Inaugurata il 17 aprile scorso, la mostra allestita alla Casa della Storia Europea esplora l’eredità coloniale europea da molte prospettive.
“Parte dalle basi strutturali del colonialismo europeo e conduce ai giorni nostri passando per il modo in cui gli europei hanno preservato il potere durante il crollo dei loro imperi e in che modo ciò ha influenzato i paesi appena indipendenti – è spiegato nella sua presentazione – Invita a riflettere su come la storia coloniale continui a plasmare la vita odierna”.
“Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il potere coloniale sembrò sgretolarsi – è precisato nella presentazione – Dal 1945 alla fine del XX secolo, più di 80 colonie si liberarono dal dominio europeo e dichiararono l’indipendenza. Dopo decenni, se non secoli, di resistenza a una brutale oppressione, le loro vittorie sembrarono segnare una rottura decisiva con il passato. Ma le apparenze possono ingannare. In che modo la matrice di potere coloniale, le idee, gli eventi, le disuguaglianze e le ingiustizie nate dal colonialismo, ha continuato a plasmare il mondo moderno?“.
L’allestimento, curato da Daphné Budasz insieme a Simina Badica, Kieran Burns, Ayoko Mensah, Joanna Urbanek e molti collaboratori, presenta una raccolta di 195 reperti, oggetti e materiali documentali, dal VII secolo ad oggi, una serie di 8 filmati di testimonianze e 25 opere d’arte contemporanea sulla decolonizzazione, installate in un percorso espositivo suddiviso in quattro sezioni tematiche:
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Fondamenti strutturali del colonialismo europeo e la sua lunga storia, dal 1400 al 1945 – Quali sono le caratteristiche strutturali distintive del colonialismo? Sebbene ogni caso di colonizzazione europea abbia la sua storia, tutti condividono elementi comuni. Essere consapevoli delle caratteristiche sistemiche del colonialismo permette di riconoscerle ai giorni nostri…
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La fine dell’impero? – Illustra come gli europei abbiano mantenuto saldo il proprio dominio mentre i loro imperi crollavano. Nel 1945, all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, l’Europa giaceva in rovina e il suo potere si stava sgretolando. Dopo aver combattuto per sconfiggere il nazismo e il fascismo, le nazioni alleate non potevano certo difendere il colonialismo. Per i popoli colonizzati, sembrava che un cambiamento radicale fosse ora possibile…
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Tra indipendenza e vera libertà – Dalla fine degli anni ’50, la decolonizzazione ha preso slancio. Solo nel 1960, 17 colonie africane ottennero l’indipendenza. Furono momenti eccezionali di trionfo, speranza e orgoglio. Tuttavia, l’euforia provata da molti fu di breve durata…
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E adesso? – Confrontarsi con il passato coloniale dell’Europa significa vederne le tracce disseminate ovunque ancora oggi. Eppure, ovunque ci sia ingiustizia, c’è resistenza. Dentro e fuori dall’Europa, innumerevoli persone si impegnano per il cambiamento: artisti, attivisti, ricercatori, educatori, organizzatori e semplici cittadini, che si assumono responsabilità nelle proprie comunità. Ci invitano a ripensare cosa significhi essere europei, a guardare onestamente al ruolo dell’Europa nel mondo e a immaginare nuovi modi di essere e di vivere gli uni con gli altri.
“La Casa della Storia Europea inaugurata nel 2017 ha la missione e la responsabilità di esaminare la storia d’Europa – è spiegato nella presentazione della mostra temporanea – Le nostre esposizioni permanenti non approfondiscono a sufficienza l’impatto persistente del colonialismo. Trascurano le voci di coloro che hanno sofferto e resistito alla violenza coloniale. Questa mostra segna l’inizio di un percorso volto a colmare tale lacuna e fungerà da catalizzatore per la revisione degli allestimenti in tutto il resto del museo”.
Nel periodo di esposizione di Postcolonian? sono in programma numerosi eventi.
Prossimamente:
19 settembre 2026 – performance Pathway: Care, Migration, and Visibility: Focalizzando l’attenzione sulle esperienze dei lavoratori migranti appartenenti a minoranze razziali che si occupano di assistenza in Europa, in collaborazione con Choreographing Fascism (KhiO Oslo) e insieme a PARTS, Kanal Pompidou e Kaaitheater, il collettivo La Candidate Sans-Papiers affronta il tema delle dimensioni coloniali e di genere dei regimi lavorativi contemporanei in una rappresentazione i cui protagonisti sono lavoratori senza documenti e precari e che, pur rimanendo sistematicamente marginalizzati, con le proprie occupazioni assistono le società europee. L’evento indaga l’ambiguità emotiva e politica che circonda la cura, l’amore e lo sfruttamento, e invita il pubblico a confrontarsi con la domanda: chi si prende cura di coloro che si prendono cura della società?- 26 settembre 2026 – conferenza con workshop di litografia L’arte incarna la resistenza: Rani di Jhansi: eroismo, genere e resistenza nell’India coloniale
- 26 settembre 2026 – conferenza con proiezione di film La spartizione dell’India: confini, memoria e sfollamento
- 10 ottobre 2026 – laboratorio Fischi per fiaschi: Pratiche di (Un)Apprendimento
- 20 novembre 2026 – seminario Linee dell’Impero: Metropoli e Periferie
- 12 dicembre 2026 – laboratorio Storie di cibo
in esposizione fino al 14 marzo 2027
The House of European History – Bruxelles, 135 rue/straat Belliard
al lunedì dalle 13 alle 18
da martedì a venerdì dalle 9 alle 18 (a luglio e agosto dalle 10 alle 18)
al sabato e alla domenica dalle 10 alle 18
ingresso gratuito – per gruppi fino a 10 persone non è richiesta la prenotazione / visite guidate










