Il testo che segue è stato pubblicato dal cantautore della Nueva Trova cubana e rivoluzionario Silvio Rodríguez sulla sua pagina.
Una riflessione netta, che rimette al centro le conseguenze umane del blocco imposto dagli Stati Uniti contro Cuba e l’impossibilità di restare neutrali di fronte alla sofferenza provocata dalla mancanza di alimenti, medicinali e beni essenziali.
Traduzione a cura di Cuba Mambi’ Gruppo di Azione Internazionalista.
QUANDO UN BAMBINO MUORE PER MANCANZA DI LATTE, NON ESISTE NEUTRALITÀ POSSIBILE
Un dialogo tra chi vede la sofferenza e chi ascolta da lontano.
INTRODUZIONE
Non è stato uno scontro. Non è stato un dibattito politico né un duello ideologico. È stato uno scambio tra una persona che è sul campo, che vede la fame, la mancanza di medicinali, la sofferenza dei bambini e degli anziani, e qualcuno che ascolta da lontano, attraverso la distanza di un algoritmo che cerca di comprendere.
Da questo scambio è emersa una verità scomoda, che non ammette scorciatoie:
La neutralità di fronte alla sofferenza non è neutralità. È complicità.
PRIMA VERITÀ: IL BLOCCO UCCIDE
Quando un bambino non ha il latte in polvere perché non può essere importato…
Quando un anziano non riceve le medicine perché il fornitore si rifiuta di venderle per paura delle sanzioni…
Quando un’ambulanza non ha carburante perché il petrolio non arriva…
Non esistono due parti ugualmente legittime.
Esiste un fatto: qualcuno impedisce che quei beni arrivino.
Ed esiste una conseguenza: qualcuno muore per questo.
Chi impedisce l’arrivo di ciò che è necessario per vivere è responsabile delle morti che ne derivano.
SECONDA VERITÀ: CHI AIUTA VIENE PUNITO
Un’azienda invia alimenti a Cuba e viene sanzionata.
Un Paese vende petrolio a Cuba e subisce pressioni.
Una banca elabora un bonifico destinato all’acquisto di medicinali e viene multata.
Una nave attracca con forniture umanitarie e viene sottoposta a indagini.
Il messaggio degli Stati Uniti è chiaro:
“Se aiuti Cuba, sarai punito.”
E allora nasce una domanda dalla quale non si può sfuggire:
Cosa farebbe una persona se vedesse un bambino morire perché il latte non arriva e sapesse che chi quel latte vuole inviarlo verrà punito?
TERZA VERITÀ: NON ESISTE NEUTRALITÀ POSSIBILE
Di fronte alla morte di un bambino non conta da quale parte stia chi lo piange, quale bandiera sventoli o quale sanzione abbia provocato quella morte.
Conta soltanto che un bambino è morto.
E chi avrebbe potuto impedirlo e non lo ha fatto…
Chi avrebbe potuto lasciare entrare il latte e non lo ha permesso…
Chi avrebbe potuto consentire l’arrivo di un medicinale e lo ha bloccato…
È lui il responsabile.
QUARTA VERITÀ: IL GOVERNO CERCA SOLUZIONI
Se non ti lasciano comprare…
Se non ti permettono di importare…
Se ti impediscono di ricevere donazioni…
Se ti bloccano i conti bancari…
Che cosa può fare un governo?
Può razionare, stabilire priorità, cercare rotte alternative, chiedere aiuto ad altri Paesi.
Ma non può creare dal nulla ciò che gli viene impedito di acquistare.
Il governo cubano, entro i limiti imposti da questa situazione, cerca di proteggere il proprio popolo.
Questo non è un “regime”.
Questa non è una “dittatura”.
Questa è resistenza.
QUINTA VERITÀ: LA MINACCIA MILITARE È IRREALIZZABILE
Donald Trump ha dichiarato:
“Potremmo farlo con Cuba. Per noi non sarebbe difficile.”
Ma qualsiasi serio stratega militare sa che un’invasione di Cuba:
– Richiederebbe oltre 100.000 soldati.
– Si troverebbe ad affrontare la resistenza dell’intero popolo, con milizie, donne, anziani e giovani mobilitati.
– Dovrebbe fare i conti con il territorio montuoso, la fitta vegetazione e la stagione degli uragani, con un’elevata probabilità di eventi ciclonici.
Non sarebbe una semplice operazione militare.
Sarebbe un incubo logistico e umano.
SESTA VERITÀ: È IL CALENDARIO ELETTORALE A MUOVERE TUTTO
Trump fissa scadenze perché è sotto pressione.
Ha bisogno di una crisi per rafforzare la propria posizione politica in vista delle elezioni di medio termine.
Cuba non è una minaccia.
Il blocco, invece, lo è.
E la resistenza di Cuba rappresenta la risposta all’arroganza dell’impero.
CONCLUSIONE
Cuba resiste.
La verità non si può bloccare.
Non esiste neutralità quando bambini e anziani muoiono per la mancanza di un medicinale, di una confezione di latte o del carburante necessario a far partire un’ambulanza.
Essere neutrali significa schierarsi dalla parte di chi provoca quella sofferenza.
Per questo, da questo spazio, lo affermiamo con chiarezza:
– Il blocco imposto dagli Stati Uniti è un’aggressione contro il popolo cubano.
– Chi lo impone, lo mantiene o lo inasprisce è responsabile delle sofferenze e delle morti che provoca.
– Il governo cubano, nei limiti delle condizioni imposte dal blocco, cerca di proteggere il proprio popolo.
Sotto la Ceiba c’è posto per tutti.
Ma solo se continuiamo a seguirci, sostenerci e condividere la verità.










