{"id":1026709,"date":"2020-02-04T08:30:10","date_gmt":"2020-02-04T08:30:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1026709"},"modified":"2020-02-07T08:26:35","modified_gmt":"2020-02-07T08:26:35","slug":"consiglio-deuropa-julian-assange-deve-essere-rilasciato-e-devessere-vietata-la-sua-estradizione-negli-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/02\/consiglio-deuropa-julian-assange-deve-essere-rilasciato-e-devessere-vietata-la-sua-estradizione-negli-usa\/","title":{"rendered":"Consiglio d\u2019Europa: Julian Assange deve essere rilasciato e deve essere vietata la sua estradizione negli USA"},"content":{"rendered":"<p>Diffondiamo una notizia che cogliamo con grande speranza per il futuro del nostro collega Julian Assange, ingiustamente detenuto in un carcere di massima sicurezza nel Regno Unito: l\u2019Assemblea Parlamentare del Consiglio d\u2019Europa (CdE) il 28 gennaio u.s. ha approvato la Risoluzione 2317 in cui chiede il rilascio immediato di Julian Assange, ai sensi della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell\u2019uomo e delle libert\u00e0 fondamentali.<\/p>\n<p>Abbiamo tradotto per voi i punti salienti di questa importante Risoluzione.<\/p>\n<p>Ma facciamo innanzitutto qualche passo indietro per inquadrare meglio il motivo per cui il caso Assange riveste per noi, e crediamo per tutti, un\u2019importanza cruciale, cercando anche di chiarire il contesto nel quale si inserisce questa risoluzione.<\/p>\n<p>Come rete di giornalisti ed attivisti sociali riunita sotto il nome di MediAttivisti, nasciamo dall\u2019impulso dell\u2019Agenzia di Stampa Internazionale Pressenza, il cui primario obiettivo \u00e8 la diffusione di una cultura dei diritti umani, della pace e della nonviolenza.<\/p>\n<p><strong>La stampa indipendente quale strumento necessario alla vita democratica e civile<\/strong><\/p>\n<p>Va da s\u00e9 che crediamo fermamente nella necessit\u00e0 di una stampa indipendente che possa fungere da controllore delle istituzioni, con una narrazione il pi\u00f9 possibile plurale sui fatti del mondo, quale strumento necessario alla vita democratica e civile, esercitando il quarto potere che le \u00e8 proprio.<\/p>\n<p>Per questo non possiamo che esprimere la nostra pi\u00f9 profonda riconoscenza verso Julian Assange, e seguiamo con crescente turbamento la sua persecuzione, ritenendo la lotta per il suo rilascio immediato ed incondizionato una priorit\u00e0 assoluta.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 Pressenza e la rete Mediattivisti, tra le altre azioni intraprese, ha cercato e cerca di aggiornarvi continuamente sul drammatico caso di persecuzione politica dell\u2019editore, giornalista, attivista informatico e co-fondatore australiano del celebre sito Wikileaks, Julian Assange, in quanto pare destinato a diventare, suo malgrado, uno dei casi pi\u00f9 emblematici della volont\u00e0 sempre meno celata da parte dei governi e di alcuni gruppi di potere di controllare i mezzi d\u2019informazione di massa, impedendone la regolare libert\u00e0 d\u2019espressione e con essa anche il diritto del cittadino all\u2019informazione.<\/p>\n<p>Wikileaks, \u00e8 un\u2019organizzazione senza scopo di lucro fondata nel 2006 dal caporedattore dell\u2019omonimo sito, Julian Assange, con l\u2019intento di raccogliere e diffondere documenti riservati di pubblico interesse per mezzo di segnalazioni anonime. Da allora ha rivelato al mondo intero innumerevoli casi di abuso di potere da parte di stati e organizzazioni internazionali per mezzo di email riservate, cablogrammi militari e documenti di ogni genere che sono stati a loro volta rilanciati e pubblicati dalle maggiori testate giornalistiche mondiali. \u00c8 fondamentale sottolineare inoltre il fatto che nessuno, tra le centinaia di migliaia di documenti pubblicati da Wikileaks in 14 anni di attivit\u00e0, \u00e8 mai stato smentito. Non a caso Julian Assange per la sua attivit\u00e0 giornalistica e il suo ruolo fondamentale nel favorire la libera informazione \u00e8 stato insignito di innumerevoli premi e riconoscimenti in tutto il mondo.<\/p>\n<p><strong>Principali (wiki)leaks di pubblico interesse<\/strong><\/p>\n<p>Tra i numerosi documenti di cui il grande pubblico \u00e8 venuto a conoscenza grazie all\u2019opera di Wikileaks, possiamo annoverare i <u>War Diaries<\/u>, report grazie ai quali si vengono a scoprire le innumerevoli vittime civili, abusi di ogni tipo e torture perpetrate ai prigionieri di guerra; i <u>Guantanamo Files<\/u>, che descrivono attraverso centinaia di migliaia di documenti il trattamento disumano riservato ai prigionieri di Guantanamo; le <u>email di Hillary Clinton<\/u>,\u00a0 grazie alle quali veniamo ad esempio a sapere delle operazioni sotto copertura da parte degli USA in Libia con l\u2019invio di forze speciali e armamento di gruppi terroristici; i <u>TTIP Chapters<\/u>, ovvero le bozze preliminari del famigerato trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti, i cui termini sarebbero altrimenti rimasti segreti, nonostante le profonde implicazioni sullo stato sociale dei paesi coinvolti, Italia compresa; gli <u>Spy Files<\/u>, migliaia di documenti che attestano la sorveglianza di massa in atto; inoltre sappiamo ora che sono \u201cMade in Italy\u201d molte delle societ\u00e0 che vendono in tutto il mondo programmi per poter spiare la cittadinanza.<\/p>\n<p>Ma ci\u00f2 che probabilmente ha fatto pi\u00f9 scalpore nell\u2019immaginario comune, \u00e8 stato il rilascio nel 2010 degli archivi di guerra iracheni con annesso video denominato <u>Collateral Murder<\/u>, in cui si vedono le forze armate statunitensi sparare come in un videogioco dagli elicotteri Apache contro obiettivi civili a Baghdad, tra cui bambini, miracolosamente scampati alla morte ma rimasti gravemente feriti, e due giornalisti della Reuters, rimasti uccisi mentre cercavano di soccorrere altre vittime civili inermi.<\/p>\n<p>Tutti questi documenti sono tuttora visionabili nel sito di Wikileaks, alla pagina: <a href=\"https:\/\/wikileaks.org\/-Leaks-.html\">https:\/\/wikileaks.org\/-Leaks-.html<\/a><\/p>\n<p><strong>Il totale paradosso delle democrazie occidentali<\/strong><\/p>\n<p>Il totale paradosso per quelle che si definiscono le democrazie occidentali sorge proprio qui: a seguito della diffusione del video Collateral Murder, cos\u00ec pure delle migliaia di altri documenti compromettenti che mettono in luce un sistema corrotto fin dalle sue fondamenta e pratiche illegali di ogni tipo, nessun individuo o organizzazione \u00e8 stato investigato, n\u00e9 tantomeno punito per i crimini commessi. In compenso per\u00f2, con un sorprendente tempismo, poco dopo il clamore destato dal video Collateral Murder e dai War Diaries, in particolare l\u2019Afghanistan Diary, rilanciato dal New York Times, da The Guardian e Der Spiegel a fine luglio del 2010, comincer\u00e0 per Assange un\u2019odissea giudiziaria senza precedenti che continua tuttora, ed ora pi\u00f9 che mai, a distanza di quasi 10 anni, si trova nella sua fase pi\u00f9 critica (chi voglia leggersi un breve resoconto dell\u2019assurdo caso giudiziario montato sulla pelle di Julian Assange, legga in nota<a href=\"#_edn1\" name=\"_ednref1\">[i]<\/a>).<\/p>\n<p>Come ha detto Glenn Greenwald (avvocato e giornalista americano, noto per una serie di articoli che raccoglievano le rivelazioni del whistleblower o informatore Edward Snowden sulla sorveglianza di massa ad opera del NSA che gli sono valsi il Premio Pulitzer per il miglior giornalismo di pubblico servizio, ora anche lui oggetto di persecuzione giudiziaria) subito dopo l\u2019arresto di Assange: \u201cIl giornalismo non \u00e8 spionaggio. Essere una fonte giornalistica non significa essere spie. E pubblicare informazioni che mettono a nudo la cattiva condotta del governo o i crimini di guerra non \u00e8 spionaggio. Quando il giornalismo viene trattato come un crimine, siamo tutti in pericolo. L\u2019accusa di Assange non \u00e8 la fine della saga di WikiLeaks. \u00c8 l\u2019inizio di un grosso assalto alla libert\u00e0 di stampa.\u201d <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/05\/cio-che-larresto-di-assange-significa-per-il-giornalismo\/\">https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/05\/cio-che-larresto-di-assange-significa-per-il-giornalismo\/<\/a><\/p>\n<p>Ma veniamo ora alla recente notizia della presa di posizione netta a favore dell\u2019immediata scarcerazione di Julian Assange del Consiglio d\u2019Europa (CdE). Il CdE \u00e8 un\u2019organizzazione internazionale i cui obiettivi fondanti sono promuovere la democrazia, i diritti umani e la ricerca di soluzioni ai problemi sociali in Europa; il CdE \u00e8 estraneo all&#8217;Europa e conta 47 membri, tra cui il Regno Unito, che tuttora ne fa parte eche \u00e8 stato tra i suoi membri fondatori nel 1949.<\/p>\n<p>Ecco la traduzione ad opera della sottoscritta dei punti salienti di ci\u00f2 che \u00e8 stato deliberato dall\u2019Assemblea Parlamentare del Consiglio d\u2019Europa il 28 gennaio, con l\u2019approvazione della risoluzione 2317 intitolata: \u201cMinacce alla libert\u00e0 dei mezzi di comunicazione e alla sicurezza dei giornalisti\u201d, in cui si fa esplicitamente riferimento al caso di Julian Assange (punto 6.2) chiedendo che venga vietata la sua estradizione negli USA e che venga immediatamente scarcerato.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p><strong>Risoluzione 2317 (2020) Versione provvisoria<\/strong><\/p>\n<p><strong>Minacce alla libert\u00e0 dei media e alla sicurezza dei giornalisti in Europa<\/strong><\/p>\n<p><em>Autore\/i: Assemblea parlamentare<\/em><\/p>\n<p><em>Origine &#8211; Discussione dell&#8217;Assemblea del 28 gennaio 2020 (4a seduta) (vedi doc. 15021, relazione della commissione per la cultura, la scienza, l&#8217;istruzione e i media, relatore: Lord George Foulkes). Testo adottato dall&#8217;Assemblea il 28 gennaio 2020 (4a seduta) Vedi anche la raccomandazione 2168 (2020).<\/em><\/p>\n<p>1. Senza il diritto alla libert\u00e0 di espressione e a mezzi di comunicazione liberi, indipendenti e pluralistici, non esiste una vera democrazia. Il Consiglio d&#8217;Europa e la sua Assemblea Parlamentare sono fermamente impegnati a rafforzare la libert\u00e0 dei media in tutti i suoi aspetti, compreso il diritto di accesso alle informazioni, la protezione delle fonti, la protezione contro le perquisizioni dei luoghi di lavoro e dei domicili privati e il sequestro di materiali, la salvaguardia dell&#8217;indipendenza editoriale e della capacit\u00e0 di indagare, il diritto di criticare e contribuire al dibattito pubblico senza timore di pressioni o interferenze. La sicurezza di giornalisti e altri attori dei media \u00e8 una componente fondamentale di questa libert\u00e0.<\/p>\n<p>2. Ai sensi della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell&#8217;uomo &#8211; in particolare, ma non solo, l&#8217;articolo 10 &#8211; gli Stati membri hanno l&#8217;obbligo positivo di istituire un solido quadro giuridico per i giornalisti e altri attori dei media affinch\u00e9 possano lavorare in sicurezza. Tuttavia, minacce, molestie, restrizioni legali e amministrative e indebite pressioni politiche ed economiche sono diffuse. Peggio ancora, in alcuni paesi, i giornalisti che indagano su questioni che coinvolgono la corruzione o l&#8217;abuso di potere, o che si limitano a esprimere critiche ai leader politici e ai governi al potere, vengono attaccati fisicamente, incarcerati arbitrariamente, torturati o addirittura uccisi. [&#8230;]<\/p>\n<p>3. Secondo le informazioni pubblicate dalla Piattaforma del Consiglio d&#8217;Europa per promuovere la protezione del giornalismo e la sicurezza dei giornalisti (la Piattaforma), dal 2015 al 25 novembre 2019, 26 giornalisti sono stati uccisi, tra questi, in 22 casi vi \u00e8 stata impunit\u00e0, e 109 giornalisti sono attualmente in detenzione; 638 gravi violazioni della libert\u00e0 di stampa sono state perpetrate in 39 paesi. Le minacce alla libert\u00e0 dei media e alla sicurezza dei giornalisti sono diventate cos\u00ec numerose, ripetute e serie che mettono a repentaglio non solo il diritto dei cittadini di essere adeguatamente informati, ma anche la stabilit\u00e0 e il regolare funzionamento delle nostre societ\u00e0 democratiche.<\/p>\n<p>4. Gli organi del Consiglio d&#8217;Europa, compresa l&#8217;Assemblea parlamentare, non devono solo continuare a sostenere lo sviluppo in tutti i paesi europei ed oltre i confini europei di un ambiente sicuro per giornalisti e altri attori dei media, ma devono fare uso di tutto il loro potere per sollecitare gli Stati membri a porre rimedio in modo rapido ed efficace a qualsiasi minaccia alla libert\u00e0 dei media, sollecitando e sostenendo le riforme richieste a tale scopo.<\/p>\n<p>5. Pertanto, l&#8217;Assemblea invita gli Stati membri a proteggere pi\u00f9 efficacemente la sicurezza dei giornalisti e la libert\u00e0 dei media.[&#8230;]<\/p>\n<p>6. L&#8217;Assemblea invita gli Stati membri a creare un ambiente mediatico favorevole e a rivedere a tal fine la loro legislazione, cercando di prevenire qualsiasi uso improprio di diverse leggi o disposizioni che possano avere un impatto sulla libert\u00e0 dei media &#8211; come quelle sulla diffamazione, l&#8217;antiterrorismo, la sicurezza nazionale, l\u2019ordine pubblico, l\u2019hate speech, la blasfemia o le leggi sulla memoria &#8211; che troppo spesso vengono applicate per intimidire e mettere a tacere i giornalisti. A tale proposito, devono in particolare:<\/p>\n<p>6.1. evitare di proporre sanzioni penali per un reato mediatico &#8211; in particolare pene detentive, chiusura dei media o blocco di siti Web e piattaforme social &#8211; tranne nei casi in cui altri diritti fondamentali siano stati gravemente compromessi, ad esempio in caso di incitamento all&#8217;odio o istigazione alla violenza o al terrorismo; assicurare che tali sanzioni non vengano applicate in modo discriminatorio o arbitrario contro i giornalisti;<\/p>\n<p>6.2. riconoscere e assicurare il rispetto del diritto dei giornalisti di proteggere le proprie fonti e di sviluppare un adeguato quadro normativo, giudiziario e istituzionale per proteggere gli informatori o whistleblower e coloro che li facilitano, in linea con la risoluzione dell&#8217;Assemblea 2300 (2019) &#8220;Migliorare la protezione degli informatori ovunque in Europa&#8221;; a tale proposito, riconoscere che la detenzione e la persecuzione penale di Julian Assange costituiscono un precedente pericoloso per i giornalisti unendosi alla raccomandazione del relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti che ha dichiarato, il 1 \u00b0 novembre 2019, che l&#8217;estradizione del sig. Assange negli Stati Uniti deve essere vietata e che deve essere prontamente rilasciato;<\/p>\n<p>[&#8230;]<\/p>\n<p>12. Infine, l&#8217;Assemblea invita i parlamenti nazionali a garantire che i governi agiscano nel pieno rispetto delle norme del Consiglio d&#8217;Europa relative al diritto alla libert\u00e0 di espressione, compresa la libert\u00e0 dei media e la sicurezza dei giornalisti. I parlamenti nazionali devono essere i custodi di questo diritto e garantire il pieno impegno dell&#8217;apparato statale a tutti i livelli: politico, legislativo, giudiziario, esecutivo ed educativo. A tale proposito, i parlamenti nazionali dovrebbero tenere maggiormente conto dei lavori del Consiglio d&#8217;Europa e, in particolare, portare le raccomandazioni del Comitato dei Ministri, nonch\u00e9 le relazioni e le risoluzioni dell&#8217;Assemblea, all&#8217;attenzione dei rispettivi comitati competenti e basarsi su questi testi durante la stesura di una legislazione afferente alla libert\u00e0 dei media e alla sicurezza dei giornalisti.<\/p>\n<p>Link al documento originale nella sua versione inglese e integrale:\u00a0<a href=\"http:\/\/assembly.coe.int\/nw\/xml\/XRef\/Xref-XML2HTML-en.asp?fileid=28508&amp;Lang=en\">http:\/\/assembly.coe.int\/nw\/xml\/XRef\/Xref-XML2HTML-en.asp?fileid=28508&amp;Lang=en<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\">[i]<\/a> \u00a0Il caso Assange \u00e8 complesso sotto vari punti di vista e nel corso degli anni e soprattutto degli ultimi mesi ha visto avvicendarsi una lunga lista di storture giudiziarie e soprusi ascrivibili tanto al diritto internazionale, quanto ai diritti umani. Ragione per cui ridurre il caso a pochi fatti salienti non risulta particolarmente agevole. Spero per\u00f2 mi scuserete se per esigenze di sintesi mi tocca tentare proprio questo, cosciente di dover omettere anche fatti di una certa rilevanza.<\/p>\n<p>Il 20 agosto del 2010 due donne si presentano in una stazione di polizia a Stoccolma per motivi diversi e l\u2019indomani Julian Assange veniva gi\u00e0 definito stupratore su tutti i giornali locali ed internazionali.<\/p>\n<p>Dalla vicenda svedese ha inizio un lungo e surreale calvario da parte del fondatore di Wikileaks che, apprendendo dai giornali la notizia dell\u2019investigazione preliminare a suo carico per stupro, desidera rilasciare una dichiarazione alla stazione di polizia, ma gli verr\u00e0 permesso di farlo solo il 30 agosto, quando la campagna diffamatoria a suo carico era gi\u00e0 ampiamente in atto. Poco importa se le due donne ammetteranno fin dall\u2019inizio che i rapporti avuti erano consenzienti. Poco importa se una delle due rifiuter\u00e0 addirittura di sottoscrive la denuncia, in quanto modificata dalla polizia con parole che lei non aveva mai espresso. Poco importa se le accuse della polizia non hanno mai assunto un carattere formale, mentre la sua richiesta di difendersi dalle accuse davanti ad un Pubblico Ministero veniva rimandata ad oltranza per motivi irrisori.<\/p>\n<p>Sta di fatto che tre settimane dopo Assange fa sapere tramite il suo avvocato che deve recarsi all\u2019estero per una conferenza e chiede il permesso di lasciare il paese; permesso che gli verr\u00e0 garantito in forma scritta dall\u2019ufficio del Pubblico Ministero. Salvo in seguito spiccare un mandato di arresto internazionale nei suoi confronti. Nel frattempo per\u00f2 Julian viene a conoscenza di un procedimento penale segreto aperto nei suoi confronti negli USA che lo obbligher\u00e0 a chiedere asilo politico nell\u2019ambasciata ecuadoregna di Londra dove lo otterr\u00e0 nel 2012 e ivi rester\u00e0 in un limbo per sette lunghi anni; gli viene per\u00f2 concessa udienza per la prima volta dalla Procura svedese nell\u2019ambasciata il 14 novembre del 2016 , dopo anni di richieste formali di potersi difendere dalle accuse di stupro di persona, recandosi a Stoccolma con l\u2019assicurazione per\u00f2 di non essere estradato negli USA &#8211; cosa che non gli \u00e8 stata mai garantita o direttamente nell\u2019Ambasciata dell\u2019Ecuador. La Procura svedese si \u00e8 infatti ingiustificatamente negata per anni di offrire la garanzia per la non estradizione verso gli USA e di recarsi a Londra per interrogare Assange nell\u2019ambasciata dove godeva legalmente di asilo politico. Da notare che in tutto questo periodo si raccontava ai media che la paura di Assange di essere estradato negli USA fosse del tutto ingiustificata e che fosse una scusa per non affrontare la giustizia.<\/p>\n<p>Dopo anni di reclusione forzata nell\u2019ambasciata Ecuadoregna a Londra, di spionaggio del giornalista commissionato dalla CIA 24 ore al giorno \u2013 anche in bagno &#8211; e di limitatissime occasioni per l\u2019incontro con persone esterne, famiglia compresa, e impossibilit\u00e0 di potersi curare a dovere, al cambio del Governo dell\u2019Ecuador, le condizioni d\u2019asilo, gi\u00e0 notevolmente pi\u00f9 rigide rispetto alla norma, si sono ulteriormente irrigidite fino alla revoca dell\u2019asilo, avvenuta nello stesso giorno (11 aprile u.s.) in cui \u00e8 stato arrestato dalla polizia inglese. Quest\u2019ultima \u00e8 entrata nell\u2019ambasciata dell\u2019Ecuador e lo ha trascinato fuori con la forza come il pi\u00f9 pericoloso dei criminali per portarlo in un carcere di massima sicurezza, quello di Belmarsh, definito la \u201cGuantanamo europea\u201d. Non solo, JA \u00e8 rimasto in regime di isolamento fino a pochi giorni fa, nonostante le attestate precarie condizioni di salute, e la richiesta di ricovero immediato presso un ospedale universitario come attesta la prima lettera aperta al Governo britannico sottoscritta da oltre un centinaio di medici <a href=\"https:\/\/medium.com\/@doctors4assange\">https:\/\/medium.com\/@doctors4assange<\/a>. Inizialmente il motivo dell\u2019arresto era attribuibile ad una presunta violazione del rilascio su cauzione legata all\u2019investigazione preliminare svedese per il presunto stupro. Caso che, nonostante la mancanza totale di prove a carico di Assange, la Svezia ha aperto e richiuso ben 3 volte e mantenuto nella sua fase preliminare per nove lunghissimi anni, senza incriminarlo, n\u00e9 scagionarlo definitivamente. Ciondimeno gli \u00e8 stata comminata una pena del tutto sproporzionata di 50 settimane da scontare a Belmarsh, poi estesa quando infine \u00e8 stato reso pubblico il procedimento penale in atto nei suoi confronti, nonch\u00e9 la richiesta di estradizione da parte degli USA per 18 capi d\u2019imputazione sulla base dell\u2019<em>Espionage act<\/em> per i quali rischia, oltre alla pena capitale, nella migliore delle ipotesi 175 anni di prigione (ma allora&#8230; si direbbe proprio che Assange avesse ragione di temere!). Da notare che l\u2019<em>Espionage act<\/em> non era mai stato adoperato per incriminare un giornalista prima d\u2019ora negli USA in quanto contravviene al 1\u00b0 emendamento della Costituzione americana che protegge la libert\u00e0 di stampa e d\u2019espressione.<\/p>\n<p>Tutto questo e molto altro che non abbiamo modo di raccontare in questa sede, dimostra in maniera palese l\u2019inquietante potere extraterritoriale degli USA, capaci di incriminare ed estradare un individuo che non \u00e8 cittadino americano e che non svolgeva il suo lavoro negli USA, oltre che una serie infinita di soprusi e atti che esulano completamente dal diritto internazionale perpetrati da Svezia, UK, Ecuador ed USA. Questi ultimi, non solo pretendono l\u2019estradizione di un cittadino straniero che non lavorava o abitava nel loro territorio, ma \u00e8 notizia di pochi giorni fa che si arrogano anche il diritto di escludere arbitrariamente gli stessi cittadini stranieri dal 1\u00b0 emendamento della Costituzione americana che tutela la libert\u00e0 di stampa, come hanno notificato recentemente; in altre parole della libert\u00e0 di stampa ne godrebbero solo i cittadini americani.<\/p>\n<p>Intanto Julian Assange, colpevole di aver divulgato notizie veritiere di pubblico interesse (come fa qualsiasi giornalista d\u2019inchiesta che si rispetti), rimane detenuto in un carcere di massima sicurezza in UK con accuse di spionaggio in attesa di un processo per l\u2019estradizione negli USA per il quale non ha avuto modo di preparare la sua difesa, la cui prima udienza si terr\u00e0 il 24 febbraio.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 a maggio dello scorso anno, a seguito della sua visita presso la prigione di Belmarsh con due medici specializzati in tortura, l&#8217;inviato speciale delle Nazioni Unite contro la tortura, Nils Melzer, ha dichiarato: &#8220;In 20 anni di lavoro con vittime di guerra, violenza e persecuzioni politiche non ho mai visto un gruppo di Stati democratici unirsi per isolare, demonizzare e abusare deliberatamente un singolo individuo per cos\u00ec tanto tempo e con cos\u00ec poca considerazione per la dignit\u00e0 umana e lo stato di diritto.\u201d Se volete approfondire ulteriormente il caso, consiglio la lettura dell\u2019ottimo articolo in lingua inglese basato su una recente intervista a Nils Melzer: <a href=\"https:\/\/www.republik.ch\/2020\/01\/31\/nils-melzer-about-wikileaks-founder-julian-assange\">https:\/\/www.republik.ch\/2020\/01\/31\/nils-melzer-about-wikileaks-founder-julian-assange<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Diffondiamo una notizia che cogliamo con grande speranza per il futuro del nostro collega Julian Assange, ingiustamente detenuto 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