Esortandoli a chiudere l’organismo che non ha saputo governare sul lago e i suoi territori, il Coordinamento Interregionale per la Tutela del Garda ha inviato ai Comuni aderenti la richiesta formale per avviare la costituzione di un ente sovraordinato funzionale e dotato di poteri effettivi per affrontare le questioni e risolvere concretamente le problematiche.
COMUNICATO DEL COORDINAMENTO INTERREGIONALE PER LA TUTELA DEL GARDA:
Il Garda va tutelato e non saccheggiato e devastato
Il Garda è un unico ecosistema, ma continua a essere amministrato attraverso una frammentazione di competenze, livelli decisionali e strumenti deboli.
Un’associazione privatistica di enti pubblici priva di funzioni proprie, risorse stabili e capacità di coordinamento vincolante, l’attuale Comunità del Garda non è in grado di governare il bacino né di affrontare le criticità strutturali del territorio: tutela ambientale, qualità delle acque, depurazione, pressione turistica, consumo di suolo, mobilità, navigazione, sicurezza, infrastrutture e urbanistica.
La distanza tra le ambizioni dichiarate e la capacità istituzionale effettiva è evidente: la Comunità del Garda non governa il Garda e non lo rappresenta. Lo racconta, talvolta lo promuove, ma non dispone dei poteri necessari per intervenire sulle questioni strategiche del lago. E i fatti lo dimostrano:
– non ha fermato la follia della ciclopedonale da 17.000 euro al metro;
– ha sostenuto il nuovo collettore e il mega-depuratore che aprono la strada a nuove colate di cemento, con condomini di lusso, hotel e resort;
– oggi promuove persino una ulteriore fermata TAV, come se sette fermate in 266 km non fossero già sufficienti, in un progetto folle, costoso e sbagliato.
Bilancio: dati che confermano il problema
Nel 2025 la Comunità ha registrato entrate per 792.140,86 €, di cui 392.336,41 provenienti dai contributi dei soci, cioè dai Comuni e quindi dai cittadini. Il resto è composto dal pagamento degli stipendi ai tre dipendenti, da partite di giro e da un modesto avanzo. Null’altro.
A fronte di ciò, non esiste un ritorno istituzionale proporzionato in termini di decisioni vincolanti, funzioni esercitate o strumenti tecnici messi a disposizione del territorio.
Le richieste ai Comuni
Il Coordinamento Interregionale per la Tutela del Garda chiede ai Comuni di deliberare:
– l’avvio del percorso di superamento dell’associazione;
– la sospensione degli automatismi nei finanziamenti;
– l’apertura di un tavolo istituzionale con Regioni Lombardia e Veneto, Provincia autonoma di Trento e Stato;
– la definizione di un modello di governance unitario del bacino;
– la destinazione delle risorse oggi assorbite dalla struttura associativa a funzioni realmente operative e tecniche.
Un passaggio istituzionale non più rinviabile
Il Garda non può più permettersi organismi simbolici né sedi prive di poteri effettivi.
La sopravvivenza del lago, della sua qualità ambientale e della sua attrattività economica dipende dalla capacità delle istituzioni di compiere un salto di livello.
Il Lago di Garda è uno solo. Il suo governo deve essere uno. La responsabilità, oggi, è dei Comuni.

Coordinamento Interregionale per la Tutela del Garda
FONTE : Agenzia giornalistica Opinione










