{"id":1038040,"date":"2020-02-19T09:24:30","date_gmt":"2020-02-19T09:24:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1038040"},"modified":"2020-02-19T09:28:16","modified_gmt":"2020-02-19T09:28:16","slug":"standing-rock-un-milione-di-barili-al-giorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/02\/standing-rock-un-milione-di-barili-al-giorno\/","title":{"rendered":"Standing Rock: un milione di barili al giorno"},"content":{"rendered":"<p><em>La testimonianza del professor James Hansen della Columbia University, prestigioso climatologo ed ex responsabile del settore metereologico della Nasa, di fronte alla Commissione del Commercio dello Stato dell\u2019Illinois. Il raddoppiamento della portata dell\u2019oleodotto che va dal Nord Dakota fino al Texas, osteggiato dalla grande resistenza delle nazioni indiane, da 570 mila barili di petrolio al giorno a 1.100.000, segnerebbe l\u2019escalation di una minaccia catastrofica per i Sioux di Standing Rock e per il pianeta intero. Se si verificasse una perdita, verrebbero inquinate le acque da cui dipendono non solo gli 8 mila appartenenti alla trib\u00f9 ma anche milioni di altri cittadini statunitensi che abitano pi\u00f9 a valle. La Dakota Access \u00e8 nota per essere l\u2019azienda con il peggior standard di sicurezza del settore degli ultimi tredici anni, ma nessuna evidenza scientifica ha fermato e fermer\u00e0 Donald Trump, che ha voluto riprendere l\u2019avanzata di un progetto rovinoso che Obama era stato invece costretto a sospendere.<\/em><\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\">L\u2019oleodotto che si estende dal Nord Dakota fino al Texas \u00e8 stato fin dall\u2019origine contestato dalle Nazioni indiane, perch\u00e9 attraversava territori da esse considerati sacri e, in caso di incidenti, avrebbe colpito direttamente quelle popolazioni. Nello scorso novembre, la Trib\u00f9 degli Standing Rock Sioux ha presentato un documento di contestazione della richiesta di raddoppiare la portata dell\u2019oleodotto, presentata alla Commissione competente dello Stato dell\u2019Illinois dalle imprese costruttrici. In sintesi, questi i motivi della protesta contenuti nel documento. In primo luogo, \u00e8 previsto il passaggio da una portata di 570.000 barili di petrolio al giorno a 1.100.000, aggiungendo cinque nuove pompe da 6000 cavalli vapore nella stazione di pompaggio della Emmons County. Secondo i ricorrenti, la Commissione pu\u00f2 approvare l\u2019espansione \u201csolo se produrr\u00e0 effetti negativi\u00a0 minimi sull\u2019ambiente e sul benessere dei cittadini\u201d del Nord Dakota. Inoltre la Commissione deve verificare che qualunque effetto negativo che colpisca, tra le altre cose, la salute e la sicurezza degli esseri umani e degli animali, la vita delle piante, delle terre \u00a0incolte, delle aree forestali e dell\u2019agricoltura \u201csiano presenti a livelli minimi oppure che tali effetti possano essere gestiti e mantenuti a livelli minimi accettabili\u201d. Invece risulta che il raddoppio\u00a0 della capacit\u00e0 aumenta sia la probabilit\u00e0 di incidenti che la gravit\u00e0 di essi, e questi sono gli argomenti diretti a far negare la possibilit\u00e0 di tale raddoppio:<\/p>\n<ol>\n<li>Aumenta il rischio di perdite, in quanto le nuove pompe aumenteranno la velocit\u00e0 di trasporto dell\u2019oleodotto nella misura di 15 piedi al secondo, portandola a livelli troppo elevati secondo gli esperti, aumentando quindi la probabilit\u00e0 che si verifichino perdite e la loro possibile gravit\u00e0.<\/li>\n<li>L\u2019aumento della pressione render\u00e0\u00a0 pi\u00f9 probabili i rischi dei \u201ccasi peggiori\u201d, un tipo di previsione normale per le grandi opere ma che, in questo caso, non \u00e8 stato nemmeno preso in considerazione.<\/li>\n<li>La casa madre dell\u2019impresa Dakota Access \u00e8 nota per essere l\u2019azienda con il peggior record di sicurezza del settore degli ultimi tredici anni. Questo aumenta sensibilmente i rischi per le popolazioni delle zone attraversate dall\u2019oleodotto.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Per ognuno di questi aspetti, i ricorrenti forniscono analisi dettagliate e richiamano testimonianze di esperti gi\u00e0 a disposizione della Commissione. Seguono una serie di richieste di approfondimenti e indagini tecniche che la Commissione dovrebbe rivolgere all\u2019impresa, in mancanza dei quali sarebbe impossibile concedere alcuna autorizzazione al raddoppio dell\u2019oleodotto. Infine, vengono descritte in dettaglio \u00a0le comunit\u00e0 delle Trib\u00f9 Sioux il cui territorio viene praticamente attraversato dall\u2019oleodotto, quindi quelle comunit\u00e0 subirebbero gravi danni in caso di incidente, in particolare nella Contea di Emmons e nei dintorni del Lago Oahe.<\/p>\n<p>Di seguito, alcune delle domande poste dalla stessa Commissione del Commercio dell\u2019Illinois al Prof. <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/James_Hansen\">James Hansen della Columbia University,<\/a> gi\u00e0 responsabile del settore meteorologico della NASA, l\u2019Agenzia Spaziale degli Stati Uniti, e le sue risposte, (dalla diciassettesima domanda in poi)<\/p>\n<h4><strong>Qual \u00e8 lo scopo della sua testimonianza?<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<p>Mi \u00e8 stato chiesto di dare un\u2019opinione riguardo alle potenziali conseguenze delle decisioni che la Commissione deve considerare. In particolare, argomenter\u00f2 sulle proposte della Dakota Access LLG and Energy Crude Oil Company (che nel complesso sono chiamati in questa sede come: \u201cfirmatari congiunti\u201d). Tali compagnie vogliono quasi raddoppiare la capacit\u00e0 dei loro oleodotti. L\u2019estensione degli oleodotti va dal Nord Dakota allo stato del Texas. Se si approvasse questo ampliamento, ne conseguirebbero impatti sul clima dalle dimensioni mondiali.<\/p>\n<h6 class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-420604 ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/comune-info.net\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Standing-Rock-protesters-3317-TWA-750x500-1.jpg\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" srcset=\"https:\/\/comune-info.net\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Standing-Rock-protesters-3317-TWA-750x500-1.jpg 750w, https:\/\/comune-info.net\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Standing-Rock-protesters-3317-TWA-750x500-1-700x467.jpg 700w, https:\/\/comune-info.net\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Standing-Rock-protesters-3317-TWA-750x500-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/comune-info.net\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Standing-Rock-protesters-3317-TWA-750x500-1-500x333.jpg 500w\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/comune-info.net\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Standing-Rock-protesters-3317-TWA-750x500-1.jpg\" data-srcset=\"https:\/\/comune-info.net\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Standing-Rock-protesters-3317-TWA-750x500-1.jpg 750w, https:\/\/comune-info.net\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Standing-Rock-protesters-3317-TWA-750x500-1-700x467.jpg 700w, https:\/\/comune-info.net\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Standing-Rock-protesters-3317-TWA-750x500-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/comune-info.net\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Standing-Rock-protesters-3317-TWA-750x500-1-500x333.jpg 500w\" data-sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/>La grande protesta di Standing Rock<\/h6>\n<h4><strong>Quali conclusioni trae dagli studi recenti da lei citati?<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<p>In sintesi, considerando queste e altre informazioni, l\u2019attuale livello di CO2 e il riscaldamento che ne conseguirebbe, sia quello in atto che quello latente, sono gi\u00e0 in una fase pericolosa. Infatti, abbiamo oltrepassato i limiti consentiti, al punto che se ne intravedono le prime conseguenze minacciose. Queste, poi, diverranno insostenibili se non si intraprendono azioni non procrastinabili per ristabilire il bilancio energetico terrestre a un livello inferiore di CO2 nell\u2019atmosfera.<\/p>\n<h4><strong>Cosa intende per &#8220;insostenibili&#8221;?<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<p>Per iniziare, consideriamo l\u2019oceano e il livello dei mari, dai nostri studi pi\u00f9 recenti. Utilizzando molteplici linee di evidenza scientifica \u2013 che includono le misurazioni satellitari della gravit\u00e0, i bilanci della massa superficiale e le altimetrie radar satellitari \u2013 si \u00e8 chiarificato che, purtroppo, le perdite di ghiacci in Groenlandia, nell\u2019ovest dell\u2019Antartide e nelle aree dell\u2019Antartide dell\u2019est, stanno crescendo in modo non lineare con tempi di raddoppiamento che, per adesso, e in questo secolo, sono approssimativamente di un decennio. Insieme ai miei colleghi ci aspettiamo che il tasso di crescita, che \u00e9 esponenziale, come si evince dai rilievi effettuati sulla perdita di ghiacci in Groenlandia, rallenti in considerazione dei dati pi\u00f9 recenti degli ultimi anni. Tuttavia, considerando le retroazioni, che amplificano i fenomeni, descritte nella nostra pubblicazione scientifica, riteniamo probabile che, in caso di una mancata riduzione dei combustibili fossili, la perdita di ghiacci in Antartide continuer\u00e0 a essere nuovamente in ascesa al tasso esponenziale di crescita sin ora riscontrato. Tale prospettiva, gi\u00e0 di per s\u00e9, invoca la necessit\u00e0 di azioni urgenti nazionali e internazionali volte a limitare l\u2019inquinamento da carbonio. Si consideri che la completa disintegrazione del ghiacciaio di Totten, nell\u2019est dell\u2019Antartide, potrebbe incrementare l\u2019innalzamento del livello dei mari di 3-4 metri. In aggiunta, vi sono i ghiacci dell\u2019Antartide a ovest, fronteggiati dai ghiacciai che si affacciano sul Mare di Amundsen, che hanno la potenzialit\u00e0 di innalzare il livello dei mari contribuendovi con un\u2019aggiunta di 3-4 metri. In questo caso, gran parte delle coste dell\u2019est degli Stati Uniti sarebbero sommerse come anche le aree a bassa quota in Europa, quelle del sub-continente indiano e quelle dell\u2019estremo oriente. Tale dimensione dell\u2019innalzamento dei mari avrebbe come conseguenza la perdita di centinaia di citt\u00e0 storiche sulle coste con ripercussioni economiche incalcolabili. Ci\u00f2 causerebbe, inoltre, la fuga di centinaia di migliaia di rifugiati del riscaldamento globale che proverrebbero dalle aree a bassa quota che sono pi\u00f9 intensamente popolate. Con tutta probabilit\u00e0, gli eventi in questione, causerebbero o, comunque, esacerberebbe i principali conflitti internazionali in atto. Il nostro Dipartimento della Difesa (Defence Department) definisce il cambiamento climatico come un pericolo per la sicurezza nazionale. Questo \u00e8 quello che intendo per \u201cinsostenibili.\u201d<\/p>\n<h4><strong>Cosa pu\u00f2 dirci riguardo agli impatti specifici sull&#8217;Illinois?<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<p>In tutti gli anni della mia ricerca, mi sono concentrato pi\u00f9 sugli impatti in senso globale che a livello regionale o locale. Questi per\u00f2 hanno la loro importanza, considerando la pianificazione sul territorio e per tanti altri scopi inclusi quelli di questa Commissione. L\u2019Amministrazione Nazionale per l\u2019Oceano e l\u2019Atmosfera (\u201cNOAA\u201d) ha pubblicato il: \u201cNOAA National Centers For Environmental Information: State Climate Summaries\u201d, che \u00e8 utile a questo scopo. Tale sommario dell\u2019Illinois, che ho allegato come reperto SOIL-SC Exhibit 3.5, fa rilevare in modo importante che il continuo riscaldamento climatico regionale causer\u00e0 nell\u2019Illinois un incremento dei tassi delle precipitazioni in primavera di gran lunga superiore a quello del livello nazionale. In particolare, nei due-terzi pi\u00f9 a nord dello Stato. Il documento del NOAA afferma che \u201cun riscaldamento storicamente senza precedenti si proietter\u00e0 durante il 21simo secolo\u201d bench\u00e9, \u201cci si aspetterebbe un riscaldamento minore se vi fosse un futuro con emissioni pi\u00f9 basse (in cui l\u2019anno pi\u00f9 freddo sarebbe almeno caldo come l\u2019anno pi\u00f9 caldo nelle registrazioni storiche). Invece, ci sarebbe pi\u00f9 riscaldamento nel caso di un futuro con maggiori emissioni (l\u2019anno pi\u00f9 caldo sarebbe circa di 10\u00b0F pi\u00f9 caldo dell\u2019anno pi\u00f9 caldo nei registri storici; tonalit\u00e0 rossa).\u201d Lo studio del NOAA non considera comunque l\u2019impatto dell\u2019immigrazione nell\u2019Illinois da parte dei rifugiati provenienti dalle regioni costiere sommerse dai mari in crescita o altre regioni martoriate dai conflitti derivati dalle problematiche legate al clima.<\/p>\n<h4><strong>Quali sono gli altri impatti del riscaldamento globale, oltre all&#8217;innalzamento dei mari?<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<p>L\u2019impatto del riscaldamento globale dipende in parte dalla grandezza dello sbilanciamento energetico planetario e questo, a sua volta, sar\u00e0 controllato dal tasso d\u2019eccesso di CO2 nell\u2019atmosfera. Il livello attuale misura \u201csolo\u201d circa 1.1 \u00b0C in pi\u00f9 rispetto al periodo pre-industriale. Eppure, il livello del riscaldamento ha gi\u00e0 iniziato ad avere un effetto esteso sui sistemi naturali e antropici. Per fare un esempio, i ghiacciai montani \u2013 che sono una risorsa d\u2019acqua dolce per la gran parte dei fiumi del mondo, durante le stagioni aride \u2013 stanno retrocedendo in modo accelerato in gran parte del mondo. Per citare un caso, a me vicino, i ghiacciai nel rappresentativo Glacier National Park stanno completamente retrocedendo. Nel 1850, come dichiarato dal Park Service, il Glacier National Park aveva 150 ghiacciai che erano pi\u00f9 estesi di 25 acri. Adesso ve ne sono solo 25 di tali dimensioni.<\/p>\n<p>Allo stesso modo \u00e8 incrementato il vapore acqueo nella Troposfera e gli eventi legati alle forti precipitazioni. E questo, proprio nel modo in cui era stato previsto. Un\u2019atmosfera pi\u00f9 calda, che trattiene pi\u00f9 umidit\u00e0, permette precipitazioni pi\u00f9 intense che causano, a loro volta, maggiori inondazioni estreme. Temperature pi\u00f9 elevate, d\u2019altro canto, aumentano l\u2019evaporazione che pu\u00f2 intensificare i periodi di siccit\u00e0. Anche le aree subtropicali si possono espandere, la qual cosa accade sempre in conseguenza del riscaldamento globale.<\/p>\n<p>Gli ecosistemi delle barriere coralline, che ospitano pi\u00f9 di 1.000.000 di specie, come fossero una \u201cforesta pluviale\u201d dell\u2019oceano, sono interessate dall\u2019impatto della combinazione del riscaldamento oceanico, con l\u2019acidificazione dovuta all\u2019incremento del CO2 atmosferico e le altre sollecitazioni causate dall\u2019uomo. Il risultato consiste in un declino annuale delle stesse, del 0.5-2% nell\u2019estensione geografica.<\/p>\n<p>Esperti della salute, in una prospettiva \u00a0mondiale, hanno gi\u00e0 concluso con \u201cun margine di sicurezza molto alto\u201d che il cambiamento climatico contribuisce al peso globale delle malattie (Global Burden of Disease), e alle morti premature, proprio attraverso l\u2019espansione dei vettori di malattie infettive. L\u2019incremento della variabilit\u00e0 climatica \u00e8, tra l\u2019altro, considerato un possibile contributore nell\u2019espansione dell\u2019Ebola. In aggiunta, anche la probabilit\u00e0 di ondate estreme di calore \u00e8 aumentata di molte volte in conseguenza del riscaldamento globale. La probabilit\u00e0 aumenter\u00e0 ancora di pi\u00f9 se si concede altro spazio alle emissioni dai combustibili fossili: il che pu\u00f2 ulteriormente favorire il riscaldamento globale costituendone un ulteriore aggravio.<\/p>\n<p>Ho gi\u00e0 menzionato la calamit\u00e0 ineguagliabile che la perdita di centinaia di citt\u00e0 sulle coste, conseguita all\u2019innalzamento dei mari, costituirebbe per la civilizzazione umana. Dovrei per\u00f2 menzionare che molti altri impatti si succederanno. Per esempio, l\u2019acidificazione proveniente dall\u2019assorbimento parziale dell\u2019eccesso di CO2 andr\u00e0 sempre pi\u00f9 a perturbare la salute degli ecosistemi oceanici con impatti potenzialmente devastanti per alcune nazioni e alcune comunit\u00e0. Anche la sicurezza idrica relativa all\u2019acqua dolce nell\u2019entroterra sar\u00e0 compromessa. Ci\u00f2 in conseguenza degli effetti dell\u2019arretramento dei ghiacciai montani, e del manto nevoso, che incidono sulla portata stagionale d\u2019acqua dolce dei fiumi pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la salute umana, le concentrazioni sempre maggiori di CO2, e l\u2019incremento associato della temperatura globale, avr\u00e0 conseguenze profonde sulla salute dei bambini che costituiscono la parte pi\u00f9 vulnerabile della popolazione. I pericoli legati al clima per la salute umana si articolano su diversi percorsi, tra questi: la scarsit\u00e0 di cibo, d\u2019aria pulita e d\u2019acqua potabile. Ne consegue, che il cambiamento climatico, senza interventi, aumenter\u00e0 la malnutrizione e i conseguenti disturbi collegati alla crescita e allo sviluppo del bambino. Aumenteranno, inoltre, i decessi e le malattie derivate dall\u2019ostruzione polmonare cronica, dall\u2019asma e da altre patologie respiratorie provocate dal peggioramento delle allergie. Le emissioni incontrollate provocheranno infortuni derivanti dalle ondate di calore, dalle alluvioni, dalle tempeste, dagli incendi e dalle siccit\u00e0. Questi faranno incrementare la morbilit\u00e0 e la mortalit\u00e0 cardiorespiratoria associata all\u2019incremento dell\u2019ozono a livello del suolo.<\/p>\n<p>Con riferimento alle altre specie, stiamo assistendo al fatto che le fasce climatiche si stanno spostando in termini che eccedono la possibile adattabilit\u00e0 naturale. Questa tendenza rimarr\u00e0 invariata per tutto il tempo che il pianeta continuer\u00e0 a trovarsi in una situazione di squilibrio energetico. Mentre lo spostamento delle zone climatiche \u00e9 compatibile con il variare di alcune specie, ci\u00f2 non esclude per\u00f2 che quelle a minor mobilit\u00e0 saranno portate all\u2019estinzione. Secondo le Nazioni Unite, l\u2019Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), con un riscaldamento globale di 1.6 \u00b0C o pi\u00f9, relativamente ai livelli dell\u2019epoca preindustriale, si prevede che saranno estinte dal\u00a0 9 al 31 % delle specie esistenti. Tale soglia di estinzione, causata dalle temperature, non \u00e8 evitabile senza un\u2019azione concertata, e razionale, determinata a ridurre le emissioni di carbonio.<\/p>\n<h4><strong>L\u2019IPCC condivide le sue preoccupazioni<\/strong>?<\/h4>\n<p>L\u2019IPCC sembra condividere gran parte delle preoccupazioni che ho espresso in questa sede.\u00a0 Raccomando alla Commissione di prestare attenzione almeno al sommario rivolto ai responsabili politici: \u201cSummary for Policymakers\u201d che sono stati tratti dai tre pi\u00f9 recenti rapporti dell\u2019IPCC. Questi sono: \u201cIPCC Special Report on 1.5 degrees (SR 15) (Ottobre 2018)\u201d, \u201cl\u2019IPCC Special Report on Climate Change and Land (Agosto 2019), \u201cl\u2019IPCC Special Report on the Ocean and Cryosphere in a Changing Climate (Settembre 2019)\u201d. Ho messo i documenti in nota a pi\u00e8 di pagina per facilitarne la consultazione da parte della Commissione.<\/p>\n<h4><strong>Pu\u00f2 sinteticamente riassumere gli ultimi studi sul tema?<\/strong><\/h4>\n<p>Non senza correre un rischio, ma in realt\u00e0 i \u201cSummary for Policymakers (SPMs)\u201d sono scritti in modo comprensibile a tutti. Potrei tuttavia indicare, in sintesi, un paio di punti che riguardano i riferimenti tratti da questi sommari dell\u2019IPCC:<\/p>\n<p>Il primo riguarda l\u2019IPCC Special Report on 1.5 degrees (SR 15)\u201d che riguarda sia gli impatti a livello globale di un incremento di 1.5\u00b0C nella temperatura globale, sia le azioni richieste per mitigare e limitare il riscaldamento globale al fine di conservarne il livello richiesto. Ho argomentato a lungo, che permettere un innalzamento della temperatura di 1.5 gradi centigradi sia un fatto rischioso e che 2\u00b0C siano verosimilmente persino un fatto catastrofico. Ho affermato che un percorso sicuro, e a lungo termine, richiederebbe una limitazione dell\u2019incremento della temperatura inferiore a 1\u00b0C (che \u00e8 consistente con l\u2019obiettivo di 350 ppm per il CO2 atmosferico). Considerato ci\u00f2, il rapporto speciale dell\u2019IPCC ha comunque la sua utilit\u00e0 in quanto individua un numero d\u2019impatti climatici che sono inaccettabili sia per l\u2019umanit\u00e0 che per la natura. Questi impatti sono attesi, con ogni probabilit\u00e0, nel caso di un riscaldamento globale di solo 1.5\u00b0C. Il rapporto spiega in dettaglio, quale dovrebbe essere la rapida riduzione nelle emissioni di carbonio necessarie per ottenere, anche solo l\u2019obiettivo inadeguato del 1.5\u00b0C. A quest\u2019ultimo riguardo, nel l\u2019SR15 vi \u00e8 una proiezione per cui: \u201cnel percorso indicato dal modello, in cui si considera il limite invalicabile, se non limitatamente, dei 1.5\u00b0C, le emissioni di CO2 antropogenico dovrebbero declinare di circa\u00a0 45% dai livelli del 2010, fino al 2030 (40-60% dell\u2019intervallo interquartile), per poi raggiungere lo zero intorno al 2050 (l\u2019intervallo interquartile 2045-2055)\u201d (SPM 12).<\/p>\n<p>E\u2019 inutile dirlo, una riduzione delle emissioni di questa portata e velocit\u00e0 \u2013 considerando anche l\u2019ancora pi\u00f9 rapida riduzione richiesta per ridurre la concentrazione di CO2 globale a 350 ppm \u2013 sono incompatibili con l\u2019aumento della capacit\u00e0 dell\u2019oleodotto proposto nella richiesta. Vi \u00e8 il rischio evidente che tali investimenti possano intrappolare le emissioni al loro livello attuale, che \u00e8 elevato, facendo in modo che la riduzione nel tempo delle emissioni sia oggettivamente impossibile da garantire.<\/p>\n<p>Un secondo punto, considerando l\u2019\u201cIPCC Special Report on Climate Change and Land\u201d (rapporto speciale dell\u2019IPCC sul cambiamento climatico e territorio): questo rapporto enumera sia i maggiori impatti gravi a livello terrestre del cambiamento climatico, che le azioni minime richieste per il sequestro del carbonio necessarie per limitare il riscaldamento globale a 1.5\u00b0C o 2\u00b0C. Il rapporto spiega in modo dettagliato gli impatti del cambiamento climatico sul territorio, che includono la desertificazione delle terre coltivabili e degli ecosistemi naturali. Si afferma che: \u201ca circa 1.5\u00b0C di riscaldamento globale, i rischi connessi alla scarsit\u00e0 idrica nelle aree aride, i danni legati agli incendi boschivi, alla degradazione del permafrost e all\u2019instabilit\u00e0 dell\u2019approvvigionamento alimentare, siano in proiezione alti (con un affidabilit\u00e0 media).\u201d Nell\u2019SPM a16, inoltre, il rapporto spiega in modo dettagliato i cambiamenti profondi nell\u2019uso del territorio richiesti per limitare il riscaldamento globale a 1.5\u00b0C: \u201cTutte le valutazioni percorribili che limitino a 1.5\u00b0C, o ben al di sotto dei 2\u00b0C, richiedono una mitigazione e un cambiamento a livello di uso del suolo e, la gran parte, includono differenti combinazioni di riforestazione, e riduzione della deforestazione e dell\u2019utilizzo di bioenergia.\u201d(SPM a26). Il rapporto \u00e8 coerente con l\u2019enfasi posta nella mia dissertazione scientifica: \u201cYoung People Burden\u201d (riguardante il peso che andr\u00e0 a gravare sulle giovani generazioni in conseguenza del cambiamento climatico) che riferisce della necessit\u00e0 d\u2019interventi, che siano su larga scala, per il sequestro del carbonio anche nel caso di un\u2019eliminazione progressiva dell\u2019emissione di combustibili fossili.<\/p>\n<p>Infine, per il momento, il rapporto speciale dell\u2019IPCC sull\u2019oceano e la criosfera (i poli) (IPCC Report on the Ocean and Cryosphere in a Changing Climate), fornisce l\u2019opinione scientifica diffusa sugli impatti del cambiamento climatico attuali e quelli proiettati in futuro sugli oceani globali, sugli strati di ghiaccio e sui ghiacciai. Si consta che: \u201cnegli ultimi decenni, il riscaldamento globale ha portato a un diffuso restringimento della criosfera con perdita di ghiaccio dalle calotte e dai ghiacciai, [\u2026 ]la copertura nevosa si \u00e8 ridotta [\u2026], e il ghiaccio marino nell\u2019Artico si \u00e8 ridotto nell\u2019estensione e nella profondit\u00e0[\u2026] e la temperatura del permafrost \u00e8 aumentata.\u201d (SPM-4). Il rapporto proietta e afferma che attraverso continue emissioni derivate dall\u2019uso dei combustibili fossili, gli impatti continueranno a peggiorare portando alla degradazione degli ambienti oceanici, ivi inclusa la perdita delle barriere coralline e l\u2019innalzamento dei mari dovuto allo scioglimento dei ghiacci. In particolare, il rapporto rileva che: \u201cl\u2019accelerazione dello scioglimento e del ritirarsi del ghiaccio nell\u2019Antartide \u2013 che ha il potenziale di innalzare il livello dei mari di svariati metri nell\u2019arco di pochi secoli \u2013 \u00e8 osservabile nella baia del Mare di Amundsen, nell\u2019Antartide dell\u2019ovest, e nella Terra di Wilkes nell\u2019Antartide dell\u2019est. Questi cambiamenti possono dare inizio a un\u2019irreversibile instabilit\u00e0 degli strati di ghiaccio\u201d (SPM-11).<\/p>\n<p>La mia stessa ricerca, come discusso in precedenza, ha mostrato chiaramente la possibilit\u00e0 che il collasso rapido degli strati di ghiaccio possa produrre una crescita del livello del mare in termini di svariati metri in una scala temporale che va da pochi decenni ai secoli. Tale Rapporto Speciale conferma che le mie preoccupazioni sull\u2019instabilit\u00e0 dei ghiacci \u00e9 ampiamente condivisa dalla comunit\u00e0 scientifica di rilievo.<\/p>\n<h4><strong>Le emissioni derivate dalla proposta d&#8217;aumento della capacit\u00e0 dell&#8217;oleodotto in questione pu\u00f2 relamente influire o infrangere il clima? In relazione a ci\u00f2, se l&#8217;espansione proposta non avvenisse, i raffinatori e altri trasformatori di petrolio greggio non troverebbero altre forme di grezzo alternative? <\/strong><\/h4>\n<p>Sarebbe materialmente possibile che la Commissione approvi l\u2019espansione della capacit\u00e0 dell\u2019oleodotto mentre per\u00f2, in altra sede, diversi sviluppi da parte di altre autorit\u00e0 compensino e ci pongano invece su un percorso sicuro. Ne dubito per\u00f2. Mi sembra probabile invece che una decisione sbagliata abbia un effetto demoralizzante sulle altre autorit\u00e0.<\/p>\n<p>Riguardo all\u2019ultima questione, la reale domanda \u00e8 se la Commissione vuole aprire la strada per l\u2019espansione in questione o se la Commissione, facendo la scelta giusta, vuole esercitare la sua autorevolezza in modo tale che altre autorit\u00e0 possano emularne le decisioni. L\u2019insieme di queste decisioni, combinate, possono essere efficaci per restringere il pieno sfruttamento delle emissioni eccezionalmente intensive di greggio.<\/p>\n<p>Le emissioni in questione non sono insignificanti. In seguito a un rapido calcolo, il greggio addizionale, una volta \u00a0bruciato com\u2019\u00e8 nelle intenzioni, emetter\u00e0 circa 97 mmt CO2-eq\/anno e i miei calcoli potrebbero essere per difetto: questo \u00e8 all\u2019incirca uguale alle emissioni di quindici centrali a carbone da 1000-megawatt o venti milioni di auto. Le emissioni, indicate dai firmatari della proposta, possono essere considerate, in tal modo, significative da ogni punto di vista.\u00a0 I proponenti aggiungendo: \u201ccarburante al fuoco\u201d, mettono in pericolo persone non solo nell\u2019Illinois, ma anche altrove. In realt\u00e0, non dovrebbero essere ammessi e, in tal modo, implicitamente abilitati dalla stessa Commissione.<\/p>\n<h4><strong>Ci\u00f2 conclude la sua testimonianza?<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<p>R. Si, certo. A richiesta della Commissione, avrei il piacere di approfondire ognuno dei punti che ho indicato in questa sede.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La testimonianza del professor James Hansen della Columbia University, prestigioso climatologo ed ex responsabile del settore metereologico della Nasa, di fronte alla Commissione del Commercio dello Stato dell\u2019Illinois. 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