{"id":1002689,"date":"2019-12-28T09:15:55","date_gmt":"2019-12-28T09:15:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1002689"},"modified":"2019-12-28T09:16:49","modified_gmt":"2019-12-28T09:16:49","slug":"il-nostro-mondo-che-svanisce-fauna-e-flora-selvatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/12\/il-nostro-mondo-che-svanisce-fauna-e-flora-selvatica\/","title":{"rendered":"Il nostro mondo che svanisce: fauna e flora selvatica"},"content":{"rendered":"<p>Nel corso della sua storia, la Terra ha vissuto cinque estinzioni di massa. Ora sta vivendo la sesta.<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n<ol>\n<li>L&#8217;estinzione tra Ordoviciano e Siluriano, avvenuta circa 439 milioni di anni fa, ha cancellato l&#8217;86% della vita sulla Terra a quell\u2019epoca. La maggior parte degli scienziati ritiene che questa estinzione di massa sia stata precipitata dalla glaciazione e dall\u2019abbassamento del livello del mare (forse a causa della formazione della catena montuosa appalachiana), con un impatto catastrofico sulla vita animale nell&#8217;oceano.<\/li>\n<li>L&#8217;estinzione del tardo Devoniano ha avuto luogo circa 364 milioni di anni fa e ha distrutto il 75% delle specie sulla Terra. Probabilmente si \u00e8 diffusa in centinaia di migliaia di anni, causata da una sequenza di eventi che hanno impoverito gli oceani di ossigeno mentre la superficie terrestre \u00e8 stata raffreddata da cenere vulcanica. Dovevano trascorrere 10 milioni di anni prima che i vertebrati comparissero di nuovo sulla terraferma. Se l&#8217;estinzione tardiva del Devoniano non si fosse verificata, gli esseri umani potrebbero non esistere oggi.<\/li>\n<li>L&#8217;estinzione del Permiano-Triassico, avvenuta 251 milioni di anni fa, \u00e8 considerata la peggiore di tutta la storia perch\u00e9 circa il 96% delle specie sono andate perdute. La &#8220;Grande Moria&#8221; \u00e8 stata precipitata da un&#8217;enorme eruzione vulcanica che ha riempito l&#8217;aria di anidride carbonica alimentando diversi tipi di batteri che hanno iniziato ad emettere grandi quantit\u00e0 di metano. La Terra si riscaldava e gli oceani diventavano acidi. Le forme di vita presenti oggi discendono da quel 4% di specie sopravvissute.<\/li>\n<li>L&#8217;estinzione del Triassico-Giurassico si \u00e8 prodotta tra 214 milioni e 199 milioni di anni fa e si ritiene che ci siano state diverse fasi di perdita di specie. La colpa \u00e8 stata attribuita all&#8217;impatto di un asteroide, la perturbazione del clima ed eruzioni di basalto. Questa estinzione ha posto le basi per l&#8217;evoluzione dei dinosauri, che sono sopravvissuti per circa 135 milioni di anni.<\/li>\n<li>L&#8217;estinzione del Cretaceo-Paleocene, la meglio conosciuta delle 5 grandi estinzioni di massa, si \u00e8 verificata 65 milioni di anni fa, ponendo fine al 76% della vita sulla Terra, compresi i dinosauri. La causa \u00e8 una combinazione di attivit\u00e0 vulcanica, impatti di asteroidi e perturbazioni del clima. Questa estinzione ha successivamente permesso l&#8217;evoluzione dei mammiferi sulla terraferma e degli squali in mare.<\/li>\n<li>Il sesto evento di estinzione di massa nella storia della Terra \u00e8 quello che stiamo vivendo ora. A differenza delle precedenti estinzioni, che hanno contribuito a spianare la strada all&#8217;evoluzione di Homo Sapiens, la causa precipitante di questo evento \u00e8 la nostra stessa specie che \u00e8 destinata ad essere una delle specie a rischio di estinzione.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Permettetemi di spiegarne il perch\u00e9, illustrando le diverse forze che guidano le estinzioni, e spiegando concetti come &#8220;co-estinzione&#8221;, &#8220;estinzioni localizzate&#8221; e &#8220;cascate di estinzioni&#8221;. Gli effetti delle estinzioni sono nascosti nel breve termine, mascherando cos\u00ec la reale portata della distruzione e le conseguenze per la vita sulla Terra, incluso l&#8217;Homo sapiens.<\/p>\n<p>Ma prima di fare questo, propongo questo estratto dal libro <em>\u201cSapiens: Breve Storia dell\u2019Umanit\u00e0\u201d<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><strong>[2]<\/strong><\/a><\/em> di Yuval Noah Harari, che commenta l&#8217;espansione degli antichi esseri umani fuori dall&#8217;Africa: \u201cSe combiniamo le estinzioni di massa in Australia e in America, e aggiungiamo le estinzioni su piccola scala che hanno avuto luogo man mano che Homo sapiens si diffuse in Afro-Asia &#8211; come l&#8217;estinzione di tutte le altre specie umane &#8211; e le estinzioni avvenute quando antichi raccoglitori si stabilirono in isole remote come Cuba, l&#8217;inevitabile conclusione \u00e8 che la prima ondata di colonizzazione di Homo Sapiens fu uno dei pi\u00f9 grandi e rapidi disastri ecologici che si sono abbattuti sul regno animale. I pi\u00f9 colpiti furono le grandi creature pelose.\u201d<\/p>\n<p>Secondo Harari, nel periodo tra 70.000 e 30.000 anni fa si \u00e8 verificata la Rivoluzione Cognitiva che probabilmente comportava una ristrutturazione interna del cervello di Homo Sapiens per facilitare l&#8217;apprendimento, il ricordo, l&#8217;immaginazione e la comunicazione e che coincideva anche con il momento in cui le bande di Homo Sapiens cominciarono a lasciare l&#8217;Africa per la seconda volta. A quei tempi il pianeta ospitava circa 200 generi di grandi mammiferi terrestri del peso di oltre cinquanta chilogrammi. All&#8217;epoca della rivoluzione agricola, circa 12.000 anni fa, ne restava solo un centinaio. Homo sapiens ha portato all&#8217;estinzione circa la met\u00e0 delle grandi bestie del pianeta molto prima che inventasse la ruota, la scrittura e gli attrezzi di ferro.<\/p>\n<p>Questa tragedia ecologica \u00e8 stata ripetuta su scala pi\u00f9 piccola innumerevoli volte dopo la Rivoluzione Agricola, portando ad esempio alla scomparsa dei mammut dal continente eurasiatico e nordamericano 10.000 anni fa, quando Homo Sapiens si \u00e8 diffuso. Ciononostante, i mammut prosperarono fino a 4.000 anni fa su alcune isole remote dell\u2019Artico, in particolare Wrangel (isola russa a nord della Siberia, NdT), per poi scomparire improvvisamente con l&#8217;arrivo dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Mentre c&#8217;\u00e8 stato un dibattito sull&#8217;estensione dell&#8217;impatto umano rispetto ai cambiamenti climatici e ambientali, compresi i picchi dell&#8217;era glaciale<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>, la documentazione archeologica fornisce prove convincenti del ruolo di Homo Sapiens come \u201cserial killer ecologico\u201d, secondo le parole di Harari. Ci sono altre prove ben documentate in <em>The Future Eaters<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><strong>[4]<\/strong><\/a> del Professor Tim Flannery: Una storia ecologica delle terre e dei popoli dell&#8217;Australasia,<\/em> di cui un capitolo si riferisce alla Nuova Zelanda, dove la megafauna \u00e8 sopravvissuta fino all&#8217;arrivo dei Maori solo 800 anni fa per poi rapidamente scomparire.<\/p>\n<p>E l&#8217;assalto non si \u00e8 mai concluso perch\u00e9 l&#8217;inesorabile espansione di Homo Sapiens verso gli angoli pi\u00f9 remoti della Terra (che comprende le migliaia di isole dell&#8217;Oceano Atlantico, Indiano e Pacifico) ha inevitabilmente portato all&#8217;estinzione di una miriade di specie locali, tra cui uccelli, insetti e lumache. Infatti, dopo la rivoluzione industriale di circa 270 anni fa, che ha permesso lo sviluppo di tecnologie di uccisione su una scala mai vista prima, l&#8217;assalto umano alla vita sulla Terra ha accelerato cos\u00ec efficacemente che 200 specie di vita sono ora spinte all&#8217;estinzione ogni giorno.<\/p>\n<p><strong>Qualunque altra affermazione possano fare su se stessi, gli esseri umani sono veramente i padroni della morte.<\/strong><\/p>\n<p>A che punto siamo oggi?<\/p>\n<p>Secondo un recente rapporto, la Terra sta vivendo quello che potrebbe essere descritto come &#8220;solo la punta di un enorme iceberg di estinzione&#8221;<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. Solo la punta? potreste chiedere.<\/p>\n<p><strong>Comportamenti che causano l&#8217;estinzione<\/strong><\/p>\n<p>I principali comportamenti umani che stanno modificando la biosfera terrestre, con esiti catastrofici per molte specie, sono facilmente visibili e ben descritti nella letteratura scientifica: distruzione di habitat come oceani, foreste pluviali, praterie, zone umide, mangrovie, laghi e barriere coralline, attraverso violenza militare, contaminazione radioattiva, attivit\u00e0 industriali (compresa la distruzione di ecosistemi per costruire citt\u00e0, strade e ferrovie oltre ad una vasta gamma di altre attivit\u00e0) e avvelenamento chimico. A questo si aggiunge lo sfruttamento eccessivo, l&#8217;invasione biotica e gli effetti delle modificazioni ambientali, comprese le condizioni climatiche, che portano all&#8217;aumento della temperatura, a periodi pi\u00f9 frequenti di siccit\u00e0, all&#8217;acidificazione degli oceani e ad altre alterazioni delle condizioni ambientali in modo tale che i limiti di tolleranza per le specie che vi abitano vengono violati causando estinzioni localizzate. Purtroppo, per\u00f2, esistono altri meccanismi pi\u00f9 complicati che possono esacerbare la perdita di specie.<\/p>\n<p>In particolare, sta diventando sempre pi\u00f9 evidente come le interazioni biotiche, oltre a permettere l&#8217;emergere e il mantenimento della diversit\u00e0, costruiscono anche complesse reti attraverso le quali la perdita di una specie pu\u00f2 far scomparire pi\u00f9 specie (un processo noto come &#8220;co-estinzione&#8221;), e portare interi sistemi ad un improvviso e inaspettato cambiamento di regime, o addirittura al collasso totale. In un linguaggio semplice, una specie non pu\u00f2 sopravvivere senza le risorse (le altre specie) da cui dipende per la sopravvivenza e l&#8217;accelerazione della perdita di specie minaccia ora il collasso totale di interi sistemi.<\/p>\n<p>Questo perch\u00e9 le interazioni tra risorse e consumatori nei sistemi naturali (come le reti alimentari) sono organizzate in vari livelli gerarchici di complessit\u00e0 (compresi i livelli trofici), per cui la rimozione delle risorse pu\u00f2 portare all&#8217;estinzione a cascata, dal basso verso l&#8217;alto, di diversi consumatori di livello superiore.<\/p>\n<p>Riassumendo i risultati di diversi studi basati su dati simulati o reali, Dr. Giovanni Strona e Professor Corey J. A. Bradshaw spiegano perch\u00e9 &#8220;dovremmo aspettarci che la maggior parte degli eventi di perdita di specie causino co-estinzioni, un\u2019ipotesi confermata dal preoccupante tasso innaturale a cui le popolazioni e le specie stanno scomparendo, e che va ben oltre quanto ci si aspetta come semplice conseguenza dello sforzo umano. Infatti, anche le specie pi\u00f9 resistenti saranno inevitabilmente vittime delle sinergie tra le cause dell&#8217;estinzione, poich\u00e9 gli stress estremi spingono al collasso delle comunit\u00e0 biologiche. Inoltre, le co-estinzioni sono spesso innescate ben prima della perdita completa di un&#8217;intera specie, cosicch\u00e9 anche le oscillazioni nella dimensione della popolazione di una specie potrebbero portare alla scomparsa locale di altre specie che dipendono dalla prima. Ci\u00f2 rende difficile essere ottimisti sul futuro della diversit\u00e0 delle specie nell&#8217;attuale traiettoria del cambiamento globale, per non parlare di ulteriori catastrofi su scala planetaria&#8221;.<\/p>\n<p>Nel tentativo di sottolineare l&#8217;importanza di questo fenomeno, Strona e Bradshaw osservano che &#8220;man mano che la nostra comprensione dell&#8217;importanza delle interazioni ecologiche nel plasmare l&#8217;identit\u00e0 dell&#8217;ecosistema avanza, diventa sempre pi\u00f9 chiaro come la scomparsa dei consumatori a seguito dell&#8217;esaurimento delle loro risorse &#8211; un processo noto come &#8220;co-estinzione&#8221; &#8211; sia probabilmente il principale motore della perdita di biodiversit\u00e0&#8221; e che &#8220;le dipendenze ecologiche amplificano fino a dieci volte gli effetti diretti del cambiamento ambientale sul collasso della diversit\u00e0 planetaria&#8221;<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>..<\/p>\n<p>In uno studio scientifico pubblicato recentemente<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>, i Professori Gerardo Ceballos, Paul R. Ehrlich e Rodolfo Dirzo documentano un altro elemento spesso ignorato nella comprensione della natura accelerata dell&#8217;estinzione delle specie.<\/p>\n<p>\u201cLa sesta estinzione di massa della Terra \u00e8 pi\u00f9 grave di quanto percepito guardando esclusivamente alle estinzioni di specie. [&#8230;] Questa conclusione si basa sull&#8217;analisi del numero e del grado di contrazione [&#8230;] utilizzando un campione di 27.600 specie di vertebrati, e su un&#8217;analisi pi\u00f9 dettagliata che documenta l&#8217;estinzione di 177 specie di mammiferi tra il 1900 e il 2015&#8243;. Le loro ricerche hanno scoperto che il tasso di perdita delle popolazioni di vertebrati terrestri \u00e8 &#8220;estremamente elevato&#8221;, anche nelle &#8220;specie a bassa preoccupazione&#8221;.<\/p>\n<p>Nel loro campione, che comprende quasi la met\u00e0 delle specie conosciute di vertebrati, il 32% (8.851 su 27.600) \u00e8 in diminuzione, ovvero sono diminuite in termini di popolazione ed estensione. Nei 177 mammiferi per i quali si dispone di dati dettagliati, tutti avevano perso il 30% o pi\u00f9 della loro area geografica e pi\u00f9 del 40% delle specie aveva subito un forte calo di popolazione. I dati hanno rivelato che &#8220;al di l\u00e0 dell&#8217;estinzione di specie globali, la Terra sta vivendo un enorme episodio di declino delle popolazioni e di estinzioni, che avr\u00e0 delle conseguenze negative a cascata sul funzionamento dell&#8217;ecosistema e sui servizi vitali per sostenere la civilt\u00e0. \u201cLo descriviamo come un <em>annientamento biologico<\/em> per evidenziare l&#8217;attuale grandezza del sesto grande evento di estinzione della Terra in corso&#8221;.<\/p>\n<p>Illustrando il danno causato dalla drastica riduzione dell&#8217;area geografica storica di una specie, esaminiamo il leone. Questo mammifero \u00e8 stato storicamente distribuito su gran parte dell&#8217;Africa, dell&#8217;Europa meridionale e del Medio Oriente, fino all&#8217;India nordoccidentale. Ora \u00e8 confinato a popolazioni sparse nell&#8217;Africa subsahariana e a una popolazione residua nella foresta di Gir in India. La stragrande maggioranza dei leoni \u00e8 scomparsa.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 sta succedendo questo? Ceballos, Ehrlich e Dirzo ci dicono: &#8220;Negli ultimi decenni, la perdita di habitat, l&#8217;eccessivo sfruttamento, gli organismi invasivi, l&#8217;inquinamento, la tossicit\u00e0 e, pi\u00f9 recentemente, le alterazioni climatiche, oltre alle interazioni tra questi fattori, hanno portato al calo catastrofico del numero e delle dimensioni delle popolazioni di specie vertebrate sia comuni che rare&#8221;.<\/p>\n<p>Inoltre, gli autori avvertono: &#8220;Ma l&#8217;entit\u00e0 reale di questa estinzione di massa \u00e8 stata sottovalutata, a causa dell&#8217;enfasi posta sull&#8217;estinzione delle specie&#8221;. Questa sottovalutazione pu\u00f2 essere ricondotta al fatto che si trascura l&#8217;estinzione accelerata delle popolazioni locali di una specie. Le estinzioni delle popolazioni sono oggi in un ordine di grandezza pi\u00f9 frequente rispetto alle estinzioni di specie. Tuttavia, le estinzioni delle popolazioni sono il preludio alle estinzioni di specie, per cui la sesta estinzione di massa della Terra sta andando ben oltre quello che pensa la maggior parte di noi&#8221;.<\/p>\n<p>Inoltre, e soprattutto da una prospettiva umana ristretta, la massiccia perdita di popolazioni locali sta ormai danneggiando i servizi che gli ecosistemi forniscono alla civilt\u00e0 (ai quali, naturalmente, non viene dato alcun valore da parte dei governi, degli economisti e contabili aziendali).<\/p>\n<p>Come ci ricordano Ceballos, Ehrlich e Dirzo: &#8220;Quando si considera questo spaventoso attacco alle fondamenta della civilt\u00e0 umana, non si deve mai dimenticare che la capacit\u00e0 della Terra di sostenere la vita, compresa la vita umana, \u00e8 stata plasmata dalla vita stessa&#8221;. Quando si parla pubblicamente della crisi delle estinzioni, di solito ci si concentra su alcune specie animali (probabilmente iconiche) che si sono estinte, ma che ne proiettano molte altre in futuro. Tuttavia, uno sguardo alle mappe presenta un quadro molto pi\u00f9 realistico: ben il 50% del numero di individui animali che un tempo condividevano la Terra con noi sono gi\u00e0 scomparsi, cos\u00ec come miliardi di popolazioni locali.<\/p>\n<p>Gli autori affermano inoltre che la loro analisi \u00e8 conservativa, dato l&#8217;aumento delle traiettorie di quei fattori che guidano le estinzioni insieme ai loro impatti sinergici. Le perdite future possono facilmente ammontare a un&#8217;ulteriore rapida riduzione di fauna del globo e a perdite comparabili nella diversit\u00e0 delle piante, compresa la co-estinzione locale (e forse globale) delle piante guidata da quella degli animali. \u00a0Essi concludono con l&#8217;osservazione agghiacciante: &#8220;Pertanto, sottolineiamo che la sesta estinzione di massa \u00e8 gi\u00e0 qui e la finestra per un&#8217;azione efficace \u00e8 molto stretta&#8221;.<\/p>\n<p>Un altro studio recente ha esaminato le &#8220;Prove sperimentali per i meccanismi demografico-dinamici alla base delle cascate di estinzione dei carnivori&#8221;<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>, ed \u00e8 stato intrapreso da Dr. Dirk Sanders, Rachel Kehoe e dal Professor F.J. Frank van Veen, che hanno cercato di comprendere le &#8220;cascate di estinzione&#8221;. Notando che i tassi di estinzione delle specie dovuti alle attivit\u00e0 umane sono elevati, hanno studiato e documentato come le estinzioni iniziali possono innescare cascate di estinzioni secondarie che portano ad un&#8217;ulteriore erosione della biodiversit\u00e0. Ci\u00f2 avviene perch\u00e9 la diversit\u00e0 delle specie consumatori viene mantenuta grazie agli effetti positivi indiretti che queste specie hanno l&#8217;una sull&#8217;altra riducendo la concorrenza tra le rispettive specie di risorse. In altre parole, la perdita di una specie carnivora pu\u00f2 portare ad una maggiore competizione tra le prede, portando all&#8217;estinzione di quelle specie carnivore dipendenti dalle prede che perdono questa competizione.<\/p>\n<p>Un altro modo per spiegarlo \u00e8 stato offerto dal Dr. Jose M. Montoya: \u201cLe specie non si estinguono una alla volta. Invece, gli ecosistemi cambiano in una sorta di reazione a catena, proprio come nel bowling. L&#8217;impatto della palla abbatte uno o due birilli, che colpiscono altri birilli e questo alla fine determina il tuo punteggio. Allo stesso modo, quando in un ecosistema una specie si estingue, molte altre possono seguire, anche se non sono direttamente interessate dal disturbo iniziale. La complessa combinazione di effetti diretti e indiretti derivanti dalle interazioni tra le specie determina il destino delle specie rimanenti. Predire le condizioni in cui le estinzioni generano ulteriori estinzioni \u00e8 una grande sfida scientifica e sociale nell&#8217;attuale crisi della biodiversit\u00e0. [&#8230;] Sanders e i suoi colleghi [&#8230;] mostrano come e perch\u00e9 le estinzioni iniziali dei predatori innescano cascate di estinzioni secondarie dei restanti predatori&#8221;.<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>.<\/p>\n<p>Per comprendere appieno la portata della crisi della nostra biosfera, dobbiamo guardare ben oltre il clima terrestre: ci sono molte variabili che hanno un impatto negativo sulla vita sulla Terra, molte delle quali rappresentano individualmente la minaccia di estinzione umana. Come riportato nel recente <em>Global Assessment Report on Biodiversity and Ecosystem Services<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\"><strong>[10]<\/strong><\/a><\/em> elaborato e pubblicato dall&#8217;<em>Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services (IPBES)<\/em> &#8211; l&#8217;organismo scientifico che valuta lo stato della biodiversit\u00e0 e dei servizi ecosistemici che essa fornisce alla societ\u00e0 &#8211; &#8220;la natura \u00e8 globalmente in declino a ritmi senza precedenti nella storia umana.\u201d L<em>&#8216;IPBES Global Assessment<\/em> classifica, per la prima volta su questa scala, i cinque motori diretti del cambiamento in natura con il maggiore impatto globale.<\/p>\n<p>Quali sono allora i responsabili della distruzione della natura? Il numero 1 nell&#8217;elenco IPBES sono &#8220;cambiamenti nell&#8217;uso della terra e del mare, come la trasformazione di foreste tropicali intatte in terreni agricoli&#8221; ma, come detto, ce ne sono altri quattro. Secondo questo rapporto <strong><em>un milione di specie di vita sulla Terra sono minacciate di estinzione.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>E nella loro ultima valutazione di 100.000 specie, l&#8217;Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha concluso che nessuna specie ha migliorato le prospettive di evitare l&#8217;estinzione dalla loro precedente \u2018Lista Rossa\u2019.<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a><\/p>\n<p>Naturalmente, a parte i fattori di estinzione sistemica di cui sopra, compresa la non menzionata distruzione degli oceani attraverso l&#8217;assorbimento di anidride carbonica, l\u2019inquinamento con sostanze che vanno dai pesticidi alla plastica, e la pesca eccessiva cronica che sta spingendo molte specie oceaniche verso o oltre l&#8217;orlo dell&#8217;estinzione, gli esseri umani si impegnano anche in altre attivit\u00e0 che accelerano la corsa all&#8217;estinzione. La caccia agli animali selvatici per ottenere trofei o cibo per animali domestici<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a> e il traffico di animali selvatici: un&#8217;industria da 10-20 miliardi di dollari all&#8217;anno che coinvolge prodotti selvatici illegali come gioielli, &#8216;medicina tradizionale&#8217;, abbigliamento, mobili e souvenir, cos\u00ec come animali esotici<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a> giocano un ruolo vitale.<\/p>\n<p>In sintesi, la tragedia dell&#8217;esistenza umana \u00e8 che la Rivoluzione Cognitiva ha dato a Homo Sapiens la capacit\u00e0 di pianificare, organizzare e condurre una sequenza infinita di massacri sistematici in tutto il pianeta. Supponendo di avere la capacit\u00e0 genetica per farlo, i nostri modelli genitoriali ed educativi da allora hanno fatto s\u00ec che ci siano state negate le capacit\u00e0 emotive ed intellettuali per combattere strategicamente per la nostra stessa sopravvivenza. E il tempo che ci resta \u00e8 ora incredibilmente breve.<\/p>\n<p><strong>Cosa possiamo fare allora?<\/strong><\/p>\n<p>Dato che la continua e sistematica distruzione su scala industriale della fauna e flora selvatica terrestre ha origine in eventi evolutivi avvenuti circa 70.000 anni fa, ma che probabilmente avevano origini psicologiche precedenti, questa crisi chiaramente non si risolver\u00e0 n\u00e9 rapidamente n\u00e9 facilmente.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 si parla qui di psicologia? vi chiederete. Ebbene, mentre molti altri fattori hanno ovviamente giocato un ruolo (ad esempio, l&#8217;abbondanza di una specie in un particolare contesto potrebbe significare che la questione dell&#8217;uccisione dei singoli membri a scopo alimentare non si pone, almeno inizialmente) \u00e8 chiaro che, data la ben documentata e multiforme crisi in cui si trovano ora gli esseri umani, lo sforzo che si sta compiendo per evitare l&#8217;ormai imminente estinzione della nostra specie \u00e8 grottescamente insufficiente.<\/p>\n<p>Questa crisi ci impone di arginare e arrestare al pi\u00f9 presto l\u2019ondata delle estinzioni nella natura selvatica.<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14].\u00a0<\/a><\/p>\n<p>\u00c8 psicologicamente disfunzionale, per dirla in parole povere, perseverare o condonare con il nostro silenzio e la nostra inazione, in attivit\u00e0 che precipiteranno la nostra stessa estinzione, che esse siano guidate dalla folle \u00e9lite globale<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a> o dal nostro stesso eccesso di consumismo.<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a>.<\/p>\n<p>Per questo motivo, dopo 70.000 anni, dobbiamo finalmente chiederci &#8216;Perch\u00e9?&#8217; in modo da poter affrontare i fattori fondamentali del nostro comportamento suicida, nonch\u00e9 i diversi sintomi vitali che derivano da questi fattori. Lasciate che vi spieghi cosa intendo.<\/p>\n<p>La domanda fondamentale \u00e8: <strong><em>Perch\u00e9 noi esseri umani ci comportiamo in modo tale da causare la nostra stessa estinzione nel breve termine?<\/em><\/strong> Sicuramente, questo non \u00e8 n\u00e9 ragionevole n\u00e9 sensato. E chiunque sia capace di impegno emotivo e di pensiero razionale deve rendersene conto quando considera seriamente questo comportamento. Allora perch\u00e9 accade?<\/p>\n<p>Fondamentalmente perch\u00e9 i nostri modelli genitoriali ed educativi dalla Rivoluzione Cognitiva 70.000 anni fa ad oggi non sono riusciti a produrre persone di coscienza, persone emotivamente funzionali e capaci di analisi critica, persone che hanno a cuore le cose e che possono pianificare e rispondere alle crisi (o anche ai problemi) in modo strategico. Nonostante questa profonda lacuna sociale, sono comunque emersi alcuni individui che hanno una o pi\u00f9 di queste qualit\u00e0 e sono inevitabilmente &#8220;condannati&#8221; a suonare l&#8217;allarme, in un modo o nell&#8217;altro, e a cercare di mobilitare una risposta adeguata a qualsiasi crisi o problema che si presenta.<\/p>\n<p>Come \u00e8 per\u00f2 del tutto evidente dallo stato del nostro mondo, le persone con queste capacit\u00e0 sono e sono state rare e, per essere pi\u00f9 precisi, hanno avuto poche persone con cui lavorare. Questo \u00e8 illustrato dall&#8217;attuale incapacit\u00e0 di rispondere strategicamente alla catastrofe climatica in corso, alle guerre perenni sostenute dalle \u00e9lite e alla continua minaccia nucleare. La sopravvivenza umana \u00e8 inoltre minacciata dall&#8217;uso della geoingegneria e dallo spiegamento del 5G. <a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a><\/p>\n<p>Data la preoccupazione della societ\u00e0 moderna di produrre studenti, lavoratori, soldati, cittadini (cio\u00e8 contribuenti ed elettori) e consumatori sottomessi, l&#8217;ultima cosa che la societ\u00e0 vuole sono individui potenti capaci di interrogare la propria coscienza, di sentire la propria risposta emotiva agli eventi, di pensare in modo critico e di dare risposte strategiche. Per questo motivo i nostri modelli di educazione e genitorialit\u00e0 usano una combinazione spietata di violenza visibile, invisibile e del tutto nascosta per assicurare che i nostri figli diventino individui terrorizzati, impotenti e che odiano se stessi, come praticamente tutti gli adulti che li circondano.<\/p>\n<p>Questa violenza poliedrica assicura che l&#8217;adulto che emerge dall&#8217;infanzia e dall&#8217;adolescenza sopprima la consapevolezza di un&#8217;enorme quantit\u00e0 di paura, dolore e rabbia (tra molti altri sentimenti) e debba vivere nell&#8217;illusione per rimanere ignaro di questi sentimenti soppressi. Questo, a sua volta, assicura che, come parte della loro illusione, le persone sviluppino un forte senso che ci\u00f2 che stanno gi\u00e0 facendo \u00e8 funzionale e funzionante (non importa quanto disfunzionale e inefficace possa essere in realt\u00e0), mentre inconsciamente sopprimono la consapevolezza di qualsiasi evidenza che contraddice la loro illusione.<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a><\/p>\n<p>Se vogliamo affrontare il motore fondamentale della distruzione della natura selvatica terrestre e della biosfera in generale, dobbiamo affrontare questa causa. Per quegli adulti abbastanza potenti per fare questo, c&#8217;\u00e8 una spiegazione in \u2018Putting Feelings First\u2019<a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[19]<\/a>. E per gli adulti impegnati a facilitare gli sforzi dei bambini per realizzare il loro potenziale per diventare consapevoli di s\u00e9 stessi, vedi \u00a0<a href=\"https:\/\/feelingsfirstblog.wordpress.com\/my-promise-to-children\/\">\u2018My Promise to Children\u2019<\/a> e \u2018The Art of Deep Listening\u2019<a href=\"#_ftn20\" name=\"_ftnref20\">[20]<\/a>.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 di questa causa, tuttavia, dobbiamo anche resistere strategicamente ai governi e alle multinazionali controllate dalle \u00e9lites folli che sono un sintomo chiave di questa crisi<a href=\"#_ftn21\" name=\"_ftnref21\">[21]<\/a>, che producono e pubblicizzano una vasta gamma di prodotti che distruggono la natura, dalle armi convenzionali e nucleari e combustibili fossili ai prodotti ottenuti dalla distruzione dell&#8217;habitat (compresi gli oceani, foreste pluviali, praterie, zone umide, mangrovie, laghi e barriere coralline) e l&#8217;avvelenamento chimico dei terreni agricoli.<a href=\"#_ftn22\" name=\"_ftnref22\">[22]<\/a><\/p>\n<p>Ma possiamo anche minare questa distruzione rifiutandoci di acquistare i prodotti forniti dalle multinazionali che, con la complicit\u00e0 dei governi, sostengono le guerre per arricchire l\u2019industria bellica, che rubano combustibili fossili per arricchire i produttori di carburanti, aerei e automobili, o che realizzano profitti distruggendo gli habitat producendo cibo avvelenato. Possiamo farlo riducendo e cambiando sistematicamente il nostro modello di consumo e diventando pi\u00f9 autosufficienti a livello locale, come descritto nel &#8216;The Flame Tree Project to Save Life on Earth&#8217;<a href=\"#_ftn23\" name=\"_ftnref23\">[23]<\/a> o, pi\u00f9 semplicemente, impegnandoci nel The Earth Pledge (sotto).<\/p>\n<p>Se non viaggiamo in auto e in aereo, i governi della NATO saranno meno incentivati a invadere e occupare i paesi ricchi di petrolio per rubare le loro risorse e le multinazionali otterranno meno profitti dalla distruzione degli habitat naturali, salvando cos\u00ec un gran numero di animali e piante e alleviando cos\u00ec la pressione sulla biosfera in generale.<\/p>\n<p>Potete prendere in considerazione la possibilit\u00e0 di unirvi a coloro che lavorano per porre fine alla violenza in tutti i contesti, firmando online l&#8217;impegno di &#8220;The People&#8217;s Charter to Create a Nonviolent World&#8221;.<a href=\"#_ftn24\" name=\"_ftnref24\">[24]<\/a><\/p>\n<p><strong><em>L&#8217;impegno per la Terra<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Per amore per la Terra e per tutte le sue creature, e il mio rispetto per i loro bisogni, da questo giorno in poi mi impegno a:<\/p>\n<ol>\n<li>Ascoltare profondamente i bambini (vedi spiegazione sopra)<\/li>\n<li>Non viaggiare in aereo<\/li>\n<li>Non viaggiare in auto<\/li>\n<li>Non mangiare carne e pesce<\/li>\n<li>Mangiare solo cibi biologici \/ biodinamici<\/li>\n<li>Ridurrurre al minimo l\u2019utilizzo di acqua dolce, riducendo anche il possesso e uso di elettrodomestici<\/li>\n<li>Non comprare legname proveniente da foreste pluviali<\/li>\n<li>Non comprare e utilizzare plastica usa e getta, come sacchetti, bottiglie, contenitori, bicchieri e cannucce<\/li>\n<li>Non servirmi di banche, fondi pensionistici e compagnie di assicurazione che investono in combustibili fossili, energia nucleare e armi<\/li>\n<li>Non lavorare per organizzazioni che sostengono o partecipano allo sfruttamento di altri esseri umani o che traggono profitto dall&#8217;uccisione e distruzione della biosfera<\/li>\n<li>Non ricevere notizie dai media commerciali (giornali tradizionali, televisione, radio, Google, Facebook, Twitter&#8230;)<\/li>\n<li>Fare lo sforzo di imparare un\u2019abilit\u00e0 manuale come la coltivazione di frutta e verdura o il cucito, che rendono pi\u00f9 autosufficienti<\/li>\n<li>Incoraggiare gentilmente la mia famiglia e i miei amici a firmare questo impegno.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>Conclusione<\/strong><\/p>\n<p>Forse il punto chiave da imparare \u00e8 che, cos\u00ec come abbiamo innescato una serie di cicli auto-rinforzanti che portano al deterioramento del clima terrestre che ora siamo impotenti ad arrestare (se stessimo anche solo cercando di farlo), abbiamo anche precipitato una crisi della biodiversit\u00e0. Questa si retroalimenta perch\u00e9 la perdita di ogni singola specie ha un impatto su quelle specie che da essa dipendono, precipitando catene di eventi che rendono inevitabili ulteriori estinzioni. Questa \u00e8 una delle &#8220;sinergie negative&#8221;, ad esempio, che contribuiscono al rapido avvicinamento della foresta amazzonica al punto di ribaltamento in cui croller\u00e0.<a href=\"#_ftn25\" name=\"_ftnref25\">[25]<\/a><\/p>\n<p>Siamo quindi giunti all&#8217;atto finale di una tragedia che ha avuto origine nella Rivoluzione Cognitiva circa 70.000 anni fa e che non siamo stati in grado di contenere in alcun modo. Gli atti precedenti di questa tragedia sono state le innumerevoli specie di piante, uccelli, animali, pesci, anfibi, insetti e rettili che l&#8217;Homo Sapiens ha portato all&#8217;estinzione.<\/p>\n<p>Ora, nell&#8217;atto finale, porteremo all&#8217;estinzione 200 specie oggi. 200 specie domani. 200 specie il giorno dopo&#8230; Finch\u00e9, un giorno molto presto, a meno che voi e coloro che conoscete non siate disposti ad impegnarvi completamente nello sforzo di evitare questo risultato, l&#8217;assalto umano alla vita sulla Terra giunger\u00e0 alla sua inevitabile conclusione: l&#8217;estinzione dell&#8217;Homo Sapiens.<\/p>\n<p>Traduzione dall&#8217;inglese di Thomas Schmid<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Vedi ad esempio: \u00a0<a href=\"https:\/\/www.worldatlas.com\/articles\/the-timeline-of-the-mass-extinction-events-on-earth.html\">\u2018Timeline Of Mass Extinction Events On Earth\u2019<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> \u00a0<a href=\"https:\/\/www.goodreads.com\/book\/show\/23692271-sapiens\"><em>Sapiens: A Brief History of Humankind<\/em><\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Vedere ad esempio: <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/science\/2014\/mar\/15\/what-killed-giant-beasts-mammoths-climate-change-or-man\">\u2018What killed off the giant beasts \u2013 climate change or man?\u2019<\/a>\u00a0 e \u00a0<a href=\"https:\/\/www.sciencemag.org\/news\/2014\/01\/what-killed-great-beasts-north-america\">\u2018What Killed the Great Beasts of North America?\u2019<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> \u00a0<a href=\"https:\/\/www.goodreads.com\/book\/show\/253071.The_Future_Eaters\"><em>The Future Eaters: An Ecological History of the Australasian Lands and People<\/em><\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Vedere \u00a0<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41598-018-35068-1\">\u2018Co-extinctions annihilate planetary life during extreme environmental change\u2019<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Vedere <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41598-018-35068-1\">\u2018Co-extinctions annihilate planetary life during extreme environmental change\u2019<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> \u00a0<a href=\"http:\/\/www.pnas.org\/content\/early\/2017\/07\/05\/1704949114\">\u2018Biological annihilation via the ongoing sixth mass extinction signaled by vertebrate population losses and declines\u2019<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> \u00a0<a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0960982215012452\">\u2018Experimental Evidence for the Population-Dynamic Mechanisms Underlying Extinction Cascades of Carnivores\u2019<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Vedere \u00a0<a href=\"https:\/\/reader.elsevier.com\/reader\/sd\/pii\/S0960982215013482\">\u2018Ecology: Dynamics of Indirect Extinction\u2019<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> \u00a0<a href=\"https:\/\/www.ipbes.net\/news\/million-threatened-species-thirteen-questions-answers\"><em>Global Assessment Report on Biodiversity and Ecosystem Services<\/em><\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Vedere \u00a0<a href=\"https:\/\/www.iucn.org\/news\/species\/201907\/unsustainable-fishing-and-hunting-bushmeat-driving-iconic-species-extinction-iucn-red-list\">\u2018News Release\u2019<\/a>\u00a0 e\u00a0 \u00a0<a href=\"https:\/\/news.mongabay.com\/2019\/07\/from-over-100000-species-assessments-in-iucn-update-zero-improvements\/\">\u2018F<\/a><a href=\"https:\/\/news.mongabay.com\/2019\/07\/from-over-100000-species-assessments-in-iucn-update-zero-improvements\/\">rom over 100,000 species assessments in IUCN update, zero improvements<\/a><a href=\"https:\/\/news.mongabay.com\/2019\/07\/from-over-100000-species-assessments-in-iucn-update-zero-improvements\/\">\u2019<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> Vedere \u00a0<a href=\"https:\/\/www.globalresearch.ca\/killing-elephants-pet-food\/5669867\">\u2018Killing Elephants \u201cfor Pet Food\u201d Condemned\u2019<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Vedere \u00a0<a href=\"http:\/\/www.stopwildlifetrafficking.org\/\">\u2018Stop Wildlife Trafficking\u2019<\/a>\u00a0 e \u00a0<a href=\"https:\/\/www.asiatimes.com\/2019\/08\/opinion\/china-must-lead-global-effort-against-tiger-trade\/\">\u2018China must lead global effort against tiger trade\u2019<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> Si veda ad esempio\u00a0 \u00a0<a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/2018\/08\/human-extinction-by-2026-a-last-ditch-strategy-to-fight-for-human-survival\/\">\u2018Human Extinction by 2026? A Last Ditch Strategy to Fight for Human Survival\u2019<\/a>\u00a0 e <a href=\"https:\/\/arctic-news.blogspot.com\/2018\/11\/doomsday-by-2021.html\">\u2018Doomsday by 2021?\u2019<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> \u00a0<a href=\"https:\/\/feelingsfirstblog.wordpress.com\/key-articles\/global-elite-is-insane-revisited\/\">\u2018The Global Elite is Insane Revisited\u2019<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> Vedere \u00a0<a href=\"https:\/\/feelingsfirstblog.wordpress.com\/key-articles\/love-denied\/\">\u2018Love Denied: The Psychology of Materialism, Violence and War\u2019<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a> Si veda <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/2019\/09\/the-global-climate-movement-is-failing-why\/\">\u2018The Global Climate Movement is Failing: Why?\u2019<\/a> , <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2018\/11\/the-war-to-end-war-100-years-on-an-evaluation-and-reorientation-of-our-resistance-to-war\/\">\u2018The War to End War 100 Years On: An Evaluation and Reorientation of our Resistance to War\u2019<\/a>\u00a0 e \u00a0<a href=\"https:\/\/nonviolentstrategy.wordpress.com\/articles\/why-activists-fail\/\">\u2018Why Activists Fail\u2019<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a> Vedere <a href=\"http:\/\/tinyurl.com\/whyviolence\">\u2018<\/a><a href=\"http:\/\/tinyurl.com\/whyviolence\">Why Violence?<\/a><a href=\"http:\/\/tinyurl.com\/whyviolence\">\u2019<\/a>,\u00a0<a href=\"http:\/\/anitamckone.wordpress.com\/articles-2\/fearless-and-fearful-psychology\/\">\u2018<\/a><a href=\"http:\/\/anitamckone.wordpress.com\/articles-2\/fearless-and-fearful-psychology\/\">Fearless Psychology and Fearful Psychology: Principles and Practice<\/a><a href=\"http:\/\/anitamckone.wordpress.com\/articles-2\/fearless-and-fearful-psychology\/\">\u2019<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/feelingsfirstblog.wordpress.com\/school-or-education\/\">\u2018Do We Want School or Education?\u2019<\/a>\u00a0\u00a0 e\u00a0 \u00a0<a href=\"https:\/\/feelingsfirstblog.wordpress.com\/key-articles\/love-denied\/\">\u2018Love Denied: The Psychology of Materialism, Violence and War\u2019<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a> \u00a0<a href=\"https:\/\/feelingsfirstblog.wordpress.com\/putting-feelings-first\/\">\u2018<\/a><a href=\"https:\/\/feelingsfirstblog.wordpress.com\/putting-feelings-first\/\">Putting Feelings First\u2019<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref20\" name=\"_ftn20\">[20]<\/a> <a href=\"https:\/\/feelingsfirstblog.wordpress.com\/my-promise-to-children\/\">\u2018My Promise to Children\u2019<\/a>\u00a0 e <a href=\"https:\/\/feelingsfirstblog.wordpress.com\/nisteling\/\">\u2018Nisteling: The Art of Deep Listening\u2019<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref21\" name=\"_ftn21\">[21]<\/a> Vedere \u00a0<a href=\"https:\/\/feelingsfirstblog.wordpress.com\/key-articles\/global-elite-is-insane-revisited\/\">\u2018The Global Elite is Insane Revisited\u2019<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref22\" name=\"_ftn22\">[22]<\/a> Vedere <a href=\"https:\/\/nonviolentstrategy.wordpress.com\/\">Nonviolent Campaign Strategy<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref23\" name=\"_ftn23\">[23]<\/a> \u00a0<a href=\"http:\/\/tinyurl.com\/flametree\">\u2018<\/a><a href=\"http:\/\/tinyurl.com\/flametree\">The Flame Tree Project to Save Life on Earth<\/a><a href=\"http:\/\/tinyurl.com\/flametree\">\u2019<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref24\" name=\"_ftn24\">[24]<\/a> <a href=\"http:\/\/thepeoplesnonviolencecharter.wordpress.com\/\">\u2018<\/a><a href=\"http:\/\/thepeoplesnonviolencecharter.wordpress.com\/\">The People<\/a><a href=\"http:\/\/thepeoplesnonviolencecharter.wordpress.com\/\">\u2019<\/a><a href=\"http:\/\/thepeoplesnonviolencecharter.wordpress.com\/\">s Charter to Create a Nonviolent World<\/a><a href=\"http:\/\/thepeoplesnonviolencecharter.wordpress.com\/\">\u2019<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref25\" name=\"_ftn25\">[25]<\/a> Vedere \u00a0<a href=\"https:\/\/advances.sciencemag.org\/content\/4\/2\/eaat2340.full\">\u2018Amazon Tipping Point\u2019<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel corso della sua storia, la Terra ha vissuto cinque estinzioni di massa. 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