{"id":1039158,"date":"2020-02-21T01:20:38","date_gmt":"2020-02-21T01:20:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1039158"},"modified":"2020-02-21T01:52:21","modified_gmt":"2020-02-21T01:52:21","slug":"medici-senza-frontiere-parla-di-situazione-disperata-per-la-siria-in-questi-giorni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/02\/medici-senza-frontiere-parla-di-situazione-disperata-per-la-siria-in-questi-giorni\/","title":{"rendered":"Medici senza frontiere parla di \u201csituazione disperata\u201d per la Siria in questi giorni\u00a0"},"content":{"rendered":"<p>Dopo gli <strong>attacchi alle citt\u00e0 e ai campi sfollati a ovest di Aleppo<\/strong> nei giorni scorsi, le strade sono piene di auto e camion con persone in fuga verso aree pi\u00f9 sicure sempre pi\u00f9 limitate.<\/p>\n<p>Ci sono<strong> \u201ccentinaia di migliaia di persone in una situazione disperata\u201d<\/strong> \u2013 \u00e8 la denuncia che arriva da Msf -. \u201cGli attacchi avvengono in aree che prima erano considerate sicure. Le persone in fuga verso nord sono schiacciate in un territorio sempre pi\u00f9 stretto, tra la linea del fronte a est e il confine turco chiuso a ovest. Le condizioni di vita nei campi sfollati sono gi\u00e0 dure. Se l\u2019operazione militare continua, un nuovo afflusso di persone peggiorer\u00e0 ancora la situazione. \u201c Cos\u00ec Julien Delozanne, Capomissione MSF in Siria, in un breve comunicato diffuso ieri.<\/p>\n<p>In Siria nord-occidentale, gli attacchi aerei combinati a un\u2019offensiva di terra, condotti dalle forze del governo siriano e dai loro alleati russi, hanno provocato un<strong>\u2019enorme ondata di sfollamenti nell\u2019area di Idlib<\/strong>.<\/p>\n<p>Le forze governative siriane hanno preso il controllo dell\u2019autostrada che collega le citt\u00e0 di Damasco e Aleppo, e ora si stanno dirigendo verso ovest, interessando nella loro avanzata anche aree densamente popolate ad ovest di Aleppo.<\/p>\n<p><strong>Il 14 e 15 febbraio erano stati colpiti anche i campi situati intorno alla citt\u00e0 di Sarmadah,<\/strong> dove erano recentemente arrivate decine di migliaia di persone in fuga dai combattimenti nell&#8217;area meridionale di Idlib. Diverse persone sono rimaste ferite e alcune tende sono andate distrutte. La citt\u00e0 di Takad, circa 20 km pi\u00f9 a est, \u00e8 stata colpita pi\u00f9 volte dal 13 febbraio, e la maggior parte dei suoi abitanti \u00e8 scappata per cercare una via di fuga.<br \/>\n<strong>\u201cLa maggiore parte delle persone sta fuggendo da Takad per i recenti attacchi di artiglieria, missili e bombardamenti aerei.<\/strong> Le uniche persone che sono rimaste sono quelle che non possono permettersi il viaggio, o non sanno dove andare. Stiamo trasferendo le nostre forniture mediche in un\u2019altra localit\u00e0, e stiamo cercando un posto sicuro per riprendere le nostre attivit\u00e0 in un\u2019area dove i bisogni medici stanno diventando sempre pi\u00f9 urgenti. Abbiamo comunque lasciato alcune forniture mediche di base per le persone che sono ancora a Takad\u201d.<br \/>\nRacconta Mustafa Ajaj, Direttore centro sanitario supportato da MSF a Takad<\/p>\n<p>Nel frattempo, il 16 febbraio,\u00a0\u00a0<strong>l\u2019ospedale nella citt\u00e0 di Al Atareb, ha dovuto chiudere<\/strong>\u00a0dopo gli attacchi contro la citt\u00e0.\u00a0 Anche<strong> l\u2018ospedale di Darat-Izaa ha chiuso il giorno successivo<\/strong>, il 17 febbraio, per il rischio di essere bombardato.<br \/>\nIl risultato \u00e8 che oggi <strong>non esiste pi\u00f9 un ospedale funzionante in tutta l\u2019area occidentale rurale della provincia di Aleppo<\/strong>.<br \/>\n\u201cNessuno sa cosa accadr\u00e0 domani, sappiamo solo che ci sono bombardamenti continui e che le forze governative stanno avanzando. Viviamo nella paura\u201d.<br \/>\nCi riferisce scrivendoci Mohammed Abduldaim, un Medico operante a Deir Hassan nel distretto di Harem.<\/p>\n<p>Ad oggi si contano <strong>pi\u00f9 di 875.000 persone che sono state sfollate solo nella Siria nord-occidentale<\/strong> dal 1\u00b0 dicembre 2019, questo almeno secondo i dati delle Nazioni Unite.<br \/>\nI campi appoggio per i profughi sono sovraffollati ed \u00e8 impossibile trovare una stanza in affitto in citt\u00e0 relativamente lontane dai bombardamenti.<strong> Il freddo morde,<\/strong> e senza alcun posto dove andare, le persone installano delle tende sulle colline e lungo i bordi delle strade, oppure quelli pi\u00f9 sfortunati dormono all\u2019aperto.<\/p>\n<p><strong>Ogni volta che i bombardamenti si intensificano, arrivano nuove persone.<\/strong> Molte persone non riescono a trovare un rifugio nelle citt\u00e0 in cui scappano e sono costrette a montare le tende dove possono. Queste aree sono ricoperte di tende, e pi\u00f9 ci si avvicina al confine turco, pi\u00f9 aumentano. Un confine , quello turco, che \u00e8 sbarrato, nessuno riesce a passare da l\u00ec, o anche solo avvicinarsi.<br \/>\n\u201cChi non pu\u00f2 permettersi una tenda, la condivide con altre famiglie. <strong>Si vedono anche persone buttate sul ciglio della strada,<\/strong> o sotto gli ulivi con le loro coperte. Alcuni sono scappati con i soli vestiti che avevano addosso\u201d. Continua a descrivere Mohammed Abduldaim, col quale via internet siamo riusciti a metterci in contatto.<\/p>\n<p>La scorsa settimana, in tutta l\u2019area attualmente interessata dalla guerra, le <strong>temperature erano scese sotto lo zero,<\/strong> e forti nevicate hanno bloccato molte strade. Una famiglia di quattro persone \u00e8 morta soffocata dai fumi di combustione dopo aver bruciato della benzina di scarsa qualit\u00e0 nel tentativo di riscaldare la propria tenda.<br \/>\nI campi dei profughi sono decine in tutta la zona di Idlib, da Harim, a Salquin, Sarmadah, Killi e Maarat Misrin.<br \/>\nMa con il proseguimento dell\u2019offensiva aerea e di terra, che vede l\u2019esercito governativo coi militari russi da una parte, e dall\u2019altra invece ci\u00f2 che resta dell\u2019esercito siriano libero appoggiato dai militari turchi, e le milizie jihadiste di Tahrir al-Sham (ex Al Nusra),\u00a0\u00a0le persone si trovano strette fra questi due fronti, e per fuggire sono costrette a spostarsi in continuazione.<\/p>\n<p>I bombardamenti e il fuoco di artiglieria sono intensi, e la popolazione praticamente \u00e8 rimasta schiacciata nel mezzo.<\/p>\n<p>Nodo strategico in questo momento pare che sia Saraqib, citt\u00e0 di oltre 30mila abitanti, vicina alle due autostrade M4 e M5, che collegano rispettivamente Aleppo-Latakia e Damasco-Aleppo, assi portanti del sistema viario siriano. Ai confini di Saraqib, conquistata dalle forze governative, ci sono due punti di osservazione controllati dai turchi, in base agli accordi raggiunti nel 2018 con la Russia, con i soldati di Ankara schierati. Fino ad ora gli scontri con l\u2019esercito siriano hanno provocato la morte di 13 soldati turchi. Erdogan ha disposto l\u2019invio di rinforzi militari, uomini e mezzi, verso Idlib.\u00a0 Il ministero della Difesa turco ha dichiarato che l\u2019esercito di Ankara ha distrutto 111 bersagli siriani e che continuer\u00e0 a rispondere a ogni attacco portato ai suoi posti di osservazione.<\/p>\n<p>Ieri peraltro sono\u00a0falliti i negoziati tra Turchia e Russia per un cessate il fuoco duraturo nella regione di Idlib, da mesi centro dei combattimenti. Si teme ora che la situazione possa ulteriormente aggravarsi.<\/p>\n<p>Secondo il centro di riconciliazione russo per la Siria, milizie filo turche con il sostegno dell&#8217;artiglieria dell&#8217;esercito regolare turco pare che siano riuscite a sfondare le difese dell&#8217;esercito siriano nelle aree di Qminas Nayrab, caccia russi Su-24 hanno risposto con attacchi aerei per respingere milizie e militari turchi.\u00a0Il raid, almeno secondo fonti russe da confermare, pare abbia distrutto un carro armato, sei veicoli da combattimento di fanteria e cinque pick-up con cannoni di grosso calibro, inoltre due soldati turchi sono rimasti uccisi e altri cinque feriti.<\/p>\n<p>Mosca per bocca del portavoce del centro russo per la riconciliazione siriana ha chiesto ad Erdogan di &#8220;smettere di supportare le milizie terroriste nell&#8217;area dei combattimenti&#8221;.<\/p>\n<p>Proprio in queste ore si combatte anche a sud-ovest di Aleppo, nei distretti di Atareb e Daret Izza ancora in mano a gruppi di miliziani filo-turchi. A Damasco intanto, ieri un ordigno \u00e8 esploso a piazza Merge, proprio nel centro cittadino, ferendo alcune persone. La capitale siriana nei giorni scorsi era stata interessata da tre attentati dinamitardi in diverse zone, con due morti e cinque feriti.<\/p>\n<p>Nel fine settimana scorso alcuni dei <strong>campi a ovest di Aleppo erano stati evacuati.<\/strong> Chi non pu\u00f2 permettersi di pagare il trasporto, si \u00e8 diretto a nord verso Afrin e Azaz, vicino al confine turco, che per\u00f2 resta sbarrato. Altri viaggiano per distanze pi\u00f9 brevi, ma ovunque vadano, nessuno \u00e8 sicuro di poter ricevere assistenza, o poter trovare un luogo sicuro.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che pi\u00f9 si teme \u00e8 che la condizione gi\u00e0 disperata di centinaia di migliaia di sfollati dall&#8217;area di Idlib\u00a0si possa ulteriormente aggravare. Nei giorni scorsi il flusso di persone in fuga \u00e8 aumentato a causa sia dei combattimenti che dei bombardamenti aerei (russi e siriani), tra queste persone ci sono molti bambini, costretti a fuggire dalle loro citt\u00e0 e dai villaggi.<\/p>\n<p>Uno dei Medici volontari di MSF sulla situazione siriana scrive:<br \/>\n<strong>\u201cSono quasi nove anni che il conflitto va avanti, ma considerando tutte le difficolt\u00e0 che stiamo affrontando, quest\u2019anno da solo vale quanto gli ultimi nove\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Uno sfollato dai campi profughi racconta invece: <strong>\u201cLa nostra condizione \u00e8 pessima. Senza riscaldamento. Senza pane. Senza acqua. Incalzati dal fuoco di artiglieria da una parte, e dai bombardamenti da quell&#8217;altra.\u00a0 Abbiamo bruciato le foglie degli ulivi per scaldarci. Abbiamo bisogno di aiuto, c\u2019\u00e8 la morte sicura sotto le bombe, ma c\u2019\u00e8 anche un altro tipo di morte nei campi, non immediata ma ritardata.\u201d<\/strong><\/p>\n<p>A Marzo saranno <strong>nove anni che \u00e8 iniziato il disastro della guerra in Siria<\/strong>, il centro siriano per l&#8217;osservatorio dei diritti umani parla di almeno <strong>380.000 morti<\/strong> dall&#8217;inizio del conflitto, includendo <strong>115.000 civili<\/strong>, di cui <strong>22.000 bambini<\/strong> e <strong>13.000 donne<\/strong>,; oltre <strong>13 milioni di persone fra profughi ed esiliati.<\/strong> Pochi giorni fa abbiamo letto le parole scioccanti dette da un uomo ferito durante i bombardamenti il 12 febbraio a Kafar Ameh, ai soccorritori andava ripetendo di continuo: &#8220;Lasciatemi morire. Non voglio pi\u00f9 continuare questa vita\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono quasi nove anni che il conflitto va avanti in Siria, ma al peggio sembra non esserci mai fine. <\/p>\n","protected":false},"author":980,"featured_media":1039162,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11388,60,52,57],"tags":[5220,44697,69166,5967,71397,34272,17359,7242,67833,234],"class_list":["post-1039158","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-contenuti-originali","category-diritti-umani","category-medio-oriente","category-affari-esteri","tag-aleppo","tag-bahar-al-assad","tag-conflitto-mediorientale","tag-damasco","tag-esercito-russo","tag-esercito-turco","tag-idlib","tag-medici-senza-frontiere","tag-recep-tayyp-erdogan","tag-siria-it"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO 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