise e sicure di s\u00e9, e alcune donne trans mantengono queste caratteristiche \u201cmascoline\u201d, spesso a loro vantaggio, dopo la transizione.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Questo dimostra che spesso confondiamo l\u2019oppressione che abbiamo subito per il fatto di non conformarci ai dettami del binarismo di genere, con l\u2019assenza di privilegio maschile. Invece di affermare che non abbiamo mai beneficiato dei vantaggi derivanti dalla supremazia maschile, dovremmo piuttosto sostenere che le nostre esperienze sono il risultato di un\u2019interazione dinamica tra privilegio maschile e svantaggi derivanti dall\u2019essere trans.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Chiunque abbia un\u2019identit\u00e0 di genere e\/o un\u2019inclinazione verso un\u2019espressione di genere che corrisponde al sesso assegnatogli\/le alla nascita ha il privilegio di non essere trans. Questo privilegio, come tanti altri, risulta invisibile a chi lo possiede. E, come per tutti gli altri privilegi, coloro che non ne beneficiano percepiscono intuitivamente quanta sofferenza \u00e8 causata dalla sua assenza. Una donna trans pu\u00f2 avere accesso limitato al privilegio maschile a seconda dell\u2019et\u00e0 in cui ha fatto la transizione e di quanto pienamente viva da donna, ma allo stesso tempo subisce enormi svantaggi sul piano emotivo, sociale ed economico per il fatto di essere trans. L\u2019assunto che le donne trans siano intrinsecamente pi\u00f9 privilegiate di altre donne \u00e8 privo di fondamento, tanto quanto affermare che le coppie di uomini gay siano pi\u00f9 privilegiate delle coppie eterosessuali perch\u00e9 entrambi i partner godono del privilegio maschile.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Spesso nascono tensioni quando le donne trans tentano di accedere a \u201cspazi per donne\u201d, che si suppongono essere rifugi sicuri dal patriarcato. L\u2019origine di questi \u201cspazi per donne\u201d, pu\u00f2 essere fatta risalire al primo femminismo lesbico degli anni \u201870, composto per la maggior parte da donne bianche di classe media che consideravano il sessismo come la pi\u00f9 importante diseguaglianza sociale, trascurando per\u00f2 ampiamente il loro ruolo nella riproduzione di altre oppressioni come il razzismo e il classismo. Partendo dal presupposto che il sessismo influenzasse la vita delle donne pi\u00f9 di ogni altro elemento sociale, davano per scontato che la loro esperienza di sessismo fosse la stessa per tutte le donne indipendentemente dall\u2019etnia, dalla classe ecc. \u2013 intendendo, con la parola donne, tutte le donne non-trans. Critiche recenti al femminismo radicale degli anni \u201870 mettono in luce come l\u2019opportunistica disattenzione nei confronti del razzismo e del classismo da parte di queste donne costituisse in realt\u00e0 un modo per mantenere il proprio privilegio di donne bianche e di classe media.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">A partire da questa consapevolezza, le transfemministe non dovrebbero rispondere alle accuse di privilegio maschile negandolo. Dovremmo avere il coraggio di riconoscere che le donne trans possono avere beneficiato del privilegio maschile \u2013 alcune ovviamente pi\u00f9 di altre \u2013 nella stessa misura in cui quelle tra noi che sono bianche dovrebbero affrontare la questione del privilegio bianco. Il transfemminismo crede nell\u2019importanza del rispetto di ci\u00f2 che differenzia cos\u00ec come di ci\u00f2 che accomuna le donne, vista l\u2019ampia variet\u00e0 di contesti sociali da cui le donne provengono. Le tranfemministe si confrontano con il proprio privilegio e si aspettano, allo stesso modo, che le donne non-trans riconoscano il proprio privilegio di donne non-trans.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Riconoscendo e affrontando i nostri privilegi, come donne trans possiamo sperare di costruire alleanze con altri gruppi di donne tradizionalmente ignorati e considerati non abbastanza \u201cfemminili\u201d sulla scia di parametri di femminilit\u00e0 bianchi e di classe media. Quando ci chiamano degenerate e ci attaccano per la sola ragione di essere ci\u00f2 che siamo, non c\u2019\u00e8 nulla da guadagnare nell\u2019evitare la questione del privilegio.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\"><strong>Decostruire l\u2019essenzialismo inverso<\/strong><\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Sebbene la seconda ondata di femminismo abbia diffuso l\u2019idea che il genere di ognun* sia distinto dal suo sesso fisiologico e sia frutto di una costruzione sociale e culturale, essa ha per lo pi\u00f9 lasciato indiscussa la credenza che esista realmente un sesso biologico. La separazione del genere dal sesso ha rappresentato un potente strumento retorico utile ad abbattere i ruoli di genere imposti, ma ha permesso alle femministe di mettere in discussione solo una parte del problema, tralasciando la discussione sulla naturalit\u00e0 dei sessi, femminile e maschile, fino a tempi pi\u00f9 recenti.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Il transfemminismo afferma che sesso e genere sono strutture sociali e che, per di pi\u00f9, la distinzione tra sesso e genere \u00e8 costruita artificialmente per questioni di comodit\u00e0. Sebbene il concetto di genere come costrutto sociale abbia mostrato di essere uno strumento potente nel decostruire la visione tradizionale delle capacit\u00e0 delle donne, ha lasciato comunque spazio alla giustificazione di certe politiche o strutture discriminatorie su base biologica. Esso ha fallito anche nell\u2019affrontare la realt\u00e0 delle esperienze trans, che vivono il proprio sesso biologico come pi\u00f9 artificiale e modificabile rispetto alla percezione interiore che hanno di s\u00e9.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">La costruzione sociale del sesso biologico \u00e8 pi\u00f9 di un\u2019osservazione astratta: \u00e8 una realt\u00e0 fisica che molte persone intersessuali\u00a0<em>(N.d.T. L\u2019intersessualit\u00e0\u00a0comprende diverse variazioni fisiche che riguardano elementi del corpo considerati \u201csessuati\u201d come\u00a0cromosomi, marker genetici, gonadi, ormoni, organi riproduttivi, genitali, e l\u2019aspetto somatico del genere di una persona; le persone intersessuali sono nate con caratteri sessuali che non rientrano nelle tipiche nozioni binarie del corpo maschile o femminile)<\/em>\u00a0devono affrontare. Poich\u00e9 la societ\u00e0 non mette in conto l\u2019esistenza di persone le cui caratteristiche anatomiche non rientrano perfettamente in quelle di maschio o femmina, queste sono regolarmente mutilate da medici professionisti e costrette a vivere nel sesso che viene assegnato loro. Di solito alle persone intersex non viene data la possibilit\u00e0 di decidere per se stesse su come vogliano vivere e se vogliano o meno ricorrere a \u201ccorrezioni\u201d chirurgiche o ormonali. \u00c8 terribile per molte persone intersex non poter dire la propria in merito ad una decisione cos\u00ec importante per la propria vita, sia nel caso in cui la loro identit\u00e0 di genere coincida col sesso assegnato, che nel caso in cui invece non vi coincida. Crediamo che la mutilazione genitale de* bambin* intersex sia intrinsecamente violenta, dal momento che viola immotivatamente l\u2019integrit\u00e0 dei loro corpi senza alcun consenso. La questione non \u00e8 neppure che il sesso assegnato a una persona coincida con la sua identit\u00e0 di genere o meno; ma se alle persone intersessuali venga data l\u2019effettiva possibilit\u00e0 di scegliere sul proprio corpo.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Le persone trans sono scontente del sesso che viene loro assegnato, senza consenso, secondo parametri medici eccessivamente semplicistici. Esistono svariati modi di essere persone trans: alcune si identificano e vivono come persone di sesso differente da quello assegnato dalle autorit\u00e0 mediche, scegliendo o meno l\u2019intervento medico, mentre altre si identificano con entrambi i sessi, maschile e femminile, o con nessuno dei due. La liberazione delle persone trans passa attraverso il diritto di definirsi a prescindere dalle autorit\u00e0 mediche, religiose e politiche. Il transfemminismo considera qualsiasi metodo di assegnazione del sesso un costrutto sociale e politico, e promuove un assetto sociale in cui ognun* possa liberamente assegnarsi il proprio sesso (o non-sesso, per l\u2019appunto).<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Dal momento che le persone trans cominciano ad organizzarsi politicamente, si \u00e8 tentati di adottare la nozione essenzialista di identit\u00e0 di genere. Il clich\u00e9 reso popolare dai mass media \u00e8 quello per cui essere trans significa essere \u201cdonne intrappolate in corpi di uomini\u201d o viceversa. L\u2019attrattiva di una simile strategia \u00e8 chiara, poich\u00e9 l\u2019opinione pubblica pu\u00f2 supportarci pi\u00f9 facilmente se la convinciamo di essere vittime di un errore biologico su cui non abbiamo alcun controllo. Questa visione \u00e8 anche spesso in accordo con la propria percezione di se, che sentiamo come molto radicata in noi e fondante. Ciononostante, da transfemministe, resistiamo a queste tentazioni a causa delle loro implicazioni.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Le persone trans sono spesso state descritte come persone il cui sesso biologico non corrisponde col genere della loro mente o anima. Questa spiegazione pu\u00f2 avere senso a livello intuitivo, ma \u00e8 allo stesso tempo problematica per il transfemminismo. Sostenere che una persona abbia una mente o un\u2019anima femminile significherebbe ammettere che esistono menti maschili e menti femminili, diverse tra loro in modo distinguibile, idea che si potrebbe usare per giustificare la discriminazione nei confronti delle donne. Essenzializzare la nostra identit\u00e0 di genere pu\u00f2 essere tanto pericoloso quanto ricorrere all\u2019essenzialismo biologico.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Il transfemminismo sostiene che la propria identit\u00e0 di genere si costruisce basandosi su ci\u00f2\u00a0<span lang=\"EN-US\">che ci appare genuino, coerente e che ci fa sentire a nostro agio nel modo in cui viviamo e ci relazioniamo<\/span>\u00a0ad altr*, nell\u2019ambito dei vincoli socioculturali dati. Questo vale sia per coloro la cui identit\u00e0 di genere \u00e8 in linea col sesso assegnato alla nascita, sia per le persone trans. La nostra richiesta di riconoscimento e rispetto non dovrebbe essere in alcun modo indebolita dall\u2019accettazione di questo fatto. Invece di giustificare la nostra esistenza attraverso l\u2019essenzialismo inverso, il transfemminismo smonta il preconcetto essenzialista secondo il quale la congruenza tra sesso e genere \u00e8 la norma.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\"><strong>Immagine e consapevolezza del corpo come questione femminista<\/strong><\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Noi, in quanto femministe, affermiamo di sentirci a nostro agio, sicure, forti nei nostri corpi; sfortunatamente, per\u00f2, questo non \u00e8 il sentire di molte donne, incluse quelle trans.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Per molte transfemministe, la questione dell\u2019immagine del proprio corpo \u00e8 il punto in cui \u00a0il nostro bisogno di benessere e sicurezza si scontra con la nostra politica femminista. Molte di noi si sentono cos\u00ec a disagio e provano cos\u00ec tanta vergogna per il proprio aspetto da scegliere di rimanere nascoste oppure di sottoporsi a elettrolisi, terapie ormonali, interventi chirurgici per modificare i propri corpi in modo congruo alla propria identit\u00e0 di donne. Queste procedure sono costose, dolorose, richiedono molto tempo e possono condurre alla perdita definitiva della fertilit\u00e0 e ad altre serie complicazioni quali l\u2019aumento del rischio di tumori.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Perch\u00e9 qualcun* dovrebbe volersi sottoporre a procedure cos\u00ec disumane? Anche se ci piacerebbe credere che il bisogno che sentiamo di far corrispondere i nostri corpi alle nostre identit\u00e0 di genere sia innato o essenziale, non possiamo in tutta onest\u00e0 negare che fattori sociali e politici influenzino le nostre decisioni personali.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Uno di questi aspetti consiste nel rinforzo sociale della dicotomia dei ruoli di genere. Siccome le nostre identit\u00e0 sono costruite all\u2019interno del sistema sociale in cui siamo nate, si potrebbe a questo punto affermare che la discontinuit\u00e0 tra l\u2019identit\u00e0 di genere di una persona e il suo sesso biologico sia problematica solo nel momento in cui la societ\u00e0 stessa mantiene attivamente una dicotomia del sistema di genere. Se il genere di una persona fosse un fattore insignificante a livello sociale, il bisogno delle soggettivit\u00e0 trans di modificare i propri corpi per essere conformi al binarismo dei generi potrebbe diminuire, anche se non scomparirebbe del tutto.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Tuttavia, questo ragionamento non dovrebbe essere usato per ostacolare le persone trans dal prendere decisioni sui propri corpi. Le donne trans sono estremamente vulnerabili alla violenza, all\u2019abuso e alle discriminazioni per ci\u00f2 che sono, e non si dovrebbe farle sentire in colpa quando fanno tutto il necessario per sentirsi al sicuro e a proprio agio. Il transfemminismo ci sfida a prendere in considerazione le modalit\u00e0 attraverso le quali i fattori sociali e politici influenzano le nostre decisioni ma, in ultima analisi, chiede che la societ\u00e0 rispetti qualsiasi decisione ognun* di noi prenda sul proprio corpo e sulla propria identit\u00e0 di genere.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Non \u00e8 contraddittorio lottare contro l\u2019applicazione rigida dei ruoli di genere da parte delle istituzioni mentre, al contempo, si difende il diritto individuale di scegliere come vivere per sentirsi a proprio agio e al sicuro; non \u00e8 contraddittorio neppure supportarsi tra pari, in modo da poter costruire una sana autostima e al contempo \u00a0sostenere la decisione altrui di modificare il proprio corpo, se cos\u00ec si \u00e8 deciso. Ognuna di noi pu\u00f2 sfidare gli arbitrari assunti di genere e sesso della societ\u00e0 senza diventare dogmatica. Nessuna di noi dovrebbe sentirsi in dovere di rifiutare in un colpo solo tutti gli aspetti oppressivi della propria vita: finiremmo coll\u2019essere esauste e diventare folli. La somma delle nostre piccole ribellioni combinate destabilizzer\u00e0 il sistema normativo di genere cos\u00ec come lo conosciamo. Varie forme di femminismi, l\u2019attivismo queer, il transfemminismo e altri movimenti progressisti attaccano tutti diversi aspetti del comune nemico: il patriarcato etero-sessista.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\"><strong>Violenza contro le donne<\/strong><\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Le femministe hanno sostenuto fin dagli anni \u201970 che la violenza contro le donne non consiste solo in una serie di eventi isolati, ma che \u00e8 una funzione sistematica del patriarcato per mantenere soggiogate tutte le donne. Il transfemminismo richiama l\u2019attenzione sul fatto che le donne trans, come altri gruppi di donne che subiscono molteplici oppressioni, sono particolarmente vulnerabili alla violenza rispetto alle donne che beneficiano di privilegi cis (N.d.T:\u00a0<strong>cisgender<\/strong>\u00a0o l\u2019abbreviazione\u00a0<strong>cis<\/strong>, indica le persone che si identificano nel proprio genere di nascita: nelle\/i cisgender, identit\u00e0 di genere e sesso biologico corrispondono).<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">In primo luogo, le donne trans sono prese di mira perch\u00e9 vivono come donne. Essere una donna in questa societ\u00e0 misogina \u00e8 pericoloso, ma ci sono alcuni fattori che ci rendono molto pi\u00f9 vulnerabili quando siamo sottoposte a violenze sessuali e domestiche. Ad esempio, quando un uomo attacca una donna trans, soprattutto se tenta di violentarla, pu\u00f2 scoprire che la vittima ha o aveva un\u2019anatomia \u201cmaschile\u201d. Questa scoperta spesso porta ad un\u2019aggressione ancora pi\u00f9 violenta alimentata dall\u2019omofobia e dalla transfobia. Le donne trans subiscono frequentemente aggressioni da parte di uomini quando viene fuori il loro essere trans. Gli omicidi delle donne trans, come quelli delle prostitute, sono raramente presi sul serio o in modo empatico dai media e dalle autorit\u00e0, soprattutto se la vittima \u00e8 una donna trans che lavora come prostituta.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Le donne trans sono anche pi\u00f9 vulnerabili agli abusi emotivi e verbali dei propri partner a causa della loro sovente scarsa autostima e dell\u2019immagine negativa che hanno del proprio corpo. \u00c8 facile per un molestatore far vergognare una donna trans e farla sentire brutta, inutile e pazza perch\u00e9 questi sono gli stessi identici messaggi a cui l\u2019intera societ\u00e0 \u00a0l\u2019ha sottoposta nel corso degli anni. Gli abusanti la fanno franca con la violenza domestica, portando via alle donne la capacit\u00e0 di definire la propria identit\u00e0 e le proprie esperienze, aspetti in cui le donne trans possono essere particolarmente vulnerabili, tanto per cominciare. Le donne trans hanno maggiori difficolt\u00e0 a lasciare i propri abusanti perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 difficile per loro trovare lavoro, e quasi certamente in caso di divorzio perderebbero la custodia dei figli a favore del proprio partner violento, quando ci sono bambini coinvolti.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Inoltre, le donne trans sono prese di mire per il fatto di essere queer. Gli omofobi tendono a non distinguere tra le persone gay e le persone trans quando commettono crimini d\u2019odio, ma le persone trans sono molto pi\u00f9 vulnerabili perch\u00e9 sono spesso pi\u00f9 visibili delle persone gay. I terroristi omofobi non spiano le camere da letto delle persone quando escono per cacciare le persone gay; cercano indizi di genere nella loro preda che non corrispondano al sesso percepito, e di fatto prendono di mira chi \u00e8 visibilmente deviante rispetto al genere assegnato. Per ogni uomo omosessuale o donna lesbica il cui omicidio diventa un titolo sulle testate nazionali, molte persone trans vengono uccise in tutto il paese, anche se ci sono molte pi\u00f9 persone gay e lesbiche \u201cdichiarate\u201d che persone transessuali. Gli uomini trans vivono anche nella costante paura di venir scoperti mentre attraversano una societ\u00e0 che perseguita gli uomini che fanno un passo al di fuori dei loro ruoli socialmente stabiliti. I crimini contro gli uomini trans sono commessi sia da estranei che da \u201camici\u201d intimi, crimini che sono indubbiamente motivati da una combinazione di transfobia e misoginia, messi in atto come punizione per aver violato le norme di genere al fine di rimetterli al loro \u201cposto da donna\u201d.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">A causa della situazione di pericolo in cui viviamo, il transfemminismo crede che la violenza contro le persone transessuali sia uno dei problemi pi\u00f9 importanti su cui dobbiamo lavorare. Possiamo essere ferit* e restare \u00a0delus* dal fatto che in alcuni eventi riservati alle donne esista un rifiuto a farci entrare, ma \u00e8 la violenza contro di noi che, da troppo tempo, ci uccide letteralmente o ci costringe al suicidio. Non abbiamo altra scelta che agire, immediatamente. In questo senso \u00e8 essenziale la cooperazione con le tradizionali case-famiglia per la violenza domestica, con i centri antiviolenza e con i programmi di prevenzione dei crimini d\u2019odio. Alcuni centri di accoglienza hanno gi\u00e0 deciso di accettare pienamente le donne trans come tutte le altre donne, mentre altri esitano per varie ragioni. Dobbiamo organizzare ed istruire gli organi esistenti circa la necessit\u00e0 delle donne trans di essere aiutate. Dobbiamo sottolineare che la dinamica della violenza contro le donne trans non \u00e8 dissimile da quella che subiscono le donne non-trans, salvo che siamo spesso pi\u00f9 vulnerabili. E dovremmo anche chiedere servizi per gli uomini trans.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Come transfemministe, non dovremmo richiedere soltanto che le organizzazioni attuali ci forniscano servizi; dovremmo essere noi a unirci a loro. Dovremmo offrirci volontariamente per aiutarle a mettere a punto un efficace metodo di monitoraggio al fine di garantire loro la sicurezza mentre espandono il loro campo d\u2019azione. Dovremmo metterci a disposizione come consulenti in caso di situazioni critiche e come responsabili per altre donne trans che hanno bisogno. Dovremmo anche aiutarle a finanziare laboratori di formazione specifici per il \u00a0personale. Dovremmo sviluppare corsi di autodifesa per le donne trans, modellate sui corsi di autodifesa femministi per donne, ma che prestino particolare attenzione alle nostre esperienze specifiche. Potrebbe non essere possibile\u00a0<em>adesso<\/em>\u00a0iniziare da zero a realizzare delle nostre case-famiglia, ma possiamo lavorare per l\u2019eliminazione della violenza nei confronti delle persone trans in una vasta coalizione che miri all\u2019eliminazione della violenza contro le donne e le minoranze sessuali.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Dobbiamo anche affrontare il problema della violenza economica. Le donne transessuali sono spesso in condizioni di povert\u00e0 perch\u00e9, in quanto donne, guadagniamo meno degli uomini, perch\u00e9 le discriminazioni palesi nei confronti delle persone trans che hanno un\u2019occupazione sono dilaganti, e a causa del costo proibitivo della transizione. Ci\u00f2 significa anche che i partner abusanti delle donne trans hanno pi\u00f9 potere, e ci tengono intrappolate in relazioni abusanti. Il transfemminismo crede nella lotta contro la transfobia e il sessismo tanto in ambito economico quanto sociale e politico.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\"><strong>Salute e scelte riproduttive<\/strong><\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Pu\u00f2 sembrare ironico che le donne trans, le quali generalmente non possono procreare, abbiano interesse nel movimento per i diritti riproduttivi delle donne, ma il transfemminismo vede una connessione profonda tra la liberazione delle donne trans e il diritto delle donne a scegliere. Prima di tutto, la stigmatizzazione sociale dell\u2019esistenza trans \u00e8 in parte dovuta al fatto che interveniamo sui nostri organi riproduttivi. Le operazioni di chirurgia estetica non genitale vengono effettuate molto pi\u00f9 spesso delle operazioni di riassegnazione sessuale, eppure non richiedono mesi di psicoterapia obbligatoria. Tanto meno le persone che si sottopongono a operazioni di chirurgia estetica vengono quotidianamente ridicolizzate e vilipese in talk show spazzatura trasmessi a livello nazionale. Una tale isteria riguardo alle nostre scelte personali \u00e8 alimentata in parte dal tab\u00f9 sociale contro l\u2019autodeterminazione dei nostri organi riproduttivi: come per le donne che vogliono abortire, i nostri corpi sono diventati un territorio comune, un campo di battaglia.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Inoltre, gli ormoni che prendono molte donne trans sono simili per origine e composizione chimica a quelli che le donne non-trans prendono per il controllo delle nascite, per la contraccezione d\u2019emergenza e per la terapia ormonale sostitutiva. Come donne trans, condividiamo le loro preoccupazioni sulla sicurezza, il costo e la disponibilit\u00e0 di queste pillole a base di estrogeni. Donne trans e non-trans devono essere unite nella battaglia contro le tattiche della destra che mirano a rendere inaccessibili, se non illegali, i mezzi e l\u2019informazione per il controllo sui nostri corpi. Ovviamente, la scelta riproduttiva non riguarda soltanto l\u2019accesso all\u2019aborto o al controllo delle nascite: riguarda anche la resistenza alla sterilizzazione forzata e coercitiva o all\u2019aborto per le donne meno privilegiate. Allo stesso modo, il transfemminismo si batte per il diritto a rifiutare interventi chirurgici e ormonali, inclusi quelli prescritti per le persone intersex, e aspetta ancora che la societ\u00e0 rispetti il nostro senso di identit\u00e0 personale.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Durante gli anni \u201980, le lesbiche vennero cacciate da alcune organizzazioni per la libert\u00e0 di scelta riproduttiva perch\u00e9 considerate irrilevanti per la loro causa. Ma il diritto a scegliere non \u00e8 esclusivamente una questione eterosessuale, cos\u00ec come non \u00e8 solo -cis, siccome riguarda fondamentalmente il diritto delle donne a determinare che cosa vogliono fare con i loro stessi corpi. Il transfemminismo dovrebbe aderire alle organizzazioni per la scelta riproduttiva e manifestare per il diritto di scelta. Una societ\u00e0 che non rispetta il diritto delle donne a scegliere sulla gravidanza, non sar\u00e0 mai propensa a rispettare il nostro diritto di scelta degli interventi medici necessari per far s\u00ec che i nostri genitali siano coerenti con la nostra identit\u00e0 di genere. Se abbiamo paura di dover ottenere gli ormoni sottobanco o di dover viaggiare oltreoceano per un intervento di riassegnazione del sesso, dovremmo riuscire a identificarci con le donne che temono di dover tornare all\u2019insicurezza degli aborti illegali.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Inoltre, il transfemminismo dovrebbe imparare dal movimento per la salute delle donne. La ricerca dedicata a questioni di salute di particolare interesse per le donne, come il cancro al seno, non \u00e8 nata dal nulla. \u00c8 stato attraverso un attivismo vigoroso e l\u2019autoeducazione collettiva, che queste questioni sono arrivate ad essere prese seriamente. Prendendo atto del fatto che la comunit\u00e0 medica ha storicamente fallito nel far fronte in modo adeguato alle preoccupazioni delle donne sulla propria salute, il transfemminismo non pu\u00f2 aspettarsi che le persone in posizione di potere prendano seriamente le preoccupazioni in termini di salute delle donne trans. Questo \u00e8 il motivo per cui dobbiamo partecipare al movimento per la salute delle donne ed espanderlo.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Richiamare le analogie con il movimento per la salute delle donne risolve anche il dilemma strategico sulla patologizzazione dell\u2019identit\u00e0 di genere. Per molti anni le persone trans hanno discusso tra di loro se fosse opportuno o meno richiedere la de-patologizzazione del disturbo dell\u2019identit\u00e0 di genere, che \u00e8 attualmente un prerequisito per alcuni trattamenti medici. \u00c8 stata una questione che ci ha divise perch\u00e9 la patologizzazione del disturbo dell\u2019identit\u00e0 di genere permette ad alcune di noi di sottoporsi a interventi medici, anche se, al tempo stesso, ci stigmatizza e nega la nostra autodeterminazione. Prima delle critiche femministe alla medicina moderna, i corpi femminili venivano considerati \u201canormali\u201d dallo standard maschio-centrico del sistema medico che aveva come risultato la patologizzazione di esperienze femminili del tutto ordinarie come mestruazioni, gravidanza e menopausa; \u00e8 stato il movimento per la salute delle donne che ha costretto la comunit\u00e0 medica ad accettare il fatto che sono parte delle comuni esperienze umane. Il transfemminismo insiste sul fatto che la transessualit\u00e0 non \u00e8 una malattia o un disordine, ma fa parte dell\u2019ampio spettro dell\u2019esperienza umana comune, tanto quanto la gravidanza. Non \u00e8 quindi contraddittorio chiedere che il trattamento medico per le persone trans sia reso pi\u00f9 accessibile e, allo stesso tempo, de-patologizzare il \u201cdisturbo dell\u2019identit\u00e0 di genere\u201d.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\"><strong>\u00c8 ora di agire<\/strong><\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Nonostante abbiamo sperimentato il rifiuto pi\u00f9 del dovuto sia all\u2019interno che all\u2019esterno delle comunit\u00e0 femministe, coloro che sono rimast* i\/le nostr* miglior* alleat* sono comunque stat* femministe, lesbiche e altre soggettivit\u00e0 queer. Il transfemminismo afferma che \u00e8 inutile discutere, a livello intellettuale, su chi \u00e8 e su chi non \u00e8 inclus* nella categoria \u201cdonne\u201d: dobbiamo agire, ora, e costruire alleanze.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Ogni giorno subiamo molestie, discriminazioni, aggressioni e abusi. Non conta quanto bene impariamo a passare per donne, l\u2019invisibilit\u00e0 sociale dell\u2019esistenza trans non ci protegger\u00e0 quando tutte le donne saranno sotto attacco. Non riusciremo mai a vincere se giochiamo secondo le regole sociali che normano come le donne dovrebbero comportarsi, abbiamo bisogno del femminismo tanto quanto le donne non-trans, se non di pi\u00f9. Come transfemministe siamo orgogliose della tradizione delle nostre antenate femministe e portiamo avanti la loro lotta nelle nostre vite.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Il transfemminismo \u00e8 convinto che una societ\u00e0 che rispetta le identit\u00e0 cross-gender coincida con una societ\u00e0 che tratta equamente le persone di tutti i generi; la nostra esistenza, infatti, viene vista come un problema solo quando si d\u00e0 una rigida gerarchia di genere. Con questa convinzione, \u00e8 essenziale per la nostra sopravvivenza e dignit\u00e0 reclamare il nostro posto nel femminismo, non in maniera minacciosa o invasiva, ma in modi amichevoli e cooperativi. Il sospetto e il rifiuto iniziali da parte di alcune istituzioni femministe esistenti sono normali, soprattutto se si tiene conto che queste ultime sono state tradite tantissime volte da uomini auto definitisi \u201cpro-femministe\u201d. \u00c8 attraverso la nostra perseveranza e impegno ad agire che il transfemminismo trasformer\u00e0 la portata del femminismo in una visione del mondo pi\u00f9 inclusiva.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\"><strong>Poscritto a\u00a0<em>Cogliere un\u2019onda: rivendicare il femminismo nel ventunesimo secolo<\/em><\/strong><\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Ho scritto il\u00a0<em>Manifesto Transfemminista\u00a0<\/em>nell\u2019estate del 2000, soltanto un paio di mesi dopo essermi trasferita a Portland, aver incontrato comunit\u00e0 transgender e transessuali e iniziato a esplorare le intersezioni tra il femminismo e le esperienze trans. Suppongo di essere stat* ingenu*, ma inizialmente sono rimast* sorpres* quando ho scoperto che circolavano sentimenti anti-trans tra alcune femministe e sentimenti anti-femministi tra certe persone trans, perch\u00e9 le persone trans che avevo conosciuto erano il tipo di persone che rispetto sia come femministe che come attivist* trans. Ho scritto questo manifesto con l\u2019obiettivo di elaborare una teoria femminista che fosse decisamente pro-trans e un discorso trans che fosse radicato nel femminismo. Penso di esserci riuscit*.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Tuttavia, questo manifesto presenta dei problemi che mi rendono in parte insoddisfatt*. Nelle varie revisioni che ho fatto nel corso degli ultimi due anni ho sistemato alcuni dei problemi minori, ma rimangono intatti problemi pi\u00f9 grandi che non possono essere corretti senza riscrivere l\u2019intero pezzo. Penso, per\u00f2, sia importante spiegare quali siano questi problemi e perch\u00e9 si siano insinuati nel manifesto. Due di questi, \u00a0di pi\u00f9 ampia portata, sono:<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">\u2013 L\u2019attenzione eccessiva dedicata alle persone trans MtF a scapito dei trans FtM e di altre persone che si identificano come transgender o genderqueer\u00a0<em>(N.d.T.\u00a0genderqueer\u00a0indica una persona con un\u2019identit\u00e0 di genere che non si riconosce nell\u2019opposizione binaria maschio\/femmina, ma ritiene che l\u2019identit\u00e0 di genere sia l\u2019espressione di uno spettro infinito di possibilit\u00e0)<\/em>. Mi assumo la piena responsabilit\u00e0 del fatto che questo manifesto sia fortemente focalizzato su questioni che riguardano le persone transessuali MtF, mentre trascura difficolt\u00e0 specifiche a cui vanno incontro le persone trans FtM o altre persone transgender e genderqueer. Al tempo in cui ho scritto questo articolo, avvertivo l\u2019esigenza di limitare il focus del femminismo alle \u201cdonne\u201d perch\u00e9 temevo che un\u2019estensione del campo avrebbe permesso a uomini non-trans di sfruttare il femminismo per i loro interessi, come effettivamente fa qualche gruppo in favore dei cosiddetti diritti degli uomini. Anche se continuo a pensare che questa paura sia giustificata, adesso ho realizzato che privilegiare le questioni delle donne transessuali a spese delle altre persone trans e genderqueer \u00e8 stato un errore.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">\u2013 Un\u2019analisi intersezionale insufficiente. Il manifesto si concentra prevalentemente sull\u2019intersezione tra sessismo e oppressione delle persone trans, tuttavia non si occupa di come questi temi si intersechino con altre ingiustizie sociali. Per esempio, il manifesto fa riferimento alle critiche mosse dalle donne non bianche al razzismo delle donne bianche nel contesto del movimento femminista, ma non si sofferma su come le donne trans possano diventare alleate delle donne non bianche. Anche qui, ho esitato a spostare l\u2019attenzione dal sessismo perch\u00e9 nel periodo in cui stavo scrivendo questo manifesto temevo di ricevere critiche da parte di altre femministe (non-trans). Ora, invece, concordo con l\u2019idea che una teoria femminista che non fa i conti con il razzismo, il classismo, l\u2019abilismo, ecc. che circolano tra le donne \u00e8 incompleta e riconosco, quindi, che questo manifesto \u00e8 incompleto.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Sebbene si tratti di critiche molto diverse tra loro, entrambe hanno la stessa origine: l\u2019idea che le femministe debbano occuparsi principalmente \u2013 talvolta esclusivamente \u2013 dell\u2019oppressione che ogni donna sperimenta. In questa concezione, problematiche come il razzismo e il classismo possono essere affrontate solamente quando farlo favorisce la battaglia contro il patriarcato \u2013 per esempio, parlando del razzismo degli uomini bianchi nei confronti delle donne non bianche \u2013 ma non quando farlo \u00e8 visto come \u201cdivisivo\u201d per il movimento delle donne, o piuttosto, quando ne svela le divisioni nascoste. Questo manifesto in larga misura si situa all\u2019interno di tale traiettoria senza rimetterne in discussione le implicazioni razziste, classiste, ecc., e, per questo, merita di essere criticato. Ora mi sono res* conto che quando ho scritto il manifesto non mi sentivo sald* a sufficienza nelle mie stesse convinzioni per assemblare pi\u00f9 questioni e ho ceduto alla paura di venire criticat* per aver annacquato il femminismo. \u00c8 stato attraverso la solidariet\u00e0 maturata negli ultimi due anni con altre potenti donne non bianche, donne della classe operaia e donne con disabilit\u00e0, che ho potuto liberarmi da questo timore.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Ho pensato di scrivere un nuovo manifesto per affrontare queste e altre intuizioni che ho avuto dal 2000 ad oggi, con la sicurezza e la chiarezza che ho ora, ma per il momento lascio il compito ad altr*. Se ne scriverete uno, per favore mandatemelo.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\"><strong>Bonus: femminismo razzista alla National Women\u2019s Studies Association<\/strong><\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Emi Koyama<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">28 giugno 2008<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">A marzo mi \u00e8 stato chiesto di intervenire al \u201ctribute panel\u201d dedicato al femminismo nero e in particolare alla vita e alle opere di Audre Lorde nell\u2019ambito della National Women\u2019s Studies Association. Mi sentivo onorata \u2013 e anche piuttosto intimorita \u2013 al pensiero di essere stata scelta per parlare dell\u2019importanza delle opere di Audre Lorde nella mia vita e nel movimento femminista in generale. Erano state invitate a partecipare anche Kaila Adia Story (Universit\u00e0 di Louisville) e Melinda L. de Jesus (California College of the Arts).<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Sono entrata per la prima volta in contatto con i testi di Audre durante un corso di Women\u2019s Studies al mio secondo anno di college. Per tutto un semestre, le\/gli studenti dovevano leggere diversi articoli ogni settimana, per poi discuterne in classe e scrivere alcune riflessioni legate a tali letture. Ogni volta, settimana dopo settimana, la maggior parte del materiale assegnato era scritto da donne bianche, borghesi ed eterosessuali (se non, a volte, \u201clesbiche politiche\u201d) e per me era difficile identificarmi nella gran parte delle questioni che venivano discusse. Continuavo a scrivere che non mi rivedevo nella lettura, ma non mi rendevo conto che questo avesse a che fare con la selezione del materiale. Mi sentivo in colpa per la mia reazione cos\u00ec \u201cnegativa\u201d al femminismo e alle femministe.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Verso la fine del semestre una settimana venne dedicata alle opere di \u201cdonne di colore\u201d\u00a0<em>[N.d.T. Utilizziamo qui \u2018donne di colore\u2019 perch\u00e9 riteniamo che il titolo originario della settimana fosse questo; nel testo, invece, abbiamo ritenuto di utilizzare \u2018non bianche\u2019 per definire, in modo non offensivo, le varie soggettivit\u00e0 che non si rispecchiano nella bianchezza n\u00e9 nella dicotomia bianco\/nero]<\/em>\u00a0(proprio cos\u00ec, un\u2019intera settimana, evviva!). Se ricordo bene, si trattava di alcuni brani dall\u2019antologia\u00a0<em>This Bridge Called My Back\u00a0<\/em>(la dichiarazione del Combahee River Collective e, credo, uno dei pezzi di Cherrie Moraga) e\u00a0<em>Sorella Outsider\u00a0<\/em>di Audre Lorde. Questi erano articoli con i quali, per la prima volta, riuscivo a entrare in connessione. Davano voce ai miei sentimenti di alienazione e frustrazione, che prima non riuscivo a inquadrare fino in fondo. E sebbene fosse solo una settimana, su un intero semestre, e si trattasse probabilmente della peggior forma di concessione esclusivamente simbolica all\u2019interno della disciplina, questi articoli hanno fatto nascere la mia dedizione al femminismo e ai Women\u2019s Studies, dedizione che dura tutt\u2019oggi. Se non fosse stato per\u00a0<em>Sorella outsider,\u00a0<\/em>non so se oggi sarei una femminista.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Eppure una settimana non \u00e8 stata sufficiente per acquisire la sicurezza e la forza che mi servivano per dire la mia quando mi ritrovavo circondata da femministe bianche e borghesi che sembravano ignorare quanto le loro azioni e le loro parole, razziste e classiste, causassero dolore e tristezza. Non era sufficiente leggere le opere di Audre e di altre come lei; quello di cui davvero avevo bisogno era costruirmi attorno un sistema di supporto, con persone di ogni etnia e genere che avessero a cuore la giustizia in ogni ambito della societ\u00e0 e che si impegnassero a responsabilizzarsi a vicenda in modo empatico.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Nell\u2019estate del 2000 mi sono trasferita a Portland, nell\u2019Oregon (la prima metropoli in cui ho trascorso la mia vita adulta). Il giorno successivo al mio arrivo ho conosciuto Diana Courvant, una donna bianca transessuale che aveva fondato il Survivor Project per rispondere alle necessit\u00e0 delle persone trans e intersex sopravvissute a violenza domestica e sessuale. Essendo io stessa una sopravvissuta con una storia complessa per quanto riguarda genere e identit\u00e0 sessuali, mi sono unita subito al progetto.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Eppure mano a mano che conoscevo Diana, scoprivo che non tutte le femministe accettavano le persone trans. Al contrario, per un periodo lei stessa si era trovata in mezzo a una disputa da incubo all\u2019interno della comunit\u00e0 lesbica femminista di Portland, di cui poi aveva parlato nel saggio \u201cSpeaking of Privilege\u201d (in\u00a0<em>\u201cThis Bridge We Call Home\u201d<\/em>, curato da Gloria Anzaldua e AnaLouise Keating). Per farla breve: Diana era stata invitata a un ritiro femminista per sole donne nella foresta dell\u2019Oregon, che, dopo che lei aveva accettato di partecipare, aveva istituito una politica che impediva l\u2019accesso a persone dotate di pene, escludendo cos\u00ec le donne transessuali che non si erano sottoposte alla riassegnazione chirurgica del sesso. Diana aveva quindi declinato l\u2019invito, organizzando per\u00f2 un workshop su tematiche trans appena fuori dal perimetro, con l\u2019aiuto di alleate non trans. Il workshop aveva avuto successo, ma si era sparsa la voce che poco dopo lei si fosse introdotta nel perimetro del ritiro e si fosse denudata. La voce era ovviamente falsa, ma estremamente offensiva.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Proprio in reazione a questo clima generale scrissi il \u201cManifesto Transfemminista\u201d, pi\u00f9 tardi pubblicato nell\u2019antologia\u00a0<em>Catching a Wave: Reclaiming Feminism for the 21st Century<\/em>, curato da Rory Dicker e Alison Piepmeier. Il manifesto affrontava vari temi femministi, come la contraccezione, la salute sessuale e riproduttiva e la violenza contro le donne, e discute di come le donne transessuali condividano molte delle preoccupazioni delle altre donne. Volevo scrivere una teoria femminista che contrastasse l\u2019argomentazione secondo la quale le donne transessuali sono cos\u00ec diverse dalle altre donne, che non c\u2019\u00e8 posto per loro nel movimento femminista (o che il femminismo sia inutile per le donne transessuali). Volevo fornire delle argomentazioni facili da ripetere, in modo che le femministe pro-trans potessero usarle per combattere l\u2019ipocrisia e le falsit\u00e0 che si dispiegavano contro le donne transessuali. E in questo senso, penso che il \u201cManifesto\u201d sia stato un successo.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Tuttavia, il Manifesto presentava degli aspetti disturbanti. Nello sforzo di creare un\u2019alleanza fra donne transessuali e donne cisgender, il saggio trascurava le lotte degli uomini transessuali e delle altre persone transgender e genderqueer che non si identificano come \u201cdonne\u201d, eccetto quei casi in cui era utile includerle. Il testo mancava anche di un\u2019adeguata analisi intersezionale: ovvero, di come opinioni e oppressioni transfobiche si uniscano e complichino altre oppressioni oltre al sessismo \u2013 inclusi, soprattutto, razzismo e classismo. Tuttavia, di fatto, il saggio si ispirava alle opere di donne non bianche per argomentare determinate posizioni \u2014 come per esempio quella per cui la specificit\u00e0 delle esperienze delle donne transessuali non dovrebbe essere ragione di esclusione, in quanto questo presupporrebbe l\u2019esistenza di un\u2019unica esperienza femminile universale, cosa che chiaramente non esiste \u2013 senza per\u00f2 contribuire alla riflessione su come l\u2019inclusione di soggettivit\u00e0 trans aiuti a combattere il razzismo e altre forme di oppressione.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Il fatto \u00e8 che, quando scrissi questo saggio, mi ero trasferita da soli tre mesi in una nuova citt\u00e0, e non ero ancora completamente consapevole del disagio che mi provocava il femminismo bianco che riempiva nove delle dieci settimane del corso Introduction to Women\u2019s Studies. Al tempo stesso, non mi sentivo abbastanza sicura di me per mettere in discussione l\u2019idea che il femminismo significasse semplicemente difendere i diritti delle donne e combattere il sessismo \u2013 e nient\u2019altro. In breve, quella che scrissi era una versione del femminismo bianco, modificata quel tanto che bastava per includere le donne transessuali. Allora mi sembrava l\u2019unico modo sicuro di elaborare una teoria femminista in grado di migliorare la posizione delle donne transessuali all\u2019interno del femminismo. Gli anni seguenti li passai a incontrare sempre pi\u00f9 persone che avevano come obiettivo comune la giustizia per tutte le soggettivit\u00e0, cos\u00ec come a sviluppare la consapevolezza necessaria a \u201ctrasformare il silenzio in linguaggio e azione\u201d, utilizzando le famose parole di Audre. Nel paragrafo seguente parler\u00f2 proprio di uno di questi silenzi che \u00e8 stato trasformato in linguaggio e azione.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">L\u2019invito a parlare durante il panel istituito per onorare l\u2019eredit\u00e0 di Audre Lorde recitava: \u201cLa NWSA (National Women\u2019s Studies Association ) ha il piacere di offrirle la partecipazione gratuita alla conferenza per ringraziarla per il suo tempo e la sua competenza. Sfortunatamente, tuttavia, l\u2019associazione ha un budget limitato e non potr\u00e0 coprire le sue spese di viaggio\u201d. Io, per\u00f2, non sono un\u2019accademica, e senza un contratto stabile non posso permettermi di spendere centinaia di dollari solo per intervenire a una conferenza. Risposi spiegando la mia situazione e chiedendo un contributo per poter partecipare alla conferenza, ricevendo nuovamente in risposta dalla direttrice esecutiva: \u201cLa NWSA pu\u00f2 pagarle la quota di iscrizione e registrazione; ovviamente ci piacerebbe poter fare di pi\u00f9\u201d.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Cominciai a parlarne con alcune componenti del Direttivo dell\u2019associazione, che conoscevo, e chiesi loro di farmi da portavoce; inviarono delle e-mail alla direttrice, ma la risposta fu identica. Inoltre venni a sapere che l\u2019anno precedente la NWSA aveva invitato un\u2019altra attivista che stimo moltissimo, impegnata da tempo sui temi della giustizia sociale per le persone queer, la quale dovette declinare l\u2019invito a causa della indisponibilit\u00e0 dell\u2019organizzazione di coprire le spese di viaggio.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Avrei potuto declinare anch\u2019io l\u2019invito, ma a quel punto la NWSA avrebbe continuato a tentare di sfruttare, di anno in anno, gli\/le attiviste mentre fingeva di onorare e supportare il loro lavoro senza \u00a0nessuna contestazione. Decisi \u00a0di fare qualcosa di diverso: scrissi alla WMST-L (una mailing list internazionale di studi sulle donne con migliaia di iscritte), spiegando la situazione e chiedendo alle persone di scrivere alla NWSA per protestare contro questa prassi e donare un po\u2019 di soldi affinch\u00e9 io potessi partecipare alla conferenza.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">In pochi giorni ricevetti circa una dozzina di offerte di donazione e, a quanto pare, circa altrettante persone scrissero alla direttrice esecutiva della NSWA, anche persone del direttivo. Fra le pi\u00f9 accanite sostenitrici c\u2019erano la presidenta del\u00a0<em>Lesbian Caucus<\/em>\u00a0Lisa Burke, la co-presidenta del\u00a0<em>Women of Color Caucus<\/em>\u00a0Pat Washington e la rappresentante del\u00a0<em>Bisexual-Transgender Interest Group<\/em>\u00a0Joelle Ruby Ryan. A questo punto per\u00f2 la situazione divenne ridicola. A quanto pare, la direttrice esecutiva inform\u00f2 alcune delle mie sostenitrici che mi era gi\u00e0 stata messa a disposizione una camera d\u2019albergo a spese della NWSA, insinuando implicitamente che ero stata disonesta o che stavo architettando un piano per diffamare delle studiose femministe benintenzionate. Pensando che la direttrice avesse cambiato idea e avesse deciso di contribuire almeno a parte delle spese, ricontattai la NWSA solo per sentirmi rispondere che nulla era cambiato e che le spese erano ancora a mio carico (seppur con l\u2019aiuto di molte sostenitrici).<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Ricevetti donazioni sufficienti per coprire la maggior parte delle spese, quindi volai a Cincinnati per partecipare al tribute panel. Nel mio discorso parlai di come avevo scoperto l\u2019opera di Audre Lorde, quanto fosse stata importante per me, ma anche di quanto non fosse sufficiente leggere i suoi libri per sentirsi davvero emancipate. Lessi la postfazione che scrissi per il \u201cManifesto transfemminista\u201d e raccontai come quel pezzo riflettesse un momento della mia vita in cui stavo negoziando cautamente la mia posizione all\u2019interno del femminismo. Parlai poi del panel stesso, e di quanto fossi profondamente combattuta sul partecipare o meno a una celebrazione di Audre Lorde e del suo lavoro, dal momento che la struttura stessa del forum tradiva la sua eredit\u00e0.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Dissi che mi chiedevo, se Audre fosse stata ancora qui, se avrebbe accettato l\u2019invito a parlare a questa conferenza a condizioni cos\u00ec umilianti. Audre non lo meritava, e questo tribute panel non era il modo pi\u00f9 adatto di onorare e commemorare il suo contributo agli studi delle donne. Dissi anche che una delle ragioni per cui mi sentivo cos\u00ec indecisa se parlare in questa occasione, era dovuta alla paura che la mia presenza alla conferenza potesse contribuire a legittimare ci\u00f2 che era fondamentalmente illegittimo.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Audre stessa affront\u00f2 circostanze simili nel 1979 quando fu invitata a parlare in occasione dell\u2019\u201cunico panel [della Seconda conferenza sul sesso, tenutasi\u00a0 alla New York University] nel quale il contributo delle femministe e lesbiche nere fosse rappresentato\u201d anche se accett\u00f2 l\u2019invito \u201cmettendo in chiaro che avrebbe commentato articoli riguardanti il ruolo della differenza nella vita delle donne americane\u201d, cosa che non sarebbe stata possibile \u201csenza un contributo significativo da parte delle donne povere, delle donne nere e del Terzo Mondo e delle lesbiche\u201d. Il suo discorso, intitolato \u201cGli strumenti del padrone non smantelleranno mai la casa del padrone\u201d, incluso in\u00a0<em>Sister Outsider<\/em>, \u00e8 tanto famoso quanto poco compreso.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Quando Audre parlava degli \u201cstrumenti del padrone\u201d, ci\u00f2 a cui si riferiva era la riluttanza delle femministe bianche, etero e della classe media, a riconoscere le differenze esistenti tra le donne in base alle linee di razza, classe, sessualit\u00e0, ecc. Poich\u00e9 non riescono a cogliere la forza che pu\u00f2 provenire dal riconoscimento delle differenze, non solo tra donne bianche e nere, ma anche tra donne nere \u2013 perch\u00e9 gli organizzatori non coinvolsero diverse donne non bianche, come se si aspettassero che Audre rappresentasse tutte le donne nere? \u2013 Lorde sostiene che molte femministe bianche siano complici del fatto che il patriarcato razzista e omofobico prosperi.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">In un altro testo, anche questo parte di\u00a0<em>Sorella Outsider<\/em>, Audre dichiar\u00f2 che non avrebbe mai pi\u00f9 parlato di razzismo alle donne bianche. Ovviamente non fu l\u2019ultima volta che lo fece, ma non ho dubbi sul fatto che abbia combattuto spesso con la voglia di arrendersi. Parte della ragione per cui alla fine decisi di partecipare alla conferenza e di parlare al tributo \u00e8 stata realizzare di trovarmi sulle spalle di Audre Lorde e delle sue contemporanee, molte delle quali sono ancora vive, anche se molte se ne sono andate. Il panel ha avuto grande successo e la discussione che ha coinvolto le relatrici e il pubblico \u00e8 durata quasi tre ore, anche se inizialmente la durata prevista era di soli 75 minuti.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Nel corso dell\u2019assemblea delle delegate il giorno successivo, Lisa Burke del\u00a0<em>Lesbian Caucus<\/em>\u00a0si fece avanti. La direttrice esecutiva le aveva promesso che si sarebbe \u201coccupata\u201d della mia situazione, il che significava che la NWSA mi avrebbe fornito almeno l\u2019alloggio per la conferenza, cosa che in qualche modo non successe. La direttrice sostenne che l\u2019NWSA in effetti aveva prenotato una stanza per me, pagata tramite il proprio conto, e accus\u00f2 la sua assistente, una donna nera che non era presente nella stanza, del \u201cproblema di comunicazione\u201d. Lisa protest\u00f2 per questa ricerca di un capro espiatorio e chiese all\u2019organizzazione di rimborsarmi le spese di alloggio e di presentare scuse ufficiali. Tutte le delegate votarono a favore della mozione. La risoluzione mi fece quasi sentire in colpa, in parte perch\u00e9 un\u2019altra donna non bianca mi era stata messa contro ed era stata incolpata di tutto, e in parte perch\u00e9 il pensiero di una stanza da 170 dollari lasciata vuota per me era uno spreco enorme a cui non volevo pensare.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">La mattina dopo chiamai l\u2019hotel per verificare quanto la NWSA avesse pagato per la stanza che io non sapevo mi fosse stata riservata, ma il receptionist mi inform\u00f2 che non c\u2019era alcuna traccia di prenotazione per nessuna delle notti passate. C\u2019era una remota possibilit\u00e0 che NWSA avesse prenotato in un altro hotel nei dintorni, perch\u00e9 l\u2019hotel della conferenza era pieno. Ma non mi sembra verosimile, specialmente perch\u00e9 l\u2019organizzazione non aveva idea di quando io sarei arrivata a Cincinnati o tornata a casa. \u00c8 troppo deprimente pensare che la direttrice esecutiva di un\u2019istituzione femminista nazionale sia coinvolta in un tale groviglio di disonest\u00e0 e razzismo mentre allo stesso tempo organizza e ospita un tributo all\u2019eredit\u00e0 di Audre Lorde.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">In un certo senso, il \u00a0tribute panel si \u00e8 rivelato la perfetta commemorazione dell\u2019eredit\u00e0 di Audre. Ha esposto la triste realt\u00e0 di ci\u00f2 che Audre chiama \u201cfemminismo razzista\u201d, che si nasconde dietro la superficiale retorica pubblica dell\u2019anti-razzismo. Il che ha suscitato emozioni intense, inclusa la rabbia, che abbiamo cercato di incanalare in usi costruttivi. Abbiamo reso omaggio ad Audre nel modo migliore che potevamo, non attraverso la lettura di alcuni articoli accademici su di lei, ma nell\u2019essere appassionatamente impegnate nella lotta contro l\u2019oppressione di tutte le persone. Spero di aver fatto la mia parte per renderla orgogliosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\" data-adtags-visited=\"true\">Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/lesbitches.wordpress.com\/2018\/07\/13\/manifesto-transfemminista\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Lesbitches<\/a><\/p>\n<p>* disforia di genere: non corrispondenza tra identit\u00e0 di genere e sesso biologico di nascita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mondo Trans \u00e8 un mondo tra i pi\u00f9 discriminati. L&#8217;immagine che la societ\u00e0 ha delle Persone Trans \u00e8 distorta da tab\u00f9 che sono profondamente ingiusti e desueti. 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