{"id":1004835,"date":"2020-01-01T21:04:25","date_gmt":"2020-01-01T21:04:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1004835"},"modified":"2020-01-01T21:05:33","modified_gmt":"2020-01-01T21:05:33","slug":"educazione-alla-terrestrita-appello-per-collaborare-ad-una-sezione-televisiva-di-formazione-dei-formatori-per-la-rete-ican","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/01\/educazione-alla-terrestrita-appello-per-collaborare-ad-una-sezione-televisiva-di-formazione-dei-formatori-per-la-rete-ican\/","title":{"rendered":"Educazione alla terrestrit\u00e0: appello per collaborare ad una sezione televisiva di formazione dei formatori per la rete ICAN"},"content":{"rendered":"<p>Come prima cosa dobbiamo fare chiarezza su un concetto fondamentale.<\/p>\n<p>Facciamo parte di un ecosistema terrestre come frutti di una evoluzione naturale, rami e foglie di un albero che costituiamo e che ci ha costituito, o ne siamo i dominatori in quanto abitanti estranei di un edificio che stiamo occupando?<\/p>\n<p>Il concetto di terrestrit\u00e0 evidenzia il fatto che \u00e8 l&#8217;essere umano organizzato in societ\u00e0 a trovarsi inserito in un organismo vivente pi\u00f9 esteso e complesso e non relegabile alla sua unica, autonoma e separata presenza decisionale.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo, l\u2019essere umano, fa parte di un complesso sistema mondo, una comunit\u00e0 di viventi ma anche di non viventi, e da tempi molto lontani si arroga per\u00f2 il diritto di dominarlo e decidere come attore unico e indipendente.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il punto di partenza per un ragionamento molto ampio su come agire partendo da alcuni principi cardine scritti in trattati e convenzioni mondiali.<\/p>\n<p>L&#8217;essere umano &#8220;terrestre&#8221;, membro della comunit\u00e0 della vita, si deve fare artefice di un processo di riequilibrio del pianeta.<\/p>\n<p>Forme viventi come piante e animali, che stanno in delicato equilibrio evolutivo, si trovano sempre pi\u00f9 in pericolo a causa della societ\u00e0 umana accumulatoria e predatoria, che le sfrutta per trarne un profitto.<br \/>\nMa questo processo, di cui una ristretta \u00e9lite dell\u20191% \u00e8 pi\u00f9 responsabile della massa passiva ad essa assoggettata, porta a segare il ramo su cui siamo seduti dall&#8217;albero della vita, essendo noi stessi foglie di quel ramo e di quell&#8217;albero!<\/p>\n<p>Ragionare con in mente il concetto di terrestrit\u00e0 significa proiettare azioni concrete su una lavagna che raccoglie le istanze globali, azioni rivoluzionarie che guardino a un&#8217;ecologia nuova, base di un&#8217;economia nuova, di una societ\u00e0 che fa pace con la Natura, la societ\u00e0 del nuovo millennio che porter\u00e0 anche vera libert\u00e0 e vera giustizia.<\/p>\n<p>Da quando l&#8217;essere umano, organizzato gerarchicamente nell\u2019esaltazione degli antagonismi sociali, si \u00e8 reso attore unico e decisionale del pianeta si sono avviati processi che hanno portato ad un declino inesorabile del pianeta.<\/p>\n<p>Di questo declino ne sono prova il fatto che da molti secoli l&#8217;\u00e9lite al potere promuove guerre pronta a distruggere l\u2019intera umanit\u00e0 per detenere il controllo del pianeta.<\/p>\n<p>Quale strada allora percorrere?<\/p>\n<p>Dopo momenti che hanno visto seriamente il rischio della morte dell&#8217;umanit\u00e0 (due guerre mondiali), abbiamo avuto un afflato di dignit\u00e0 che ci ha permesso di scrivere carte del diritto internazionale, ma anche costituzioni nazionali, che contengono principi imprescindibili in grado di ricondurci su strade di Pace: la pace tra noi esseri umani e con il pianeta tutto che ha diritto di vivere a prescindere dalla nostra stessa esistenza.<\/p>\n<p>Altri processi si sono avviati nella storia e, anche se in modalit\u00e0 ridotta, hanno stabilito presupposti praticabili, strade da percorrere per arrivare a un cambiamento vero e duraturo nel rapporto tra l&#8217;uomo e la Natura all\u2019insegna della cultura della terrestrit\u00e0.<\/p>\n<p>Spesso vengono messe in discussione le agenzie mondiali (ONU, UNESCO) \u00a0perch\u00e9 non incisive, ma questo \u00e8 un limite che va superato con passi in avanti nella governance globale, sicuramente non facendo il passo del gambero.<br \/>\nLo abbiamo gi\u00e0 scritto in &#8220;Antifascismo e nonviolenza&#8221;: una cattiva legge \u00e8 meglio di nessuna legge, perch\u00e9 lavoriamo alla forza del diritto che deve subentrare al diritto della forza (armata).<br \/>\nQuesta \u00e8 la nonviolenza efficace secondo Papa Francesco, che riprende Gandhi.<\/p>\n<p>Stabilire a livello globale l&#8217;illegalit\u00e0 e l&#8217;immoralit\u00e0 di un agire (ad esempio la proibizione giuridica delle armi nucleari, oggi quasi a portata di mano) pu\u00f2 e deve essere un passo che pu\u00f2 condurci ad un cambiamento rivoluzionario, spetta ai grandi movimenti globali lottare per la sua attuazione.<\/p>\n<p>Se nel mondo esistono ancora ingiustizie, guerre e sfruttamento, se una oligarchia di 10.000 persone riesce a schiacciarne oltre 7 miliardi, se il nostro modo di produrre e consumare sta erodendo le basi stesse della vita, questo non vuole dire che la carta internazionale dei diritti umani, da estendere ai diritti dell&#8217;umanit\u00e0 e ai diritti della Natura, debba essere stracciata perch\u00e9 non rispettata.<\/p>\n<p>Il nuovo trattato TPAN per la proibizione giuridica delle armi nucleari votato all&#8217;ONU e in attesa del completamento dell&#8217;iter di validazione con almeno 50 ratifiche da raggiungere, rappresenta un passo in avanti del pacifismo mondiale, della pace tra umanit\u00e0 e natura, anche se non sar\u00e0 una soluzione definitiva al problema della deterrenza nucleare, che costituisce una emergenza mortale al pari di quella climatica ad essa intrecciata.<\/p>\n<p>L&#8217;essere umano organizzato nel sistema gerarchico e patriarcale deve smettere di essere antropocentrico e deve stabilire un \u201cpatto biocentrico del Nuovo Millennio&#8221; : cessare la guerra contro il pianeta, quindi contro s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p>Vi proponiamo, con la educazione alla &#8220;terrestrit\u00e0&#8221; (si veda il testo sotto riportato di Alfonso Navarra per un primo tentativo di approfondimento del concetto), \u00a0un percorso di formazione e interazione tra associazioni, attivisti e cittadini al fine di condurre percorsi condivisi che abbiano come comune denominatore la vita da difendere, rispettare e valorizzare.<\/p>\n<p>Questo percorso prevede, con la collaborazione di soggetti impegnati in progetti analoghi, la realizzazione, nel lungo periodo, di una<strong> scuola di Pace a livello globale<\/strong> indirizzata, per cominciare, nei primi passi immediati, ai gi\u00e0 formatori ed educatori interessati ad approfondire la ricerca culturale sella terrestrit\u00e0 nei suoi vari aspetti, e su come tradurla nei percorsi formativi delle scuole e del mondo culturale e sociale.<\/p>\n<p>Testimonianze, contributi e dibattiti, provenienti da varie fonti, verranno messi come materiale fruibile liberamente dalla rete per una condivisione e una riflessione globale.<br \/>\nIntendiamo, ripetiamolo ancora, collaborare con analoghe iniziative in corso focalizzandoci, da parte nostra su questo problema, pi\u00f9 consono al tipo di attivit\u00e0 che stiamo svolgendo: come costruire le categorie giuridiche e culturali che esprimano l&#8217;appartenenza dell&#8217;essere umano alla Terra, e non della Terra all&#8217;uomo?<\/p>\n<p>Grazie e diamoci da fare insieme, sorelle e fratelli consapevoli delle piante e degli animali, ma anche del Sole, della Luna e dell&#8217;acqua!<\/p>\n<p><em><strong>di Alfonso Navarra, Fabrizio Cracolici, Laura Tussi &#8211; Disarmisti Esigenti e PeaceLink, Campagna Siamo tutti premi Nobel per la pace con ICAN<\/strong><\/em><\/p>\n<hr \/>\n<h2><strong>La definizione di Terrestrit\u00e0<br \/>\n<\/strong><\/h2>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Di Alfonso Navarra \u2013 portavoce dei Disarmisti esigenti<\/strong><\/p>\n<p>Quelli che seguono sono appunti per la definizione dell&#8217;idea di\u00a0<em>terrestrit\u00e0<\/em>, ormai matura nella cultura e nei movimenti, ma non focalizzata in modo coerente, adeguato e preciso nelle elaborazioni correnti.<br \/>\nLa frase chiave per definire il concetto \u00e8: gli esseri umani appartengono alla comunit\u00e0 della vita e alla Terra, Terra Madre, unico ecosistema globale di viventi e non viventi.<br \/>\nNon \u00e8 viceversa: la Terra appartiene all&#8217;uomo, inclusa nella forma della propriet\u00e0 comune (= la Terra appartiene in comune a tutti gli uomini &#8211; e le donne, presenti, passati e futuri).<\/p>\n<p><strong>I nonni della terrestrit\u00e0: Edgar Morin e St\u00e9phane Hessel. Terra patria, non ancora matria<\/strong><\/p>\n<p>Il concetto di terrestrit\u00e0 quale bussola per la nostra educazione di cittadini del mondo \u00e8 alla base de\u00a0<strong><em>&#8220;Il cammino della speranza<\/em><\/strong>&#8220;, il libro, edito in Italia da Chiarelettere, scritto insieme da Edgar Morin e St\u00e9phane Hessel, due grandi protagonisti della Resistenza antifascista e antitotalitaria nel pensiero e nell&#8217;azione.<br \/>\nI due intellettuali furono riuniti dalla redazione di &#8220;Le Monde&#8221; il 28 febbraio 2013 e in quel dialogo vediamo contenuti in nuce il pensiero che andremo a sviluppare nel proseguio dell&#8217;articolo.<br \/>\nIn particolare Edgar Morin enuncia la nozione di &#8220;<strong>Terra-patria<\/strong>&#8220;, che non \u00e8 ancora la terrestrit\u00e0 per come la andremo definendo, ma la contiene in nuce.<\/p>\n<p>Le Monde domanda:<\/p>\n<p><strong><em>La crisi della nozione prometeica di progresso si \u00e8 aggravata con disastri ecologici come quello di Fukushima. Il mondo occidentale pu\u00f2 considerare un percorso diverso da quello della ragione strumentale?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Edgar Morin\u00a0 risponde:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Quando un sistema non \u00e8 in grado di risolvere i problemi che lo minacciano, o si disintegra o sprofonda nella barbarie, o riesce ad effettuare una metamorfosi.<\/em><\/p>\n<p>Le catastrofi di Hiroshima e Nagasaki segnarono la fine della storia, non nel senso indicato dallo scienziato politico americano Fran\u00e7is Fukuyama, per il quale la democrazia liberale fu il culmine della storia, ma nel senso che tutto deve essere reinventato.<\/p>\n<p>\u00c8 qui che il principio della metamorfosi assume rilevanza. La globalizzazione \u00e8 sia la cosa peggiore che la cosa migliore. Come pu\u00f2 essere la tendenza migliore? Ha rivelato una comunit\u00e0 di destini per un&#8217;umanit\u00e0 confrontata con gli stessi problemi fondamentali, sia ecologici, sociali, politici o altro.<\/p>\n<p>Pertanto, possiamo ottenere i cambiamenti che St\u00e9phane Hessel vuole in termini di governance globale sviluppando un sentimento di appartenenza alla comunit\u00e0, a ci\u00f2 che chiamo &#8220;Terra-Patria&#8221;.<\/p>\n<p>Questa parola \u201cPatria\u201d \u00a0\u00e8 molto importante; basa la comunit\u00e0 dei destini su una filiazione condivisa. &#8220;Terra-Patria&#8221; non significa che le comunit\u00e0 nazionali ed etniche debbano essere dissolte: l&#8217;umanit\u00e0 deve preservare la sua diversit\u00e0 producendo unit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 fondamentale creare un organo in grado di decidere sui problemi ecologici, di spazzare via le armi di distruzione di massa e di regolare l&#8217;economia al fine di frenare la speculazione finanziaria.<\/p>\n<p><strong>Un cantore contemporaneo della terrestrit\u00e0: Papa Francesco. La Terra nostra sorella, non ancora madre<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019enciclica &#8220;<strong><em>Laudato sii<\/em><\/strong>&#8220;, in apertura, il capo della Chiesa di Roma scrive:<br \/>\n<em>\u00abLaudato si\u2019, mi\u2019 Signore\u00bb, cantava san Francesco d\u2019Assisi\u2026 \u00abper sora nostra matre Terra\u00bb. Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell\u2019uso irresponsabile e dell\u2019abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla (\u2026) <strong>Dimentichiamo che noi stessi siamo terra<\/strong> (cfr Gen 2,7).\u201d (par. 1-2)<br \/>\n<\/em>E poco oltre aggiunge<em>: \u201cLa sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poich\u00e9 sappiamo che le cose possono cambiare (\u2026) Abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perch\u00e9 la sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti. \u201d (par. 13-14)<\/em><br \/>\n<strong><br \/>\nLa Carta della Terra, fatta propria nel 2000 dall&#8217;UNESCO. La Terra comunit\u00e0 dei viventi. Ma siamo in comunione anche con il non vivente<\/strong><\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel 2000, dopo anni di consultazioni, stesure, ritocchi, venne redatta quella che fu chiamata la <strong>Carta della Terra<\/strong>, una dichiarazione di principi etici fondamentali per la costruzione di una societ\u00e0 globale giusta, sostenibile e pacifica nel 21\u00b0 secolo.<\/p>\n<p>La Carta si propose di ispirare in tutti i popoli un nuovo sentimento d\u2019interdipendenza globale e di responsabilit\u00e0 condivisa per il benessere di tutta la famiglia umana, della grande comunit\u00e0 della vita e delle generazioni future.<\/p>\n<p>Un testo breve ma molto sostanzioso, i cui punti programmatici (che spaziano dall\u2019ecologia alla giustizia e democrazia) purtroppo rimangono per lo pi\u00f9 solo sulla carta, come del resto buona parte delle nuove Carte dell&#8217;ONU: anche esse esprimono in nuce il valore della \u201cterrestrit\u00e0\u201d.<br \/>\n<strong><br \/>\nIl nuovo 68 ecologista: volont\u00e0 di azione ma debolezza di pensiero nei fortunatamente risvegliati<\/strong><\/p>\n<p>Oggi stiamo assistenza ad una rinascita di una coscienza ecologica nei giovani e giovanissimi che si mobilitano in tutto il mondo.<\/p>\n<p>Dal movimento Extiction Rebellion a Greta Thunberg e il movimento Fridays for Future da lei avviato, siamo di fronte a masse di persone (giovani e diversamente giovani) che sono stanchi di ascoltare le parole della politica politicante e pretendono fatti concreti subito. Hanno capito che ne va di loro, di noi tutti e dell\u2019intero Pianeta sul quale siamo, nella loro visione, ospiti.<\/p>\n<p>Due movimenti che, data la loro portata numerica e l\u2019attenzione mediatica che hanno conquistato, fanno sperare: di fronte a tutta questa massa di persone che chiedono politiche immediate di riduzione del riscaldamento climatico e che non si fermano ma sono intenzionate a proseguire finch\u00e9 non vedranno varate norme effettive in questa direzione, i governi e le multinazionali potranno poco ciurlare nel manico. Ora resistono, talvolta fingono di acconsentire e prendono tempo. Ma prima o poi dovranno cedere alla forza dell&#8217;unione popolare che si va chiarificando e costruendo.<\/p>\n<p>A condizione che il sentimento sia guidato dall&#8217;intelligenza e che la fretta non faccia da cattiva consigliera. L&#8217;emergenza che viene invocata viene difatti gi\u00e0 sfruttata dalla lobby atomica che rientra dalla finestra dopo essere stata esclusa dalla porta degli accordi di Parigi del 2015.<br \/>\nNon si pu\u00f2 curare l&#8217;inquinamento da CO2, che \u2013 a detta dell\u2019IPCC &#8211; pu\u00f2 portarci al collasso ecologico entro 10 anni, con l&#8217;inquinamento radioattivo da ciclo nucleare, che comunque costituisce un fattore di estinzione ed \u00e8 prodotto inevitabile di una &#8220;deterrenza&#8221; che in qualsiasi momento pu\u00f2 farci saltare tutti per aria anche solo per incidente o per errore di calcolo.<\/p>\n<p>I giovani, per fortuna, sono usciti da uno stato letargico ed insieme ai giovani risvegliati, nel confronto e nel dialogo, i protagonisti delle lotte e della consapevolezza delle lotte ecopacifiste e sociali del recente passato forse riusciranno a salvare il cammino umano sulla Terra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Costituente della Terra. Ma non siamo solo gli abitanti di una casa comune<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E&#8217; appena uscito un appello, redatto in bozza da\u00a0<strong>Riccardo Petrella<\/strong>, che chiama gli &#8220;abitanti della Terra&#8221; a istituire un &#8220;<strong>popolo della Terra<\/strong>&#8221; con l&#8217;obiettivo di promuovere una &#8220;<strong>Costituente della Terra<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>L&#8217;iniziativa nasce da una domanda giusta e importante: &#8220;<em>come mettere in movimento i processi capaci di permettere all\u2019Umanit\u00e0 di diventare nel corso dei prossimi anni\/decenni il soggetto giuridico e politico-istituzionale capace di assumere il compito di assicurare la salvaguardia, la cura e la perennit\u00e0 della vita della Terra su scala planetaria<\/em>&#8220;?<\/p>\n<p>E si giunge ad individuare quattro gruppi di principi fondatori e di percorsi costituenti (PPC):<br \/>\n<em>PPC 1. Per un divenire della vita della Terra fondato sulla sacralit\u00e0 e la gratuit\u00e0 della vita e la responsabilit\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0<br \/>\nPPC2. Sradicare i fattori strutturali generatori dell\u2019inuguaglianza per cui l\u2019impoverimento\/esclusione costituisce il maggiore furto della vita<br \/>\nPPC3. Rimpiazzare le logiche di guerra con le logiche della sicurezza collettiva e del potere diffuso tra tutti gli Abitanti della Terra (direttamente fra gli umani e via la rappresentanza tramite l\u2019Umanit\u00e0)<br \/>\nPPC 4. Primi strumenti operativi al servizio della messa in movimento della concezione e realizzazione del Patto dell\u2019Umanit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Il concetto di abitante di una casa comune non \u00e8, a nostro avviso, adeguato e lo sforzo giuridico da compiere sarebbe quello di individuare le categorie del riconoscimento non dell&#8217;appartenenza della Terra alla societ\u00e0 umana ma dell&#8217;appartenenza della societ\u00e0 umana alla Terra.<\/p>\n<p>Detto questo, la proposta di una \u201c<strong>Scuola per un nuovo pensiero<\/strong>\u201d la troviamo interessante ed opportuna e pensiamo, come membri della Rete ICAN Italia, di potere collaborare con la nostra linea di ricerca sulla \u201c<strong>educazione alla terrestrit\u00e0<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Riportiamo i temi di cui vorrebbe occuparsi la \u201cScuola Costituente Terra\u201d, che vorrebbe \u201c<em>addestrarci a disimparare l\u2019arte della guerra, per imparare invece l\u2019arte di custodire il mondo e fare la pace<\/em>\u201d:<\/p>\n<p><em>1) le nuove frontiere del diritto, il nuovo costituzionalismo e la rifondazione del potere;<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>2) il neo-liberismo e la crescente minaccia dell\u2019anomia;<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>3) la critica delle culture ricevute e i nuovi nomi da dare a eventi e fasi della storia passata;<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>4) il lavoro e il Sabato, un lavoro non ridotto a merce, non oggetto di dominio e alienato dal tempo della vita;<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>5) la \u00abLaudato s\u00ec\u00bb e l\u2019ecologia integrale;<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>6) il principio femminile, come categoria rigeneratrice del diritto, dal mito di Antigone alla coesistenza dei volti di Levinas, al legame tra donna e natura fino alla metafora della madre-terra;<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>7) l\u2019Intelligenza artificiale (il F\u00fchrer artificiale?) e l\u2019ultimo uomo;<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>8) come passare dalle culture di dominio e di guerra alle culture della liberazione e della pace;<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>9) come uscire dalla dialettica degli opposti, dalla contraddizione servo-signore e amico-nemico per assumere invece la logica dell\u2019 et-et, della condivisione, dell\u2019armonia delle differenze, dell\u2019 \u00abessere per l\u2019altro\u00bb, dell\u2019 \u00abessere l\u2019altro\u00bb;<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>10) il congedo del cristianesimo dal regime costantiniano, nel suo arco \u00abda Costantino ad Hitler\u00bb, e la riapertura nella modernit\u00e0 della questione di Dio;<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>11) il \u00abcaso Bergoglio\u00bb, preannuncio di una nuova fase della storia religiosa e secolare del mondo.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Terrestrit\u00e0 non \u00e8 semplice internazionalismo, cosmopolitismo o mondialismo.<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;internazionalismo \u00e8 un movimento e un&#8217;ideologia politica, nata nel XIX secolo, che persegue la cooperazione politica ed economica tra le popolazioni di diverse nazioni per il beneficio di tutti. Sebbene col termine &#8220;internazionalismo&#8221; si intenda solitamente far riferimento all&#8217;internazionalismo proletario sono nate in seguito scuole di pensiero che sostengono e appoggiano l&#8217;esistenza di un &#8220;internazionalismo liberale&#8221;.<br \/>\nL&#8217;internazionalismo proletario \u00e8 bene espresso dal famoso inno de &#8220;L&#8217;Internazionale&#8221;. Il suo concetto base risale al &#8220;Manifesto del Partito Comunista&#8221;, redatto nel 1848 da \u00a0Karl Marx e Friedrich Engels, che terminava con il famosissimo slogan: &#8220;<strong><em>Proletari di tutti i Paesi, unitevi!<\/em><\/strong>&#8220;.<br \/>\nI membri della classe operaia, avanguardia del proletariato, devono agire in solidariet\u00e0 verso la rivoluzione globale e in supporto dei lavoratori degli altri paesi, piuttosto che seguire un percorso nazionale.<br \/>\nL&#8217;internazionalismo proletario \u00e8 considerato un antidoto e un deterrente contro la guerre tra nazioni, poich\u00e9 non \u00e8 nell&#8217;interesse degli appartenenti alla classe proletaria usare le armi contro altri proletari, invece \u00e8 pi\u00f9 utile che lo facciano contro la borghesia, che, secondo il Marxismo, sfrutta e opprime i lavoratori. Mediante la solidariet\u00e0 fra i proletari di tutte le nazioni si potr\u00e0 arrivare alla fine dei conflitti fra nazioni, e quindi alla scomparsa delle stesse come stati nazionali (in base alla nota teoria marxiana dell&#8217;estinzione dello stato). Secondo la teoria marxista l&#8217;avversario dell&#8217;internazionalismo proletario \u00e8 il nazionalismo borghese: in sintesi l&#8217;internazionalismo marxista considera la divisione del mondo in classi, nazioni e religioni un ostacolo allo sviluppo della civilt\u00e0 umana.<br \/>\n(Nello sviluppo storico abbiamo poi avuto la dottrina e la pratica staliniana del &#8220;Socialismo in un solo Paese&#8221;: di fatto un socialismo nazionalista che ricercava la potenza dello Stato guida sovietico, cio\u00e8 della Russia, avanguardia mondiale dei popoli oppressi in lotta &#8211; come &#8220;campo socialista&#8221; &#8211; contro il &#8220;campo imperialista&#8221;).<br \/>\nNel XXI secolo l&#8217;internazionalismo proletario \u00e8 stato ereditato dal pensiero e dai movimenti Alter-Global in antitesi a quella che \u00e8 stata identificata come la globalizzazione capitalista del mondo occidentale. Lo scopo \u00e8 quello di costruire un &#8220;altro mondo possibile&#8221;, abolendo totalmente gli &#8220;Stati-nazione&#8221;, ritenuti ormai obsoleti, secondo una concezione con addentellati anche anarchici, vagheggiata soprattutto dal Socialismo utopistico e, sebbene in forme e maniere differenti, dallo stesso Marx nel XIX secolo.<br \/>\nAll&#8217;internazionalismo proletario poi si \u00e8 contrapposto l&#8217;internazionalismo liberale ed infine quello neo-liberale. L&#8217;internazionalismo liberale \u00e8 caratterizzato dall&#8217;idea della reciproca collaborazione fra le nazioni per la loro convivenza pacifica. Con questo intento nel XX secolo, dopo le due guerre mondiali, sorsero gli organismi internazionali, nati per mantenere la pace ed il rispetto di norme comuni in tutto il mondo. Un antesignano importante dell&#8217;internazionalismo liberale \u00e8 considerato il famoso trattato del filosofo Immanuel Kant \u00a0\u201c<strong><em>Per la pace perpetua<\/em><\/strong>\u201d (1795), in cui si propone una fattiva collaborazione fra i vari Stati d&#8217;Europa per eliminare le guerre. Il \u201c<strong>sentimento cosmopolitico<\/strong>&#8220;, tipicamente illuministico, deve cercare di evitare ogni tipo di conflittualit\u00e0 fra gli Stati stessi. Pu\u00f2 essere notevole rammentare che il cosmopolitismo settecentesco criticava il \u201c<strong>patriottismo<\/strong>\u201d: nella Encyclop\u00e9die d&#8217;Holbach lo definiva &#8220;una mascheratura, in cui cadono gli ingenui &#8220;buoni patrioti&#8221;, messa in atto dal potere costituito per realizzare i propri interessi&#8221;. Al patriota viene propinato un ideale che raffigura tutti gli altri uomini come suoi nemici mentre al cosmopolita non interessa che la sua patria sia pi\u00f9 o meno estesa, pi\u00f9 o meno povera. La patria \u00e8 semplicemente un concetto relativo in cui si identifica lo Stato quando assicuri ai cittadini libert\u00e0 e felicit\u00e0. &#8220;<strong><em>Dove c&#8217;\u00e8 libert\u00e0 l\u00e0 \u00e8 la mia patria<\/em><\/strong>&#8220;, affermava Benjamin Franklin, uno dei padri del costituzionalismo americano.<br \/>\nL&#8217;ONU pu\u00f2 quindi essere considerata il frutto dell&#8217;egemonia culturale del cosmopolitismo rivisitato nel Novecento, cio\u00e8 dell&#8217;internazionalismo liberale.<br \/>\nCon il termine \u201cmondialismo\u201d viene indicato il processo storico dell&#8217;attuale globalizzazione capitalista, un particolare processo storico che sta portando a una progressiva unificazione e omogenizzazione (omologazione in senso occidentale, &#8220;occidentalizzazione&#8221;) dell&#8217;intero pianeta.<br \/>\nIl termine viene solitamente utilizzato nell&#8217;ambito della cosiddetta controinformazione in modo paradossalmente speculare dai movimenti e dai partiti politici di destra radicale e qualche volta anche in quelli della sinistra radicale.<br \/>\nLa sinistra radicale denuncia la politica estera imperialista della NATO e degli USA, politica fondata sul cercare di conformare il mondo ai dettami del Pentagono e al modello economico e sociale statunitense, in questo senso una politica di stampo \u201cmondialista\u201d, dove per \u201cmondialismo\u201d si intende l&#8217;imposizione di un modello politico (o di altro tipo) su scala mondiale, una globalizzazione imposta (militarmente, economicamente, culturalmente) e non spontanea.<br \/>\nNon coglie per\u00f2 \u2013 tale sinistra &#8211; che logiche simili, anche se con minori proiezioni di potenza per ovvi motivi storici, si sviluppano le politiche della Cina e della Russia,<br \/>\ne persino le politiche ispirate dall&#8217;islamismo integralista, sia esso guidato da grandi potenze (Arabia Saudita ad es) che da formazioni estremiste (Al Qaeda, Isis, ecc).<\/p>\n<p><strong>Terrestrit\u00e0 non \u00e8 semplice mondialit\u00e0 o altermondialit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>La parola mondialit\u00e0, di conio ONU-UNESCO, \u00e8 invece usata in una accezione positiva da organizzazioni cattoliche e pacifiste e rinvia all&#8217;idea di una unica famiglia umana, fondata sul dialogo interculturale (specialmente inter-religioso) e la solidariet\u00e0 tra le persone, le comunit\u00e0, i popoli. Suoi riferimenti sono la pace, la giustizia, il rispetto dei diritti umani e dell&#8217;ambiente.<br \/>\nQuello che il concetto di terrestrit\u00e0 aggiunge alla semplice mondialit\u00e0 nasce dall&#8217;introiezione ed assimilazione pi\u00f9 coerente e profonda del pensiero ecologista. Gli esseri umani non sono solo abitanti del Pianeta Terra, ma figli e figlie di Gaia, la Madre Terra, cio\u00e8 parte, membri di un unico super- organismo vivente. Qui non solo si va ben oltre gli Stati-nazione e la stessa comunit\u00e0 degli Stati-nazione.<br \/>\nLa cultura della pace del XXI secolo viene resa coerente e pu\u00f2 passare da una visione strettamente antropocentrica ad una visione olistica biocentrica includente la totalit\u00e0 degli esseri viventi (mondo dei geni, mondo vegetale, mondo animale, mondo umano\u2026). Da qui l\u2019importanza dello sviluppo dei diritti degl animali, delle piante, della &#8220;Natura&#8221;, composta da &#8220;ecosistemi&#8221; cui si pu\u00f2 pensare di riconoscere personalit\u00e0 giuridica (gi\u00e0 nel 2017 \u00e8 avvenuto con cinque fiumi).<br \/>\nL&#8217;Umanit\u00e0 in quanto tale deve diventare un soggetto giuridico, e questa era la proposta della Carta che Corinne Lapage, ministro dell&#8217;ambiente francese, non riusc\u00ec a presentare alla COP 25 di Parigi perch\u00e9 conteneva l&#8217;istanza antinucleare.<br \/>\nMa nemmeno questo basta: bisogna, sottolineamolo, anche riconoscere i diritti autonomi della Natura, da identificare come comunit\u00e0 globale di vita, e per soprammercato come equilibrio tra ci\u00f2 che possiamo definire vivente e ci\u00f2 che non lo \u00e8.<br \/>\nLo aveva intuito San Francesco d&#8217;Assisi: anche ci\u00f2 che non \u00e8 vivente, ma \u00e8 alla base della nostra vita, va considerato nostro fratello e sorella: l&#8217;acqua, il fuoco, il Sole, le stelle, la Luna&#8230;<br \/>\nLa diseguaglianza \u00e8 inaccettabile, ma bisogna riconoscere il suo nesso con la guerra contro la Natura, espresso dall&#8217;intreccio tra emergenza climatica ed emergenza nucleare.<br \/>\nLa pace tra Uomo e Natura, condizione della lotta alla disuguaglianza, postula cambiamenti radicali, il rivoluzionamento dei principi fondatori dei sistemi economici, politici, militari, ideologici dominanti.<br \/>\nLa Terra \u00e8 molto di pi\u00f9 che il nostro &#8220;luogo di vita&#8221; (oikos), la nostra &#8220;casa comune&#8221;, per come ce la indica una metafora usata ed abusata.<br \/>\nE&#8217; la nostra Madre, \u00e8 la Natura cui apparteniamo e quindi non ci pu\u00f2 appartenere. Nessun essere umano, nessuna organizzazione umana ne pu\u00f2 essere proprietario\/a.<br \/>\nGli esseri umani, come tutte le specie viventi, sono il risultato dell\u2019evoluzione della vita della Terra, vita nata circa 3 miliardi di anni fa su un Pianeta che ha 5 miliardi di anni.<br \/>\nOgni comunit\u00e0 umana va allora considerata un membro vivo dell&#8217;unico ecosistema terrestre: per questo l\u2019escludere, il segregare, il mettere in pericolo di vita gruppi, categorie o comunit\u00e0 umane devono essere trattati come atti criminali da condannare senza compromessi. Ma questo stigma di comportamento criminale andrebbe attribuito anche ai comportamenti che mettono a rischio gli ecosistemi particolari che compongono l&#8217;ecosistema globale.<br \/>\nLa cittadinanza globale deve prescindere dall&#8217;appartenenza ad un singolo Stato &#8220;nazionale&#8221;, ed anche dall&#8217;essere &#8220;risorsa&#8221; per l\u2019economia il cui valore \u00e8 determinato in funzione al suo contributo alla creazione della &#8220;crescita&#8221; calcolata in termini monetari.<br \/>\nLa cittadinanza per gli uomini e per le donne deve essere riconoscimento di appartenenza alla comunit\u00e0 dei viventi, nel recepimento della visione moderna (ricollegantesi anche ad alcune visioni ancestrali dei popoli indigeni) che ha superato l&#8217;antropocentrismo con il biocentrismo.<br \/>\nOggi, la distinzione tra la specie umana (l\u2019umanit\u00e0) e le altre specie viventi resta ma abbiamo acquisito la coscienza di far parte integrante dell\u2019insieme della vita della Terra e della sua evoluzione. Esseri umani, facciamo parte della &#8220;Natura&#8221;, siamo &#8220;Natura&#8221;. Insieme alle altre specie viventi costituiamo la comunit\u00e0 globale della vita della Terra, ben piantata sulla sua necessaria infrastruttura fisico-materiale.<br \/>\nLa Terra, anche nel suo scheletro non vivente, dobbiamo concepirla come un unico super-organismo di cui siamo &#8220;membri&#8221; organici.<br \/>\nQuesta nuova visione biocentrica, concretamente, sul piano organizzativo del vivere insieme, ci conduce ad entrare in una prospettiva storica dell\u2019istituzionalizzazione giuridico- politica della \u00ab comunit\u00e0 globale della vita \u00bb, ossia dell&#8217;ecosistema globale.<br \/>\nQuando si parla di &#8220;proteggere&#8221; o &#8220;salvare&#8221; la vita della terra, si parla dell&#8217;equilibrio e della cooperazione di tutte le specie viventi nel rapporto indissolubile con l&#8217;infrastruttura non vivente.<br \/>\nPertanto se l\u2019economia, come dice la sua etimologia, \u00e8 l\u2019insieme delle &#8220;regole della casa&#8221; \u00a0\u00e8 evidente che essa deve diventare un sottoinsieme dell&#8217;ecologia, cio\u00e8 che l\u2019attuale economia mondiale deve essere modificata alle radici perch\u00e9 essa non \u00e8 altro che un insieme di regole fondate sul principio dell&#8217;accumulazione illimitata a profitto di pochi, che, violentando la Natura, genera esclusione, inuguaglianza, competitivit\u00e0, guerra.<br \/>\nMa altrettanto devono essere soggetti a cambiamento i sistemi politici e culturali fondati sulle medesime finalit\u00e0.<br \/>\nUn punto su cui, per finire, bisognerebbe riflettere \u00e8 anche se il biocentrismo possa rappresentare un antidoto alle rappresentazioni titaniche dell&#8217;uomo come quelle implicate dal concetto di \u201c<strong>antropocene<\/strong>\u201d, cio\u00e8 della convinzione che le attivit\u00e0 umane siano ormai diventate la forza determinante nello stabilire i destini della vita e le leggi di sviluppo del Pianeta. Esiste la responsabilit\u00e0 umana, una particolare responsabilit\u00e0 di &#8220;custodi&#8221; e coordinatori in virt\u00f9 dell&#8217;intelligenza, ma deve sottrarsi alle sirene implicite della &#8220;deificazione&#8221;, cio\u00e8 alla idea che la vita in quanto tale, nelle forme e negli sviluppi, dipende ormai solo da noi. Non dobbiamo pretendere di indirizzare il divenire della Vita, ma solamente fare la nostra parte, con intelligenza e saggezza, con l&#8217;uso ragionevole delle conoscenze scientifiche, per garantirne l&#8217;equilibrio nel continuare lo svolgimento naturale dell&#8217;evoluzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come prima cosa dobbiamo fare chiarezza su un concetto fondamentale. 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