Il Comitato di Sezione Anpi Nizza Lingotto riunitosi il 30 luglio 2026 respinge come inaccettabile il comunicato congiunto Anpi Nazionale-UCEI che asseconda le esigenze dell’UCEI di riconoscimento di un presunto ruolo nella Resistenza italiana alla Brigata Ebraica e ne “riconferma il diritto di partecipazione in sicurezza alle celebrazioni del 25 aprile”_Il comunicato è per noi un cedimento alle pressioni dell’UCEI e un’indiretta condanna delle contestazioni subite a Milano dalla Brigata Ebraica, un’unità militare che ha avuto un ruolo insignificante nella liberazione dell’Italia e aveva soprattutto lo scopo di promuovere presso la comunità internazionale la fondazione dello Stato sionista nel dopoguerra.
In merito all’iniziativa, vogliamo fare presente quanto segue.
1. Il comunicato congiunto è stato redatto e pubblicato arbitrariamente senza preventivo confronto con la base. E non vi si fa alcun cenno alla Palestina.
2. L’UCEI è un’associazione all’interno della quale militano anche esponenti di estrema destra, responsabili di aggressioni contro manifestanti dell’Anpi e pro-Palestina (25 aprile 2024 a Porta S. Paolo e 25 aprile 2025 sempre a Roma).
3. La Brigata Ebraica ha presentato un esposto contro ignoti in cui si ipotizzano i reati di violenza privata, rapina e istigazione a delinquere per l’ultima manifestazione del 25 aprile a Milano per la contestazione di tutte le componenti del corteo alla Brigata Ebraica stessa. Non ci sembra un gesto di “conciliazione”.
4. L’esposizione della bandiera di Israele al 25 aprile è stata una provocazione deliberata nei confronti della sensibilità politica dei manifestanti considerando che alla celebrazione non sono ammesse bandiere nazionali, se non quella italiana. Ricordiamo che la Resistenza italiana vide la partecipazione su base individuale, per slancio liberatorio dal nazifascismo, di partigiani ebrei, russi, valdesi, jugoslavi e altre etnie e confessioni. Non vediamo motivo per privilegiare la presenza ufficiale di uno Stato che ancora non esisteva. Ogni 8 Maggio a Torino celebriamo i caduti partigiani russi in Piemonte. Dovremmo portare le bandiere russe al 25 aprile?
5. Gli eventi che stanno portando al genocidio dei palestinesi a Gaza e l’espulsione degli stessi dalla Cisgiordania ci hanno indotto a portare ad ogni manifestazione le bandiere palestinesi per solidarietà e obbligo morale nei confronti della Resistenza palestinese. Abbiamo partecipato a tutte le manifestazioni torinesi con le comunità palestinesi e il Coordinamento Torino per Gaza e abbiamo fatto nostra la bandiera di Palestina.
Per queste ragioni non possiamo sopportare a fronte degli eventi in quella terra di avere a che fare con chi non riconosce e non condanna il genocidio in atto ad opera dei criminali sionisti. Ci opponiamo quindi alla presenza sionista nei cortei per la Liberazione d’Italia, alle scorribande squadriste dei militanti UCEI, respingiamo la provocazione insita nel comunicato del Nazionale e rinnoviamo il nostro impegno per la liberazione della Palestina dall’occupazione israeliana.










