{"id":10214,"date":"2012-07-29T16:31:11","date_gmt":"2012-07-29T15:31:11","guid":{"rendered":"http:\/\/pressenza.hermes.acasici.org\/?p=10214"},"modified":"2016-04-19T19:58:48","modified_gmt":"2016-04-19T18:58:48","slug":"chi-combatte-in-siria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2012\/07\/chi-combatte-in-siria\/","title":{"rendered":"Chi combatte in Siria?"},"content":{"rendered":"<h1><\/h1>\n<div>\n<blockquote><p>Mentre la stampa occidentale presenta l\u2019esercito libero siriano come un\u2019organizzazione armata rivoluzionaria, Thierry Meyssan afferma da pi\u00f9 di un anno che si tratta invece di una formazione controrivoluzionaria. Secondo lui, sarebbe passata a poco a poco dalle mani delle monarchie reazionarie del Golfo a quelle della Turchia, che agisce per conto della NATO.<\/p><\/blockquote>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.pressenza.com\/uploads\/assets\/d4667ae025d359370b882583e5fa89c0d17f7f17.1280x960.jpg\" alt=\"D4667ae025d359370b882583e5fa89c0d17f7f17.1280x960\" width=\"590\" height=\"442\" \/><\/p>\n<div><\/div>\n<div>http:\/\/bit.ly\/Qrka3Y<\/div>\n<\/div>\n<p>PressenzaRed Voltaire, 29\/07\/12Una tale affermazione controcorrente richiede una dimostrazione argomentata&#8230;<\/p>\n<p>Da 18 mesi, la Siria \u00e8 preda di torbidi, che sono aumentati costantemente fino a diventare un ampio conflitto armato che ha gi\u00e0 ucciso circa 20.000 persone. Se c\u2019\u00e8 consenso su questa osservazione, le narrazioni e le interpretazioni su esso variano.<\/p>\n<p>Per gli stati occidentali e la loro stampa, i siriani aspirerebbero a vivere all\u2019occidentale in democrazie di mercato. Seguendo il modello tunisino, egiziano e libico della &#8220;primavera araba&#8221;, si sarebbero sollevati per rovesciare il loro dittatore Bashar al-Assad. Questi avrebbe represso nel sangue le proteste. Mentre gli occidentali avrebbero voluto intervenire per fermare il massacro, i russi e cinesi, per interesse o per disprezzo della vita umana, si sarebbero opposte.<\/p>\n<p>Invece, tutti gli Stati che non sono vassalli degli Stati Uniti e per la loro stampa, gli Stati Uniti hanno lanciato un\u2019operazione contro la Siria che hanno progettato da lungo tempo. In primo luogo, attraverso i loro alleati regionali, e poi direttamente, hanno infiltrato le bande armate che hanno destabilizzato il paese, sul modello dei Contras in Nicaragua. Tuttavia avrebbero trovato un supporto molto scarso all\u2019interno e sono state sconfitte mentre Russia e Cina avrebbero impedito alla NATO di distruggere l\u2019esercito siriano e di rovesciare l\u2019equilibrio regionale.<\/p>\n<p>Chi ha ragione? Chi ha torto?<\/p>\n<p><strong>I gruppi armati in Siria non difendono la democrazia, la combattono<\/strong><\/p>\n<p>In primo luogo, l\u2019interpretazione degli eventi siriani come un episodio della &#8220;primavera araba&#8221; \u00e8 un\u2019illusione, perch\u00e9 questa &#8220;primavera&#8221; non esiste. Si tratta di uno slogan pubblicitario per presentare positivamente fatti diversi. Sebbene ci siano state rivolte popolari in Tunisia, Yemen e Bahrain, non se ne sono avute n\u00e9 in Egitto, n\u00e9 in Libia. In Egitto, le manifestazioni di piazza sono state limitate alla capitale e a una certa classe media; mai, assolutamente mai, il popolo egiziano si \u00e8 sentito preoccupato per lo spettacolo telegenico di Tahrir Square [1]. In Libia, non c\u2019era una rivolta politica, ma un movimento separatista in Cirenaica contro il potere di Tripoli, e l\u2019intervento militare della NATO, che ha ucciso circa 160.000 persone.<\/p>\n<p>La rete TV libanese NourTV ha avuto molto successo trasmettendo una serie di trasmissioni di Hassan Hamade e George Rahme dal titolo &#8220;La primavera araba, da Lawrence d\u2019Arabia a Bernard-Henri Levy.&#8221; Gli autori sviluppano l\u2019idea che la &#8220;primavera araba&#8221; sia un remake della &#8220;rivolta araba&#8221; del 1916-1918 organizzata dagli inglesi contro gli ottomani. Questa volta, gli occidentali hanno manipolato le situazioni per rovesciare una generazione di leader e imporre i Fratelli Musulmani. In effetti, la &#8220;Primavera araba&#8221; \u00e8 una pubblicit\u00e0 ingannevole. Ora, Marocco, Tunisia, Libia, Egitto e Gaza sono governate da una confraternita che da un lato impone una morale, e dall\u2019altra supporta il sionismo e il capitalismo pseudo-liberale, vale a dire gli interessi di Israele e degli anglosassoni. L\u2019illusione s\u2019\u00e8 dissolta. Alcuni autori, come il siriano Said Hilal al-Sharifi deride oramai la &#8220;primavera della NATO&#8221;.<\/p>\n<p>In secondo luogo, i leader del Consiglio nazionale siriano (CNS) come i comandanti dell\u2019esercito libero siriano (ELS) non sono democratici, nel senso che vorrebbero &#8220;sostenere un governo del popolo, dal popolo, per il popolo&#8221;, seguendo la formula di Abraham Lincoln, ripresa nella Costituzione francese. Cos\u00ec, il primo presidente del CNS fu il docente universitario parigino Burhan Ghalioun. Non era certo &#8220;un oppositore siriano perseguitato dal regime&#8221; poich\u00e9 viaggiava e circolava liberamente nel suo paese. Non era un &#8220;intellettuale laico&#8221;, come si afferma, poich\u00e9 era il consigliere politico dell\u2019algerino Abbassi Madani, presidente del Fronte islamico di salvezza (FIS), ora rifugiatosi in Qatar. Il suo successore, Abdel Basset Syda [2], \u00e8 entrato in politica solo nel mese scorso, e subito si \u00e8 affermato come un mero esecutore della volont\u00e0 statunitense. Dopo la sua elezione a capo del CNS, ha promesso non di difendere la volont\u00e0 del suo popolo, ma di attuare la &#8220;road map&#8221; che Washington ha scritto per la Siria: The Day after. I combattenti dell\u2019esercito libero siriano non sono attivisti per la democrazia. Riconoscono l\u2019autorit\u00e0 spirituale dello sceicco Adnan al-Arour, un predicatore takfirista che invoca il rovesciamento e l\u2019assassinio di Assad, non per motivi politici, ma semplicemente perch\u00e9 \u00e8 di confessione alawita, cio\u00e8, un eretico ai suoi occhi. Tutti i dirigenti identificati dell\u2019ELS sono sunniti e tutte le brigate dell\u2019ELS sono intitolate a personaggi storici sunniti. &#8220;I tribunali rivoluzionari&#8221; dell\u2019ELS condannano a morte i loro avversari politici (e non solo i sostenitori di Bashar al-Assad) e i miscredenti, che sgozzano in pubblico. Il programma dell\u2019ELS \u00e8 volto a porre fine al regime laico installato da Baath, SSNP e comunisti, in favore di un regime puramente confessionale sunnita.<\/p>\n<p><strong>Il conflitto siriano \u00e8 stato premeditato dall\u2019Occidente<\/strong><\/p>\n<p>La volont\u00e0 occidentale di finirla con la Siria \u00e8 nota ed \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente a spiegare gli eventi attuali. Ricordiamo alcuni fatti che non lasciano dubbi sulla premeditazione degli eventi [3].<\/p>\n<p>La decisione di entrare in guerra con la Siria \u00e8 stata presa dal presidente George W. Bush durante un incontro a Camp David, il 15 settembre 2001, subito dopo gli attentati spettacolari di New York e Washington. Fu previsto di intervenire simultaneamente in Libia per dimostrare la capacit\u00e0 di agire su un doppio teatro di operazioni. Questa decisione \u00e8 stata confermata dalla testimonianza del generale Wesley Clark, ex comandante supremo della NATO, che vi si era opposto.<\/p>\n<p>Sulla scia della caduta di Baghdad, nel 2003, il Congresso aveva approvato due leggi che istruivano il Presidente degli Stati Uniti a preparare una guerra contro la Libia e un\u2019altra contro la Siria (la Syria Accountability Act). Nel 2004, Washington ha accusato la Siria di nascondere sul suo suolo, le armi di distruzione di massa che non aveva potuto trovare in Iraq. Questa accusa svan\u00ec quando venne ammesso che le armi non esistevano ed erano un pretesto per invadere l\u2019Iraq.<\/p>\n<p>Nel 2005, dopo l\u2019assassinio di Rafik Hariri, Washington ha cercato di entrare in guerra contro la Siria, senza riuscirci, poich\u00e9 aveva ritirato il suo esercito dal Libano. Gli Stati Uniti hanno poi creato false prove per accusare il presidente al-Assad di aver ordinato l\u2019attentato e hanno creato un tribunale internazionale speciale per giudicarlo. Ma alla fine sono stati costretti a ritirare le loro false accuse, dopo che le loro manipolazioni sono state scoperte.<\/p>\n<p>Nel 2006, gli Stati Uniti hanno iniziato a preparare la &#8220;rivoluzione siriana&#8221; con la creazione del Syria Democracy Program. Si trattava di creare e finanziare gruppi di opposizione filo-occidentali (come il Movimento per la Giustizia e lo Sviluppo). Al finanziamento ufficiale del Dipartimento di Stato si era aggiunto un finanziamento segreto della CIA attraverso un\u2019associazione della California, la Democracy Council.<\/p>\n<p>Sempre nel 2006, gli Stati Uniti avevano affidato a Israele la guerra contro il Libano, nella speranza di coinvolgere la Siria e d\u2019intervenire. Ma la rapida vittoria di Hezbollah svent\u00f2 tale piano.<\/p>\n<p>Nel 2007, Israele ha attaccato la Siria, bombardando un\u2019installazione militare (Operazione Orchard). Ma ancora una volta, Damasco ha mantenuto la calma e non si \u00e8 lasciata coinvolgere nella guerra. I successivi controlli dell\u2019Agenzia internazionale dell\u2019energia atomica hanno dimostrato che non era un sito nucleare, contrariamente a quanto era stato detto dagli israeliani.<\/p>\n<p>Nel 2008, durante l\u2019incontro che la NATO organizza come Gruppo Bilderberg, la direttrice della Arab Reform Initiative, Bassma Kodmani, e il direttore della Stiftung Wissenschaft und Politik, Volker Perthes, esposero brevemente al Gotha americano-europeo i vantaggi economici politici e militari di un possibile intervento dell\u2019Alleanza in Siria.<\/p>\n<p>Nel 2009, la CIA ha istituito gli strumenti della propaganda in Siria come le reti BaradaTV, con sede a Londra, e OrientTV, a Dubai.<\/p>\n<p>A questi elementi storici, si aggiunga che un incontro si era tenuto a Cairo, la seconda settimana di febbraio 2011, intorno a John McCain, Joe Lieberman e Bernard-Henry Levy, di figure come il libico Mahmoud Jibril (allora numero due del governo libico) e di siriani come Malik al-Abdeh e Ammar Qurabi. Fu questo incontro che diede il segnale delle operazioni segrete, che iniziarono sia in Libia che in Siria (15 febbraio a Bengasi, e il 17 febbraio a Damasco).<\/p>\n<p>Nel gennaio 2012, il Dipartimento di Stato e della Difesa statunitensi costituivano la Task Force The Day After. Supporting a democratic transition in Syria, che ha scritto sia una nuova costituzione che un programma di governo per la Siria [4].<\/p>\n<p>Nel maggio del 2012, la NATO e il GCC hanno istituito il Gruppo di lavoro sulla ripresa economica e lo sviluppo degli Amici del popolo siriano, sotto la co-presidenza tedesca e degli emirati. L\u2019economista siro-britannico Ossam el-Kadi vi ha elaborato una ripartizione delle ricchezze siriane tra gli stati membri della coalizione, da applicare il &#8220;giorno dopo&#8221; (vale a dire, dopo il rovesciamento del regime per mano della NATO e del GCC) [5].<\/p>\n<p><strong>Rivoluzionari o controrivoluzionari?<\/strong><\/p>\n<p>I gruppi armati non sono nati dalle proteste pacifiche del febbraio 2011. Queste manifestazioni, infatti, denunciavano la corruzione e chiedevano pi\u00f9 libert\u00e0, mentre i gruppi armati, come abbiamo visto sopra, provengono dall\u2019islamismo.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, una terribile crisi economica ha colpito il paese. Ci\u00f2 fu causato dagli scarsi raccolti, che furono erroneamente considerati disgrazie passeggere, mentre erano la conseguenza del cambiamento climatico permanente. A questo si aggiunsero gli errori nell\u2019attuazione delle riforme economiche, che hanno disturbato il settore primario. Fece seguito un massiccio esodo rurale che il governo dovette affrontare, e una deriva settaria di alcuni agricoltori, che il potere aveva trascurato. In molte zone, le abitazioni rurali non si concentrano nei villaggi, ma sono disperse sotto forma di fattorie isolate, nessuno ha misurato la portata del fenomeno fino a quando i suoi seguaci si riunirono.<\/p>\n<p>In definitiva, mentre la societ\u00e0 siriana incarna il paradigma della tolleranza religiosa, si sviluppava una corrente takfirista all\u2019interno di essa. Ha fornito la base dei gruppi armati. Questi sono stati riccamente finanziati dalle monarchie wahabite (Arabia Saudita, Qatar, Sharjjah). Questo colpo di fortuna ha portato al raggruppamento di nuovi combattenti, che comprendevano i parenti delle vittime della repressione di massa del sanguinoso colpo di stato fallito dei Fratelli Musulmani, nel 1982. Le loro motivazioni sono spesso meno ideologiche che personali. Nascono dalla vendetta. Molti delinquenti e detenuti attratti dai guadagni facili vi si sono uniti: un &#8220;rivoluzionario&#8221; \u00e8 pagato sette volte un salariato medio. Infine, i professionisti che hanno combattuto in Afghanistan, Bosnia, Cecenia o in Iraq cominciarono ad arrivare. Al cui primo posto vi erano gli uomini di al-Qaida in Libia, guidati da Abdelhakim Belhaj in persona [6]. I media li presentano come jihadisti, cosa non appropriata, l\u2019Islam non concepisce la guerra santa contro dei fratelli musulmani. Si tratta soprattutto di mercenari.<\/p>\n<p>La stampa occidentale e del Golfo sottolinea la presenza di disertori nell\u2019ELS. Certo, ma \u00e8 per contro falso che abbiano disertato dopo essersi rifiutati di reprimere le proteste politiche. I disertori in questione rientrano quasi sempre nei casi che abbiamo citato sopra. Inoltre, un esercito di 300.000 uomini ha necessariamente tra le sue file fanatici religiosi e teppisti.<\/p>\n<p>I gruppi armati utilizzano la bandiera siriana a banda verde (al posto della fascia rossa) e tre stelle (invece di due). La stampa occidentale la chiama &#8220;bandiera dell\u2019indipendenza&#8221;, poich\u00e9 era in vigore al momento dell\u2019indipendenza nel 1946. In realt\u00e0, questa \u00e8 la bandiera del mandato francese che rimase in vigore durante l\u2019indipendenza formale del paese (1932-1958). Le tre stelle rappresentano i tre distretti religiosi del colonialismo (alawiti, drusi e cristiani). Utilizzare questa bandiera, certamente non significa brandire un simbolo rivoluzionario. Al contrario, significa affermare di voler prolungare il progetto coloniale, quello di Sykes-Picot del 1916 e la ristrutturazione del &#8220;Medio Oriente allargato&#8221;.<\/p>\n<p>Nel corso dei 18 mesi di azioni armate, questi gruppi armati si sono strutturati, e sono pi\u00f9 o meno coordinati. Cos\u00ec oggi, la stragrande maggioranza \u00e8 posta sotto il comando turco, sotto l\u2019etichetta di esercito libero siriano. In realt\u00e0, sono diventati gli ausiliari della NATO; il quartier generale dell\u2019ELS \u00e8 anch\u2019esso installato nella base aerea NATO di Incirlik. Gli islamisti pi\u00f9 estremi hanno formato le proprie organizzazioni o hanno aderito ad al-Qaida. Sono sotto il controllo del Qatar o del ramo Sudeiri della famiglia reale saudita [7]. Difatti, sono collegati alla CIA.<\/p>\n<p>Questa formazione progressiva, che parte dai contadini poveri e termina con l\u2019afflusso di mercenari, \u00e8 identica a quello che si \u00e8 visto in Nicaragua, quando la CIA ha organizzato i Contras per rovesciare i sandinisti, o che si \u00e8 visto a Cuba quando la CIA ha organizzato lo sbarco della Baia dei Porci per rovesciare i castristi. In particolare, \u00e8 questo il modello che i gruppi armati siriani rivendicano: nel maggio 2012, i Contras in cubani di Miami hanno organizzato seminari di addestramento alla guerra di guerriglia per i loro omologhi contro-rivoluzionari siriani [8].<\/p>\n<p>I metodi della CIA sono gli stessi ovunque. E cos\u00ec i Contras siriani hanno concentrato la loro azione militare, in parte sulla creazione di basi fisse (ma nessuna ha tenuto, nemmeno l\u2019Emirato Islamico di Bab Amr), poi sul sabotaggio economico (distruzione di infrastrutture e incendi di grandi fabbriche), e infine sul terrorismo (deragliamento di treni passeggeri, attacchi con autobomba presso siti frequentati, uccisione di leader religiosi, politici e militari).<\/p>\n<p>Pertanto, la parte della popolazione siriana che avrebbe potuto avere simpatia per i gruppi armati, all\u2019inizio degli eventi, credendo che rappresentassero un\u2019alternativa al regime attuale, si \u00e8 a poco a poco dissociata.<\/p>\n<p>Non sorprende che la battaglia di Damasco sia consistita nel far convergere sulla capitale 7.000 combattenti sparsi per il paese, in attesa degli eserciti mercenari nei paesi vicini. Decine di migliaia di Contras hanno cercato di penetrare il paese. Si muovevano simultaneamente su numerose colonne di pick-up, preferendo attraversare deserti che prendere le autostrade. Una parte di loro \u00e8 stata fermata dai bombardamenti aerei e ha dovuto ritirarsi. Altri, dopo aver preso i valichi di frontiera, hanno raggiunto la capitale. Non hanno trovato il sostegno popolare previsto. Piuttosto, il popolo ha guidato i soldati dell\u2019Esercito Nazionale per identificarli ed eliminarli. Alla fine furono costretti a ritirarsi e hanno annunciato che, data la mancata presa di Damasco, avrebbero preso Aleppo. Quindi, tutto ci\u00f2 dimostra che non ci sono n\u00e9 Damasceni, n\u00e9 Aleppini in rivolta, ma solo dei combattenti vaganti.<\/p>\n<p><em>Infiltrazione dei Contras attraverso il deserto di Dara<\/em><\/p>\n<p>L\u2019impopolarit\u00e0 dei gruppi armati deve essere paragonata con la popolarit\u00e0 dell\u2019esercito regolare e delle milizie di autodifesa. L\u2019esercito nazionale siriano \u00e8 un esercito di leva, quindi \u00e8 un esercito popolare, ed \u00e8 impensabile che possa essere utilizzato per la repressione politica. Recentemente, il governo ha autorizzato la creazione delle milizie di quartiere. Ha distribuito armi ai cittadini che si sono impegnati a dedicare 2 ore al giorno del loro tempo per difendere il loro quartiere, sotto la supervisione militare.<\/p>\n<p><strong>Lucciole per lanterne<\/strong><\/p>\n<p>A suo tempo, il presidente Reagan incontr\u00f2 alcune difficolt\u00e0 a presentare i Contras come &#8220;rivoluzionari&#8221;. Cre\u00f2 per questo una struttura di propaganda, il Bureau of Public Diplomacy, affidato alla gestione di Otto Reich [9]. Questi corruppe dei giornalisti, soprattutto dai principali media statunitensi e dell\u2019Europa occidentale, per avvelenare l\u2019opinione pubblica. Lanci\u00f2 anche la voce che i sandinisti avessero armi chimiche e che avrebbero potuto usarle contro il loro popolo. Oggi la propaganda \u00e9 diretta dalla Casa Bianca dal vice consigliere per la sicurezza nazionale responsabile delle comunicazioni strategiche, Ben Rhodes. Applica i buoni e vecchi metodi ed ha suscitato contro il Presidente al-Assad le voci sulle armi chimiche.<\/p>\n<p>In collaborazione con l\u2019MI6 britannico, Rhodes riusc\u00ec ad imporre come principale fonte di informazione per le agenzie di stampa occidentali una struttura fantasma: l\u2019Osservatorio siriano per i diritti umani (OSDH). I media non hanno mai messo in dubbio la credibilit\u00e0 di questa firma, anche se le sue affermazioni sono state negate dagli osservatori della Lega Araba e da quelli delle Nazioni Unite. Meglio, questa struttura fantasma, che non ha n\u00e9 una sede, n\u00e9 personale, n\u00e9 esperienza, \u00e8 diventata anche la fonte di informazione delle cancellerie europee dal quando la Casa Bianca le ha convinte a ritirare il loro personale diplomatico dalla Siria.<\/p>\n<p><em>In attesa della diretta, il corrispondente di al-Jazeera Khaled Abou Saleh telefona alla sua redazione. Pretende che Bab Amr sia bombardata e organizza gli effetti sonori. Il signor Abu Saleh \u00e8 stato ospite d\u2019onore di Francois Hollande alla 3\u00b0 Conferenza degli Amici della Siria.<\/em><\/p>\n<p>Ben Rhodes ha organizzato anche degli spettacoli per i giornalisti in cerca di emozioni. Due operatori turistici furono istituiti, uno nell\u2019ufficio del primo ministro turco Erdogan e il secondo presso l\u2019ex primo ministro libanese Fouad Siniora. I giornalisti che lo volevano, venivano invitati a entrare illegalmente in Siria con i contrabbandieri. Si offriva un viaggio di mesi dal confine con la Turchia a un villaggio fasullo posto in montagna. Si poteva fare un servizio fotografico con dei &#8220;rivoluzionari&#8221; e &#8220;condividere la vita dei combattenti.&#8221; Poi, per i pi\u00f9 sportivi, era possibile dal confine con il Libano, visitare l\u2019Emirato Islamico di Bab Amr.<\/p>\n<p>Assai stranamente, molti giornalisti hanno osservato loro stessi le enormi falsificazioni, ma non arrivarono ad alcuna conclusione. Cos\u00ec, un famoso fotoreporter aveva ripreso i &#8220;rivoluzionari&#8221; di Bab Amr bruciare pneumatici per rilasciare fumo nero e far credere a un bombardamento del quartiere. Immagini che fece mandare in onda su Channel4 [10], ma continu\u00f2 a sostenere di esser stato testimone del bombardamento di Bab Amr narrato dall\u2019Osservatorio siriano dei diritti dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>O ancora, il New York Times ha osservato che le foto e i video inviati dal servizio stampa dell\u2019esercito libero siriano, e che mostrano valorosi combattenti, erano delle messe in scena [11]. Le armi erano in realt\u00e0 delle riproduzioni, dei giocattoli per bambini. Il giornale ha comunque continuato a credere nell\u2019esistenza di un esercito di disertori di quasi 100.000 uomini.<\/p>\n<p><em>Lettura di una dichiarazione dell\u2019esercito libero siriano. Gli orgogliosi &#8220;disertori&#8221; sono comparse che imbracciano armi finte.<\/em><\/p>\n<p>Secondo uno schema classico, i giornalisti preferiscono mentire che ammettere di esser stati manipolati. Una volta ingannati, partecipano cos\u00ec consapevolmente alla diffusione delle menzogne che hanno scoperto. La questione \u00e8 se anche voi, lettori di questo articolo, preferite chiudere gli occhi o se decidete di sostenere il popolo siriano contro l\u2019aggressione dei Contras.<\/p>\n<p>Thierry Meyssan<\/p>\n<p>Fonte El-Akhbar (Alg\u00e9rie)<\/p>\n<p>[1] La piazza Tahrir non \u00e8 la pi\u00f9 grande al Cairo. Era stata scelta per ragioni di marketing, la parola Tahrir si traduce nelle lingue europee in Libert\u00e0. Questo simbolo \u00e8 stato scelto, ovviamente, non dagli Egiziani, perch\u00e9 ci sono diverse parole in arabo per definire Libert\u00e0. Tahrir indica la Libert\u00e0 che si riceve, non quella che si conquista.<\/p>\n<p>[2] La stampa occidentale ha preso l\u2019abitudine di scrivere il nome del Sig. Syda aggiungendo una &#8220;a&#8221; per &#8220;Saida&#8221;, per evitare confusione con la malattia con lo stesso nome. NdA.<\/p>\n<p>[3] Il termine &#8220;premeditazione&#8221; \u00e8 usato normalmente nel diritto penale. In politica, il termine corretto \u00e8 &#8220;complotto&#8221;, ma l\u2019autore non \u00e8 riuscito a usarlo perch\u00e9 crea una reazione isterica da coloro che si applicano a credere che la politica occidentale sia trasparente e democratica . NdA<\/p>\n<p>[4] \u00ab<a href=\"http:\/\/www.voltairenet.org\/Washington-a-redige-une-nouvelle\">Washington a r\u00e9dig\u00e9 une nouvelle constitution pour la Syrie<\/a>\u00bb, R\u00e9seau Voltaire, 21 de julio de 2012.<\/p>\n<p>[5] \u00ab<a href=\"http:\/\/www.voltairenet.org\/Les-Amis-de-la-Syrie-se-partagent\">Les \u00ab Amis de la Syrie \u00bb se partagent l\u2019\u00e9conomie syrienne avant de l\u2019avoir conquise<\/a>\u00bb, por German Foreign Policy, traducci\u00f3n de Horizons et d\u00e9bats, R\u00e9seau Voltaire, 14 de junio de 2012.<\/p>\n<p>[6] Sharjah es uno de los siete emiratos que componen los Emiratos \u00c1rabes Unidos<\/p>\n<p>[7] \u00ab<a href=\"http:\/\/www.voltairenet.org\/L-Armee-syrienne-libre-est\">L\u2019Arm\u00e9e syrienne libre est command\u00e9e par le gouverneur militaire de Tripoli<\/a>\u00bb, por Thierry Meyssan, R\u00e9seau Voltaire, 18 de diciembre de 2011.<\/p>\n<p>[8] Para m\u00e1s detalles, ver \u00ab<a href=\"http:\/\/www.voltairenet.org\/La-Contre-revolution-au-Proche\">La Contre-r\u00e9volution au Proche-Orient<\/a>\u00bb, por Thierry Meyssan, Komsomolskaya Pravda\/R\u00e9seau Voltaire, 11 de mayo de 2011.<\/p>\n<p>[9] \u00ab<a href=\"http:\/\/www.voltairenet.org\/L-opposition-syrienne-prend-ses\">L\u2019opposition syrienne prend ses quartiers d\u2019\u00e9t\u00e9 \u00e0 Miami<\/a>\u00bb, por Agencia Cubana de Noticias, Jean Guy Allard, R\u00e9seau Voltaire, 25 de mayo de 2012.<\/p>\n<p>[10] \u00ab<a href=\"http:\/\/www.voltairenet.org\/Otto-Reich-et-la-contre-revolution\">Otto Reich et la contre-r\u00e9volution<\/a>\u00bb, por Arthur Lepic, Paul Labarique, R\u00e9seau Voltaire, 14 de mayo de 2004.<\/p>\n<p>[11] \u00ab<a href=\"http:\/\/www.channel4.com\/news\/syrias-video-journalists-battle-to-tell-the-truth\">Syria\u2019s video journalists battle to telle the \u2019truth\u2019<\/a>\u00bb, Channel4, 27 de marzo de 2011.<\/p>\n<p>[12] \u201c<a href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/2012\/06\/15\/world\/middleeast\/video-shows-syrian-opposition-fighters-with-toy-guns.html?_r=2\">Syrian Liberators, Bearing Toy Guns<\/a>\u201d, por C. J. Chivers, The New York Times, 14 de junio.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre la stampa occidentale presenta l\u2019esercito libero siriano come un\u2019organizzazione armata rivoluzionaria, Thierry Meyssan afferma da pi\u00f9 di un anno che si tratta invece di una formazione controrivoluzionaria. 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