{"id":1003018,"date":"2019-12-29T14:31:32","date_gmt":"2019-12-29T14:31:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1003018"},"modified":"2019-12-29T14:31:32","modified_gmt":"2019-12-29T14:31:32","slug":"licenziati-per-una-battuta-sulla-cannabis-light","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/12\/licenziati-per-una-battuta-sulla-cannabis-light\/","title":{"rendered":"Licenziati per una battuta sulla cannabis light"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 accaduto <strong>un anno fa<\/strong>, anche se \u00e8 diventato oggetto di cronaca soltanto ieri nell\u2019occasione di un presidio in via Calzaioli a Firenze, in solidariet\u00e0 a tre giovani ex-lavoratori della cioccolateria Venchi. <strong>Licenziati perch\u00e9 in una conversazione privata facevano battute sulla cannabis light.<\/strong><br \/>\nCos\u00ec si legge nelle motivazioni, licenziati per aver \u201cmosso ilarit\u00e0 su prodotti commerciali di cannabis light, venduti dal negozio di Via del Corso\u201d.<\/p>\n<p><strong>Battute private<\/strong> che hanno avuto la \u201csfortuna\u201d di essere ascoltate da una zelante collega &#8220;in carriera&#8221;, interpretate forse inconsapevolmente oppure volutamente che sia, in modo distorto, riportando da queste una realt\u00e0 giudicabile quanto meno capziosa all\u2019azienda.<\/p>\n<p><strong>La &#8220;solerte&#8221; e &#8220;ineffabile&#8221; dirigenza della Venchi<\/strong> procedeva allora ad istruire una moderna &#8220;caccia alle streghe&#8221;.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Punirne uno per educarne cento\u201d<\/strong>, veniva detto un tempo&#8230; e cos\u00ec, si scatena una tempesta da un bicchiere d\u2019acqua, dove adesso <strong>rischiano di annegare non solo diritti e dignit\u00e0 di tutti i lavoratori coinvolti,<\/strong> in primis quella di coloro che sono stati prima sospesi e poi licenziati e che in ci\u00f2 hanno ricevuto il danno maggiore, ma riflettendoci bene anche tutti gli altri lavoratori a partire dalla &#8220;zelante&#8221; collega che ha riportato le conversazioni private, e parr\u00e0 strano ma persino la dirigenza della Venchi che ha istruito un procedimento interno fino a farlo divenire licenziamento, ne escono moralmente, eticamente e anche a livello d&#8217;immagine sconfitti.<\/p>\n<p>S\u00ec perch\u00e9, poco importa all\u2019azienda Venchi che alcuni prodotti sul mercato, commercializzati dai loro negozi autorizzati, riportino disegni che richiamano fortemente alla pianta della cannabis, sebbene poi non contengano in realt\u00e0 alcuna sostanza derivata da essa, poco importa anche che non ci sia nessun riscontro oggettivo, ma tutto si sia mosso sul riportato di un \u201csentito dire\u201d, poco importa anche che questi dialoghi fra lavoratori fossero condotti in modo privato e per battuta, senza che nell\u2019occasione ci fossero n\u00e9 clienti, n\u00e9 terze persone non autorizzate nei locali interni del negozio e riservati al personale addetto; non \u00e8 importato a Venchi\u00a0 nemmeno che si trattasse di lavoratori onesti e corretti nello svolgimento delle loro mansioni,\u00a0 l\u2019azienda ha comunque colto la palla al balzo per un\u2019azione dimostrativa, allineata alle recenti campagne mediatiche di natura tutta politica, di criminalizzazione persino dei derivati della cosiddetta cannabis light, che le sostanze psicotrope a base del THC, nemmeno col binocolo riescono a vederle.<\/p>\n<p><strong>Sembrano storie antiche<\/strong>, quelle che raccontava mia madre, classe 1933, quando negli anni 50\u2019 sui posti di lavoro, i lavoratori, specie le persone impegnate in lavori poco specializzati, dovevano sottostare e stare bene attenti ad ogni cosa che potevano dire, persino all\u2019interno d\u2019una conversazione privata come quella avvenuta un anno fa tra questi giovani lavoratori.<br \/>\n<strong>All\u2019epoca, cos\u00ec raccontano<\/strong> tuttora coloro che erano gli allora lavoratori, anche delle banali esternazioni, o cose dette in ambito privato, potevano diventare oggetto sia di provvedimento disciplinare che di licenziamento, all&#8217;epoca, poi il licenziamento del lavoratore portava in s\u00e9 il cattivo &#8220;marchio&#8221; che identificava la persona come &#8220;cattivo lavoratore&#8221; da cui poi derivava la speciosa conseguenza di avere molte difficolt\u00e0 a ritrovare un posto di lavoro.<\/p>\n<p><strong>Ed \u00e8 proprio cos\u00ec che oggi, in un contesto e con dei modi che ricordano i primi anni 50\u2019<\/strong>, che si sono trasformate delle banali conversazioni, in \u201cpunizione\u201d, oltre che dramma lavorativo e personale, per tre giovani lavoratori, oggi <strong>all\u2019alba del 2020, nella progredita e progressista Firenze che fu capitale della cultura europea.<\/strong><\/p>\n<p>Anche se potrebbe apparire fuori contesto citare Firenze omaggiata in tempi non lontani del fregio di \u201cCapitale della cultura europea\u201d ebbene non lo \u00e8 affatto.<\/p>\n<p><strong>Cultura che nella sua accezione pi\u00f9 completa comprende anche il concetto di: \u201cCultura del lavoro\u201d.<\/strong>\u00a0 Una cultura del lavoro che 70 anni dopo il contesto lavorativo che vigeva negli anni 50\u2019 dovrebbe come minimo essere andata avanti, un cultura lavorativa che dovrebbe guardare al rispetto dei diritti delle persone, perch\u00e9 in primis un lavoratore qualunque sia la sua mansione, \u00e8 una persona; una cultura che dovrebbe spingere affinch\u00e9 gli ambienti di lavoro siano luoghi dove si collabori e ci si aiuti per portare in fondo nella maniera migliore e pi\u00f9 sana possibile un determinato lavoro, una maniera che oltre ad essere efficace e proficua per il lavoro stesso, crei le migliori condizioni possibili affinch\u00e9 le persone impiegate in tale lavoro vengano messe nella miglior situazione possibile perch\u00e9 possano svolgere al meglio la propria mansione, tutto questo non prevede certo la \u201cpunizione\u201d per aver condotto una conversazione dai toni scherzosi in un momento di rilassatezza o di pausa nello svolgere delle mansioni.<\/p>\n<p>E sebbene <strong>la cultura del lavoro in primis dovrebbe basarsi sulla creazione delle migliori condizioni possibili, anche e soprattutto umane, affinch\u00e9 le persone possano condurre al meglio la propria mansione<\/strong>, ma volendola anche vedere nei termini e dal punto di vista tanto cari alla \u201ccultura del libero mercato\u201d, c&#8217;\u00e8 da domandarsi allora quale arcana formula di produttivit\u00e0 si nasconderebbe dietro al punire, fino al licenziamento, per delle banali conversazioni condotte per di pi\u00f9 in modo privato e non di fronte ai clienti?<\/p>\n<p>Bisogna domandarselo questo, perch\u00e9 storie come questa avvenuta a Firenze, sono chiari indicatori di un degrado del contesto lavorativo che si \u00e8 venuto a creare. Un ambiente, quello del mondo del lavoro attuale, che purtroppo oltre a confermare che i lavoratori non sono riconosciuti come persone, e vengono invece trattati come numeri, ci d\u00e0 anche evidenza di condizioni lavorative sempre pi\u00f9 spesso &#8220;tossiche&#8221; e alterate, a tal punto da trovare occasione di punire persino ci\u00f2 che venga detto all\u2019interno di una conversazione privata, e per di pi\u00f9 svolta in modo scherzoso.<\/p>\n<p><strong>Ma c\u2019\u00e8 ancora di peggio<\/strong>, i solerti dirigenti della Venchi, ben sapendo della forzatura sindacale e legale che si stava mettendo in atto, prima del licenziamento hanno persino tentato di spingere i ragazzi a licenziarsi autonomamente, e in fase successiva, minacciato i lavoratori di chiedere loro danni di immagine nel caso in cui non vengano ritirate le accuse contro l\u2019azienda e rinuncino cos\u00ec a rivendicare i propri diritti, nel processo appena iniziato.<\/p>\n<p><strong>Surreale,<\/strong> perch\u00e9 il danno d\u2019immagine non \u00e8 in alcun modo identificabile all\u2019interno di una conversazione privata svolta fra gli stessi lavoratori, bens\u00ec a questo punto delle cose, deriva dal polverone che l\u2019azienda stessa ha scatenato con la \u201cpunizione esemplare\u201d comminata ai lavoratori.<br \/>\n<strong>Forse contavano alla Venchi, che tutto ci\u00f2 restasse in silenzio<\/strong>, mi si passi il termine, in \u201comertoso modo\u201d.\u00a0 Certo visti i tempi che corrono \u00e8 immaginabile che per una situazione di cui si abbia notizia e che venga la luce, ce ne siano altre decine e decine sommerse, di cui niente si sappia, magari per paura da parte di chi le subisca di possibili ritorsioni nel prossimo futuro lavorativo.<\/p>\n<p>Ma a questo punto \u00e8 lecito porsi una domanda a carattere generale, che potrebbe anche apparire una provocazione, ma che purtroppo non lo \u00e8. <strong>Ci troviamo ancora all&#8217;interno di quello che \u00e8 definibile come ambiente lavorativo<\/strong>, oppure nel lavoro ci stiamo sempre pi\u00f9 avvicinando a modi di operare vigenti in ben altre realt\u00e0 e &#8220;organizzazioni&#8221; che niente hanno a che vedere con la legalit\u00e0 e col lavoro?<\/p>\n<p>Bisogna domandarselo, perch\u00e9 pensando bene al contesto di alcune condizioni che si stanno verificando nell&#8217;attuale mondo del lavoro, purtroppo risulta non essere pi\u00f9 soltanto una domanda provocatoria.\u00a0 <strong>Si parla di precisi aspetti e implicazioni, insiti in questa vicenda che dovrebbero dare molto da pensare:<\/strong> l\u2019indubbio intento punitivo per avere espresso della semplice ironia, perch\u00e9 come altro identificarlo un licenziamento a seguito di alcune battute innocenti espresse pure\u00a0 in ambito privato. Il comportamento di una delle persone coinvolte, una collega lavorativa che, invece di sorridere coi colleghi, dando la giusta dimensione alla cosa, pensa bene di riportare tale conversazione a dei superiori. Il comportamento dei superiori che, invece di liquidare la cosa con una risata, perch\u00e9 tale era la risposta che avrebbe meritato, pensano bene d\u2019istruire un procedimento disciplinare che termina con un licenziamento. E infine l\u2019aspetto nemmeno velato di pressione mossa sui lavoratori affinch\u00e9 restino pure in \u201comertoso silenzio\u201d di fronte ai fatti subiti, vicenda che parrebbe infine arrivare anche ad assumere aspetto di natura &#8220;ritorsiva&#8221; nei confronti dei lavoratori, qualora questi non avessero lasciato cadere nel nulla la cosa. Questo \u00e8 quello che viene fuori da questa tristissima vicenda, qualcosa che ci obbliga anche a domandarci quante altre centinaia di situazioni simili possano oggi venire a verificarsi nell\u2019attuale mondo del lavoro.<\/p>\n<p><strong>Le unit\u00e0 sindacali CUB Firenze e CUB Rail che si stanno occupando di sostenere i tre ex lavoratori della Venchi<\/strong>, e che di fatto hanno portato alla luce i fatti della vicenda, hanno chiesto il pieno e immediato reintegro nel posto di lavoro e i dovuti risarcimenti ai lavoratori per i mesi non lavorati.<br \/>\nCerto \u00e8 che, se danno d\u2019immagine ci sia stato, questi \u00e8 riscontrabile in modo evidente nello stesso comportamento dell\u2019azienda Venchi, che da due semplici battute scherzose ha messo in piedi qualcosa che oltre ad essere ingiusto, irrispettoso dei diritti delle persone e dei lavoratori \u00e8 enormemente spropositato nella sua risposta e persino controproducente per l\u2019azienda stessa che adesso lo rischia davvero il danno d\u2019immagine.<\/p>\n<p>In tal senso ci sembra il minimo fare come proprio quanto espresso dalle Unit\u00e0 sindacali dei CUB che si stanno occupando di sostenere i tre ex lavoratori della Venchi: <strong>\u201cPer quanto ci riguarda sapremo certamente individuare, anche per queste feste, differenti cioccolaterie e diverse marche di cioccolato ben pi\u00f9 \u201cdolci\u201d e siamo certi che lo stesso faranno le persone che informeremo di questa disgustosa vicenda.\u201d<\/strong><\/p>\n<p>E&#8217; d&#8217;obbligo infine un&#8217;ultima domanda: \u00e8 dunque questo il tanto <strong>decantato modello lavorativo del libero mercato<\/strong>, quello che faceva uso di parole come<strong> &#8220;produttivit\u00e0, flessibilit\u00e0 ed efficienza&#8221;<\/strong> messe davanti a tutto, anche ai diritti umani, e indicate come principi cardine economici da seguire?\u00a0 Vien da domandarselo, perch\u00e9 <strong>l&#8217;efficienza si sta trasformando sempre pi\u00f9 in non rispetto dei pi\u00f9 minimi diritti<\/strong> fondamentali dell&#8217;uomo, compreso quello di parola; la <strong>flessibilit\u00e0 si sta trasformando in sopruso\u00a0 a cui debba seguire&#8221;omert\u00e0&#8221; e silenzio<\/strong> di fronte al danno ricevuto;\u00a0 e la <strong>produttivit\u00e0 si sta trasformando in una grottesca barzelletta<\/strong>, perch\u00e9 all&#8217;orrizzonte con questi presupposti non solo non si vede niente di produttivo, ma si finisce anche per distruggere quel poco di buono e di qualit\u00e0 che era rimasto in questo Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 accaduto un anno fa, anche se diventato oggetto di cronaca soltanto ieri, durante il presidio a Firenze in solidariet\u00e0 a tre giovani ex-lavoratori della cioccolateria Venchi. 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He was a volunteer with the Conscientious Objectors Association and an activist with Greenpeace. He participated in the Mir Sada International Peace March, a nonviolent peace convoy during the Bosnian conflict in Mostar and Sarajevo, to try to stop the conflict. He participated in the Social Forum and in the World March for Peace and Nonviolence. He founded the Valdarno Sustainability Committee with which he promotes the formation of the Valdarno Valdsieve coordination network to stop the construction of landfills and incinerators. He is passionate for writing, interested in alternative information, economics, research in the field of energy, strategies to achieve zero waste, and ecology, topics for which he has held public meetings and seminars for high school students. He works as a designer for the industry sector. Currently he engaged as volunteer in the fight against child exploitation and again Human Trafficking. 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