A Tirana migliaia di persone si sono anche oggi date appuntamento a piazza Skanderbeg per poi marciare fino agli uffici del primo ministro chiedendone a gran voce le dimissioni.

In una intervista Edi Rama ha avuto l’ardire di rispondere al giornalista che gli chiedeva dei manifestanti con un incredibile “Fuck you”.#

Ovviamente oggi i manifestanti gli hanno replicato senza sconti.

Apriva la manifestazione uno striscione che voleva ricordare gli 82 anni dal genocidio che colpì la minoranza Albanese che abitava in una terra di confine della Grecia del Nord.

 

Subito dopo un grande striscione in lingua Albanese denunciava che l’Albania  non è in vendita.

Si vedono anche bandiere Statunitensi perché qualcuno, prudentemente, vuole far capire che essere contro Trump e il suo genero non significa odiare gli Stati Uniti d’America, ad alcuni manifestanti questa furbata non piace, ma questo movimento è pacifico e plurale e poi molti albanesi sono ancora legati al sogno americano.

In piazza incontro un gruppetto di studenti di Hong Kong, anche loro indossano, solidali e interessati, i tipici copricapo di lana simbolo degli albanesi.

Parlando con le persone ho capito che si fanno strada due differenti prospettive: la cerchia di intellettuali e artisti che guida la protesta chiede le dimissioni di Edi Rama e la sostituzione del suo governo con un governo tecnico, temono nuove elezioni perché il sistema clientelare creato da Edi Rama potrebbe portare ad una sua nuova vittoria grazie a quella che viene chiamata in Italia “maggioranza silenziosa’.

Eccesso di prudenza o ponderato calcolo delle forze in gioco?

Molti in verità non si pongono questo problema e  dicono che la priorità è abbattere il governo, poi si vedrà: un passo alla volta.

Infine il piccolo partito di sinistra di opposizione “movimento insieme” sa che non esistono governi tecnici che non siano anche politici. Ritiene questa soluzione una trappola anche perché laddove si facesse un governo di persone perbene e sensibili alle questioni sociali, questo governo sarebbe ostaggio di un parlamento in cui la maggioranza dei parlamentari sono “socialisti” corrotti e fedeli a Edi Rama.

“Bisogna battere il chiodo finché è caldo e andare subito ad elezioni anticipate…” mi spiega uno di loro, che i più giovani chiamano “il Professore”.

Pensando ai governi Dini, Monti e Draghi credo che abbiano ragione.