{"id":1005120,"date":"2020-01-02T10:31:40","date_gmt":"2020-01-02T10:31:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1005120"},"modified":"2020-01-02T10:45:49","modified_gmt":"2020-01-02T10:45:49","slug":"la-turchia-nella-guerra-civile-libica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/01\/la-turchia-nella-guerra-civile-libica\/","title":{"rendered":"La Turchia nella guerra civile libica"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\">La guerra civile libica sta prendendo una piega molto importante. In questo momento storico <strong>l\u2019accordo firmato tra il governo di Tripoli e quello di Ankara<\/strong> ha un valore particolare. Secondo alcuni osservatori, questa volta, la scommessa del Presidente della Repubblica di Turchia potrebbe essere fallimentare.<\/p>\n<h2 align=\"left\"><b>Un paese in guerra<\/b><\/h2>\n<p align=\"left\"><strong>In Libia non c\u2019\u00e8 un momento di tregua dal 2011<\/strong>, ossia dopo l\u2019uccisione dello storico dittatore <strong>Muammar Gheddafi<\/strong>. Le elezioni del 2014, realizzate dopo quarantadue anni di regime, hanno letteralmente spaccato il Paese in due parti.<\/p>\n<p align=\"left\">Oggi, nella capitale esiste, in teoria, un governo legittimo, guidato da <strong>Fayez al-Sarraj<\/strong>, nominato Presidente grazie all\u2019accordo con le Nazioni Unite. Nel resto del territorio esiste un\u2019altra forza attiva; una formazione militare guidata dal <strong>generale Khalifa Belqasim Haftar<\/strong>. Si tratta di uno degli ex comandanti dell\u2019esercito di Gheddafi rientrato nel Paese nel 2014 dopo pi\u00f9 di venti anni di permanenza negli Stati Uniti d\u2019America. Le elezioni del 2014 sono state, per Haftar, un momento di svolta con l\u2019obiettivo di prendere il controllo della Libia. Tuttora ci troviamo di fronte a una vera guerra tra queste due forze.<\/p>\n<h2 align=\"left\"><b>Chi sostiene chi?<\/b><\/h2>\n<p align=\"left\">Quello che succede <strong>in Libia \u00e8 ormai una guerra per procura<\/strong>. Diversi paesi sostengono o uno o l\u2019altro dei due attori sul campo. C\u2019\u00e8 chi fa una scelta per motivi economici, il Paese \u00e8 ricco di fonti di energie non rinnovabili, ha una lunga costa sul Mediterraneo e il principale punto di partenza per i flussi migratori verso l\u2019Europa. C\u2019\u00e8 chi si muove per motivi puramente ideologici, uno degli attori pi\u00f9 fluidi e radicali del territorio sono i famosi \u201c<em>Fratelli Musulmani<\/em>\u201d che per una parte del mondo \u201c<em>islamico<\/em>\u201d (e non solo) rappresentano una \u201c<em>soluzione<\/em>\u201d oppure sono \u201c<em>l\u2019unico motore di cambiamento<\/em>\u201d nel Nord dell\u2019Africa, da parecchi anni. Invece c\u2019\u00e8 chi sostiene di fare una scelta al nome di \u201c<em>lotta contro il terrorismo<\/em>\u201d anche perch\u00e9 \u00e8 <strong>sempre pi\u00f9 palese la presenza delle bande di jihadisti legate all\u2019ISIS e\/o Al Qaida<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"left\">Tornando agli attori presenti sul territorio vediamo che il governo di Sarraj, riconosciuto dall\u2019Onu e dall\u2019UE riceve anche<strong> l\u2019appoggio esterno della Turchia e del Qatar.<\/strong> Dunque Sarraj \u00e8 accusato di essere l\u2019espressione dei \u201c<em>Fratelli Musulmani<\/em>\u201d finanziati e sostenuti da questi due Paesi.<\/p>\n<p align=\"left\">Il movimento del generale Haftar invece riceve <strong>l\u2019appoggio ufficiale della Russia, Egitto, Arabia Saudita, Francia ed Emirati Arabi.<\/strong> L\u2019ex braccio destro di Gheddafi viene sostenuto per \u201c<em>impedire l\u2019entrata e l\u2019avanzamento dei fondamentalisti in Libia<\/em>\u201d ed \u00e8 anche definito come un \u201c<em>collaboratore della Cia<\/em>\u201d e accusato di \u201c<em>tentato golpe<\/em>\u201d.<\/p>\n<h2 align=\"left\"><b>L\u2019accordo del 27 novembre<\/b><\/h2>\n<p align=\"left\">In quest\u2019ottica, l\u2019avvicinamento ufficiale tra il governo di Tripoli e quello di Ankara ovviamente tende a cambiare le carte sul tavolo. <strong>L\u2019accordo firmato prevede una forte collaborazione tra questi due paesi sopratutto nel campo militare<\/strong>; formazione, donazione delle armi, costruzione delle basi e presenza dei soldati. Inoltre ci sono alcuni punti che aprono la strada per le future eventuali collaborazioni nel campo energetico e commerciale. Infine grazie a questo accordo i confini marittimi sono stati ridisegnati e i due paesi sono diventati fortemente \u201c<em>vicini<\/em>\u201d.<\/p>\n<p align=\"left\">Secondo il Presidente della Repubblica di Turchia, principale promotore dell\u2019accordo, questo avvicinamento era inevitabile. Durante un intervento pubblico, nella citt\u00e0 d&#8217;Istanbul, il <a href=\"https:\/\/www.internethaber.com\/erdogan-libya-ile-yapilan-tarihi-sinir-anlasmasini-imzaladi-oyunu-bozduk-dedi-2068160h.htm\"><span style=\"color: #1155cc;\"><u>7 <strong>dicembre<\/strong><\/u><\/span><\/a> difese cos\u00ec la sua posizione: \u201c<em>Si giocavano diverse partite su questo Paese e noi le abbiamo scombussolate. Questo d\u00e0 fastidio a qualcuno. Continueremo con la nostra posizione in Libia. Abbiamo una relazione storica con il popolo libico vorremmo difendere i loro diritti fino alla fine. Inoltre porteremo avanti <\/em><strong>la nostra ricerca di fonti energetiche e sorvegliare i confini con le navi di sondaggio e quelle militari gi\u00e0 presenti nelle acque libiche.<\/strong><em> Tutto questo \u00e8 il nostro diritto grazie alla giurisdizione internazionale. Ormai abbiamo una notevole credibilit\u00e0 e validit\u00e0 a livello internazionale e dobbiamo preservare questo<\/em>\u201d.<\/p>\n<h2 align=\"left\"><b>Le reazioni locali<\/b><\/h2>\n<p align=\"left\">Le posizioni del Presidente della Repubblica ovviamente sono state sposate dalla maggior parte della coalizione del governo e da una fetta del suo elettorato. Invece le opposizioni sono contrarie o scettiche.<\/p>\n<p align=\"left\">In merito alla posizione dei cittadini sulla questione, <strong>i canali televisivi non danno molto spazio<\/strong>. Ci sono soltanto alcuni attivi esclusivamente su <strong><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=wtp4UDeMkg4\"><span style=\"color: #1155cc;\"><u>YouTube<\/u><\/span><\/a><\/strong> che raccolgono il parere dei cittadini che sembra per la maggior parte <strong><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=An5VRU3c48M\"><span style=\"color: #1155cc;\"><u>contraria<\/u><\/span><\/a><\/strong> tranne quella conservatrice e nazionalista che costituisce la base dell\u2019elettorato del governo.<\/p>\n<p align=\"left\">Invece,<strong> i media main stream che sostengono sistematicamente le politiche di Ankara stanno portando avanti una campagna a favore dell\u2019invio delle truppe in Libia<\/strong> dando spazio esclusivamente alla posizione del governo centrale.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>La principale forza dell\u2019opposizione, il Partito Popolare della Repubblica, CHP, ha espresso la sua contrariet\u00e0 a questo accordo<\/strong> e all\u2019idea d\u2019inviare le truppe in Libia. La stessa linea \u00e8 stata condivisa anche dalla seconda formazione dell\u2019opposizione, <strong>Partito Democratico dei Popoli, HDP<\/strong>. Invece il terzo partito dell\u2019opposizione, <strong>Partito Buono, Iyi Parti, non si \u00e8 ancora pronunciato ufficialmente<\/strong>, mentre alcuni parlamentari di questa formazione si sono espressi contrari la segretaria generale, Meral Aksener ha detto che il suo gruppo parlamentare avrebbe bisogno del tempo per valutare l\u2019invio delle truppe a Tripoli.<\/p>\n<h2 align=\"left\"><b>Cosa vuole veramente Ankara?<\/b><\/h2>\n<p align=\"left\">Esattamente come ci ricorda <strong>Dogan Ozguden<\/strong>, del portale di notizie <a href=\"https:\/\/www.artigercek.com\/yazarlar\/doganozguden\/libya-ya-asker-gonderme-cilginligi-nedeniyle-bir-hatirlatma\"><span style=\"color: #1155cc;\"><u>Arti <strong>Gercek<\/strong><\/u><\/span><\/a><strong>,<\/strong> dopo 69 anni la Turchia si trova con la possibilit\u00e0 d&#8217;inviare truppe in una guerra civile che non la confina. Nel 1950 il governo dell\u2019epoca decise partecipare nella <strong>guerra delle Coree<\/strong> e poco dopo il Paese divent\u00f2 membro della Nato. Secondo Ozguden, anche stavolta si tratta di <strong>una guerra di deleghe<\/strong> e si chiede al governo della Repubblica di Turchia, di nuovo, di <strong>sacrificare i suoi figli per la qualcun\u2019altro<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"left\">Secondo il giornalista <strong>Fehmi Tastekin<\/strong>, del portale di notizie <a href=\"https:\/\/www.gazeteduvar.com.tr\/yazarlar\/2019\/12\/30\/libyaya-cihatci-koridoru-ve-mustakbel-felaketimiz\/\"><span style=\"color: #1155cc;\"><u><strong>Gazete<\/strong> Duvar<\/u><\/span><\/a>, \u00e8 gi\u00e0 in atto <strong>lo spiegamento dei militanti jihadisti dalla Siria alla Libia che lavorerebbero per difendere il governo di Tripoli<\/strong>. Tastekin fa basare questa sua tesi sulle dichiarazioni rilasciate da diversi gruppi armati presenti sul territorio siriano, alcuni giornali locali e la <strong>crescita sproporzionata dei voli da Istanbul verso Tripoli e Misurata<\/strong>. Tastekin continua cos\u00ec: \u201c<em>Credo che l\u2019intento sia quello di fare in modo che il governo libico non cada e regga fino alla <\/em><strong>conferenza internazionale che si svolger\u00e0 a Berlino nel mese di gennaio<\/strong><em>. Facendo cos\u00ec prima di tutto si tiene in piedi l\u2019unico governo nord africano vicino all\u2019ideologia dei Fratelli Musulmani e si risolve anche il problema dei jihadisti presenti nel nord della Siria<\/em>\u201d. Secondo Tastekin questa manovra scombussolerebbe le acque in Libia e potrebbe essere utile, in breve tempo, per la Russia.<\/p>\n<p align=\"left\">Quest\u2019informazione \u00e8 stata confermata anche dall&#8217;<strong>emittente televisiva Euro News<\/strong> che pochi giorni fa ha realizzato un servizio basandosi sulle dichiarazioni dell\u2019<strong>Osservatorio siriano per i diritti umani<\/strong>. Secondo Euro News, si tratterebbe di un lavoro gi\u00e0 in atto che prevede l\u2019addestramento di circa 1600 militanti nei campi di Afrin in Siria, pronti per andare verso la Libia.<\/p>\n<p align=\"left\">Senz\u2019altro le motivazioni economiche legate al commercio delle armi, fonti energetiche ed edilizia sono state rese evidenti e pubbliche grazie alle dichiarazioni rilasciate dal Presidente della Repubblica in questi giorni. Particolarmente per l\u2019aspetto economico che riguarda l\u2019industria della guerra pu\u00f2 essere presa in considerazione la <strong><a href=\"https:\/\/www.aksam.com.tr\/guncel\/turkiye-libya-icin-ozel-askeri-sirket-mi-kuracak\/haber-1030647\"><span style=\"color: #1155cc;\"><u>dichiarazione<\/u><\/span><\/a><\/strong> di Adnan Tanriverdi, capo consulente del Presidente della Repubblica e fondatore dell\u2019azienda di consulenza e formazione militare Sadat: \u201c<em>Sarebbe ideale <\/em><strong>formare una sorta di esercito privato in Turchia<\/strong><em> con l\u2019obiettivo d&#8217;intervenire in altri Paesi senza impiegare le forze armate di quello ufficiale. In Libia pu\u00f2 essere valutata quest\u2019opzione<\/em>\u201d.<\/p>\n<p align=\"left\">Un altro motivo per far parte della guerra civile in Libia \u00e8 ovviamente <strong>distrarre l\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"left\">La Turchia sta vivendo le conseguenze di una<strong> forte crisi economica<\/strong> che coinvolge sempre di pi\u00f9 le diverse parti della societ\u00e0. Le tasse aumentano, la disoccupazione cresce, diversi prodotti di largo consumo hanno subito numerosi aumenti e l\u2019inflazione corre in modo sfrenata. Mentre il numero delle aziende che falliscono sale, <strong>la fiducia nei confronti del governo \u00e8 sempre pi\u00f9 debole<\/strong>. Dopo la sconfitta delle elezioni amministrative di scorsa estate per il governo di Ankara la partita \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile. In Turchia ormai la possibilit\u00e0 di anticipare le elezioni politiche che erano previste per il 2023 \u00e8 l\u2019ordine del giorno. Questo discorso \u00e8 diventato ancora pi\u00f9 caldo sopratutto da quando due attori importanti del partito al governo hanno deciso di fondare due nuovi partiti creando cos\u00ec<strong> la scissione pi\u00f9 forte nella storia della formazione al potere<\/strong>; l\u2019ex primo ministro Ahmet Davutoglu e l\u2019ex Ministro dell\u2019economia Ali Babacan.<\/p>\n<h2 align=\"left\"><b>Paragone Siria<\/b><\/h2>\n<p align=\"left\">L\u2019eventuale coinvolgimento della Turchia nella guerra civile libica ci ricorda fortemente quella siriana. Le dinamiche economiche, politiche e ideologiche sono quasi uguali. Ma ci sono due altri aspetti altrettanto interessanti.<\/p>\n<p align=\"left\">Il primo \u00e8<strong> il ruolo fondamentale della Libia nella \u201cgestione\u201d dei flussi migratori<\/strong>. Da questo punto di vista vediamo assomiglianze tra questi due casi se teniamo in considerazione che<strong> in Turchia ci siano circa 4 milioni di siriani<\/strong> e per questo fatto sia stato firmato il famoso e molto discusso accordo tra il governo di Ankara e l\u2019Unione Europea. Un accordo che ha arricchito le mani del Presidente della Repubblica che in ogni occasione buona cerca di lanciare dei messaggi di minacce e ricatta l\u2019Europa. Dunque anche la Libia potrebbe essere \u201c<em>un\u2019occasione<\/em>\u201d per attivare nuove politiche analoghe, pericolose e dannose.<\/p>\n<p align=\"left\">Il secondo punto che accomuna questi due casi \u00e8 il fatto che si tratti di guerre di procure in cui sono coinvolti numerosi paesi che sostengono diversi attori presenti sul territorio. Oltre questo, esattamente come succede in Siria, gli attori locali costruiscono e fanno fallire alleanze con diversi paesi stranieri in varie zone della Libia. Quindi questa forte confusione causata da una cultura politica ed economica ipocrita e opportunista ovviamente permette il governo di Ankara di agire a testa sua in modo altrettanto opportunista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La guerra civile libica sta prendendo una piega molto importante. In questo momento storico l\u2019accordo firmato tra il governo di Tripoli e quello di Ankara ha un valore particolare. 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Fruit of love of an immigrant couple in the former Ottoman city, she from Sebastia (Turkey) he from Batum (Georgia). Raised two steps away from the old Pera, between the Armenian and Jewish cultures. Big passion for photography, cinema, politics and inevitably journalism. After a short academic adventure in International Finance he landed in Italy back in 2001, first in Siena then in Turin, with the desire to study journalism, but he ended up attending Cinema and Television. He specializes in shooting and editing videos, photography and, lately, web marketing. Occasionally he writes in Turkey for the national magazine KaosGL, for the national daily Birgun and for various independent news portals such as Bianet and Sendika. In Italy he wrote for Il Manifesto and the monthly E-il mensile. He is one of the founders of the Glob011 monthly freepress, he worked for BabelMed and Prospettive Altre. Currently has collaborations with Pressenza and Caff\u00e8 dei Giornalisti. 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