Il 4 agosto alla Casa del Popolo di Solaio, a Pietrasanta (provincia di Lucca), nell’ambito dell’annuale Libera Festa organizzata dai Giovani Comunisti, si è svolto il dibattito “SolLEViamoci” sulle iniziative di resistenza alla crescente militarizzazione della società. Sotto la lente tre proposte, illustrate rispettivamente da Walter Albericci (Emergency), Martina Pignatti (Fondazione Banca Etica) e Cristina Ronchieri (Osservatorio contro la Militarizzazione nelle scuole e università).

Emergency fa seguire alla campagna R1pud1a dello scorso anno un più puntuale “Io obietto la guerra” rivolto sia ai singoli che alle amministrazioni comunali, con l’invito a un rosa di azioni fra cui l’istituzione di un registro degli obiettori dove si possano iscrivere i cittadini che della guerra non ne vogliono sapere.
Obiezione totale anche quella dell’Osservatorio, a livello sia individuale che collettivo (es. luoghi di lavoro che hanno a che fare con produzione e commercio di armamenti) in risposta al concetto di difesa totale che coinvolge non solo la sfera strettamente militare, ma l’intera società.
Martina Pignatti illustra poi la proposta di legge di iniziativa popolare per una difesa civile non armata e nonviolenta, per la quale è in corso la raccolta firme necessaria a portarla in Parlamento. Si tratta di istituzionalizzare, in seno alla Presidenza del Consiglio, Corpi civili di Pace formati e specializzati per l’intervento di prevenzione o riconciliazione nelle zone di conflitto con strumenti di dialogo, intermediazione e ricucitura di relazioni tra le persone. I Corpi civili sono già presenti, ma solo a livello sperimentale e “artigianale” con le associazioni Beati i costruttori di pace e Papa Giovanni XXIII. Sono ancora molto limitati nel numero e negli interventi, che si vogliono invece implementare con un’infrastruttura ad hoc, un Istituto di ricerca permanente sulle tecniche nonviolente e anche una parte di finanziamento lasciata alla volontà del cittadino tramite la destinazione del 6 per mille dell’Irpef.
Promotrici tre grandi reti associative pacifiste (Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile, Rete Italiana Pace e Disarmo e Sbilanciamoci) che comprendono moltissime associazioni .
L’Osservatorio esterna le sue perplessità in merito, in quanto ritiene che tutti i corpi civili, compreso questo costituendo, corrano il serio rischio di essere inglobati e fagocitati nelle scelte militari della difesa totale.
L’Osservatorio critica gli aggettivi “integrato” e “complementare”, presenti nel testo, ma Pignatti spiega che sono in realtà alternativi, non avendo nulla a che fare con il Ministero della Difesa; costituiscono proprio la parte che manca (in questo senso completano) al concetto pieno e corretto di difesa così come configurato nell’art. 52 della Costituzione ed esplicitato nel 1985 dalla Corte Costituzionale: corpi militari armati e corpi civili disarmati.
Dibattito serio e di spessore, rispettoso delle diverse posizioni, seguito da un bel gruppo di attivisti fra cui quelli del Forum per la Pace.
Personalmente non trovo contraddizione fra le tre iniziative. Le trovo confluenti e aderisco a tutte.
All’Osservatorio questa proposta di legge appare come un cavallo di Troia finalizzato ad agganciare il civile al militare. C’è chi invece la vede come un baco nella mela, una spina nel fianco, una pulce nell’orecchio: rosicchia la presunzione bellicista, pungola la volontà di cercare nuove vie e semina il dubbio di un’altra (e migliore) difesa possibile.
Testimonial illustri hanno firmato (Moni Ovadia, Cecilia Strada, Gad Lerner, Don Ciotti), così come cittadini comuni. Anch’io ho firmato.
Fallo anche tu (entro il 15 settembre) . Vai al sito www.difesacivilenonviolenta.org
Foto di Forum per la Pace Versilia










